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Dai te stesso agli amici senza lasciar fuori nulla

Scrivere e imparare ciò che l’ intenzione deve essere durante la lezione: per unire l’ uno con l’ altro come un uomo con un solo cuore, all’ interno del sistema della nostra interconnessione chiamata “garanzia mutua. Da un lato, ogni persona sente se stessa, dall’ altra, sopra questa sensazione, sente un forte legame con gli altri che è incapace di eseguire anche un solo movimento in libertà. È così la devozione che una persona deve avere per il gruppo.

È come se io fossi intrecciato in una ragnatela attraverso la quale tutti i miei segnali in entrata e in uscita passano. Io non ho niente di mio nella mente o nel cuore. C’ è solo un punto rimasto che anela costantemente verso questa rete con tutta la sua forza, che desidera darsi ad essa.

Questo è un auto-rigetto. Per il grado mi dono agli altri, la Luce Superiore mi influenza e mi fa essere parte della rete comune. Allora mi sento come se da un lato fossi dedicato ad essa, e dall’ altra parte, tutto è mio.

E’ come una madre che dà tutta se stessa per il bambino ed entrambi sentono che il bambino le appartiene. Uno non esiste senza l’ altro. Si dice su questo nel Cantico dei Cantici: “Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me.” E ‘così che dobbiamo lavorare.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana 9/12/10 Kabbalah , lo Zohar)

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La partitura della Torà

Domanda: Perché nella Torà è come se tutto esistesse separatamente: Esaù isolatamente, isolatamente Giacobbe, Giacobbe lotta con Esaù…?

Risposta: Tempo addietro mi è capitato anche di occuparmi di musica. Cosa vedi, se guardi le note? Vedi ciò che dovrà essere eseguito. Vi sono dei segni: battute, note, pause, piano, forte…. Tutto questo è segnato per chi dovrà eseguirlo.

Io apro la Torà. Dentro c’è scritto: Giacobbe, Esaù, Israel, Sem, Beniamino, Dina….
Di cosa si tratta? Si tratta di note che io dovrò eseguire. Note che sono le mie facoltà interiori, forze che esistono in me, che si chiamano angeli.

Gli angeli sono forze della natura che mi sono state date dal Creatore affinché, col loro aiuto, possa organizzarmi e divenire simile a Lui. Perché devo fare questo? Perché, grazie a tutto ciò, potrò diventare indipendente, acquisirò veramente lo stato del Creatore.

Perciò la Torà si definisce: e luce, e istruzioni. Io leggo queste istruzioni e lavoro in conformità ad esse. Giacobbe, Esaù, Dina, Sem, l’asino, sono tutte forze della mia anima, e la Torà mi racconta cosa ne devo fare.

Essa mi descrive tutti quei processi che dovrò eseguire concordemente ai suoi personaggi, che sono correlati alle nostre interiori qualità, ai nostri desideri.

Quando leggo, sento letteralmente come tutte queste qualità dentro di me s’ intrecciano, attraversano tutte le trasformazioni possibili, come sto lavorando con loro, come le devo riunire, e dove dovrò, alla fine, arrivare.

Guardo il testo come tu guardi le note sulle quali potrai cantare o suonare, anche adesso, senza strumento, sulle tue corde interiori.

Solamente così noi dobbiamo intendere la Torà, e solamente per questo scopo ci è stata donata.
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Il mio contributo

Domanda: Cosa posso dare al gruppo durante lo studio?

Risposta: La tua partecipazione e l’ aspirazione all’ obiettivo, che deve essere più forte possibile. Questa è la forza della mutua garanzia con cui noi possiamo rafforzare il gruppo.

Questo specialmente durante lo studio, perché quando siamo in grado di unirci possiamo attirare la luce che riforma.

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I Kabbalisti sul Libro dello Zohar

Cari amici, vi prego di porre delle domande sui temi di queste citazioni di grandi kabbalisti. (Le note tra parentesi sino miei)

L’ importanza del Libro dello Zohar

Nel futuro usciranno i figli di Israele (ogni uomo con il desiderio: Isr=direttamente, el=al Creatore) dall’ (spirituale) esilio (dall’ egoismo, e perciò dall’ occultamento del Creatore) con la forza del Libro dello Zohar (che ripara l’ uomo e gli rivela il mondo eterno e perfetto).

-Libro dello Zohar, cap. “Naso” n.° 90

La liberazione di Israele (dall’egoismo, causa del percepire solamente questo mondo) e della sua eccellenza (compreso l’ amore per il prossimo) dipende esclusivamente dallo studio del Libro dello Zohar e della parte esoterica della Torà (Scienza della Kabbalah).

-Baal Sulam: Prefazione al Libro dello Zohar, p. 69

E’ noto che lo studio dello Zohar possiede una forza potente (riparazione e disvelamento del mondo superiore). Sappi che grazie allo studio dello Zohar viene il desiderio (di unirsi, di dare, di amare, ossia di riparare la rottura, la frammentazione delle anime) e la lingua santa (santità è dazione, virtù di Binà) dello Zohar risveglia al lavoro spirituale (correzione).

-Rabi Nahman da Breslaw Sihot Aran. Conversazione 108
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Non ci sono Idoli

Domanda: Quando leggiamo Lo Zohar, cerchiamo di immaginare qualcosa che per adesso non possiamo percepire: l’ anima generale di Adam HaRishon e l’ unità? Questo implica che stiamo trasgredendo la legge della Torà “creando un idolo”?

Risposta: Non è così, io non disegno nessuna immagine materiale di questo mondo. Desidero semplicemente sentire una connessione con gli altri. Nel frattempo, disegno questa connessione nella mia immaginazione limitata e per tanto sembro avere relazioni convenzionali; essendo però descritto come un sentimento, un desiderio, e non un’ immagine materiale, a prescindere dall’ essere egoista; stiamo cercando di attrarre più vicino la forma spirituale. Una persona costruisce se stessa da quello che ha.

Dobbiamo cercare di rivelare la tua connessione con gli altri. Esiste già, è solo nascosta da te. Cerchiamo di trovare questa connessione attraverso l’ oscurità e la nebbia e speriamo che Lo Zohar alzi il velo che sta coprendo i nostri sentimenti e riveliamo la vera immagine.

Vedrò questa immagine con il mio cuore e non con i miei occhi. Allora sentirò veramente tutto quello che il Libro dello Zohar descrive. Adesso io non so esattamente come sarà, però avrà certamente la forma delle interconnessioni.

Dopotutto, non esiste niente a parte i tipi di interconnessioni tra le parti del desiderio spirituale, che è chiamato “anima”. La Luce di NRNHY corre tra i desideri. In ultima istanza, la Luce è il Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Novembre 2010, Hakdama, BeLaila De Kala – La Notte della Sposa)

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Dalla mia carne io vedrò il Creatore

Lo Zohar “Introduzione allo Zohar”, capitolo “Be Laila De Kala (La notte della sposa), punto 130: La correzione di Yesod è Brit Mila (circoncisione). Perciò, è detto che l’esistenza dell’ accordo è chiamato “il lavoro delle nostre mani), dato che noi separiamo l’ Orlah (il prepuzio) di Yesod attraverso il lavoro delle nostre mani. Ma questo riguarda solamente il periodo fino alla fine della correzione.

Fino alla fine della correzione (Gmar Tikkun) noi operiamo dentro le dieci sefirot della nostra anima. Prima di tutto dobbiamo tagliare fuori Malchut, cioè escluderlo dall’ operazione del desiderio che non può essere corretto. Tuttavia, noi eliminiamo i desideri fino a Yesod, e lavoriamo soltanto con i Kelim che stanno al di sopra, fino al grado della nostra abilità nel incorporarli a Binà.

Questa è “l’ unione della circoncisione”. Noi disattiviamo i desideri che non possono essere utilizzati fino al Gmar Tikkun. Saranno corretti soltanto alla fine della correzione. Ma noi possiamo ricevere Luce con lo scopo di dazione in tutti gli altri Kelim (vasi) da Keter a Yesod.

…com’è detto “Dalla mia carne io vedrò il Creatore” Specificamente “dalla mia carne”, dato che ogni volta che l’ uomo firma il patto di questa unione, lui vede il Creatore li.

Dalla mia carne significa dai Kelim di ricezione. I Kelim di dazione sono localizzati al di sopra, fino al centro di Tifferet, ed i Kelim di ricezione che vengono chiamati “carne” e “pelle” sono localizzati sotto.

È possibile vedere il Creatore, cioè la Luce di Hochma (Saggezza), unicamente nei Kelim di ricezione, ma solamente nel livello di “carne” (Basar). Non tocchiamo nemmeno la “pelle”. In altre parole, ci fermiamo al terzo livello (corpo, carne o Behina Ghimel) e non ci occupiamo del quarto livello (pelle, Behina Dalet).

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