Cosa capiscono molte persone sul letto di morte?

Perché alcune persone provano rimorso alla fine della loro vita, mentre altre insistono sul fatto che dovremmo semplicemente goderci la vita e realizzare ogni desiderio? Ci sono molte storie di uomini che vivono vite tranquille e cupe. Sembrano freddi e distanti, senza mai rivolgere una parola gentile nemmeno alle persone più care. Eppure, sul letto di morte, si rivolgono improvvisamente alle loro mogli e dicono: “Ti amo”. Perché succede questo? Perché, prima della morte, iniziamo a percepire qualcosa dal mondo della verità.

In quel momento, non solo il futuro è illuminato, ma ci liberiamo dall’egoismo del passato. Cos’è la morte, dopotutto? Prima di tutto, è la morte del nostro egoismo. Se poi otteniamo qualcosa dopo è un’altra questione, ma in quel momento attraversiamo il confine tra il preoccuparci solo di noi stessi e l’entrare in uno spazio completamente diverso. Lì, scopriamo una piccola verità. Piccola, sì, ma è da lì che un nuovo mondo inizia ad aprirsi.

Quell’ultimo “ti amo” non è romantico. Non è l’amore a cui siamo abituati, quello in cui amiamo un momento e poi ce ne dimentichiamo subito dopo. È la consapevolezza che fino a quel momento non abbiamo amato affatto, ora sentiamo cosa significa veramente amare. In quel momento, ci rendiamo conto di aver vissuto per noi stessi, di aver amato solo noi stessi. In quella confessione, pianto o preghiera finale, comprendiamo che tutta la nostra vita nell’egoismo è stata essenzialmente sbagliata.

Certo, c’è chi dice il contrario prima dell’ultimo respiro: “Bevi, fuma, divertiti, prendi tutto quello che puoi dalla vita. Realizza i tuoi desideri!”. L’ho sentito dire. Anche questa è la verità, ma l’altra faccia della medaglia. Entrambe le rivelazioni provengono dal nostro incontro con la realtà alla fine della vita.

Quindi cosa c’è veramente dietro le parole: “Ti amo”? Dipende da chi le pronuncia. Ma nel suo vero significato, “ti amo” significa che voglio sentirmi come se non avessi un sé mio, che la mia esistenza è solo per colmare il tuo vuoto e gioire della tua realizzazione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 4 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le Azioni dei Giusti

Domanda: Cosa significa studiare la Torah con l’intenzione di non separarci dal Creatore, ma di essere connessi a Lui?

Risposta: Possiamo fare qualsiasi cosa, ma c’è una forza nell’universo in cui tutti esistiamo. Se vogliamo ricevere cambiamenti in noi da questa forza, allora immaginiamo un’azione che possa causare l’influenza della luce superiore su di noi, poi cambiamo. Le nostre intenzioni cambiano, cambia ciò che vogliamo dalle nostre azioni. Questi sono i cambiamenti che l’azione dei giusti porta con sé.

L’intenzione di dare significa che non vuoi nulla per te stesso, ma desideri agire solo per il bene del Creatore. È chiaro che nessuno di noi ha tale intenzione. Ma come si dice nel TES (Lo Studio delle Dieci Sefirot), possiamo attrarre questa luce e questa forza che ci correggerà. Allora avremo l’intenzione di agire per il bene del Bore in ciò che vediamo come tale opportunità.
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Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26/8/2025, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”

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Come si può seguire il flusso naturale della vita?

Rilassati e renditi conto di essere immerso nella natura, lasciati guidare da essa e, cosa più importante, abbandonati completamente ad essa.

Molla i remi. Che ci sia corrente o meno non ha importanza. Lascia andare tutto. È possibile se percepisci la tua esistenza all’interno di una natura saggia, grandiosa, eterna e onnipotente. A mio avviso, questa è la decisione più ragionevole che una persona possa prendere.

Ricorda inoltre che tutto ciò che provi a fare in opposizione a questo flusso rivela solo la tua piccolezza, i tuoi limiti, la tua mancanza di comprensione, la tua ignoranza e la tua dissonanza con la meravigliosa natura in cui esistiamo.

Non opporre resistenza. Sforzati invece di comprendere cos’è veramente la natura. Accettala, aggrappati ad essa e, così facendo, troverai il tuo stato di esistenza migliore possibile.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 30 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Abbreviare il tempo della nostra maturità

Domanda: Tu affermi che la Kabbalah influenza il destino. Ad esempio, un attore che interpreta un ruolo in un film è influenzato dal ruolo che ha interpretato. Sembra vivere la vita di quel personaggio.

E se adottassimo il metodo in cui devi attraversare tutte le reincarnazioni, vestendoti di questo ruolo teatrale, vivendo rapidamente i tuoi stati? Diciamo che prima sei stato un principe, poi un mendicante, poi qualcun altro. Dopotutto, per il futuro ogni anima ha le sue specifiche registrazioni informative che deve attraversare. Quindi, invece di vivere un’intera vita, si potrebbe attraversarla in questo modo teatrale?

Risposta: No, è assolutamente inutile! Perché si dovrebbero attraversare le reincarnazioni in modo artificiale?

Siamo tutti studenti ripetenti, bocciati anno dopo anno, che alla fine si diplomeranno esternamente, rapidamente e semplicemente.Basta frequentare il corso e in un anno attraverserai tutti e dieci i gradi, invece di passare diversi anni in ognuno di essi. Questo è ciò che offre la saggezza della Kabbalah.

Improvvisamente si aprono davanti a te possibilità tali che non diventa più un problema, e il mondo intero è come una mappa aperta davanti a te. Attraversi tutto con calma, facilmente, piacevolmente, come in un picnic.

Possiamo abbreviare il tempo della nostra maturità, come in un’incubatrice: uno-due ed è fatta, invece di seguire il naturale percorso che è lungo e doloroso.

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Dal programma di KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Tutta la nostra vita è un gioco?!” 29/09/10

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Cosa determina se una preghiera verrà esaudita o meno?

Se vuoi formulare una preghiera autentica che venga esaudita, devi aprire il tuo cuore e lasciare che essa, già dentro di te, emerga naturalmente. Solo così può essere una vera preghiera, altrimenti non la è.

Per “cuore” non intendo l’organo fisico. Intendo la somma dei tuoi desideri e aspirazioni più profondi e, più precisamente, le tue lamentele sulla vita. Questo è il cuore: tutti i tuoi desideri inappagati, quelli che vorresti presentare al Creatore, chiedendoGli perché non sono stati realizzati.

Ma non tutti i desideri insoddisfatti ricevono una risposta. Solo un tipo di desiderio la riceve: quello che si rivolge specificamente al Creatore per la sua realizzazione. Non si tratta dell’oggetto del desiderio, che si tratti di denaro, felicità, fama o successo, ma della fonte da cui ci si aspetta che venga esaudito.

In definitiva, vuoi che sia il Creatore stesso a colmare il tuo desiderio, solo questo ti soddisferà davvero. Anche se ti desse solo una goccia, sarebbe sufficiente, perché proviene da Lui.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 19 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La Kabbalah non soggioga una persona

Commento: Quando una persona entra a far parte di una determinata società, viene influenzata da quell’ambiente. Supponiamo che sia entrata a far parte della società dei “Brahma Kumaris” o di qualche altra organizzazione e abbia iniziato a percepire veramente: “Sì, Dio è qui”. Quando le persone vengono a studiare la Kabbalah, anche tu presenti determinate informazioni, e questo fa il lavaggio del cervello a una persona.

La mia risposta: No! Perché la Kabbalah è contro il suo egoismo, contro la sua natura! Con essa, non sottometto una persona a me stesso. La metto contro di me.

Fai attenzione, anche se mi rispetti e mi consideri una persona intelligente, non sei d’accordo con me, non sei sotto di me, perché ti sto dando informazioni che sono contro di te.

Puoi essere d’accordo con me solo se annulli te stesso, se riconosci di non essere nulla e nessuno. Questa è la tua lotta interiore.

Ecco perché la Kabbalah è l’unico metodo che non soggioga una persona. Non è una religione e non è come altri metodi.

Io insegno e fornisco solo informazioni, ma come realizzarle in te stesso è un problema tuo, molto difficile, perché puoi risolverlo solo lottando con te stesso. Pertanto, non mi obbedirai mai. Sarai sempre contro di me e, se sarai in grado di essere d’accordo con me, sarà solo al di sopra della tua ragione.

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Da KabTV, “Ho ricevuto una chiamata. Laitman contro gli studenti”, 4/10/10

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Cosa si intende per bellezza interiore?

La bellezza interiore è quando riusciamo a vedere la possibilità della giustizia e, ancor di più, della bontà, ovunque. Come minimo, vediamo giustizia in ogni cosa, dove tutto è bilanciato secondo la legge spirituale del ricevere e del dare, come un perfetto equilibrio tra comprare e vendere.

Una persona interiormente bella percepisce l’assoluta armonia di tutto ciò che la circonda. In quello stato, non c’è nulla di negativo, né male, sporcizia o disgusto. Una persona del genere si è allineata con la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che dimora nella natura. Non vede forme esteriori, ma la forza interiore che governa tutta la creazione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 22 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La compassione si impara o si eredita?

La compassione è quando simpatizziamo con la sofferenza altrui e addirittura la condividiamo. Empatia significa entrare nei panni di un’altra persona e sentire le sue esperienze come nostre.

Raramente coltiviamo queste qualità, eppure già a partire dai tredici o quattordici anni le persone sono capaci di percepire profondamente il dolore altrui. Se le educassimo adeguatamente, il mondo cambierebbe completamente.

La compassione può essere effettivamente sviluppata. Una persona può imparare a percepire la sofferenza altrui fino al punto di condividerla, assumendola parzialmente su di sé e quindi neutralizzandola. Questo non porta al suo esaurimento perché la sofferenza è suddivisa in tante piccole parti, distribuite tra coloro che vi partecipano, cosa che apporta naturalmente sollievo. Se l’umanità condividesse equamente la compassione, il mondo raggiungerebbe l’equilibrio, uno stato che potrebbe essere definito “beatitudine”.

Ci troviamo di fronte a sfide impegnative. Il desiderio egoistico dentro di noi continua a crescere, diventando sempre meno soddisfatto di ciò che prima lo appagava, man mano che la forza dell’altruismo e dell’interconnessione che dimora nella natura si rivela più forte di fronte al nostro egoismo, le pressioni su di noi non faranno che intensificarsi. Se non riusciamo a unirci, a condividere il peso e a diffondere compassione tra di noi, non saremo in grado di sopportare ciò che sta arrivando. Unità, connessioni positive, pensieri e relazioni sono il fondamento di un futuro di armonia, pace e felicità.

Tuttavia, non si tratta solo di compassione, ma della condivisione della sofferenza stessa. C’è un desiderio immenso e un’immensa luce che può colmarlo, ma senza l’intenzione di ricevere “non per sé”, la luce non può entrare. La sua attuazione diventa possibile solo quando è per il bene degli altri. Possiamo raggiungere l’equilibrio quando impariamo a condividere questa grande contraddizione, tra vuoto assoluto e realizzazione assoluta, tra tutte le persone. Quando lo facciamo, la contraddizione scompare. Questa è la proprietà unica dell’unità.

A quel punto, dolore e piacere si fondono. Il grido interiore si trasforma in appagamento, in qualcosa di più elevato. Il dolore stesso si trasforma in piacere perché i due sono in equilibrio. Il dolore più grande, una volta riconciliato, diventa il piacere più grande. Questo è lo scopo elevato della sofferenza: trasformarsi in gioia attraverso l’unità.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 15 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa sta causando il declino della popolazione mondiale di insetti?

Molte specie di insetti stanno diminuendo, sono in pericolo di estinzione o stanno scomparendo del tutto. Gli scienziati avvertono che questo potrebbe portare a un collasso catastrofico, perché gli insetti sono una parte cruciale dell’equilibrio del pianeta. Senza di loro, piante, animali ed esseri umani soffrono tutti.

Si dice che parassiti come scarafaggi e mosche aumenteranno, ma le api, in particolare, stanno scomparendo. Le api sono essenziali per la riproduzione del mondo vegetale. Senza di loro, la catena della vita si interromperebbe, il che si trasformerebbe in un problema grave.

Possiamo risolverlo attraverso la scienza? No. Possiamo provare a creare api artificiali, impollinatori robotici, ma non ho fiducia in tali trucchi tecnologici, indipendentemente da quanti miliardi vengano investiti. Non fermeranno il declino dell’umanità, né ripareranno i rapporti danneggiati tra le persone, che sono la causa più profonda del problema.

In realtà, queste invenzioni ci distraggono. Se non esistessero, saremmo stati costretti molto tempo fa a chiederci cosa dobbiamo veramente fare. Invece, riponiamo la nostra speranza nella scienza e nella tecnologia, pensando che se investiamo più soldi, gli scienziati risolveranno tutto e potremo continuare così. Non funzionerà.

Solo cambiando il nostro atteggiamento interiore verso il mondo e verso gli altri renderemo la natura di nuovo integra. La natura è un sistema integrale e chiuso. Se ne violiamo l’integrità, nulla di ciò che creiamo può sostituire ciò che è andato perduto. Anche i nostri pensieri, non solo le nostre azioni, influenzano questo sistema. Eppure continuiamo a sognare scorciatoie come la costruzione di enormi serre, il controllo artificiale dell’impollinazione e la sostituzione di interi ecosistemi con surrogati artificiali.

Non funzionerà. La natura ha uno scopo e ci spinge verso una trasformazione interiore della nostra natura umana egoistica nella forma altruistica della natura stessa. Non siamo destinati a riparare semplicemente il danno. Siamo destinati a cambiare noi stessi. Tuttavia, resistiamo a questo cambiamento. Continuiamo a cercare di conquistare la natura, di alimentare il nostro egoismo e, alla fine, nessuno è felice.

La scienza, quando rivela l’interconnessione e l’armonia della natura, è preziosa. Quando ci aiuta a percepire che tutto è interdipendente, può ispirarci a ricercare l’armonia dentro di noi e nelle nostre relazioni. Questo è il tipo di scienza che dobbiamo portare nella società. Tutte le altre conquiste non porteranno vera felicità. Alla fine, ci porteranno solo alla consapevolezza che dobbiamo cambiare noi stessi.

Quindi, cosa possiamo fare per prevenire la scomparsa degli insetti e ripristinare l’equilibrio ecologico? Dobbiamo accrescere la consapevolezza che siamo tutti parte integrante della natura, responsabili di interagire correttamente con essa. Quando ciò accadrà, come descrive la Bibbia, “il lupo e l’agnello vivranno insieme in pace e un fanciullo li guiderà”. Tutta la natura, a livello inanimato, vegetale e animato, seguirà l’umanità verso un’esistenza armoniosa e pacifica.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 30 settembre 2024.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa scrivere sul nostro cuore in un contesto spirituale?

Il cuore rappresenta i nostri desideri. Tutto ciò che sperimentiamo nei nostri desideri è considerato ciò che passa attraverso il nostro cuore o, in altre parole, quello che è scritto nel cuore. Per poter scrivere sul nostro cuore da soli, dobbiamo già lavorare con i nostri desideri. Come lavoriamo con i nostri desideri? Con l’intenzione di donare al di sopra del desiderio, che chiamiamo “schermo”.

Se tutti i nostri desideri sono volti a ricevere e sono stimolati da ciò che sentiamo istintivamente, allora è così che li sentiamo ed è questo che li attraversa. Ma cosa significa “scrivere”? Significa che gestiamo i nostri desideri, che decidiamo come vogliamo che funzionino in relazione a ciò che sentiamo. Pertanto, comprendiamo che se ci limitiamo a fluire attraverso la vita, impressionati da ciò che sentiamo, allora non partecipiamo a quella scrittura. Le lettere e le parole che sono scritte nel nostro cuore non sono nostre. Invece, sono semplicemente l’impronta del nostro desiderio di ricevere, con cui siamo stati creati. Non sono nostre impressioni e gli eventi che attraversiamo non sono nostri, non ci appartengono. È semplicemente una specie di creatura che sente gli eventi che sta attraversando.

Tuttavia, scrivere nel cuore, nei desideri, significa che possiamo entrare nei nostri desideri. Non possiamo cambiare i desideri in sé né ciò che li suscita e li stimola. Ciò che possiamo cambiare è l’intenzione sui desideri, cioè il modo in cui li usiamo. Questo è l’unico “posto” in cui possiamo intervenire. Attraverso il cambiamento dell’intenzione sui desideri, cambiamo completamente la scrittura. Tutto dipende da noi.

Nella spiritualità, la luce, il desiderio e i vasi provengono dall’alto, solo gli schermi, cioè le intenzioni, sono ciò che possiamo aggiungere di nostra iniziativa. Cosa sono le intenzioni? Sono il motivo per cui riceviamo, per chi, da chi e a chi vogliamo donare attraverso la nostra ricezione.

Scoprire questo luogo interiore è una nostra libera scelta. Aggiungere intenzione ai nostri desideri è l’unica azione libera di cui disponiamo.

Rosh Hashanah (il Capodanno), dove la parola “Shanah” [anno] ha la stessa radice della parola che significa cambiamento, “Shinui” [cambiamento], simboleggia la nostra capacità di compiere questo cambiamento di intenzioni, ovvero di scrivere questo nel nostro cuore. È un nuovo inizio in cui diventiamo esseri umani nel senso più completo del termine, non semplicemente creature che sentono la vita scorrere sopra di sé.

Pertanto, “scrivere e sottoscrivere bene” (Ketivah ve Chatimah Tovah) sono le azioni che intendiamo compiere durante tutto l’anno. Ora siamo all’inizio di questo percorso e “sottoscriviamo” che d’ora in poi ci occuperemo solo della correzione dei nostri desideri, ovvero applicheremo l’intenzione di dare affinché tutti i nostri desideri siano animati da essa. Con questo, iniziamo un nuovo anno, che certamente non ha nulla a che vedere con il nostro anno solare o le nostre festività. Piuttosto, ogni giorno in cui questa capacità, questo desiderio e questa comprensione ci vengono dati, quello è chiamato “l’inizio di un nuovo anno” (“Rosh Hashanah”).

Basato sulla lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 31 agosto 2007.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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