A chi rivolgiamo le nostre preghiere?

Domanda: Se il Creatore è la legge della natura, verso chi o cosa rivolgiamo le nostre preghiere? Comprendo correttamente che quando risuoniamo semplicemente con i nostri stati più elevati innalziamo una preghiera per gli altri?

Risposta: Noi non lavoriamo a vuoto. Lavoriamo in riferimento all’unica legge della natura, la relazione integrale tra tutti gli elementi della creazione.

Se noi, che siamo così frammentati e distanti, che ci respingiamo l’un l’altro e desideriamo sfruttarci a vicenda, cambiassimo il nostro atteggiamento e diventassimo più vicini gli uni con gli altri, poi ci troveremmo in uno stato spirituale e vedremmo che esistiamo in un mondo completamente diverso.

Dobbiamo innalzarci di sopra del nostro egoismo e iniziare a unirci tra di noi. La Kabbalah parla di questo.

Il cammino che ci porta a questo può essere duplice. Da una parte c’è il cammino della sofferenza, quello che stiamo ancora percorrendo; dall’altra parte c’è il cammino della luce, che possiamo percorrere attirando la luce superiore ed esercitandoci in piccoli gruppi, non per mezzo di tutta l’umanità ma attraverso le decine.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 22/12/2019

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Kabbalah: la guida per la società del futuro

Baal HaSulam “Costruire la società futura”: 3 … devono stabilire il livello morale della maggioranza del pubblico su una base che richiederà e garantirà che il comunismo corretto non sarà mai corrotto.

Le persone devono capire che tutte le leggi di una società futura sono assolute ed eterne. Solo allora inizieranno da sole, conservando tutto consapevolmente.

La Kabbalah, come metodo per raggiungere l’obiettivo della creazione, (la legge globale dell’universo) è l’unica base garantita per elevare il livello del collettivo al livello morale di “Lavorare secondo le capacità e ricevere secondo le necessità”.

La saggezza della Kabbalah spiega l’implementazione della metodologia per creare una nuova società: come farlo e come implementare tutte le leggi e le regole in essa contenute. In pratica, è una guida per la società del futuro.

Domanda: Questo può essere in qualche modo dimostrato?

Risposta: No, non puoi provarlo, le persone semplicemente non avranno altra scelta. Sulla base di tutti i loro problemi, vedranno che solo questa saggezza dà i giusti consigli.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 07/02/2019

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Aumentare l’influenza della luce

Domanda: Quando tante persone hanno il libero arbitrio, è difficile o impossibile prevedere il loro futuro?

Risposta: Io non direi che tante persone hanno il libero arbitrio, ma piuttosto che esse hanno una possibilità che non usano.

Per capire come devono fare devono studiare la saggezza della Kabbalah. Devono trovarsi in un gruppo e far sì che energie e forze speciali si muovano in una certa direzione sotto la sua influenza. Loro non hanno questo.

Domanda: Una persona impegnata nello studio della Kabbalah evoca un certo tipo di influenza dalla natura?

Risposta: Essa aumenta l’influenza della natura. E così, la natura ci porta avanti, influenzandoci costantemente. Ma se siamo in un gruppo, allora esso aumenta il suo impatto e quindi accelera il nostro sviluppo interno.

Domanda: A cosa dovremmo arrivare?

Risposta: Nel nostro stato interno, dobbiamo arrivare all’uguaglianza con il Creatore, alla proprietà della dazione e dell’amore. La natura ci conduce a questo. Ma finora l’umanità è avanzata attraverso colpi e sofferenze. Se muovi te stesso in avanti, trasformi queste sofferenze in bontà e amore.

Domanda: La proprietà della dazione e dell’amore si manifesta come unità tra le persone?

Risposta: È dall’unità che otteniamo la forza che ci sviluppa in modo positivo.

Nota: Ne risulta che la natura, con ogni tipo di sofferenza, ci rende in qualche modo uniti e diventiamo simili al Creatore.

Il mio commento: Ma se non vogliamo soffrire e iniziamo a studiare la saggezza della Kabbalah, noi iniziamo a capire dove la natura dovrebbe portarci. Vediamo che non siamo vicini al Creatore. Questo è ciò che sentiamo come sofferenze, sebbene in realtà non esistano.

Quindi possiamo sforzarci verso l’unificazione, invocare da soli la più alta luce riformatrice, che ci svilupperà più velocemente di ogni altra cosa.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 04/02/2019

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New Life n.1200 – La comunicazione nelle relazioni

New Life n.1200 – La comunicazione nelle relazioni
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum Ben Moshe.

Riepilogo:

Invece che incolpare, affrontare a brutto muso gli altri o peggio ancora cercare di abbassare il loro stato d’animo, dobbiamo trovare un modo per comunicare in modo che l’altra persona possa ricevere correttamente il messaggio che vogliamo trasmetterle. Oggigiorno noi vogliamo sempre avere ragione, ma cedendo alla persona arrabbiata, la disarmiamo immediatamente. Ogni litigio può essere fermato con un bacio. Anche ai bambini bisogna dare il permesso di esprimere le proprie emozioni, compresa la rabbia. Accettare gli altri senza cambiarli è importante. Il mio obbiettivo, invece, dovrebbe essere cambiare me stesso.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1200 – La comunicazione nelle relazioni”, 16/01/2020

Lo scopo della Natura

Baal HaSulam, ‘Costruendo la società futura’: “Abbiamo già detto che la Natura necessita che la specie umana conduca una vita sociale. Questo è semplice. Comunque, dovremmo esaminare i comandamenti che la natura ci obbliga a seguire come risultato di questo stato, ovvero di seguire una vita sociale.
Parlando più in generale, ci sono solo due comandamenti (precetti) di cui dovremmo impegnarci con la società. Questi possono essere definiti con i nomi di “ricezione e dazione”. Significa che ogni membro è obbligato dalla natura a ricevere i propri bisogni dalla società, e anche a beneficiare la società per mezzo del proprio lavoro. Se uno infrange qualcuno di questi due precetti, dovrebbe essere punito senza pietà.”

Domanda: Quali due leggi sono state descritte? Cosa stiamo ricevendo? Cosa stiamo dando? Dopotutto, questo può essere interpretato in diversi modi.

Risposta: Nella natura ci sono una forza di ricezione e una forza di dazione. Queste due forze devono essere bilanciate. Possono essere interpretate in qualsiasi modo tu desideri, ma devi capire che le leggi della natura sono inflessibili, assolute, e non dipendono dalla nostra interpretazione. Pertanto, dobbiamo riuscire a capire come identificarle chiaramente ed imparare ad applicarle così da non causarci troppo danno.

Le leggi della natura si sviluppano dal livello inanimato dove entrambe le forze, positive e negative, evolvono costantemente e raggiungono un certo equilibrio fra loro. Prima negli atomi, nelle molecole ecc., e poi nelle piante, negli organismi viventi, nelle creature, e poi nel livello del pensiero, della percezione e della consapevolezza. Questo è il quarto livello anche conosciuto come livello umano.

Dobbiamo comprendere e conformarci con tutte queste leggi, così che ci sia equilibrio fra la forza di ricezione e la forza di dazione e così che tutto lavori in equilibrio. Questo è il compito che la natura ci ha assegnato.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 07/02/2019

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Il Coronavirus è l’inizio delle piaghe d’Egitto?

Domanda: E’ da poco passata la Pasqua ed il simbolo di questa festività sono le dieci piaghe inviate al Faraone. L’epidemia di Coronavirus è l’inizio di una serie di cataclismi?

Risposta: Non c’è dubbio che siamo arrivati ad una fase molto interessante del nostro sviluppo, che oggi ci richiede di avvicinarci sempre di più e nel modo più corretto. Ciò che ci viene richiesto non è di commerciare e guadagnare usandoci a vicenda per trarre profitto a spese di qualcun altro, ma relazioni reciproche attraverso delle buone connessioni. Dopodiché potremo volare, muoverci e connetterci quanto vorremo.

Domanda: Stai parlando di qualche genere di relazione sensoriale interiore?

Risposta: Parlo delle intenzioni.

Domanda: Oggi, infatti, sentiamo una grande dipendenza reciproca. Quando in passato un ghiacciaio si scioglieva da qualche parte, o se c’era una guerra, ciò non era affatto avvertito. Oggi, invece, ha un effetto sul mondo intero e ovviamente tutti sono interessati. Esiste una certa solidarietà ma è apparentemente negativa: non voglio essere dipendente dagli altri.

Quando sentiamo questa dipendenza, come possiamo passare da un’integrazione forzata un’integrazione positiva?

Risposta: Non c’è nulla che possiamo fare. Possiamo solo imparare dall’esempio dell’antico Egitto. Anche lì tutto avvenne attraverso i colpi, attraverso le dieci piaghe egiziane.

Immagina che se non ci sia il Coronavirus allora ci sarà qualcos’altro. Diciamo che viviamo serenamente come facevamo due mesi fa.

E all’improvviso comincia una guerra in Africa o in America Latina, non importa dove, a causa della quale l’estrazione di qualche materia prima, per esempio qualche metallo raro, si ferma. A causa della produzione di quei soli due paesi che si trovano in guerra, l’intera economia si può fermare. Cosa faremo allora?

Tutti i governi cominceranno a perseguitare questi due paesi che combattono fra loro e che hanno fermato l’esportazione di materiali necessari al mondo intero. Il mondo scoprirà nuovamente la dipendenza globale e dovrà adottare misure che assicurino relazioni buone e regolari tra tutti. Altrimenti non ci sarà nulla.

Commento: Wikipedia, comunque, dà la seguente definizione di interdipendenza: “In una relazione interdipendente si presume che tutti i partecipanti si influenzino reciprocamente a livello emotivo, economico, ambientale, morale ed in altri modi”. In altre parole, la dipendenza non è solo fisica ma anche morale.

La mia risposta: Sì, si manifesta a tutti i livelli.

Domanda: Significa che nella società esiste una mancanza di comprensione di questa dipendenza?

Risposta: Questa è la cosa principale. Questo è il motivo per cui quando vogliamo rovinarci la vita a vicenda, cessiamo gli scambi commerciali, persino a nostro discapito, solo per essere sicuri che per gli altri sarà ancora peggio.

Domanda: Quale genere di dolore pensi che le persone provino oggi? In che modo il virus influenza le persone? In che stato è l’umanità?

Risposta: Oggi le persone non sentono ancora la piena essenza di questo problema. Lo digeriscono ma, per così dire, lo stanno ancora soffocando; non sono veramente preoccupate….“Bene, certamente c’è un virus. Bene, su 100 milioni di persone ne sono morte 100. E allora?”. Vedi, questa portata non può impressionare il mondo.

Commento: Fu lo stesso in Egitto, anche quei colpi cominciarono lentamente, tuttavia, abbiamo la possibilità di tornare in noi.

La mia risposta: Sì. Diffondendo il metodo della connessione integrale possiamo spiegare che tutto questo può essere fermato.

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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

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Rivolgiti alla legge della Natura

Domanda: Come ci si può rivolgere ad una forza perfetta, immutabile, alla legge della natura, in modo che Egli ci dia qualcosa per cambiare?

Risposta: Ci si può rivolgere a Lui con un’unica richiesta: che Egli ci aiuti a vedere il mondo in modo corretto. Allora non ci saranno più problemi.

Se noi chiediamo davvero a Lui, Egli farà qualunque cosa per fare in modo che questo mondo diventi un luogo molto amaro e molto difficile per noi, in modo da confonderci.

Man mano che avanziamo e ci sviluppiamo, otteniamo sempre più ostacoli. Dunque abbiamo sempre più motivi per rivolgerci al Creatore.

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Dal programma di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 24/11/2019

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La saggezza della Kabbalah: la chiave delle leggi della natura

Domanda: Perché la natura ci ha creati egoisti ed opposti ad essa? Qual è lo scopo di questo?

Risposta: La ragione di questo è che, proprio a causa del nostro egoismo, diventiamo consapevoli di quanto terribili siamo come creature.

Sorge la domanda: Se vediamo che il nostro egoismo è l’unico ostacolo al raggiungimento di una vita eterna e perfetta, come possiamo correggerlo? Come, con l’aiuto dell’ego, possiamo cambiare noi stessi, la società, l’ambiente…tutto?

A questo punto, emerge la necessità di cambiare realmente noi stessi. Esistono molti metodi, teorie e idee diverse su questo argomento, inclusi quelli religiosi e non religiosi, mistici, orientali, ecc.

Uno di questi metodi è la saggezza della Kabbalah. Si distingue abbastanza da tutto il resto perché è apparsa molto tempo prima, circa 6000 anni fa. Secondo la Kabbalah, c’era un uomo di nome Adamo. Fu il primo a comprendere l’intera matrice, l’intero sistema della natura e svelò il suo piano, il suo inizio, il suo corso e la sua fine.

Adamo ha gettato le basi per la scienza della Kabbalah. I suoi studenti erano Sim, Ham, Yaphet e altri che furono descritti allegoricamente nella Torah. Continuarono a sviluppare questa scienza fino ad Abrahamo nell’antica Babilonia.

La Kabbalah parla di come unirsi al di sopra di se stessi, al di sopra del proprio egoismo. In questo caso, inizieremo a sentire il potere generale della natura, il suo quadro generale. Diverrà chiaro che la natura è eterna, perfetta, infinita e, soprattutto, integrale e completa.

Se la trattiamo così, allora iniziamo a svelare le sue vere leggi, la sua vera forma. Dopotutto, oggi non la sentiamo. In realtà non lo sappiamo e non lo vediamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 7/02/2019

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Spingere verso la rivelazione dello scopo della creazione

Domanda: Il significato della vita, dal punto di vista della Kabbalah, è la rivelazione del Creatore all’interno di una persona proprio quando essa esiste in questo mondo, in questo corpo, cioè quando conduce una normale vita umana?

Risposta:

Domanda: Questo viene sentito come un grande piacere? Dopotutto, è scritto in tutte le fonti kabbalistiche che lo scopo della creazione è di portare piacere agli esseri creati.

Risposta: Si, ma portare piacere attraverso cosa? Attraverso la rivelazione del Creatore.

Domanda: Quindi, significa che il Creatore, la natura, inizialmente ci sviluppa in modo da portarci dai piaceri di base superficiali ai piaceri sociali?

Risposta: Tuttavia, muovendosi dai piccoli piaceri ai più grandi, una persona attraversa la sofferenza.

Domanda: E’ la sofferenza che diventa una spinta verso la rivelazione dello scopo della creazione?

Risposta: Sì. Il sentimento di mancanza che ha…il bisogno di rivelare di più, di capire di più e di sentire di più, la spinge in avanti.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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La Kabbalah non funziona con i numeri

Commento: La Kabbalah, di regola, parla di una sorta di condizione qualitativa. Per esempio gli storici scrivono che tre milioni di persone lasciarono l’Egitto, di queste, 600.000 erano uomini ed il resto erano donne e bambini. Ma la Kabbalah non funziona affatto con i numeri. La Gematria è una quantità qualitativa.

È possibile che non fossero tre milioni le persone che lasciarono l’Egitto, in quanto questo dato rappresenta una certa quantità qualitativa.

La mia risposta: Esiste un certo schema in cui i potenziali stati delle forze spirituali, descritti nelle fonti primarie, devono materializzarsi almeno una volta.

Gli storici e gli archeologi lo cercano attraverso le loro fonti, misurandolo con i loro standard, lo pesano in grammi e chilogrammi, lo trasformano in chilometri e quindi lo fanno in modo leggermente diverso.

Domanda: Come dovremmo usare questo tipo di informazione? Supponiamo che io abbia letto che diverse migliaia di anni fa ci fu un esodo dall’Egitto. Ma non sono uno storico e questa notizia non mi interessa. Come posso utilizzarla per il mio bene?

Risposta: Abbiamo parlato della salita al di sopra dell’egoismo, che fu intrapresa da un gruppo di persone che lottò per questo. Nel nostro tempo, come anche in quei giorni, questo si realizza con le stesse azioni, gli stessi sforzi e attraverso l’unione tra le persone, chiamata garanzia reciproca.

Non fa differenza; che tu sia esistito 3.000 anni fa e quindi sia sorto dall’egoismo, ossia “uscito dall’Egitto”, o che tu lo faccia oggi con un gruppo di persone, nella decina, qui o dall’altra parte del mondo. Dopo tutto, abbiamo molti gruppi che lavorano in differenti paesi e parlano lingue diverse.
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Dalla trasmissione di KabTV “Un’analisi sistematica dello sviluppo del popolo di Israele”, 24/03/2019

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