Gratitudine per il Congresso


Per Rav Laitman e il movimento Bnei Baruch:

Mi piacerebbe ringraziarla per questa esperienza emozionante che ha risvegliato tanti sentimenti e impressioni  nella gente proveniente da tutti i confini della terra.

La ringrazio per la sua preoccupazione per la divulgazione della scienza della vita e per il suo sacrificio che permette all’ umanità di avvicinarsi alla Meta della creazione.

La ringrazio per lo sforzo che ha messo nell’ organizzazione di questo magnifico evento, il congresso di Turchia, questi sforzi che hanno permesso alle anime di riunirsi intorno a una sola intenzione: raggiungere la Meta per la quale siamo stati creati.

Ringrazio il Creatore che mi ha dato l’ opportunità di vedere la diffusione della vera scienza dopo 19 anni dalla morte di Rabash.

Desidero per tutti la salute e tutte e condizioni necessarie per raggiungere l’ unione delle anime in Malchut dell’ Infinito.

Prego affinchè la Provvidenza Superiore vi benedica in tutti i vostri desideri e in tutte le vostre azioni.

Rabanit Feiga Ashlag

Conoscere le regole del gioco del Creatore

Per raggiungere il Creatore, la creazione ha bisogno di combinare due forze opposte dentro di sé, poiché in altro modo, non sentirà altro che se stessa, proprio come gli oggetti dei livelli inanimato, vegetale o animato.

Tuttavia, l’essere umano è diverso, perché sente il suo prossimo. All’inizio vede soltanto la possibilità di sfruttarlo, ma con il tempo, si sviluppa e comincia a capire che il prossimo è se stesso.

Ci sembra che gli altri siano contro di noi, perché il nostro ego li allontana e ce li fa odiare, tuttavia, se superiamo questo rifiuto e li uniamo a noi, allora recupereremo la parte perduta e raggiungeremo la forza che ci separa, il Creatore.

Se riporto il sistema delle anime allo stato corretto, nel quale si uniscono tramite il lavoro comune, allora raggiungerò la forza iniziale che ha creato l”unica anima e che, in seguito, Egli frammentò per affidarci il compito di unire i pezzi come prima. Ogni persona è come un bambino che, unendo tutti i pezzi, riesce a diventare grande e raggiunge la mente del Creatore.

Il Creatore mantiene deliberatamente le parti lontane, separandole mediante l’odio e l’egoismo. Egli è come un adulto che ha disfatto tutto il gioco ed ha mescolato tutte le sue parti, dando al bambino la possibilità di svilupparsi poco a poco, acquisendo intelligenza e chiedendo la correzione delle proprie caratteristiche, per ritornare a ricomporre il gioco più tardi.

Il bambino deve cercare la forma futura dell’anima e chiedere gli esempi all’adulto. Deve obbligare il Creatore a correggere la rottura insieme a lui, come un bambino chiede all’adulto di aiutarlo a costruire una casa con i blocchi. Così, giocando con l’adulto, il bambino comprenderà da dove viene il gioco, a cosa serve, per quale motivo è stato creato con quella forma, e cosa vuole il Creatore da lui. Allora diventerà come Lui.

 

La Kabbalah corregge solo la nostra anima, non la nostra esteriorità


La domanda che ho ricevuto: La mia condotta, le mie azioni e il mio atteggiamento verso le persone influenzano il mio sviluppo spirituale?

La mia risposta: Un uomo che studia la Kabbalah deve comportarsi nel modo che è generalmente accettato dalla sua società. Non provare a fare dei giochetti o a fare qualcosa di insolito, e non dire ai tuoi colleghi di lavoro che studi la Kabbalah. Se partecipi alla divulgazione, fallo negli ambienti che siano estranei al tuo. La ragione di tutto questo è che così gli altri non ti influenzeranno negativamente in seguito.

Tutte le correzioni che ha la possibilità di realizzare non sono fatte da te, ma dalla Luce Circostante che riporta l’uomo alla Sorgente. Questa Luce influenza e ripara la sola cosa è rotta – l’anima. Correggendo l’anima, la Luce rimette a posto tutte le sue parti.

Quando si guardano i Kabbalisti che percepiscono il Mondo Superiore, la Dimensione Superiore, o il Creatore, esternamente non si nota nulla di speciale in loro. Oppure viceversa: come si può tentare di trovare un Kabbalista guardando la sua condotta? Ci sono moltissime persone che fanno volontariato negli ospedali e che proteggono l’ambiente e la natura – ma non troverai un Kabbalista tra di loro! Non troverai neppure un Kabbalsita tra coloro che meditano sulle vette delle montagne o che seguono ogni sorta di pratica orientale.

Tu puoi solo correggere quello che è rotto, e la sola cosa che è rotta è la tua anima. La tua anima è incorporata in tutte le altre anime, e perciò, incorporandoti correttamente in esse, sarai in grado di correggere ogni cosa. Ogni cosa che facciamo in questo mondo, a parte le cose che sono necessarie per l’esistenza, non ci procurano alcun beneficio e ci fanno solo soffrire. Perciò, dovresti preoccuparti solo della correzione della tua anima.

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Non c’è niente al di fuori. Canzone di Arcadii Duchin

La nuova canzone di Arcadii Duchin “Non c’è ninete al di fuori”, sul tema della lezione del 29.09.09


Il punto più profondo del nostro essere: l’ “Io”


Ogni persona ha un punto che è stato creato “dal niente” dal Creatore. Questo punto è ciò che fa sentire alla persona la sua individualità e la sua unicità. La nostra vita intera è una battaglia per questo “IO”, per l’indipendenza o l’unicità – Midat Yehud.

Una persona è guidata dal desiderio di migliorarsi, di sentire che esiste. Tutto il piacere e l’appagamento che sente è secondario. Il punto cruciale è di assicurarsi che questo “IO” esista.

Questo “IO” è qualcosa di cui un individuo non si può mai sbarazzare. Egli può rinunciare a qualsiasi altra cosa, anche alla sua vita, ma non al suo “IO”, perché questo punto è al di sopra di lui, e si è formato prima ancora che lui ne avesse coscienza. Questa è la ragione per cui un uomo deve percorrere un percorso così difficile: rinunciare al suo precedente “IO” egoistico e ottenere un diverso “IO”, uno che somigli al Creatore.

Il Creatore aiuta l’uomo a cambiare la base su cui il suo “IO” si trova. Invece che nutrirsi di piacere, l’uomo riceve l’energia della dazione e si innalza al di sopra del suo “IO” egoistico verso il suo vero “IO”. Questo è il modo in cui raggiunge la vera indipendenza e la sensazione di un “IO” eterno. E quando egli ritorna al punto creato “dal niente”, egli raggiunge lo stato di pace e di perfezione.

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Il Livello Superiore ci istruisce, attraverso degli esempi, come un genitore

Il nostro mondo ha avuto inizio da una scintilla di energia spirituale che è prodotta dal mondo Superiore. Questa piccola scintilla di Luce ha creato tutta la materia del nostro universo ed ha fornito l’energia per lo sviluppo di tutte le parti della creazione: inanimata, vegetale, animata ed umana. Anche noi siamo una conseguenza di quella stessa scintilla.

La stessa cosa avviene sempre nel mondo spirituale su tutti i livelli, durante la discesa dall’Alto verso il basso: una scintilla di Luce prorompe da Malchut dello stato spirituale Superiore in Keter dell’inferiore e lì, comincia a costruire tutto un nuovo mondo.
Comunque, quando cominciamo a risalire dal basso verso l’alto, non capiamo come farlo. Come posso dire quale dovrebbe essere il mio prossimo stato, quali desideri, qualità e connessioni dovrebbero esistere in me per farmi essere simile al Livello Superiore?

Non posso conoscere questa informazione ed ascendere, fino a quando il Livello Superiore non mi dia un esempio che potrò imitare. Quindi, anzitutto, ho bisogno della rivelazione del Livello Superiore.

Tuttavia, la rivelazione spirituale è possibile solo quando le mie qualità corrispondono a quelle del Livello Superiore, che però non riesco a realizzare. Quindi, finisco in un circolo vizioso dove una cosa è impossibile senza l’altra. Non c’è una soluzione, poiché c’è una separazione tra me ed il Livello Superiore. C’è un limite invalicabile tra noi, che non riuscirò mai ad attraversare da solo!

Ecco perché il Livello Superiore si adatta a me e scende al mio livello, come un adulto scende al livello di un bambino per insegnargli qualcosa. Attraverso l’esempio della Luce Superiore, posso vedere quale dovrebbe essere il mio prossimo stato “Io+1”.

Se voglio raggiungere il Livello Superiore e diventare simile ad esso, allora cambio me stesso e mi elevo al grado del Livello Superiore, ed allora la Luce Superiore (l’anima) si veste in me.

Il melograno è il simbolo dei desideri dell’anima

laitman_2009-07_0211La domanda che ho ricevuto: Durante una tua lezione hai detto che l’anima di un uomo è fatta di 613 desideri egoistici e che l’uomo deve trasformarli/ correggerli nella dazione richiamando la Luce mentre studia la Kabbalah, arrivando così alla qualità di “ama il prossimo tuo come te stesso”.

Questa correzione dei 613 desideri è chiamata l’osservanza dei 613 comandamenti. Hai anche detto che l’anima è come un melograno che contiene 613 semi nello stesso modo in cui l’anima è fatta di 613 desideri. Ma chi ha fatto questa verifica?

La mia risposta: Hai fatto una descrizione corretta. C’è un articolo sul melograno che riporta un progetto in cui dei ricercatori hanno preso dei melograni da diversi paesi e hanno contato i semi. Ogni melograno aveva un numero diverso di semi- alcuni meno di 613 e altri di più, ma il numero medio era di 613 semi.

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Il recente congresso di Roma è stato commentato da un giornale italiano

Il 4 ottobre, lo stimato giornale italiano LSD ha pubblicato un articolo sul Congresso che si è tenuto a Roma dal 17 al 18 ottobre. Sotto trovate il titolo e il primo paragrafo dell’articolo:

A Roma in Congresso “La Kabbalah rivelata” con i massimi esperti internazionali

4 Ottobre 2009 389 Visite Nessun Commento

michael-laitman1Bnei Baruch è la più grande istituzione in Israele che condivide la saggezza della Kabbalah con il mondo intero. Il materiale di studio disponibile in 32 lingue, è basato su autentici testi di Kabbalah tramandati di generazione in generazione. Su questo presupposto i prossimi 17 e 18 ottobre, si terrà presso il Centro Congressi Frentani, a pochi passi dalla Stazione Termini e dall’Università “La Sapienza”, nel cuore della città di Roma, l’Associazione Studi e Ricerche Ashlag – Bnei Baruch Italia ha organizzato una serie di incontri per il secondo congresso italiano sulla “Kabbalah Rivelata”.

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Lo scopo. Canzone di Arcadii Duchin

Nuova canzone di Arcadii Duchin “Lo scopo“, sul tema  della lezione del 03.09.09


Un mondo pervaso d’amore


Ci sono dei momenti nella vita in cui un uomo si sente improvvisamente sopraffatto da un’insolita ispirazione. Egli sente che il mondo intorno è come permeato da una forza speciale, che l’aria “si riempie” intorno a lui e che si colma di una nuova essenza. Si sente immerso in pensieri ed intenzioni che sono rivolte verso di lui e sente di esserne governato. Sembra che ogni cosa che gli sta intorno sia permeata d’amore.

Questo accade molto raramente, quando un uomo ha attirato la Luce ed Essa lo ha sollevato nelle mani di Colui che è Superiore. Da lì l’uomo vede le stesse cose di Colui che è Superiore. Tuttavia, egli vede queste cose con i suoi occhi, che sono stati aperti un poco.

Quando ciò accade, la cosa più importante è di allontanarsene con la chiara consapevolezza che “questo era il mondo spirituale nella misura della mia limitata percezione”. Nella realtà, ad ogni mondo, esso ( il mondo spirituale) è eterno e il suo potere è un miliardo di volte più grande per coloro che ascendono al primo e più piccolo livello spirituale.

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