New Life n.1131 – Come possiamo ottenere tutto?

New Life n.1131 – Come possiamo ottenere tutto?
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:
Viviamo in un’epoca in cui l’ego umano vuole crescere senza limiti, essere ovunque, assaggiare tutto, conoscere tutto, sentire tutto e avere tutto. Ma quando le persone si accorgono che non ci riescono, arrivano alla saggezza della Kabbalah che insegna loro cosa fare. La condizione per realizzare tutti i nostri desideri è che la nostra intenzione sia il bene degli altri. Questa correzione ci apre le porte a tutto. Chiunque voglia proteggersi dai guai, dovrebbe lavorare per il bene degli altri e trattare bene tutte le persone.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1131 – Come possiamo ottenere tutto?”, 27/06/2019

 

 

Una discesa è davvero un’ascesa

Devo essere connesso alla decina come una madre al suo bambino, in modo che non un solo pensiero di lasciarla attraversi mai la mia mente ed io diventi sempre più connesso ad essa ogni giorno che passa.1

Sento la discesa e l’oscurità non a causa del cattivo stato in cui sono caduto, ma perché non posso superarlo e continuare sulla mia strada. Cioè, voglio seguire la via della verità, ma non posso superare la discesa, poi ottengo aiuto, come è scritto: “Colui che viene per essere purificato è aiutato”.

L’avanzamento è misurato precisamente nella discesa perché durante l’ascesa tutto è pieno di luce e di una tale euforia che nulla può essere valutato. Nelle tenebre, mentre si chiarisce la propria attitudine verso se stessi, verso il gruppo, verso il Creatore, si può comprendere il proprio stato.

Questo mi consente di fare una scelta su cosa considerare come avanzamento – non una sensazione piacevole, ma il lottare per raggiungere la meta. L’appagamento che chiedo è di darmi la forza di avanzare, la mancanza della grandezza del Creatore.

Una nuova ascesa inizia solo dopo che una persona ha raggiunto l’ultima profondità di discesa e sente l’oscurità, la disperazione e l’impotenza, ma resiste.2

La discesa è uno strumento per l’ascesa. Se dopo la discesa non lavoriamo con gli strumenti acquisiti, con l’oscurità, l’amarezza, l’incapacità e la confusione che ci vengono rivelate, se non le usiamo correttamente, allora scompare invano. È come una ruota che gira; la metà che si sposta indietro deve poi andare avanti. Se non valutiamo correttamente lo stato che è passato, perdiamo tempo inutilmente perché la discesa non porterà ad un’ascesa. Tutte le ascese sono il risultato dello studio delle discese. Dopo tutto, nella discesa vengono rivelati nuovi desideri (Kelim) e, grazie a loro, avanziamo. La discesa è in realtà un’ascesa.3

Non c’è nulla da nascondere ai nostri amici nella decina; togliamo tutte le maschere e non c’è nulla di cui vergognarsi. Passiamo attraverso tali stati, che poi non rimane nulla in ognuno di noi se non una scintilla. E tutto il resto è la connessione delle scintille insieme al Creatore che si rivela tra loro.4
Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19/06/2019, “Mantenere l’obiettivo sopra le ascese e le discese”.

1. Minuto 25:00
2. Minuto 29:30
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4. Minuto 1:34:15

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Il Creatore raffigura la tua immagine del mondo

La mia influenza sull’ambiente determina ciò che ricevo da esso, quale sarà il mio gruppo, quale sarà il mio mondo e quale sarò io. Devo capire che l’ambiente è ciò che il Creatore raffigura per me e non è qualcosa di fisso. Ognuno di noi ha la propria immagine e noi non possiamo combinare, aggiungere, assemblare, confrontare e abbinare queste immagini perché sono completamente individuali. Pertanto, influenzando l’ambiente, io influenzo me stesso.

Ogni persona dovrebbe dire “Il mondo intero è stato creato solo per me”, il che significa che devo capire e preoccuparmi costantemente della correzione del mondo, soddisfare le sue esigenze e pregare per esso. Il mondo intero è il mio desiderio in cui io vedo specificamente il mio stato…quello è il mio mondo. Se cambio i miei desideri e le mie qualità, anche il mondo che immagino cambierà.

Tuttavia, per cambiare correttamente e selettivamente i miei desideri, attraverso la mia scelta, devo trovarmi in un gruppo che mi aiuterà a cambiare i miei desideri in quelli sempre più elevati.
Allora io mi sentirò sempre più in basso e quindi desidererò ardentemente di innalzarmi sempre più in alto per crescere e vedere mondi sempre più elevati. Ogni immagine che vedo si chiama “un mondo”.

La capacità di vedere un’ascensione costante, cioè i mondi superiori, si ottiene mediante l’inclusione nel gruppo e ricevendo da esso desideri superiori ai miei desideri individuali ed egoistici. Tutto il mio lavoro per l’ambiente è, in effetti, un lavoro per me stesso. In questo modo, mi innalzo e cresco.

Quindi quando una persona dice “Il mondo intero è stato creato solo per me”, è davvero così. Tuttavia, questo non avviene per ricevere il mondo intero, ma per correggersi ed elevare il mondo che lui o lei percepisce al livello più alto, verso il mondo in cui c’è solo il Creatore. Ognuno sentirà questo mondo nel gruppo, nella decina, giungendo così ad una percezione assolutamente chiara del mondo come HaVaYaH: la decina, dieci Sefirot, in cui il Creatore si rivela in tutto il suo potere. 1

Colui che desidera raggiungere l’equivalenza della forma con il Creatore non deve pensare se ne ha il controllo. Non dovrebbero esserci domande del genere all’orizzonte; dopo tutto, il Creatore non pensa a questo. Non c’è maggiore disuguaglianza di forma rispetto a quando una persona si preoccupa della sua influenza sul mondo, sul gruppo. Dovrebbe staccarsi da tali preoccupazioni e dare tutto questo al Creatore. Pertanto, chiunque pensi al proprio controllo su se stesso e sul gruppo è senza dubbio separato dal Creatore e non raggiungerà mai l’equivalenza della forma con Lui.

Tutte le azioni di una persona dovrebbero essere dirette all’adesione al Creatore, il che significa dare e beneficiare gli altri, che è la condizione per una completa adesione al Creatore. Ognuno dovrebbe cercare di disconnettere il proprio io da qualsiasi interferenza con se stesso e con il mondo e spostarsi solo verso la dazione al fine di aiutare, di dare, di influenzare in modo positivo, di portare forza positiva e nient’altro. Allora ci avvicineremo al Creatore, sentendoLo sempre più come nostro partner. 2

Dal Congresso in Moldavia “Primo giorno” 06/09/2019, “Come posso influenzare la società”, Lezione 3

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Perché tutto il male del mondo non può essere distrutto?

Domanda: Perché il Creatore protegge con cura e previene la distruzione del male nel mondo?

Risposta: Ma chi dovrebbe essere corretto? Entrambi, il male e il bene, dovrebbero essere corretti allo stesso tempo, perché essi sono tutta la causa del male.

Domanda: Stai dicendo che anche il bene è motivo di correzione?

Risposta: Certamente! Entrambi bene e male sono ugualmente responsabili per la manifestazione di qualsiasi fenomeno negativo. Se rimuoviamo questo fenomeno negativo, poi, lo stesso bene e lo stesso male rimangono con i loro vizi interni e la prossima volta sarà rivelato un male ancora più grande.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/07/2019

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New Life n.267 – La debolezza

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Oggi veniamo tutti definiti deboli perché non abbiamo buoni rapporti con gli altri. I legami relativi alla patria, allo stato e persino alla famiglia sono diventati più freddi e si stanno perdendo. I giovani vedono il mondo attraverso gli schermi e gli anziani vivono nella paura esistenziale. Una mancanza di supporto sociale e di connessione ci fa sentire ansiosi, tesi e indifesi. Ci manca la gioia. La disconnessione aumenterà fino a quando non vedremo il male al suo interno. Il denaro non può coprire tutto. La vera fiducia, la pace della mente, la sicurezza e la tranquillità verranno raggiunte quando avremo fiducia nella società, come un’unica famiglia forte.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.267 – La debolezza”, 11/12/2013

 

 

 

Rapportarsi al governo perfetto del Creatore

Nella realtà, nulla dovrebbe essere corretto se non il nostro atteggiamento verso di essa. Lasciamo che il mondo si sviluppi a modo suo, non abbiamo nulla da aggiungere. Dopotutto noi lo vediamo in base alle nostre caratteristiche. Dobbiamo correggere il nostro modo di vedere la creazione perché la creazione che appare davanti a noi è in assoluta perfezione. La pace nel mondo è la perfezione che dobbiamo raggiungere.

Intorno a me vedo solo me stesso, i miei stessi difetti. Se vedo che tutte le parti della realtà sono imperfette e anche la connessione tra esse è difettosa, ciò mostra l’entità della mia corruzione. Da una parte, vediamo che tutta la realtà è perfetta e solo le persone hanno bisogno di correzione ma, per far sì che le persone siano corrette, deve essere corretto l’ambiente in modo che possa influenzare tutte le persone. 1

Il Creatore influenza le persone attraverso il mondo così come attraverso la natura umana interiore. Così, ci troviamo tra due fuochi, tutto al fine di portarci allo stato corretto, alla comprensione che dobbiamo accettare la guida del Creatore come perfetta e adattarci ad essa. Questo lavoro va contro il nostro desiderio egoistico interiore finché bilanciamo la nostra forza egoistica interiore con la forza esterna del mondo, relazionandole entrambe alla perfetta governance del Creatore.

Chi desidera correggere la forza esterna è detto riformatore del mondo e chi desidera correggere se stesso è detto servo del Creatore.

Il Creatore cambia costantemente in me tutti i desideri, le qualità e le attitudini, governando sulla mia natura interiore. Attorno a me vedo, apparentemente, un mondo esterno che è quello che mi manda anche il Creatore. Ne consegue che sono sotto la doppia influenza del Creatore: interiore ed esteriore. Tutto ciò che devo fare è bilanciarle, mettendo il Creatore come sovrano di entrambe.2

Tutto il mondo grida che non è il Creatore a governare il mondo, tranne me. Questo è il modo in cui riveliamo che è il Creatore a governare su tutti. Non esiste nulla tranne Lui.3

Esiste un risultato auspicabile ed esiste la realtà. È auspicabile vedere il mondo corretto, cioè, sotto il governo della forza unica del Creatore oltre la quale non esiste nulla. Quindi io sono connesso a questa forza unica e vedo che solo il Creatore riempie tutta la realtà.

Ma se non sono ancora corretto, giudico secondo le mie imperfezioni e vedo guerre e turbolenze invece dello stato corretto. Tutto accade solo in relazione a chi consegue e tutte le guerre e i disastri che vediamo stanno avvenendo dentro di noi, dentro la nostra natura. Se non sono corretto, non posso ancora attribuire tutto a me stesso e mi sembra che la guerra stia accadendo al di fuori di me. Non ho ancora raggiunto l’adesione al Creatore e, pertanto, la realtà per me è divisa in due: me stesso e Lui, invece di sentire “noi” come una sola cosa.4

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10/07/2019, Gli Scritti di Baal HaSulam, “La Pace nel mondo”
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Nella gabbia del tuo egoismo

Domanda: Un uomo, a differenza di un animale, può calcolare un certo tipo di piacere nel futuro, valutare i passi da fare per raggiungerlo, rinunciando al godimento delle fasi intermedie.

Perché, con un intelletto così grande, non può valutare razionalmente lo stato di equilibrio con la natura? Perché tutti i suoi tentativi razionali di costruire una società equilibrata falliscono costantemente?

Risposta: Perché si trova dentro la propria natura egoistica, quindi non può valutare nulla.

Quando fa il confronto fra un tipo di egoismo ed un altro e valuta ciò che gli conviene di più fare, egli si trova ancora nel proprio egoismo. Non è libero. Non ha il secondo livello del libero arbitrio. Ciò che considera libertà è l’illusione di rimanere sotto l’influenza di una forza coercitiva esterna.

Domanda: Non può valutare: “Se io uso il mio egoismo, mi sentirò male?”

Risposta: È questo il modo in cui cerchiamo sempre di sfuggire ai problemi. Ma questo non significa che siamo liberi. Io scappo costantemente dai colpi egoistici: schivo un colpo qui e un colpo là, ed è così che mi muovo dalla mattina alla sera.

Guarda cosa succede sulle strade, negli autobus, nella metropolitana, negli uffici, ovunque. Guarda tutto questo formicaio umano! Dove possiamo parlare di libertà?

Non c’è alcuna libertà. Al massimo è possibile scegliere, in qualsiasi momento, quello che sembra a me che sia lo stato più confortevole di tutte le possibilità. Questo è tutto.

Scelgo in base a ciò che mi viene dato, ma ho sempre dei limiti. Il Creatore splende su di me attraverso lo stato corretto, ma io non sono ancora corretto. Naturalmente non capisco affatto la Sua influenza su di me. Dove mi sta guidando? Cosa vuole da me in ogni momento? Se non lo so, che tipo di libero arbitrio può esserci qui?

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 12/05/2019

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New Life n.268 – Costruire una rete di vera sicurezza sociale

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Quando siamo in crisi e ci sentiamo deboli e stressati, abbiamo bisogno di sicurezza sociale che ci offra vero calore e umana preoccupazione. Oggi ci troviamo a fare i conti con un rapido deterioramento di impotenza e insicurezza. Gli anziani cercano servizi sociali per il desiderio di connessione umana, ma non la trovano. Lo sviluppo umano è più concentrato nelle buone relazioni sociali. Abbiamo bisogno di volontari, con un atteggiamento amorevole verso gli altri, per costruire un sistema sociale basato sulla reciproca garanzia. Questo è veramente ciò che riduce l’ansia e previene la malattia. L’amore umano e la connessione sono la forza che rivitalizza, guarisce e dà vita a tutto.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.268 – Costruire una rete di vera sicurezza sociale”, 12/12/2013

 

Il vero successo è portare al mondo la consapevolezza del Creatore

Il popolo di Israele ha fatto ritorno nella terra di Israele, ma se restiamo ancora sopraffatti dai pensieri sul piacere materiale come cibo, sesso, famiglia, denaro, potere e conoscenza, che assorbono tutta la nostra attenzione e oscurano la nostra visione, allora ci ritroveremo ancora una volta in esilio. La vittoria di Israele nella Guerra dei Sei Giorni del 1967 ci assestò un duro colpo perché inaspettatamente acquisimmo territorio e popolazione aggiuntiva per i quali non eravamo preparati e che non sapevamo come trattare.

Questo ha portato ad un grande ristagnamento del nostro sviluppo tecnologico, poiché abbiamo acquisito molta forza lavoro a basso costo e non qualificata e non abbiamo avuto bisogno di sviluppare nuove tecnologie nel settore edile e in altri settori. Questo ci ha davvero rallentato. Ci è voluto molto tempo per superare questo colpo e iniziare a sviluppare nuove tecnologie e un nuovo stile di vita in queste nuove condizioni.

La Guerra dei Sei Giorni è stato un duro colpo per Israele perché eravamo troppo orgogliosi del nostro successo e della nostra forza. Avremmo dovuto raggiungere la rivelazione del male, ma questo deve ancora accadere. Tutta la storia dello Stato di Israele dimostra come il Creatore ci insegna di volta in volta che tutti i nostri successi, risultati, ricchezza e intelligenza non ci aiutano. Di conseguenza, ci troviamo ancora come pecore circondate da lupi che non sanno dove nascondersi.

Questo è ciò che tutta la nostra storia ci insegna e presto sentiremo di nuovo che il mondo intero è armato contro di noi. Oggi ci sentiamo al top grazie al nostro potere tecnologico. Ma questo serve solo per farci salire fino ad una certa altezza, come in una corsa sulle montagne russe e poi spingerci verso il basso. E si tratterà di un’arma a doppio taglio, perché il mondo intero precipiterà nelle tenebre e perderà il proprio equilibrio in questa discesa. Non ci sono sistemi tampone per gli enormi sbalzi della finanza, delle relazioni internazionali, ecc. Questo succede sullo sfondo della completa interdipendenza globale di ognuno su tutti. La situazione è molto allarmante.

Secondo la connessione tra la radice ed il ramo, non c’è posto migliore per la correzione della Terra di Israele. Pertanto, noi siamo obbligati a lavorare qui. Gerusalemme, Safed e Tiberiade sono tutte zone di speciale influenza spirituale. Pertanto, non vi è dubbio che sia più semplice applicare la correzione nella Terra di Israele. 1

Baal HaSulam scrisse della divisione nel popolo di Israele che ha portato al crollo del Secondo Tempio: le dispute ideologiche tra i Farisei e i Sadducei riguardo alla necessità di lavorare per il Creatore. Ma al giorno d’oggi, non c’è altra lotta se non quella per un posto nella leadership, per il potere, il denaro e basta. Da generazioni, siamo alla fine del processo di discesa. Pertanto, nella nostra generazione non c’è più una lotta ideologica, ma semplicemente tutti combattono per la loro posizione, per la loro influenza sugli elettori. Questo non ha nulla a che fare con l’ideologia e i kabbalisti non vi prendono parte.

Oggi abbiamo raggiunto l’ultimo punto nella discesa delle generazioni. Non c’è posto più basso dove andare, resta sono solo la guerra mondiale e la crisi globale. Non c’è nessuna via d’uscita; ora dobbiamo trovare un modo per uscirne. L’unica cosa che dobbiamo capire è da dove viene questa crisi, cioè, quale ne è lo scopo, dove ci condurrà e cosa dovrebbe essere fatto per usare tutto ciò che accade a beneficio del popolo di Israele (perché se si tratta davvero di Israele, significa che aspira al Creatore).

Questo ci porterà alla realizzazione del male da cui capiremo quale dovrebbe esserne l’opposto, lo stato buono e come raggiungere questo bene proprio dall’interno del male. Siamo consapevoli della necessità della nostra connessione e della realizzazione del dono che abbiamo ricevuto: la Torah, la scienza della saggezza della Kabbalah, il metodo dell’unione. Non c’è niente di più grande dell’unione fra noi. Tutti gli slogan su “Ama il tuo prossimo come te stesso” dovrebbero praticamente incarnarsi in noi oggi.

Il nostro egoismo è l’unico nemico che ci impedisce di raggiungere una buona vita corporea e ci ruba la vita eterna e spirituale. A causa dell’egoismo, nasciamo come animali e viviamo e moriamo come animali. Il nostro corpo muore e si decompone senza aver sviluppato un’anima, e scopriamo che le nostre vite sono state vissute invano.

La vita ci viene data per sviluppare un’anima durante la nostra esistenza in questo mondo terreno. L’anima è parte della Divinità dall’alto, e quindi è eterna. Il desiderio di dare al prossimo, che è fuori dei miei interessi personali, è di diventare come il Creatore, e quindi è eterno. Dobbiamo sviluppare questo desiderio il più possibile.

Dobbiamo capire che stiamo scendendo giù dalle montagne russe, nella discesa più ripida e con un muro all’estremità contro il quale ci schianteremo. Quindi vale la pena pensare a come fuggire da questo Olocausto globale, quando tutte le nazioni del mondo si rivolteranno contro Israele.

La salvezza è solo nell’unione del popolo di Israele, nella sua disponibilità ad unirsi per poter dare l’unione a tutta l’umanità. Dobbiamo essere il più vicino possibile alla dazione, almeno nel mondo corporeo. Ciò implica assistenza reciproca, equa distribuzione dei mezzi e tutte le condizioni della società futura, anche se per ragioni egoistiche. Se non lo facciamo, ne scaturirà una situazione peggiore per noi. Non vogliamo portare il mondo ad una tale sofferenza fisica: sarebbe meglio se questa decisione venisse presa in seguito alla realizzazione del male prima che arrivino i colpi. 2

La crisi all’interno del popolo di Israele risiede principalmente nel fatto che nessuno sente di essere in esilio. Al contrario, tutti la considerano come libertà perché Israele è un paese forte e prospero. Tutto è fantastico e abbiamo qualcosa di cui essere orgogliosi. Non capiscono che questi non sono dei parametri con cui Israele potrebbe essere misurato. Non si tratta del successo materiale. Lo stato in cui Israele esiste ora si chiama “distruzione”.

Sembra che tutto vada bene e che Israele sia la patria delle tecnologie più avanzate. Ma noi esistiamo nella natura, in cui tutto è chiuso ed è globale. La natura è il Creatore e noi agiamo contro di Lui sia in senso spirituale che materiale. Dal punto di vista della spiritualità, siamo completamente opposti al Creatore perché ci comportiamo nel modo più egoistico, il peggiore di tutti.

Il nostro desiderio di ricevere è così sviluppato che riusciamo a manipolare il mondo intero. Ma in realtà, ci è stato dato il potere di avere successo esattamente nel modo opposto: per servire il mondo intero, per dare, per insegnare e diventare un canale di collegamento tra il Creatore e gli esseri creati. Invece noi usiamo il nostro egoismo per sviluppare l’hi-tech e far così guadagnare quanti più soldi possibili ai capitalisti e ai produttori di armamenti. Nel frattempo i bambini vengono trascurati e le famiglie ne escono distrutte. Questo è un approccio completamente sbagliato perché stiamo andando contro il programma generale della natura.

Giorno dopo giorno, ci allontaniamo sempre dalla natura comune, e così facendo perderemo sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto, questo riguarda la natura in generale, cioè l’ecologia e l’atteggiamento delle nazioni del mondo verso Israele. Sentiamo che l’antisemitismo sta crescendo ogni giorno, sta attraversando tutti i confini e stiamo diventando sempre più “persone dal collo rigido”, che in realtà vivono non nella Terra di Israele ma in Egitto, ridotti in schiavitù dal Faraone.

Abbiamo avuto molto successo nello sviluppo di tutti i valori corporei del mondo: nell’hi-tech, negli armamenti e nell’economia, usando le nostre qualità egoistiche ed enfatizzandole a tal punto che siamo diventati i primi nell’uso dell’egoismo. Ne consegue che abbiamo raggiunto il livello del Faraone. La sofferenza arriverà inevitabilmente presto perché noi abbiamo costruito un mondo del genere. Tuttavia, possiamo trasformare questo incombente tsunami in un’onda gentile e benigna. E allora non sarà l’onda di uno tsunami che lava via tutto il mondo e annega tutti, ma un’onda positiva, per esempio, di cioccolatini e fiori.

Cominciamo con la realizzazione del male e smettiamo di idealizzarci solo come esseri umani tagliati per il successo….perché è per questo motivo che ci ritroviamo in un buco profondo. Israele deve dare al mondo il metodo della correzione, la consapevolezza del Creatore e portare tutti allo stato finale della correzione. 3

Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30/06/2019, Gli Scritti di Baal HaSulam, “L’esilio e la redenzione”
1 minuto 8:20
2 minuto 36:00
3 minuto 1:04:20

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Per costruire una struttura dell’anima

Nota: Quando Baal HaSulam trovò il libro dell’Ari “L’Albero della vita” ne fu molto felice e pieno di speranza: “Finalmente l’ho trovato”! Tuttavia, come raccontò suo figlio Rabash, il tuo insegnante, egli non poteva sapere che sarebbe stato in grado di capire ciò che aveva scoperto e avrebbe cominciato a comprenderlo soltanto 20 anni dopo.

Non è facile per un individuo ascoltare che tutto questo potrà cominciare a penetrare in lui dopo 15-20 anni.

Mio commento: No, questo non è affatto un problema. È una naturale e necessaria condizione della realizzazione del mondo superiore perché tu devi costruire gli elementi per sentirlo in te stesso, la sua consapevolezza e discernimento.

Non è facile perché è nato in noi e si accumula in piccoli pezzi. Questo è il modo in cui lavora il nostro apparato sensoriale e intellettuale, cioè, il cuore che sente e la mente, che evoca definizioni e concetti. Tuttavia, non possiamo comprendere questa combinazione dei due sistemi, sensoriale e del pensiero. Il nostro mondo non ha questo.

Nella musica, nell’arte, in ogni cosa, nel nostro mondo, non vi è una chiara connessione tra una sensazione di comprensione ed una di sentimenti.

La connessione tra di loro avviene appunto nella Kabbalah. Ecco perché richiede molto tempo.

Ma non importa. È importante che tu costruisca questa corretta coniugazione in te stesso tra sensazione e comprensione, in modo da influenzare dalla sensazione la comprensione e dalla comprensione la sensazione. Questa è la struttura dell’anima e tu hai bisogno di costruirla in te stesso.

Gradualmente essa è creata in voi, ci mette solo un po’ di tempo. Ma perché avviene questo? Voi siete tutti molto giovani e, anche se ci sono anche persone anziane tra voi, vi assicuro che avranno bisogno di tempo per raggiungere il livello del mondo superiore, l’eternità e la perfezione in questa vita.

A nessuno è data la saggezza della Kabbalah per sfiorarla semplicemente e fermarsi lì. Se una persona arriva alla Kabbalah, se ne ha anche solo sentito parlare, significa che nella sua vita essa può realizzare questa opportunità. Ogni cosa dipende dai suoi sforzi.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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