La cura per qualunque malattia


Ho ricevuto due domande sulle malattie mentali e fisiche:

Domanda: la Kabbalah come spiega le malattie mentali e come potrebbero essere risolte se non mediante i metodi convenzionali (i quali sappiamo che sembrano non funzionare)?

Risposta: solo la correzione generale ci salverà da queste malattie.

Domanda: perché il Creatore ci obbliga a consumarci nel corpo fisico, dandoci terribili condizioni dolorose e deformazioni che non possiamo sistemare in questo mondo? Perché è così?

Risposta: noi provochiamo queste malattie con la nostra rinuncia a correggerci. Legga i Punti 69-71 dell’Introduzione al Libro dello Zohar.

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Nuovo desiderio, nuovo gradino

Domanda: come sapere, nello stato di occultamento, che avanziamo e riceviamo un nuovo Kli?

Risposta: la presenza di un nuovo Kli si manifesta attraverso una sensazione di pesantezza nella mia attitudine verso il Creatore, lo studio, il lavoro di divulgazione e l’unione con il gruppo. In generale una persona trova che ha difficoltà a pensare a questo. Posso lavorare solo meccanicamente, però i miei sentimenti ed il cuore sono congelati.

Ciò significa che si è ricevuto un desiderio nuovo ed aggiuntivo non corretto, sul quale non si era mai lavorato prima. Una pesantezza aggiuntiva all’improvviso cade sulle spalle e non si sa cosa fare a riguardo.

Adesso devi continuare a lavorare con la pesantezza, la mancanza di sensazioni e l’incapacità riguardo al futuro. Per farlo, hai bisogno di aumentare l’importanza dello scopo spirituale. Devi immediatamente ritornare ai libri ed al gruppo per ottenere aiuto. Se non corri verso di loro, non impieghi con profitto la “notte”, l’oscurità che è caduta su di te.

C’è bisogno di imparare a riconoscere in anticipo gli stati, attraverso i quali all’improvviso, ci arriva il peso nel cuore e la nebbia, quando la fatica e la disillusione prevalgono come attraverso una nube che discende fino a noi. Questo ci fa essere distratti e senza porre attenzione, tutto sembra avere lo stesso livello di importanza, le cose corporee potrebbero persino essere più importanti di quelle spirituali.

C’è bisogno di riconoscere quando questo stato si approssima senza aspettare che si intensifichi.

Non c’è comandamento che ci dica che c’è bisogno di sprofondare nell’abisso ed essere infelice. Al contrario, dobbiamo uscire dalle discese immediatamente, ascoltando per esempio la musica del Baal HaSulam, guardando le lezioni o i video, ballando o cantando le nostre canzoni o sintonizzandosi sul canale televisivo. La persona ha bisogno di cercare attraverso tutti i mezzi possibili, come colui che sente che gli sta salendo la febbre e comincia a cercare il rimedio per non ammalarsi.

Lezioni dal Congresso sullo Zohar – 24.02.10

Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 7
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Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 8
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Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 9
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Cosa si nasconde dietro lo schermo di questa realtà?

Domanda: capisco che lo Zohar non parla del nostro mondo; ma come possiamo usare questi desideri che descrive, nella nostra vita quotidiana?

Risposta: lo Zohar parla anche del nostro mondo. È solo che tu immagini il nostro mondo nella forma di immagini terrene, come le immagini sullo schermo di un computer, mentre lo Zohar parla delle forze che creano questa immagine in te. Durante la lettura dello Zohar, passo dopo passo, comincerai a comprendere te stesso ed il mondo, come una proiezione delle Forze Superiori (o attributi).

Vedere la connessione tra l’immagine e le forze che la descrivono, ti permette di capire il Creatore di questo film, il Suo piano, e Lui stesso. Riesci a capirlo dall’interno del tuo essere e nel raggiungere l’unificazione con Lui.

In più, durante la tua vita quotidiana, devi cercare di pensare la stessa cosa ed in questa maniera, gradualmente, raggiungerai una connessione chiara, non interrotta, tra questo mondo, questa realtà ed il suo Creatore.

Il linguaggio dei rami

Si deve guardare l’immagine di questo mondo nel corso di tutto il processo dell’ascesa spirituale fino allo stesso Mondo dell’Infinito. La nostra correzione è possibile solo a condizione di percepire la realtà di questo grado inferiore, il nostro mondo.

Devo raggiungere continuamente le radici che si trovano al di sopra dell’immagine del nostro mondo che adesso percepiamo. Questa immagine non cambia: solo le sue radici vanno ad essere più elevate o profonde, cioè, raggiungere il Creatore (la radice dei nostri desideri), percepire in grado maggiore il Creatore, la radice dei miei desideri.

L’immagine che ora vediamo è solo il Suo ramo disegnato dai miei desideri sullo sfondo dei desideri del Creatore. Il mondo è l’immagine della disuguaglianza tra i nostri desideri o attributi ed il Creatore.

Nel processo dell’acquisizione, il mio linguaggio non cambia perché non cambia nemmeno l’immagine del mondo inferiore. Impiego le stesse parole, non importa se mi trovo nel primo livello, nel mezzo o alla fine del cammino. I Kabbalisti non hanno altra possibilità di comunicare tra loro oltre “al linguaggio dei rami”.

Lo stato più basso è lo stesso per tutti e la connessione dei rami con la radice si estende dal Mondo dell’Infinito attraverso la stessa linea che noi uniamo da un mondo all’altro, lungo i 125 gradini ed in tutti i 613 desideri.

Per questo, posso nominare qualunque desiderio dei 125 gradini, prendendo il nome corrispondente del ramo di questo mondo. Per questo i Kabbalisti hanno scelto “il linguaggio dei rami” poiché resta invariabile lungo tutto il cammino dell’avanzamento spirituale.

Questo linguaggio è perfetto e se solo conoscessimo la connessione tra la radice ed il ramo, avremmo la capacità di comprenderlo.

“Lasciare che ogni giorno cominci di nuovo”


Zohar, Capitolo Shmini, Punto 46: “E disse ad Aronne: prendi un vitello”, per espiare attraverso il vitello per colui che aveva peccato, come è scritto “ … e fece un vitello fuso”.

Una delle qualità all’interno di una persona, chiamata Mosè, sale al monte, mentre un’altra, una qualità molto elevata, chiamata Aronne, commette il gran peccato: adorare il vitello d’oro. In questo modo questi due punti estremi lavorano all’interno di una persona.

Un toro-vitello e non un toro-vacca. Il bestiame allude ad un bue, Gevurà di ZA e una vacca allude a Malchut; e Malchut ha tre facce: la faccia di un leone, la faccia di un bue e la faccia di un’aquila. Un toro-vitello allude al bue che si trova in Malchut.

Non dobbiamo cercare di ricordare le parole di questo testo, non importa se tutto parte dalla nostra memoria nei secondi successivi. Non deve preoccuparci. La nostra unica preoccupazione deve essere di provare a sentire le parole che leggiamo nella misura in cui le leggiamo e questo è tutto.

Non dobbiamo cercare di ricordare niente. Quando ascoltiamo una storia del nostro mondo comune, non dobbiamo ricordare cosa significano “una vacca” o “un vitello” o “un uomo”. Sentiamo semplicemente queste nozioni. La stessa cosa si applica alle nozioni spirituali: abbiamo soltanto bisogno che tutte ci si rivelino, invece di ricordarle meccanicamente.

Al contrario, se ricordassimo qualcosa, cadremmo nel pericolo di presumere che già abbiamo raggiunto qualcosa, ma questa sarebbe una menzogna. Ci sentiremmo soddisfatti con cose sbagliate.

Di conseguenza, la cosa migliore è non ricordare niente in assoluto e lasciare che “ogni giorno cominci di nuovo”. Dobbiamo terminare la lezione senza ricordare niente, come se non avessimo letto niente in assoluto. La cosa importante è che ci siamo applicati e abbiamo sperato una rivelazione.

Lezioni dal Congresso sullo Zohar 2010 – 23.02.10

Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 4
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Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 5
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Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 6
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Come entrare nel mondo spirituale?

In uno dei suoi articoli Baal HaSulam spiega che “l’abitudine diventa una seconda natura”. Allora, quale abitudine dobbiamo acquisire leggendo il Libro dello Zohar? Ci siamo abituati ad utilizzare lo Zohar come uno strumento, attraverso il quale, immaginiamo costantemente noi stessi all’interno di uno spazio spirituale, nel quale agiscono le Luci ed i desideri, invece di contemplare questa falsa realtà “esteriore”.

Ci forziamo di approfondire queste qualità interiori, il regno delle forze ed i vettori che creano l’immagine nello “schermo del computer”. Non ci chiudiamo nell’immagine superficiale, ma penetriamo più all’interno, nei desideri e nelle qualità che la creano.

Per questo, il nostro lavoro consiste nello sviluppare l’abitudine di sentirci nel regno delle forze, delle qualità e dei desideri e vedere la realtà solamente attraverso questi. Allora staremo veramente leggendo il Libro dello Zohar.

Lezioni del Congresso sullo Zohar 2010 – 22.02.10

Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 1
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Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 2
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Congresso sullo Zohar 2010, Lezione 3
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Un viaggio nella Gerusalemme interiore

Leggendo Il Libro dello Zohar, dobbiamo vedere la connessione tra le forze che si menzionano nelle storie e cercare di classificarle dentro di noi, poiché tutto si trova dentro di noi. Lo Zohar ci da l’immagine di un’altra realtà spirituale non corporea. Dobbiamo cercare di trovarla ed identificarla in noi.

Per mezzo degli sforzi, dobbiamo raggiungere uno stato, nel quale tutto ciò che è descritto nel Libro dello Zohar, comincerà a stabilirsi nei nostri sentimenti e nel cuore. Cominceremo a riconoscere i personaggi e gli oggetti nella forma di qualità e tutte le azione che vengono descritte, nella forma di azioni di dazione o di ricezione. Per esempio, ascoltando le parole: “Yesod”, “Gerusalemme”, “Giacobbe”, “il pozzo”, non visualizzeremo le loro immagini corporee, ma sentiremo immediatamente le loro qualità interiori.

All’improvviso ti accorgerai che: “Tutto il mondo si trova dentro di me!” Questa scoperta sarà una grande sorpresa. Per esempio sentiremo, “Adesso sto scendendo lungo una scala e dopo entrerò in Gerusalemme”; e sarà chiaro che stiamo realizzando tutto questo nell’interiore.

Ciò avverrà gradualmente, come risultato del Libro dello Zohar. Non abbiamo altro mezzo per farlo, come spiega Baal HaSulam nel punto 155 dell’Introduzione al Talmud Eser Sefirot. Per tanto, dobbiamo sempre cercare di riconoscere ed “aggiustare tutto nell’interiore”.

Siamo nati ed esistiti per decadi in questo mondo, essendo passati attraverso una moltitudine di reincarnazioni. Abbiamo Reshimot di tutte le reincarnazioni precedenti e tutto il tempo, siamo in una situazione confusa ed in una percezione falsa di questo mondo; ma possiamo renderci conto che è una menzogna.

Questa presa di coscienza arriverà poco a poco, quando permettiamo alla Luce di lavorare in noi. Non può succedere tutto in un colpo, poiché i cambiamenti che la Luce deve fare in noi sono estremi. La Luce non vuole solo cambiarti, ma deve portarti a questa percezione cosciente. Deve aiutarti a capire e consentire i cambiamenti, ad essere più perspicace e a far si che tutto sia veramente proprio.

Per questo dobbiamo sforzarci e facendolo, partecipare al processo ed essere pronti ad una maggiore pressione ed influenza della Luce.

I nostri sforzi radicano nel connetterci con il gruppo per ricevere da esso l’importanza dello scopo e la percezione corretta. Ciò avviene durante la lettura del Libro dello Zohar, sempre e quando ci sforziamo nello studio come ci spetta, come scrive Baal HaSulam nella Prefazione al Libro dello Zohar.