Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 5

Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale: I Due Opposti (La legge dell’Equivalenza della Forma)

La legge basilare e fondamentale della realtà è la legge dell’equivalenza della forma. Secondo la legge di equivalenza della forma, l’essere creato è stato creato come qualcosa dal nulla, dalla realtà di qualcosa da qualcosa.

Questi due poli – qualcosa dal nulla e qualcosa da qualcosa – sono totalmente opposti uno dall’altro nella nostra realtà. Tuttavia, nel progetto del Creatore, che è al di sopra della nostra realtà, questi poli si connettono in una cosa sola. Di conseguenza, la legge di equivalenza della forma obbliga la creazione a perseguire questa unione fino a quando non riuscirà a rivelare in modo autonomo il pensiero della creazione nel quale tutto è unito.

Conseguendo la consistenza della sfera di lamponi e la grandissima importanza dello scopo, vediamo che comunque non raggiungiamo ancora il concetto di unione. Ci mancano le forze interiori per concentrare continuamente i nostri pensieri ed i nostri sforzi sulla dazione, sul Creatore.

E’ bene che facciamo una verifica incrociata di questi concetti e del Creatore, il che significa immaginare il Creatore come l’attributo della dazione. Ma l’attributo della dazione può essere rivelato solamente quando è rivestito nel desiderio di ricevere. In altre parole, scopriamo il Creatore solamente nella materia che Egli ha creato e in nessun altro modo.

Quando è rivelato in un uomo, l’attributo della dazione si conforma nelle sue azioni e nei suoi pensieri. Ciò significa che il Creatore è “rivestito” nel’uomo, nelle qualità dell’uomo, e allora agisce come colui che dona. Questa forma è chiamata il Creatore. Solamente quando vediamo noi stessi ed il Creatore che è rivestito in noi, possiamo rivelare il Creatore.

Di fatto noi ci vediamo sempre. Quando guardiamo il mondo, vediamo anche noi stessi, sebbene nella forma opposta, ma si tratta sempre di noi. In questo modo, secondo la rivelazione dell’attributo della dazione, vediamo come è rivestita nel mondo intero. Scopriamo che l’attributo della dazione domina il mondo e questa forma è chiamata Shechinà (Divinità).

Così comprendiamo perché dobbiamo forzarci a preoccuparci dell’ambiente esterno. Possiamo ascendere alla rivelazione del Creatore e raggiungere l’unione con il Creatore nella forma della palla color del lampone solamente nella misura in cui scopriamo questo attributo nel mondo intero.

Il mondo diventa il nostro vaso; tutta la realtà è il mio vaso, la mia anima; tutto ciò che è esterno a me è me. Ma io lo vedo dal di fuori per scoprire la qualità della dazione più chiaramente, 620 volte più grande, per intensificare ed amplificare la percezione di Nefesh di Nefesh nel mondo di Ein Sof (Infinito) al di sopra del potere delle forze impure. E’ così che incomincio a capire che il mondo intero è inteso per me, per il mio lavoro.

Dobbiamo renderci conto e capire che le forze della separazione sono necessarie e noi dobbiamo comprenderle correttamente. Dobbiamo entrare in questa modalità di comportamento in cui accetteremo le sensazioni di rifiuto come la linea di sinistra contro la quale la linea di destra è evocata, cioè la forza del gruppo. Non la vediamo come un ostacolo, ma come un’opportunità per connettere la linea di destra e di sinistra e per creare la linea di mezzo in modo di avanzare ancora di più verso la definizione del Creatore.
[126661]

(Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale, Nove Fasi Verso L’Unità, Punto 5)

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Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 3
Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 2

Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.03.2014

Preparazione alla Lezione
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Zohar per tutti, Introduzione
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Scritti di Baal HaSulam “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”
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Workshop
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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro l’ Albero della Vita”
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Una base stabile per il Gruppo

Domanda: Come deve essere il lavoro di gruppo sulla sua connessione al fine di aderire al maestro e non consentire ai virus esterni di tirare l’intera società da qualche altra parte?

Risposta: Il gruppo deve imparare il metodo di correzione sul sentiero spirituale dall’insegnante, ma realizzarla in sé. Il collegamento tra gli amici deve fornire tutti di un tale potere, di una tale base, in modo che saranno pronti a stare al loro posto, senza l’insegnante. Hanno bisogno l’insegnante solo per essere in grado di avanzare costantemente nella giusta direzione.

Ma al livello che è già stato raggiunto, il gruppo deve essere già essere in tale connessione reciproca da creare una base stabile così da non aver bisogno di nessuno. Nel collegamento tra loro scoprono il Creatore e in questo modo avanzano.
[128636]

(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2014, Tema della Lezione: “L’insegnante”)

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L’insegnante è sempre con te
Imparare ad ascoltare il Maestro

La legge di bilancio del bene e il male

È arrivato finalmente per noi il momento di capire dentro di noi che “Nella misura in cui esiste il male, allora esiste il bene, e nella misura in cui esiste il bene, allora esiste il male”. Dobbiamo rispettare e apprezzare entrambi, accettarli con gratitudine e baciare il bastone che ci colpisce e coloro che ci odiano. Abbiamo solo bisogno di sapere come bilanciare i nostri stati e desiderare sempre una direzione di maggiore equilibrio, per la connessione con il Creatore.

Colui che non capisce questo principio si trova in una linea. Questi sono coloro che vivono nel nostro mondo dove ognuno è attratto dal bene e fugge e si nasconde dal male. Nella vita dei Kabbalisti bisogna accettare il male come bene, come una componente obbligatoria, e relazionarsi ad entrambi come provenienti dal Creatore. Abbiamo solo bisogno di bilanciarli in modo che per noi sia il bene che il male siano completamente equivalenti.

La persona è obbligata a essere grata e a benedire il male come il bene perché capisce che entrambi arrivano solo per elevarla ad un livello spirituale superiore. E non esiste altra ragione per l’esistenza del male, ma solo di rendere possibile alla creatura di esistere. Infatti, se ci fosse solo il bene, non potremmo discernere che il bene è il Creatore. Per sentire Lui, devo prima essere composto da una natura opposta, della forza che è opposta a Lui, cioè, il male.

E poi, tra il mio male e il Suo bene, assemblo un punto che si chiama punto di adesione. Ed è così che noi raggiungiamo lo stato di equilibrio. E l’equilibrio viene raggiunto proprio nella connessione tra di noi.
[124810]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2014,  Shamati 72 “La fiduccia è il rivestimento della Luce”)

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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro dello Zohar”
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Il risveglio del mattino

“Introduzione al Libro dello Zohar Articolo “La Torà e la preghiera,  Punto 183 : E la mattina, quando si alza dal letto, si dovrebbe benedire al suo Signore, camminare  in casa sua e inchinarsi davanti nel suo santuario con grande timore. Ed allora dovrebbe pregare la sua preghiera …

E ‘chiaro che non sta parlando del risveglio di questo corpo fisico dal sonno. La mattina è uno stato in cui la persona riceve una nuova ispirazione a causa della sua  integrazione in un gruppo, dallo studio, workshop e nella connessione con gli altri. Egli non ha altro modo di ricevere la  forza spirituale se non attraverso l’ambiente. Se lui cerca di andare più in profondità nel gruppo ed essere integrati con degli amici, si può trarre le forze da lì.

E questo gruppo può essere piccolo fin dall’inizio. Cioè, non hanno bisogno di rivelare alcuna forza spirituale, ma questo non è importante. Se una persona sa come entrare ed integrarsi con loro, riceverà il potere per l’avanzamento, come nel noto esempio di Rabbi Yosi ben Kisma.
[126104]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Il disaccordo interiore con l’insegnante porta alla distanza esteriore

Domanda: Attraverso il servizio al suo Rav (Insegnante), uno studente si collega al Rav, all’Elyon (superiore), e riceve da lui. Cosa succede se uno studente compie qualcosa contro il desiderio del suo Rav per un qualsivoglia motivo? Questo come influenza il legame tra di loro e il progresso dello studente?

Risposta: Questo indica uno scollegamento totale. Se è chiaro allo studente che sta agendo contro il desiderio del suo Rav, allora come può egli comportarsi in questo modo? La legge spirituale principale è la legge dell’equivalenza della forma. Quindi, per le necessità di Dvekut (adesione), è almeno necessario non opporsi, ma essere in una qualche forma di adesione. Anche se non sei pronto a fare qualcosa, non puoi agire in senso opposto.

Se lo studente agisce in contrasto al desiderio del Rav, allora non ha possibilità di ricevere qualcosa da lui. Abbiamo anche bisogno di capire che l’equivalenza o la mancanza di equivalenza spirituale è molto più intensa dell’equivalenza fisica, e quindi influenza il mondo materiale. In altre parole, porterà ad una grande distanza dello studente dal Rav. Egli non ha chance di rimanere vicino a lui.

Certamente, per uno studente c’è la possibilità di avvicinarsi alla coesione, infatti il Rav lo vede come un bambino piccolo intento a fare qualche stupidaggine. Il Rav può essere arrabbiato verso lo studente come verso un bambino, ma nonostante tutto questo, egli lo pensa come fosse suo figlio, e così lo perdona. Comunque, egli non può essere d’accordo e lasciare che il bimbo agisca contro il suo sviluppo spirituale.

Nel mondo fisico, alcune volte non abbiamo scelta se non guardare con perdono le birichinate dei bambini. Comunque, nella spiritualità, non si possono tollerare. Questo per via del fatto che questo genere di comportamento porta alla mancanza di equivalenza della forma e questa è la principale legge della realtà.
[128437]

(Dalla Prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 27.02.2014, Argomento della lezione: “L’insegnante”)

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I farmaci trasformano le persone in tossicodipendenti

Nelle notizie (da The Republican): “Il Governatore di Vermont Peter Shumlin ha preso il passo straordinario dedicando il suo intero messaggio dello Stato all’inizio di questo mese per evidenziare quello che lui ha descritto come una “vera e propria crisi di eroina” nel suo stato. […]

“Timothy W. Purington, direttore dei servizi di prevenzione per ‘Tapestry Health’ in Northampton, ha applaudito il messaggio di Shumlin sull’eroina. La crisi, ha detto, non è soltanto in Vermont; è in tutto lo stato del New England. […]

“Alcuni dei numeri che Shumlin ha evidenziato nel suo messaggio da Montpelier sono talmente spaventosi. Dal 2000, il Vermont ha visto un incremento del 700 percento nei trattamenti per tutti gli oppiacei; l’anno scorso il numero di morti da sovradosaggio nello stato era quasi raddoppiato dall’anno precedente.

“Shumlin ha detto che la crisi dell’eroina ha preso il suo inizio nel Vermont come per l’ OxyContin e il problema della tossicodipendenza a causa di farmaci prescritti. [OxyContin è il nome commerciale di un analgesico a base di oppio].

“Delaney ha detto è in parte uguale in Massachusetts ovest e che quelli che prendono questo vizio con l’OxyContin o oxycodone qui spesso passano all’ eroina perché costa meno.

Lui ha detto: ‘Costa molto meno comprare una busta di eroina che comprare 80 mg “oxy” per 50 o 80 dollari’.

“l’appello per l’eroina è aumentato a causa del problema dell’ OxyContin. La gente ricorre all’ eroina perché sono dipendenti da queste droghe.”

Il mio commento: L’élite sono interessate a sedare le masse, sia fisicamente che psicologicamente. Le droghe sono progettate per cullare le masse, per innescare la loro dipendenza, e cosi, l’opportunità per impostare le condizioni per la distribuzione delle droghe. E’ una nuova forma di schiavitù.
[128040]

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Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 4

Innalzare il cuore attraverso i Sentieri del Creatore

Per raggiunere una vera unione, dobbiamo attrarre la Luce che Corregge. E’ possibile attirarla solamente dando rispetto alla grandezza dello scopo, del gruppo, e degli amici, e della forza superiore che si prende cura di noi e verso la quale siamo diretti. In questo modo, arriviamo al rapporto con il Divino.

Raggiunto questo, agiamo insieme come una squadra (come tutti coloro nel nostro mondo che si uniscono in gruppo), e da questo punto iniziamo ad aspirare di più al Creatore. Per arrivare al Creatore, abbiamo bisogno di elevare la nostra stessa importanza. Non c’è altra scelta, non perché vogliamo camminare con arroganza storcendo il naso con chiunque, ma perché è necessario. Abbiamo bisogno delle forze per connetterci ancora più profondamente, abbiamo bisogno di uno stimolo che ci dia dell’energia ed un bisogno urgente ai compromessi e all’unione.

Dove prendiamo questo stimolo? La risposta è “elevare il cuore attraverso le vie del Creatore“. Ciò significa che ci dobbiamo elevare sopra ogni uomo, certamente non al di sopra del gruppo, ma al di sopra del mondo intero, di tutti i tempi e di tutte le generazioni. Dobbiamo essere fieri di essere i pionieri, l’ultima generazione che prepara la strada per tutta l’umanità. Dobbiamo coltivare l’orgoglio di gruppo, un orgoglio positivo e che abbia un senso.

Questo orgoglio dovrebbe nascere attraverso la forza: io non ne sono felice e non ne sono sinceramente fiero, è che non ho altra scelta che aumentare l’orgoglio. E si tratta di un gran lavoro.

Dovremmo cercare delle opportunità per rafforzare e massimizzare il sostegno reciproco. Dove possiamo farcene venire “l’appetito”? Di regola l’appetito per il sostegno reciproco arriva dall’ ambiente circostante nel suo complesso. Per questo dobbiamo lavorare appositamente sulla presa di coscienza dell’importanza del nostro ambiente circostante rispetto all’ambiente nel suo complesso.

In altre parole, noi lavoriamo con il nostro gruppo ed eleviamo la sua importanza al di sopra di ognuno di noi. Dopo di questo, dobbiamo elevare l’importanza del gruppo al di sopra ancora di più dell’ ambiente circostante esterno. Solo allora ci possiamo connettere ai desideri dell’umanità e rafforzare il sostegno reciproco.

Non possiamo rafforzare il sostegno reciproco se ci chiudiamo dentro al gruppo. E’ possibile farlo solamente connettendoci ai vasi esterni ed aprendo quelli interni. “Lo sciocco unisce le sue mani insieme e si mangia la sua stessa carne”; ciò non riguarda l’uomo che non fa nulla, ma l’uomo che non si preoccupa di allargare i vasi (Kelim). Questa è la ragione per cui è uno sciocco.
[126636]

(Preparazione al Congresso Generale – Congresso Integrale, Le Nove Fasi del cammino verso l’unità, Punto 4)

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