Imparare a vivere nel futuro

Domanda: Come possiamo imparare a vivere nel futuro?

Risposta: Noi non viviamo mai nel presente. Anche se io dico che voglio qualcosa adesso, intendo che voglio qualcosa che verrà realizzata nel futuro. Noi esistiamo sempre come se ci trovassimo nel futuro.
Come possiamo imparare a vivere nel futuro? Dovremmo prima di tutto crearlo.

Il futuro spirituale viene creato da una maggiore connessione fra noi. Più è forte tale connessione più velocemente raggiungeremo gli stati superiori. Dobbiamo sempre tenerlo a mente.

Se noi ci rapportiamo principalmente a questo concetto e minimizziamo l’attenzione sui problemi di tutti i giorni, ci accorgeremo che dallo stato spirituale al quale ambiamo arrivare, riusciremo ad ottenere anche le cose materiali poiché la Luce superiore risplenderà su di noi anche nella materialità.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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Kabbalah e psicologia: la relazione fra insegnante e studente

Nota: Nella saggezza della Kabbalah, il rapporto fra insegnante e studente è molto importante. A quanto ho capito, non è così in psicologia.

Il mio commento: Penso che anche nella psicologia una persona si affezioni al suo psicologo. Ma nella Kabbalah, la connessione di uno studente con il suo insegnante è semplicemente essenziale. È necessario che uno studente ascolti l’insegnante e cerchi di mettere in pratica i suoi consigli, anche se non sembrano del tutto realistici.

L’insegnante di Kabbalah è una specie di problema per il proprio studente: lui o lei deve accettare l’insegnante e seguirlo contrariamente al buon senso.

In psicologia è più chiaro. Sia lo psicologo che il paziente sono allo stesso livello egoistico, mentre nella Kabbalah sono su due livelli diversi: l’insegnante è al livello spirituale e lo studente è sul livello materiale, pertanto sorge un problema.

Domanda: È vero che tutti i consigli forniti da un insegnante di Kabbalah sono incomprensibili per uno studente?

Risposta: Il loro significato interiore, ovviamente, non è chiaro perché uno studente non è ancora allo stesso livello di un insegnante. La psicologia, in linea di principio, è possibile studiarla da soli e capire cosa viene da dove, cosa dicono i grandi psicologi a riguardo, ecc.

La psicologia, quindi, è nel quadro di pensieri e desideri razionali e la Kabbalah, che è al di fuori di questi confini, è in quella che viene chiamata fede al di sopra della ragione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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Determinare il futuro

Domanda: Lei dice spesso che noi viviamo sempre nel futuro. Ma, d’altra parte, afferma anche che il futuro non esiste. Potrebbe spiegarsi meglio, per favore?

Risposta: Il fatto è che agisco sempre come precedendo me stesso e vado mezzo passo avanti, altrimenti non posso esistere nel mio stato attuale. Possiamo dire che vivo come se fossi nel futuro. Ma non c’è davvero futuro perché sono io che lo determino. Da un lato lo aspetto, ma dall’altro lo predetermino.

La scienza della Kabbalah dice molto semplicemente: se pensi che il futuro stesso venga da te, allora tu esisti nel livello animato. Tu sei sotto il controllo dei livelli inanimato, vegetale e animato della natura.
Se vuoi determinare tu stesso il futuro, per favore, definiscilo da te, ma per questo devi raggiungere il livello appropriato di controllo, dove comprendi che il futuro dipende solo dal grado di unione fra le persone.

Più fortemente saremo uniti, migliore sarà il futuro, accelereremo il tempo e gli eventi diverranno più coordinati. Al contrario, maggiore sarà la divisione fra le persone, peggiore sarà il futuro e, naturalmente, tutto il resto.

Quindi, con le nostre interazioni verso la nostra unione o separazione, stiamo determinando il nostro stesso futuro.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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New Life n.1120 – Trovare l’equilibrio fra ottimismo e pessimismo

New Life n.1120 – Trovare l’equilibrio fra ottimismo e pessimismo

Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

È possibile avanzare con fiducia quando troviamo l’equilibrio fra ottimismo e pessimismo. Nell’umanità sono distribuite varie caratteristiche per creare diversità, complementarietà ed una ricca miscela. È impossibile cambiare una tendenza innata. Al contrario, noi dobbiamo imparare ad usarla correttamente nella connessione con gli altri. Non è facile connettersi con persone che hanno un atteggiamento opposto, ma se ci riusciremo, raggiungeremo una visione più elevata, più equilibrata e completa.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1120 – Trovare l’equilibrio fra ottimismo e pessimismo”, 11/06/2019

Paradiso e Inferno sono stati interiori

Domanda: Durante il suo sviluppo l’anima subisce varie trasformazioni. Dal punto di vista religioso, Paradiso e Inferno rappresentano un certo livello di sviluppo dell’anima. Vorrei capire invece che cosa significano dal punto di vista kabbalistico.

Risposta: Non sono quello che le religioni dicono.
Paradiso è lo stato di gioia che provo quando mi trovo in uno stato di dazione per gli altri. Inferno è lo stato in cui io, letteralmente, brucio di vergogna.
L’Inferno è un sentimento di vergogna. Il Paradiso è la soddisfazione data dall’amore. Ma tutto questo è a livello spirituale. Non c’è niente altro.
Domanda: Qual è la causa della vergogna?

Risposta: La vergogna si manifesta quando tu realizzi quanto sei opposto al Creatore.

Nella Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, studiamo che la prima restrizione (Tzimtzum Aleph) si è verificata perché il Kli (vaso) aveva scoperto la sua opposizione al Creatore, e provando vergogna, fece la restrizione su se stesso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/06/2019

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È possibile leggere i pensieri di un’altra persona?

Domanda: Una persona con un grande desiderio, può leggere i pensieri di altre persone?

Risposta: Leggere i pensieri è una cosa materiale. Non posso dire che si tratti di una cosa positiva, perché chi ha questa capacità percepisce tutti i pensieri delle persone a livello quotidiano. Ma è possibile farlo perché i pensieri del nostro livello sono materiali.

Puoi prendere una persona per la mano e leggere i suoi pensieri, ma cosa ti dà questo se non un sacco di problemi? Niente. Alcune persone sono di una sensibilità elevata e quindi si mettono in mostra in un certo modo.

In generale, io però sconsiglio di fare questo, è un peccato fare questo tipo di sforzo. Tutti gli sforzi dovrebbero essere rivolti, al contrario, a perdersi nel gruppo, e facendo questo, a rivelare il Creatore.

Domanda: È possibile influenzare i pensieri delle altre persone se si ha un forte desiderio?

Risposta: Certo. Eccome se è possibile! Sistemi del genere venivano usati già ai tempi del KGB e vengono tutt’ora usati dai servizi segreti di tutto il mondo. Ma perché ne abbiamo bisogno? Il livello del nostro mondo è egoistico, quindi, anche in questo caso, si tratta di influenze puramente egoistiche tra di noi.

Io non vorrei che tu pensassi affatto a questo, perché il voler influenzare il pensiero degli altri, porta alla loro sottomissione, che porta poi alla distruzione del mondo.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 03/02/2019

 

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Il potere del pensiero funziona in base allo scopo della creazione, che è far avanzare l’umanità verso il principio “E amerai il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). È possibile sfruttare il potere del pensiero spirituale quando il bene del mondo ed il tuo bene personale sono la stessa cosa. Puoi cambiare la realtà a tuo vantaggio se pensi di cambiarla per il bene degli altri.

Chi esce da se stesso per amare gli altri inizia a sentire che il mondo è governato da un unico potere di amore e connessione, e scopre il Creatore.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1127 – Il pensiero crea la realtà”, 20/06/2019

L’evoluzione dei desideri – 2′ Parte

Periodi storici e sviluppo dei desideri

Domanda: Da un punto di vista storico, possiamo suddividere l’evoluzione dei desideri umani in base ai periodi storici. Presumibilmente dal 35.000 a.C. al 4.000 a.C. si sviluppò il livello inanimato dei desideri umani. Erano desideri di base come cibo, sesso e famiglia.

In seguito, 4.000 anni fa, a partire dal crescente egoismo in Babilonia ed approssimativamente fino al V secolo, ebbe luogo lo sviluppo del livello vegetale dei desideri, principalmente desideri di ricchezza.
Dal V secolo al XV secolo, in un solo migliaio di anni, si sviluppò il livello animato del desiderio, quello per il potere, e dal XV al XX secolo avvenne lo sviluppo del livello umano dei desideri, quello per la conoscenza.

L’inizio del XX secolo fu segnato dallo sviluppo sia dell’individualismo delle persone che dal desiderio spirituale, perché le persone hanno iniziato ad avere il desiderio di raggiungere le loro radici.
In che modo tutti questi desideri sono divisi in inanimato, vegetale e animale, in ogni persona?

Risposta: Dipende dalla natura di ogni persona, da quale livello di egoismo prevale in lui o in lei. Dopotutto, tutti questi desideri appartengono ai vari livelli egoistici: inanimato, vegetale, animale, umano. A seconda della forza dell’egoismo in ognuna di queste componenti, una persona è più incline alla soddisfazione del livello animale o vegetale, oppure a quella dei livelli inanimato o umano.

Domanda: Osserviamo come, nel corso della storia, i nostri desideri sono in costante crescita. I desideri crescono sia in una persona che in tutta l’umanità. Per quale motivo?

Risposta: Questo è dovuto al fatto che dobbiamo raggiungere la massima qualità e quantità di desideri nella loro più ampia varietà. Dobbiamo valutare, soppesare e trovare il loro scopo in noi, come funzionano, perché si manifestano, per che cosa ci saranno utili.

Tutto questo serve per non essere meri esecutori di questi desideri ma di essere in grado di controllarli e di prenderne possesso, governare su noi stessi, raggiungere un livello più alto di noi stessi, in modo che controllando i nostri desideri otterremo la massima libertà da essi e la capacità di controllarli, secondo una sorta di decisione più alta e ragionevole.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di basse della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Come possiamo diventare immortali?

Domanda da Facebook: Lei ha detto che una persona può diventare immortale e che non ha bisogno di morire per vedere il Creatore. Ma l’uomo è materiale, e fino a che sarà in vita questo non potrà accadere. Per far sì che questo possa accadere dobbiamo disfarci del nostro corpo per unirci al Creatore con la nostra anima.

Come può accadere questo se lei dice che non è necessario morire?

Risposta: Il fatto è che il corpo umano non ha niente a che vedere con le sensazioni del mondo. È pura apparenza esterna e nient’altro. Ed è a causa di questo che ci sembra di percepire il mondo con i nostri cinque sensi.

Per percepire il mondo superiore dobbiamo sviluppare cinque sensi spirituali. La saggezza della Kabbalah ci aiuta a svilupparli e ci spiega come ognuno di noi possa cominciare a percepire il mondo spirituale. Per cui non è necessario morire.

Domanda: Lei ci promette l’immortalità, a patto però che ci uniamo e sviluppiamo la nostra anima, è così?

Risposta: Indubbiamente! Ma questa non è una promessa, si tratta di una tecnica spirituale, ed è, infatti, realizzabile da tutti. Oggi, anche nel nostro mondo, è possibile incontrare persone che hanno raggiunto i mondi superiori e percepiscono il mondo come eterno e immortale, attraverso questo metodo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le risposte alle domande di Facebook “, 10/03/2019

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Il Creatore non è una persona

Domanda: Anche se lei ha già detto che il Creatore come personalità non esiste, lei stesso continua a parlare di Lui come se fosse una persona fisica che pensa, desidera, sperimenta, gioisce, ecc.

Come possiamo capire le sue affermazioni? Esiste una specie di personalità? Oppure il Creatore è un qualche tipo di forza? Le forze non hanno componenti emozionali, allora queste non possono essere usate per descrivere nessuna delle sue manifestazioni.

Risposta: Avevo una vecchia auto che mi dava molti problemi. Cercai invano di aggiustarla io stesso e la portai più di una volta ad un’officina meccanica. Ogni volta il meccanico che riparava l’auto ed io litigavamo con parole poco amabili, trattandola come un essere vivente.

Quando ci rivolgiamo a qualcosa, spesso imponiamo su un oggetto, su una forza, su un fenomeno, le nostre proprietà, le nostre sensazioni, le quali, certamente, non esistono davvero in quell’oggetto. La stessa cosa avviene con il Creatore.

Nel grado in cui posso creare la proprietà della dazione, dell’amore e della connessione in me, chiamo questa proprietà “il Creatore”, e non si tratta di nient’altro che di questo; ma in realtà, al di fuori di questa proprietà che ho creato, il Creatore non esiste.

Qui abbiamo bisogno di posizionarci correttamente e capire che è per questo che il Creatore è chiamato Boré: Bo-Ré, Bo (vieni), Re (vedi). Devi venire e vedere, cioè arrivare allo stesso stato con il fine di scoprire questa proprietà. Chiamiamo questa proprietà anche Elohim. Essa consiste di due parti dell’anima. Una parte è chiamata AHaP, l’altra Galgalta ve Eynaim.

Se stiamo parlando dell’anima, cosa ha a che vedere il Creatore con questo? Si riferisce anche ad una persona? Non parliamo neppure di quello che esiste al di fuori di una persona.

Stiamo parlando della realizzazione all’interno della persona, quando arriva alla qualità della dazione, la proprietà dell’amore.

Questa proprietà è al di sopra dell’egoismo, non è facile da costruire e sviluppare in sé. Quando la acquisiamo, la chiamiamo Creatore. Allora possiamo parlare di percezione del Creatore.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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