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L’ inclinazione al male ed il seme dell’ anima

Durante i Congressi di Kabbalah, Unity Days e in altre riunioni simili, facciamo un lavoro molto serio, e ci colpisce ogni volta. Se spendiamo i tre giorni correttamente, poi durante le lezioni inizieremo a capire e a sentire molto più di adesso.

Tali eventi unificanti elevano una persona dato che inizia a riempirsi di forze spirituali, mentre vi partecipa. Noi li riceviamo unicamente in funzione dell’unificazione e non li troveremo mai all’ interno ne li otterremo direttamente dall’ Alto. Otteniamo la forza per ascendere esclusivamente dall’ ambiente. Più io sono sintonizzato e immerso, maggiore sarà il nostro beneficio collettivo.

Dal desiderio iniziale della persona, dal “punto nel cuore“, egli fa appello al gruppo, guadagnando i desideri supplementari da esso, e lo impiega per sollevare MAN, lo scopo per la correzione. Poi, in risposta, riceve la forza della dazione, che in sostanza è la sua anima.

Ognuno di noi ha solo il seme di un’ anima, il punto nel cuore. Più tardi, dovremo affrontare la nostra inclinazione al male, il nostro odio reciproco e il risentimento. La mia inclinazione al male resiste alla unificazione con le persone che sono disposte a venire con me verso il Creatore, allo scopo della creazione.

Ci fu un tempo in cui eravamo tutti legati come un tutto unico, fino a quando la rottura si è verificata, separandoci gli uni dagli altri. Il vero odio emerge proprio tra di noi, non in ognuno di noi separatamente. Non ho bisogno di temere la persona che è nata con o nonostante le mie inclinazioni. Sono tutte sciocchezze.

Ciò che conta è che mentre mi sforzo di unirmi con gli amici, scopro che non lo voglio fare e sono spaventato da questo.

Posso vedere tutta la montagna di odio, il Monte Sinai. Io lo trasformo con la Luce che Riforma, in altre parole, ho ricevuto la Torà e il merito per “la terra di Israele”, il desiderio spirituale rivolto direttamente al Creatore. Infine, conoscerò Lui e rivelerò la spiritualità.
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(Dalla lezione 1 del Congresso, nel deserto di Arava 30.12.2010)

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Dove andrà L’ Europa?

Una domanda dalla Germania: Come dobbiamo elevare il MAN correttamente in vista del grande congresso di Berlino?

Risposta: Dal 28 al 30 Gennaio 2011 avremo il congresso europeo di Kabbalah a Berlino. Dobbiamo prepararci per questo congresso più che mai, perché l’ Europa è il continente più problematico, è la fonte di tutte le guerre e problemi del mondo. È stato così nel corso della storia e continua ad esserlo.

Pertanto, se aiutiamo affinché la gente cominci a pensare alla vera unione e non alla collaborazione reciprocamente vantaggiosa del Mercato Comune, potrebbe essere un passo molto grande in avanti per tutto il mondo. In caso contrario, da questo continente proverranno eventi molto sgradevoli.

Penso che la popolazione dell’ Europa cominci già a sentire alcuni sintomi di questi cambiamenti.

Allora dobbiamo cercare di lavorare uniti su questa buona influenza in Europa.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Dicembre 2010, Talmud Eser Sefirot)

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Dai te stesso agli amici senza lasciar fuori nulla

Scrivere e imparare ciò che l’ intenzione deve essere durante la lezione: per unire l’ uno con l’ altro come un uomo con un solo cuore, all’ interno del sistema della nostra interconnessione chiamata “garanzia mutua. Da un lato, ogni persona sente se stessa, dall’ altra, sopra questa sensazione, sente un forte legame con gli altri che è incapace di eseguire anche un solo movimento in libertà. È così la devozione che una persona deve avere per il gruppo.

È come se io fossi intrecciato in una ragnatela attraverso la quale tutti i miei segnali in entrata e in uscita passano. Io non ho niente di mio nella mente o nel cuore. C’ è solo un punto rimasto che anela costantemente verso questa rete con tutta la sua forza, che desidera darsi ad essa.

Questo è un auto-rigetto. Per il grado mi dono agli altri, la Luce Superiore mi influenza e mi fa essere parte della rete comune. Allora mi sento come se da un lato fossi dedicato ad essa, e dall’ altra parte, tutto è mio.

E’ come una madre che dà tutta se stessa per il bambino ed entrambi sentono che il bambino le appartiene. Uno non esiste senza l’ altro. Si dice su questo nel Cantico dei Cantici: “Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me.” E ‘così che dobbiamo lavorare.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana 9/12/10 Kabbalah , lo Zohar)

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Il mio contributo

Domanda: Cosa posso dare al gruppo durante lo studio?

Risposta: La tua partecipazione e l’ aspirazione all’ obiettivo, che deve essere più forte possibile. Questa è la forza della mutua garanzia con cui noi possiamo rafforzare il gruppo.

Questo specialmente durante lo studio, perché quando siamo in grado di unirci possiamo attirare la luce che riforma.

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Aprite Lo Zohar

Non importa quanto stanchi siamo a causa degli sforzi per leggere il Libro dello Zohar. Non importa quanto insipida possa risultare, durante la lettura dobbiamo essere uniti in una sola intenzione, in un solo desiderio. Questo è il lavoro che condividiamo con garanzia mutua, contro le distrazioni interiori di ogni persona, con i nostri pensieri sull’unità.

Vogliamo dormire ed abbandonarci e perdere il filo della narrazione, vaghiamo nella nebbia ed il testo non ci attrae, né ci suscita sensazioni. Tuttavia, questo è il luogo che contiene la Luce, che deve fare le correzioni dentro di noi, portandoci all’unità, alla forma spirituale.

Dal lato nostro dobbiamo bramare l’unità ed aspettare un’azione dal lato della Luce affinché ci trasformi in quello che è necessario. Vogliamo unirci e focalizzarci nel desiderio unico di essere uniti quando ogni persona china il capo. Io faccio questo sforzo e desidero che la Luce realizzi questa azione come risposta dall’Alto.

Questo si chiama “Israel, la Torà ed il Creatore sono uno”. Per mezzo della Torà stiamo cercando di rivelare il Creatore, la Torà è la Luce che Riforma e ci unisce ed il Creatore si rivelerà all’interno della nostra unità. Che la persona continui la lettura; per me ogni parola è una goccia di Luce che ci unisce come un tutt’uno.

Mi rivolgo a tutti i nostri amici di tutto il mondo: ci manca questo sforzo congiunto.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Novembre 2010 – Lo Zohar)

Nelle braccia del Creatore

Domanda: Il fatto di vivere nell’ultima generazione è una enorme e seria responsabilità?

Risposta: Per il contrario, vivere nell’ultima generazione non è una seria responsabilità: la vita è molto buona e semplice! Tutti si preoccupano di me, io sto bene, sono circondato dall’amore dei miei amici, ed il Creatore mi dona il bene attraverso di loro.

La rivelazione della faccia del Creatore significa che la vita inizia a andare bene, io sono sano, i problemi scompaiono, e mi sento bene e confortevole. Ed io vedo il resto del mondo nella stessa maniera: vedo che tutti hanno una buona vita! Io vedo l’intero Mondo Superiore rivelato davanti a me ed è eterno.

Io non posso contare i momenti della mia vita che mi sono stati donati fino al giorno della mia morte senza sapere quello che mi sarebbe capitato il giorno dopo; piuttosto mi sciolgo del Mondo dell’Infinito. Allora perché dovrei pensare che questo mi porti dei problemi? Non c’è male nel mondo; io “mi collego al bene!” è questo è precisamente quello che dobbiamo ottenere durante la nostra convenzione, in modo che questo sia una costante buona influenza su di noi.

Tutti i problemi e le preoccupazioni attese devono essere cancellate e scartate, dato che non esiste niente di questo! Nel momento in cui sei in connessione con gli amici e desideri rivelare il Creatore in questa connessione, tu ti vieni a trovare sotto la migliore influenza della Fonte di tutto il bene. Non esiste un’altra forza oltre a questa che ci possa influenzare.

Attraverso il gruppo tu ti colleghi alla più forte e buona fonte di energia. Hai solamente bisogno di continuare a rafforzare questa connessione superando tutti gli ostacoli, ed ecco fatto! Cercheremo di fare questo durante i tre giorni della convenzione, e scopriremo che tute le cose nella vita possono essere organizzate ed ordinate nella stessa maniera. Tu acquisisci una forza fantastica attraverso questa connessione, che ti permette di ottenere successo in tutte le cose che tu faccia nella vita. Ma questo può accadere soltanto a una condizione: che tu voglia essere collegato a questa forza perché questa determina tutti i fatti ed eventi della tua vita.

E tu, chiara ed assolutamente lo rivelerai. Ti sentirai come un bambino afferrando la mano di un adulto e portando l’adulto ovunque egli voglia. Come un piccolo bambino, che prende per mano suo padre e sua madre e li tira in modo che facciano per lui quello che lui non è in grado di fare. E tu farai la stessa cosa con il Creatore. Lui vuole questo da te!

Cerchiamo di ottenere che Lui ci prenda nelle Sue braccia e ci aiuti a fare tutto quello che abbiamo bisogno di fare!

Come inizia lo Zohar

Il Libro dello Zohar richiede una preparazione speciale da parte nostra. E ‘la fonte più potente della luce e la forza che cambierà la nostra natura, se correttamente ci prepariamo per lavorare con esso.

Prima di tutto, nel nostro stato attuale dobbiamo collegarci al massimo alla Luce Superiore che lo Zohar ci porta. Per questo motivo, per quanto possibile, stiamo cercando di diventare simili agli autori dello Zohar, Rabbi Shimon ed i suoi nove studenti. Essi spiegano che all’inizio del lavoro spirituale, la rivelazione de Lo Zohar, la Luce della Hochma del Mondo di Atzilut, sono inaspettatamente superati dall’odio reciproco. La luce che brilla attira in loro desideri, e nonostante il loro desiderio di unità, ciò che nasce tra loro è la repulsione. In piedi, davanti all’illuminazione de lo Zohar, vedono che sono opposti ad esso.

Il percorso inizia con la rivelazione del male, una persona deve sentire questo ogni volta. In caso contrario, il suo primo passo non sarà corretto. È scritto: “Ho creato l’inclinazione al male e ho creato la Torah come una spezia, perché la luce nascosta in essa ci riporta alla Fonte.” Questo è ciò che si dice delle tre linee.

L’inclinazione al male è la linea di sinistra, la Torah o spezia è la linea giusta (la Luce che riforma), e la linea mediana è la nostra anima corretta, il desiderio della linea di sinistra che è stato corretto con l’intento della linea giusta.

L’inclinazione al male, l’egoismo, non arriva da solo, ma sotto l’influenza della Luce. Poi si gira a destra della linea, la Torah, e la luce che viene dall’Alto ci restituisce alla Fonte, il Creatore, la linea mediana. La rivelazione del male è l’inizio di ogni fase del percorso di avvicinamento al Creatore da zero fino alla fine della correzione. Anche il gruppo di Rabbi Shimon, che è stato su livelli molto elevati, è passato attraverso le stesse fasi.

Senza rivelare il nostro nemico, non si può studiare la Kabbalah e attirare la Luce. Stiamo facendo del nostro meglio per unirci, ma poi sentiamo che il nostro cuore è sordo e che un sapore stantio indugia nella nostra bocca.

Eppure la meta è così grande che evoca la necessità della Luce, il Creatore che verrà a correggerci. Noi non lo lasciano in pace fino a quando Egli non appare e stabilisce una connessione tra gli amici in modo che diventi un comune Kli in mutua garanzia, come un uomo con un cuore in un unico desiderio. Questo è quello che chiede. Anche se non so esattamente cosa questo significa, anche se non ho la più piccola inclinazione all’unione, io sto ancora gridando insieme agli altri.

È così che ci stiamo avvicinando alla lettura de Lo Zohar, al desiderio di unione. L’unità ci permetterà di attrarre la Luce Superiore. In un primo momento ogni persona è con se stesso, e poi attraverso la Luce circostante (Ohr Makif), verrà all’unità.

In questa unità si acquisisce il Mondo Superiore. Le superfici del grado spirituale all’interno della nostra interconnessione. In un primo momento noi riveliamo l’inclinazione al male tra di noi e quindi chiediamo alla Luce che ci unisca. Poi la luce fa il suo lavoro e ci unisce nella linea mediana, nel desiderio comune.

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 11/14/10, Lo Zohar )

L’effetto della massa critica

Domanda: Durante il Congresso, come facciamo a superare le barriere psicologiche che ci ostacolano nell’unità?

Risposta: Il Congresso non è soltanto un grande o un piccolo gruppo, ma l’unità legata da una forza comune. È possibile aumentare in quantità oppure in qualità. Dopo aver raggiunto un certo livello quantitativo, la massa diventa il fattore determinante. Non importa quanto siano deboli le persone e quanto poco capiscano, e perfino se non vanno l’uno d’accordo con l’altra, se si uniscono, allora tutte le persone sono influenzate dalla massa. Loro sentono la forza che viene dalla quantità, che a sua volta diventa la qualità in grado di influenzarli.

Quando mi trovo con 7000 persone che aspirano alla meta, io sono in connessione con loro perché siamo insieme nel sistema comune delle anime. Perciò, non importa quale sia il mio desiderio, io sono influenzato da loro.

L’unità tra un gruppo enorme di persone in un Congesso crea una pressione che inizia a lavorare secondo un suo ordine. Venendo inclusa in questa unità, una persona è sotto il potere della società per cui non deve lavorare nell’ abbassare se stesso in relazione all’ambiente. Lui semplicemente si unisce a tutti in un solo desiderio. E perfino se il desiderio non gli è completamente chiaro, la meta comune lo unisce con altre persone e prende il posto dei disaccordi, conflitti e mancanza di comprensione.

È questo il modo di operare della massa, assorbendo tutti i problemi dell’unità. Allora, in base alla forza della nostra unità, noi sentiremo la Luce Superiore. È contenuta nella connessione tra di noi; è l’unico posto dove la dovremo rivelare. Il Kli unificato esiste in tutti i livelli con tutte le Luci riempiendo il desiderio come una scala già fatta. Perciò, tutto dipende solamente se io sia incluso in questo livello oppure non. Se io sono pronto ad unirmi alla forza di un determinato livello, allora io sono incluso come nell’ingresso di un portone, e perciò io sento il mondo spirituale: l’unità comune, la Luce che riempie tutti quanti, il Creatore. Quando sarò al livello in cui acquisto la consapevolezza, io vedo il mondo da fine a fine, vedendo il Mondo dell’Infinito nel primo livello di 125 livelli.
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Come si fa una chiamata fino ai “cieli”?

Domanda: C’è un numero di emergenza che posso chiamare o qualcuno con cui posso parlare se al congresso mi attacca il desiderio di ricevere, mi sento debole e “cado” giù?

Risposta: Al momento della registrazione tutti riceveranno un numero di telefono per le situazioni di emergenza. Ma come si fa una chiamata fino ai “cieli”?

“I cieli” è il livello successivo, e ciò significa che è il gruppo che è unito come un solo uomo e che lo immagino come se fosse in mutua garanzia e perfezione, ed esso davvero si trova in questo stato. Posso esserne al di fuori o vedermi come se fossi all’interno.

I “cieli” è il desiderio comune o il Kli del livello superiore. Si tratta di tutti noi, ma più consolidato. La Spiritualità non esiste in una forma già fatta. La costruiamo noi. Di fronte a noi non esiste nulla. Noi conteniamo i Reshimot che si risvegliano poco a poco. Ma si risvegliano solo loro, mentre entri in vari stati e li costruisci in base al tuo desiderio e intenzione.

Noi creiamo da soli i mondi e livelli. Prima di agire, ci sono solo i dati informativi da cui costruiamo i livelli, ma i mondi non sono davanti a noi. Ecco perché puoi immaginare gli stati futuri solo sotto forma di una maggiore unità del nostro desiderio comune o Kli.

Ecco dove si deve svoltare, questo è i “cieli” e loro risponderanno: “Se vuoi, avvicinati, e se non vuoi, rimani dove sei”. E’ vero che l’uomo non può uscire di prigione da solo, ma deve chiedere, domandare, e compiere sforzi per essere aiutato.

L’uomo non riceve la possibilità di avanzare se non sta cercando di essere in connessione con noi. Se ti stai chiedendo: “A chi devo chiedere aiuto”? Sta scritto: “Sto cercando (di chiedere ai) i miei fratelli”. Cioè coloro ai quali chiedete l’unione.
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Congresso Mondiale di Kabbalah: L’Unione delle scintille

Domanda: I gruppi di Tel Aviv e di Holon del nord di Israele, hanno organizzato un meraviglioso incontro di preparazione per il prossimo Congresso Mondiale di Kabbalah. Ho sperimentato un incredibile sentimento di unità con tutte le persone che si trovavano lì, a prescindere dal fatto che non le avevo mai conosciute prima. Tuttavia, quando più tardi ho parlato con uno di loro, mi sono accorto di non poter sentire la stessa sensazione di unità. Ciò significa che è più facile unirsi con tutto il gruppo?

Risposta: Certamente. Quando ti trovi solo, vieni assorbito dalle tue qualità invece di esserne al di sopra. Noi dobbiamo unirci al di sopra della nostra natura e personalità, per poter ottenere una connessione mutua, nella quale diamo invece di ricevere.

Ogni persona eleva la sua scintilla e dopo, tutte le scintille, si uniscono tra di loro. Lì, tra di esse, noi troviamo la Luce, il Creatore. Quando tutti noi ci eleviamo al di sopra del nostro egoismo e ci uniamo alla stessa meta comune, sentiamo l’unità; ma dopo, mentre parliamo con una persona nel luogo in cui la tua scintilla e la sua non si connettono, tu ritorni in modo naturale, al tuo comportamento materiale.

Domanda: Ciò implica che il potere del Congresso di Kabbalah è di rendere più facile l’unione dei partecipanti?

Risposta: Si, il potere del Congresso radica nel fatto che possiamo unire le nostre scintille o tutti i nostri impulsi spirituali che sono diretti verso la forza interna della natura, l’unità tra di noi, il desiderio di ascendere al di sopra del desiderio materiale animato ed egoista. Questa forza dell’ambiente ci influenza tutti.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’8 Ottobre 2010, Il fatto della dazione della Torà).

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