I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 28

Cari amici, per favore, fate le vostre domande su questi passaggi degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Seguire le vie dei kabbalisti

Dato che la mente del mondo è una, divisa in numerosi portatori, risulta che se due persone si vestono della stessa mente, esse pensano alla stessa cosa. Se ci fosse una differenza tra loro, radicherebbe concretamente nella loro grandezza o nella loro piccolezza. Per natura, il piccolo si sottomette al grande. Pertanto, il piccolo che ha lo stesso pensiero dei saggi, valuta lo stesso tema dei saggi, e deliberatamente, si sottomette e si unisce ai saggi, in conformità alla natura della creazione. In questa maniera tutto il mondo si corregge.

-Baal HaSulam, Il frutto di un saggio, Discorsi, Piacere permanente e schiavitù eccellente
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Tre finestre sul computer

Il nostro percorso può essere immaginato come uno schermo di computer dove ci sono tre finestre o documenti aperti contemporaneamente. L’ultima finestra è nascosta; non la vedo. Si tratta di me nello stato della correzione finale, l’unità e l’aderenza con il creatore, nella cartella principale della mia anima.

La finestra centrale è il mio percorso, mio avanzamento lungo i 125 gradini. La prima finestra è quella che ora vedo davanti a me, il mio stato attuale.

Tutti e tre sono stati della mia anima, ciò che si percepisce, dato che “noi non possiamo nominare nulla che non raggiungiamo. I kabbalisti sono passati attraverso questo percorso, hanno sperimentato tutti questi stati dall’inizio alla fine, e ci raccontano circa il processo che essi hanno vissuto.
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La formula corretta dell’esistenza

Domanda: Molte persone vedono che questo mondo scivola verso l’oscurità e vogliono salvarlo; però, le sue parole sull’amore verso il prossimo e l’unità sembrano loro irreali. Inoltre, quando lei menziona il Creatore, lo attribuiscono alla religione e non desiderano ascoltare niente sull’argomento. Allora, come spiegare?

Risposta: La Kabbalah è una scienza naturale, non una religione e può essere spiegata ad un livello che sia chiaro a qualunque persona.

Lei accetta il fatto che il mondo sia diventato integrale e globale? Percepisce che esiste una forza generale nel mondo, che lo controlla? Stiamo rivelando come tutto sia inseparabile ed interconnesso e si sviluppi secondo specifiche fasi.

Non sappiamo ciò che avverrà nel momento successivo, però tutto in natura, è assolutamente pensato e pianificato e possiamo impiegare le forze che sono connesse alla natura.

Tutta la natura è connessa ad un sistema unico, così dunque, ci uniremo e diventeremo un sistema unico. In questo modo, attrarremo l’influenza positiva della natura. Non sto parlando di qualcosa di artificiale, ma al contrario, se vogliamo usare qualsiasi forza della natura, dobbiamo avvicinarci allo stesso fenomeno, dobbiamo diventare simili e stabilire una connessione con essa. Questa regola si applica a tutto ed a qualsiasi forza della natura, includendo quella elettrostatica e quella magnetica, che possiamo sentire, così come le forze che sono occulte.

Quanto più simili siamo a queste forze, tanto più possiamo usarle e sentire la loro influenza. Se i miei pensieri sono molto simili ai tuoi, ti percepisco di più e mi sento più connesso a te. Allora ci avviciniamo, ci capiamo e ci aiutiamo.

In altre parole, dobbiamo capire quanto segue:

1. Ci troviamo all’interno della Natura e siamo parte integrante di essa, ma non siamo i suoi padroni; non ne siamo al di sopra.

2. Dobbiamo ammettere che siamo connessi e tutta la scienza moderna lo dimostra.

3. Siamo la parte più imperfetta, quella che conduce alla catastrofe, mentre il resto della natura che ci circonda è in armonia. Se lì esistono problemi è per colpa nostra.

Di conseguenza, dobbiamo trovare la formula corretta dell’esistenza. Tutti saranno d’accordo che è la formula della partecipazione mutua e dell’interconnessione, come ci obbliga il sistema integrale generale.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24 Ottobre 2010. Matan Torà)

Ascolta l’insegnante

Domanda: Come un gruppo, che si sforza di ottenere la garanzia mutua, guarda il suo insegnante? Dopo tutto, l’insegnante è colui che ci collega con il sistema generale delle anime.

Risposta: L’insegnante è un mentore, una guida, è chiamato Rav, il che significa che dal momento che Egli è “grande”. In generale, devo guardare ciascuno degli amici come un Rav e, naturalmente, anche il Creatore è un Rav.

Lo stesso vale con un mentore. In che senso sono grandi? Se una persona non innalza l’importanza del Creatore, un amico e un mentore ai suoi occhi, allora non è possibile connettersi a loro, ricevere qualcosa da loro. Egli è in grado di inchinarsi davanti a loro, e solo un essere piccolo può imparare da uno grande.

Certo, dobbiamo percepire l’insegnante come “grande”. Se lui è più grande di me, vuol dire che tutto ciò che dice è più importante di quello che attualmente sto pensando. E’ importante che il metodo di correzione venga insegnato da un tutore che è giunto alla fine di questo percorso e parla per esperienza. Da chi altro posso imparare se voglio seguire quella stessa strada?

Questo è il motivo. Chino il capo e accetto il metodo da parte dell’insegnante, prendo il suo consiglio sopra la mia ragione. Altrimenti, sarei bloccato ed incapace di trovare la strada. Il cammino spirituale non può essere visto, e quindi bisogna affidarsi all’insegnante più che ai libri, che tutti capiscono in modo diverso, basandosi su una propria logica.

In realtà, ognuno ascolta l’insegnante in modo diverso, ma il lavoro comune del gruppo aumenta le probabilità che le parole del docente filtreranno all’interno. Non vi è alcuna garanzia per nessuno, ma è possibile. Quindi, devo annullare completamente il mio ego prima di sentire l’insegnante, altrimenti non ascolterò nulla, e non c’è nessun’altra fonte reale. La misura di cui è la sua attuazione.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26/10/10: “Tutto Israele ha una parte nel mondo a venire”)

Unità in tutto

Il principio di amare il tuo prossimo come te stesso, sintetizza e include tutte gli altri . Noi stiamo adempiendo il principio del timore e il principio dell‘ amore attraverso l‘ unità, annullandoci davanti al gruppo, e attraverso la garanzia mutua, rilevando la Luce che riforma. La Luce ci sta portando questi stati di paura e amore.

L‘ insieme di tutto questo è chiamato “ l‘ adempiere dei 613 comandamenti“. Questo vuol dire parlare della correzione dei desideri. Ogni desiderio neutralizza il proprio egoismo e acquisisce uno schermo, l‘ intenzione della dazione.

Non riesco a vedere i gradini della scala prima del tempo. Li sto costruendo da me, attraverso l‘ auto rinuncia, che mi consente di aggrapparmi al gruppo sempre più forte. Questo è come si forma, dentro di me, il proprio kli, puntando verso l‘ unico Creatore. Questo richiama il principio “ il singolo corrisponde al singolo“.

Tutti i nostri sforzi e correzioni sono diretti a costruire quest‘ unità. Una persona discerne questo aspirando verso di esso e reprimendo tutto il resto. Con chi si dovrà unire ? Con il gruppo, che lo valuterà usando un solo criterio: lo scopo. Egli si unisce solamente a questo punto dello scopo che è presente nel gruppo e a nient’ altro che possa esistere dentro quelli intorno a sé. Egli si sta chinando davanti all ‘ unità, la sta focalizzando.

Allora, egli è singolo e si unisce al singolo gruppo, scartando qualunque altra cosa che desiderasse, per rivelare l‘ unico Creatore, che è Buono e fa Bene: la qualità della dazione. Quindi , attraverso l‘ amore per gli altri, una persona acquisisce l‘amore per il Creatore.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28/10/2010 , “ Secondo quello che viene spiegato riguardo “Ama il tuo amico come te stesso“)

Vai nel flusso del Congresso nella giusta maniera

Domanda: 7.500 persone si uniranno al Congresso ed io voglio rivelare la connessione tra di noi. Come dovrei lavorare durante i tre giorni del Congresso?

Risposta: E’ molto semplice. Stiamo parlando di un posto che ha un grande potere nel senso spirituale. Quando arriverai lì, sentirai la grande forza della sua influenza su di te ed entrerai in questo flusso involontariamente. Non resterà niente fuori di te, perché tu sarai trascinato naturalmente all’interno dall’influenza di un così grande e potente ambiente.

Ogni persona che arriva al Congresso con una prospettiva positiva si dissolverà nell’aspirazione generale. Questa è la natura umana. Tuttavia, quanto deve lavorare una persona all’interno? Usa la mente ed i sentimenti non solo per restare aggrappato al flusso generale, che è veloce ed anche disorientante? Trae conclusioni e fa valutazioni? Aggiunge la sua ispirazione? “Rema” per conto suo oppure si abbandona del tutto al flusso?

Questo è molto importante ed al riguardo, tutto dipende dalla preparazione.
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Materiale correlato:

Laitman blog: L’Intenzione nel Congresso
Laitman blog: Preparare il tuo cuore per un dono spirituale
Laitman blog: Navigando sulle onde dei congressi

Torah, Porzione Settimanale – 29.10.2010

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Chayei-sarah“, Brani selezionati
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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 27

Cari amici, per favore, fate le vostre domande su questi passaggi degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Seguire le vie dei kabbalisti

La profondità dei segreti Divini, semplicemente, non può essere compresa dai discernimenti dell’intelletto umano, ma secondo la Kabbalah, attraverso le persone ammirevoli, le cui anime furono impregnate dalla Luce Divina. Quando studiamo i loro insegnamenti con la preparazione appropriata, nasce una percezione interiore che risolve le faccende del cuore, fino a che queste siano simili ai termini del semplice e naturale intelletto.

Dobbiamo combinare sempre la forza della verità della Kabbalah a questa scienza, poiché allora, le cose si illuminano e si rallegrano come quando furono date sul Monte Sinai ad ognuno secondo il suo grado.

–Rav Kook, Orot HaKodesh, pagina 102, Articolo 85


Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 5
Laitman blog: I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 8

Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.10. 2010

Rabash, Dargot HaSulam, “Klalut adam”, Articolo 750, pag. 1986
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “BeShalach (Quando il Faraone Mandò),” Articolo 212 , lezione 10
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Rav Yehuda Ashlag, “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”,
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Rav Yehuda Ashlag, “La libertà”
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Puoi cucinare un hamburger?

Il gruppo è un cuoco e tu sei un hamburger in una padella. Se ti metti nelle mani del gruppo, verrai portato allo stato necessario e non sarai bruciato. Il gruppo ti capovolge costantemente, mettendo i lati diversi di te sotto la luce e l’influenza della luce ti corregge costantemente, ogni volta che colpisce la parte necessaria nella direzione necessaria.

(Dalla lezione del 22 Ottobre 2010, Lettera 17 di Baal HaSulam)