Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.11.2013

Scritti di Baal HaSulam, Shlavey HaSulam (I gradini della Scala), Articolo 7
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Zohar per tutti, Nuovo Zohar, Bereshit (Genesi), Punto 546
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, Parte 2
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Scritti di Baal HaSulam, Shlavey HaSulam (I gradini della Scala), Articolo 13 “Possente Roccia della mia Salvezza
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 11 “Ciò che, mettendo la candela di Hanukah sulla sinistra, vuole dire nel lavoro”
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Domande e Risposte
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Conversazione sul Maaser e la Partecipazione alla Lezione del Mattino
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I segni del successo e del fallimento

Domanda: Quali sono i segni del successo o del fallimento del lavoro interiore, e qual è la rivelazione che abbiamo nelle nostre sensazioni e nel lavoro esteriore?

Risposta: Non possiamo dire cosa sia a nostro favore e cosa no perché, per il momento, noi ci mettiamo in moto solamente con l’ego, e vogliamo che tutto funzioni esattamente nel modo in cui lo vogliamo noi, senza alcun problema. E’ un’esigenza naturale, egoistica.

Tuttavia, dovremmo capire che questo è effettivamente impossibile. Solamente i grandi problemi, le grandi sofferenze ed interferenze e chiarificazioni possono tirarci fuori dall’ego. Tutte le domande che mi fate si riferiscono principalmente a questo stato.

“Perché abbiamo dei problemi nel gruppo, in famiglia? Perché incontriamo diverse interferenze quando iniziamo ad impegnarci nella divulgazione, nell’educazione integrale? Non sappiamo cosa fare!”

Naturalmente, queste domande si presentano perché dobbiamo correggere tutto questo. Si presentano lungo la strada, Le vediamo come degli ostacoli esterni? Non sono esterni e non sono estranei, ma sono le nostre interferenze interiori in cui si rivelano adesso.

Tuttavia dovreste prestare loro attenzione. Dovreste lavorare solamente sulla connessione nonostante l’influenza degli impedimenti e dei colpi esterni. Dovreste abbandonarli e impegnarvi nell’unione interiore. Questo è il solo modo in cui li potrete superare.

Per quanto riguarda i segni del successo o del fallimento nel lavoro interiore, se desiderate ardentemente la connessione e l’unione, nonostante le interruzioni – o effettivamente grazie a loro – è un segno di successo. Tuttavia, se improvvisamente iniziate ad allontanarvi tra di voi, allora non vuol dire niente di buono.

Semplicemente non capite come tutto questo funziona. Ci dobbiamo concentrare correttamente in modo che sentiremo sempre delle interruzioni, in ogni direzione, e saremo colpiti dalle nostre nuove qualità e dalle nostre sensazioni. E’ impossibile farcela senza di esse, perché questa è la materia che dovete correggere e al di sopra della quale ci si deve costantemente innalzare.

Supponiamo che qualcuno faccia qualcosa contro di voi o dica qualcosa di spiacevole e di non vero; supponiamo che qualcuno voglia lasciare il gruppo, o che abbiate una sensazione personale di discesa, queste sono tutte le qualità al di sopra delle quali vi dovete immediatamente unire. Poi, queste qualità saranno colmate dentro di voi e diventeranno parte del vostro stato corretto. Allora, quando aggiungerete ancora delle azioni così a questo stato, sarete già in grado di avvicinarvi al Machsom (barriera).
[120290]

(Da una conversazione sul Gruppo e la Divulgazione del 21.10.2013)

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Trasformazione dei sensi

Domanda: Che cosa ci è nascosto? Che cosa esattamente cominciamo a sentire durante la rivelazione?

Risposta: Niente esiste tranne due forze, il Creatore/dazione, e la creatura/ricezione, che ci portano in azione. La combinazione differente di queste forze forma il sistema, denominato Malchut; non esiste nient’altro tranne esso e noi esistiamo in esso.

La rivelazione di questo sistema, pieno di Luce, dà la sensazione del conseguimento, la saggezza e la realizzazione, fornisce le risposte alle nostre domande, riempie tutto il vuoto.

Inoltre, la vita che si arriva a sperimentare in questo flusso è senza limiti. Si smette di essere controllati dal corpo e si smette di pensare che si sta perdendo la vita con ogni battito del polso.

Si sente la perfezione perché le forze opposte non soltanto si connettono, ma anche si completano una con l’altra. Questo genera gioia e piacere per il raggiungimento, rivela all’uomo il mondo da una estremità all’ altra, la natura intera, e non soltanto il mondo materiale.

E allora l’uomo comincia a percepire questo mondo in un modo diverso. Prima era abituato a vedere la sofferenza, e i rapporti infelici fra le persone. E adesso vede come le persone sono corrette e trattano l’altro con amore.

Questa trasformazione avviene per l’uomo secondo le sue proprietà: egli consegue che il mondo è una copia di questo e tutto ciò che lui vede è una proiezione delle sue proprietà interne. Più si è corretti, ulteriormente corretto si vede il mondo, e ora si può giustificarlo.

E poi lui scopre che questo mondo appartiene anche a quello spirituale, e capisce che tutte le persone sono in occultamento, mentre lui ha ottenuto la rivelazione. Si scopre che la rivelazione è quando un uomo vede il quadro vero di questo mondo: prima gli sembrava fosse assolutamente vero, adesso lo percepisce come un film proiettato in aria che dipende dal cambiamento delle sue proprietà. L’uomo percepisce la gente intorno a lui come organi interiori della sua anima, e anche loro cambiano secondo la sua correzione. Poi lui capisce che il mondo non è fuori di lui, ma dentro. E tutti cominciano a vedere in questo modo.
[29412]

(Da Kab.TV “Kabbalah per Principianti” 29.11.2010)

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Come possiamo diventare indipendenti dal risultato del nostro lavoro?

Domanda: Cosa può aiutarci a diventare indipendenti dal risultato del nostro lavoro?

Risposta: Dovremmo spostare il risultato corporale al risultato spirituale. Il risultato spirituale è di dare piacere al Creatore. Immaginate di voler dare piacere a qualcuno, soddisfarlo, farlo felice e questo qualcuno è il Creatore.

Per descrivere più accuratamente il Creatore e sbagliarsi di meno, dovreste immaginare di voler fare felice tutta la realtà: tutta la natura inanimata, vegetativa, animata, e gli uomini, volete che stiano bene e voi vi dissolvete e scomparite effettivamente in tutti, vi dedicate a loro in ogni modo possibile, da adesso fino all’eternità, oltre il tempo, il movimento e lo spazio, in tutto quello che fate.

Al fine di essere più concreti, immaginate di essere in un gruppo e di voler provare a comportarvi in questo modo rispetto agli amici. Volete dedicarvi totalmente a loro, essere in loro, e scomparire ed essere incorporati in loro, ma questo deve essere adempiuto nella pratica, il che significa che dovreste essere pronti a fare tutto per scomparire in loro. Ciò significa che tutto scompare: le cause, le azioni, i risultati; tutto è orientato verso gli amici.

Pensateci ed immaginate questa situazione e verificate le vostre decisioni e i vostri chiarimenti nella pratica attraverso le vostre azioni. Dobbiamo chiarirci se quello che diciamo sono solamente delle parole vuote o se penetrano il vostro cuore. Questo esame lo si fa solamente attraverso le proprie azioni. Se quest’intenzione vi permette di mettervi in funzione, significa che la vostra intenzione è giusta. Ma se dovete cambiare la vostra intenzione per agire ed iniziare a fare qualcosa, allora la vostra intenzione non è ancora abbastanza seria, come si dice “senza una copertura”.
[119969]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.11.2013)

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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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La benevolenza – Un segno dell’intelletto

Opinione: (Matthieu Ricard, accademico francese che è diventato un monaco buddista, l’interprete francese del Dalai Lama, autore di bestseller internazionale ): “L’altruismo, l’empatia, la compassione – queste parole oggi sono sempre più sentite nella ricerca psicologica, neurobiologica, e anche economica.

“Con l’avvento della globalizzazione, possiamo chiaramente sentire che siamo tutti nella stessa barca. Di fronte a problemi ambientali globali, guardando il divario approfondito tra i ricchi e poveri, tra il Nord e il Sud, si capisce che il tempo delle gare è andato, e ora abbiamo bisogno di cooperazione.

“Senza di essa, saremo tutti perdenti. Siamo ben consapevoli che il famigerato individualismo e l’egoismo ci portano sfortuna. Ci sentiamo soli a causa loro, e scavando fin troppo in noi stessi ci fanno cadere in uno stato di depressione.”

Il mio commento: Ma il problema degli psicologi è che il metodo di correzione della natura umana è solo nelle mani dei Kabbalisti – e i Kabbalisti sono disposti a condividerlo con il mondo intero, solo che il mondo non vuole sentirne parlare. Forse vi è la necessità di uno sforzo congiunto di molti esperti in modo che tutti possiamo trasmettere l’opportunità di superare la crisi della civiltà nelle menti delle masse.
[120867]

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Diventare la versione aggiornata del Creatore

Baal HaSulam, “L’Essenza della Religione ed il Suo Scopo”: Una persona più sviluppata riconosce in se una quantità maggiore di male, e quindi respinge e separa il male da dentro in maniera maggiore. Uno meno sviluppato sente in se soltanto una piccola quantità di male, e respingerà quindi soltanto una piccola quantità di male. Risulta che egli lascia tutta la sua sporcizia dentro di se, perché egli non lo riconosce come sporcizia.

Qui abbiamo la più elevata, reale immagine della realtà: il bene e il male agli occhi del Creatore. Io sono in fondo, e devo cambiare la mia nozione corrotta di bene e male secondo il modo in cui Egli li vede.

Qua giù, tutti hanno la propria scala, il proprio criterio. Tutti giudicano quello che è bene e quello che è male secondo l’unità di misura del proprio egoismo. Questo vale per il nostro comportamento con gli altri, varie attività, abitudini, ecc. Posso separare tutto nella vita secondo i criteri di bene e male. Di conseguenza, mi aspetto di essere premiato dal bene in questo mondo o nel mondo futuro, e al contrario, il male mi promette punizione, qui o lì.

Segue, che sono attratto da alcune cose, e cerco di stare lontano da altre. Ognuno ha la “sua tavola apparecchiata” (“Shulchan Aruch” è il codice delle leggi e regolamenti), tutti determinano da soli a cosa avvicinarsi e a cosa allontanarsi, secondo la sua valutazione di premiazione e punizione. Nella Kabbalah, aggiungiamo una “superstruttura” più elevata, il criterio di bene e male agli occhi del Creatore, secondo il quale Egli premia o punisce per portare una persona più vicina a Lui.

Quindi sono stato assegnato di rovesciare il mio “tavolo” per portare la mia analisi, definizione, e valutazione dalla mia sfera alla sfera del Creatore. Voglio giudicare, vedere, riconoscere, e relazionarmi al mondo proprio come fa Lui. É detto “Rendi i tuoi desideri come i Suoi desideri”

L’intero metodo di correzione è in essenza un sistema o una macchina, uno strumento con il quale posso cambiare la mia consapevolezza di bene e male, trasformandolo dal criterio della mia indole maligna al criterio del Creatore, l’indole benevole. Stiamo parlando del cambiamento di attributi, sensazioni, e dei principi di analisi e soluzioni; tutto questo riempie il mio “contenitore”. Un programma base si trasforma in me, che è programmato per controllare e prendere decisioni, un sistema esperto. Volta dopo volta, la Luce arriva e cambia tutta la mia indole.

Con questo, l’“hardware” del sistema rimane uguale. Le mie “sinapsi” funzionano come prima; le mie “cellule” continuano a rispondere agli impulsi. Ma la Luce gradualmente mi “riprogramma”, mi connette in un modo nuovo, e crea nuovi algoritmi .

In questo modo avviene il mio “aggiornamento” spirituale, un aggiornamento dalla versione originale del mio desiderio per la versione finale, il desiderio del Creatore. Il metodo della correzione si sviluppa volta dopo volta ed aumenta la sensazione di realizzazione del male in me, aiutandomi a trasformare la mia visione del mondo, i miei gusti, la mia mentalità. Tutto in me viene gradualmente sostituito con parti nuove, di mia spontanea volontà e col mio desiderio.
[119893]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.11.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 56
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Scritti di Baal HaSulam, “L’ Insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza”
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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L’amico e il vuoto

Rabash, “Shlavei Sulam”, 1985/86, articolo 21, “Al di sopra della ragione”: L’invidia che egli prova verso gli amici, quando vede che loro possiedono qualità migliori delle sue, lo motiva ad acquisire le loro buone qualità, che egli non possiede e di cui è geloso.

Così, attraverso la società, guadagna nuove qualità che egli adotta vedendo che loro sono ad un livello superiore al suo, ed egli è invidioso di loro. Questo è il motivo per cui ora lui può essere più grande rispetto a quando non aveva una società, poiché attraverso la società egli acquisisce nuove forze.

Io invidio i miei amici in modo positivo. Io non voglio che siano peggio di me; voglio salire al loro grado da solo. E per fare questo, ho bisogno di essere integrato in loro.

Io non competo con loro negli studi sulla base dell’invidia. Stiamo parlando di una qualità di dazione, di avvicinarsi al Creatore, ed è per questo che devo imparare dagli amici come diventare più dazione. Non voglio riuscirci senza essere integrato in loro.

L’invidia spirituale, perciò, è opposta a quella materiale. L’invidia materiale pone una persona nella “lista nera” di coloro senza i quali la mia vita sarebbe più calma, ma l’invidia spirituale mi spinge a unirmi a lui a dispetto della mia natura, del mio desiderio. Ho bisogno di “abbracciarlo” interiormente, affinché lui mi aiuti ad elevarmi allo stesso grado. Così, l’invidia spirituale risveglia un maggiore sforzo interiore grazie al quale io rompo il mio egoismo e lo trasformo in una “leva” per l’avanzamento.

Si scopre che l’invidia in un gruppo è una grande forza che viene dall’amico che invidio; la forza che mi aiuta a salire sopra il mio egoismo e a connettermi con l’amico.

Ma a parte questo, ho anche bisogno del potere del gruppo che aiuterà a trasformare il potenziale distruttivo dell’invidia in creatività.

Dopo tutto, all’inizio, la mia invidia dell’amico è così terribile che è simile all’odio. Lui provoca un sentimento negativo in me, perché sento che lui è più alto di me. Così, egli rivela un nuovo “incavo”, un vuoto, una mancanza, un bisogno di qualcosa nel mio desiderio. E come risultato, io lo invidio, io lo odio perché è migliore di me; ha quel qualcosa in più che io non ho.

Così, l’amico crea in me un desiderio e mi spinge a progredire solo se uso correttamente la mia nuova esigenza. Come posso trasformarlo in dazione, nel corretto adempimento, nello stesso che ha lui?

Prima di tutto, abbiamo bisogno di vicinanza, di un qualche rapporto, di unione. In caso contrario, non sarò in grado di vedere nulla in lui e non avrò nulla da invidiare. Ecco perché siamo chiamati amici, perché siamo legati.

Oltre a questo, devo riconoscere che quel qualcosa in più che lui ha, a me manca. Una forte necessità si forma dentro di me, e io ne faccio tesoro. È molto importante non cancellare la sua aggiunta e il mio nuovo desiderio contro lo sfondo interiore della percezione, ma al contrario iniziare a lavorare su di esso, così che diventi lo stesso che il mio amico ha.

Così, tutto questo viene fatto attraverso il parere del gruppo. Non ci riuscirai senza di esso; né ci riuscirai senza un amico. Entrambi questi fattori mi influenzano e giocano un ruolo cruciale nel progresso.

Come regola generale, mi sento invidioso dei singoli amici, non del gruppo nel suo insieme, perché esso è “offuscato” nella mia percezione e non diretto esattamente contro il mio egoismo così da poter mirare ad una particolare proprietà.

Dopo aver compiuto le azioni che per me sono possibili, la Luce, il Creatore, completa quello che è stato avviato… La Luce “completa” sempre i nostri sforzi.
[111856]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 7.07.2013, Preparazione al congresso di Sn. Pietroburgo “Principi per la costruzione di un ambiente migliore“)

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La saggezza della Kabbalah viene scoperta quando le persone sentono che sono in un vicolo cieco e che nulla sulla faccia della terra le può aiutare. Allora, proprio nei nostri tempi, e solo ora, possiamo parlare di questi argomenti.

Fondamentalmente si era iniziato a parlarne un po’ prima, dai tempi dell’Ari (il 16 esimo secolo), quando l’umanità stava entrando nel periodo iniziale della correzione. Per questo l’Ari è considerato il fondatore del movimento spirituale per la correzione.

Uno dei successori dell’Ari è stato il grande Kabalista Baal Shem Tov che ha diffuso la Kabbalah con molto successo in larghe cerchie della popolazione. Per molti secoli le persone hanno progredito lavorando su se stesse ed a quel tempo hanno scritto dei libri molto profondi.

Ma dopo di quello, tutto è scemato gradualmente per via del fatto che l’umanità, che è soggetta al processo di sviluppo, non aveva ancora provato questo sviluppo. Si sperava che tutto il progredire tecnologico e sociale ci avrebbe portato qualcosa di buono. Cinquanta o sessant’anni fa le persone avrebbero solo sognato la conquista dello spazio o di penetrare nella materia, sottoposta alle nostre indagini, ma oggi tutto questo è già qualcosa del passato.

Anche se l’umanità ha sempre aspirato di avanzare nel suo sviluppo secondo vie egoistiche oggi tutto è diventato vuoto ed ha fallito. Ci è rimasto in mano solamente un mezzo – la saggezza della Kabbalah o per il pubblico più esteso e generale, il metodo dell’Educazione Integrale.

Cosa dobbiamo cercare? Il kabbalista spiega questo in modo molto semplice. Il Creatore ha generato una condizione perfetta, che è il mondo dell’infinito (Olam Ein Sof), dove esistiamo in una dimensione completamente diversa, con sensazioni diverse da quelle che abbiamo ora. Siamo scesi da questo stato e siamo stati frammentati come pezzi di un puzzle che ora deve essere assemblato.

Ora dobbiamo tornare ancora allo stato del mondo dell’infinito, della connessione assoluta e dell’unità, portando tutti verso una sola unità comune sin a far sparire il mio sentimento di esistenza separata dagli altri, così che il bisogno ed il desiderio di scappare da qualche parte divenga secondario, scompaia; Così che tutti i miei desideri, caratteristiche e sentimenti, tutto quello che sento assorbano l’intero mondo dentro di loro. Poi tutti i frammenti del puzzle prendono forma in un’immagine collettiva che sarà l’unica cosa ad essere percepita.

Così il comandamento biblico “Amerai il tuo prossimo come te stesso” sarà concretizzato, come ha proclamato Abramo persino nell’antica Babilonia, da dove sono poi sorte tutte le guaste religioni e fedi. Ed oggi dobbiamo realizzare tutto questo.
[120013]

(Dal Congresso in Bulgaria “L’alba di un Nuovo Mondo”, Giorno 2 2.11.2013 Lezione 3)

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