Pubblicato nella 'Zohar' Categoria

Le difficoltà vengono date solo ai forti

laitman_2009-08_26221Domanda: sembrerebbe che la correzione è un’azione attiva, ma noi stiamo soltanto leggendo lo Zohar e questo è tutto. Cosa dobbiamo vincere?

Risposta: è la Luce che fa tutte le correzioni, non tu. Puoi vincere soltanto i pensieri estranei che ti impediscono di chiedere la rivelazione al Creatore, che è necessaria per diventare come Lui.

Se non ti disturbano questi pensieri estranei quando stiamo leggendo il capitolo sul diluvio nello Zohar, allora non sei ancora pronto per vincere questi pensieri. Quando diventi un uomo giusto, sentirai come “le acque del diluvio” minacciano il tuo stato di giustizia, cercando di spostarti e sprofondarti nell’egoismo.

Sarebbe raccomandabile che ti fermi a pensare perché non hai questi pensieri che ti distraggono. Non vuol dire che adesso li devi cercare di proposito, però se vuoi essere un giusto, capirai che peccatore sei ancora.

Materiale correlato:

Laitman blog:Il mondo spirituale si rivela da zero
Laitman blog:La rivelazione del Libro dello Zohar dipende da quanto sforzo ci mettiamo per sentirlo
Laitman blog:La fisica del sesto senso

Lezione della sera su Il Libro dello Zohar – 26.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 198
Video / Audio

Un nuovo mondo dopo il diluvio

rav_2008-11-14_sl_img_7185_w1 Quando il nostro desiderio egoista si sente male, ci manovra come con una corda affinché troviamo la felicità. Tuttavia, ciò non è sufficiente per continuare nella direzione corretta, perché la meta della creazione non è fuggire dall’egoismo. È soltanto il modo di aiutarci, è una forza impulsiva.

Per orientarci nella direzione corretta, dall’Alto ci viene concesso un desiderio, una scintilla o punto nel cuore che ci chiama allo sviluppo spirituale. Questa scintilla ci porta ad un gruppo cabalistico e ad un maestro, affinché possiamo crescere e svilupparla.

Utilizzando questi elementi, dobbiamo costruire “un’arca”, con la quale possiamo scappare da tutto il male, da tutte le confusioni e le sfide che troviamo nella nostra crescita spirituale. Allo stesso tempo, dobbiamo capire che non possiamo fare niente rispetto ai disturbi, che siano esterni oppure interni. Si rivelano in noi e nel nostro ambiente con tutta l’intenzione, affinché possiamo fortificare la nostra determinazione e riunire le nostre forze contro di essi, come le acque turbolenti del diluvio distrussero tutto ciò che era dannoso e lasciarono solo il necessario.

Effettivamente ci siamo riuniti qui, per costruire un’arca dentro di noi che rappresenti l’attributo di dazione del Creatore. Quest’arca sarà il nostro rifugio.

Lo Zohar: va ed entra nell’arca con tutta la tua famiglia, poiché tutto ciò che non cerca rifugio nell’arca sarà cancellato dalla faccia della terra “.

Dobbiamo associare tutto ciò che possiamo a Binà, l’attributo della dazione, il Creatore, tanto quanto ci è possibile. Possiamo farlo affidandoci a Lui totalmente ed aggrappandoci a Lui come un seme nell’utero della madre. Tutto ciò che possiamo associare a questa qualità si salverà e si svilupperà spiritualmente.

I desideri che non si possono associare a Binà saranno distrutti dalle acque del diluvio. Noè è l’unico desiderio dentro di me che mi può portare alla spiritualità, sempre e quando lo posso separare dal resto dei miei desideri che non si possono sviluppare spiritualmente. Per questo desidero connettermi alla spiritualità, per mezzo di questo desiderio. È l’unico che desidero coltivare.

Devo tagliare il resto dei desideri ed affogarli nelle acque del diluvio, perché posso avanzare soltanto con l’unico desiderio che simboleggia Noè. Con questo desiderio posso costruire un nuovo mondo: il mondo dopo il diluvio.

Non so come sarà questo nuovo mondo. Io mi sviluppo all’interno di Binà come nell’utero di una madre e sia quel che sia. Quando risorgerò, avrò un nuovo mondo.

Il mondo spirituale si rivela da zero

laitman_2009-05-xx_ny_4848Tre domande sullo studio del Libro dello Zohar:

Domanda: i testi regolari del Baal HaSulam non ci danno adito alla confusione, però quando leggiamo lo Zohar con il suo Commentario, Sulam, senza ricevere i suoi chiarimenti, immaginiamo immagini di questo mondo. Perché succede questo?

Risposta: questo dipende dall’allenamento e dalla pratica che uno ha. Quando leggo la Torà, non la percepisco come un racconto storico. Tutta la Torà parla solamente del mondo interiore di una persona, il mondo spirituale che si trova dentro di me. Il mio mondo spirituale è integrato dai miei desideri di dazione; questi mi danno una percezione di un nuovo mondo.

Anche adesso, percepisco tutta la realtà dentro di me. Ciò che sento nella mente e nei sentimenti si chiama “questo mondo”. Tuttavia, posto che le mie intenzioni sono egoistiche, “questo mondo” che percepisco è uno stato limitato, difettoso e temporaneo. Se cambio la mia intenzione dalla ricezione alla dazione, allora percepisco il mondo spirituale, che uno stato illimitato, perfetto, armonioso ed eterno.

Il Libro dello Zohar si dirige a quelli che desiderano e sono pronti a cambiare la loro intenzione dalla ricezione alla dazione. Si rivela adesso, a tutte le persone del mondo che sentono la necessità di ciò, e la sofferenza globale farà in modo che tutti sentano questa necessità.

Domanda: perché gli autori dello Zohar, della Torà e del Talmud ci confondono, descrivendoci il nostro mondo, invece del Mondo Superiore, e invece di azioni spirituali, sembra che descrivano azioni corporali, come i lavori nel Tempio e la storia del popolo di Israele? Perché utilizzano questi mezzi per dirmi cosa mi sta succedendo?

Risposta: confondendoti, ti orientano affinché tu cambi la tua percezione, affinché inizi a percepire attraverso l’intenzione di dare, invece dell’intenzione di ricevere.

Questo mondo, tutta la storia, il Tempio, le leggi del Talmud, le Sefirot ed i mondi non esistono. Tutto è parte del mio desiderio. Tuttavia, per fare in modo che questo desiderio cambi dall’intenzione di ricevere all’intenzione di dare, abbiamo bisogno di percepire questo, così come le immagini, precisamente in questa maniera. Dobbiamo fare grandi sforzi per vedere il mondo attraverso l’attributo della dazione, passando da un tipo di percezione all’altro. È proprio lo sforzo che da luogo ai cambiamenti in noi e conduce ad una percezione totalmente diversa, con la quale prima non avevamo familiarità.

Non c’è niente di artificiale nella percezione di questo mondo o di quella dei mondi spirituali. Tutte le loro immagini, sono create in noi dall’interazione diretta della Luce e del desiderio (il vaso, il Kli). Non esiste nient’altro al di fuori di queste due cose.

Domanda: dopo tutto quello che è stato detto, come ci prepariamo veramente per studiare lo Zohar?

Risposta: hai bisogno di quanto segue:

1. Prova a sentire costantemente che tutto in questo mondo e tutto quello che è scritto nello Zohar, si trovano dentro di te. Tutto succede soltanto dentro di te.

2. Ricorda che tutto ciò che è scritto in esso tratta di te e delle tue qualità.

3. Prova a cercare nel tuo interiore, le qualità che sono designate con le parole nel testo del Libro dello Zohar. Quali delle tue qualità relazioni alle parole “diluvio”, “Creatore”, “creatura”, “Noè”, “malvagio”, “giusto”, “figlio di Noè”, “animale”, “arca”, “le acque del diluvio”, “cieli”, “terra” ecc …

4. Chi sono io? Questo è qualcosa che nemmeno so. Devo avere l’aspettativa di rivelarmi, di rivelare l’altro mondo e tutto ciò che lo riempie. Tutto sarà nuovo. Devo essere preparato a qualsiasi rivelazione, perché in questo momento esisto all’interno di una menzogna e nell’oscurità. C’è uno spazio vuoto in me, all’interno del quale creo un nuovo mondo, a partire dalle mie indagini e rivelazioni, come un bebè che gradualmente, va unendo i pezzi di un mondo a partire dalle sue impressioni.

Non capisco le parole che leggo. Sono come un bebè che desidera rivelare tutto “da zero”. Gradualmente, comincerò a vedere me stesso ed il mondo in un altro modo, come è scritto nel Libro dello Zohar. “Ho visto un mondo al rovescio”.

Materiale correlato:

Laitman blog: Il Libro dello Zohar ci porta nel Mondo Superiore
Laitman blog:Ogni essere creato è determinato da quattro fattori

Un esercizio di routine per entrare nel mondo spirituale

laitman_2009-03_79581L’unica cosa che può aiutare una persona a studiare e rivelare il Libro dello Zohar, sono gli esercizi costanti, attraverso i quali il lettore desidera sentire il testo dentro di sé. In altro modo, per lui, questo libro resterà chiuso per sempre.

Se soltanto tirassimo via questo “tappo” dalle nostre sensazioni, apriremmo un cammino affinché le sensazioni spirituali più elevate, confluiscano in abbondanza verso di noi dall’Alto. Allora, si rivelerà a noi il nostro mondo interiore.

In altro modo, col passare dei giorni, una persona deve ostinatamente aspettare la nascita di una risposta interiore dalle parole dello Zohar. Allora, come per il bambino che scopre il mondo, nasceranno spontaneamente dall’interno le impressioni di una realtà più elevata (il Mondo Superiore) che si nasconde dentro di noi.

Materiale correlato:

Dalla lezione dello Zohar 25-11-2009
Laitman  blog:La serva e la padrona descritte nel Libro dello Zohar sono dentro di voi

Il Libro dello Zohar ci mostra la strada per la fonte di acqua viva


Leggendo Il Libro dello Zohar, si deve capire che esso parla solamente della connessione tra le nostre anime e dell’unico sistema generale che esiste, del quale siamo parte. Lo Zohar ci parla dei diversi gradi di connessione e delle azioni che ci vincolano. È specificamente per questa ragione che impiega nomi di  persone ed oggetti di questo mondo, così come nomi di angeli, Sefirot, Parzufim ed altri oggetti spirituali. L’unico obbiettivo in tutto ciò è la correlazione dei desideri, ed il lettore deve immaginarsi all’interno di questa rete di connessioni. Allora, il Libro dello Zohar comincerà ad influenzarlo.

Cercate di sentire che vi trovate all’interno di un mondo di forze e desideri, nel campo che ci connette. Non c’è neppure una sola citazione del nostro mondo, ma tutto parla della connessione interiore tra le parsone. Immagina solo, che tutto ciò che viene descritto, è su di te; sei tu che sali e scendi lungo i gradi spirituali, relazionandoti alle diverse parti di Zeir Anpin che si chiamano: Giacobbe, Noè, Davide, Abramo, Isacco, ecc. Tutto questo sei tu! Il risultato sarà, che vedrai questa immagine davanti a te.

Lo sforzo che realizziamo per penetrare all’interno di questa immagine, è ciò che la creerà nel nostro interiore, perché questo è ciò che attrae la Luce Superiore verso di noi. Per esempio prendiamo il seguente estratto:

Esistono due acque nel tuo buco e stanno sgocciolando dal tuo pozzo. Il buco è uno spazio vuoto che non lascia uscire l’acqua ed il pozzo è l’acqua che si riversa velocemente all’esterno. Ma sono entrambi insieme in un luogo, e rappresentano Nukva (creazione, Malchut, il cuore, o il desiderio). Fino a quando essa  si unisce con suo marito, il Creatore, resta lì come un buco vuoto, come un mendicante che dipende da tutti. Ma quando si unisce a Lui, diventa un pozzo pieno d’acqua. Il pozzo si riempie d’acqua dall’alto, da Zeir Anpin, il Creatore, e la sua acqua si riversa nelle anime dei giusti.

Ogni persona deve immaginare che ciò è scritto riguardo a lei ed il suo stato. O è un buco vuoto o è un pozzo pieno d’acqua; ciò dipende dalla sua abilità di connettersi con altre anime o punti nel cuore. Comunque, tutto il sistema esiste nel desiderio della persona.

Se questa si sente come un mendicante che non ha nulla, (così si sente la persona quando arriva alla Kabbalah) allora il suo desiderio lo fa sentire come Nukva, (un desiderio di essere riempito), opposto al Creatore. Una persona deve allora capire che può solo ricevere il riempimento nella misura in cui corregge il suo desiderio. Così il buco vuoto, diventerà un pozzo pieno d’acqua, desiderando riempire gli altri ed il Creatore. In questo modo una persona diventa una fonte eterna dalla quale sgorga acqua viva.

La serva e la padrona descritte nel Libro dello Zohar sono dentro di voi


Tutto ciò che è scritto nel Libro dello Zohar avviene dentro di te. Tutti i suoi personaggi e le diverse sfumature della tua relazione con la Forza Superiore, il Creatore, altri personaggi e te stesso. Più in avanti, comunque, comincerai ad unificare tutto questo in un insieme, l’unica realtà esistente.

Quando leggi il Libro dello Zohar, devi sempre immaginare te stesso, cioè, le tue qualità, posto che questa è l’unica cosa di cui parla lo Zohar. Quando cita un animale, per esempio, sta parlando di te; se è un albero riguarda te; un adolescente, riguarda te; una collina, riguarda te; una domestica, riguarda te; anche una signora, riguarda te. Tu sei tutte queste cose che sono qualità, non oggetti.

Le qualità del tuo desiderio (Malchut) sono divise in una serva (le quali ti aiutano) ed una signora (le quali ti controllano). La signora è il tuo desiderio corretto, mentre la parte che non è ancora corretta, ma può prendere parte in questa correzione, si chiama serva.

Sei diviso in due parti, la signora e la serva, rispetto al signore o sposo, il Creatore. In questo modo si sente l’anima in relazione al Creatore. A causa del fatto che riceviamo da Lui, tutti siamo le Sue spose o parti di Malchut.

Se aspiri a correggere le tue qualità, allora esse vengono definite come “una serva che è leale alla sua signora”. Ciò significa che anche se le tue qualità sono egoistiche, in qualche modo sei disposto a raggiungere la dazione. Questa è la lealtà dell’anima al suo sposo, il Creatore. Se d’altro canto, le tue qualità desiderano lavorare per sé stesse, sono chiamate “una serva impura che è sleale verso la sua signora”.

Il nostro scopo è di trasformare tutte le qualità scorrette della serva, nelle qualità corrette della signora. Raggiungeremo lo stato della “Signora” – amata ed uguale al suo amante.

Il Libro dello Zohar ci porta nel Mondo Superiore


La scienza della Kabbalah ci dice che esistono cinque mondi che ci separano dalla Forza Superiore. Si trovano l’uno al di sotto dell’altro, e tutto quello che esiste in un mondo superiore discende e si riproduce completamente in tutti i mondi fino ad arrivare al mondo più basso che è il nostro mondo.

La differenza tra i mondi non risiede nei loro dettagli, ma nel materiale di ciascuno di loro. Quanto più elevato è un mondo, più spirituale (datore) è il suo materiale.  Quanto più basso è, più corporale (egoista, ricettore) è il suo materiale.

A causa del fatto che i dettagli di tutti i mondi sono identici, comparandoli, possiamo cercare di immaginare la differenza tra il loro materiale o desiderio e possiamo desiderare che questo cambiamento avvenga in noi. Il libro dello Zohar è speciale perché crea una proiezione del mondo spirituale nel nostro mondo. Ci racconta una storia su questo mondo e parallelamente, sulla fonte di questo mondo nel Mondo Superiore. Inoltre descrive tutto molto dettagliatamente, permettendoci di entrare nella scena della sovrapposizione di un mondo sull’altro.

Ci troviamo così tra due mondi: tra quello che capiamo sulla narrazione del nostro mondo  e l’immagine più elevata che proviamo ad immaginare.  La differenza tra le due immagini, è che le immagini nel nostro mondo sono visuali: le vediamo, le sentiamo e le capiamo, però nel mondo spirituale, le immagini sono qualitative: sono qualità, forze, desideri ed intenzioni.

Se una persona si trova sempre tra questi  due mondi, anche se non riconosce il Mondo Superiore, o non ha i sensi spirituali per percepirlo, tuttavia,  cercando di immaginare sempre il Mondo Superiore invece di questo mondo, comincia a sentire una rivelazione. In questo modo, si avvicina alla sua nascita nel mondo spirituale.

Questo è ciò che fa si che il Libro dello Zohar sia così speciale. A momenti attrae la persona ed in altri la rifiuta; tramite questi movimenti alternati, la avvicina al Mondo Superiore, o al successivo Mondo Spirituale che si trova al di sopra di lei.

Se la persona si trova già in un livello spirituale e desidera ascendere di più, allora questo libro meraviglioso realizza la stessa operazione. Opera in tutti i 125 gradini della scala spirituale.

Di conseguenza, quando leggiamo o ascoltiamo il Libro dello Zohar, dietro ogni parola od azione che si descrive nel libro,  dobbiamo visualizzare il concetto più corretto: “cosa potrebbe essere questo realmente nel livello più elevato?”.

Questi sforzi ci permettono di sentire il Mondo Superiore. La comprensione verrà dopo la sensazione. Per adesso, cominciano a formarsi in noi sentimenti più elevati, paralleli ai sentimenti corporei. In questo modo  entreremo in un mondo dall’altro.

Come il Libro dello Zohar rimette a fuoco la nostra visione


Il Libro dello Zohar spiega la nostra relazione con il Creatore, che è la sola cosa che dobbiamo imparare. Le sole cose che esistono in tutta la realtà sono il Creatore e la creatura, ed esse sono le sole cose di cui parla il Libro dello Zohar.

Anche nella nostra vita quotidiana, dove il modo in cui si presenta il mondo ci impedisce di vedere la verità (cioè che noi e il Creatore siamo le sole cose che esistono), ogni cosa che abbiamo intorno riguarda di fatto la nostra relazione con il Creatore, anche se a noi non appare così. Non c’è nulla a parte il Creatore e la creatura.

Sebbene non ci siano delle immagini nella spiritualità, lo Zohar per prima cosa ci introduce in argomenti che sembrano delle “situazioni” fisiche, parlandoci di azioni ed immagini che ben conosciamo in questo mondo. Ma poi, lo Zohar comincia a spiegare cosa succede dietro a questo quadro, cioè dietro a queste descrizioni, cosa succede alle forze, ai desideri e alle qualità ad un livello parallelo più elevato. In questo modo, veniamo gradualmente abituati a distinguere le “immagini” o qualità più elevate, e a vedere ogni cosa intorno a noi come espressione della nostra relazione con il Creatore.

Il libro dello Zohar è come un fiume che sgorga dal Giardino dell’Eden


Dobbiamo aprire noi stessi affinché il Libro dello Zohar possa scorrere dentro di noi con facilità, completamente e senza ostacoli. Allora cominceremo a sentire delle nuove sensazioni di ciò che sta succedendo in quell’altro mondo.

Dobbiamo aspettarci di percepire un quadro che è fatto di sensazioni, ma senza fantasie o visioni. Dovremmo desiderare di percepire le parole di questo libro immediatamente e direttamente, come quando leggiamo qualcosa che comprendiamo e che ci è vicino, e che ci sembra di vivere mentre siamo immersi nella lettura.

Il testo del Libro dello Zohar è un fiume che sgorga dal Giardino dell’Eden e che scorre nel cuore dell’uomo. Chiunque apra il suo cuore sarà bagnato dalle sue acque, ne sarà purificato e comincerà a vedere.