Il Coronavirus e l’antisemitismo

Domanda: Fino a poco tempo tempo fa lei affrontava quotidianamente problemi di antisemitismo; ha scritto articoli e libri su questo argomento. All’improvviso è arrivato questo virus e ora è più impegnato a spiegare da dove viene questo nuovo colpo. Perché?

Risposta: No, non sono particolarmente impegnato ad occuparmi del virus. Capisco perché ci è stato dato. Questo è un compito abbastanza semplice. Non può essere trattato come antisemitismo, dove è invece necessario spiegare tutto a livello ideologico.

Domanda: C’è qualche legame tra ciò che sta accadendo ora e l’antisemitismo?

Risposta: Presto ci sarà. Presto gli ebrei saranno accusati di aver lanciato deliberatamente questo virus attraverso la Cina e l’Iran, cioè attraverso i loro detrattori.

Commento: Questo avviene già nei media iraniani.

La mia risposta: In Iran, questo è comprensibile. Presto in tutto il mondo i notiziari e le persone ne parleranno. Tuttavia, ci sono molte cose che possiamo fare. Ed è allora che inizierò di nuovo a spiegare le ragioni dell’antisemitismo.

Per ora è molto difficile spiegare alla gente la connessione tra il virus e gli ebrei, tra il loro ruolo storico e la connessione egoistica delle diverse nazioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”

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Completare la correzione generale

Domanda: Se al mondo dovesse rimanere una sola persona che non ne capisce nulla, mentre il resto della popolazione ha compreso tutto, lei gli spiegherebbe il metodo?

Risposta: Prima di tutto questo non può accadere. Man mano che più persone nel mondo si correggeranno, il campo creato da loro avvolgerà tutto il resto, ed esse comprenderanno e valorizzeranno maggiormente la spiritualità, ovvero la qualità della dazione, e si ispireranno anche di più ad essa.

Per questa ragione è praticamente impossibile una situazione ipotetica in cui tutti sono corretti tranne una sola persona.

Tuttavia, anche se supponiamo che ciò possa accadere, ovviamente, sarei felice di raggiungere quella persona per provare a convincerla a completare la correzione generale di tutto il mondo, di tutti i tempi.
Ed è possibile che io possa avere successo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah,” 05/01/2020

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La famiglia del futuro

Domanda: E’ scritto “Un uomo, una donna ed il Creatore fra loro”. Cosa significa?

Risposta: Significa che se le componenti maschile e femminile, altruismo ed egoismo, si connettono in modo da creare qualcosa di comune, rivolto alla dazione, all’amore reciproco e che in generale le porta al di fuori di se stesse, allora la forza superiore chiamata “il Creatore” viene percepita fra loro.

Domanda: Possiamo dire che non vi sarà mai una coppia sposata “normale” se la qualità della dazione reciproca e dell’amore, cioè il Creatore, non viene rivelata al suo interno?

Risposta: Sì, assolutamente. Per questo motivo ai giorni nostri stiamo vivendo una crisi nelle famiglie. Solo se comprendiamo la necessità di costruire la famiglia in una nuova, perfetta organizzazione interna, con responsabilità diverse, saremo in grado di costruirla.

La famiglia è un’unità progettata per insegnarci ad interagire correttamente con tutta l’umanità, poiché tutto il mondo esiste nella famiglia.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

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Il Creatore è la sola realtà

Domanda: Noi ci troviamo all’interno di una realtà integrale insieme al Creatore?

Risposta: No, affatto, noi non siamo una singola realtà con il Creatore. La sola realtà è il Creatore stesso. Noi esistiamo al di fuori di Lui.

Viviamo come se fossimo un fantasma, o qualche genere di “spirito”, che presumibilmente esiste al di fuori del Creatore allo scopo di cominciare a sentire se stesso, di posizionare se stesso correttamente rispetto al Creatore e di avvicinarsi a Lui.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/03/2019

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Cosa ci insegna il Coronavirus

L’umanità ha fatto molta strada nel proprio sviluppo e ha raggiunto il punto in cui inizia a sembrare un unico organismo. Dobbiamo ringraziare il Coronavirus per aver portato il mondo intero a tale unità. Se questa epidemia andrà avanti, allora l’umanità scoprirà che apparteniamo davvero a un unico sistema e siamo tutti dipendenti l’uno dall’altro.

Finora, questa dipendenza si esprimeva di fatto nella paura dell’infezione, mi isolo dagli altri e mi disconnetto dall’influenza negativa.

Quindi iniziamo a rivelare la dipendenza positiva. Se ci connettiamo correttamente, inizieremo a produrre dei virus positivi.

In questo momento la natura ci sta svelando i virus dannosi come rivelazione del male. Allora dobbiamo continuare questo processo verso la realizzazione del bene, pertanto scopriremo che unendoci gli uni con gli altri, potremo raggiungere un enorme successo.

La soluzione principale non si trova nella sospensione dei voli aerei o nel rilancio di un’economia paralizzata, ma nella connessione fra le persone. Il virus inizierà a scomparire quando ci sarà almeno un leggero spostamento verso l’unificazione, e poi vedremo che non vorremo più interrompere i legami con gli altri perché vorremo connetterci. E vorremo metterci in contatto per non vagare di nuovo da una parte all’altra del mondo, ma vorremo connetterci con le persone.

La connessione precedente era scadente, ma ora costruiremo una buona connessione. È questa la medicina che vogliamo usare in questa condizione critica: ripristinare la nostra connessione, ma ad un livello completamente diverso, essendo gentili invece che sfruttarci a vicenda. In virtù della nostra connessione, sconfiggeremo qualsiasi male, qualsiasi virus e arriveremo ad una buona vita.

La natura ci condurrà comunque a questo obiettivo, e se noi stessi siamo disposti a muoverci verso di esso, non dovremo essere infettati da altri virus lungo il percorso. Tutto dipende dalla nostra necessità di correzione delle relazioni tra le persone. Questa conoscenza dovrebbe essere diffusa in tutto il mondo in tutte le forme: nei pensieri, nelle conversazioni e nelle azioni. E allora il potere superiore, la natura, farà il suo lavoro. Un potere superiore unisce tutte le parti della creazione insieme. E noi vogliamo correggere il livello umano in cui si è verificata la frammentazione, riportarlo alla sua unità in modo da poterlo vedere nella sua vera forma non distorta dalla nostra visione egoistica. Correggendo noi stessi, correggiamo la realtà.

Il Coronavirus ci rivela la nostra dipendenza negativa l’uno dall’altro. Innanzitutto, scopriamo che non siamo in grado di sopravvivere senza lavorare insieme, senza essere utili l’uno all’altro. Dovrebbe essere chiaro a tutti che ognuno di noi è sostenuto da tutto il mondo. Ma tutto ciò può essere portato avanti solo a condizione che la nostra connessione diventi positiva. Una connessione negativa distrugge l’umanità e noi non possiamo continuare a esistere in questa forma. Il mondo cadrà in uno stato tale che le persone non avranno nulla da mangiare o aria da respirare.

Immagina come diventerà bella la vita quando l’umanità sarà unita, come tutte le altre parti della natura, inanimata, vegetale e animata, in un sistema integrale in cui ognuno include tutte le altre parti in se stesso. Dove possiamo ottenere una forza che ci unirà in un unico organismo, in grado di “cucirci” e “incollarci” in un unico sistema? È ovvio che in un sistema così perfetto tutti si sentiranno bene. Naturalmente, se fosse chiaro a tutti noi che uno sguardo gentile verso un’altra persona ci guarirà immediatamente dal Coronavirus, tutti sulla terra diventerebbero all’istante dei giusti.

Ma non è solo questo che il potere superiore ci chiede. Le persone hanno bisogno di rendersi conto che dovrebbero lottare per la dazione, non per il guadagno egoistico, pensare agli altri, non a se stesse. E quando grazie a questo, tutti si sentiranno bene, nessuno si ammalerà più.

Nel frattempo, mentre l’epidemia continua, noi abbiamo qualcosa da imparare da essa …
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Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2020, Baal HaSulam, “La pace”.

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Sarò felice di imparare

Domanda: Se una persona non è d’accordo con te, può essere tuo studente?

Risposta: Perché no? Mi piacciono davvero molto le persone che sono in disaccordo con me.
Intendo disaccordi ideologici, non quando mi congedano dandomi dello stolto. Datemi delle motivazioni serie perché non siete d’accordo con me e io ne sarò ben felice.

Forse scoprirò che non lo so, non capisco qualcosa, che devo studiare di più. Ho bisogno di imparare ancora molto, questo è vero. Dentro di me sono ancora un bambino. Non guardatemi come una persona pienamente realizzata, così sarò veramente felice di imparare.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah” 05/01/2020

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Concorrenza integrale

Domanda: Quando tutte le persone nel mondo giungeranno a una sorta di comunanza, come fece il popolo di Israele 3000 anni fa, uniti “Come un solo uomo con un solo cuore”, questo si manifesterà come uno stato sensoriale?

Risposta: Sì. Sentiremo ciò che ci collega. Una persona non lo sentirà da sola, ma la moltitudine delle persone che sono unite da un singolo movimento spontaneo, sentirà come il desiderio per un obiettivo specifico.

Domanda: L’individualità scomparirà o, al contrario, diverrà ancora più pronunciata?

Risposta: E’ difficile spiegare dove l’individualità scompare e dove no. Ad esempio, se sento di avere una famiglia, dei figli, una moglie e dei nonni, mi rimangono una dipendenza e alcuni limiti che questa comunità mi impone. Dopotutto, il mondo è integrato. Pertanto, dobbiamo capire che nessuno di noi è libero.
È come una grande orchestra in cui ognuno suona la propria parte individuale e tutto dipende dalla coerenza dell’orchestra.
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Dalla trasmissione di KabTV “Analisi sistematica dello sviluppo del popolo d’Israele”, 15/07/2019

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New Life n.3 – L’ambiente come mezzo per lo sviluppo

New Life n.3 – L’ambiente come mezzo per lo sviluppo
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi

Riepilogo:

L’umanità ha bisogno di imparare a costruire un ambiente positivo nel quale possiamo svilupparci di più per poter diventare uniti e integrati come il resto della natura. Sebbene nasciamo con dati di informazione genetica, l’ambiente influisce sui nostri desideri durante tutta la nostra vita. Come frutta che matura su un albero, le persone hanno bisogno dell’ambiente corretto per diventare un’espressione perfetta di se stesse. Corsi, attività, giochi e discussioni possono insegnare alle persone come avere una buona vita, connettendosi le une con le altre. Possiamo elevarci ad un livello di sviluppo che è al di fuori del corpo umano ed essere capaci di sentire gli altri come noi stessi. Attraverso l’ambiente corretto sperimentiamo un mondo molto più ricco con una mente ed un cuore sfaccettato ed una sensazione e comprensione generalizzate del mondo al di fuori dei nostri ego individuali. Raggiungeremo lo scopo di tutta la creazione che è un pensiero che esiste in una dimensione al di sopra e al di là di noi.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.3 – L’ambiente come mezzo per lo sviluppo”, 01/01/2012

Legati strettamente alla fonte

La saggezza della Kabbalah differisce da tutte le altre scienze per il fatto che questa conoscenza e questa realizzazione sono trasmesse di generazione in generazione, da kabbalista a kabbalista, dalla catena continua che è partita da Adam HaRishon. Adamo è chiamato il primo uomo perché è stato il primo a ricevere la rivelazione del Creatore. Dopo di lui, questa conoscenza è passata attraverso tutte le generazioni: venti generazioni da Adamo ad Abrahamo e da Abrahamo in poi. In ciascuna di queste fasi: Adam HaRishon, Noè, Abrahamo e così via, questa saggezza è stata tramandata e sviluppata.

La Kabbalah è speciale perché lo studente non riceve conoscenza ma una connessione con la fonte. Lo studente deve connettersi all’insegnante e ricevere tutto attraverso di lui. Non ha altro modo perché l’insegnante è davanti a lui nella catena che si collega alla fonte di questa saggezza che si estende da Adam HaRishon e oltre, al mondo dell’infinito.

Il trasferimento delle conoscenze kabbalistiche dipende dalla connessione tra lo studente e l’insegnante. Il mezzo di trasporto principale e più elevato è “da bocca a bocca” (“Peh el Peh“), cioè attraverso gli schermi reciproci che lavorano fra loro. Tuttavia, dovrebbe esserci almeno il passaggio “dalla bocca all’orecchio” (“Peh el Awzen“) – la prima fase dell’allenamento.

“Kabbalah” significa ricezione della luce che riforma e quindi della luce interiore. L’apertura del percorso per la luce è possibile solo attraverso uno schermo reciproco, attraverso gli sforzi reciproci dello studente e dell’insegnante. Tuttavia, studiando questa saggezza da solo, uno studente può ricevere solo conoscenze astratte. Comunque, se parliamo della vera saggezza della Kabbalah, cioè della trasmissione della saggezza spirituale, allora è possibile solo attraverso il trasferimento da insegnante a studente o gruppi di studenti. Qui è necessario formare un vaso speciale (Kli), uno strumento per ricevere il messaggio spirituale passato da una fonte superiore a una inferiore.

Ciò non significa che uno studente debba trovarsi più in basso rispetto all’insegnante nella sua realizzazione spirituale. Un esempio di questo è l’Ari, che si è elevato al di sopra di tutti i kabbalisti che lo hanno preceduto. Non è necessario che ogni elemento successivo in questa catena sia inferiore ai precedenti. Questo si riferisce solo alla trasmissione di questa conoscenza, ma la sua rivelazione in ogni kabbalista corrisponde alla radice della propria anima e agli sforzi che ha compiuto.

Questo filo conduttore della trasmissione della saggezza della Kabbalah si estende da Adam HaRishon attraverso altri kabbalisti, e tutti coloro che vogliono diventare kabbalisti, cioè ricevere la realizzazione, devono connettersi con l’insegnante. Non si può valutare quanto sia alta la realizzazione dell’insegnante, e non importa. Se questo filo è sceso in modo tale e gli è stato rivelato, lo studente deve legarsi il più strettamente possibile alla fonte, all’insegnante e provare a ricevere la saggezza della Kabbalah da questa fonte.

La cosa più importante nella Kabbalah è: da chi hai imparato? Questa è la prima domanda: chi è il tuo insegnante? La principale preoccupazione dello studente è di chiarire se sta imparando ciò che gli viene insegnato. Cioè, deve essere il più vicino possibile al messaggio che l’insegnante vuole trasmettere a lui per connettersi con l’insegnante e attraverso di lui a tutta la catena che si estende fino ad Adam HaRishon.1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/11/2019, Fede nel Rav

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Il virus addolcisce i nostri cuori

Ci troviamo in un periodo speciale, in preparazione per l’uscita dall’Egitto. Questa è una preparazione multilaterale perché dobbiamo realizzare che siamo catturati nella schiavitù egizia sotto il dominio del faraone, il nostro ego, che ci mantiene e non ci fa fuggire.

Dobbiamo sentirci connessi, come se fossimo nelle camicie di forza, nella cattività del nostro egoismo che governa tutti i nostri pensieri, desideri e movimenti. Quanto più sentiremo questa forza estranea, tanto più saremo in grado di avanzare verso l’uscita e ottenere il desiderio di scappare dall’egoismo.

Tutti i giorni sentiremo sempre più la forza dell’egoismo. Il Coronavirus ci aiuterà a capire che siamo sempre stati schiavi del faraone, anche se non ci avevamo fatto caso. Tutta la nostra vita passata è stata organizzata a seconda delle leggi, regole di condotta e programmi del faraone.

Tutto il mondo è l’Egitto, ma le persone non si sentono come schiavi di un sovrano malvagio, ma considerano le loro vite normali, sotto un re buono che si prende cura di loro. Il faraone non ci chiede niente tranne di onorare le sue leggi e di venerare i suoi valori.

Così è come stavano le cose, poi all’improvviso una forza esterna chiamata Coronavirus ci ha dimostrato quanto sono brutte le nostre relazioni e quanto è insopportabile il potere del faraone. Questo diventa evidente soprattutto se uno lo guarda da un aspetto invece che accettarlo come inevitabile e come legge della natura.

È necessario rivalutare tutti i legami industriali e familiari che abbiamo costruito prima e il nostro comportamento verso la vita e la morte. Non dobbiamo tornare alle nostre abitudini passate. Questo virus ci sta dando l’opportunità di risolvere il nostro passato. Analizziamolo e vediamo se vogliamo continuare con la nostra vita senza che sia successo niente.

Ci piaceva quel tipo di vita ? Che tipo di gioia abbiamo sperimentato viaggiando da un posto all’altro tutto il tempo comprando tutto quello che la pubblicità ci dice di comprare? Tutta la nostra vita è stata costruita a seconda di quello che hanno imposto su di noi i media e le pubblicità che dettano cosa pensare, cosa comprare e come comportarci. Il primo passo verso la correzione è una revisione completa.

Noi proveremo a valutare cosa era buono e cosa era sbagliato. Poi, ci immagineremo un altro stato, una nuova vita e come possiamo cambiarla. Dopotutto, anche prima dell’epidemia, le nostre vite non erano senza nuvole.

Noi non abbiamo deciso come vivere; il nostro egoismo lo ha fatto per noi e ci ha spinto a costruire il tipo di società, l’ambiente, in un mondo conveniente per lui. Ci ha trasformato in nemici della natura. L’abbiamo distrutta, abbiamo bruciato e ucciso piante e animali così che non c’è più un posto sulla terra in cui possiamo vivere normalmente.

Abbiamo costruito case di cemento dove ci nascondiamo da tutti e abbiamo paura l’uno dell’altro. I nostri figli sono andati anche oltre e si nascondono dentro i computer, così che non gli resta niente se non il mondo artificiale che gli abbiamo creato.

Il Coronavirus che ci ha scosso così tanto, ci dà l’opportunità di vedere dove siamo, dove siamo arrivati, chi siamo, così orgogliosi delle nostre menti, illuminati e liberi, potremmo costruire un’altra vita per noi stessi.

Forse siamo solo animali che si sono sviluppati a seconda del programma egoistico che la natura ha istallato in noi? L’egoismo ci porta a costruire relazioni che ci portano alla guerra, alla distruzione e alla crisi globale. Abbiamo aspettato a lungo che scoppiasse una crisi. Ma il Coronavirus si è presentato al posto suo.

Questo è qualcosa di nuovo, non è una crisi finanziaria oppure una guerra, ma una crisi tra le nostre relazioni. Prima di tutto il virus sta rompendo i nostri legami, ci sta forzando ad isolarci e ad avere un solo nemico comune. Oggi tutti gli abitanti del mondo hanno paura della stessa cosa. È una cosa buona che non abbiamo paura l’uno dell’altro ma di un solo nemico.

Forse grazie alla paura del Coronavirus, possiamo connetterci meglio tra di noi, aiutarci l’uno con l’altro, riavvicinarci e sentire che siamo parte di una sola umanità? Ne viene fuori che il Coronavirus è nostro amico e assistente, mandato dal Creatore dal cielo. In fin dei conti è stato capace di eliminare le nostre discordie e di unirci!

Immagina di avere tanti figli che litigano tra di loro, bestemmiano e non sai come calmarli. Adesso, all’improvviso, appare qualcosa che risolve la questione, separa i bambini e invece di arrabbiarsi tra di loro, arriva qualcosa dall’esterno che li mette in allarme generale. Una sfortuna comune, che ci unisce e ci dà un motivo per pensare a qualcosa per sentirci uniti. Vediamo in questo virus un modo per essere uniti gli uni con gli altri addolcendoci il cuore.

Anche se lo associamo alla privazione e alla paura, non è così, proviene dall’amore. Viene da noi con amore e non come un bastone, un ricatto o una minaccia.

Invece di separarci, il virus ci darà l’opportunità di costruire relazioni nuove tra di noi. Il virus esprime il nostro egoismo perché arriva dove vi è egoismo, ne consegue che dobbiamo stare attenti non al virus, ma all’egoismo. In questo modo riveleremo il nostro male sempre di più e ce ne allontaneremo, e avendo cambiato il nostro comportamento in positivo, guariremo tutto con questo.

Saremo in grado di abbracciarci senza paura di infezioni e di virus. Tutto il mondo sarà connesso con legami buoni e amichevoli.

Tutti penseremo, prima di tutto a cosa è bene per gli altri e ci approcceremo nel modo più adatto. Ovvero, io vado al di sopra del mio egoismo e scopro cosa c’è di buono nell’opinione degli altri e costruisco delle connessioni con loro su queste basi. Questo assomiglia all’ordine del lavoro spirituale: restrizione, osservazione, (rifiuto di lavorare con i propri desideri) e la luce riflessa (il desiderio di dare a seconda della propria percezione del bene).

Ne consegue, che ogni crisi ci è stata data per il nostro bene. È scritto: “Nessuno è crudele nel dominio del re”. Bisogna solo avanzare velocemente, giorno dopo giorno, e la cosa più importante non sono le azioni fisiche, ma quelle spirituali.

Altrimenti l’opportunità di correzione che ci è stata data da questo virus scompare. E quindi la natura ci spinge con misure più dure, ma non dobbiamo aspettare questo. Avanziamo nella sua direzione e alimentiamola con il nostro libero arbitrio.

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Dalla prima parta della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020 Lezione sull’argomento di Pesach (Pasqua)

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