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L’immagine olografica dell’anima

Il Creatore esige che le nostre anime si uniscano. La distanza tra noi ed il sentirci come estranei, costituiscono una corruzione totale. La correzione, d’altra parte, risiede nel percepire noi stessi come le parti di un corpo unico. Tuttavia, non è sufficiente percepirci come parti di un organismo che lavora unito.

Devo incorporarmi in tutti e loro devono incorporarsi in tutti gli altri e così all’infinito! È come un’immagine olografica, nella quale ogni elemento contiene tutte le altre in sé.

Non possiamo ancora immaginarla a livello sensoriale, perché siamo opposti a questa immagine. Dentro di noi, la frammentazione dei vasi ha dato come risultato la sensazione di essere separati l’uno dall’altro. Non possiamo neppure capire come sarebbe possibile incorporarci agli altri, che non esista un “io” che si unisce agli altri e diventi un tutt’uno.

Quando i nostri punti nel cuore si uniscono, questa realtà illusoria di corpi fisici svanisce; restano solo i nostri desideri. Quanto più appropriatamente ognuno di noi cerca di immaginare la nostra unione, tanto più vicini saremo alla vera immagine della realtà che è l’unica ad esistere. Dobbiamo solo avvicinarci e rivelarla. In questo modo saniamo gradualmente tutte queste illusioni materiali che ci avvolgono.

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Il gene della dazione

Più lottiamo per la Luce, migliore sarà il nostro futuro, poiché risvegliamo in noi la rivelazione della Luce. La Luce illumina questo mondo sempre di più, e quelli che si dirigono verso di lei percepiscono questo stato come buono, mentre gli altri lo percepiscono come cattivo. In primo luogo la Luce sviluppa questo mondo (il nostro universo, il globo terrestre e tutto ciò che contiene) in accordo ai gradi inanimato, vegetale ed animato, coltivando solo il desiderio egoistico. Questo è lo sviluppo materiale, in cima al quale c’è il livello animato; in questa maniera, la Luce sviluppa la materia.

Tuttavia, quando l’egoismo si sviluppa al livello animale, non c’è nient’altro per esso per crescere. Esso sente la sua completa impotenza; sente di aver raggiunto un vicolo cieco e c’è solo l’oscurità davanti. In questo modo il mondo arriva alla crisi e si dispera. Comunque, tutto ciò avviene sotto l’influenza della Luce che ci mostra che non c’è nient’altro con cui possiamo riempire il desiderio di ricevere. In verità, non possiamo mai riempirlo, noi speriamo solo per il futuro ed aspiriamo a questo costantemente.

Tuttavia, una volta che il futuro smette di brillare davanti a noi, ed abbiamo completamente esaurito il nostro desiderio nel grado animale, non sentiamo nessuna possibilità di sviluppo in futuro. Perché? Per che cosa? A questo punto, l’umanità si trova ad un vicolo cieco senza nessuno scopo o speranza per il futuro.

Ecco perché la scienza della Kabbalah si sta rivelando oggi. Essa ci spiega lo scopo per il quale tutto ciò viene fatto. È così che noi adesso possiamo diventare partner della Luce per conto nostro e raggiungere il grado di Umano, che è simile al Creatore. L’elevazione dal livello animale a quello umano è la nostra prossima tappa di sviluppo.

Ciò è impossibile senza la realizzazione del piano Superiore. Malchut del Mondo dell’Infinito sta finalmente raggiungendo la conclusione dello scopo della creazione come concepito dal Creatore, il quale ha voluto che la creazione riuscisse a conoscerlo, cioè che diventasse indipendente e in più simile a Lui. La creazione sta attualmente cominciando a realizzare questo piano Superiore.

Noi siamo la prima generazione nella quale questo gene informativo (Reshimo) si sta rivelando. Esso riguarda il grado umano e noi dobbiamo realizzarlo. Quindi, la Luce che sta agendo adesso in questo mondo sarà sempre a danno del desiderio egoista, espressamente con lo scopo di aiutarci ad ascendere.

Allo stesso tempo, la Luce aiuterà la gente che desidera realizzare questo “gene della dazione” in sé. Il Creatore è venuto più vicino a noi … Egli ci ha rivelato il gene informativo (Reshimo), la scienza della Kabbalah, la crisi mondiale, l’intera situazione e tutti i mezzi che ci permettono di discernere questa nuova direzione di sviluppo e di eseguirla. Abbiamo solo bisogno di raggiungere la Luce per conto nostro e vedremo la Sua Bontà.

Lo Zohar: su Adam HaRishon e Abramo

Lo Zohar, Maggior correzioni

Adamo fu la prima persona a rivelare l’ordine delle azioni che conducono al successo spirituale. Egli trasmise questa saggezza ai suoi discepoli “di bocca in bocca”; ed ognuno può aggiungere i suoi amici (Baal HaSulam, “L’insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza”).

Uno: il Creatore è Uno, tutta la realtà è inclusa in Lui in tutti i tempi; tutto scaturisce da Lui, Egli è perfetto a prescindere dall’apparente imperfezione della creazione. I Kabbalisti chiamano questa indagine “Uno”.

Abramo stabilì le basi di questa indagine nel suo Libro della Creazione, egli giunse alla conclusione che non ci sono due differenti autorità del bene e del male, ma piuttosto tutto è governato solo dal bene (Baal HaSulam, “Il Carattere della Kabbalah”).

Il Libro dello Zohar, Prefazione (abbreviata)

1.Abramo è la radice della misericordia nelle anime. Ecco perché ha corretto l’anima comune (Shechinà) e l’ha resa idonea al riempimento della Luce della Misericordia.

Ma se la Luce della Misericordia (Hassadim) fosse stata nelle anime dei discepoli di Abramo (“la gente di Israele”, il gruppo che creò), essi non avrebbero potuto esercitare il loro desiderio di ricevere piacere. Ecco perché la Luce della Misericordia non portò a compimento il Pensiero della Creazione. Questo perché l’idea più importante dietro il Pensiero della Creazione è di soddisfare le creature specificamente ricevendo il riempimento da Lui.

2. Questa è la ragione per la quale Abramo (la proprietà della dazione) diede vita ad Isacco (la proprietà della ricezione). Come risultato della correzione di Abramo, Isacco scoprì l’esistenza di un’anima comune che era in uno stato di completa perfezione, riempita di Luce di Misericordia. Allora egli sentì il suo desiderio di ricevere l’intera perfezione che era stata predeterminata dal Pensiero della Creazione.

In altre parole, Isacco risvegliò in lui il desiderio di ricevere dal Creatore con l’intento di dare, il che significa che il desiderio di ricevere emerge solo a causa del desiderio di Colui che da; se Colui che da non lo avesse desiderato, l’anima non avrebbe posseduto neppure il più piccolo desiderio di ricevere niente da Lui.

Questo tipo di ricezione con lo scopo di dare è considerato dazione, poiché è una qualità che non è supportata dall’egoismo. Esso ha completamente corretto il desiderio generale (Shechinà) per ricevere la totalità dell’abbondanza che era stata programmata al tempo della creazione.

3.Tuttavia, poiché il mondo non era pronto per la completa correzione, il malvagio Esau apparve e corruppe il processo della correzione.

Esau non seguitò “a ricevere unicamente con lo scopo di dare” come per la correzione di Isacco; egli peccò, ricevendo “per il proprio beneficio”. Anche quando egli riuscì a capire che Colui che da non voleva che lui ricevesse, egli continuò a ricevere piacere per il suo beneficio ed ecco perché le Klipot “si legarono” a lui.

Poiché Giacobbe era conscio del “difetto” di Esau, egli corresse l’anima nella proprietà della trepidazione. Ecco perché si dice: “la sua mano che afferra il calcagno di Esau”. Come risultato, le correzioni di Abramo ed Isacco furono unite e non furono commesse trasgressioni.

4. Ma questa correzione non fu finale poiché essa risultò dalla paura del peccato che proviene dal “Calcagno di Esau”. Quando la completa correzione ha luogo, la paura del “Calcagno di Esau” viene annullata e la trepidazione appare dalla grandezza del Creatore. La paura di Giacobbe serve a correggere tutte le generazioni del popolo di Israele finché non viene raggiunta la correzione completa.

5.Tutti devono attraversare la correzione e facendo ciò, percepiscono l’anima creata dal Creatore. Questo significa ottenere le “qualità degli avi”.
Solo dopo l’acquisizione di simili proprietà, la correzione dell’anima comincia; si eleva dallo stesso dallo stesso posto che Giacobbe lasciò per noi, cioè elevando la trepidazione ad un grado in cui essa dipende unicamente dalla grandezza del Creatore. Successivamente, la Luce Superiore viene attratta attraverso questa elevata proprietà della trepidazione per guidarci verso la completa correzione.

6. La ragione di tutte le afflizioni che emergono in questo mondo è esclusivamente di correggere il desiderio di ricevere nelle anime, in maniera tale che esse siano pronte a ricevere tutta l’abbondanza inclusa nel Pensiero della Creazione.

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L’Ostacolo tra noi e Lo Zohar

Ho ricevuto una domada: Perché è cosi difficile da capire Lo Zohar? Si deve all’incomprensione del testo o alla nostra mancanza di sentimento e inabilità di staccarci dal nostro mondo familiare ?

La mia risposta: Esiste solamente una difficoltà: è necessario sottoporsi ad una chirurgia senza anestetico, con piena consapevolezza e desiderio. Dobbiamo sopportare un trapianto che ci toglierà il nostro cuore e mente egoistici e impianterà l’amore per tutti, insieme a pensieri soltanto su questo.

Fa quello che vuoi ma non lasciare

Ho ricevuto una domanda: Durante la lezione sullo Zohar mi sento tirare da una parte all’altra come in una nave durante una tempesta. Alcune volte la prendo bene, mentre altre ne sono spaventato. È un bene per me o è il contrario?

La mia risposta: Dobbiamo capire che non c’é un collegamento tra quello che leggiamo, che sentiamo, e perfino quello che succede dentro di noi. Durante la lezione Lo Zohar lavora dentro di noi come se noi stessimo toccando i pulsanti di un apparecchio del quale non conosciamo il funzionamento. È come un bambino che prende un telefono cellulare da la tasca del padre, gioca con i tasti e tutt’un tratto chiama qualcuno o invia un messaggio. In modo similare, quando studiamo Lo Zohar stiamo pigiando “tasti” senza saper quali forze stiamo istallando. Per cui, le reazioni che sentiamo in risposta non sono per niente collegate con le nostre azioni iniziali.

Possiamo pensare ai nostri amici, al mondo intero, al Creatore con amore e all’improvviso ci troviamo afflitti con altre tematiche, chiedendoci “Perché sto cercando di fare questo?” Oppure può succedere che ci troviamo ad incolpare il Creatore, Il gruppo, noi stessi e tutt’un tratto appare qualcosa di buono che non credevamo di meritare.

Lo Zohar ci parla come un genitore parlerebbe a un figlio che non capisce quello che gli si sta dicendo. Il genitore sa tutto sul suo bambino, ma il bambino non capisce niente su di lui. Nella spiritualità siamo al livello di un bambino. E per questo che non dobbiamo trarre conclusioni basate sulle nostre sensazioni, perché non sono propriamente collegate.

Può essere che ci troviamo a pensare che tutto è un disordine e sentiamo soltanto problemi e confusione, quando invece tutto è in perfetto ordine. Dobbiamo stare attenti a non badare a quello che succede e continuare con i nostri studi fino l’arrivo della liberazione. Siamo avvisati che dobbiamo smettere di preoccuparci su qualcosa che succede durante in nostro percorso, ed è scritto “Fa quello che vuoi, ma non lasciare !”

Abbiamo bisogno di una certa misura di persistenza, devozione e pazienza nel nostro percorso spirituale. Baal HaSulam scrive nella “Prefazione allo Studio delle Dieci Sefirot” che “Soltanto quelli eroi che possiedono vera pazienza riescono a salire la montagna ed entrare nel Palazzo del Re”.
Per cui, dobbiamo permettere a Lo Zohar di influenzarci attraverso la Luce Circostante.

Modellare la visione del mondo verso la dazione

Domanda: Perché il 90% degli ostacoli che mi si presentano appartengono al mio corpo fisico (ho fame, sono stanco, ecc …)? Dopo tutto, la corporalità è molto meno importante della spiritualità ed ha solo una lieve scintilla di vita.

Risposta: Ciò che lei mi chiede è perché non ci è stata data l’opportunità di lavorare con i nostri desideri spirituali, le luci, gli schermi, invece di farlo con la corporalità; però nella misura in cui lei comincia a vedere il mondo sotto le ondate della dazione, smetterà naturalmente di focalizzarsi su questo mondo. Non è più il mondo che determina tutto. Lei continua ad esistere in questo mondo ed a connettersi con la gente, ma se questo mondo non è connesso al mondo spirituale, perde tutto il suo significato. È solo una conseguenza, un riflesso dei mondi spirituali che le proietta la realtà.

Esiste una speciale tecnologia con la quale si proiettano immagini tridimensionali ed olografiche nell’aria per mezzo dei raggi laser. Realizzano ogni tipo di immagine nello spazio vuoto. Alla stessa maniera, il mondo le si presenta sotto forma di immagini illusorie, poiché questo mondo non è che un’impressione di quello che esiste nella spiritualità.

È il nostro desiderio egoista che ci proietta in questo mondo. Per il momento, può esistere solo in questa forma che non scompare fino alla fine della correzione. Rabbi Shimon Bar Yochai potrebbe essere seduto qui con noi e vedrebbe il nostro mondo corporale, a prescindere dall’essere già totalmente corretto. Certamente questo mondo sparirà dai nostri sensi nel giungere alla correzione finale generale.

Questo mondo appartiene al desiderio generale di ricevere piacere. È un desiderio egoista, tuttavia non va contro il Creatore. È semplicemente un desiderio di condurre una vita animale e ricevere piacere.

Per tanto, non è considerato come criminale e non richiede correzione. Bisogna semplicemente usarlo come un animale e plasmarlo come il desiderio di dare, ovvero l’anima.

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Non cedere davanti alla magia

Lo Zohar, capitolo Bechukotai, punti 5-6: Poiché abbiamo bisogno di evocare la santità suprema con atti e parole, quelli che provengono dal lato dell’impurezza devono risvegliare il loro lato con atti e parole.

E a prescindere dal fatto che Bilaam era il più grande di tutti i maghi nel mondo, Balak era ancora miglior mago di lui, poiché con la sua magia, Balak era più grande dei saggi.

Cosa significa questo? Perché devo risvegliare il lato dell’impurezza con atti e parole? Non sarebbe meglio tacere e non far niente, per non svegliare questi cani?

Ma no! Proprio con i miei atti e parole corrette – risvegliando il lato dell’impurezza oppure quello della santità – avanzo tra questi due verso l’alto.

“Magia” significa prendere la forza del Creatore ed usarla con astuzia, cioè, confondere l’uomo, rivelando la sua vera natura malvagia.

Sono le forze che sono dentro di noi e senza di esse, sarebbe impossibile rivelare il nostro egoismo.

Questi angeli – che vengono da parte del male – lavorano su di noi. Bilaam, Balak, Azazel, Aman e gli altri, sono le forze della frammentazione, sono parti della nostra anima. Non sono forze esterne. Al di fuori di noi, agisce solo il Creatore.

Prima della frammentazione, tutte le anime erano unite in un unico sistema ed esistevano in totale armonia ed unità con “l’Uno ed Unico”.

Quando avvenne la frammentazione, queste parti dell’anima finirono col connettersi in maniera egoista e sfruttarono questa connessione per divorarsi a vicenda.

Ciò è simile a quando un popolo si unisce, per assalire e conquistare l’altro.

Questa forza è impura. Da una parte, è una forza miracolosa di unione che ci arriva dal Creatore, dall’altra, la usiamo con un proposito egoista, per danneggiare gli altri.

Se vogliamo usarla così astutamente, allora potremo ottenere un gran successo per un periodo di tempo, anche se è chiaro che alla fine, tutto crollerà.

Vediamo che all’inizio, tutti i malvagi e i dittatori esortano il popolo, apparentemente all’unione, all’aiuto reciproco ed al socialismo. Una forza malvagia non può impossessarsi dell’uomo senza mascherarsi da una forza buona …

Questa forza corrompe l’uomo con una parte di verità, nella quale si occulta un grande inganno. In ciò consiste la magia.

Dall’esterno, ci sembra che ci offrano qualcosa di molto buono, ma all’interno si nasconde l’inganno, con il quale ci vogliono imbrogliare ed usare.

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La chiave dalla Sacra Porta verso me stesso

Abbiamo bisogno di capire che classe di potere si cela dietro il Libro dello Zohar. È uno strumento o un mezzo di salvezza che ci è stato dato – l’unico strumento capace di creare una rivoluzione spirituale e materiale nel mondo. Se capiamo la sua importanza, allora con il suo aiuto saremo capaci di cambiare noi stessi e la realtà. Saremo capaci di influenzare il nostro destino, sia come individui che come tutti insieme.

Tutto questo è nelle nostre mani. Questo libro è una chiave data all’umanità per aprire un sistema di forze che la governano. Dobbiamo solo imparare ad usare questa chiave per aprire la porta sacra – il cancello verso il sistema spirituale. Allora la chiave l’aprirà per noi!

Ogni parola del Libro dello Zohar dovrebbe essere capita come esistente all’interno di ognuno di noi. Il testo parla unicamente del nostro mondo interiore. Quando io leggo la frase “Andiamo dal Faraone”, io devo immaginare che il Creatore, Mosé ed io siamo tutti insieme dentro di me. Io ho bisogno di sentire quello che significa “andare di la” – quale desiderio o qualità io sto avvicinando, che viene chiamato “il faraone” o “inclinazione al male”. E la forza che mi aiuterà a farlo è chiamata il Creatore.

Io sono capace di andare direttamente verso il faraone perché io vedo quanto sia potente e come mi governi. E solamente aderendo al Creatore (alla linea destra, dazione, la Torà, la Luce Superiore) che io mi posso avvicinare di più alla linea sinistra (male, egoismo) dentro di me. Ed invece di distruggerlo io posso liberarmi del suo potere e innalzarmi al di sopra di esso.

Allora io convertirò la forza cattiva in forza positiva ed il bene mi governerà al posto del male. Tutto ciò è possibile solamente studiando Il Libro dello Zohar . Ogni parola nel libro rappresenta una mia qualità, una forza, la relazione tra di loro ed i processi che io sto attraversando.

Devo immaginare tutto questo come parti della mia anima; sto studiando la mia anatomia interiore spirituale. Gli sforzi che io faccio faranno avvicinare la Luce Superiore che Riforma e mi porta verso la Benevolenza.

Perciò, con queste aspirazioni nel nella mente e nel cuore, leggiamo Il Libro dello Zohar.