Qual è il significato di una vita equilibrata? Come possiamo creare equilibrio nella nostra vita caotica?

Quante persone conoscete che si guardano intorno e sono soddisfatte di ciò che vedono? Ancor di più, quante persone conoscete che sono soddisfatte di sé stesse e si sentono a loro agio? Ammettiamolo, la maggior parte di noi prova un certo grado di insoddisfazione. Non comprendiamo il vantaggio dei difetti che vediamo intorno a noi e dentro di noi, il che solleva la domanda: perché siamo stati creati imperfetti? Perché esistono fenomeni negativi nelle nostre vite?

Tutto lo sviluppo in natura avviene gradualmente, come un frutto che diventa grande, bello e dolce solo quando è maturo. Forse anche noi stiamo avanzando passo dopo passo verso la perfezione. Tuttavia, ci è difficile giustificare le situazioni dolorose, tristi e spiacevoli che viviamo nella vita.

Oggi ci troviamo in un vicolo cieco, come viandanti nel deserto. Questa non è chiaramente la condizione in cui vorremmo essere. Basta guardare la società che abbiamo costruito, come l’umanità appare saggia, potente e ricca. Non era questo il nostro sogno. Ma c’è un lato positivo: stiamo iniziando a riconoscere che l’egoismo umano è la radice di ogni male, un passo cruciale nel nostro sviluppo. Persino i medici affermano che la parte più difficile è diagnosticare la malattia abbastanza presto, perché solo allora può iniziare la guarigione.

Da una prospettiva più ampia, sembra che commettiamo sempre gli stessi errori nella vita. Su scala globale, questo si manifesta in eventi drammatici come lotte di potere, guerre e grandi crisi. Ma questi errori sono destinati a portarci a una percezione più profonda, poiché ciò che ci distingue dagli animali è l’intelletto.

Saggezza mal utilizzata

Di generazione in generazione, diventiamo più saggi e più consapevoli. Ma sembra che non riusciamo a usare la nostra conoscenza correttamente, in modi che ci siano veramente utili. La storia antica ci insegna che la scienza può essere usata sia per il bene che per il male.

Filosofi come Platone e Aristotele, i padri della scienza moderna, ammonivano i loro studenti a non trasmettere la conoscenza indiscriminatamente. Raccomandavano di condividerla solo con individui etici che l’avrebbero usata per il miglioramento dell’umanità e per coltivare relazioni umane positive. Temevano che, se la saggezza e la scienza fossero state trasmesse senza cautela, le persone avrebbero potuto abusarne per egoismo, sviluppando armi mortali e distruggendo l’ambiente.

Lo vediamo chiaramente oggi. Nonostante i benefici che la scienza ha portato, ci ritroviamo a fare un uso improprio delle tecnologie avanzate. Einstein una volta disse: “Non so quali armi verranno usate nella Terza Guerra Mondiale, ma so cosa verrà usato nella Quarta Guerra Mondiale: le pietre!”

Il problema non si limita alla sicurezza. Basti pensare ai contenuti diffusi dalle piattaforme multimediali avanzate. Noi e i nostri figli siamo costantemente esposti a messaggi intrisi di sciovinismo, manipolazione sessuale, glorificazione di sé a spese degli altri e umiliazione. Persino gli adolescenti di oggi riconoscono che questi contenuti incoraggiano comportamenti negativi. Chiaramente, la nostra realtà attuale è ben al di sotto del nostro potenziale.

Nonostante gli avvertimenti iniziali di Platone e Aristotele, le porte della scienza sono state infine spalancate per profitto, fama e controllo. La scienza è diventata uno strumento per rafforzare l’egoismo umano. È nata un’enorme industria bellica per dominare gli altri; sono stati sviluppati trattamenti medici, alcuni inutili o dannosi; sono stati creati innumerevoli prodotti non necessari, solo per arricchire i produttori a spese dei consumatori.

Una svolta nell’evoluzione

Probabilmente abbiamo commesso errori lungo tutto il corso della nostra evoluzione, che ci hanno condotto allo stato attuale. Ma riconoscere questi errori è il primo passo verso il cambiamento. Qui entra in gioco il nostro intelletto: dobbiamo identificare gli errori e correggerli subito per poter progredire.

La chiave è come usiamo il nostro ego, le nostre capacità umane, specialmente la scienza e la tecnologia. Se le usiamo correttamente, ponendoci ogni volta la domanda “è giusto o sbagliato?”, questi interrogativi possono guidarci dal male al bene. Si può paragonare questo processo a un meccanismo di contrazione-espansione, come il respiro o il battito cardiaco, o come il movimento delle ruote di una bicicletta che avanzano girando anche all’indietro. Ogni progresso avviene grazie all’armonia tra forze opposte.

Per andare avanti, non dobbiamo distruggere ciò che già esiste nel mondo. Dobbiamo semplicemente applicare un’analisi intellettuale a tutto ciò che è stato fatto finora e imparare a correggere la società. Il male rivelato nella nostra vita può così diventare una solida base per il progresso. In questo modo, possiamo costruire una società umana equilibrata e armoniosa, giusta e solidale, dove ognuno riceve supporto dalla collettività e contribuisce con la propria parte unica al tutto.

Comprendere il desiderio umano

Il desiderio ci spinge in avanti. Per comprendere meglio il nostro cammino, dobbiamo esaminare la struttura del desiderio. Ne esistono tre tipi principali:

1.Desideri fisici: includono i bisogni basilari come salute, igiene, comfort, riposo e nutrizione. Come gli animali, cerchiamo istintivamente di mantenere il corpo in buone condizioni.

2.Desideri umani: sono i desideri per ricchezza, onore, potere, fama e riconoscimento. Anche se può essere scomodo ammetterlo, cresciamo oltre il livello animale proprio grazie a impulsi egoistici come invidia, lussuria e orgoglio. Questi ci spingono a elevarci sugli altri e talvolta a sfruttarli.

Potreste chiedervi: “Ma gli animali combattono anche per il predominio e si mangiano a vicenda”.  Vero, ma tra gli animali questo è istintivo, non intenzionale. Quando gli animali cacciano, non mirano a danneggiare o dominare gli altri. Agiscono invece esclusivamente per sopravvivere.  Ad esempio, un leone che caccia una gazzella sta solo seguendo le leggi della natura.

L’essere umano, invece, è spinto costantemente da impulsi egoistici. Ci confrontiamo continuamente con gli altri: il prato del vicino, l’auto, i figli, lo stipendio. La soddisfazione nella vita viene spesso misurata rispetto agli altri. Alcuni studi mostrano che le persone preferiscono guadagnare meno, purché guadagnino più del vicino.

3.Desiderio di conoscenza e saggezza: è un desiderio unicamente umano, che ci spinge a comprendere il senso della vita, il funzionamento della natura e le connessioni tra le cose. Ogni scoperta rivela un nuovo livello delle leggi della natura. La scienza non crea leggi, ma scopre quelle già esistenti.

La direzione dello sviluppo

Per guidare saggiamente l’umanità fuori da questa crisi, servono persone che comprendano che la natura ha una direzione nel suo sviluppo.

L’equilibrio è l’obiettivo della natura. Tutto il movimento, come spiegano fisica e chimica, tende all’equilibrio: pressioni che si compensano, l’acqua che scende a valle, la diffusione di caldo e freddo, perfino tempeste ed eruzioni sono forme di bilanciamento.

L’umanità fa parte di questo sistema. Ma a differenza degli elementi inanimati o biologici, l’uomo deve raggiungere l’equilibrio consapevolmente, superando la propria natura egoistica. Per questo ci è stato dato l’intelletto.

Esistono tre livelli di equilibrio:

1. Equilibrio fisico:  vivere una vita sana con consumi moderati. Non ascetismo, ma consapevolezza del nostro livello di consumo ottimale. Gli antichi medici dicevano che è meglio consumare una piccola quantità di cibo “cattivo” piuttosto che un eccesso di cibo “buono”, poiché il consumo eccessivo causa danni.

2. Equilibrio sociale:  creare una società basata su uguaglianza, considerazione e responsabilità reciproca richiede un processo socio-educativo concreto che coinvolga tutti. Senza un’educazione diffusa, continueremo a sprofondare in egoistiche lotte di potere.

3. Equilibrio cognitivo:  comprendere le leggi della natura e allinearci ad esse significa che se bilanciamo le relazioni tra noi, ci allineeremo anche alla legge generale dello sviluppo della natura e probabilmente sentiremo meno pressione dalla vita.

Quando ci sforziamo di raggiungere l’equilibrio su tutti e tre i livelli, fisico, sociale e cognitivo, assomigliamo a un frutto perfettamente maturo.

Il ruolo dell’educazione integrale

Raggiungere questo stato significa fare dell’educazione integrale una priorità centrale, pubblica e personale. La capacità di sentire tutti gli esseri umani come un’unica famiglia e di agire di conseguenza richiede un grande sforzo sociale, ma nessuno è più importante.

Attraverso nuove conoscenze ed esperienze sociali, possiamo evolverci e raggiungere il mondo illuminato che oggi è a portata di mano.

L’educazione integrale inizia in piccoli gruppi e si espande verso l’esterno. Attraverso un’influenza sociale positiva, possiamo evolverci dalla considerazione alla responsabilità e dalla responsabilità alla garanzia reciproca. Più allarghiamo il nostro cerchio di cura con calore e benevolenza, più saggezza e profondità emotiva acquisiamo. Questo sviluppo ci aiuta a sentirci parti integranti della natura, migliorando la nostra percezione complessiva della realtà.

Un ambiente che nutre è fondamentale per la crescita umana, proprio come i nostri genitori ci hanno sostenuto con amore da piccoli. Anche da adulti abbiamo bisogno di amore e sostegno. Perché non costruire un mondo in cui ogni asilo, scuola, università e posto di lavoro offra lo stesso ambiente accogliente?

Costruendo relazioni di mutuo sostegno, creiamo un ambiente degno dello sviluppo umano.

Verso un futuro luminoso

Stiamo vivendo un processo significativo e meraviglioso di crescita e sviluppo. La nostra speranza è che insieme possiamo progredire verso una nuova vita, gioiosa, bella e molto migliore di qualsiasi vita abbiamo conosciuto finora.

Basato sull’episodio 10 di “New Life” dell’8 gennaio 2012 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come affrontare i grandi cambiamenti nella vita?

Dobbiamo comprendere che la natura è al di sopra di noi. In altre parole, al di sopra della nostra percezione e sensazione, che sono egoistiche e agiscono in modo divisivo, esiste una forza generale della natura, che è l’opposto: altruistica,  che opera secondo il principio della dazione, dell’amore e della connessione.

Pertanto, quando attraversiamo cambiamenti nella nostra vita, dovremmo accettarli comprendendo che la natura ci guida nella nostra evoluzione verso una realtà più unificata, interconnessa e interdipendente. È una realtà in cui percepiamo al di fuori della nostra ristretta, transitoria e minuscola visione egoistica del mondo, ed entriamo in una percezione completamente nuova, eterna e completa.

Questo perché l’integrazione è la legge principale della natura. È il principio più elevato della natura: tutto è uno, e tutti i cambiamenti mirano, in ultima analisi, a condurci verso quell’unificazione finale.

Basato sull’episodio 1.251 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La via per il successo: Realizzare la condizione di garanzia reciproca

Domanda: Sappiamo che in ogni impresa ci deve essere un responsabile. Senza di lui non si fa nulla. Allora perché, nel lavoro interiore, tutti sono responsabili?

Risposta: Vediamo che in qualsiasi lavoro, se vogliamo avere successo, ad esempio nella costruzione di una Sukkah, ci dividiamo in squadre.

Ogni squadra è responsabile della propria parte – elettricità, raffreddamento, riscaldamento, cucina e così via – e così abbiamo successo. Ognuno si preoccupa del successo generale, ma lavora sulla propria parte. Tuttavia, ognuno pensa all’obiettivo comune.

Ora vi chiederete: nel nostro gruppo, tutti devono pensare all’Arvut o possiamo formare un team dedicato a questo? I teams sono necessari per svolgere compiti che richiedono un’ esecuzione pratica. Ma ogni persona deve avere l’intenzione di avere successo, e questo successo è definito come la realizzazione della condizione di Arvut. Ognuno deve sentire di essere uscito dalla propria volontà di ricevere.

Questo si chiama esodo dall’Egitto ed è la condizione per ricevere la Torah. Dopo di che, arriva la forza superiore e dona la capacità di lavorare con i vasi di ricezione.

Il desiderio di raggiungere l’Arvut deve essere presente in ognuno, altrimenti non ha alcun senso stare nel gruppo. Ognuno può compiere azioni diverse a seconda del carattere della propria anima e delle proprie capacità, a seconda di ciò che è in grado di fare nel gruppo, sia fisicamente,  che mentalmente o teoricamente, ma l’intenzione deve essere condivisa da tutti.

Non si possono dividere le responsabilità dicendo: “Tu ti occupi dell’intenzione del gruppo e noi compiremo l’azione”. Baal HaSulam afferma che l’Arvut deve applicarsi a tutti. Ognuno pone il mondo intero sulla scala dei meriti. Ognuno! Non si può scaricare questo peso sugli altri perché ognuno ha il proprio vaso (Kli) che deve correggere attraverso l’Arvut.

Dal mio Kli, devo fornire la mia parte di Arvut a tutti. Lui deve fornirla dal suo Kli, un altro dal suo e così via. E se manca qualcuno, allora, poiché siamo tutti connessi, mi mancherà ciò con cui avrebbe dovuto contribuire. Penserò: sì, il gruppo è buono e ricevo sempre aiuto, ma manca ancora qualcosa.

Ma non devo preoccuparmi se sarò riempito con l’Arvut o meno. Non lo so questo. Quello che succede è che una persona raggiunge uno stato in cui si libera dal desiderio di ricevere e inizia a lavorare nella dazione. Questo si chiama attraversare il Machsom.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/05/2025, Scritti di Baal HaSulam L’Arvut (Garanzia reciproca)

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Perché siamo così stressati come società quando la vita moderna dovrebbe semplificarci le cose?

La causa dello stress nelle nostre vite è l’egoismo, il desiderio di godere a spese degli altri e il nostro paradigma egoistico che ci spinge a impegnarci in una competizione individualistico-materialistica gli uni contro gli altri.

È vero che abbiamo una natura competitiva e che la competizione esiste per svilupparci, ma la differenza tra la competizione che porta a problemi crescenti come stress, odio e pressione e la competizione che ci sviluppa in una direzione positiva è l’obiettivo per cui competiamo.

Non abbiamo bisogno di una competizione basata su obiettivi egoistici, che incoraggia l’espansione di un individualismo e di un materialismo crescenti. Questo è il tipo di competizione che porta con sé più stress, odio e pressione nelle nostre vite.

Come potremmo allora definire l’obiettivo che porta al progresso sociale?

È qui che vogliamo approfondire e comprendere che la “guerra delle menti” genera saggezza. Le fonti kabbalistiche lo descrivono come “l’invidia degli autori genera saggezza”. Invece di inseguire obiettivi egoistici transitori per ottenere più denaro, rispetto e potere, saremmo più saggi se imparassimo come la natura ci governa e come possiamo entrare in interazione con essa per raggiungere la comprensione del significato della vita. Così facendo, ci impegneremmo esclusivamente in azioni benefiche per tutti e non arrecheremmo alcun danno a nessuno.

Raggiungeremmo così una vita in cui ci potremmo sentire simili agli aristocratici di circa mille anni fa, in cui non avremmo bisogno di nulla da nessuno, non sfrutteremmo nessuno e vivremmo tutti in modo confortevole.

Tratto dall’episodio 1.251 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Inizia a Controllare il Tuo Destino

Domanda: Può dire alle persone se esiste un Dio oppure no?

Risposta: Esiste una forza unica in tutta la natura, in tutti i mondi, compreso il nostro mondo immaginario. Questo viene chiamato Olam Amedume — “il mondo immaginario”. La forza superiore che include assolutamente tutto — ovviamente anche noi — viene chiamata il Creatore.

Domanda: E come dobbiamo relazionarci con Lui, con questa natura — come dice Lei — con il Creatore?

Risposta: È proprio questo ciò che insegna la Kabbalah. Lei ha certamente toccato la questione centrale: “Come devo rivolgermi al Creatore? Cosa devo fare? Come Lo trovo? Come regolo il mio stato in relazione a Lui? E comunque… cosa dovrei fare della mia vita? Come dovrei vivere? Ne ricavo qualcosa?”

E qui dobbiamo capire cosa sia il Creatore.
Quindi, cosa fa la Kabbalah? Ti dice come comportarti in modo da non sentirti male.

E perché preghi?  Perché si tratta, in effetti, di sentire il telecomando del mondo — e di iniziare davvero a controllare il tuo destino.
Questo è stato dato all’uomo.
E la forza superiore che conosciamo — il Creatore — vuole che arriviamo a questo.

[344047]

Da KabTV – Notizie con il Dr. Michael Laitman, 12.5.2025

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Quanto è forte l’antisemitismo in Europa?

Più di 45 anni fa lasciai l’Unione Sovietica per andare in Israele. A Leningrado (oggi San Pietroburgo), assistetti una volta a un brutale attacco contro un uomo ebreo. Quando intervenni per aiutarlo, la polizia mi spiegò che l’antisemitismo veniva punito non perché gli Ebrei fossero amati, ma perché erano considerati utili al progresso nazionale. Gli Ebrei, disse l’agente, erano preziosi come scienziati, ingegneri e insegnanti. La loro utilità li proteggeva, non la compassione o la giustizia.

Questa tolleranza pragmatica è ormai scomparsa. Nell’Europa odierna, gli Ebrei non sono più percepiti come un contributo essenziale e l’antisemitismo sta tornando più forte, più diffuso e più aggressivo.

Secondo un  sondaggio dell’Unione Europea , il 41% dei giovani Ebrei europei ha preso in considerazione l’emigrazione per motivi di sicurezza. Sebbene non vengano espulsi ufficialmente, il clima di crescente ostilità potrebbe costringerli ad andarsene. La presenza ebraica in Europa si sta  riducendo  , passando da 3,2 milioni nel 1970 a soli 1,3 milioni nel 2020, con un calo di quasi il 60%. Un tempo patria del 90% della comunità ebraica mondiale, l’Europa ne  detiene ora  meno del 10%. Un rapporto del 2025 dell’EJA (Associazione Ebraica Europea) collega esplicitamente il crescente antisemitismo all’aumento dell’emigrazione ebraica, avvertendo che l’inazione dei governi potrebbe  segnare  “l’inizio della fine della presenza ebraica in Europa”.

In seguito allo scoppio della guerra tra Israele e Hamas nell’ottobre 2023, i crimini e le minacce antisemite in Europa hanno  raggiunto  livelli senza precedenti, con l’odio sia online che offline che ha raggiunto nuove vette. L’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) ha segnalato un aumento del 400% delle attività antisemite dall’inizio della guerra, e la Commissione Europea ha osservato che gli episodi sono triplicati in Francia, quadruplicati in Austria e aumentati di otto volte nei Paesi Bassi. La sola Francia  ha registrato  1.676 atti antisemiti nel 2023, un aumento di quattro volte rispetto all’anno precedente, con quasi il 60% che ha comportato violenza fisica, minacce o gesti minacciosi. Nel frattempo, si è verificata un’esplosione  di  contenuti antisemiti su piattaforme di social media come X e Telegram, con alcune metriche che indicano un picco di 115 volte nei post antisemiti su X dall’ottobre 2023 e un aumento significativo dell’interazione con i post antisemiti su Telegram. Questa ondata di ostilità non si limita a gruppi marginali, poiché la retorica antisemita ha  permeato  il dibattito pubblico e gli spazi pubblici, facendo sì che le comunità ebraiche di tutta Europa si sentano sempre più insicure ed esposte.

La maggior parte degli Ebrei europei si sente ormai costretta a nascondere la propria identità. Circa il 76% ha  dichiarato di  celare la propria origine almeno occasionalmente e il 34% ha dichiarato di evitare eventi o luoghi ebraici perché non si sente al sicuro. Questa tendenza è particolarmente  pronunciata  tra i giovani Ebrei, con quasi due terzi che esprimono disagio nell’esprimere pubblicamente la propria identità ebraica.

Eppure, gran parte dell’opinione pubblica europea resta ignara o indifferente. Circa il 50% degli Europei non considera l’antisemitismo un problema,  a meno che  non viva in paesi con una significativa presenza ebraica o che siano stati oggetto di recenti attacchi, come Francia, Germania o Belgio.

Ci sono stati anche incidenti orribili degni di nota. In Francia, Sarah Halimi è stata  scaraventata  dalla finestra del suo appartamento al grido di “Allahu Akbar”. In un altro caso, un’anziana sopravvissuta all’Olocausto, Mireille Knoll, è stata  accoltellata  e data alle fiamme da un aggressore convinto che gli Ebrei “nascondano tesori”. In Germania, un estremista di estrema destra  ha tentato  di massacrare Ebrei in una sinagoga di Halle e, in seguito, sono stati arrestati sospetti islamici che pianificavano attacchi simili. Sempre in Germania, nel 2023 si sono verificati sette casi classificati come attacchi antisemiti potenzialmente letali. In particolare, si è verificato un attacco a una sinagoga di Berlino con l’uso di molotov e una sparatoria fuori dal consolato israeliano a Monaco. Inoltre, un quindicenne di Düsseldorf è stato arrestato per aver pianificato attacchi contro centri comunitari ebraici in Europa, dopo essere stato adescato online da terroristi islamisti. Anche aggressioni fisiche, danni alla proprietà e minacce contro individui e istituzioni ebraiche sono aumentate, con oltre 4.700 episodi antisemiti registrati in Germania nel 2023, un livello record dall’inizio  del monitoraggio . Anche Regno Unito, Belgio, Spagna e Polonia hanno assistito a un aumento della violenza e della retorica antisemita.

Oltre alla violenza, la legislazione minaccia anche la vita ebraica. Nel 2020, la Corte di giustizia europea  ha confermato  il divieto belga di macellazione kosher, citando il benessere degli animali. Altri paesi hanno rapidamente seguito l’esempio. Pur essendo inquadrati come politiche laiche, tali divieti storicamente miravano a dissuadere gli Ebrei dall’insediarsi o a spingerli ad andarsene, proprio come fecero i nazisti. Ora, anche la circoncisione è sotto  esame  in alcune parti d’Europa.

Questa crescente intolleranza segnala una crisi più profonda. Non riguarda solo la sicurezza, le leggi o l’incitamento all’odio. Riflette un rifiuto fondamentale degli Ebrei come popolo con un posto legittimo e rispettato in Europa.

Ma perché quest’odio persiste? Perché le società si rivoltano ripetutamente contro gli Ebrei, anche dopo secoli di sofferenza e collaborazione?

La radice è spirituale. C’è un’aspettativa d’istinto che gli Ebrei siano un modello di unità al di sopra delle divisioni. Quando non adempiamo a questo ruolo, lasciando che gli impulsi egoistici e divisivi ci dominino, emerge da parte delle nazioni una richiesta inconscia per un mondo più unito, armonioso e pacifico. Quando questa richiesta non viene soddisfatta, si manifesta come colpa e odio.

I nostri saggi hanno  insegnato a lungo  che la forza del popolo ebraico risiede nella sua unità. Come  scrive Shem Mishmuel  , “Quando Israele è ‘come un solo uomo con un solo cuore’, è un muro fortificato contro le forze del male”. Inoltre, “se Israele fosse un  gruppo unito, nessuna nazione o lingua sarebbe in grado di governarlo” ( Tanchuma ,  Nitzavim , 1), e “poiché siamo stati distrutti da un odio infondato e il mondo è stato distrutto con noi, saremo ricostruiti da un amore infondato e il mondo sarà ricostruito con noi” (Rav Kook,  Orot Kodesh  [ Luci Sacre ]).

L’unità ebraica è l’antidoto all’antisemitismo. Non si tratta di unità politica o nazionale, ma di una connessione spirituale al di sopra di ogni differenza. Quando agiamo come uno, diventiamo una luce per le nazioni, un esempio vivente di come persone naturalmente divise e diverse possano elevarsi in unità e vivere in armonia e pace.

Se ignoriamo questa chiamata, le conseguenze non faranno che peggiorare. Le leggi diventeranno più severe. La violenza aumenterà. E l’illusione di accettazione andrà in frantumi.

L’Europa non è un porto sicuro. Né lo sarà l’America, se le tendenze attuali  continueranno . I tempi di benessere sono finiti. Ma ogni crisi porta con sé un’opportunità, quella di risvegliarci, connetterci e adempiere al nostro ruolo unificante nell’umanità.

L’antisemitismo, nonostante tutto il suo orrore, è un campanello d’allarme. Ci ricorda la nostra unica responsabilità: unirci al di sopra delle nostre pulsioni divisive e, così facendo, offrire al mondo la guarigione di cui ha disperatamente bisogno.

Quando ciò accadrà, vedremo come l’odio si placherà e scopriremo un mondo nuovo e sicuro, insieme a uno stato di profonda armonia che illuminerà l’umanità attraverso una crescente tendenza unificante. Come  scrisse il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam):

“Quando tutti gli esseri umani accetteranno di abolire e sradicare il loro desiderio di ricevere per sé stessi e non avranno altro desiderio che quello di donare ai propri amici, tutte le preoccupazioni e i pericoli del mondo cesseranno di esistere. E a tutti noi sarà assicurata una vita integra e sana.”

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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È Incredibile!

Domanda: Per te, Dio esiste?

Risposta: Per me esiste un Creatore. È Colui che ha creato tutto, incluso te, e desidera che tu realizzi il tuo scopo.

Domanda: Qual è questo scopo?

Risposta: Il tuo scopo è raggiungere il Suo livello, diventare simile a Lui. È per questo che l’uomo è chiamato “Adamo”, dalla parola “Domeh” – “simile” al Creatore.

Domanda: Di nuovo, simile a cosa?

Risposta: Al Creatore.

Domanda: E cosa significa questo? Qual è questa qualità?

Risposta: È la qualità della dazione, la qualità della creazione, la qualità che governa tutti i mondi. Questo è lo stato che una persona deve raggiungere.

Domanda: Chiunque, nel nostro mondo?

Risposta: Assolutamente tutti!

Commento: È incredibile!

La mia risposta: Ma ci arriverai, che tu lo voglia o no.

[344352]

Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman”, 19/05/2025

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Come può una società bilanciare la competizione tra individui che perseguono il successo garantendo al contempo che i bisogni fondamentali di tutti siano soddisfatti?

Dobbiamo sviluppare una società in cui vivere per rifornirci dell’essenziale per l’ esistenza, senza sentire il bisogno di entrare in una competizione spietata per scalare le varie gerarchie del cosiddetto “successo”. Con i progressi tecnologici di cui disponiamo oggi, avremmo già dovuto superare questa fase attuale dello sviluppo umano, questo vortice in cui ci troviamo, fatto di università, continue rincorse tecnologiche e competizione costante. È arrivato il momento di portarci verso un nuovo stato che rifletta uno stile di vita più naturale e armonioso.

Il modo in cui oggi così tanti di noi investono tempo e sforzi nel guadagno personale o nel “riuscire”, spingendoci l’un l’altro per farci spazio, deve giungere al termine. Al contrario, dovremmo dedicarci a ciò che il nostro cuore desidera veramente. Il nostro cuore non vuole guadagnare di più, né salire su alcuna apparente scala del successo.

Oggi, in realtà, siamo come gli aristocratici di un tempo. Abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Se ci dedichiamo alla pittura, alla musica, alla scienza o a qualsiasi altra attività, possiamo farlo semplicemente perché porta pace e calma al nostro spirito. Possiamo dedicarci a queste cose perché il nostro cuore ci spinge in quella direzione,  non perché siamo motivati a superare tutti gli altri e a costruire il nostro successo sulle rovine altrui. È così che dovrebbe essere. Oggi siamo pienamente in grado di costruire un ordine sociale di questo tipo.

Possiamo creare una società in cui nessuno debba preoccuparsi per i bisogni fondamentali della vita. Se ci organizziamo in modo ottimale, possiamo fornire a tutti cibo, vestiti, cure mediche, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, senza dover cadere in una realtà di scarsità.

Perché milioni di persone dovrebbero passare le giornate sedute in ufficio? Perché non dovrebbero invece stare davanti a uno strumento musicale, scrivere, comporre, dipingere o partecipare a discussioni e percorsi di apprendimento insieme? Perché no? Di cosa abbiamo veramente bisogno nella vita? Cosa cerchiamo davvero?

In fondo, ciò che desideriamo è scoprire l’essere umano interiore dentro di noi e avvicinarci alla forza che ci guida in ogni momento. È una forza di amore, di dazione e di connessione che esiste dietro alla realtà.

Abbiamo questo obiettivo a portata di mano. Ci sono moltissime cose che possiamo fare, piuttosto che produrre continuamente beni inutili e inquinare la terra e gli oceani. È arrivato il momento di passare dal consumo alla connessione, dalla sopravvivenza alla nostra consapevolezza spirituale.

Ciò dipende da come organizziamo la nostra educazione e la nostra crescita, ovvero dagli esempi che ci influenzano mentre ci evolviamo nel mondo. Infondendo sempre più nelle nostre vite un’educazione che arricchisca le nostre connessioni e avendo cura che la società ci influenzi con esempi positivi di sostegno, incoraggiamento e cura, possiamo acquisire la capacità di superare il nostro paradigma materialistico, competitivo e individualistico e raggiungere un nuovo livello di esistenza armonioso e pacifico.

Basato sul video “What Do We Really Need? A Revision of Progress and Prosperity” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, tratto dall’episodio 1.251 di “New Life”.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Rabash – Il Creatore dell’Enciclopedia del Lavoro Spirituale Interiore

Baal HaSulam era uno studioso impegnato nella scienza pura. Scriveva in uno stile accademico elevato. E il mio maestro Rabash ci è molto vicino. Ci tiene nelle sue braccia e ci mostra: “Questo è il modo in cui dovresti camminare. Questo è esattamente il motivo per cui stai sperimentando tali stati”. Ti guida costantemente come un bambino piccolo, ti aiuta, ti nutre, ti avvolge, fa di tutto per elevarti.

Rabash, in sostanza, ha creato un’enciclopedia Kabbalistica del lavoro spirituale interiore. Nei suoi articoli ha rivelato tutti gli stati che dobbiamo attraversare. Pertanto, se una persona li studia costantemente, non ha problemi.

Lavorando a una versione abbreviata di questi articoli e rileggendoli più volte, mi rendo conto di quanto siano simili agli alimenti per bambini, senza i quali un bambino non potrebbe sopravvivere. Una persona non può ricevere il nutrimento della Kabbalah che Baal HaSulam le dà in realtà. Baal HaSulam lo illumina a tal punto che è come se mettesse una bistecca sugli occhi di un bambino.

Ma Rabash non lo fa. Egli trasforma tutto questo in porridge, in verdure bollite, in latte, che può essere consumato nelle giuste porzioni. È riuscito a farlo in modo straordinario! E in uno stile e in una forma tali che è impossibile da descrivere!

Ricordo come scriveva, ogni giorno un po’, un po’ di più, un po’ di più, e alla fine della settimana usciva l’articolo. Me lo consegnava, io ne facevo delle copie e lo distribuivo agli studenti. E per tutta la settimana successiva lo leggevamo, finché non usciva un nuovo articolo. E poi di nuovo la stessa cosa. In altre parole, si trattava di un lavoro spirituale interiore e sistematico di padronanza dello spazio spirituale.
[344044]

Da “I Got a Call. Il grande Rabash” 9/3/10

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Per costruire una struttura dell’anima

Qual è, secondo te, la causa principale per cui l’umanità continua a rimanere disunita?

Alla fine della nostra evoluzione, saremo costretti a unirci come un unico gruppo, legati da fili d’amore. La domanda è: cosa ci porterà a quel punto? Quando e come esattamente inizieremo a muoverci verso un tale stato, che è così opposto a ciò che vediamo nel mondo oggi? E poi, perché mai ne varrebbe la pena?

Per natura, ci prendiamo cura di noi stessi e non possiamo fare nulla se non ne traiamo un certo beneficio. Abbiamo bisogno di energia per ogni movimento, che sia fisico, emotivo o mentale, e tale energia è disponibile solo quando intravediamo uno stato migliore davanti a noi.

A volte questo calcolo interiore avviene automaticamente, senza che ce ne rendiamo conto, ad esempio quando il corpo sposta la posizione di una mano o di una gamba. Altre volte, siamo consapevoli del calcolo e agiamo di conseguenza. Ad esempio, parliamo o ci comportiamo in un certo modo verso qualcuno perché ci è utile presentarci in quel modo.

Tutta la nostra vita è incentrata sulla massimizzazione del piacere con il minimo sforzo, sul provare meno sofferenza con più piacere. Cosa ci dà esattamente piacere? È qui che entrano in gioco i valori sociali, la nostra educazione e le nostre tendenze innate. Insieme, questi elementi plasmano le nostre definizioni interiori di ciò che è bene e di ciò che è male.

Pertanto, è nella nostra natura cercare sempre modi per sentirci meglio. È così che funziona ogni creatura vivente, compresi gli esseri umani. Possiamo persino descriverlo come una legge universale: cerchiamo di sentirci il più a nostro agio e completi possibile. È qui che la nostra natura egoistica ci conduce costantemente.

Possiamo cambiare?

Tornando alla domanda iniziale: come possiamo cambiare la nostra natura e iniziare a preoccuparci degli altri invece che di noi stessi? Amare gli altri? Pensare al loro benessere? Dedicare tutte le nostre capacità e risorse agli altri, al punto che non ci resti nulla per noi stessi, se non un unico punto di desiderio di fare del bene a tutti?

Potremmo paragonarlo a una madre che si prende cura del suo bambino. La sua natura la porta costantemente a preoccuparsi per lui, per i suoi bisogni, per come calmarlo e per cos’altro può fare per aiutarlo. Non ha altre preoccupazioni, perché il suo bambino riempie tutto il suo mondo.

Se un simile atteggiamento d’amore fosse richiesto verso l’intera società, sembra chiaramente irrealistico. Allora perché si dice che “Ama il prossimo tuo come te stesso” è in realtà la legge generale della realtà, una legge che prima o poi saremo costretti a seguire?

Un’altra domanda sorge spontanea: se l’amore è davvero il grande obiettivo che siamo destinati a raggiungere, perché siamo arrivati ​​all’esatto opposto di quello stato, in cui le persone hanno un ego così smisurato da sfruttare sempre di più gli altri, cercando di dominarli, persino godendo del proprio successo a spese altrui? Conosci qualche altra creatura in natura che prospera sul fatto che gli altri abbiano meno, che tragga piacere dai loro fallimenti o che misuri il proprio successo solo in confronto a quello altrui?

Immaginare un mondo migliore

Se per un momento immaginassimo questo stato utopico, in cui tutti amano tutti, potrebbe sembrare davvero la massima realizzazione del sé. Forse. Ma quali mezzi abbiamo per raggiungerlo?

Nel corso delle generazioni sono stati scritti diversi libri sul tema. Ci sono stati anche tentativi di creare villaggi, città, persino nazioni basate sulla cura reciproca, ma tutti questi esperimenti sono falliti.

Col tempo, siamo diventati più intelligenti e abbiamo compreso meglio la nostra natura egoistica. Abbiamo capito che non possiamo elevarci al di sopra di essa. Così, abbiamo iniziato a limitare gli individui con leggi e punizioni per ridurre i danni agli altri e alla società.

Oggi abbiamo avvocati, commercialisti, sociologi, psicologi e politici, ovvero interi sistemi che gestiscono le relazioni nelle città, nei paesi e nel mondo, permettendoci di coesistere e persino di trarre profitto dalla condivisione delle risorse. Ma a livello emotivo interiore, in termini di trasformazione del nostro atteggiamento verso gli altri da egoistico e sfruttatore ad amorevole e premuroso, sembra che siamo solo regrediti.

Una crisi globale

E così arriviamo alla crisi che affrontiamo oggi: una crisi molto strana e sfaccettata, che mette in evidenza una radice comune ai vari problemi in tutti gli ambiti della vita.

Da un lato, abbiamo costruito un mondo altamente interconnesso in cui tutti dipendiamo gli uni dagli altri. Dall’altro, l’ego di ognuno è diventato così forte da impedirci persino di vedere gli altri. In una realtà di minacce globali come una guerra nucleare, il collasso economico o la crisi climatica, possiamo rapidamente precipitare in situazioni estremamente pericolose.

Anche nella vita privata, l’ego crescente causa immense difficoltà, nelle relazioni, nella genitorialità, a scuola, sul posto di lavoro, negli affari e persino in strada. Ovunque ci sia un’altra persona, le tensioni aumentano. La nostra capacità di convivere con gli altri sta diminuendo.

Potremmo continuare a discutere dei sintomi del crescente egoismo, ma la ragione fondamentale rimane la stessa. La vita ci sta portando a un bivio. O iniziamo a lavorare insieme per superare il nostro ristretto egoismo verso la connessione e l’amore, oppure soffriremo finché non giungeremo a questa consapevolezza.

Trasformare la società

Quindi, quale forza può spingerci ad avanzare verso l’amore reciproco?

Come accennato, gli esseri umani sono esseri sociali influenzati dai valori instillati dal loro ambiente. Pertanto, se modifichiamo collettivamente il sistema di valori sociali in modo che ogni atteggiamento negativo verso gli altri diventi disonorevole e le buone relazioni siano onorate e rispettate, otterremo il potere di svilupparci nella giusta direzione. Se le persone avvertissero, per così dire, un colpo per il loro cattivo comportamento e un colpo per quello positivo, sarebbero costrette a migliorare.

Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo mobilitare i mezzi di comunicazione, i sistemi educativi e le istituzioni culturali, che sono tutti strumenti a nostra disposizione. Dobbiamo condannare il gretto egoismo e valorizzare valori come la considerazione, la vicinanza, la partecipazione, il sostegno, l’assistenza e la connessione, fino a raggiungere l’amore. Questo processo richiede lo studio della natura umana e, sulla base di ciò che scopriamo, lo sviluppo della società e dei suoi meccanismi di influenza.

Che ci piaccia o no, la vita ci sta mettendo tutti sulla stessa barca. Questo significa che siamo tutti responsabili gli uni degli altri, per definizione. Cosa significa? Se qualcuno fa un buco nella barca sotto il proprio sedile, l’acqua entrerà e ci affonderà tutti. Questa è la responsabilità reciproca nella sua espressione negativa ed egoistica. Il nostro compito comune è realizzarne appieno il potenziale positivo.

Una nuova umanità

Man mano che progrediremo, capiremo che tutto il nostro sviluppo come specie, all’interno della natura, ci ha portati esattamente a questo punto: una crisi generale nei rapporti egoistici, da cui daremo vita a un nuovo essere umano e a una nuova umanità.

Nella nuova rete di connessioni che costruiamo tra noi, scopriremo il flusso di una forza interiore che risiede nelle profondità della natura, una forza di elargizione positiva, amore e dazione. È una forza vitale che dà origine a ogni sviluppo. Acquisiremo le sue qualità, ci avvicineremo all’equilibrio con essa e poi comprenderemo che abbiamo dovuto evolverci in opposizione ad essa, proprio per poterne percepire la natura attraverso il contrasto. Discernendo questi opposti, ego contro amore, svilupperemo la capacità di comprendere quanto sia sublime, potente, eterna e perfetta la forza dell’amore e ci fonderemo con essa sempre di più.

Perciò, la legge “Ama il prossimo tuo come te stesso” diventa una condizione necessaria per raggiungere la prossima fase evolutiva dell’umanità: uno stato armonioso e perfetto di realizzazione, appagamento e piacere come nient’altro al mondo.

Basato sull’episodio 13 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’11 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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