I Kabbalisti sullo scopo della Creazione, parte 3°

Cari amici, per favore, fate domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. Prometto di rispondervi. I commenti tra parentesi sono miei.

Qual è lo scopo della creazione?

… quale è stato lo scopo in base al quale il Creatore creò la Creazione? Per elevarla (l’uomo) ad un grado più alto ed importante; affinché senta il suo Dio con sensazioni umane, il che già gli è stato dato, e così come conosce e sente i desideri dell’amico, potrà anche apprendere le parole del Creatore … – Baal HaSulam, Articolo, L’insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza.

… lo scopo del Creatore, dal momento in cui creò la Sua Creazione, fu di rivelare la Sua Santità agli altri. Ciò si deve al fatto che la rivelazione della Sua Santità, arriva alla creatura come una ricompensa gradevole che non smette di crescere fino a raggiungere la misura desiderata.

E con questo, l’inferiore ascende, con vero riconoscimento e diventa una carrozza per Lui, e si attacca a Lui, fino a che ambedue arrivano al suo coronamento finale: “Nemmeno l’occhio ha visto un Dio a parte Te”. – Baal HaSulam, articolo Matan Torah (la dazione della Torah) Tema 6.

L’uomo è stato creato per elevarsi ai cieli … [Da se stesso, il punto centrale inferiore, fino a riempire il ristretto spazio vuoto tramite la proprietà della dazione, la Luce, elevando così il suo limite fino al Mondo dell’Infinito]. – Rabbi Menahem Mendl Kotzk.

Lo scopo della creazione è inestimabile perché una lieve scintilla quale è l’anima di una persona, si può elevare nella sua acquisizione più in alto degli angeli che agiscono come ministri (le forze della dazione che non hanno una volontà indipendente, come gli animali nel nostro mondo). – Baal HaSulam, articolo Una serva che è ereditiera della sua padrona.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. “E Giacobbe uscì”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 20, Lez.5
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Vol.2, Parte 7, Punto 3, Lez. 11
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Rav Yehuda Ashlag, Scritti del Baal HaSulam: “Igeret”, Lettera 39
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I Kabbalisti sullo scopo della Creazione, parte 2°

Qual è lo scopo della Creazione? … l’uomo è il centro della Creazione … – Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, Articolo 18

… Lo scopo della creazione di tutti i mondi è stato solo l’uomo … – Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, Articolo 39

… lo scopo desiderato dal Creatore per la creazione che Egli ha creato è di dare alle sue creature, in maniera tale che esse conoscano la Sua verità e grandezza e ricevano tutto il diletto ed il piacere che Egli ha preparato per loro … – Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, Articolo 39

… tutte le direzioni della creazione, in ogni angolo, entrata ed uscita, sono completamente prestabilite con lo scopo di conservare la specie umana dal suo ambiente, di migliorare le sue qualità fino a che senta la Santità, come uno sente il suo amico. Queste ascese sono come gradini di una scala, disposti grado per grado fino a che sia completata ed ottenga il suo scopo … – Baal HaSulam, Articolo, L’insegnamento della Kabbalah e la sua Essenza.

… quale fu lo scopo per il quale il Creatore creò questa moltitudine? Di fatto, è per elevarla ad un livello più alto e più importante, per sentire il suo Dio come la sensazione umana, la quale già le è stata data. E così come uno conosce e sente i desideri del suo amico, così lui apprenderà le parole del Creatore … – Baal HaSulam, Articolo, L’insegnamento della Kabbalah e la sua Essenza.

… lo scopo del Creatore dal momento in cui Egli creò la Sua Creazione è di rivelare la Sua Santità agli altri. Questo perché la rivelazione della Sua Santità giunge alle creature come una ricompensa piacevole sempre crescente, fino a che raggiunge la misura desiderata.

Mediante questo, l’inferiore si eleva con riconoscimento vero e diventa una carrozza per Lui, e si attacca a Lui, fino a che arriva al suo coronamento finale: “Nemmeno l’occhio ha visto un Dio a parte Te”. – Baal HaSulam, Articolo Matan Torah (La dazione della Torah), Articolo 6.

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Kabbalah per Principianti, “La Distruzione del Tempio” – 14.07.10

Kabbalah TV Canale 66, Kabbalah per Principianti, “La Distruzione del Tempio”
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Non si può camminare da soli

Se resto solo per un momento, senza il supporto del gruppo, cadrò immediatamente. Da solo non ho presa sulla spiritualità, sul Creatore o sulla dazione. Posso essere nel mio vaso spirituale mentre sono connesso con gli altri e ricevere supporto da loro, oppure esserne al di fuori. Appena perdo il loro supporto, cado.

Uno non può avanzare e raggiungere qualcosa da solo. Non sarà capace di portarsi nella spiritualità neanche per un istante. Se una persona pensa di poter avanzare da sola attraverso la lettura dei libri di Kabbalah, compiendo determinate azioni e tenersi nel cammino spirituale, allora si tratta di un’illusione. Mentirà a se stessa e spererà invano di avanzare. Senza la partecipazione e la connessione al gruppo, chiamata “garanzia mutua”, non abbiamo possibilità di essere nella spiritualità neanche per un momento.

Inoltre, essere presenti nell’ambiente spirituale non significa esservi fisicamente. Ciò che importa è quanto fortemente una persona desideri che questo ambiente la colpisca finché ciò dimostri al suo desiderio di porsi sotto l’influenza della Forza Superiore del Creatore; ma se una persona legge semplicemente i testi di Kabbalah in solitudine, non sarà sotto l’influenza del Creatore perché tutto ciò che una persona legge, passa attraverso i suoi filtri egoistici. Una persona percepirà il libro come lo capisce, lo sente e desidera vederlo!

Perciò, io sono sotto l’influenza del Creatore solo se quello che leggo viene a me attraverso il gruppo. Il Creatore o la Luce “dimora in mezzo alla sua gente”, vuol dire il gruppo, l’assemblea corretta delle anime.

Individualmente non abbiamo possibilità di avanzare spiritualmente. Dobbiamo capire molto chiaramente che il solo nostro strumento per rivelare il Creatore è la nostra unità.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.07.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 15, “ Preghiera di molti”
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Dal Libro dello Zohar: Articolo “Il Creatore disse ad Abramo”, Punto 10, Lez. 4
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Punto 16, Lezione 10
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 18, Lezione 15
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I Kabbalisti sullo scopo della Creazione, Parte 1°

Cari amici, comincerò ad inviare citazioni selezionate dei grandi kabbalisti su diversi temi. Per favore, fate domande su questi passaggi. Prometto di rispondervi. Il Creatore è il Bene Assoluto, perché ci accorgiamo che il Creatore è, in e per Se Stesso, completo e non ha bisogno di nessuno che lo aiuti a perfezionarsi, poiché Egli precede tutto, è chiaro quindi che non ha nessun desiderio di ricevere e poiché non ha desideri di ricevere, è essenzialmente carente di desideri di fare del male a qualcuno. È così semplice.

D’altra parte, è completamente accettabile per la nostra mente come primo concetto, che Egli possiede un desiderio di dare bontà agli altri, cioè, alle Sue creature. Questo è dimostrato in maniera evidente dalla grande Creazione che Egli ha creato e che ha messo innanzi ai nostri occhi; perché in questo mondo ci sono esseri che sperimentano necessariamente sentimenti buoni o cattivi, e questi sentimenti provengono loro necessariamente dal Creatore. Una volta che è assolutamente chiaro che nella natura del Creatore non c’è nessun proposito di fare del male, c’è bisogno che le creature ricevano solo la bontà da Lui, perché Egli le ha create solo per donare loro. Così, impariamo che Egli ha solo desideri di dare bontà e che è assolutamente impossibile che niente di dannoso possa essere nei Suoi domini e che Egli lo possa emanare. Per tanto Lo abbiamo definito come “Il Bene Assoluto”.

Baal HaSulam, articolo: L’Essenza della religione ed il suo scopo

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Lezione introduttiva: “Shechinà in esilio” – 13.08.2010

Kabbalah per il Popolo, Lezione introduttiva “Shechinà in esilio”
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Essere impressionato e dipendente allo stesso tempo

L’ambiente mi porterà a pensare allo scopo spirituale, se io, in cambio, mi preoccupo che ognuno stia pensando alla nostra unità e non abbandoni questi pensieri. Quindi, ognuno riceverà questa impressione, crescerà più forte ed avanzerà. Questa è chiamata “garanzia mutua”, per mezzo della quale ognuno si preoccupa che gli altri abbiano tutto ciò che è necessario per l’avanzamento spirituale. Se invece di preoccuparmi di ricevere dall’ambiente, mi preoccupo di come fortificare il legame tra gli amici, come una madre si preoccupa dei propri figli, allora questo è sufficiente a questo ambiente per cominciare ad influenzarmi.

Prima di tutto, devo intraprendere azioni nella direzione della dazione, della connessione e della vigilanza. Dovrei esaminare me stesso su come essere più grande di loro riguardo a ciò, con lo scopo di influenzarli e fortificarli; dovrei cercare modi aggiuntivi per fornire questo a loro; e dopo devo essere capace di umiliare me stesso per ricevere da loro.

Questo ti verrà, perché facendo sforzi in qualcosa, essa diviene cara ed importante per te ed allora ti influenza. È simile ai genitori che sono entrambi impressionati e dipendenti dai loro figli.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 7, Lez.2
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Lez. 3
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Punto 14, Lezione 9
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 18, Lezione 14
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