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Lezione quotidiana di Kabbalah –13.05.2010

Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Punto 17, Lezione 2
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Il libro che conserva il segreto di chi sono io

Domanda: Come distinguere l’influenza che esercita in noi il libro dello Zohar rispetto ad altri libri?

Risposta: Gli altri libri agiscono in maniera più aperta ed influiscono sulle nostre sensazioni e la nostra mente materiale.

Per questo, durante la lettura, in un certo modo, possiamo immaginare come trovarsi in questo stato.

Per esempio il libro dello Shamati si dirige alle nostre sensazioni ed altri articoli di Baal HaSulam si dirigono alla nostra mente;

però, lo Zohar non si dirige alla nostra mente né alla nostra sensazione esterna e mondana. Dobbiamo rivelare in esso il senso interiore, cioè cosa questo libro ci mostra dentro la nostra anima, dentro le nostre qualità e sensazioni interne.

Prima di poterlo fare, sentirai che non ti unisci a questo libro e che esso esiste totalmente a parte te.

I libri di Kabbalah e specialmente il libro dello Zohar sono molto personali ed intimi. Quando entri in questi libri, essi ti rivelano la tua anima.

Cominci a sentire che questo libro ti conosce a fondo, più di quanto tu conosci te stesso!

Il libro ti descrive. Esso ti rivela te stesso ogni volta di più e ti spiega chi sei all’interno …

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Tutto il giorno per una sola ora


Domanda: Si deve cominciare il lavoro sull’intenzione durante la lettura del libro dello Zohar molto prima della lezione, già di giorno?

Risposta: Direi che bisogna lavorare sull’intenzione tutto il tempo. Nel nostro mondo, tutto è costituito in maniera tale che siamo in contatto con il gruppo e lo studio solo durante un breve periodo di tempo.

Migliaia di persone in tutto il mondo sono presenti alla lezione insieme a noi. Molti ascoltano la lezione con la traduzione simultanea. Ci sono alcuni che capiscono anche con difficoltà la traduzione, poiché questa viene fatta nei linguaggi più comuni;

ma questo non è importante per l’avanzamento spirituale. Rispetto al libro dello Zohar tutti siamo nella stessa posizione. Arriviamo alla lezione come ad una pompa di benzina, per riempirci e vivere dopo con questa tutto il tempo restante.

Il nostro mondo è fatto a proposito in maniera tale che lavoriamo la terza parte della nostra vita, un altro terzo dormiamo ed il resto lo sprechiamo in diverse sciocchezze; e ci resta soltanto un’ora o due che rubiamo al sonno e veniamo a studiare.

Ma quando cominciamo a studiare, dobbiamo capire che tutta la nostra vita si organizza correttamente e non andare a lavorare disperatamente. Il Creatore ha organizzato questo processo specialmente per noi.

Se arrivo alla lezione anche per una sola ora, questo deve essere sufficiente per essere in connessione con la meta, le restanti 23 ore. Durante queste 23 ore, preparo i miei desideri per l’ora in cui arrivo alla lezione.

2000 anni fa viveva nel deserto di Negev un uomo che si chiamava Bar Bi Yoma (l’alunno per un giorno). Egli era un agricoltore, lavorava in campagna.

Quando aveva il riposo nei lavori stagionali e poteva lasciare la sua casa, andava a Gerusalemme. Dopo tutto il cammino, gli restava solo un giorno per lo studio della Torà. Il giorno seguente stava già correndo a casa, al suo lavoro.

In suo onore, oggi esiste il costume che tutti studino un certo giorno dell’anno. Allora i saggi dissero che il suo studio un giorno all’anno era equivalente all’apprendimento continuo durante tutto l’anno, poiché tutto l’anno il suo desiderio era in questo giorno.

Per questo, se durante le 23 ore aspettiamo questa unica ora di studio, significa che contano tutte le 24 ore del giorno.

Da questo capiamo di quante ore abbiamo bisogno per preparare il nostro desiderio per un’ora di studio.

Per questo tutto dipende dalla preparazione. Dobbiamo dedicare tutte le ore del giorno alla preparazione della lezione sullo Zohar.

Lezione dopo il Congresso Mondiale dello Zohar – 11.05.2010

Lezione dopo il Congresso Mondiale dello Zohar
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La saggezza che ci indica la Luce


Lo Zohar, capitolo Shemot, punto 177 …. Ruach riveste il Guf dell’uomo in questo mondo, sommerso come le lettere incavate in un timbro, poiché l’interno del Guf che emerge fuori è considerato esteriorità.

Per questo c’è solamente luce di Vak in esso. Ruach, l’interno del corpo è sommerso. Contiene Chokhmà però non illumina.

Quando Ruach si espande dal Guf ed ascende al Giardino dell’Eden nella terra, … diventa protuberante.

I Ruach che ascendono lì hanno la stessa forma del Guf in questo mondo che è protuberante.

È come stringere una pasta attraverso lo stampo. Se lo stampo ha una forma di stella, allora la pasta esce a forma di stella. Se lo stampo è rotondo, allora la pasta esce di forma rotonda.

Cioè, la Luce che era all’interno di un desiderio (Kli) è stata ricevuta da questo desiderio dentro la Luce Riflessa (come il vaso spirituale). Per questo la Luce si è rivelata!

Per questo, la Luce riceve la stessa forma che aveva il “corpo” (desiderio). Anche quando lo abbandoni, nel desiderio resta il ricordo (Reshimo) sulla forma del desiderio in cui era vestito.

Si tratta della Luce speciale: non è una Luce astratta, semplice, una Luce che non è stata mai accettata dal corpo. Il corpo ha accettato questa Luce e si è corretto secondo questa forma.

Il corpo ha terminato questa correzione ed ora la Luce anteriore, che era nel corpo e lo stesso corpo sono uno davanti all’altra. Il corpo continua a correggersi in una forma più avanzata, ma la forma anteriore non scompare.

Le forme anteriori ci aiutano nella nostra correzione ulteriore, perché la Luce, che prima era nel corpo, si veste in esso un’altra volta e aiuta gli stati successivi.

Anche se il prossimo gradino può essere totalmente diverso, la stessa Luce – la stessa saggezza spirituale che una volta si è vestita in me – mi aiuta nel cammino in avanti, allo stesso modo che in questa vita mi aiuta l’esperienza di ciò che ho passato nei gradini anteriori.

Ogni stato rimane, “niente scompare nella spiritualità”; ed ogni stato che è cambiato lascia dietro di sé le forme che aiutano gli altri stati.

La comparazione, la rivelazione e l’unione di queste forme è proprio ciò che ci conduce alla saggezza (alla scienza della Kabbalah).

Lezioni dal Congresso Mondiale dello Zohar – 09.05.2010

Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 6
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 7
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 8
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 9
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Lezioni dal Congresso Mondiale dello Zohar – 08.05.2010

Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 5
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La Luce é generata a mezzanotte


Lo Zohar, Capitolo “Ve’Eleh Toldot Itzhak (Queste sono le generazioni di Isacco). Articolo 14: Sebbene tutte le persone nel mondo vengono da Israele, loro sono tutti degni di benedire il Creatore. Ma le benedizioni per le quali la parte superiore e la inferiore sono benedetti, chi sono coloro che Lo benedicono? Sono i servitori del Creatore. E chi sono loro cui la benedizione è una benedizione? Sono quelli che stanno nella casa di Dio durante la notte, quelli che si alzano a mezzanotte e si svegliano a leggere nella Torah. Sono quelli che stanno nella casa di Dio durante la notte. E hanno bisogno sia di essere servitori del Creatore, sia di alzarsi a mezzanotte, perché allora il Creatore vieni di intrattenersi con i giusti nel Giardino dell’Eden.

Nella scienza della Kabbalah, la “mezzanotte” non corrisponde al tempo fissato da ore astronomiche e dalla rotazione del pianeta terra, corrisponde piuttosto allo stato dell’uomo che costruisce dentro i lui i sensi spirituali (Kelim-Vasi).

Questo uomo si trova in un stato di oscurità perché il suo livello precedente si è esaurito completamente, come il grano le cui radici marciscono nel terreno. Questa è una condizione necessaria per acquisire un nuovo grado; il suo stato precedente deve “marcire” nei confronti del nuovo.

Allora l’uomo inizia a vedere nel buio un livello nuovo, il quale è formato sia dal livello successivo, che dalla Luce Superiore che si trova davanti a lui. Per il momento gli appare come oscurità perché lo sente attraverso le sue qualità attuali. Dopo tutto, ogni livello successivo è un grado di dazione più grande, in relazione al desiderio di godere non corretto, che gli si rivela.

Da una parte, per lui brilla una Luce più grande, ma dall’altra, gli si rivela un desiderio di godere addizionale e non corretto. Dentro di lui ha già un nuovo livello, ma lo percepisce come tenebre, come una mancanza di Luce all’interno del desiderio.

L’uomo sperimenta la Luce come tenebre perché il suo desiderio addizionale non è ancora corretto. Questo fatto gli fa cercare un modo per cambiare il suo atteggiamento di percepire la realtà. In sé e per sé la realtà é sempre una parte corretta della Malchut, che gradualmente gli si rivela sempre di più.

L’uomo cambia continuamente la sua percezione, le sue sensazioni e la sua consapevolezza, così come il raggiungimento del suo stato. Lui allora, chiede la Luce che Riforma, eppure, non lo fa per cambiare la realtà, ma per cambiare la sua percezione della realtà.

Quest’ uomo è chiamato “Servo del Creatore” perché in ogni stato capisce che tutto viene da “ Non c’è nessuno tranne Lui”. Corregge le sue qualità (Kelim-Vasi) solo la persona che percepisce che la realtà cambia come risultato del suo proprio cambiamento.

Il padre del popolo che aspira alla spiritualità

Lo Zohar, capitolo Vaiera, punto 360: “Egli protegge i piedi dei Suoi santi”.

Scrive, “I Suoi santi”, senza una Yud (in ebraico), il che significa un santo, Abramo con il quale il Creatore andava sempre affinché gli altri non potessero danneggiarlo.

Però i malvagi sono zittiti nell’oscurità”. Questi sono gli angeli ai quali il Creatore diede la morte nella notte in cui Abramo li inseguiva.

L’attributo di Chesed (Abramo) è la base del resto delle correzioni. È il primo attributo che si rivela nell’egoismo che si sta correggendo.

Per questo lo consideriamo “il padre del popolo di Israele”, il padre (la base) del popolo di Israele (di tutte le altre correzioni che portano l’essere umano al Creatore).

Lezioni dal Congresso Mondiale dello Zohar – 07.05.2010

Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 1
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 2
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 3
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 4
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