Come fa un kabbalista a fuggire dai cattivi pensieri?

Domanda: In che modo un kabbalista fugge dai cattivi pensieri? Quali metodi dobbiamo usare?

Risposta: Un kabbalista non fugge mai da niente. Deve usare tutto per l’equilibrio e il bene. Tutto ciò che viene dall’Alto viene dato per una ragione; quindi, nulla dovrebbe essere respinto. Abbiamo solo bisogno di sapere come bilanciarlo. Questo è il senso comune della vita.

Domanda: Quali devono essere le mie azioni se ho un pensiero cattivo?

Risposta: Non è un pensiero cattivo, piuttosto un pensiero che devi trattare correttamente. Può essere disgustoso, sgradevole o meschino. Tuttavia, in ogni caso, proviene dalla stessa fonte, dal Creatore, da cui vengono emanati sia il nostro egoismo che il nostro altruismo. Dobbiamo capire che il nostro scopo è quello di raggiungere l’equilibrio fra loro.

Pertanto, non allontanare mai alcun pensiero o nessuno dei desideri più peccaminosi, di quelli che ti fanno rabbrividire. In un primo momento, vorrai istintivamente liberartene, ma in quello successivo dirai a te stesso: “No, è venuto dal Creatore”. Se butto via questo desiderio, non lo supererò. Devo accettarlo, anche se mi disgusta e, elevandomi al di sopra di esso, devo bilanciarlo correttamente.

Tutto arriva dalla radice della mia anima, che è il male assoluto, poiché tutti noi siamo il risultato della frammentazione dell’anima comune. Pertanto, tutta la frammentazione si rivela in noi gradualmente. La ragione per cui i desideri più sfrenati, i pensieri e le inclinazioni più sordide appaiono in me ora è perché essi sono nella radice della mia anima come conseguenza della frammentazione.

Se non correggo ogni desiderio, poi, dopo alcuni gradi, esso si ripresenterà in una forma diversa. Quindi, non dovremmo scappare da nulla; piuttosto, dovremmo accettare tutto consapevolmente e agire su di esso.

Pertanto, un kabbalista impara gradualmente a non relazionarsi personalmente a tutto ciò che lo sovrasta. “Questo non sono io”. Questo deriva dalle qualità opposte nella mia radice. Inizialmente, ero in uno stato di adesione al Creatore. Poi tutto si è invertito, diventando completamente opposto al Creatore. Questo è quello che sto vivendo ora.

Perché dovrei rifiutare questo? Il Creatore risveglia in me specificatamente il livello successivo della mia corruzione, così che io lo possa correggere e salire di un altro livello.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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L’armonia è un equilibrio fra contraddizioni

Domanda: Che cosa s’intende per stabilità e armonia dal punto di vista kabbalistico?

Risposta: L’armonia è l’equilibrio tra le forze di ricezione e di dazione che si bilanciano reciprocamente, si enfatizzano, si espandono, aumentano e allo stesso tempo portano alla stabilità.

Domanda: Allora perché è stato necessario creare questa contraddizione? Non era possibile creare da subito l’armonia e la stabilità?

Risposta: No. Non saremmo stati in grado di percepirli, come gli insetti che vivono in un’armonia relativa. Vediamo che l’esistenza, specialmente nel nostro mondo, consiste precisamente nella lotta tra due principi. Pertanto, qui non c’è armonia, ma solo una lotta alternata e fluttuante che conduce ad uno stato di maggiore o minore equilibrio tra le due forze opposte.

Solo la saggezza della Kabbalah spiega come sia possibile raggiungere l’equilibrio nel quale entrambe le forze si completano reciprocamente.

Nel mondo materiale queste forze si escludono a vicenda, cercano di distruggersi e annullarsi l’una con l’altra. La “Kabbalah”, che tradotta dall’ebraico significa “la saggezza della ricezione”, spiega come costruire correttamente la combinazione reciproca di due opposti in modo che l’esistenza spirituale sia possibile fra loro.

La vita terrena si fonda su semplici principi: l’equilibrio relativo di entità inanimate, vegetali e animate, che vivono per un certo periodo e poi muoiono. Cioè, l’equilibrio corporeo non resiste alla prova del tempo.

La spiritualità, al contrario, si sviluppa costantemente fino a raggiungere l’equilibrio assoluto in tutte le sue manifestazioni e si chiama Gmar Tikun (la fine della correzione).

Domanda: Significa che il concetto di felicità può esistere solo se ci sono contraddizioni?

Risposta: La felicità è possibile solo quando c’è un conflitto e si percepisce proprio in quei momenti in cui la lotta giunge all’equilibrio. Non ci possono essere soddisfazione, felicità o piacere se prima non senti il vuoto. Pertanto, ci deve essere una lotta per percepirne poi il risultato positivo. È così in tutto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Che cosa significa rinascere nella prossima vita?

Domanda: Se una persona non ha sviluppato il punto nel cuore e quindi non ha anima, cosa rinasce nella prossima vita?

Risposta: Tutte le persone hanno un desiderio. Il desiderio è una struttura spirituale. Potrebbe essere pronto per la correzione, il cambiamento e la connessione con gli altri, adesso, oppure potrebbe non essere ancora pronto.

Tuttavia, in principio, ogni persona si trova nel proprio desiderio come una parte eterna di una singola anima.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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Citazioni di Einstein – 1′ Parte

Domanda: Potrebbe commentare alcune delle citazioni attribuite ad Albert Einstein?

Citazione: “Solo il pazzo ha bisogno di ordine, un genio è in grado di gestire il caos”.

Risposta: Sì, l’individuo, in genere, ricorre all’ordine perché non è capace di accettare ciò che ha davanti.

Un genio, al contrario, sente che deve perdersi nel caos per trovare al suo interno un ordine: non un ordine che egli impone sul mondo esistente, ma un ordine che già esisteva dentro questo mondo.

Citazione: “Ci sono solo due modi di vivere la vita. Uno è come se niente fosse un miracolo e l’altro come se tutto fosse un miracolo”.

Risposta: Se i miracoli non esistessero, ogni cosa sarebbe chiara e semplice. Anch’io vorrei spiegare a tutti: “Perché state soffrendo? Guardate, tutto è scritto in modo molto semplice. State cercando di fare qualcosa nella vita con sforzi inspiegabili”.

Questa è la vita, quando da un lato cerchiamo di comprendere l’immensità con la nostra mente. Ma poi diciamo: “Perché è tutto lì? Perché ogni cosa è buona e semplice” e accoglie tutto nella nostra mente.

Nell’altro modo è quando ci dissolviamo nello spirituale, nello spazio, quando comprendiamo che non siamo in grado di mandarlo giù e crediamo che possiamo soltanto entrare in esso e in esso perderci.

Quindi accettiamo il mondo entrandoci. Allo stesso tempo, sminuiamo noi stessi, le nostre menti e le nostre capacità; vediamo la natura al di sopra di noi, non noi che la governiamo. Come disse Isaac Newton, citazione spesso attribuita ad Einstein: “Mi sembrava di essere come  un bambino che giocava sulla spiaggia e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva inesplorato davanti a me”. Soltanto in questo modo saremo in grado di entrare nella natura e iniziare davvero a comprenderla.

Osservazione: Allora possiamo dire: “Le meraviglie abbondano!”

Mio commento: Sì. Questo è l’approccio corretto. Infatti, li chiamiamo miracoli. Perché miracoli? Perché non possiamo comprenderli con la mente. Tuttavia quando dico che questi sono miracoli, voglio perdermi in essi, allora inizio a comprenderli proprio perché cancello me stesso davanti ad essi.

Citazione: “L’istruzione è ciò che rimane dopo aver dimenticato tutto quello che si è imparato a scuola”.

Risposta: Cosa significa istruzione? Noi formiamo, o possiamo dire, formattiamo il nostro cervello. Come se caricassimo alcuni programmi in un computer e poi, con l’aiuto di questi programmi, iniziassimo a processare i materiali, lavorando con essi. L’istruzione dovrebbe essere così. In sé o di per sé, non importa. Comincio ad apprezzarla solo dopo aver iniziato a trattare la vita correttamente, col suo aiuto.

Domanda: E cosa significa in generale dimenticare l’istruzione?

Risposta: Cosa studiamo a scuola? Io non ricordo la storia, la geografia, neanche la matematica, non so tutte quelle equazioni. Certo, ci posso meditare su in qualche modo. In linea di principio, a scuola, quanto era tutto apparentemente inutile? Sì, è tutto necessario al fine di sviluppare cervelli, svilupparli e scuoterli. Altrimenti cosa? Sarei solo in grado di contare le mie capre o le mie mucche nella mandria? O sarei comunque in grado di lavorare con l’apparato concettuale?

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 26/02/2018

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New Life n.175 – Il Libro dello Zohar

New Life n.175 – Il Libro dello Zohar

Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Il Libro dello Zohar è un libro speciale che parla della rete nascosta e dell’anima che ci lega assieme. È il mezzo per scoprire e sentire questo sistema perfetto. Lo Zohar interpreta la Torah e il principio “Ama il tuo prossimo come te stesso” ed è la “droga miracolosa” più forte contro l’egoismo e l’inclinazione al male. Lo Zohar è arrivato per correggere tutte le divisioni tra di noi, per guarire i frammenti dell’anima comune e per portare l’eternità e la perfezione a tutta l’umanità.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.175 – Il Libro dello Zohar “, 28/04/2013

Lo scopo della creazione

La scienza della Kabbalah si basa sull’esistenza di due sole forze: la ricezione e la dazione. L’intero universo, tutto il mondo, si basa su questo. La Kabbalah è il sistema di equilibrio fra queste due forze, e le dirige alla linea di mezzo.

Il tema della scienza della Kabbalah è la ricerca della linea di mezzo, la sua stabilizzazione, il suo bilanciamento, a tutti i livelli, da zero sino all’egoismo assoluto, integrale, completo, permanente e infinito.

Questa è scienza puramente applicata e pratica, che ci è necessaria per liberarci dalle contraddizioni. Inoltre, queste contraddizioni non sono teoriche, tra qualcosa e qualcuno, ma tra la creazione e il Creatore, cioè tra noi e Lui.

Abbiamo bisogno di bilanciare queste contraddizioni, portarle ad un comune denominatore, alla cosiddetta linea di mezzo, dove noi e Lui saremo in completa adesione nei nostri desideri, intenzioni ed azioni.

In questo modo diverremo compagni, amanti in un abbraccio, fusi gli uni con gli altri ad ogni possibile livello, con tutte le forze, desideri ed azioni.

Questo è lo scopo della creazione, chiamato Dvekut, che è una fusione completa tra due forze completamente opposte.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Quanto tempo manca alla fine della correzione?

Domanda: Se non esiste il tempo nella spiritualità, qual è il percorso diretto? Più breve?

Risposta: Nella spiritualità il tempo non esiste, perché non ha nulla a che fare con il nostro mondo. Il periodo della correzione dura 6.000 anni. Ora ci troviamo nell’anno 5779, quindi mancano 221 anni alla correzione finale.

Tuttavia, possiamo arrivarci prima. In generale, tutte le previsioni della scienza della Kabbalah si sono verificate puntuali come un orologio. Dopo la correzione finale, il mondo intero ascenderà al livello del mondo superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 02/12/2018

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A cosa rimanere legati sul cammino spirituale?

Baal HaSulam, Shamati, articolo 187, “Determinare lo sforzo”: Prova significa che l’uomo non può decidere né l’uno né l’altro. È quando non può chiarificare il volere del Creatore e l’intenzione del suo insegnante.

Anche se l’uomo può lavorare con devozione, non è capace di determinare se questo lavoro devoto è appropriato o al contrario, che questo duro lavoro è contro il parere del suo insegnante e quello del Creatore.

Domanda: È possibile, in qualche modo, vedere se sto lavorando correttamente?

Risposta: No, perché rappresenterebbe la tua ricompensa egoistica. Se sei realmente impegnato nella dazione, allora é assolutamente ininfluente per te quali conseguenze abbiano le tue azioni. Tuttavia, tu vuoi davvero imparare a farle correttamente.

Non c’è niente che tu possa fare a riguardo. Questo é un sistema importante. Se vuoi essere in dazione, devi elevarti al di sopra di te stesso e uscire da te stesso. Ti viene data una grande opportunità, in caso contrario rimarrai come sei.

Tu puoi semplicemente studiare la saggezza della Kabbalah. Questa è una fonte di conoscenza, un metodo che spiega la storia, la geografia e l’interazione fra i popoli nel mondo; il presente e anche il futuro.

Mi piacerebbe che tutti i popoli del mondo acquisissero l’impostazione della conoscenza che può venire dalla saggezza della Kabbalah, anche non impegnandosi nel progresso spirituale ma studiandola semplicemente come una qualsiasi altra scienza.

Domanda: Una persona non ha segni del suo corretto avanzamento. A cosa dovrebbe aggrapparsi?

Risposta: A niente. All’aria, al Creatore.

Soltanto in un gruppo, quando ti connetti con gli amici, lavori per loro e poi loro per te, tu ricevi ciò che é chiamata Arvut (garanzia reciproca), e a questo ti puoi legare.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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Consigli dalla Kabbalah

Domanda: Hai detto che dobbiamo cambiare. Per poter cambiare, dovrei leggere un libro di Kabbalah e, dopo essere cambiato, dovrei leggerlo di nuovo ma su un livello diverso, e così via, fino ad arrivare all’ultimo livello?

Risposta: Sì, è giusto. Hai ragione.

Domanda: Se stiamo parlando di costruire relazioni spirituali, quali sono i punti cardine di una richiesta efficace che io, l’elemento emotivo, posso rivolgere alla fonte di tutti i miei stati, al Creatore?

Risposta: Chiedere correttamente al Creatore è un grosso problema. Il Creatore ascolta tutte le nostre richieste, ma risponde solo a una richiesta corretta. È uno stato difficile da raggiungere.

Domanda: Come ci si relaziona con l’invidia?

Risposta: Le persone sono sempre invidiose. Se per esempio io frequento un corso di cucito, non sarò forse invidioso di quelli che già cuciono bene?

Domanda: Supponiamo di aver solo pensato a qualcosa e succede. È un desiderio altruistico che è stato realizzato correttamente?

Risposta: Non posso rispondere alla tua domanda perché non sto vivendo la tua situazione. Non parliamo di stati personali.

Domanda: Quando iniziamo a studiare la saggezza della Kabbalah, come possiamo essere sicuri di fare tutto correttamente, nel modo migliore?

Risposta: Segui l’insegnante giusto. Non c’è altro modo.

Domanda: Cosa significa rivolgersi al Creatore attraverso il gruppo?

Risposta: Per fare questo, devi frequentare le lezioni e partecipare ai congressi. Immergerci nel gruppo è il nostro lavoro principale, il nostro compito principale. Per capire come tutto questo vada fatto ci vuole molto tempo, un lungo periodo nella vita.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 11/11/2018

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L’intenzione degli stati spirituali

Domanda: Lo stato di euforia è accettabile quando si studia la Kabbalah?

Risposta: Certamente. La gente vuole questo.

Domanda: Può non finire?

Risposta: Esso finirà, si alternerà a una tremenda devastazione e delusione e, nuovamente, appagamento ed euforia fino a quando una persona comincia a controllare, chiaramente, le due linee: destra e sinistra. In seguito la felicità e lo stato di tristezza, il riempimento e la mancanza, saranno la stessa cosa per lei perché ha bisogno di entrambi ed entrambi la conducono allo scopo.

Domanda: Come può la persona distinguere tra gioia e piacere, nella comunicazione consueta con la gente, e la gioia che deriva, nella Kabbalah, dall’unione?

Risposta: Una persona può distinguerle dal significato e dall’intenzione. Nella Kabbalah c’è un senso in tutti gli stati perché ognuno di essi ti fa progredire. Non è importante quali azioni tu compia e come ti senti, esse ti portano più vicino alla meta millimetro dopo millimetro. Pertanto la vita non procede invano.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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