Tutto ciò che è nuovo deve iniziare da zero


Per passare da una forma all’altra, un uomo deve per prima cosa smettere completamente di usare i desideri che aveva prima. Solo dopo l’uomo può decidere come usarli in un modo nuovo. Il Rabash ci fa l’esempio di un alcolista che deve per prima cosa smettere di bere del tutto, e solo dopo saprà darsi delle nuove regole.

Nella spiritualità, ogni nuovo livello è costruito daccapo, da zero. Rabbi Shimon, l’autore del Libro dello Zohar, cadde nello stato di “Shimon, il commerciante del mercato” prima di ascendere al più alto livello dello stato finale di correzione. C’è una legge che dice: “L’altezza dell’ascesa di un uomo è uguale alla profondità della propria discesa”. E non avremo mai successo, a meno che non adotteremo questo atteggiamento verso la spiritualità.

Perciò, un uomo non può trascinarsi dietro tutto il bagaglio del passato. Dobbiamo sempre cancellare tutto completamente, e poi costruire da zero un nuovo atteggiamento. Se tratteniamo qualcosa dal passato, allora il nuovo stato non sarà nuovo e noi non avremo successo.

Nel nostro mondo questo discorso non è ovvio ed è questa la ragione per cui ci sembra impossibile costruire qualcosa di nuovo su delle vecchie fondamenta.

Tuttavia, la stessa legge funziona anche con la nostra materia fisica, e noi continuiamo a fallire senza sapere il perché. Il perché è che ogni cosa deve partire dal livello zero, da un nuovo atteggiamento. Ci deve essere una totale rottura con tutto ciò che riguarda il prima. Se non interiorizziamo questo principio nella spiritualità, allora il tempo scivolerà via senza alcun senso.

Lezione serale sullo Zohar – 09.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe Esitò,” Articolo 143
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La testa dell’essere umano deve essere superiore al corpo


Abbiamo lavorato abbastanza nel corso della storia per rivelare il male; ora è il momento giusto per rivelare la medicina, che consiste nella grandezza dell’unione e nella nostra superiorità al mondo materiale. Ma per riuscirci, dobbiamo renderci conto che non c’è nulla che sia superiore al nostro scopo spirituale, ed il nostro precedente sviluppo era indirizzato precisamente a questo.

Tutti i problemi della nostra vita arrivano da Creatore per spingerci ad uscire dal nostro stato animato. In questo mondo non siamo diversi dagli animali, la cui testa è allo stesso livello del corpo. A cosa pensa la mia testa? Pensa solo al corpo e perciò il corpo e la testa sono allo stesso livello. Allora, noi siamo umani o siamo animali che camminano in piedi? Attraverso tutte queste considerazioni, ci avviciniamo allo scopo, perché raggiungiamo una maggiore comprensione di ciò che ci manca.

“Non esiste nessuno a parte Lui”, e noi dobbiamo giustificarLo perché tutto ciò che ci succede ha la sola ragione di spingerci verso lo scopo. Quello che ci deve importare è di diventare degli uomini invece che restare degli animali. Questo può essere fatto solo elevando la nostra testa e per riuscirci abbiamo bisogno della forza del Creatore, che controlla la nostra natura. Altrimenti rimarremo dentro il nostro egoismo.

Questa è la ragione per cui il Creatore ci manda continuamente dei problemi, perché noi possiamo desiderare di uscire da ciò che è negativo! Lui ci spinge, ci aiuta a salire! Altrimenti, non desidereremmo mai di diventare delle creature umane, perfette ed eterne. Continueremmo ad essere sommersi nell’amore per noi stessi, trascorrendo in qualche modo i 70 anni o giù di lì che ci vengono concessi, vivendo secondo il principio “Beviamo e godiamocela oggi, perché domani moriremo.”

Invece, non ci viene data la possibilità di stare in pace e ci vengono mandati continuamente dei problemi, che ci fanno pensare a come far fronte alla mancanza di speranza. A questo punto scende in campo la scienza della Kabbalah, e ci spiega che abbiamo tutti i mezzi (il gruppo, il maestro, e i libri) per progredire. Non siate fatalisti – cercate strenuamente la connessione e vi ritroverete in uno stato meraviglioso.

In sostanza, si tratta di un compito molto semplice. La sola ragione per cui ci risulta così difficile è che non vogliamo porre le nostre teste al di sopra della nostra insaziabile pancia. Abbiamo paura di staccarcene, di staccarci dal nostro stomaco.

Tuttavia, oggi ci sentiamo costretti a farlo dalla crisi che ci sta colpendo. Il modo in cui la gente oggi pensa sta cambiando, sebbene serva del tempo muove una tale massa di persone.

Tutto, compreso il Mondo Spirituale e il Creatore, è dentro di te

laitman_2009-05-27_8144_wLa domanda che ho ricevuto: Perché non possiamo percepire il mondo spirituale?

La mia risposta: Noi non abbiamo le qualità spirituali con le quali saremmo in grado di percepire il mondo spirituale. Dobbiamo desiderarlo, ma questo desiderio sente la spiritualità attraverso la ricezione e l’assimilazione, mentre la percezione spirituale si basa sulla dazione, una qualità che non abbiamo. Ma il nostro scopo è di arrivare ad ottenerla.

Dobbiamo modellarci sulla figura del Creatore, che è qualcosa che esiste al di fuori di noi. Noi non Lo conosciamo e non sappiamo sulla di Lui. Possiamo solo trasformarci in un essere che sia qualcosa di simile a Lui; allora cominceremo a percepirci come delle creature che danno. Questo è ciò che significa raggiungere la spiritualità.

La spiritualità è la “forma” della dazione che costruiamo dentro noi stessi. Questa “forma” è ciò che chiamiamo il Creatore ed è ciò che raggiungiamo attraverso la nostra anima nel mondo spirituale. Nessuno, tranne me, può creare questa forma, poiché noi non percepiamo nulla al di fuori di noi. I Kabbalisti ci dicono: “Comprimi il tuo io, riduci i tuoi desideri, e poi usali per dare piuttosto che per ricevere.”

Siete riusciti a farlo? Se sì, che cosa sentite adesso? La nostra nuova percezione si chiama “il mondo spirituale”, il “Creatore”, o “l’anima”. Ancora non percepiamo nulla al di fuori di noi, ma sentiamo i nostri desideri in una nuova forma; questo è ciò che si chiama “lo spazio o mondo spirituale”.

C’è qualcosa al di fuori di noi che ha creato il nostro desiderio? Noi non conosciamo la risposta a questa domanda, ma sappiamo che i nostri desideri “esteriori” sono percepiti anche attraverso i nostri desideri interiori e mai attraverso qualcosa che è al di fuori di noi.

Noi possiamo percepire sia la realtà fisica che quella spirituale, ma in entrambi i casi possiamo solo percepire ogni cosa attraverso la sua materia e la sua forma. Quindi non c’è differenza nel modo in cui percepiamo ogni mondo. Noi immaginiamo che questo mondo fisico esista al di fuori di noi, ma in realtà è dentro di noi. Allo stesso modo, immagineremo poi che il Creatore e il mondo spirituale esistano al di fuori di noi, ma sono anche loro dentro di noi. E’ solo una questione relativa a come il nostro desiderio assume una nuova forma, una nuova immagine, o una nuova silhouette.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.01.10

Preparazione alla Lezione
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Shamati #153 “Il Pensiero è il risultato del Desiderio”
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 19, Lezione 12
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Il Libro dello Zohar Capitolo “E Giacobbe Esitò” Articolo 188
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Momento della verità


Domanda: Tutto io sono – il desiderio di godere. Allora chi è in me che guarda da una parte le vicissitudini di questo desiderio ?

Risposta: Infatti, se io – il desiderio di godere, allora posso solo confrontare la forza delle sue manifestazioni particolari. Ma se ho un punto nel cuore “, il germe della mia anima, parte del Creatore, parte del desiderio di far godere, il briciolo di verità – allora nel confronto con questo punto comincio a valutare e organizzare tutto il resto. E allora io non potrò essere d’accordo col fatto che lei non ha importanza.

L’uomo arriva alla Kabbalah con il punto nel cuore – e a lui confida tutta la sua vita. Egli non sprofonderà più nel calcolo comparativo dei desideri egoistici, non cercherà il massimo dei benefici tra il denaro, la fama, il potere e altri “benessere” di questo mondo. No, ora si confronta con la verità – con il punto spirituale, che li si è svegliato.

Questo porta le persone ad un nuovo livello, e il calcolo con lui d’ora in poi è un altro. Dopo tutto lui sente che senza le tecniche kabbalistiche non sarà in grado di sviluppare il suo punto e di includere in esso tutto il resto. Ora è il suo standard, la misura di tutti i desideri.

Riguardo l’utilità di tutti i desideri


A prima vista, non tutte le mie proprietà sono altrettanto utili. Di alcuni volentieri mi sbarazzerei. Ma questo è perché non ho ancora imparato a usarli correttamente.

L’uomo rimarrà anche dopo tutte le correzioni, con tutte le sue qualità originali. Può usarle soltanto in caso: in maniera buona!

Questo consiste il metodo di correzione – Kabbalah. Noi non distorciamo la creazione. Non si può cancellare, distruggere, degradare le proprie qualità – le hanno creato la luce e solo lei è in grado di modificare correttamente.

Mano a mano alla crescita spirituale, si risveglia il desiderio e le proprietà più ripugnante – ma questo porta gioia, come prova che tu avanzi , che hai il potere di correggerle.

In questo e consiste la libera scelta – per accelerare il processo di correzione, senza attendere i colpi, “in anticipo” che altrimenti, per necessità, ti obbligherà comunque a correggerti “in tempo. ”

Già ora è possibile capire, comprendere ciò che sta accadendo e utilizzare i mezzi a disposizione: l’insegnante, il gruppo , i libri, – e di attirare la luce – la forza che correggerà te. In caso contrario, sarai obbligato con i colpi.

In entrambi i casi, tu comunque raggiungerai la fine della correzione. La saggezza della Kabbalah permette solo di andare avanti senza “aiuto” dei colpi , anticipare la frusta che ci spinge di dietro.

E se tu rallenti di un poco – ricevi il colpo, proprio corrispondente al tempo perso per la correzione. Questa è la ragione di tutte le sofferenze del mondo.

Solo la grandezza dello scopo sposterà in un secondo piano tutto ciò che è temporaneo, morente. Improvvisamente comprenderai: lo scopo è così alto che nemmeno i colpi contano più. Tu ti elevi al di sopra dell’egoismo e imparerai a utilizzare ogni desiderio, facendo il calcolo della massima dazione, e non di meno colpi. E allora non li sentirai proprio.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe Esitò,” Articolo 148
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 110, Lezione 45
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“Prefazione al libro dello Zohar,” Articolo 35, Lezione 12
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La nave della mia anima


Domanda: Come l’amore per il prossimo diventa l’amore per il Creatore?

Risposta: Non vi è alcuna transizione . L’amore per il Creatore non mette un punto su l’amore del prossimo. Semplicemente si manifesta il sistema di comunicazione di tutti i desideri dell’universo, che è l’io. “Il prossimo” scompare “da fuori” e si rivela “dentro”, come una parte di me.

Nel mondo dell’Infinito, eravamo un desiderio insieme, e poi siamo scesi sulla scala spirituale, e i desideri si sono allontanati – e cominciammo a sentirci come siamo oggi – come le persone in questo mondo.

Noi pensiamo che siamo estranei, lontani gli uni dagli altri. Tuttavia, correggendo se stesso verso l’unione, io svelo la verità: siamo – un unico sistema. E il fatto che sentivo prima tutti frammentati – è stato un mio errore. Torno da perdita di coscienza alla coscienza – alla coscienza dell’integrità.
In questo caso, non cambia nulla, tranne che il mio sguardo, l’atteggiamento, la percezione – e si scopre che non c’è “noi” ma “io”.

Non si tratta di belle parole che “vicini” – la mia anima.
Fuga fuori di me oggi, io trovo tutti i desideri esterna della mia anima. L’anima vive al di fuori dell’uomo , anima – è il desiderio “estraneo”, che trovo la spiritualità, il suo stato eterno.

Ora il mio senso di sé è immaginario . In cambio, rivelando il desiderio di quelli intorno a me (del prossimo), improvvisamente capisco: loro sono io e la mia anima.

In precedenza, mi hanno mostrato “il film “, come se io mi trovassi in corpo ed ero costretto a prendermi cura di esso. Si scopre che tutti i miei veri desideri, sono al di fuori di me – questa è il vaso della mia anima, e la luce che li riempie, la luce dell’anima – è il Creatore.

Richiedere l’Unità


Domanda: Continuo a leggere che bisogna rivelare l’amore del Creatore, però al posto di questo scopro l’odio. Cosa fare?

Risposta: Questa è una scoperta notevole. Tuttavia, non vi ha fatto piangere, la situazione ancora non sembra insopportabile. Forse a volte si dimostrano quanto sei bravo, e talvolta l’odio verso gli altri ti fa odiare te stesso. Qui manca ancora la consapevolezza del fatto che da questo dipende tutto il tuo buon futuro . Manca la sensazione che il Creatore si cela nel rapporto tra di noi.

Creatore parlò a Mosè: «Andiamo dal Faraone.” – Ciò significa che devo parlare contro il loro male iniziale (il faraone) e costringerlo a rispettare il buon inizio (il Creatore). Dopo tutto, dopo essere stato liberato dal suo proprio egoismo (da Egitto), ci troviamo, a rivelare il Creatore, con la necessità di diventare come una persona sola, con un cuore solo, per unirsi – ciò vuol dire che si è attorno al monte Sinai (odio reciproco), unirsi e rivelare nella nostra unione il Creatore, la più alta dimensione.

E ora, devi andare dal tuo Faraone – ed esigere che dia il permesso di unirsi con gli altri, perché solo nell’unione tu scopri il Creatore.

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