Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.06.2016

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo “L’agenda dell’Assemblea – 2″ (1986)
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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, voce 65
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Garanzia Mutua”, punto 24
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La traversata del Mar Rosso (Yam Suf), parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella storia dell’uscita dall’Egitto degli Israeliti, uno degli eventi più grandi e più significativi è la traversata del Mar Rosso. Questo evento si verifica quando gli Israeliti, dopo aver ricevuto il permesso dal Faraone, lasciano l’Egitto in fretta e una settimana dopo raggiungono il Mar Rosso.

Il Faraone, dopo pochi giorni, si rammarica della sua decisione di liberare gli ebrei e manda tutto il suo esercito con carri e cavalli per inseguirli. La situazione sembra senza speranza per gli ebrei, si trovano di fronte al mare e sono stati circondati su tre lati.

A questo punto il Creatore dice a Mosè di alzare il suo bastone e il mare si divide, viene diviso in due metà. Non appena gli Israeliti passano nel mezzo e raggiungono la sponda opposta, il mare torna al suo solito stato e gli Egiziani che li stavano inseguendo affogano. Cosa simboleggia questa storia riguardo l’attraversamento del Mar Rosso?

Risposta: Penso che la Torah sia stata donata all’uomo per scoprire le sue qualità, tendenze, desideri, intenzioni e pensieri, per rendersi conto che l’uomo è un piccolo mondo che contiene tutto l’Egitto, il popolo d’Israele, il Monte Sinai, il deserto del Sinai e il Mar Rosso. Tutto ciò che esiste nel mondo si trova dentro l’uomo.

Inoltre, studiando la saggezza della Kabbalah in modo corretto, noi riveliamo che al di fuori dell’uomo non esiste nessun mondo. Mi sembra di trovarmi in una camera chiamata studio e in essa vi sono altre persone e vari soggetti oltre me. Ma tutto questo si trova in me, dentro di me. Le mie qualità disegnano questa figura sul mio schermo interiore. Tuttavia, questo quadro è sensoriale.

Cerchiamo di fantasticare un po’. Diciamo che siamo in grado di vivere altri 100-200 anni. Chi pensava alla televisione 100 anni fa? Nessuno! Improvvisamente è apparso il primo piccolo televisore in bianco e nero, poi uno più grande e poi uno a colori con alcuni canali.

Supponiamo che in 100 anni produrremo una televisione che creerà l’illusione completa di un film, come se tu fossi lì, all’interno, tra la gente, e anche poter sperimentare scene diverse. Tu guardi questo gioco ed esso ti coinvolge, e tutte queste immagini create da supponiamo dei raggi laser in aria, interagiscono con te.

Tu progetti i tuoi pensieri e desideri rispetto a loro, e loro rispetto a te, e tutto questo è un programma speciale in cui tu partecipi e giochi insieme alle immagini artificiali. E all’improvviso scopri di essere esattamente uguale a loro, quindi che cosa ti rende diverso da loro? E anche loro, a quanto pare, si guardano a vicenda e guardano anche te nello stesso modo. Questo è l’uomo.

In definitiva, noi siamo una sorta di programma che si materializza in una certa forma e niente di più. Allora, qual è la differenza tra l’interiorità e l’esteriorità? Nessuna. Siamo tutti una sorta di ologramma, un’immagine tridimensionale che può anche essere multidimensionale. E noi viviamo in questo modo.

In realtà, questo è ciò che ci spiega la Torah. Finora è difficile per noi immaginarlo, ma quando ci avviciniamo realmente alla percezione spirituale, essa ci sta gradualmente rivelando proprio questo. Noi sviluppiamo la capacità di capire e sentire la verità, di viverci e di essere in una costante interazione con essa.

La saggezza della Kabbalah ci permette di farlo; per questo è chiamata la saggezza della ricezione (in ebraico Kabbalah significa ricezione), la saggezza della percezione. Questo è il motivo per cui la Torah ci racconta tutte le situazioni in tale forma, il che significa che sta parlando di una persona che capisce di trovarsi all’interno di una rappresentazione o di un gioco in cui il pensiero superiore, il programma superiore, crea tutte queste immagini e lui esiste insieme a loro in questa vita.

Allora sorge una domanda spontanea: come fa lui a relazionarsi a questa grande mente e al grande desiderio che controlla questo teatro? Esiste in esso e capisce questo fatto, e cerca il modo più corretto di giocare il suo ruolo, o vive a suo piacimento, seguendo in ogni momento i suoi sensi e selezionando ciò che è meglio per se stesso.

La persona che vive dentro di sé è apparentemente scollegata dagli altri; egli non si preoccupa di queste immagini, il processo che subisce ognuno, e di questa intenzione generale, il cosiddetto scopo della creazione. Egli vive ogni minuto solo a proprio beneficio, secondo il suo profondo sentimento interiore. A lui è permesso realizzare il suo programma personale interiore.

Ma a lui è chiaro che esiste un programma comune in cui può giocare insieme ad altri in base a questo programma. E allora si muove insieme al pensiero e al desiderio superiore globale chiamato il pensiero della creazione. Tra queste due cose, l’uomo può essere in connessione con il pensiero della creazione o in connessione con il suo “corpo animale” in misura differente, a patto di essere felice.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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Il destino delle figlie di Selofead

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 36:01-03): “I capostipiti della famiglia dei figli di Galaad, il figlio di Machir, il figlio di Manasse delle famiglie del figlio di Giuseppe si congiunsero e parlarono davanti a Mosè e davanti ai capi, i capostipiti dei figli di Israele. Essi dissero: ‘Il Signore comandò al mio maestro di dare la Terra come un’eredità tramandata ai figli d’Israele, e al nostro maestro fu comandato dal Signore di dare l’eredità di Selofead, nostro fratello, alle sue figlie.

Ora, se sposano un membro di un’altra tribù dei figli di Israele, la loro eredità sarà tolta dall’eredità del nostro padre, e sarà aggiunta all’eredità della tribù in cui si sposano e, quindi, sarà tolta dal totale della nostra eredità’”.

Alle ragazze era vietato sposarsi al di fuori della propria tribù. Tuttavia, se una di esse non fosse riuscita a creare una famiglia all’interno della propria tribù, le sarebbe stato permesso di diventare la moglie di un uomo di un’altra tribù, ma solo per una specifica ragione ed entro certi limiti. Allora la sua parte di eredità della tribù, la dote, veniva trasferita all’altra tribù insieme a lei.

Ed essa era persa per sempre e non sarebbe mai stata restituita, perché ella aveva lì una famiglia, figli ed una casa. In altra parole, era così tanto detratta da un tribù e trasferita ad un’altra che nemmeno la morte dell’alto sacerdote o il raggiungimento del cinquantesimo anno aveva il permesso di ridare nulla indietro.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 12/08/15

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Quanti anni si impiegano per diventare un Kabbalista?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel nostro mondo si impiegano circa un paio d’anni per comprendere un certo campo della scienza. Dal momento che la saggezza della Kabbalah è una scienza, quanto tempo ci si impiega per raggiungere la giusta percezione della realtà?

Risposta: Per diventare un vero scienziato kabbalista si impiegano circa vent’anni di studio serio. Può richiedere meno tempo, ma non voglio che le persone si facciano false speranze o illusioni.

L’obiettivo non è quello di riempire gli auditorium per nessun motivo e non è quello di disturbare le persone che sono occupate. Se qualcuno lo desidera veramente, deve avvicinarsi alla saggezza della Kabbalah come ad una scienza in quanto, dopo tutto, l’uomo non studia una scienza per scrivere la tesi, per ricevere una medaglia o per vantarsi del suo diploma di dottorato.

Domanda: Lo studio per un titolo accademico dura cinque anni, poi altri cinque per scrivere la tesi di laurea ed altri cinque per il dottorato. Dopo esiste la possibilità che l’uomo possa ricevere un premio Nobel.

Risposta: Gli scienziati normali sono incoraggiati dalla società, ma lo studio della saggezza della Kabbalah è diverso. L’uomo che dedica vent’anni della sua vita, o anche tutta la sua vita allo studio della saggezza della Kabbalah, alla fine conoscerà il motivo per cui vive.

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Dalla lezione di Kabbalah in russo 28/02/16

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La missione della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la missione della saggezza della Kabbalah?

Risposta: È quella di ricostruire il mondo in modo da rendere il nostro come quello superiore, per cambiare il suo sistema operativo, come cambiare dal capitalismo egoistico al comunismo altruistico.

Tuttavia, dato che tutte le nostre sensazioni e pensieri (la nostra mente e cuore) funzionano dalla nascita secondo un programma di tipo egoistico, riprogrammando in azioni, sensazioni e pensieri altruistici, cominciamo a fare esperienza di un mondo completamente diverso e possiamo vedere ciò era precedentemente invisibile.

Secondo la Kabbalah, nel XXI secolo l’umanità deve iniziare il processo di riprogrammazione e deve diffondere la saggezza della Kabbalah alle persone al fine di renderli capaci di comprendere cosa sta succedendo loro e come alleviare i cambiamenti che stanno subendo.
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Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah

Dr. Michael Laitman

Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto
Rav Laitman racconta la storia della sua vita, di suo nonno, di una sinagoga in Russia e della sua ricerca quando è arrivato in Israele. Il desiderio di sapere cosa c’è dietro ai rituali ebraici lo ha portato alla saggezza della Kabbalah. La Kabbalah ci insegna che nella natura esiste una forza speciale chiamata Torah.

La Torah non è un libro, bensì la forza per la correzione dell’ego dell’uomo. Quando ci connettiamo, insieme possiamo attrarre la forza della Torah che costruirà l’amore tra noi e ci rivelerà il Creatore.

Nel mondo materiale abbiamo simboli diversi che indicano le radici spirituali superiori. La Luce nella Torah è la forza che si trova in natura come altre forze e la possiamo rivelare nella connessione tra di noi. Questa forza non si trova nel libro della Santa Arca scritto su una pergamena. Il libro è solo il simbolo di quella forza. Questa è la ragione per cui dice: “Avrei preferito che avessero abbandonato Me e avessero mantenuto la mia Torah, poiché la Luce in essa riforma”. Dobbiamo prestare attenzione agli altri, nel senso di voler raggiungere uno stato di buone relazioni tra noi, così potremo essere come un solo uomo con un solo cuore.

La Luce ci dà le risposte alle domande esistenziali quali: perché viviamo? E perché non possiamo ricevere tutto?
Tutti comprendo la Torah in base alle proprie capacità, per questo i Kabbalisti non vedono storie nella Torah, bensì fasi di correzione. La Luce è una forza naturale che può essere identificata con il dispositivo adatto e tale dispositivo è la speciale connessione tra di noi.

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Dalla trasmissione di Kab TV, “Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah”, 17/03/16

 

Ascoltate le parole dei Kabbalisti!

Dr. Michael LaitmanQuando nelle mie lezioni parlo delle leggi della natura, alla gente non piace ascoltare quello che dico e ignorano le informazioni che devo trasmettere all’umanità. Le leggi della natura sono fisse e inflessibili, dobbiamo obbedire loro o almeno ascoltare la saggezza della Kabbalah che si basa sulla saggezza delle generazioni, vecchia di 6.000 anni.

Abbiamo bisogno di realizzare queste leggi in quanto operano in tutta la natura. Se non le osserveremo, richiameremo invece le forze inflessibili che sopprimono. Il piano delle leggi della natura e la loro realizzazione ci costringerà ad adattarci armoniosamente al meccanismo generale della natura. Il movimento di tutta l’umanità e della natura che ci circonda dipende dai nostri sforzi per ascendere al livello successivo, alla prossima dimensione, ad un sistema completamente diverso. Solo ora i fisici iniziano a scoprire le nuove opzioni per trascendere verso una realtà diversa, ma la saggezza della Kabbalah ne parla da 6000 anni.

I kabbalisti sperimentano il processo di transizione. Loro vedono, percepiscono ed entrano nelle nuove dimensioni e allo stesso tempo vivono anche nel nostro mondo. Anche se non sono in grado di mostrarlo, loro ci invitano semplicemente a comportarci in modo più saggio per il nostro bene.

I kabbalisti invitano l’umanità ad unirsi non solo allo scopo di avere la pace nel mondo, questo non è sufficiente nel quadro generale del nostro sviluppo, noi dobbiamo unirci per uscire dal nostro attuale livello di esistenza per raggiungere il livello successivo, poiché siamo pronti a questo e la transizione è essenziale per tutta la natura.

Questa è la ragione per cui la natura ci sta mettendo pressione, prima sugli ebrei e poi sugli altri popoli del mondo. Il mondo ha completato la sua evoluzione lungo il cammino positivo e questo non durerà più a lungo. Saremo presto testimoni della progressiva distruzione dei legami tra gli stati e le nazioni, tra i diversi imprenditori, ecc., quindi non avremo un posto in cui fuggire e dovremo agire secondo le leggi della natura.

Mi prendo la libertà di dire le cose più sgradevoli perché è la verità. Voglio mettervi in guardia a riguardo, e non mi paragono agli attori sociali e politici, i quali perseguono i loro vantaggi e quindi promuovono loro stessi. Io non sono interessato all’auto promozione ed è ancora meglio se non menzionaste affatto il mio nome. La cosa principale è che voi comprendiate l’obiettivo della natura che non cambia il suo corso e come lei schiaccerà tutti noi come un rullo compressore. Pertanto, mi appello a voi se vogliamo che i nostri figli e nipoti possano attraversare questo percorso di sviluppo in modo corretto, buono, e comprenderlo in maniera facile.

Guardo le persone che mi attaccano ed è interessante notare che tutti sono sicuri di sapere cos’è la saggezza della Kabbalah, ma dal momento che la saggezza della Kabbalah parla di qualcosa che è contro i loro desideri, sostengono che io non capisca e che le informazioni che trasmetto siano inaffidabili. La saggezza della Kabbalah è la scienza della natura, delle leggi della natura e di come si sviluppa, e noi dobbiamo relazionarci ad essa più seriamente! Quando mi rivolgo alle masse, loro credono che io stia “spingendo” verso una mia politica. Questa non è la politica di esponenti politici provenienti da diversi paesi che pensano che dobbiamo agire in un modo o nell’altro. Io non penso nulla.

Io trasmetto semplicemente il programma della natura, le informazioni sulle sue leggi, il suo metodo e le sue tendenze, e li presento in modo semplice e accessibile, in modo da poter subire le situazioni della natura, la quale ci costringerà a subire la sua pressione in ogni caso, in modo semplice, libero e positivo. Non si tratta di una mia opinione personale, anche se queste cose vengono attribuite a me personalmente. Io sono semplicemente il “traduttore” che trasmette i segreti della natura. Non c’è niente della mia volontà in quello che dico, e sbaglia di grosso chi pensa che io esprima le mie opinioni nelle mie lezioni. Queste non sono le mie opinioni, ma sono le leggi della natura!

Aprite i libri kabbalistici originali, leggeteli e vedrete quello che dicono. Io vi trasmetto quello che dicono le fonti kabbalistiche autentiche e fondamentali che sono state scritte durante 6000 anni. Queste fonti si sono esonerate e sono state realizzate nel corso della storia. Io vi sto semplicemente parlando di ciò che accade oggi e di ciò che sta per accadere domani o forse dopodomani, in modo che sarà più facile per noi affrontare il futuro! Voi dovreste cercare di relazionarvi in modo più cosciente e responsabile a ciò che dice la saggezza della Kabbalah. È solo per il vostro bene. Io sto semplicemente facendo il mio dovere e non chiedo in cambio alcuna retribuzione o riconoscimento.

Domanda: Cosa ti aspetti da chi ti ascolta?

Risposta: Prima di tutto di astenersi dal condannarmi, perché si taglia fuori dalla corretta comprensione di ciò che sta accadendo nel mondo rispetto all’interpretazione kabbalistica degli eventi.

Io sono come una cartina di tornasole in cui la sua relazione con me determina l’atteggiamento di una persona con la natura. La cosa principale che tu devi vedere è che tutto quello che dico non è assolutamente la mia idea. E’ stato scritto nei libri kabbalistici (tra cui Il Libro dello Zohar, gli scritti dell’Ari, Ramchal, Baal HaSulam, Rabash, Rav Kook, e altri) già a partire dai tempi di Abramo. La loro idea principale è un invito all’unione, a connetterci e ad unirci nonostante i nostri impulsi di separazione, competizione, e di rifiuto dell’altro. Il nostro ruolo è quello di unirci al di sopra della separazione; questo è l’obiettivo.

Domanda: Cosa dovrebbe fare l’uomo che ascolta questo invito?

Risposta: Esiste un metodo per unire le masse che è fondamentalmente riempirsi stando seduti in un cerchio, discutendo su diverse questioni in accordo alla saggezza della Kabbalah. Le persone nel cerchio si sentono subito vicine, e quando si avvicinano, tra di loro si rivela una forza speciale, una sensazione di euforia riguardo al nostro mondo.

Questo è il metodo dell’unione delle masse realizzato principalmente nel cerchio. Sedendosi in un cerchio e cominciando a discutere su ciò che consiglia la Kabbalah, le persone improvvisamente si sentono più vicine tra loro e questa convergenza evoca una sorta di forza speciale e di calore. Si sentono come sollevati al di sopra del nostro mondo.

Quindi, mi piacerebbe molto vedere un cerchio di persone che percepisce seriamente le mie parole invece di diffamarmi. Staremmo tutti meglio se passassimo questo periodo della storia in modo che resterà almeno qualcosa di noi.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 30.05.2016

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Scritti di Baal HaSulam, articoli “Il dono della Torah“, voce 5
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Yeshivat Hverim Mondiale – 29.05.2016

Yeshivat Haverim Mondiale
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Evitare gli errori

Dr Michael LaitmanDomanda: Impegnarsi nella spiritualità significa che l’uomo non commette più errori, che è diventato razionale e tutto ciò che fa è saggio e sensato?

Risposta: L’uomo spirituale è colui che sviluppa un attributo spirituale dentro di sé e quindi avanza.

Nel movimento dell’uomo spirituale non esistono errori, poiché egli riceve guida, istruzioni e assistenza costanti lungo il cammino e avanza di conseguenza, tuttavia il ritmo dell’avanzamento dipende da lui.

Il percorso dell’uomo diventa semplice, facile, piacevole e breve se egli mira seriamente ad accelerare il suo sviluppo spirituale. Se non potrà farlo, vagherà e si sottoporrà a molti problemi, ma avanzerà comunque lentamente.

Nel nostro mondo anche la gente comune avanza costantemente nella direzione giusta, inconsapevolmente, ma sotto l’influenza dei colpi della natura, e questo è ciò che li rende diversi dallo sviluppo indipendente.

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Dalla lezione di Kabbalah in russo 21/01/16

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