Da che cosa dipendono i pensieri positivi?

Domanda: Se tutti i pensieri vengono dall’alto, allora io cosa posso fare in modo che i pensieri giusti e buoni vengano da me?

Risposta: Dipende dalla tua preparazione. Il pensiero che ti arriva dall’alto non è né buono né cattivo. Ma a seconda di come tu sei sintonizzato, questo ti induce a scegliere tra buono o cattivo. Solo in questo modo.

Non c’è un impatto specifico dall’alto. Questo è il modo più semplice per definirlo. Tu determini l’impatto in te stesso.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 03/02/2019

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New Life n.225 – L’importanza di avere sempre un atteggiamento positivo – 1′ Parte

New Life n.225 – L’importanza di avere sempre un atteggiamento positivo – 1′ Parte
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo
Impara ad avere un atteggiamento positivo verso tutte le vicissitudini della vita. Possiamo riprogrammarci per creare un ambiente positivo che ci aiuti ad avanzare ed al tempo stesso ad essere felici in ogni momento lungo il cammino. La legge di base di questa società è l’amore: la comunicazione interna, sincera ed illimitata fra tutti noi. Il vaso “mezzo vuoto” sarà pieno di successo e libertà con amore, poiché quando ci connettiamo, riceviamo il potere della vita eterna.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.225 – L’importanza di avere sempre un atteggiamento positivo – 1′ Parte”, 13/09/2013

Cosa è più forte: il tempo o la pazienza?

Domanda: Lei ha scritto su Instagram: “Se tu cambierai, il mondo cambierà. E non chiedere al mondo di cambiare se prima non sei disposto a cambiare te stesso. Sii migliore e tutto cambierà”.

“Il mondo dipende solo dal cambiamento dell’uomo, non dal cambiamento degli altri. Scoprirai così che non sono loro a dover cambiare. Il mondo intero è in completa correzione”.

Mentre avvengono questi processi, cosa è più forte: il tempo o la pazienza?

Risposta: Il tempo è qualcosa che non dipende da noi. La pazienza è invece qualcosa che dipende da noi. Tuttavia, con l’aiuto della nostra pazienza, possiamo cambiare il tempo, renderlo più veloce o rallentarlo. Pertanto, credo che la cosa più importante sia il nostro atteggiamento verso il mondo e che ci impegniamo a cambiare il più rapidamente possibile, e poi vedremo cambiare il mondo alla stessa velocità nella giusta direzione.

Domanda: Alla fine, accadrà che il tempo si sottometterà a noi?

Risposta: Il tempo sarà soggetto a noi e i cambiamenti del mondo saranno soggetti a noi, dato che dipendono dai nostri cambiamenti.

Domanda: Cosa ha che fare questo con la pazienza?

Risposta: Pazienza significa che non dobbiamo sopportare nulla, non dobbiamo aspettare che qualcosa cambi. Dobbiamo cambiare noi stessi.
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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 03/02/2019

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La struttura del desiderio spirituale

Domanda: Cos’è la struttura del desiderio spirituale? Come differisce dalla struttura del mio desiderio materiale?

Risposta: Il desiderio spirituale è composto dalle Dieci Sefirot: nove Sefirot terminanti con Malchut.

La luce superiore che si diffonde attraverso le quattro fasi della luce, forma nove Sefirot: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, la quale si compone di sei Sefirot. Passando attraverso di esse la luce costruisce i cinque gradi – Malchut.

Le prime nove proprietà sono le proprietà della dazione e Malchut è la proprietà della ricezione.

Quando Malchut diventa come le nove Sefirot un’unione si realizza fra essa e la qualità della dazione.

Tuttavia, essa può ricevere la luce superiore ma solo se ha uno schermo (restrizione) per ricevere la luce superiore.

Così, le loro connessioni nascono dall’unione di Malchut con le nove Sefirot.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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Ho davvero bisogno della scienza della Kabbalah?

Domanda: Come posso verificare se ho davvero bisogno della scienza della Kabbalah nella mia vita materiale?

Risposta: Io non so cosa tua stia cercando nella tua vita corporea.

La scienza della Kabbalah non è fatta per confortarti in questa vita, ma per rivelare la connessione con il Creatore, con la forza superiore della natura che ci governa. Se una persona si pone le domande sul senso della vita, come: “Da dove vengo? Per quale motivo sono qui? Qual è il significato della mia vita?”, significa che quella persona vuole rivelare la forza che ci governa.

La Kabbalah fornisce ad ognuno di noi le risposte alle domande sulla nostra esistenza, sul perché viviamo e moriamo, ecc., ma non deve migliorare la nostra vita in questo mondo. Questo non è il suo scopo.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 09/04/2019

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New Life n.1093 – La società come una sola famiglia

New Life n.1093 – La società come una sola famiglia
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:

Anche degli estranei possono formare una società che venga sentita come una famiglia, a condizione che si connettano ad una sola radice spirituale. L’obbiettivo comune è cambiare la natura umana, far arrivare una forza buona nella nostra vita affinché porti equilibrio nel male dell’ego. Secondo la saggezza della Kabbalah, se ci connettiamo scopriremo un potere unico che può portarci alla realizzazione spirituale e al mondo superiore. Una persona spirituale vede tutto come una parte integrale di sé e si relaziona con amore.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1093 – La società come una sola famiglia”, 12/03/2019

La connessione con il Creatore è la base delle lingue antiche

Domanda: La lingua ebraica è una sorta di linea di mezzo fra lettere e geroglifici?

Risposta: Io non ho studiato l’origine spirituale dei geroglifici. Posso solo dire una cosa: la base di tutte le lingue antiche è la connessione di ognuno di noi con il Creatore. Sebbene l’ebraico trasmetta la connessione più completa, e quindi la Torah e tutte le altre fonti spirituali sono state scritte in questa lingua, non possiamo affermare che attraverso i caratteri cinesi, indiani, etiopi, egiziani, ecc., non vi sia alcuna connessione con il Creatore.

In ogni caso una connessione c’è, perché prima che qualsiasi essere umano abbia iniziato a sentire come esprimere la propria opinione o i propri sentimenti, ha ricevuto questa conoscenza dal Creatore. Niente è nato così dal nulla.

In questo senso, tutte le lingue hanno radici spirituali, solo che si sono deteriorate o sono addirittura scomparse. L’ebraico è l’unica lingua che è rimasta la stessa, e quindi la Torah e tutti gli altri libri sono scritti in ebraico, lingua dalla quale tutta l’umanità ha gradualmente realizzato le proprie fonti spirituali.

Noi, molto semplicemente, non ne conosciamo le radici; non conosciamo la corretta connessione con il Creatore di nessuna lingua antica, ma esiste indubbiamente, altrimenti non sarebbe potuto accadere nulla.

Inoltre, sono intervenuti gli scienziati sulla base delle loro conclusioni, dissertazioni, ecc. e hanno iniziato a “decifrarle” secondo la loro comprensione. Ed è per questi motivi che, naturalmente, non rimane nulla delle fonti originali di tutte le lingue.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 6/01/2019

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New Life n.241 – Gratitudine e felicità

New Life n.241 – Gratitudine e felicità

Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

La gratitudine per quello che abbiamo nella vita porta alla felicità. Oggigiorno, le giovani generazioni hanno davvero tutto, ma paradossalmente quasi non gioiscono di nulla. Le persone non gioiscono di quello che già hanno, poiché ogni piacere viene sentito solo al di sopra di una necessità o di una mancanza. Se costruiamo una società che avrà l’amore per gli altri al suo interno, sentiremo una felicità illimitata. In altre parole, quando si ama qualcuno, la dazione diventa un piacere eterno.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.241 – Gratitudine e felicità”, 10/10/2013

Lontano dal Creatore

Domanda: Se il piacere è una forma di luce, e l’unica fonte di luce è il Creatore, in che modo il piacere di ricevere può essere disconnesso dalla fonte?

Risposta: Questo cosiddetto “piacere disconnesso dalla fonte”, non è il piacere del dare, ma del ricevere. Nel nostro mondo, tutti i piaceri sono così.

Domanda: Ciò significa che se un piacere deriva dalla dazione, allora non è disconnesso dalla fonte ma è connesso con essa? Tutta la dolcezza arriva da lì?

Risposta: Sì, mentre il cibo, il sesso, la famiglia, la ricchezza, l’onore e la conoscenza sono tutti piaceri del nostro mondo che riceviamo lontano dal Creatore. Pertanto, sono tutti transitori, non rimangono, non possono essere eterni e tutti finiscono male.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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Essere d’accordo che ogni cosa ci giunge dall’alto

Soggiogamento significa essere d’accordo con ogni cosa che ci arriva dall’alto e cercare costantemente di associarla a: “Non esiste nulla tranne il Creatore”. Vogliamo poi vedere che il Creatore è il buono che fa il bene, questo è già il prossimo stato. Abbiamo bisogno di due correzioni per procedere verso il livello spirituale dell’embrione.

La base di tutto il lavoro interiore è nella decina: nelle sue costruzioni e sensazioni e nella connessione degli amici nella decina. Non lavoriamo con il Creatore individualmente, personalmente. Sarebbe un errore più grande e serio che rimanere disconnessi dal Creatore, usare la decina in modo egoistico senza pensare alle proprie connessioni e sperare di stabilire una connessione con il Creatore, scavalcandola.

Se ho compreso che la mia connessione con il Creatore e la Sua connessione con me, passano soltanto attraverso la decina, ci connettiamo in un intero; io, la decina e la forza superiore siamo come Israele, la Torah ed il Creatore che sono uno.1

Essere in Lo Lishma (non per il Suo nome), attraverso il quale raggiungiamo Lishma (per il Suo nome), significa che in ogni posto, in ogni stato e in ogni cosa pensata, vista e sentita, tu cerchi di identificare il Creatore come fonte di ogni cosa che ti sta accadendo. Questo è anche definito Lo Lishma, perché dà all’individuo buone sensazioni, benessere e gioia dal fatto che egli dipende dal Creatore e non da nemici e detrattori o da scelte fatte a occhi chiusi.

Ogni cosa che giunge all’individuo dalla natura inanimata, vegetale e animata, e dalle persone, è un’influenza del Creatore e di nessun altro. Ne consegue che egli è felice di essere sotto il corretto governo che cerca di portarlo verso la correzione finale. Egli si aggrappa costantemente al Creatore come un bambino aggrappato a sua madre.

E nell’amplificare la propria abilità, in ogni momento, a non lasciare andare il Creatore come la causa di tutto ciò che accade, egli sente tutto come bene. Questo stato è chiamato: “Lo Lishma” perché c’è ancora un proprio interesse; questo stato aiuta l’individuo a sentirsi bene.

Inoltre, se l’individuo vuole essere connesso con il Creatore senza un personale beneficio, rispetto a un suo piacevole o spiacevole sentire, poi vorrà muoversi verso lo stato di Lishma. In questo stato egli innalza la grandezza del Creatore così tanto che smette di pensare completamente a se stesso. Non è importante per lui come si sente, la cosa principale è stabilire che il Creatore è la fonte di tutta la realtà e, attraverso questo, portarGli contentezza, senza alcuna considerazione per se stesso. Questo significa da Lo Lishma arrivare a Lishma.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2019, lezione sul tema del Soggiogamento

1: Minuto 1:40
2: Minuto 7:00

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