Il tempo e l’amore per i bambini

Domanda: E’ corretto affermare che la natura ha instillato istintivamente in noi l’amore per i bambini con il solo scopo di insegnarci a trattare gli altri allo stesso modo?

Risposta: Sì e no. Nel tempo, l’amore per i bambini cambierà. Anzi sta già cambiando. Oggi le persone si relazionano con i bambini in modo diverso rispetto a prima.

Nel corso delle generazioni si sono susseguite l’attrazione, la cura e l’amore per i bambini, ma tutto questo sta cambiando.

Poiché il nostro desiderio, la comprensione del mondo e il metodo di comunicazione con il mondo esterno stanno cambiando, naturalmente anche l’atteggiamento nei confronti dei bambini, come parte del mondo, sta cambiando.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

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New Life n.20 – Una nuova connessione fra noi

New Life n.20 – Una nuova connessione fra noi
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi

Riepilogo:

Abbiamo accesso a tutto, semplicemente facendo clik su un pulsante, ma la disperazione riempie il nostro mondo. Siamo giunti ad una crisi nella vita familiare, nella salute, nella cultura e nella scienza. Abbiamo molto potere, tuttavia la natura ci domina senza pietà. Dobbiamo evolverci, passando dal potere della dazione come mezzo per ricevere, al valore del dare come fine a se stesso. Ci serve un macchinario che ci aiuti a raggiungere questa nuova tappa dello sviluppo umano. E il macchinario è una nuova società umana nella quale le nostre relazioni siano basate sulla connessione reciproca e sull’amore. Uniti possiamo attraversare la barriera posta davanti a noi e sentire la sorprendente, nuova e felice vita che ci aspetta.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.20 – Una nuova connessione fra noi”, 28/03/2012

La famiglia è una combinazione di opposti?

Domanda: Se la famiglia è la combinazione di due opposti, allora, per creare una buona famiglia, è necessario incontrare qualcuno opposto a te, così da raggiungere una migliore connessione?

Risposta: No, non necessariamente. Dipende dal livello del quale stiamo parlando.

Se parliamo di quello umano, cioè, del livello animale, corporeo, non è necessario improvvisare. Al contrario, ci deve essere uguaglianza…più vicini si è meglio è…

Ma se parliamo dello sviluppo che non può esistere al livello animale (del corpo), allora, ovviamente, è necessaria l’opposizione.

Dal punto di vista della Kabbalah, se due persone vogliono formare una famiglia, devono essere il più possibile simili l’una all’altra, nello stile di vita, nel linguaggio e in tutto ciò che è possibile.

Domanda: Se parliamo di famiglia come nazione o come tutta l’umanità, dobbiamo essere diversi?

Risposta: Sì, se parliamo di unirci tutti, come si suol dire, in una sola grande famiglia, allora si parla del sistema di Adam Harishon.

C’è già molto pluralismo e allontanamento reciproco, però allo stesso tempo, esiste l’accordo che è necessario unirsi al di sopra di tutti i problemi e dei disaccordi, tanto quanto la società si eleva.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

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Libertà immaginaria

Domanda: Mi sembra di aver capito che nel nostro mondo i più liberi sono i bambini, perlomeno finché noi non cerchiamo di farli crescere…A loro non importa nulla dei vestiti o del cibo. Mi sembra di aver capito che dobbiamo prendere esempio da loro e studiare la più elevata delle scienze, la Kabbalah, e amarci, ballare, cantare e gioire come bambini?

Risposta: I bambini sono assolutamente dipendenti nei loro desideri e intenzioni e la libertà che percepiscono è immaginaria. Di fatto, essi non sanno che non sono liberi e che obbediscono ciecamente ai propri desideri e istinti.

Appena inizi a limitarli o a dir loro che devono limitarsi, oppongono subito una forte resistenza e piangono. I bambini non sono un esempio.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/11/2019

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New Life n.1147 – La forza delle madri può cambiare il mondo

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Quando le madri si connettono agli altri, riceviamo il sostegno della forza speciale della natura che proteggerà i bambini da tutti i problemi. Stiamo distruggendo il mondo in cui vivranno i nostri figli e nipoti. Viviamo in un’epoca di indifferenza e malvagità. La preoccupazione per i nostri figli non li proteggerà dagli abusi e dalle ricorrenti esplosioni egoistiche degli insegnanti della scuola dell’infanzia. Solo la forza della connessione reciproca creerà un equilibrio fra tutti noi.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1147 – La forza delle madri può cambiare il mondo”, 01/08/2019

Ama il tuo prossimo

Domanda: Lo scopo della creazione è diventare simili al potere generale della natura, al Creatore, in termini di qualità. La Sua qualità è la dazione.

Baal HaSulam scrive nel suo articolo “Amore per il Creatore e amore per gli esseri creati”, che non si può semplicemente fare un salto per acquisire la proprietà del Creatore perché si può ingannare se stessi.

Per avere la certezza di conseguire questa qualità, fu creata un’immagine del nostro mondo con ogni genere di creazioni: l’inanimato, il vegetale, l’animato e, il più importante, l’umano. Io devo correggere il mio atteggiamento verso le persone.

Tuttavia, com’è scritto in tutte le fonti autentiche, la legge fondamentale è: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Cosa significa? Ognuno comprende questo a modo suo.

Risposta: “Ama il tuo prossimo come te stesso” è la meta che la persona raggiunge se lavora sulla propria correzione. Questo scopo è molto lontano ma all’inizio ci sono altri livelli preliminari di correzione.

“Ama il tuo prossimo come te stesso” significa che proprio come oggi amo me stesso e istintivamente, consciamente e inconsciamente, mi metto a capo di tutto il mondo e solo attraverso me stesso percepisco questo mondo, solo attraverso me stesso guardo il mondo, e solo per il mio caro io lavoro e faccio tutto, devo cambiare me stesso per il mondo intero, lavorare solo per il miglioramento del mondo e provare dolore per lui come se fosse il mio amato bambino.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 7/02/2019

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Aderire al linguaggio dei kabbalisti

Baal HaSulam, “L’essenza della saggezza della Kabbalah”: ‘Ogni persona ragionevole capirà che quando si tratta di questioni spirituali, tanto meno di pietà, non abbiamo parole o lettere con cui contemplare. Questo perché tutto il nostro vocabolario non è altro che combinazioni delle lettere dei nostri sensi e della nostra immaginazione. …

È particolarmente così dove si deve trovare una logica in queste parole per aiutare uno nei negoziati abituali nella ricerca della saggezza. Qui il saggio deve usare definizioni rigorosamente accurate per gli occhi degli osservatori.’

Se esprimessimo con parole tutto ciò che sentiamo, ognuno di noi creerà la propria lingua, la propria enciclopedia, ecc. E non saremmo in grado di comunicare fra noi. Pertanto, ciò che possiamo e dobbiamo fare è prendere le parole, le espressioni e le definizioni basate sulla nostra essenza.

Questo è esattamente ciò che fa la Kabbalah. Dice che una persona consiste nel desiderio che è diviso in cinque tipi: zero, uno, due, tre e quattro. In questi cinque tipi di desideri, sentiamo vari riempimenti positivi e negativi e tutti li hanno. Quindi, tutto consiste solo nel desiderio.

Pertanto, se aderiamo ad un chiaro linguaggio kabbalistico, non andremo fuori strada. Parleremo la stessa lingua. Era così prima della frammentazione nell’antica Babilonia quando tutte le persone parlavano una lingua, l’aramaico, con la quale è stato scritto Il Libro dello Zohar.

La lingua aramaica è buona perché deriva dall’essenza della natura stessa. I cinque livelli del desiderio, dei quali ognuno di noi consiste, generano cinque definizioni. Questa lingua si basa su di loro.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

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La Kabbalah e le altre credenze – 8′ Parte

Rivolgiti al Creatore

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 209: Vi sono tre condizioni nella preghiera:

1. Credere che Lui può salvarti. Sebbene uno abbia le peggiori condizioni di tutti i suoi contemporanei, tuttavia, “La mano del Signore sarà troppo corta per salvarlo?” Se non è così, allora “il padrone di casa non può salvare i Suoi vasi.

2. Uno non ha più nessuna scelta perché ha già fatto tutto il possibile, ma non ha trovato alcuna cura per la sua condizione.

3. Se Lui non lo aiuterà, sarà meglio per lui morire che essere vivo.

Questi sono i tre atteggiamenti corretti nei confronti della vita. Tutto è determinato dal Creatore. Non c’è alcun pensiero o sentimento che viene da me, ma solo dal Creatore.

Pertanto, devo trovarmi sempre in un elevato stato di prontezza, analizzando tutto ciò che accade nella mia mente e nei miei sentimenti, rendendomi conto che il Creatore me lo presenta, e chiederGli immediatamente una correzione, per indirizzarmi correttamente ad avere pensieri buoni di amore e dazione verso gli altri, cioè essere accompagnato da buoni sentimenti che sono al di sopra di me stesso per dare agli altri.

Il Creatore rivela solo la mia cattiveria, com’è detto: “Io ho creato il male“. Tuttavia, io afferro questo male a metà strada e Gli chiedo immediatamente di cambiarlo in bene.

Comincio quindi a entrare in una relazione interessante con il Creatore chiamata “una danza”, come un tango: Lui mi guida e io Lo guido. Lui mi influenza e io faccio lo stesso. Pertanto, ci completiamo a vicenda.

Riconoscere il male è fondamentale qui. Una volta capito che è arrivato dal Creatore e che “Non esiste nulla tranne Lui”, rimane solo una cosa da fare: chiederGli di cambiare il male in bene. Questo è tutto ciò che riguarda tutta la nostra vita, tutto il nostro lavoro spirituale.

Domanda: Posso rivolgermi al Creatore senza riconoscere le mie qualità egoistiche e la loro distruttività?

Risposta: No. È come se tu fossi un portiere e il Creatore tira costantemente la palla in porta e tu devi deviare costantemente i Suoi tiri.

Domanda: I kabbalisti rimproverano se stessi?

Risposta: Se tu piangi continuamente perché sei insoddisfatto della tua vita, rimproveri chiunque e commiseri tutto quanto, allora non sei soddisfatto di ciò che il Creatore ti ha dato.

Domanda: Può la Kabbalah considerare in maniera positiva la causa della depravazione umana?

Risposta: E’ il Creatore che ha fatto tutto proprio così, in modo che una persona avesse bisogno del Suo aiuto e quindi potesse salire al Suo livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 17/12/2018

Nella schiavitù dell’egoismo

Domanda: Se tutto è predeterminato, incluso il fatto che possiamo scegliere se soffrire più o meno, allora perché abbiamo bisogno della saggezza della Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah serve ad elevarci al di sopra del nostro egoismo, in uno stato dove non ubbidiremo più a nulla e a nessuno.

L’egoismo ci rende schiavi, quindi, la scienza che studiamo è chiamata “la scienza della Kabbalah”, la scienza sulla schiavitù del nostro egoismo e sul come elevarci al di sopra di esso ci dà un senso di libertà.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/11/2019

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Il Libro dello Zohar può alleviare la sfortuna?

Domanda: E’ detto dai saggi che lo studio de Il Libro dello Zohar elimina tutte le disgrazie, come può un libro salvare dai problemi ogni persona e tutta l’umanità?

Risposta: Il libro in sé non ci salva da niente. Non posso comprare questo libro ed utilizzarlo come crede la gente comune, cioè come un talismano o un qualche mezzo miracoloso (Segulà). Non funziona così.

Il Libro dello Zohar ci salva se lo utilizziamo in maniera corretta e se con il suo studio cerchiamo di cambiare in accordo ad esso. Se lo conserviamo solo su uno scaffale o lo mettiamo anche vicino al nostro cuore, niente cambierà.

Domanda: Però ci aiuterà psicologicamente?

Risposta: Psicologicamente si.

Non inficio il fatto che l’appoggio psicologico sia molto importante per l’uomo. Per una persona piccola, fragile, debole, nel nostro mondo, è molto importante. Tuttavia, da un punto di vista scientifico, non serve a niente.

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Dalla trasmissione di KabTV, “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 18/12/2018

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