Lezione quotidiana di Kabbalah – 23.09.2016

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, “Dargot HaSulam“, articolo 882
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Scritti di Baal HaSulam, articoli “Shamati” 99 “Lui non disse empio o giusto”
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, punto 12
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I Kabbalisti sanno tutto

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come facevano i Kabbalisti che sono vissuti 5000 anni fa a conoscere i dettagli precisi e impossibili riguardo al corpo femminile? Dopo tutto, non erano medici.

Risposta: Prima di tutto, nel nostro periodo sono state trovare prove negli scavi archeologici che migliaia di anni fa delle persone avevano anche fatto interventi chirurgici al cervello.

Essendo in connessione con la saggezza della Kabbalah, i Kabbalisti conoscono tutto questo non dal nostro mondo. I Kabbalisti non sono stati coinvolti nella la ricerca fisiologica delle donne e degli uomini. Loro hanno raggiunto le caratteristiche superiori della natura, di cui noi siamo il risultato. A questo proposito, i Kabbalisti avevano una conoscenza assoluta e potevano parlare del corpo maschile e femminile da una consapevolezza fondamentale.

Per tutti coloro che stanno cominciando a studiare la saggezza della Kabbalah, non è facile collegare subito il nostro mondo con il mondo superiore, con le forze che ci gestiscono. Le forze che creano il corpo umano la sua forma esterna e gli organi interni, disponendoli al loro posto, connettendoli tra di loro, costringendoli a funzionare correttamente, e dopo, accoppiano gli uomini e le donne, al fine di dare nascita, prendersi cura, e così via.

Tutto questo avviene sotto l’influenza delle forze superiori. Quando noi raggiungiamo il sistema superiore, non abbiamo più bisogno di imparare ciò che sta accadendo nel nostro mondo perché sappiamo esattamente ciò che sta accadendo in esso dalla comprensione di come il sistema più alto organizza tutto e lo porta giù nel nostro mondo.

Quindi, nel nostro mondo, noi eseguiamo assolutamente le istruzioni delle forze superiori, non abbiamo alcuna possibilità di operare in altro modo. Un Kabbalista che ha una connessione con il mondo superiore vede ciò che sta accadendo da quell’altezza e sa subito anche ciò che sta accadendo nel nostro mondo. Non è un segreto per lui e non lo mette in dubbio per niente.
[192323]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 4/24/16

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Come lavora la Luce Superiore?

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo la Luce Superiore lavora su una persona?

Risposta: La Luce Superiore, che è la caratteristica di amore, ci ha creati, un desiderio egoistico. Quando agisce su di noi, essa cambia gradualmente questa forma da un desiderio egoistico in un desiderio altruistico. La saggezza della Kabbalah spiega questo processo e aiuta una persona a partecipare attivamente in esso.

[192384]

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.09.2016

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, articoli “I gradini della Scala”, articolo 1 (1990)
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, punto 179
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Zohar per tutti, estratti selezionati
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”
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Il nostro mondo: una copia del mondo superiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sappiamo che lo Tzimtzum Alef e lo Tzimtzum Bet (prima e seconda restrizione) esistono nella spiritualità; è possibile dire che inoltre esiste un terzo Tzimtzum, lo “Tzimtzum Gimel”, che separa il nostro mondo dal mondo spirituale? Perché i kabbalisti non parlano del nostro mondo, né descrivono in che modo le forze vi interagiscono?

Risposta: Esiste lo Tzimtzum Alef che è eterno. Esiste lo Tzimtzum Bet che si annulla con la correzione completa. Non esiste uno Tzimtzum Gimel e non ce n’è bisogno. Il nostro mondo è una replica fisica del mondo superiore. Sono solo le nostre connessioni ad essere opposte al mondo superiore.
[192233]

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La nascita spirituale

Dr. Michael LaitmanLa nascita spirituale è un processo molto complicato. L’inferiore si trova all’interno del superiore e l’utero è apparentemente composto da due porte, una delle quali ha un asse. Nel nono mese, l’embrione completa il suo sviluppo e le porte cominciano ad aprirsi, e la madre sente una pressione interna, che è quello che vediamo nel nostro mondo.

Se esprimiamo questo in termini kabbalistici, i Gevurot che ha sviluppato (la forza di limitazione, i Dinim) mettono pressione sull’embrione che vuole anche lui essere libero. Nel complesso, egli subisce un processo molto serio durante la sua nascita durante la quale queste forze effettivamente lo spingono fuori, ma loro lo formano anche come un essere umano nel futuro.

Questo è il primo dramma nella sua vita, poiché per nove mesi ha vissuto in una sorta di casa di riposo, in perfetta tranquillità, completamente sicuro, nutrito e provvisto di tutto ciò che serve per i suoi bisogni. Ma questo stato si conclude drammaticamente con la nascita.

L’atteggiamento di sua madre verso di lui cambia radicalmente. Lei lo spinge fuori come se non lo volesse più; lui subisce una grande pressione e nasce.

L’embrione si sviluppa nel grembo della madre con la testa in alto, e prima di nascere si gira a testa in giù con la testa verso il basso, il che significa che si è staccato dai suoi valori precedenti e non pensa come prima, e così nasce sotto una forte pressione.

L’esodo dall’Egitto si chiama nascita spirituale e nel nostro mondo è simboleggiato da Pesach (Pasqua ebraica). Prima in Egitto tutto era giusto e buono. In Egitto ci eravamo sviluppati normalmente, all’interno del nostro egoismo.

Poi l’atteggiamento del Faraone è cambiato improvvisamente, a tal punto che questo Partzuf, l’anima che si sviluppa, subisce le dieci piaghe chiamate dieci Sefirot, che lo tirano fuori. Le contrazioni del grembo aprono il canale del parto, le acque si ritirano (la rottura delle acque).

La stessa cosa accade in Egitto: il passaggio attraverso il Mar Rosso è il passaggio attraverso l’acqua. Poi avviene la vera nascita.

Gli animali non subiscono un processo così difficile come l’uomo. Per gli animali la nascita non comporta una pressione così grande, mentre per l’uomo la nascita fisica e spirituale implica davvero una grande pressione.
[192310]

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“Chi può far fronte ai figli di Anak?”

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 9: 1-2): “Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano, per entrare di nazioni più grandi e più potenti di te, città grandi e fortificate fino al cielo. Un popolo grande e alto di statura, i discendenti degli Anakim che tu conosci, e dei quali hai sentito dire: “Chi può far fronte ai discendenti di Anak?”

Quando l’uomo avanza nello studio della Kabbalah e prova ad avvicinarsi ai suoi amici nel cammino spirituale, per poter realizzare l’unione nella quale il Creatore sarà rivelato, vede davanti a sé degli ostacoli enormi, esteriori ed interiori.

Gli ostacoli interiori si presentano in chi prova ad avvicinarsi reciprocamente, poiché tra loro insorge un tale egoismo che, come si legge ne Il Libro dello Zohar, essi vogliono letteralmente uccidersi e bruciarsi a vicenda.

Dall’altra parte, sono sottoposti a influenze esteriori avverse, poiché chi non partecipa al movimento che va a costituire un cuore comune è un loro avversario.

Gli avversari sono le nazioni del mondo, il popolo d’Israele che non è ancora connesso nel loro movimento, e le così dette moltitudini miste (Erev Rav– i lavoratori del Faraone). Questo significa che tutti gli avversari della Kabbalah, tutti gli avversari del metodo della connessione tra le persone che si collegano in un tutt’uno, sono attualmente i nemici del cammino spirituale.

Anche se lo vediamo, non possiamo fare nulla. Questo è il risultato naturale del nostro avanzamento. Dopotutto è scritto: “Chi può far fronte ai figli di Anak?”

I nostri avversari ci sembrano molto forti, saggi, sicuri di sé e logici. Essi sanno per cosa vivere e ne sono convinti, poiché davanti a loro vi è un mondo egoistico, in cui poter vivere e navigare perfettamente.

Dal loro punto di vista, voi siete delle persone non realistiche, piene di fantasie irreali, che trascinano altre persone lontano dalla vita normale. È proprio come il Faraone che disse a Mosè: “Perché tu e Aronne distraete il popolo dal mio lavoro? Lasciateli lavorare per me, io li pagherò e tutto andrà bene”.

Il Faraone comandò ai suoi servi: “Date loro più lavoro, così non potranno ascoltare questi due. Perché improvvisamente hanno deciso di occuparsi di un qualche tipo di amore?!”

Oggi avviene la stessa cosa. Quelli che odiano ideologicamente la Kabbalah, le moltitudini miste (Erev-Rav), stanno cercando di vincere. In ogni momento vi è una guerra da condurre contro di loro.

Domanda: Ma il popolo d’Israele entra nella terra d’Israele e inizia a svilupparla.

Risposta: Il popolo d’Israele si sta unendo gradualmente ad una manciata di kabbalisti sotto la guida di Mosè e Aronne, che include i loro discepoli e gli antenati delle tribù. In questo modo, guidano gradualmente le persone verso uno stato di connessione mutua chiamata la terra di Israele.

Domanda: Allora i figli di Anak cessano di essere dei giganti?

Risposta: In realtà, nella terra d’Israele non ci sono più giganti Compaiono solo quando avviene un altro disastro.

Ad esempio, prima della distruzione del Primo e del Secondo Tempio, comparirono delle società egoistiche che affermavano di sapere come servire il Creatore, distruggendo così il livello di dazione e amore raggiunto tra le persone. Furono loro a portare i Romani e i Greci in Israele, e a bandire il suo popolo. Da allora, da 2000 anni, viviamo in questo stato.

Anche adesso essi non ci permettono di riunirci e di raggiungere l’integrità, la dazione, l’amore e l’unione tra noi. Ritengono che questo possa minare le fondamenta del loro potere sul popolo e quindi sono fortemente contrari alla saggezza della Kabbalah.

Domanda: Come possiamo non vedere i giganti in loro, cioè persone logiche e ben informate?

Risposta: È molto semplice: “Allontana il tuo sguardo da loro ed essi si trasformeranno in una montagna di ossa”. Dobbiamo unirci, attirare a noi la forza del Creatore e dirigere la nostra energia verso la connessione delle persone.

In questo modo distruggeremo i giganti, perché loro esistono solo per distruggere le persone e per ridurle in pezzi, piccoli filoni, in modo che si uniscano e per farle lavorare solo nell’egoismo.

Pertanto, anche se a volte parlano del principio di “Ama il prossimo come te stesso”, essi non lo hanno compreso.
[192346]

Dal programma di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 04/05/16

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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Pace nel mondo”
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Il Tempo: un concetto libero

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché il tempo sembra scorrere molto lentamente per chi è impegnato in qualcosa che non gli piace, ma sembra volare via se è impegnato in qualcosa che gli piace? Che cos’è il tempo per un kabbalista?

Risposta: Il Tempo per un kabbalista è il numero dei cambiamenti che attraversa in ogni momento; così se attraversa diversi stati in un secondo, questo secondo gli sembrerà come tanti secondi, e se si trova nello stesso stato per un’ora, all’ora la percepirà come un solo secondo.

Cioè il tempo è di tensione, capace di essere tirato e allungato. Dipende da come noi lo riempiano, dal numero degli stati che noi attraversiamo in ogni unità di tempo.
[191817]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 17/04/16

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L’uomo non vive di solo pane

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa “La manna, che tu non conoscevi e nemmeno i tuoi padri avevano conosciuto”? (Torah, “Deuteronomio”, 8:3)

Risposta: I padri non avevano grandi desideri egoistici e non attraversarono lo stato del deserto.

I nostri padri Abramo, Isacco e Giacobbe sono Keter, Hochma e Bina. Loro avevano dei desideri piccoli e leggeri, e pertanto sono chiamati santi padri, dato che la qualità di Bina (dazione) era naturale per quei desideri che si rivelarono in quel momento.

Pertanto, noi dividiamo tutta la storia in padri e figli. I padri sono HBD (Hochma, Bina, e Daat o Keter, Hochma e Bina), cioè la parte della testa del Partzuf (corpo spirituale). I figli sono HGT (Hesed, Gevura e Tifferet). E la parte inferiore del Partzuf, NHY, siamo noi, cioè i figli dei figli.

Commento: Ma i padri provavano ancora dolore, dopotutto Abramo chiese: “E come conquisterò questa terra?”

Risposta: Naturalmente lo stava chiedendo in anticipo, perché la parte della testa sente e crea la base per l’intera correzione futura fino alla correzione finale.

Domanda: Come possiamo spiegare la frase: “L’uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore”.

Risposta: Ci sono qualità che sono chiamate pura Bina, la luce di Hassadim, la luce della dazione, questo è il pane; e ci sono qualità quando si trova all’interno della luce di Hassadim, la quale diffonde la luce di Hochma. Questa è chiamata dazione completa, ricevere con l’intenzione di dare. Così voi utilizzate i Kelim (vasi) egoistici anche per la dazione.

Poiché questa luce ancora più grande è richiesta dall’alto, essa illuminerà e correggerà i vostri desideri egoistici in altruisti, al di sopra di Bina, a livello di Hochma. Allora usate quell’energia, quella luce che viene direttamente dal Creatore.

E su questo è detto: “Ma vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore”. Questa è la doppia correzione in due fasi. Ma nella qualità di Bina che rappresenta il pane, ci sono tutti i tipi di variazioni.

Per esempio, a Pasqua noi non mangiamo pane. Dato che il pane normale durante l’impasto viene mescolato all’acqua per più di diciotto minuti (cioè nove Sefirot della luce diretta e nove Sefirot della luce riflessa), si considera essere in connessione con Malchut e perciò non possiamo usarlo, perché la connessione con Malchut non ci consente di uscire dall’Egitto.

Pertanto, l’esodo dall’Egitto, cioè la separazione da Malchut, è simboleggiato dal pane azzimo, chiamato Matzah. Questa è una delle varietà della qualità di dazione.

E dopo la Pasqua comincia la festa della ricezione della Torah, la festa di Shavuot, durante la quale si mangiano tutti i latticini, perché il latte è una qualità della dazione e simboleggia la celebrazione del dono della Torah.

Tutte queste azioni sono calcolate nella parte della testa del Partzuf o anima. E dopo questo, arriva la qualità dei figli, tutte quelle qualità che il popolo d’Israele ha acquisito sotto la guida di Mosè. Noi ci troviamo alla fine dello sviluppo e siamo considerati i figli dei figli.
[191907]

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