Pubblicato nella 'Zohar' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.01.2011

Scritti di Rabash, Art: “Quali sono i poteri di cui si ha bisogno nel lavoro”
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Il Libro dello Zohar: “Yitro”, Punto 154, Lezione 7
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Il Libro dello Zohar: Punto 74, Art. “Il conduttore di Somari”, Lezione 1
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 52, Lez. 29
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez. 10
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.01.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 815
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Il Libro dello Zohar: “Tzav”, Punto 173, “Tutto è venuto dalla polvere”, Lezione 16
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Rav Yehuda Ashlag, Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Lezione 10
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Rav Yehuda Ashlag, Art. “La Libertà”: “Due forze nella volontà di ricevere”, Lezione 11
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Torah, Porzione Settimanale – 06.01.2011

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Bo”, Brani selezionati
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 10
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Il Libro dello Zohar: “Yitro”, Punto 115, Lezione 6
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 48, Lez. 28
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez. 9
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 9
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Il Libro dello Zohar: “Yitro”, Punto 88, Lezione 5
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 46, Lez. 27
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez. 8
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La saga dei desideri

Domanda: Mi sembra che nei suoi scritti, il Rabash cerchi di descriverci il lavoro spirituale in una forma sensuale…..

Risposta: Tutto avviene nel desiderio, ossia nelle nostre sensazioni. I kabbalisti non parlano d’ altro.

Anche la matematica e tutti i fenomeni che ci sembrano razionali, sono in ogni caso sensazioni, solo che non ce ne rendiamo conto, valutando intellettualmente i rapporti tra le percezioni.

Noi le misuriamo, le pesiamo, attribuiamo loro qualche valore numerico, ma tutto ciò è un lavoro dei sentimenti. Anche se io confronto le sfumature tra i colori: “questo è più giallo, questo è più bianco”, metto in evidenza delle sensazioni ch’ essi mi provocano. E così con qualsiasi cosa, anche nei casi più razionali, anche se privi di ogni possibilità di comprensione, tuttavia noi lavoriamo solo colle sensazioni.

Quando io mi sono avvicinato la prima volta alla scienza della kabbalah, sono rimasto di stucco: “Ma quali sentimenti?! Cos’è mai questo? Un romanzo per ragazze?…, fino a quando non ho incominciato a capire che l’ uomo consiste interamente di desiderio, e così tutto ciò che lo circonda. Minerali, vegetali, animali, sono tutti desideri che in questo modo si presentano al nostro comune desiderio di godimento.

Vedo animali, oggetti inanimati, persone, il cielo, e sotto questo aspetto io sento (accolgo) questi fenomeni nel mio proprio desiderio di godimento.

Analizzo del materiale inanimato: con quale energia agire su di esso, in modo che possa scaldarsi, fondersi, aggregarsi. Analizzo animali, vegetali, me stesso, i rapporti tra di noi nell’ umana società. In ogni caso io analizzo, peso, valuto, studio solamente i rapporti fra i desideri.

Per questo motivo in tutti i libri di kabbalah si scrive solamente di come poter aggiustare i desideri, in modo che tu possa sollevare il tuo desiderio a tale altezza da farlo diventare universale, come il Creatore, forza comune della natura, la più esterna, la più vasta sfera, onnicomprensiva.

Tu devi raggiungere questo nei tuoi desideri.
[31602]

(Da una lezione sul Libro dello Zohar. Introduzione. 03.01.2011)

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Il Libro dello Zohar: “Yitro”, Punto 62, Lezione 3
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 43, Lez. 25
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez. 6
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Una realtà duale

Domanda: Se dobbiamo considerare il gruppo solo dal suo stato interno corretto, allora in che cosa differisce dal resto del mondo che solo sembra essere corretto?

Risposta: Non esiste alcuna differenza nel significato interiore. Ma quando si guarda alle persone del gruppo, non si può fare a meno di notare che la loro aspirazione alla spiritualità si manifesta all’ esterno, che vengono a lezione ogni giorno. Questo significa che si sforzano di raggiungere la spiritualità, ma che ancora non c’ è l’ hanno.

C’ è uno schermo esterno dove si vede come essi bramano la dazione, mentre attualmente rimangono nel sistema egoistico che intende consumare tutto per la propria gratificazione. Tuttavia, sanno già, piuttosto capiscono, e anche sentono che c’ è una possibilità di arrivare a un diverso atteggiamento verso il mondo: per sostituire il consumo con la dazione.

Sanno che ci sono due modi per vivere la vita nell’ universo:

  1. Una vita dove io cerco istintivamente di ingurgitare tutto perché sono nato in questo modo, che è considerato come “l’ inclinazione al male“, con la quale siamo nati.
  2. E c’ è un altro atteggiamento verso la vita: la dazione, un passo al di fuori di sé, quando il mio “io” di per sé non esiste se non è incluso in tutti gli altri. E questo secondo approccio è quello che vogliamo realizzare.

Si scopre che noi abbiamo già due approcci. Ognuno finora ha vissuto secondo il primo principio del consumare tutto per se stesso. Questo è ciò che attualmente percepiamo, “questo mondo”. Ma sogniamo di raggiungere un’ altra prospettiva di vita e guardiamo la realtà spirituale che esiste nella dazione.

Che cosa accadrà con la realtà corporea, allora? Sparirà? No, non lo farà. Rimarrà per tutto il tempo di cui avremo bisogno, nella misura in cui deve essere assunta come una componente necessaria.

Quindi, ora si dovrebbe essere in grado di capire ciò che è il corpo materiale: è una misura necessaria che si deve mantenere, al fine di consumare per il proprio beneficio e non di dare. Ma in realtà, non c’ è il corpo. Eppure, nella misura in cui è necessario essere presenti nel consumo egoistico, si continua ad esistere in questa realtà materiale. E nella misura in cui avanzate al di fuori di voi stessi, entrate nel mondo spirituale.
[31024]

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.12.2010 “, Introduzione al libro dello Zohar, Articolo: ” Sei un Socio con Me”)

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