Suonerete le trombe e sarete salvati

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Numeri 10:8: I discendenti di Aronne, i sacerdoti, suoneranno le trombe; questo sarà una legge eterna per i vostri discendenti.

Una tromba simboleggia una salita, la forza di ascendere. Solo il sacerdote ha questa forza perché egli è in contatto con il Creatore. I Leviti, d’altra parte, servono i sacerdoti. La parte della nostra anima che appartiene al Creatore, è chiamata sacerdote (Cohen). I Leviti, anche loro sono la parte superiore che appartiene al Creatore, e sono impegnati nella conduzione della luce da Lui a coloro che sono inferiori. I sacerdoti lavorano dal basso verso l’alto, per amore del Creatore, mentre i Leviti lavorano dall’alto verso il basso, per il bene degli esseri creati.

La Torah, Numeri 10:9-10: Se andrete in guerra nella vostra terra contro il nemico che vi opprime, dovete soffiare un Teruah con le trombe e sarete ricordati davanti al Signore vostro Dio, e quindi sarete salvati dai vostri nemici. Così anche nei vostri giorni di gioia, alle vostre festività e alle vostre celebrazioni di luna nuova, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di pace, esse vi ricorderanno davanti al vostro Dio; Io sono il Signore vostro Dio.

Le trombe sono utilizzate al fine di aumentare l’intenzione, per qualsiasi cosa e dovunque voi siete diretti, e ciò per cui vi connettete. È così perché queste non sono trombe normali che suonano una marcia, ma vasi che fanno suoni speciali a frequenze speciali e in un ordine e sequenza speciale, ripetendosi più e più volte. Tutto questo simboleggia le fasi della correzione dei vasi e delle parti dell’anima che vengono corrette in questo modo specifico. E’ la parte più complessa della saggezza della Kabbalah. Suonare lo Shofar (corno) nel nostro mondo significa semplicemente emettere alcuni suoni, mentre è un azione molto seria nel lavoro interiore di una persona.

[162910]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Riforgiare l’egoismo in dazione

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Numeri 8:4: Questa era la forma della menorah: era d’oro lavorato a martello, dalla base sino ai suoi fiori; secondo la forma che il Signore aveva mostrato a Mosè, così egli costruì la menorah.

Domanda: Perchè la menorah è fatta da un unico blocco d’oro?

Risposta: Forgiare la menorah di oro puro significa riplasmare il puro ego nell’attributo opposto per poter dare e donare la Luce.

Allo stesso tempo, il pezzo d’oro di partenza deve essere intero e non può essere fatto di diverse parti perchè dobbiamo raggiungere uno stato in cui tutto il nostro egoismo, tutta la nostra natura, diventa l’attributo dell’amore e della dazione.

Questa è la ragione per cui questa sezione settimanale della Torah è chiamata Beha’alotcha, che significa quando ascendi alla Luce.

Il Rabash ha detto che il termine “menorah” si riferisce al corpo di una persona, e che quando la Luce del Creatore riveste questo corpo, una persona si illumina come la menorah.

Comunque la questione è come può il corpo di una persona portare la Luce Superiore quando c’è talmente tanta differenza tra gli attributi della Luce e quelli dei vasi, il che significa il corpo di una persona. Quando parliamo del corpo, ci riferiamo all’egoismo.

Egli ci ha anche detto che le difficoltà nel creare il vaso sono chiamate una mancanza e che allora il riempimento per questa mancanza può entrarvi. Ma se una persona non ha mancanze, non c’è posto per un riempimento che venga in risposta a questa mancanza, chiamato l’aiuto dall’alto.

Allora, è chiaro che una persona non può agire senza mancanze perchè non ci sarebbe altrimenti spazio per i riempimenti relativi.

Le mancanze che ci sono state date sono un aiuto dal superiore. Senza di esse, una persona non avrebbe bisogni, e il desiderio per la correzione non si accenderebbe dentro di lui. Dobbiamo processare tutte le difficoltà dentro di noi da capo ed usarle come materiale per l’illuminazione.

Il nostro ruolo è di sentire che tutto è generato dal Creatore, ma che noi dobbiamo aggiustare questa cosa e porla correttamente dentro di noi. Allo stesso tempo, una persona è in uno stato di confusione totale, ha paure, preoccupazioni ed altre cose.

Questo significa che egli si è innalzato al livello in cui è come un fragile ramo nel vento e non può trovare la sua via attorno a sè. Questo è solo il punto di partenza nel quale egli è forgiato e trasformato in una menorah. Quando il suo egoismo si è ammorbidito, il processo di forgiatura inizia. Questa è la dura transizione verso l’attributo della dazione.

Comunque allo stesso tempo, quando troviamo la connessione con il Creatore, ciò diventa un piacere, una redenzione dal nostro serpente interiore, da tutto quello che odiamo.

In altre parole, noi dobbiamo odiare quello che è dentro di noi più del dolore, ed allora non lo sentiremo. Quindi il potere della nostra intenzione ed il nostro sforzarci per il fine deve essere più grande del dolore che sentiamo perché tutto questo è misurato secondo lo stesso parametro: la forza di attrazione (la forza della dazione).

Se la forza dell’attrazione verso l’obiettivo è più grande della forza del dolore (la forza di rigetto), allora non sentiremo la forza del dolore.
[161901]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 4.02.2015

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La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
[163008]

Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

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La creazione di un desiderio comune

Dr. Michael LaitmanLa Torah, il Libro dei Numeri 10:1-3: Dio parlò a Mosè e disse: Fatti due trombe d’argento: le farai massicce e serviranno per la convocazione della comunità e per dare il segnale di partenza dagli accampamenti. Al loro suono si radunerà presso di te tutta la comunità all’ingresso della tenda del convegno.

L’oro è il desiderio di ricevere, e l’argento è il desiderio di donare. Perciò, il suono delle trombe d’argento che fa suonare le chiamate alla correzione è giusto per le persone.

Il suono delle trombe significa mettere insieme tutte le qualità di una persona e unirle. Il problema non sta nella correzione di una qualità o di un’altra, ma nella loro connessione. La cosa principale sta nel connetterle in uno schema, in un solo desiderio unificato.

Potete immaginare di provare a mettere insieme un corpo umano in base alle cellule, gli atomi, e anche in base al DNA e al RNA e così via, un’infinita quantità di reciproche connessioni nel loro lavoro vicendevole? E’ impossibile creare un sistema di questo genere!

No, però, lo dobbiamo fare. Noi dobbiamo creare una materia vivente dai nostri desideri morti, dalla materia inanimata, nello stesso modo in cui è avvenuto miliardi di anni fa prima dell’inizio del processo evolutivo quando il livello vegetativo emerse dal livello della natura inanimata e poi arrivò il livello animato e quindi l’uomo, Noi dobbiamo raggruppare tutto questo e legarlo insieme in modo che il desiderio vivente possa emergere, un desiderio che potrà stare nel Tempio, cioè avere un qualche contatto con il Creatore nell’assomigliarGli e nell’essere uguale a Lui.

Domanda: Perché è scritto, “Fatti due trombe d’argento; le farai massicce (dalla forma)…”

Risposta: Ci deve essere un desiderio che sia unico ed unito, soprattutto se viene dato dall’alto. Non abbiamo diritto di dividerlo. Il Creatore è uno, e perciò, tutto ciò che origina e discende da Lui è dato come una cosa sola a tutti.
[162428]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 04.02.15

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La competizione come motore per lo sviluppo sociale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Per una persona comune il successo significa una famiglia, una vita ordinata, sicurezza finanziaria, sicurezza in generale, o in breve, tutto ciò che si ottiene attraverso la competizione. Ma le persone si sono già stancate di questa caccia. Come si può raggiungere una semplice vita normale, che ognuno possa considerare un successo?

Risposta: Sta diventando molto semplice nel nostro mondo. Se stiamo parlando di un corpo fisico, dobbiamo provvedervi con cure sanitarie, una pensione e un ambiente buono. Però una persona non può ottenere il successo in questo modo. Ciò viene ottenuto dalla società, da tutti i suoi membri insieme. Questo è il motivo per cui una persona deve creare un ambiente che può provvedere a lui con l’assistenza sanitaria e una vita stabile, con tutto ciò di cui ha bisogno.

Domanda: Però nella nostra società il successo si ottiene attraverso la competizione. Può essere ottenuto diversamente?

Risposta: Nella nostra società il successo è ottenuto tramite la competizione perché il nostro egoismo ha due direzioni. Una è per dominare gli altri ed essere al di sopra di loro, mettondo una persona sotto grande stress e portando a una grande perdita d’energia e a pressioni costanti. L’altra direzione è l’attrazione del corpo fisico (lo stesso egoismo) al riposo completo. Questi due opposti esistono in noi e fanno della competizione, una necessità. Ci svegliano e ci spingono a lavorare duro.

In più, la condizione di competizione può essere molto diversa: il concorrente può essere un mio rivale o un mio collega, ma, di base, è per via della competizione che ci viene di fare buoni gesti, quando si lotta per fare qualcosa per il bene della società.
[162179]

Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 17.06.2015

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La saggezza dell’essenza della vita

Dr. Michael LaitmanLa saggezza della Kabbalah è stata celata per duemila anni dal momento della stesura del Libro dello Zohar. Il popolo di Israele è andato in esilio, poi è caduto dall’altezza spirituale dell’amore per gli altri all’odio infondato che si chiama la distruzione del Beit HaMikdash (il Primo Tempio).

Così, la saggezza della Kabbalah fu celata e rimase solo il giudaismo tradizionale, conosciuto da tutti fino ad oggi.

La saggezza della Kabbalah doveva essere nascosta dal quel momento fino al nostro tempo. E nel ventesimo secolo arrivò il gigante Kabbalista Rav Yehudah Ashlag che scrisse i libri Kabbalistici attraverso i quali possiamo risvegliare noi stessi per imparare, cominciare a studiare, per sapere, per capire, per sentire e per scoprire il vero mondo in cui viviamo. In principio, il nostro mondo e’ solo una sfera minuta all’interno di un vasto mondo che non sentiamo. La fisica moderna spiega che c’è una realtà al di là del nostro mondo, ma è incapace di trovarla.

Dopo tutto, allo scopo di rivelare il mondo spirituale che gestisce il nostro mondo, abbiamo bisogno di strumenti diversi che otteniamo solo attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah.

Rav Yehudah Ashlag ha scritto libri con il cui aiuto possiamo cominciare a imparare e scoprire in quale mondo siamo, per che cosa stiamo vivendo, e qual è lo scopo della nostra vita. Lui ha scritto un commentario sul Libro dello Zohar, grazie al quale possiamo comprendere questo libro; lui ha scritto tanti articoli e sei volumi dello Studio delle dieci Sefirot, il più grande libro di testo sulla saggezza della Kabbalah che esiste oggi.

Studiando le fonti di questi libri, possiamo capire qual è il significato delle nostre vite, in quale tipo di realtà viviamo, in quale tipo di processo di sviluppo ci troviamo, chi ci gestisce, e come possiamo diventare persone libere in modo da poter ottenere la libertà di scelta. La saggezza della Kabbalah permette di elevarsi oltre la morte e oltre questo mondo terreno. Tutto questo è nelle nostre mani.

Rabbi Yehudah Ashlag ha definito la saggezza della Kabbalah nell’articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza” in questo modo: Cos’ è la saggezza della Kabbalah? Nel complesso, la saggezza della Kabbalah concerne la rivelazione della Divinità, disposta nel suo percorso in tutti i suoi aspetti–quelli che sono emersi nel mondo e quelli che sono destinati ad essere rivelati, e in tutte le maniere che può sempre apparire nei mondi, fino alla fine del tempo.”

[161524]

Dal programma radiofonico Israeliano 103FM, 07.06.2015

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