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Come si può sfuggire alla solitudine?

Domanda: Spesso frustrazione e depressione sono causate da una profonda e distinta paura di essere soli in questo mondo privo della connessione con i nostri cari. In altre parole, c’è un fondamento, forte, sul quale costruire i nostri rapporti familiari.

A prescindere dal fatto che forse non abbiamo bisogno uno dell’ altro come prima, l’ovvio declino delle tradizioni familiari, la disponibilità di partner sessuali, porte che erano chiuse a chiave in passato sono adesso spalancate, e nonostante il fatto che in questi giorni i partner in una famiglia hanno molto meno in comune, ci rimane ancora qualcosa di intrinseco in noi: una paura esistenziale, primordiale, della solitudine che molti sperimentano oggi.

Risposta: Eppure, è poco probabile che la gente trovi una risposta a questa paura. Reciproca fiducia e supporto reciproco non sono più associati ad una famiglia contemporanea. La paura è ancora presente ma le soluzioni non sono ancora visibili.

In ogni caso, è meglio essere insieme ad una persona invece di rimanere solo. Le persone con un ampio ‘bagaglio’ ritengono che il proprio partner dipenda da loro; capiscono di essere responsabili per loro almeno a causa di abitudini che sono state costruite nel passato. Noi siamo solo persone.

Comunque, allo stesso momento, non penso che la paura di essere soli possa trattenere le persone all’interno di una buona famiglia fiduciosa. Questa ‘teoria’non ha bisogno di essere provata per assurdo, né può essere risolta nascondendo gli aspetti negativi. Abbiamo bisogno soltanto di essere positivi.

Domanda: La psicologia afferma che non ci attacchiamo a qualcuno solo perché abbiamo paura, stiamo cercando un’unità più profonda, interna. Eppure non c’è dubbio che tante persone sono motivate dalla paura. E’ qui che comincia il processo, sebbene sia ovvio che la nostra connessione non viene da esso. Al contrario, la paura dà luogo ad un altro fenomeno, spesso ci impedisce di rompere le connessioni che erano intrinsecamente imperfette.

Parliamo di una situazione in cui le persone provano a stabilire un rapporto, ma non sanno come farlo. La domanda é: Da dove iniziamo?

In genere metodi vari presentano alle persone un mezzo di auto-esplorazione che offra una possibilità di conoscere la loro natura: “Quale parte di me stesso posso dedicare alla connessione con il mio partner?” Dopo di che, uno deve fare una lista: “Che cosa mi aspetto dal mio compagno e dalla nostra vita in comune?” Poi, quando uno capisce che cosa vuole e cosa si aspetta, può essere configurato per un rapporto particolare. Attualmente questo esercizio è molto comune. E’ corretto?

Risposta: Suppongo che non sia popolare soltanto oggi. E’ stato sempre così: Le persone hanno sempre calcolato il proprio contributo ed il contributo del compagno nella loro vita comune. Paraninfi di tutti i tipi hanno sempre comunicato in questo modo ed hanno aiutato i giovani e i loro genitori a ‘fare buoni affari”. Infatti si trattava di affari. Entrambi i futuri sposi essendo egoisti hanno dovuto valutare con sobrietà se valeva la pena vivere insieme. I loro sentimenti l’uno verso l’altro non facevano parte di questa formula. Le loro emozioni avevano un “potere di acquisto” e sono state incluse in questa formula generale.

Questo approccio è corretto? Non penso. Di sicuro, ha funzionato per un po’ di tempo, ma abbiamo cambiato drammaticamente. Oggi non siamo sicuri di che cosa vogliamo esattamente, specialmente non sappiamo che cosa vogliamo domani. Inoltre, la nostra psicologia è in gran parte storpiata da un grande effetto esterno che ci spinge dal un lato ad un altro con limitazioni artificiali e permessi, benefici immaginari e perdite.

Ogni “moda” ogni “cambio di stagione” ci altera completamente dall’esterno in aggiunta a tutti i cambiamenti interni che subiamo. E’ per questo che i nostri calcoli dei benefici e degli svantaggi della nostra futura famiglia potrebbero essere sbagliati. Soltanto se si imposta un valore più alto come obbiettivo e conveniamo per una certa sfida, verso un obbiettivo che ci eleva al di sopra delle interruzioni che avvengono sia nella società che dentro di noi, soltanto in quel momento ci sarà la società e le sue cellule, le giovani coppie potranno non soltanto sopravvivere, ma fioriranno.
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(Da Kab.TV “Una Vita Nuova”09.06.2013)

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La famiglia nell’ultima generazione

Domanda: Per favore sviluppa il tema della “famiglia nell’ultima generazione”. Com’è possibile, secondo l’esempio della cooperazione reciproca in un gruppo, trasmettere questo stato all’umanità?

Risposta: Se vogliamo capire e percepire qualcosa nel modo giusto, dobbiamo prestare attenzione all’anima e non al corpo. L’anima è il desiderio di unire, di rivelare la definitiva forza che ci guida, il Creatore. Pertanto, quando si parla di anime, si intende la loro attrazione.

A noi sembra di essere attratti dalle caratteristiche esterne o dalle parti interne di una persona. Ma in realtà, essi ci portano insieme alle nostre Reshimot (geni spirituali). Non si sta parlando di un’attrazione genetica tra di loro, piuttosto di un’attrazione spirituale. L’attrazione genetica è la dotazione per l’attrazione spirituale. In altre parole, vi è una certa tendenza tra le Reshimot di essere attratte l’una dall’altra e formare un’alleanza tra loro. Nel nostro mondo, questo è chiamato l’”alleanza dei sessi”, l’unione tra un uomo e una donna, in sostanza non si tratta di un uomo e una donna, ma piuttosto di Reshimot.

L’idea è che tra le Reshimot abbiamo bisogno di collegare la Reshimo de Aviut (una Reshimo dalla forza del Masach) e la Reshimo de Hitlabashut (una Reshimo dalla forza della Luce).

La Reshimo de Aviut è la parte femminile, e la Reshimo de Hitlabashut è la parte maschile. Se queste due Reshimot sono collegate tra loro correttamente, allora si crea un’azione spirituale con la Luce, convochiamo il Masach, e così via.

È la stessa cosa qui. È detto: “Un uomo, una donna e la Shechinah (Divina Presenza) tra loro”; dove c’è un uomo e una donna, vi è una Reshimo positiva e una negativa. Quando sono collegate tra loro e creano un Masach, un’intenzione per amore del Creatore, allora la Luce Superiore è rivestito all’interno di questa Reshimo e comincia a costruire un nuovo Partzuf, che in questo mondo è identico al parto.

All’interno di questa unione esistono azioni spirituali che ancora non conosciamo. Tuttavia, tutte le azioni fisiche e gli eventi che si svolgono nel nostro mondo sono abbinati ad attività spirituali.

Una famiglia nel nostro mondo diventa il nucleo in cui il lavoro spirituale diventa possibile. Quindi se stiamo parlando di una famiglia nell’ultima generazione, allora certamente la cooperazione reciproca tra il marito e la moglie si svolgerà a livello spirituale. Essi diventeranno da soli un elemento spirituale che lavorerà sul unione sopra il loro ego in modo che nell’aderenza interna tra loro somiglieranno al Creatore.

Questo è un lavoro reciproco molto serio. Penso che abbiamo raggiunto questo. Abbiamo già esempi di un marito e una moglie che sono veramente collegati tra loro in questo modo. Tutto inizia con il lavoro su se stessi, e attraverso questa unificazione spirituale, si raggiunge un effetto completamente diverso all’interno della famiglia. Questo è possibile.
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(Da una conversazione sul Gruppo e la Divulgazione del 20.10.2013)

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Superare un problema

Domanda: Io non capisco: cosa significa “superare” un problema?

Risposta: Superare un problema significa superare le nostre caratteristiche egoistiche, il nostro pensiero precedente. Io accetto il parere a cui tutti siamo arrivati insieme, ma dentro di me, nel mio cuore, nel mio corpo, non lo sento come il mio. Io agisco consapevolmente con un’intelligenza che va oltre la mia emozione.

Ciò è necessario in modo che possiamo unirci e salire al livello successivo. Con questo, io risveglio su di me la potenza unica della natura, la Luce Circostante, e questa caratteristica comune che creiamo tra noi agisce e influenza ciascuno di noi, ci migliora e ci cambia.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 21.09.2013)

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Le persone si innamorano e si connettono a livello genetico

Dalle notizie (da Nature International Weekly Journal of Science): “Gli scienziati rivelano modelli genetici nelle reti sociali. I ricercatori hanno trovato modelli genetici nei gruppi di amici, ma non tutti ne sono convinti. Secondo uno studio pubblicato oggi nel in The Proceedings of the National Academy of Sciences, i gruppi di amici mostrano modelli di somiglianza genetica.

“Le scoperte sono basate su modelli di variazione di due su geni campione di amici ed estranei. Ma per alcuni genetisti la rivendicazione è una merce difficile, e dicono che i ricercatori non abbiano analizzato abbastanza geni per escludere spiegazioni alternative.[…]

Nicholas Christakis, scienziato sociale presso la Harvard University di Cambridge nel Massachusetts, e autore di uno studio, dice: “Quando le persone scelgono gli amici con genotipi uguali, il benessere dell’uomo (o la sopravvivenza fino alla riproduzione) non riflette solo i loro geni ma anche i geni degli amici che hanno scelto. In altre parole potrebbe esserci un beneficio evolutivo nell’avere amici con geni compatibili, anche se non si hanno discendenze con loro, per esempio, se le persone che sono naturalmente meno suscettibili alle infezioni batteriche si riuniscono, la loro salute collettiva come gruppo migliora moltiplicandosi, dato che i batteri non trovano ospiti vulnerabili.

Il mio commento: Tutto viene governato naturalmente dalla natura, e tutti gli “umani” dentro di noi non sono altro che i suoi programmi che ci governano “dall’alto”, come un GPS, che guida le auto senza conducente. Tutto l’egoismo, cioè tutta la materia del nostro mondo, è completamente controllato dalla natura o dal Creatore.

Le azioni dell’uomo sono indipendenti solo se vuole accelerare il suo sviluppo spirituale, cioè, andare contro il suo egoismo, in unione con il gruppo. Pertanto è responsabile solo per loro, e di quanto bene ha usato l’occasione del suo sviluppo spirituale (anti-egoistico) indipendente.
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Una copertura attraente o una storia senza fine?

Domanda: Quando si cerca di capire un po’ più profondamente i rapporti di qualcuno con il sesso opposto, una persona scopre di non conoscere se stesso, con interi strati di se stesso. Ha bisogno di una guida, di un allenatore…

Risposta: Lo sviluppo umano è arrivato al punto di “riconoscimento del male” nella situazione attuale. Senza il “riconoscimento del male” è impossibile diventare un Adamo. E d’altra parte, la crisi nel regno di amore non ha ancora indotto le persone ad abbandonare la ricerca dell’ ”altra metà” spostandosi in massa verso sostituti artificiali di sesso, droghe, e altre fonti che deformano il soggetto originale in materia.

Se osserviamo il problema da uno storico punto di vista sistemico, abbiamo l’opportunità di partecipare al processo di correzione della specie umana, tra e attraverso i rapporti fra i due sessi.

Domanda: Ma oggi e così difficile per le persone trovare un compagno compatibile per se stessi…

Risposta: Fondamentalmente non ci sono più compagni compatibili. Oggi nessuno dichiara il suo amore prima di conoscere il nome del compagno. Ma, in passato era proprio così, quando le persone sentivano a prima vista di essere fatti l’uno per l’altro.

Oggi abbiamo imparato ad avere bisogno di adattarci l’uno all’altro tramite il nostro lavoro di riavvicinamento reciproco. Per poter veramente connetterci fra noi, dobbiamo lavorare insieme almeno qualche mese e a volte un anno o due. Soltanto in questo modo cominciamo ad adattarci uno all’altro e c’è una connessione interiore fra noi che rende possibile la “diffusione”, il penetrare l’uno con l’altro come il caffè e l’acqua che si mescolano insieme e non rimangono com’erano, ma insieme creano qualcosa di nuovo. Soltanto dopo essere penetrati almeno un po’ uno nell’altro, mentalmente possiamo capire come continuare questo processo d’integrazione reciproca. Questa penetrazione reciproca è il vero accoppiamento, accoppiamento fra le anime. E poi siamo pronti a sposarci, ad essere connessi per tanti anni. Poiché abbiamo già ottenuto un programma di compenetrazione mentale reciproca, capiamo come fare questo e siamo pronti a sostenere ciò reciprocamente.

Questo è il motivo per cui il mio insegnante Rabash ha detto che all’inizio non deve esserci un rifiuto esterno fra la gente e tutto il resto dipende dagli sforzi collettivi tramite i quali la famiglia fiorirà, non riposando sugli allori, ma sviluppando ancora di più i rapporti.

Domanda: Ma come può una persona decidere di cominciare questo lavoro ancor prima di iniziare la “diffusione”? Dopo tutto, è guidato dall’amore, cioè i sentimenti, non la ragione.

Risposta: E’ necessario sbarazzarsi di tutti i vestiti “sporchi” dell’anima nei quali ci si è vestiti: le preferenze egoistiche, gli standard di “Hollywood”, e tutti gli stereotipi vari stabiliti dalla maggioranza.

Giudichiamo il sesso opposto secondo dei segni esterni artificiali. Se parliamo di un cambiamento vero, dobbiamo prima lavorare con una folla di singoli in modo che loro possano capire la loro natura e perché non hanno successo nel costruire rapporti stabili.

Una persona necessita di un approccio sano verso se stesso e verso gli altri: un po’ meno degli standard di Hollywood e Internet, meno chat cosparse da emoticons.

Parliamo tramite emoticons, osserviamo la vita attraverso il prisma di modelli. Ma in realtà devo essere come un bambino che si possa innamorare senza riserve, come nei giorni in cui gli oggetti di scena esterni non mi interessavano. Io non vedo la mia amante perché lei si dissolve in una nebbia di sfoghi emotivi, come se qualcuno preme un pulsante invisibile ed io sono “a fuoco” su di lei. Devo tornare ad uno stato come questo.

Per questo dobbiamo sbarazzarci di tutti i “vestiti” che abbiamo appuntato su noi stessi a causa della pressione della società, sia influenzati da internet, libri, film, contratti sociali o soltanto dalle valutazioni di qualcun altro del cosa è buono o cattivo. Devo diventare più naturale, più vicino alla natura, anche se questo è più semplice ed egoistico, non importa. Non voglio mai più dipendere da tutti.

E’ possibile raggiungere questo in una società di persone come me, di singoli, dove tutti insieme impariamo a riconoscere noi stessi: chi e cosa siamo, che cos’è la nostra natura, come relazionarsi con noi stessi, ad un compagno, al mondo e così via. Gradualmente smettiamo di essere dipendenti da ogni criterio esterno che arriva da oltre oceano.

Tutto dipende dall’accordo sociale. Se cambia, allora guardiamo le cose diversamente. L’immagine moderna è infondata, immaginaria. Prima di tutto, abbiamo bisogno di toglierli dal “piedestallo” e nello stesso momento, non più tardi, specificamente in parallelo, aumentare i valori completamente diversi in modo che non saranno attratti da collegamenti esterni ma da una connessione interiore. Dopo tutto, la connessione esterna è fragile e transitoria, spesso è già finita la mattina dopo, mentre possiamo sviluppare la nostra connessione interiore infinitamente.

In ogni caso, dobbiamo imparare insieme, con la cooperazione mutua del gruppo. Per fare workshops condivisi ed altri metodi per creare la possibilità di costruire rapporti diversi fra noi. Soltanto in quel momento sentirò che la donna è veramente più vicina a me nel senso più profondo e vero. E’anche possibile fare affidamento su questa sensazione, smetterò di vedere l’esteriorità ma mi concentrerò soltanto sull’essenza, sull’interiorità. La donna non sarà mai più una “copertina” per me, ma sarà come un “libro” di valore nel quale si scopre una nuova profondità di emozioni e intimità mentale. E dopo di che aggiungo agli elementi esterni questo scintillio.

In questo modo costruiremo il giusto ordine di priorità e di avvicinamento reciproco, un approccio completamente opposto rispetto a quello che sta succedendo oggi. Questo è perché non sto cercando una moglie per me stesso, piuttosto una connessione specificatamente interiore nella mente e nei sentimenti. Voglio riempire questo spazio lasciato vuoto dal mio primo amore.

Dipende da me raggiungere il fondamento di tutte le correzioni. Se il vuoto non fosse stato lasciato in me dopo la prima sensazione, non avrei nulla per cui vivere. Tutto il resto dei sentimenti sono transitori e superficiali rispetto a questa sensazione. Il desiderio di base per una connessione interiore mi spinge a cercare per la realizzazione, nonostante neanche io stesso so che cosa voglio riempire veramente.

Solo questo vuoto mi ha accompagnato per tutta la mia vita, spingendomi a trovare e raggiungere. Io posso riempire la mia anima tramite la connessione con un altro. E la parte essenziale è la connessione chiamata “famiglia ”, “marito” o “moglie”. E gradualmente questo si aggiunge al fondamento del mio sviluppo, coprendo il mio amore, coprendo progressivamente il mondo intero. Questo è l’inizio dell’anima umana, le sue due fondamenta, il maschile e il femminile, che sono collegate tra loro e nel loro sviluppo includono tutto.
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(Da una Conversazione di Educazione Integrale 20.06.2013)

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