Lezione quotidiana di kabbalah – 04.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “In Fine,” Articolo 164

 

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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 144, Lezione 60

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“Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Articolo 26, Lezione 12

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Il Linguaggio è formato delle interazioni della Luce con il desiderio

L’ebraico è una lingua speciale, creata dall’unione delle Luci con il Kelim. Malchut si unisce con Bina, e questo provoca la manifestazione del bordo inclinato (Parsa) nella lettera Alef.

La Luce di Hochma scende su Malchut dalla Sefira Hochma che è in alto, ed è raffigurata dalla lettera Yud. La parte che si allarga al di sotto forma la Yud minore. E se non c’è nessuna Luce di sotto, il posto di Yud sarà occupato da Dalet. Questo è il modo in cui si forma la lettera Alef.

La lettera Dalet è la combinazione di due aste ( Delet significa “porta”) – le porte che chiudono e aprono il Rechem (ventre del Partzuf Spirituale). L’asta orizzontale è l’espansione della Luce di Hassadim, e quella verticale è la Luce di Hochma.

La lettera Shin riflette le tre linee. L’Ari spiega i numeri e le forme delle corone che occorrono sopra ogni lettera. Il TANTA completo (Taamim, Nekudot, Tagin, Otiyot) – Luci, lettere, punti, e corone sopra le lettere – sono il riflesso della diretta connessione tra le Luci e il Kelim.

Questa è la ragione per cui è così importante sapere come viene espressa questa connessione. Non si tratta di una questione di semplice linguaggio, ma della connessione tra la Luce ed il Kli sulla quale poggia tutto l’universo. Perciò, queste lettere e il linguaggio stesso sono chiamati sacri, perché mostrano come il Kli vuole diventare uguale alla Luce.

Quando Malchut ascende verso Zeir Anpin e Bina, essa si unisce con loro e perciò le 22 lettere sono formate, riflettendo la somiglianza di Malchut con le Sefirot Superiori, fino a ZAT de-Bina dove Malchut riceve le qualità di Bina.

Salendo da Malchut de-Malchut (il punto nero), essa comincia a deviare, creando così una linea verso destra o verso sinistra, in lungo e in largo, e poi creando ancora ogni tipo di forma e di circonferenza quando raggiunge la perfezione.

Lungo ogni grado dell’ascesa, Malchut si connette con Bina e disegna le forme di questa unione. Questo è il modo in cui le lettere vengono formate.

Un cinescopio funziona secondo lo stesso principio. Dentro troviamo infatti un sistema di deviazione: un più e un meno (un polo positivo ed uno negativo) lungo un’asse verticale, un più e un meno lungo un’asse orizzontale, e nel mezzo una specie di lancetta che si muove nelle direzioni in cui viene attirata da questi meno e da questi più. Mentre si muove, essa disegna ogni specie di figura. E queste figure si sovrappongono in sequenza una sull’altra.

Allo stesso modo, attraverso il lavoro combinato di due coppie di forze (potenziali), Hassadim (sinistra e destra) e Hochma ( sopra e sotto), il punto è attirato da sinistra verso destra e da sopra verso sotto, formando così tutte le diverse lettere. Queste forme si uniscono poi l’una con l’altra, e le lettere formano una sequenza che chiamiamo alfabeto.

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La sensazione di un déjà vu mentre leggiamo lo Zohar


Si può sapere di stare studiando per bene lo Zohar , quando si continua a leggerlo e a rileggerlo, sebbene non si capisca niente. Non ci si dovrebbe spaventare di questa cosa e non si dovrebbe provare a nascondersela. Al contrario, si deve accettare il fatto che siamo come un bambino che non alcuna conoscenza, e allora ogni cosa comincerà a diventare assolutamente più chiara.

Studiare lo Zohar comporta una sensazione di déjà vu, come se qualcosa che è già stato letto all’improvviso si affacciasse alla nostra memoria mentre leggiamo un’altra parte del testo. Quando lo si legge per la prima volta, non si capisce niente, ma adesso tutto si compone all’improvviso, come quando una cosa si rivela ad un bambino in questo mondo.

Quando diciamo che il materiale contenuto nel testo ci sembra chiaro, in realtà stiamo commettendo un pericoloso errore che ostacola il nostro avanzamento. Si dovrebbe comprendere con chiarezza che si sta leggendo di fenomeni che al momento non esistono dentro di noi.

Se la nostra anima si corregge, allora percepiremo questi fenomeni nel modo corretto. Ma per ora si stanno ascoltando semplicemente delle parole senza conoscerne il significato. Per esempio, si legge la parola “oscurità” e si pensa di capirne il significato, ma di fatto significa tutt’altro; si riferisce alla incapacità di percepire qualcosa. Infatti, il libro parla di dazione, mentre noi sappiamo solo ricevere.

La nostra opposizione alla Luce, a questo stato di meravigliosa dazione, si chiama oscurità. Allo stesso modo, la nostra somiglianza con la Luce e la nostra abilità a connetterci ad un desiderio più progredito si chiama Luce. A questo proposito, non importa se non si capiscono e se non si possono immaginare queste nozioni. Quello che conta è il nostro desiderio. Questo è ciò che attira la Luce – la forza che ci sviluppa.

Gli scienziati sgretolano il mito della “vera amicizia”

Nelle News ( tradotte da YoRead): Alcuni scienziati occidentali hanno effettuato delle ricerche sul fenomeno della vera amicizia, ed hanno concluso che “l’amicizia disinteressata” è un mito. Ogni persona cerca degli amici solo per scopi egoistici. Aiutando un amico, una persona spera inconsciamente che l’amico gli ritornerà il favore.

Il mio commento: Fin dai tempi antichi la Kabbalah ha insegnato che la natura umana è fatta di assoluto egoismo. Quindi, ciò su cui dobbiamo veramente fare delle ricerche è il modo per cambiare la nostra natura nella dazione. Questo concetto viene inoltre descritto nella scienza della Kabbalah.

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L’anima comune si sviluppa come un embrione


Non si può calcolare come avanzare verso lo stato successivo. E’ una valutazione sempre incomprensibile e nascosta nell’oscurità e nell’incertezza, poiché nello stato successivo tutti i desideri sono nuovi. Infatti, ogni cosa ricomincia daccapo.

Non c’è modo di farsene un’idea. Può infatti essere rivelato solo dalla Luce Superiore; perciò, questa rivelazione non dipende da noi. Si fanno degli sforzi, ma non si conosce quale meccanismo si mette in moto per fare il lavoro. Si è come un bambino piccolino che gioca e che schiaccia per caso dei pulsanti, rovesciando tutto il sistema e provocando delle grosse conseguenze.

E come un bambino, non dovremmo essere preoccupati a proposito di come sarà lo stato successivo, poiché questa è una prerogativa che spetta solo al Creatore. Ogni cosa si muove secondo il Suo piano, e nessuno sa esattamente come funziona.

Si sta per rivelare un livello completamente nuovo, in cui tutte le anime cominciano ad essere corrette insieme, secondo la struttura generale dell’anima comune. E’ come un embrione nel quale tutti gli organi crescono gradualmente, oggi il fegato, domani i polmoni, e poi le gambe. Ogni giorno un organo cresce di più, mentre un altro cresce di meno, e viceversa. Proprio nello stesso modo, l’anima comune sta crescendo adesso perché ha iniziato il processo di correzione. Nessuno conosce esattamente come crescerà e a che ritmo.

Tutto ciò che spetta a noi è di fare ogni possibile sforzo, concentrandoci su quello che possiamo fare in questo momento, invece di provare ad indovinare cosa succederà domani. E non dovremmo dimenticare che il nostro impegno di oggi è di rivelare Il Libro dello Zohar a tutta l’umanità.

La gioia è un chiaro segno della dazione


La domanda che ho ricevuto: Perché il lavoro spirituale deve essere sempre fatto con gioia?

La mia risposta: La gioia è un segno che si sta agendo per il bene della dazione e che non lo si sta facendo per un senso di costrizione, perché non si ha altra scelta o perché si ha paura che ci possano succedere delle cose cattive.
Sappiamo quanto sia felice una madre quando riesce a dar da mangiare al suo bambino, perché ne riceve del piacere.

La dazione che arriva dall’amore, come nel caso di una madre, arriva sempre con gioia. La gioia è un segno e una conseguenza delle buone azioni ( la dazione).

Tuttavia, se un uomo è dominato dal suo ego, allora sarà teso ed arrabbiato con il Creatore. Perciò, la forza della gentilezza e della fede si esprime attraverso la serenità, il rifiuto di se stessi davanti alla Forza Superiore, la disponibilità a ricevere l’influenza e la correzione di questa Forza, che cambierà le nostre qualità nella dazione. Allora la Forza Superiore arriva per darci la forza, e tutto viene accompagnato dalla gioia.

Una vera preghiera al Creatore non può avvenire senza gioia. Se una preghiera è ascoltata dal Creatore, allora si chiama “la porta delle lacrime” (Shaar ha-Dmaot), che significa che una persona desidera essere uguale al Creatore ( dalla parola “Dommeh”- uguale). Perciò, l’uomo “piange”, cioè vuole veramente essere uguale a Colui che dà. Ad ogni modo, queste non sono lacrime di sofferenza; un uomo sente infatti gioia perché ha raggiunto questo grande desiderio.

Una preghiera al Creatore non può essere piena di sofferenza. Se si piange, significa che si incolpa il Creatore per quello che ci sta capitando e siamo quindi infelici del nostro percorso, che seguiamo sentendoci abbandonati. Un uomo che sente in questo modo non può essere un giusto. Perciò, se un uomo non sente della gioia in ogni stato in cui si trova ( sia il più elevato che si possa immaginare, come il peggiore), significa che l’uomo è ancora nell’egoismo e non ha alcuna via per appellarsi al Creatore.

Un uomo deve ascendere per rimanere sempre nella gioia. Poi non gli importerà nulla di quello che gli succede, poiché la sua sola richiesta sarà di acquisire la forza della dazione. E allora, la riceverà.

Lo Zohar cambia chiunque lo studi


La domanda che ho ricevuto: La lettura dello Zohar ha influenza su di me anche se io non me ne accorgo?

La mia risposta: Presto ti accorgerai che Lo Zohar sta lavorando su di te, perché questa influenza è molto potente. Proviamo a vedere come sarai tra dieci lezioni; starai già avvertendo dei grossi cambiamenti dentro di te.

Prima di tutto, la tua visione della vita e la tua considerazione sulla tua vita intera cambieranno. Ciò a cui fai o non fai attenzione cambierà; le tue sensazioni interiori si immergeranno ancora di più dentro di te e ti preoccuperai molto di più del tuo modo di comportarti con gli altri. All’improvviso, comincerai a pensare e a sognare sulle varie azioni di cui avrai letto nello Zohar e ad immaginare come di fatti sono collegate al nostro mondo in un modo ancora più stretto.

E’ chiaro che Lo Zohar cambia molto un uomo. Lo calma, rendendolo più intimista, serio, e devoto allo scopo. A questo proposito Lo Zohar influenza un uomo in un modo molto potente. E succede non in base a quanto l’uomo comprende il contenuto del testo; dipende invece dagli sforzi fatti dall’uomo – da quanto egli prova a comprendere ciò che è scritto nel Libro dello Zohar

Non si può studiare troppo lo Zohar


La domanda che ho ricevuto: Può succedere di leggere troppo Zohar in un solo giorno?

La mia risposta: Proprio adesso stiamo leggendo e rileggendo lo Zohar ancora e ancora una volta. Non ha senso parlare delle definizioni intrinseche poiché ancora non le comprendiamo. Dopo molte ore di studio ( diciamo 100 ore) cominceremo a sentire e percepire di cosa parla Lo Zohar. Sarà oscuro e poco comprensibile all’inizio, come guardare attraverso la nebbia. Sentiremo come se qualcosa ci stesse attirando verso un posto sconosciuto. Questo si chiama “gli strumenti meravigliosi” (Segula), che ci influenzano.

Dopo molte ore di studio, ci sentiamo colpiti da diverse parole, ed ogni parola comincia a risvegliare dentro di noi delle sensazioni che sono uniche. Per esempio, freddo, caldo, su, giù, dazione, ricezione, GAR, VAK, Esau, Giacobbe, Leah, Rachele, villaggio, animali, e così via sono tutte parole attraverso le quali accumuliamo delle specifiche sensazioni che si imprimono dentro di noi. Dopo di che, saremo in grado di parlarne con gli altri.

Allora saremo in grado di partecipare ad una discussione. Anche se non è particolarmente necessario, questo risultato ci darà comunque la padronanza di un linguaggio comune con i nostri amici, perché anche loro percepiranno e comprenderanno una realtà nuova.

Questa sensazione speciale non è facile da raggiungere, e si ottiene dopo molte ore di studio.

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Nello stato di Infinito, la sola cosa che ricevo è la capacità di amare, che mi da’ un piacere illimitato.
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