Una domanda che ho ricevuto: C’è un detto della Torah che è diventato molto popolare nel mondo intero: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente”. Cosa significa da un punto di vista kabbalistico?
La mia risposta: Dove c’è stata una frammentazione, adesso c’è bisogno di una correzione allo stesso grado, sullo stesso livello e nella stessa forma. Dove il desiderio è stato corrotto, adesso lo dobbiamo correggere, renderlo idoneo all’uso. Abbiamo bisogno di comprendere correttamente dove ha avuto luogo la frammentazione e correggerla nello stesso esatto luogo. Perché? Facendo ciò, studiamo quello che il Creatore ha fatto, l’intelligenza del Suo piano, e come Egli mi faccia inciampare in ogni stato in maniera tale che io domandi il Suo aiuto ed impari dal Suo lavoro.
Tutto il lavoro della correzione è chiamato il lavoro del Creatore perché riconosco la corruzione, Lo prendo per mano, Lo porto in quel luogo e Gli chiedo di correggerlo. Immagino anzitempo come deve essere corretto questo stato. Una volta che lo ha corretto, Lo completo e per questo Lui ed io camminiamo assieme. In questo modo, siamo connessi al Creatore.
Se fossi capace di fare questa connessione da solo, non avrei una connessione con la Forza Superiore. Se il Creatore fosse capace di farlo senza di me, allora chi sarei? Quale sarebbe lo scopo della mia esistenza? Questa è la sola maniera in cui Lui ed io possiamo lavorare assieme come partner.
Il Creatore piange a causa dei desideri frammentati (Kelim). Da un lato Egli vuole correggerli, ma dall’altro, è incapace di farlo nel sistema generale senza la mia richiesta, la mia domanda e l’istruzione precisa su cosa correggere e dove. Quindi, Lui ed io diventiamo veri partner in questo lavoro.
Materiale correlato:
Laitman blog: “Vieni e vedi” una nuova realtà
Laitman blog: Il sistema di Rashbi ravviva l’anima comune
Una domanda che ho ricevuto: Ho sentito che siete più coinvolti nella divulgazione interna e nel lavoro sulla costruzione di un sistema di connessione virtuale (Internet) che permetterà a quelli che aspirano alla crescita spirituale di essere connessi, di svilupparsi e di ricevere promemoria e programmi per il loro sviluppo spirituale.
Che ne pensa delle altre persone che non hanno mai sentito niente sulla possibilità di salvezza e non si sono mai abbandonate all’idea che la sofferenza è qui per aiutare a correggere noi stessi e raggiungere la Luce e la felicità? Non li state tagliando fuori?
La mia risposta: Non stiamo rallentando il passo della divulgazione esterna; ma consideri il seguente esempio: siamo a bordo di un aereo ed un’assistente di volo annuncia un atterraggio di emergenza. Lei per prima cosa, ci ricorda di mettere le nostre maschere per l’ossigeno prima di metterle ai nostri figli, la qual cosa potrebbe essere interpretata come una crudele necessità.
Qui siamo in “una situazione da catastrofe aerea” e dobbiamo metterci le maschere per l’ossigeno prima che i nostri figli possano prendere un respiro d’aria (Luce). Invece di fare ciò, proviamo a mettere le maschere per l’ossigeno prima ai bambini e a non pensare alla nostra morte imminente; ma i nostri figli resteranno vivi se noi collassiamo per primi? Non c’è possibilità. Essi posso sopravvivere solo insieme a noi.
Baal HaSulam scrive nella “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articoli 66-71 che la divulgazione della Kabbalah dovrebbe irradiarsi come onde dal centro, da coloro che sono interessati alla Kabbalah a coloro i quali le sono completamente indifferenti. Tutte le persone sono connesse nell’anima unica di Adamo. Se quelli che hanno il punto nel cuore (coloro che sono interessati alla rivelazione del Creatore) costruiscono la connessione spirituale tra loro e scoprono il Creatore in essa, allora tutti cominceranno a sentire che abbiamo acquisito la Forza Superiore e la saggezza. Dopo, questo li attrarrà a noi e alla Fonte.
Materiale correlato:
Laitman blog: Tutto cio’ che viene studiato nella kabbalah è la legge della natura
Laitman blog: L’importanza della divulgazione della scienza della Kabbalah, parte 1
Laitman blog: L’importanza di diffondere la saggezza della Kabbalah, parte 2
Nell’articolo “Matan Torah” Baal HaSulam scrive che la dazione si manifesta attraverso le azioni che sono dirette da una persona ad un’altra e dalla persona al Creatore. Entrambe queste azioni sono dirette ad uno scopo: raggiungere una somiglianza parziale (attraverso i 125 gradi dei mondi) e poi la completa somiglianza con il Creatore (il Mondo dell’Infinito, uno stato di unione con il Creatore). Quando una persona agisce per il bene della dazione piuttosto che per il proprio beneficio, non sente la differenza tra dare ad un’altra persona oppure al Creatore perché niente al di sopra del proprio corpo viene percepito come estraneo.
Cosa significa “lavorare per il beneficio del Creatore?” Come Lo immagino? Mi unisco ai miei amici (persone con le quali condivido lo stesso scopo) e per questo scopo mi elevo al di sopra del mio egoismo. All’interno di questa unione, comincio a sentire un desiderio più interno definito come “il Creatore”. Attraverso il gruppo (Circuito 1), Lo influenzo (Circuito 2). In cambio, entrambi reagiscono a me. Il Gruppo ed il Creatore comprendono due modelli di “estranei” o “altri” che sono presenti in me, che posso entrambi differenziare. Lavoro con entrambi i modelli per il bene della dazione e mi elevo al di sopra del mio ego.
Qui è dove il cerchio è completo. Non ci sono “gli altri”, li ho solo immaginati all’interno del mio ego (il mio desiderio di ricevere piacere). Mi elevo al di sopra del mio egoismo e raggiungo uno stato chiamato “L’Altro – 1 “, ed allora mi elevo anche più in alto in uno stato chiamato “L’Altro – 2”. Tutto avviene dentro di me. Il detto “Dall’amore per gli esseri creati all’amore per il Creatore” si riferisce a due passi della correzione dei miei desideri egoistici.
“Dando ad un altro” voglio essere simile al Creatore, cioè, fondermi con Lui. Tutto è dentro di me: in un caso il mio desiderio è chiamato “gruppo”, “prossimo”, “umanità” ed “anime” e nell’altro, ad un livello più profondo, è chiamato “il Creatore”. Tuttavia, ogni cosa avviene all’interno del mio desiderio corretto per la dazione. Sono coinvolto in due piani di relazioni. È solo più difficile per me “dare” al Creatore piuttosto che ai miei amici.
Materiale correlato:
Le migliaia di nomi della dazione
Video: Dare e ricevere (4:49)
Rav Baruch Ashlag: Scritti di Rabash: “Qual è la differenza tra l’ombra di Kedusha e l’ombra di Sitra Achra”, Art.8
Video / Audio
Rav Yehuda Ashlag: Introduzione alla Saggezza della Kabbalah: punto 60, pag.596, lezione 25
Video / Audio
Dal Libro dello Zohar: Selezione, Capitolo “Tetzaveh”, punto 131, lezione 8
Video/ Audio

Non manco di problemi nella vita. Qualche volta mi sembra di essere così nauseato e stanco di tutto che non ho desiderio per niente. Quindi, devo mettere da parte per un momento tutto ciò che è animale e terreno e discernere la cosa più importante: cosa sono le mie relazioni correnti con coloro che mi circondano? L’odio, non mi importa di loro neanche un po’, potrebbero anche scomparire per quello cha mi importa … Questa mancanza che io attribuisco all’ambiente, è la mia inclinazione al male.
È stata espressa come risultato della frammentazione delle nostre anime: una volta noi eravamo uniti, ma adesso stiamo scoprendo il contrario, la totale disconnessione. Questa scoperta è estremamente importante; è ciò di cui ho bisogno. Non devo lasciare da parte questi momenti negativi, ma raccoglierli. Questi mi dimostrano quanto odio gli altri ed è magnifico che ciò venga rivelato! Si, li odio e li disprezzo, mi disgustano lo stomaco, noi siamo mentalmente distanti gli uni dagli altri e ciò è magnifico. Adesso ho un’opportunità di cominciare la correzione.
Quindi, comincio a muovermi verso di loro. Faccio sforzi, partecipo agli studi e alla divulgazione per sentire almeno una specie di connessione, per piegarmi dovunque posso. Se oggi sento che sono senza forze anche per guardare i miei amici, allora devo intraprendere qualche tipo di lavoro meccanico che apporti beneficio allo scopo, fino a quando non ritorno al flusso generale.
Ogni persona può cadere in uno stato dal quale non può risalire da sola. Questo perché è semplicemente obbligata a ricevere il supporto dal suo gruppo e dalla nostra intera comunità globale, come qualcuno che ha perso la coscienza e necessita di aiuto dall’esterno.
Da parte loro, i gruppi devono identificare questi casi ed offrire immediatamente emergenza, aiuto professionale alle “vittime”, come dottori che salvano la vita spirituale del paziente. Facendo questo, noi non “calpestiamo” il male nella persona, ma offriamo supporto per risvegliarla e portarla nella linea di mezzo, che la costruirà. Allora tutto il male si trasformerà in bene.
Materiale correlato:
Laitman blog: Rimpiazzare l’odio con l’amore
Laitman blog: La Crisi è la Rivelazione delle Nostre Connessioni Spezzate
Una domanda che ho ricevuto: Come possiamo conservare in noi il bisogno di dare?
La mia risposta: Il bisogno di dare che proviene dall’amore non si estingue mai. Non potrai mai dire “è abbastanza!”. Al contrario, più dai, più grande sarà il tuo bisogno di dare. Altrimenti non è amore. Se l’amore è limitato ad un certo livello al di sopra del quale non andrai, se senti che il tuo amore ha limiti, allora non è amore.
Tua moglie può spiegartelo molto bene. Le donne possono sentire queste cose in maniera naturale. Un uomo tende a limitare il suo amore perché la sua radice spirituale è la forza dello schermo anti-egoistico che gli detta: “Ecco il limite ed io non sono pronto ad andare oltre”. Al contrario, una donna che vuole provare l’amore di un uomo, non può capire come l’amore possa avere frontiere. Questo è instillato nella nostra natura.
Il piacere non può mai estinguere il desiderio di amare; esso risveglia soltanto un desiderio ancora più grande. Quando dai ai tuoi figli, non dici loro: “è abbastanza, non ti darò di più”. Forse non puoi dare di più a causa di circostanze esterne, ma non puoi restringere volontariamente la dazione verso i tuoi figli.
L’amore annulla tutti i limiti. Noi non capiamo cosa sia il vero amore. Pensiamo che sia qualcosa come riempire il nostro stomaco, ma l’amore è il riempimento del desiderio di qualcun altro. È un’aspirazione a soddisfare un’altra persona. Sento che questo riguarda un’altra persona (non me); sento la distanza tra di noi. Inoltre, voglio riempire questa persona.
Qui stiamo parlando di un Kli spirituale e della scienza della Kabbalah, piuttosto che di baci e abbracci. Tutta la natura agisce in accordo a questo principio della mancanza del suo riempimento; l’amore regna su tutto. Tutto in natura unisce, attira più vicino, oppure al contrario, allontana gli uni dagli altri in accordo a questo principio. Questa unica forza agisce in natura, dal momento che il Creatore è il potere dell’amore. Ecco perché non c’è nient’altro al di fuori dell’amore e dell’odio (cioè, l’amore con un segno negativo).
“Ama il tuo prossimo” non è solo uno splendido slogan, ma piuttosto una legge della natura. Riempire il desiderio di un’altra persona significa sentire noi stessi al di la del tempo, del movimento o dello spazio, al di la di tutte le limitazioni di questo mondo. Significa entrare nella spiritualità. Facendo ciò, raggiungiamo la vita eterna. Altrimenti viviamo come animali e siamo limitati in questo mondo dal nostro corpo materiale.
Materiale correlato:
Laitman blog: Cos’è l’amore?
Laitman blog: L’incontro con il Creatore sul ponte dell’amore
Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tetzaveh”, punto 99, lezione 6
Video / Audio
Rav Yehuda Ashlag: Prefazione al Commentario del Sulam, punto 45, lezione 14
Video / Audio
Rav Yehuda Ashlag: Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot, punto 31, lezione 10
Video / Audio
Rav Baruch Ashlag: Dagli scritti di Rabash – Shlavei HaSulam -“Meriti ancestrali”, pagina 28
Video / Audio