Le disabilità degli altri sono un’opportunità per elevarci

Non molto tempo fa, i giornali pubblicarono una notizia  che riguardava un ragazzo disabile di dodici anni, la cui classe stava partendo per un’escursione. Il ragazzo pensava di dover saltare la gita ed era molto triste, ma i suoi compagni di classe decisero che non lo avrebbero abbandonato. Predisposero una sedia a rotelle speciale e lo portarono con loro. Durante l’escursione lo spinsero lungo il sentiero e il ragazzo si sentì uno di loro, un uguale tra uguali.

C’è una profonda lezione in questa storia. In superficie, sembra che i compagni di classe siano stati ragazzi meravigliosi che hanno aiutato il loro compagno disabile e che lui fosse la persona svantaggiata da aiutare. Questo è vero, ma è solo una parte della verità e non la parte più profonda. La parte più profonda è che attraverso la sua disabilità, il ragazzo ha aiutato i suoi compagni di classe ad elevarsi al di sopra di se stessi, del loro ego, e a connettersi con un altro essere umano. Quel dono che ha fatto loro è il dono più grande che chiunque possa offrire.

Permettendo agli altri di aiutare, una persona disabile dà a chi aiuta l’opportunità di connettersi, di lavorare insieme. Quando emergiamo dal senso di sé, dalla preoccupazione ossessiva di ciò che vogliamo, di come ottenere ciò che vogliamo, di come non farci male, e di tutti gli altri pensieri “Io! Io! Io!”, entriamo in un mondo nuovo, spensierato e felice. Le persone disabili, che hanno disperatamente bisogno del nostro aiuto per fare ciò che noi diamo per scontato, ci rendono possibile avventurarci in quel nuovo mondo proprio attraverso la loro vulnerabilità.

Il nostro dovere nei loro confronti, quindi, è quello di fare il possibile per far loro sentire che non sono limitati dalla loro situazione, che sono uguali a noi in tutto e per tutto. È come se la natura ci mandasse un messaggio che ci chiama ad elevarci verso un nuovo mondo di libertà da noi stessi, i portatori del messaggio sono i disabili in mezzo a noi. Ecco perché è nostro dovere aiutarli e nostro guadagno se lo facciamo.

 

Didascalia della foto:
Ciclisti disabili veterani e servizio di primo soccorso che partecipano al Project Hero’s California Challenge, un giro in bicicletta di una settimana da Santa Cruz a Los Angeles, California, che ha lo scopo di aumentare la consapevolezza e combattere l’emergenza nazionale per la salute mentale causata da lesioni cerebrali traumatiche e da disturbi post-traumatici da stress.

Vale la pena abbassare l’ego?

Nei giornali (Times in India) : “ Livelli bassi di stress e ansia si osservano tra le persone che… hanno poche attività nei lobi frontali, durante attività di meditazione.  Costante attività nei lobi frontali, che processano informazioni complesse ed eventi, di continuo, quando non sono attivi, per esempio durante l’attività di meditazione, o preghiera, raggiungono una sfera di illuminismo in cui non c’è stress, confusione o preoccupazione. Minor attività nei lobi frontali è collegato alla “sensazione di abbandonarsi completamente” afferma Andrew Newberg, un neuroscienziato, e autore di The Metaphysical Mind: Probing the Biology of Philosophical Thought. Quando la nostra mente egoistica si arrende completamente verso qualcosa di infinitamente più grande di se stesso, raggiunge uno stato di illuminazione”

La mia risposta:  Certamente perché una persona elimina tutto dentro di sè, in generale.  Riduce enormemente il suo ego e in un certo senso si dissolve.

Questo è uno stato scorretto perché allo stesso tempo annulla anche il suo “io”, la sua personalità, vuole essere in uno stato passivo di unione con il suo ambiente in forma  di un elemento inanimato.

Commento: gli scienziati, però, chiamano questo momento equilibrio e prossimità con la natura.

La mia risposta: certo, se mi trasformo in un sasso, allora sono vicino alla natura. Al contrario, se sono un egoista che vuole sapere, scoprire e sentire, e cerco di farlo, allora questo è già un “io” che esiste in natura e nella sua forma individuale.

E’ sbagliato abbassare l’ego poiché va contro il progresso, contro lo sviluppo, contro l’evoluzione, e contro la natura stessa. Ci porta semplicemente più vicino al livello inanimato.  Non c’è via di uscita, in questo modo arriviamo a uno stato di equilibrio, pace, uno stato indisturbato.

Eppure, in principio, è necessario per avanzare al punto in cui usiamo, in maniera chiara, tutto il nostro egoismo, tutto ciò che può possibilmente apparire dovrebbe rivelarsi e svilupparsi in noi, e quando siamo all’apice di sensazioni così grandi ed egoistiche,  siamo in equilibrio con la natura.

Domanda: Significa che  è il desiderio che agisce sul lavoro del cervello?  Più si sviluppa il desiderio e più il cervello inizia a lavorare in maniera attiva per servire il desiderio?

Risposta: il cervello esiste solo per inseguire il desiderio.  Se il desiderio ha un compito da portare a termine, il cervello ci aiuta a realizzarlo con ciò che desideriamo.

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From KabTV’s “Close-Up. Anamnesis” 2/19/10

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La gente egoista non può produrre soluzioni altruiste.

 In Europa e in altre parti del mondo, i governi pagano somme colossali alle grandi aziende per aiutarle ad evitare il fallimento. Che lo chiamino “pacchetto di salvataggio” o “quantitative easing”, alla fine è lo stesso: il governo paga le aziende per rimanere operative.

Non credo che questo possa funzionare a lungo termine. Forse potrà aiutare le aziende a rimanere a galla per altri sei mesi, un anno, ma come regola un governo, qualsiasi governo, non può sostenere le aziende che non riescono a sostenersi da sole. Alla fine la situazione esploderà provocando conseguenze peggiori di ciò che avrebbe potuto succedere se il governo le avesse lasciate fallire naturalmente. 

La questione è più complicata di quanto appare. Non credo che un governo possa fare qualcosa di buono per il suo popolo. Funzionari, ministri e viceministri vanno sempre per la loro strada e hanno a cuore solo i propri interessi. Dato che tutti sono intrinsecamente egoisti, tutti hanno un secondo fine che non è il beneficio del pubblico. 

Non possiamo aspettarci che le persone egoiste agiscano in maniera altruista: è come chiedere a una tigre di diventare vegetariana. Se va contro natura non può funzionare. Quindi, chiedere alle persone che hanno a cuore solo la propria carriera di pensare al benessere della gente è irragionevole, irrealistico e inevitabilmente non funzionerà. 

I socialisti, i capitalisti di estrema destra o di estrema sinistra sono tutti immersi nel proprio egoismo. Non è colpa loro; è la natura umana e noi dovremmo modificare le nostre aspettative dai nostri leader.  

Se vogliamo un vero e duraturo cambiamento positivo dobbiamo trasformare la natura umana. Dato che la nostra natura è egoista fino al midollo, cambiarla è l’unico modo per uscire dalla crisi nella quale il mondo sta cadendo oggi. Cadremo sempre più in basso fino a quando non capiremo che il problema non sono i combustibili fossili che bruciamo, le foreste che tagliamo, l’acqua che inquiniamo o le persone che uccidiamo. Il problema è la causa di tutti questi danni che stiamo infliggendo alla natura e su di noi: il nostro innato egoismo. Quando inizieremo a lavorare per cambiare noi stessi invece di pretendere che tutto e tutti cambino, forse riusciremo a salvarci prima che sia troppo tardi.

 

Chiudiamo il vaso di Pandora

Come possiamo riprenderci dal coronavirus e curare, in maniera generale, la nostra vita intera?  Ci chiediamo da dove viene questo virus.  Sì, il momento è arrivato, uno stato è stato raggiunto, una relazione tale tra le persone che ha causato l’uscita di tutti questi microbi.

I virus non agiscono contro di noi.  Arrivano tutti dal potere superiore con lo scopo di rafforzarci, connetterci tra di noi, coinvolgendoci in un progetto comune. Ci sembra che il virus ci separi perché non siamo mai stati connessi.  E ora, tutti soffrono, questa sofferenza collettiva, in qualche modo, ci avvicina l’uno all’altro.

Quindi, è possibile sopportare il virus soltanto a una condizione: che aggiustiamo le nostre relazioni tra di noi. Altrimenti la malattia scoppierà ovunque, dal nulla, al Polo Nord o su una nave isolata, dove non era imbarcata nessuna persona malata.  Non dipende da dove siano le persone, ma solo dalle loro relazioni.

Più le nostre relazioni sono egoiste, e peggio sarà il virus.  Quindi, aggiustiamole ora, e non aspettiamo il prossimo virus. “L’era dei virus” è arrivata, più colpi astuti dalla natura, che in accordo con il nostro sviluppo, colpiscono in maniera più sofisticata e precisa.  L’umanità, con i nostri macchinari e tecnologia, si sta sviluppando e i virus e le malattie si sviluppano insieme a noi.

Nell’antichità, le persone erano più semplici, e quindi non soffrivano di malattie moderne come emicranie e depressione.  Ai nostri tempi, anche gli animali soffrono dalle indisposizioni umane.  Stiamo avanzando con lo sviluppo.  Quindi dobbiamo correggerci, altrimenti arriveranno altri virus, ancora più terribili.  E dovremo inventare ogni volta nuovi medicinali. Ma non credo che potremo vincere la gara. Dopotutto, i virus diventano sempre più furbi e specializzati.

Una persona si sviluppa, ma allo stesso tempo non può diventare più saggia, e iniziare a correggersi. In fondo, l’egoismo di una persona cresce in ogni momento e gli copre gli occhi.  Non può ammettere a se stesso che tutto succede per colpa sua e che sta cercando un modo per eliminare il colpo piuttosto che stroncarlo sul nascere.

La natura ci dice che dobbiamo correggere noi stessi. Anziché il governo, o i programmi educativi statali, arriva un minuscolo virus, così piccolo che non si riesce a vedere, e ci educa tutti in un modo meraviglioso.  Non ci siamo inchinati davanti alle persone, alla società, ma ci siamo inchinati davanti a un virus microscopico, e siamo pronti a obbedirlo.  Il virus decide come viviamo e lavoriamo.

Speriamo che gradualmente riconquisteremo la ragione e le sensazioni per poter capire chi siamo e in base a cosa viviamo, che sia degno di persone.  Forse ci porterà al pentimento.

 

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From KabTV’s “A Conversation with Journalists” 1/6/22

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La Guerra tra la Russia e l’Ucraina. Terreno fertile per gli antisemiti

 

Ogni volta che c’è un conflitto o un problema nel mondo, si trasforma rapidamente in ” caccia aperta” contro Israele. Dall’inizio della guerra Russia-Ucraina, le piattaforme dei social hanno riportato, in maniera massiccia, le voci anti-Israele, paragonando la guerra nell’Europa dell’Est al conflitto Palestina-Israele.  

Tale parallelo è stato recentemente delineato dalla deputata laburista britannica Julie Elliott durante un dibattito parlamentare sul riconoscimento della Palestina. Nel contempo, il deputato conservatore britannico Stephen Crabb ha definito questo paragone “storicamente sbagliato, di fatto sbagliato e moralmente sbagliato”. Ma gli antisemiti non hanno bisogno di una logica razionale per giustificare le loro accuse. Essi approfittano di ogni occasione per accusare Israele di misfatti.

L’ex calciatore egiziano Mohamed Aboutrika ha criticato la Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) perché ha bandito la Russia da tutte le competizioni calcistiche, ma ha evitato di applicare la stessa punizione a Israele, da lui accusato di violazioni dei diritti umani.

La diffamazione contro Israele e il popolo ebraico non è nulla di nuovo.  Qualsiasi informazione può essere manipolata o distorta per adattarsi alla narrativa di qualcuno. Israele viene ritratto come se attaccasse Gaza senza motivo, quando in realtà, ci stiamo soltanto difendendo.  La gente può dire quello che vuole, ma in verità, non siamo nazisti, come alcuni affermano, non siamo contro nessuno e non abbiamo mai aggredito gli altri solo perché ne avevamo voglia.

Ma non ci sono limiti a ciò che viene detto e scritto per incriminare gli Ebrei di ogni male nel mondo.  Qualsiasi informazione può essere manipolata o distorta per il secondo fine o l’interesse di qualcuno, contro gli Ebrei. 

Il contesto e la storia dei conflitti e delle guerre nei paesi dell’Europa dell’Est non sono in alcun modo paragonabili  alla storia degli Ebrei e allo Stato di Israele.  Queste realtà sono completamente differenti, ma chi odia Israele ignorerà ogni spiegazione ragionevole. Non lo ammetterà, ma nel  profondo, pensa: “Non infastiditemi con i fatti”. 

L’antisemitismo è un istinto naturale in ogni essere umano. Esiste da migliaia di anni, da quando gli Ebrei ricevettero la Torah ai piedi del Monte Sinai (dalla parola ebraica Sina, che significa odio) per elevarsi al di sopra dell’odio rivelato tra di loro e dalle nazioni del mondo contro il popolo d’Israele.

L’odio contro gli Ebrei non scomparirà finché noi, come popolo, non realizzeremo e attueremo la missione che ci è stata data, non adempiremo alla vera ragione per cui il popolo d’Israele esiste, non faremo ciò che l’umanità si aspetta da noi: passare dall’odio infondato all’amore infondato e, così facendo, diventare una “luce per le nazioni”.

Didascalia della foto:
KIEV, UCRAINA – 6 OTTOBRE 2021: cerimonia per presentare il Crystal Wailing Wall, che si è svolta presso il sito commemorativo di Babi Yar in occasione dell’ottantesimo anniversario del più grande massacro a livello locale della Seconda Guerra Mondiale. Babi Yar è un burrone nella parte nord-occidentale della capitale ucraina, dove le truppe tedesche naziste e i collaborazionisti locali effettuarono  esecuzioni di massa di civili ebrei, di rom e di prigionieri di guerra sovietici. Irina Yakovleva/TASS.

Insegniamo ai bambini che ogni persona è un elemento importante nel sistema globale.

Domanda: Hai detto più volte che siamo in una fase transitoria dell’ultima generazione di sviluppo egoistico e che l’intero sistema educativo è costruito in questo modo. Come vedi il sistema educativo Kabbalistico?

Risposta: Dovrebbe essere realizzato via Internet. Da centri mondiali seri dove si trovano educatori Kabbalistici che insegnano tutto ciò di cui si occupa la Kabbalah: la metodologia di cambiamento di una persona, la percezione della realtà, il libero arbitrio, il sistema dell’universo, l’interazione e la connessione tra le persone, il sistema interno della nostra comunicazione e così via. La Kabbalah si occupa della meccanica strutturale dell’intero universo.

Inoltre, gli esperti dovrebbero insegnare correttamente ai bambini tutto ciò che riguarda le scienze naturali, che vengono insegnate sulla base della rivelazione del sistema globale dell’universo.

Ad una persona viene data, costantemente, un’immagine dell’intero quadro dei mondi come un unico mondo: dov’è il suo posto, qual è il suo scopo. Quando questo viene rivelato al bambino, egli inizia a sentirlo e a lavorare con le forze della natura e della società.

Un piccolo uomo (l’anima non ha età) inizia a vedere quanto egli sia una parte importante nel sistema globale, ha qualcuno da cui prendere esempio e vede la realizzazione di se stesso.

In giovane età, cinque, sei o anche dieci anni, quando tutto gli viene spiegato, questo lo affascina. Non c’è un sistema di punizione o ricompensa. La rivelazione stessa del vero mondo in cui ci troviamo, affascina tutti. E’ così che siamo fatti. E quindi, il sistema diventa generale, globale e gentile. Spero che presto arriveremo a tale necessità di crearlo.
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Da  KabTV “Close-Up. Generation Lady Gaga” 3/10/10

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Una guerra esteriore e una guerra interiore

Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale con le tragiche esplosioni delle bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki, il padre del mio insegnante, il grande pensatore e il più importante cabalista del XX secolo, Baal HaSulam, scrisse il testo che poi divenne noto come: “Gli Scritti dell’ultima Generazione”. Non intendeva dire che si stava avvicinando la fine del mondo, ma piuttosto che il mondo come lo conosciamo stava morendo, e ne stava nascendo uno nuovo. Tuttavia, le doglie del parto possono essere molto dolorose o non così dolorose e noi, esseri umani, possiamo decidere come attraversarle. Baal HaSulam ha chiamato queste due opzioni “il sentiero della luce” e “il sentiero della sofferenza”.

In questi scritti, Baal HaSulam sottolinea che con la tecnologia, l’umanità ha “inventato l’atomo e le bombe all’idrogeno” e “se la distruzione totale che essi sono destinati a portare al mondo non è ancora evidente al mondo, si può aspettare una terza guerra mondiale, o una quarta. Le bombe faranno il loro lavoro,  i sopravvissuti alla catastrofe non avranno altra scelta che prendere su di sé questo lavoro, in cui sia gli individui che le nazioni non lavoreranno per se stessi più del necessario per il loro sostentamento, mentre tutto il resto sarà per il bene degli altri”.

La guerra in Ucraina non è tra Russia e Ucraina; è uno scontro tra due metà del mondo. Sta rimodellando le relazioni internazionali e le alleanze tra Est e Ovest, tra paesi e nazioni. Questo conflitto sta trasformando la nostra visione della creazione e della vita. Non siamo giunti a toccare il fondo, ma, quando risaliremo dal nadir, scopriremo che il mondo è cambiato radicalmente. Non tornerà mai più al mondo di prima.

Dato che oggi tutto è globale, anche le guerre sono globali. Quindi, l’inquietante previsione di Baal HaSulam sembra molto vera oggi. Infatti, considerando la tendenza attuale, non vedo altro risultato che  l’avverarsi delle sue parole. L’unico modo per evitare una guerra mondiale nucleare è seguire il suo consiglio e pensare al bene degli altri piuttosto che al proprio, per quanto l’idea possa non piacerci.

In effetti, la guerra fuori è un riflesso della guerra dentro di noi. Ogni guerra, dalle dispute domestiche alle guerre mondiali, è uno scontro di ego. L’ego vuole il controllo e la superiorità. Di conseguenza, il libro “Fitting In and Getting Happy: How Conformity to Societal Norms Affects” cita uno studio di Solnick & Hemenway, secondo il quale più di metà dei partecipanti al sondaggio preferisce vivere in una società in cui guadagna $50.000 annui mentre gli altri guadagnano $ 25.000, piuttosto che in una società in cui guadagna $100.000 mentre gli altri guadagnano $200,000. L’autrice del libro, la professoressa di psicologia sociale all’Università di Tilburg (Paesi Bassi) Olga Stavrova ha concluso: “Le persone non desiderano avere in abbondanza un certo bene, ma desiderano avere  questo bene più di quanto ne abbiano gli altri “.

Per quanto dolorosa sia la situazione attuale in Ucraina, ed è a tutti gli effetti molto dolorosa, si tratta in ogni modo di uno scontro degli ego.  Dobbiamo capire che per risolvere questa crisi, come ogni altra crisi, dobbiamo guardarci dal di fuori e disconnetterci per un attimo dall’immenso dolore personale, che comprendo interamente. 

Se ci concentriamo solo sull’avere ragione, allora non metteremo mai fine alle guerre. Nessuno sarà mai d’accordo e dirà: “Io ho torto e tu hai ragione”; il nostro ego non ce lo permetterà. Questo è il motivo per cui cercare una giustizia obiettiva è intrinsecamente senza speranza; significa scegliere la via della sofferenza.

Se, tuttavia, mettiamo da parte le nostre lamentele per un minuto e accettiamo di prenderci una pausa dal cercare di regolare vecchi conti, sarà possibile iniziare a costruire un futuro positivo. In quello stato, saremo in grado di concentrarci sull’alimentare il rispetto reciproco e forse anche la comprensione reciproca, al di sopra delle numerose e profonde differenze. Se insistiamo con questi sforzi, questo sarà l’inizio del cammino della luce.

Al momento, non mi aspetterei più di questo, ma alla fine l’umanità non avrà altra scelta che tornare alle parole di Baal HaSulam, concordando che la via migliore per tutti noi è la via della premura e della responsabilità reciproca. Se non vogliamo una terza guerra mondiale, allora dobbiamo imparare a prenderci cura gli uni degli altri. E’ per questo che la vera guerra è dentro di noi,  la guerra esterna è soltanto un riflesso del nostro odio furioso verso gli altri. 

Didascalia della foto:
La gente arriva alla stazione centrale di Berlino, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, a Berlino, Germania, 2 marzo 2022. REUTERS/Hannibal Hanschke

La Guerra. La Guerra Spirituale

Per il filosofo greco Eraclito, le guerre “ sono il terreno necessario per tutto quello che deve accadere”, scrive Abraham Schoener dell’università di Toronto. “ La Guerra non è solo un principio nel mondo degli eventi mortali; essa governa tutte le cose, sia ogni essere nel cosmo che il cosmo stesso nel suo insieme”, aggiunge Schoener a proposito del punto di vista del filosofo. In effetti, tutta la natura è composta da elementi contraddittori che si uniscono. A livello subatomico, tra luce e buio, freddo e caldo, attrazione e rifiuto, tutto nasce da positivi e negativi che si uniscono per creare equilibrio. 

A livello umano, i due opposti si esprimono come egoismo, con tutte le sue espressioni negative, e altruismo, con le sue espressioni positive. Il problema è che di quest’ultimo c’è molto poco, quasi niente. Ad ogni livello della natura, le forze negative e positive sono in equilibrio, mantenendo l’armonia e l’omeostasi. È solo a livello umano che la forza negativa supera di gran lunga quella positiva e sconvolge il mondo intero.

La guerra che attualmente infuria in Ucraina non è quindi una disputa locale, ma uno scontro di significato spirituale; per questo il mondo intero ne è coinvolto almeno emotivamente, spero che non diventi un coinvolgimento militare. Se vogliamo eliminare la guerra, dobbiamo trasformare il nostro spirito da prevalentemente negativo e lesivo degli altri in un’armonia equilibrata tra il negativo e il positivo, in accordo con il resto della natura.

C’è un vecchio racconto Cherokee su un anziano guerriero che parlò a suo nipote della nostra lotta interiore. Disse che in ognuno di noi c’è una lotta tra due lupi: uno è cattivo, avido e violento, l’altro è gentile, generoso e compassionevole. Il nipote ci pensò per un po’ e alla fine chiese: “Quale dei due vince?” e il nonno rispose: “Quello a cui dai da mangiare”.

Gli esseri umani sono esseri sociali. Pensiamo che i nostri pensieri siano indipendenti, ma in realtà siamo un prodotto della nostra società. Il lupo cattivo sta vincendo perché tutta la nostra società tende verso la meschinità, la violenza e lo sfruttamento. Nutrire il lupo gentile significa elevare il valore della pace e della premura.

La natura umana non ci permetterà di nutrire solo il lupo gentile; è intrinsecamente malvagia, come sta scritto: “L’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza” (Gen. 8:21). Tuttavia, se noi, come società, poniamo il valore della pace sopra ogni altra cosa nella vita, allora noi stessi cambieremo.

Normalmente, pensiamo alla pace come all’assenza di lotta attiva. In realtà, la pace è molto più di questo. La parola ebraica per la pace è “shalom”, dalla parola “hashlama”, che significa “completamento”, e “shlemut”, che significa “completezza”. La pace, quindi, non significa assenza di egoismo, ma piuttosto integrarlo con l’altruismo e creare un tutto completo.

Non dobbiamo negare o sopprimere la nostra natura di base. Se ci proviamo, siamo certi di fallire. Invece, dobbiamo completarla con il suo opposto. Se bilanciamo l’egoismo con una quantità uguale di altruismo, avanzeremo in armonia e pace, proprio come tutta la natura.

Poiché il nostro egoismo cresce continuamente, non dobbiamo mai smettere di aumentare l’importanza della pace. In questo modo, creeremo un equilibrio dinamico, proprio come il nostro corpo lo mantiene attraverso l’omeostasi.

La guerra attuale, come tutte le guerre, è una chiamata per l’umanità a compensare la nostra cattiveria con la gentilezza. Non possiamo evitare di fare ciò che dobbiamo fare sul campo di battaglia, ma se pensiamo che vincere una battaglia ci dia pace, ci troveremo presto coinvolti in altre guerre, probabilmente più devastanti di quella attuale.

Troppo vicini alla terza guerra mondiale

La guerra in Ucraina non è più un conflitto locale. La Cecenia si è unita alla Russia e la Bielorussia la sostiene. Contrapposta a loro c’è l’Ucraina, con gli Stati Uniti, la NATO e molti altri paesi che la sostengono con la logistica e le armi. Ma mentre l’Occidente sta cercando di soffocare finanziariamente la Russia, la Cina è intervenuta in suo aiuto. La Russia, da parte sua, ha messo le sue armi nucleari in massima allerta. Mentre tutto questo accade, la Cina sembra prepararsi a riprendere Taiwan con la forza e ha minacciato gli Stati Uniti di non interferire, affermando che “chi gioca con il fuoco si brucerà” e che se gli USA “usano la tattica del “salami-slicing” sulla questione di Taiwan, saranno le sue dita ad essere tagliate”.  A mio parere, siamo troppo vicini ad una terza guerra mondiale nucleare. 

Dobbiamo ricordare che  nelle circostanze giuste, anche una piccola scintilla può scatenare  una guerra mondiale.  Ricordiamo che la Prima Guerra Mondiale iniziò con l’assassinio di Francesco Ferdinando, l’erede dell’impero Austro-Ungarico a Sarajevo. Quando l’Austria invase la Serbia per rappresaglia, le alleanze militari degli avversari trascinarono tutta l’Europa sul campo di battaglia. E poiché a quei tempi i paesi europei avevano colonie in tutto il mondo, la guerra si trasformò presto in un conflitto globale.

Oggi il mondo è pieno di leader dal grilletto facile, che non avrebbero alcun problema a dar fuoco al mondo. Quindi, abbiamo motivo di preoccuparci e dobbiamo capire che per quanto brutte siano le cose, c’è la possibilità che peggiorino, molto presto. 

Ciononostante, quando le forze di separazione si risvegliano nel mondo, sono sempre una tromba, un araldo che ci dice che dobbiamo aumentare i nostri sforzi per connetterci, per legarci gli uni agli altri ed elevarci al di sopra del nostro odio reciproco. Le uniche ragioni delle afflizioni e dei terribili eventi che si verificano nel mondo sono l’odio, la crudeltà e il desiderio di tiranneggiare gli altri.

Perciò, ogni ingiustizia è sempre una chiamata a rafforzare l’unità, l’empatia e la cura per il prossimo. Tempi come questi, in cui ci viene ricordato ciò che conta davvero nella vita, sono anche un’opportunità per costruire un mondo migliore e una società più amorevole.

Non è il momento per litigare sulla giustizia storica o vecchie ferite. Ora è il momento di generare amore, e possiamo farlo solo dove oggi non c’è amore. Se costruiamo amore dove una volta c’era odio, sarà vero amore, la nostra creazione, forgiata dalle ceneri dell’inimicizia che abbiamo sconfitto.  Viviamo in tempi difficili, quindi dobbiamo essere all’altezza della sfida; non abbiamo altra scelta.

Cosa succede quando tutto è superficiale

Quando non si vede la persona oltre la pelle, non si vede la persona. Invece di preoccuparsi di chi sono le persone, è necessario pensare a come si sentono l’una con l’altra.

Quando si osserva la società americana di oggi e le idee che sta cercando di inculcare nella mente delle persone, ci si rende conto che c’è qualcosa di seriamente sbagliato in essa. Quando, sotto il pretesto del “liberalismo”, si può determinare la propria identità di genere in base a ciò che si “sente dentro“, senza nemmeno essere sottoposti ad alcuna procedura medica, le cose non possono andare bene. Infatti, secondo l’ACLU [Unione Americana per le Libertà Civili], “le agenzie al servizio del governo non possono impedirti di usare la toilette o altre strutture separate per sesso, che corrispondono alla tua identità di genere, o chiederti di fornire un documento di identità per dimostrare il tuo sesso in modo da poter usare una toilette o altre strutture “separate per sesso”. Semplicemente non è naturale.

Questo occuparsi ossessivamente di politiche legate all’identità non lascia spazio nel cuore e nella mente delle persone per vedere effettivamente gli esseri umani dietro le categorie in cui li collochiamo. La preoccupazione per la pelle e l’identità delle persone è iniziata molto tempo fa, ma è accelerata negli ultimi dieci anni circa. Insieme all’intensificazione dell’ego, varie distorsioni della società hanno superato il senso comune. Prendete la partecipazione dei transgender negli sport femminili, per esempio. In nome dei diritti dei transgender, i diritti delle donne vengono schiacciati e calpestati. Non vedo come questo possa finire bene.

Non ho una formula magica per curare questa situazione, ma mi sembra che uno dei problemi dell’America sia che non ha mai vissuto una rivoluzione, non nel vero senso della parola. Non mi riferisco a una rivoluzione come quella bolscevica nella Russia del 1917. In quei giorni, i Russi erano completamente impreparati per una rivoluzione e i risultati furono di conseguenza tragici.

Piuttosto, quando parlo di rivoluzione, intendo una trasformazione ideologica che l’intera nazione subisce. Considerate la Rivoluzione Francese, per esempio, o eventi analoghi che hanno avuto luogo in Inghilterra o in Germania, in varie forme, e vedrete cosa intendo.

Se non si riesce ad andare oltre la pelle, non rimane altro che l’ossessione per il colore della pelle delle persone. Questo atteggiamento si irradia poi in ogni aspetto della vita delle persone. Invece di pensare a connettersi con gli altri, si concentrano sul potere sugli altri, il che le rende ossessionate dalla ricchezza e dal potere. Ecco perché il Dio dell’America è il dollaro.

Per crescere, il cuore delle persone deve essere scosso nel profondo. I loro valori devono essere sfidati e devono riesaminare tutto ciò che pensano sia giusto. I cambiamenti possono spaventare, ma sono una parte inseparabile della maturazione.

Una volta che le persone imparano a vedere la realtà da più di un’angolazione, sviluppano un atteggiamento più serio e moderato verso la vita, e specialmente verso altri. Altrimenti, la loro visione del mondo rimane immutata, incontrastata, e non riescono a pensare ad altro che alle etichette superficiali (e divisive) o all’accumulo di ricchezza per ottenere potere, senza rendersi conto che, al di là della fornitura delle necessità, più soldi non li renderanno più felici.

Alla fine, l’eccessivo potere rende gli individui soli e la solitudine rende gli uomini tristi. Questo contraddice lo scopo della vita, che è quello di essere felici. 

Pertanto, penso che sia il momento per l’America di tornare alle basi. Le persone hanno bisogno di essere quello che sono perché stanno bene così come sono. Invece di preoccuparsi di chi sono, devono pensare solo a come si sentono le une con le altre.