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La Torah: cambia te stesso per rivelare il Creatore

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:13-16): “Mosè disse al Signore: Ma gli Egiziani hanno sentito che Tu hai portato questa nazione fuori dal loro seno con grande potenza. Diranno agli abitanti di questa terra che avevano sentito che Tu, oh Signore, sei in mezzo a questo popolo; che Tu, Signore, sei apparso a loro faccia a faccia e hai appoggiato una nuvola su di loro. E che Tu andavi davanti a loro con una colonna di nubi di giorno e con una colonna di fuoco di notte, e se Tu uccidi questa nazione come un sol uomo, le nazioni che hanno sentito parlare della Tua reputazione diranno quanto segue: ‘Dal momento che il Signore non ha avuto la capacità di portare questa nazione verso la Terra che Lui giurò loro, li ha massacrati nel deserto'”.

Mosè sembra dire al Creatore: “Potevi educare i tuoi figli in modo appropriato, se non con incentivi allora almeno con le punizioni. Che tipo di educatore sei se Tu punisci semplicemente i tuoi figli e li uccidi?”.

Mosè è il punto più interno del cuore dell’uomo, il posto in cui può essere in contatto con il Creatore. Quando ascende al livello successivo, dal livello di Bina al livello di Chochma, per esempio, subisce un cambiamento interiore. Egli deve dirlo! Non è che Mosè inizia a lamentarsi così improvvisamente: “Come osi comportarti in quel modo?!”. Nel complesso, le persone religiose temono tali pensieri: “E’ possibile pensare in questo modo del Creatore? Dio non voglia! Che ne sarà di me se penso in questo modo?”. D’altra parte, qui la situazione è opposta, dal momento che, dopo tutto, è la natura stessa ad essere stata creata dal Creatore, e ora si ribella contro di Lui dentro di noi, in modo da poter realmente capire che la nostra situazione attuale è opposta alla natura.

Questo significa che quando l’uomo ascende e si avvicina al Creatore, non ha paura di non essere d’accordo con Lui e di maledirLo, anche dal profondo della suo cuore. Lui è contento di questi cambiamenti perché, in realtà, indicano il suo vero stato superiore.

Quello che Mosè dice, quindi, indica che sta per completare il livello con cui ha guidato il popolo nel deserto per 40 anni. Lui ha cambiato l’attributo di ricezione in attributo di dazione, ed ora consegue le ultime correzioni del suo ego. Questo livello è come un missile che ha adempiuto alla sua funzione, si stacca e brucia nell’atmosfera.

Le lamentele di Mosè derivano dallo stato di fine della correzione, dopo aver completato il suo lavoro sul livello attuale. Il livello successivo è totalmente diverso e in questo livello esiste l’adempimento di ricevere con l’intenzione di dare.

È impossibile compiere la missione che il Creatore dà ora alle persone che hanno appena attraversato il deserto e Lo hanno raggiunto. Questa missione non può essere conseguita in questo modo poiché la fase successiva è quella di ricevere con l’intenzione di dare. Nella fase successiva, detta il passaggio della frontiera della Terra di Israele, i cambiamenti nella persona dall’esterno verso l’interno avvengono nei vasi completamente nuovi apparsi in lui, questo è un nuovo metodo di lavoro su se stessi ed è una nuova percezione del mondo. Questa non è solo la sensazione del mondo, ma l’inizio della realizzazione di come lui deve correggere il mondo. Fino ad allora, si è solo preparato ad entrare nella Terra di Israele e a conquistarla, il che significa sconfiggere tutte le nazioni dei giganti che ci vivono e raggiungere un livello tale per cui i frutti giganti che lui ha trasportato dovrebbero diventare luce, poiché può ricevere con l’intenzione di dare.

Pertanto, le lamentele di Mosè avvengono solo perché chiede al Creatore nuove competenze e nuove conoscenze. Egli vuole imparare una nuova correzione e vuole ricevere l’istruzione su come entrare in questa terra e conquistarla. All’interno dell’uomo deve esserci uno sconvolgimento estremo e deve trasformarsi in un uomo diverso.

Domanda: Questo significa che Mosè può lamentarsi con il Creatore?

Risposta: Il discorso tra Mosè e il Creatore è il riconoscimento completo di ciò che dovrebbe succedergli ora: “Ho bisogno di una trasformazione interiore e Tu devi farlo per me”. Se non si lamenta col Creatore per questo, significa che non è ancora pronto alla transizione. Pertanto, tutto ciò che Mosè dice, può sembrare un grave attacco al Creatore, ma in realtà Lui lo desidera. Questo significa che l’uomo comprende la grave trasformazione interiore che deve subire per poter iniziare a lavorare con il suo ego con l’intenzione di dare. Nessuno può immaginarselo.

Commento: Invece di non dire il nome di Dio invano e di non essere arrabbiati con Lui, ecc., tutto avviene esattamente al contrario.

Risposta: Non dobbiamo avere paura di nulla. Il Creatore è la caratteristica della bontà assoluta. Lui è inanimato e senza vita fino a quando tu Lo porti alla vita attraverso i tuoi sentimenti. Proprio come puoi essere arrabbiato come un vulcano che distrugge una determinata regione o puoi temere il sole, la luna o i terremoti quando attribuisci i tuoi sentimenti ad oggetti inanimati, puoi anche relazionarti al Creatore nella stessa maniera, alla caratteristica di dazione e amore assoluti. Non puoi dare in un modo o nell’altro, ma devi semplicemente cambiare te stesso.

Quando cambi te stesso, cambi la tua personale ricezione e quindi il Creatore ti sembra diverso. Ma in realtà, quello che sta cambiando sei tu! Tutta la Torah si basa sulla preghiera, che in ebraico deriva dalla parola radice che significa giudicare se stesso.

Preghiera significa auto-giudizio e chiedere che cosa ho bisogno di cambiare dentro di me per rivelare il Creatore come bene assoluto. Ovviamente, questo è il punto in cui finisce qui il lavoro di Mosè, tuttavia è la preparazione alla fase successiva.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2015

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Come possiamo superare L’Ego?

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14: 4-7): “E loro dissero l’uno all’altro: ‘Facciamoci un comandante, e torniamo in Egitto’. Allora Mosè e Aronne si prostrarono davanti a tutta l’Assemblea della comunità dei figli d’Israele. E Giosuè, figlio di Nun, e Caleb, figlio di Jefunne, che erano andati a esplorare il paese, si stracciarono le loro vesti. E parlarono a tutta la comunità dei figli d’Israele, dicendo: ‘Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo’”.

Le spie che furono mandate a spiare la Terra di Israele, la attraversarono in lungo e in largo. Esplorarono il terreno su tutti i livelli, ovvero, tutti i vasi, tutti i cinque livelli di NRNHY, e scoprirono che è bene.

Dalla Torah (Numeri 14: 8-9): “Se il Signore trova delizia in noi, allora Egli ci condurrà in questo paese, e ce lo darà, un paese dove scorre latte e miele. Solo se non vi ribellate al Signore, non abbiate paura del popolo di quel paese; perché loro sono il pane per noi; la loro difesa è stata rimossa e il Signore è con noi; non temeteli”.

Le nazioni che vissero nella Terra di Israele sono i nostri desideri egoistici giganti. Quando l’uomo capisce di non poter superare i suoi impulsi e vede dentro di sé il suo rivale egoistico, si arrende semplicemente e lascia all’ego fare tutto ciò che vuole con lui; oppure può provare a fare qualcosa, ma non può superare l’ego e non ha il potere di farlo. Solo se si connette ad un gruppo, ad un ambiente, può ricevere forza da loro, e allora sarà in grado di superare questo ostacolo, esattamente come, per esempio, venti piccoli uomini possono superare un gigante.

Pertanto, quando Caleb e Giosuè dicono che il tempo dei desideri egoistici è finito e che se la nazione di Israele va di pari passo con il Creatore, intendendo con il Suo potere saranno in grado di asservire l’ego per distruggerlo e sottometterlo. In seguito, tutti gli ostacoli egoistici che loro vedono sotto forma di giganti lavoreranno correttamente.

Domanda: Cosa significa che “stracciarono le loro vesti?”

Risposta: Questo significa che tutti i precedenti Masachim (Schermi) esterni, la Luce che ritorna, tutti i vestiti che avevano, non sono adatti al nuovo livello. Adesso hanno bisogno di essere vestiti con una Luce di ritorno completamente diversa. Questo significa che devono cambiare i loro vestiti. Nel nostro mondo esiste l’usanza che quando muore qualcuno, i suoi parenti si strappano i vestiti al suo funerale. Vuol dire che sono in procinto di raggiungere un nuovo livello. Non è la persona a morire, ma il suo ego, e quindi lo seppelliamo. Questa è la ragione per cui piangiamo il morto per sette giorni lasciandolo a poco a poco, e una volta essere totalmente liberi del livello precedente, cambiamo i vestiti e iniziamo una nuova vita. I giorni del lutto, i sette giorni, i trenta giorni e l’anno simboleggiano le reincarnazioni, quando le stesse Reshimot (Geni Spirituali) ritornano e gradualmente li innalziamo fino alla fine della correzione.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 15.04.2015

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Il segreto da cui tutto inizia

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”, Sezione 1: È l’opposto nell’argomento della negligenza nel raggiungimento dell’interiorità, che dicono a loro stessi: “Sediamoci per raggiungere il Peshat. Se raggiungiamo questo, saremo contenti”. Le loro parole possono essere paragonate all’uomo che desidera fare un passo fino al quarto gradino senza prima aver fatto un passo alla volta sui primi tre gradini.

Possa Dio concederci la comprensione del significato semplice, la conoscenza di ciò che loro si attribuiscono. Dopo tutto, sulla strada per ottenerla dobbiamo attraversare la via del Sod (Segreto), Drush (Interpretazione) e Remez (Suggerimento). E finché non abbiamo completato i passaggi precedenti, quale significato semplice può esserci? Una persona raggiunge il Peshat al quarto livello di desiderio corretto; come può accadere se non abbiamo ancora corretto il primo, il secondo e il terzo livello?

Quando correggo il primo livello del desiderio di ricevere, scopro che tutta la Torah è per me un grande segreto. E questa è già un ottenimento. Fino ad ora non sapevo nemmeno questo, e ora capisco la mia mancanza di conoscenza. Come risultato di questo, viene stabilita una connessione tra me e qualcosa che mi è nascosto, ma per il momento non posso scoprire questo segreto. E dopo questo appare il Drush, io penetro già nelle cose e vedo le connessioni tra loro, ma non capisco ancora i principi con cui operano.

Dopo questo scopro il Remez; io non riconosco ancora le cause e i risultati, non ottengo lo scopo esatto ma posso già vedere come opera il Creatore e posso collaborare con Lui. E solo al quarto livello posso conseguire a poco a poco il suo scopo, e questa è già adesione. In seguito mi viene rivelato il Peshat, poiché tra me e il Creatore non vi è più alcun rivestimento che nasconde, nessuno schermo o suddivisione.

Quindi, se una persona studia già la Torah, deve relazionarsi ad essa con grande serietà. Questo è il motivo per cui si chiama Kedusha (Santità) e la Kedusha è dazione. Sto avanzando correttamente verso la dazione attraverso l’apprendimento della Torah?

Imparando la Saggezza della Kabbalah scopro gradualmente di essere immerso nelle tenebre, non capisco e non sento che esiste qualcosa che mi è nascosto, inaccessibile a me. Questo sentimento è la scoperta di Sod, un sentimento molto importante nella fase attuale. Questo desiderio, questa mancanza che mi domina, mi aiuterà a raggiungere il Peshat.

E com’è possibile restare indifferenti quando vedo di non avere ancora nemmeno una goccia di comprensione? Questo è peggio della morte, perché i morti non sentono nulla ma io sento una mancanza spirituale. Sono il più sfortunato. Quindi, come risultato dello studio scopriamo il buio ….

Domanda: Come può essere? Pensavo che dopo la scoperta del Sod, avessimo risolto tutti i problemi.

Risposta: In questo modo ho risolto il problema più grande; ho capito alla fine che tutti i miei problemi derivavano dal mio atteggiamento nei confronti del Creatore. In altre parole, spetta a me costruire il giusto rapporto.

Fino ad ora non sapevo questo. Mi sembrava che ci fossero altre cause e circostanze. E ora, dopo aver raggiungo il Sod, vedo di non avere alcun legame con il Creatore e che dipendo soltanto da lui. Questo già non è male perché è la verità. Finalmente sono chiuso in qualcosa, connesso a qualcosa di vero, reale.
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Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 05.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

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Dal deserto alla Terra d’Israele

Dr. Michael LaitmanDal Midrash Raba, Beshalach: “Le spie andarono in direzione del fiume di Eshkol, poiché in quelle zone scorreva a fiumi il succo dalle viti. Quando giunsero lì, Caleb ricordò le istruzioni che Mosè aveva dato loro: portare i dolci frutti succosi di Eretz Yisrael (la Terra d’Israele). Le spie ignorarono le sue parole perché non volevano mostrare come fosse feconda la terra. Allora Caleb li minacciò: se non prendete i frutti, tirerò fuori la mia spada e vedremo chi rimarrà vivo! Conoscendo quale eroe fosse Caleb e la sua grande forza, le spie gli obbedirono ma scelsero i frutti di dimensioni enormi al fine di dire al popolo, in seguito, che la terra che porta questi frutti insoliti è misteriosa e strana, e la gente comune non vi può sopravvivere”.

I frutti che ricevi quando inizi a lavorare con l’ego con l’intenzione di dare sono la Luce di Chochma.

Mentre la Luce di Chassadim è Nefesh e Ruach, qui vengono aggiunte anche Neshama e Chaya e Yechidà. Questo significa che si tratta delle grandi Luci nel raggiungere tutti gli elementi della creazione, del mondo intero, dall’inizio alla sua fine, raggiungere il Creatore, e tutti i Suoi attributi come la forza superiore, l’adesione a Lui al di sopra del livello della vita e della morte, salendo al livello di “la testa del mondo di Atzilut”.

Non solo è impossibile resistere alla tentazione di tali piaceri, la generazione del deserto che viveva di manna non può capire per quale motivo ne hanno bisogno. Se il Creatore non avesse ordinato loro di compiere queste azioni sarebbero rimasti nel deserto, perché l’attributo di Bina è così rilassante e sembra acqua che non vuoi altro. Sei felice con ciò che hai. Per resistere hai solo bisogno della manna e non avrai nemmeno bisogno di ricavarne alcun attributo o sapore particolare. Sei semplicemente felice con poco, senza approfondire nulla, perché hai una leggera connessione al Creatore, una Sua lieve illuminazione.

Questo stato prende il sopravvento e ti domina, e non ti lascia andare. È molto difficile superarlo e cominciare a lavorare di nuovo con l’ego, con il Faraone, con i problemi al fine di trasformarli e quindi raggiungere il livello della Terra d’Israele. È terribilmente difficile!

Questa è la ragione per cui la porzione settimanale della Torah sulle spie è molto drammatica. Immaginate un uomo nel fiore degli anni che ha una famiglia, dei bambini, una vita normale, quando tutto va bene, egli è benestante e felice della vita, non ha altre necessità, e tutto è semplicemente meraviglioso. La necessità di lasciare il deserto e di andare nella Terra d’Israele è la fede al di sopra della ragione, la quale è in contrasto con la sua condizione. La luce di Bina lo riempie a tal punto da soddisfarlo totalmente, e non vuole nient’altro.

Deve fare degli sforzi straordinari e deve aumentare l’importanza del Creatore ai suoi occhi, Egli gli insegna a risvegliare l’io dentro di sé al fine di elevarsi al di sopra di questo livello. Per di più, Egli gli insegna a farlo nonostante il suo desiderio e la sua comprensione, poiché al Creatore sembra una contraddizione.

L’uomo si trova in questa opposizione poco chiara che non può sopportare. L’unica cosa che può fare è avanzare con gli occhi chiusi, e questo è ciò che è accaduto alle spie. Esse si trovano nello stato di Hafetz Hesed e non vogliono niente per loro stessi. Solo Caleb li risveglia costantemente perché è collegato al Creatore in modo più stretto e capisce che questa è la missione del Creatore, mentre tutta la loro essenza vi si ribella.

Dovete schiacciare voi stessi internamente al fine di soddisfare le istruzioni del Creatore.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 02.04.2015

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La legge immutabile della Natura

Dr Michael LaitmanIl Creatore è la legge superiore e generale della natura. Nella Torah è descritto come Mosè gridò quando si rivolse al Creatore, ma non c’era nessuno a cui rivolgersi. Com’è scritto “Una voce chiama … nel deserto” (Isaia 40: 3).

Generalmente esprimiamo le nostre immagini, le nostre impressioni e il nostro rapporto reciproco con il Creatore proprio come esprimeremmo la nostra rabbia verso un computer malfunzionante.

Tuttavia, di fatto, la forza superiore è la legge immutabile della natura, e così è scritto: “Egli ha emesso un decreto, che non cambierà” (Salmo 148: 6). Non c’è nessuno quindi, a cui rivolgersi tranne te stesso!

Esiste un programma immutabile dentro il quale ci ritroviamo e dobbiamo lavorarci all’interno. In caso contrario, ci sforziamo e prendiamo i dolori fino a che raggiungiamo la consapevolezza di come continuare ad andare avanti.

Nulla cambierà in meglio se non lavoriamo su noi stessi, al fine di raggiungere una buona connessione con gli altri e, per di più, con tutti quanti! Non ci aiuteranno né i buoni rapporti in famiglia e nemmeno con tutti gli uomini. Le alleanze egoistiche qui non aiuteranno; deve essere tutto assolutamente altruistico.

Abbiamo bisogno di lavorare al di sopra di noi stessi, al di fuori di tutti i calcoli egoistici. Questo è il modo in cui dobbiamo prendere in considerazione tutti, solo con le connessioni altruistiche.

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Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 25/02/2015

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Dall’Egitto alla Terra di Israele

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel Midrash Raba spesso è menzionata l’idea che i desideri negativi sorsero nelle spie mandate ad osservare la terra di Israele.

Risposta: Il punto è che nell’uomo esiste una debolezza iniziale che si oppone agli sforzi che gli permettono di entrare nella terra di Israele. Dopo tutto, qual è la differenza tra il deserto e la terra di Israele? Nel deserto puoi solo essere al livello di Bina, ma quando entri nella terra di Israele devi ascendere al livello di Chochma perché lì inizi a lavorare con i desideri egoistici che appaiono dinnanzi a te, e tu comprendi che adesso esiste un paradigma completamente differente, un modo di affrontare l’ego del tutto diverso. Adesso puoi iniziare di nuovo a portarlo fuori.

In Egitto hai acquisito l’ego e l’hai assorbito. Eri sotto il suo controllo ed alla fine è stato reso ancora più egoista di quello che erano gli Egiziani stessi. Inoltre hai portato fuori dall’Egitto quelli che sono chiamati i loro vasi. Durante i 40 anni di vagabondaggio, hai negato i tuoi desideri egoisti nel deserto e ti sei allenato ad innalzarti al di sopra di essi, fino al pieno successo nel farlo. In seguito c’è stata una pausa e non li hai più usati. Adesso che stai entrando nella terra di Israele, innalzi di nuovo l’Egitto dentro di te e, mano a mano, resusciti l’ego iniziando ad usarlo di nuovo.

Comunque, adesso rivolgi l’ego nella terra di Israele, visto che il desiderio dell’Egitto è stato trasformato completamente ed è stato rivolto al Creatore, all’attributo dell’amore e della dazione. Comunque, tutti i giganti (ossia gli ostacoli) ci sembrano incredibilmente grandi visto che, dopo essere stati nel deserto dove ci siamo abituati a mangiare la manna solo in relazione al Creatore e abbiamo sempre aspirato a raggiungere il livello di dazione, abbiamo bisogno di risvegliare il Faraone dentro di noi per liberare questa bestia e iniziare a lavorarci.

Questi sono i desideri più terribili che dobbiamo imparare a superare. È detto quindi, che ci sono sette nazioni di guerrieri che ci aspettano presso la terra di Israele, e che dobbiamo combatterle e conquistarle.

Così funziona l’Egitto dentro di noi e quindi, ogni giorno, l’uomo deve immaginare di essere appena uscito dall’Egitto e di star costruendo la terra di Israele rendendo esteriore questo ego interiore. Il Monte Sinai diventa una montagna sacra sulla quale è costruito il tempio.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 02.04.2015

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L’Abbondanza scendeva dal cielo

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11: 9-10): “Quando la rugiada cadeva sul campo di notte, vi cadeva anche la manna.

Or Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le loro famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; l’ira del Signore divampò grandemente e la cosa dispiacque anche a Mosè”.

In ebraico il valore numerico della parola “rugiada” è 39, il che significa che comprende 39 Luci che scendono sotto forma di rugiada. Tale aspetto perfetto della Luce può effettivamente correggere tutti i veleni, le ferite e i nostri difetti egoistici.

A tale proposito, nel nostro mondo, la rugiada è un meraviglioso rimedio ma noi semplicemente non sappiamo come usarlo, mentre gli animali, gli uccelli e gli insetti raccolgono la rugiada e la bevono. Se noi seguissimo il comportamento degli animali e sviluppassimo le nostre medicine sulla base del loro comportamento, saremmo in buona salute, invece ci riempiamo di farmaci artificiali.

Dalla Torah (Numeri 11: 11-15): “Allora Mosè disse al Signore: ‘Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi e da porre il peso di tutto questo popolo su di me?

Ho generato io tutto questo popolo? Ho fatto io nascere loro, che Tu mi dici ‘Portali in grembo come la balia porta il lattante’, alla Terra che hai promesso ai loro antenati?

Dove posso trovare io la carne da dare a tutto questo popolo? Perché continua a lamentarsi con me, dicendo: ‘Dacci carne da mangiare!’.

Da solo non riesco a portare tutto questo popolo, perché è troppo difficile per me.

Se questo è il modo in cui Tu mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Non è facile seguire il cammino spirituale perché dobbiamo scoprire tutti i problemi e chiedere la loro correzione. Eppure, nessuno vuole farlo, e questo è il motivo per cui la gente si lamenta, piange e chiede “Dacci la carne”.

Se tu desideri la carne, prego prenditela! Dopo tutto la manna può avere gusti diversi. Che differenza fa? Il tipo di cibo non fa differenza. Ancora oggi mangiamo una cosa ma sentiamo il gusto come di qualcosa d’altro.

Molto presto si potrà stampare tutto ciò che si crede da una stampante tridimensionale e dovremo solo premere un pulsante per ricevere tutto quello che vogliamo.

Non è questa la manna? In realtà è la stessa cosa. L’unica differenza è che tutto questo sarà dannoso per noi perché non è altro che semplice segatura imbevuta di diversi gusti e additivi nelle cartucce di queste stampanti.

E Mosè disse che questo è il modo sbagliato. Dobbiamo scegliere il modo naturale e non chiedere della carne qualunque, ma attirare la Luce Superiore che in realtà contiene tutto. Tuttavia, le persone si rifiutano di farlo e non la vogliono.

Domanda: Questo significa che la gente ha ricordi nostalgici della vita in Egitto?

Risposta: Non è nostalgia ma desiderio di tornare a lavorare nel proprio egoismo: “Noi non vogliamo seguire la via della connessione e dell’unione. Questo è il deserto per noi: è insapore, difficile e gravoso. Dacci la carne che è quello che ci rappresenta l’ego, noi vogliamo vivere a quel livello; nessuno ha bisogno delle 39 Luci, sono troppe per noi”.

Commento: Le lamentele del popolo mettono in difficoltà Mosè, il quale grida al Creatore: “Perché hai trattato il tuo servo così male? Perché non ho trovato grazia ai Tuoi occhi che hai messo il peso di tutto questo popolo su di me?”.

Risposta: Non si tratta di un vecchio leader che ha già circa 80 anni e che ha vissuto i suoi ultimi 40 anni nel deserto, guidando il popolo.
Mosè è la nostra qualità più antica, la quale ci conduce attraverso il deserto egoistico verso la terra d’Israele, ovvero l’unione. Non c’è nient’altro che possiamo fare qui. In realtà non vi è altra via d’uscita. Noi avanziamo verso l’annientamento e il massacro oppure, in accordo alle leggi della natura, ascendiamo al livello successivo.

Noi pensiamo di scegliere il nostro futuro ma non è così. Nessuno sa cosa gli porterà il futuro, quindi come potrebbe scegliere? È un gioco da bambini.

In realtà, tutto è predeterminato e l’obiettivo è già noto, non ci resta che decidere come raggiungerlo: nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile oppure opponendosi e rifiutandosi ostinatamente come un asino, e allora sarai picchiato fino a quando crescerai in saggezza.

La parola “Asino” in ebraico “Hamor” deriva dalla parola “Omero”: “materia”. La materia del nostro mondo è l’egoismo, ed è in base a questa materia che avanziamo in questo momento.

Noi siamo pronti a qualsiasi tipo di lavoro tranne che per evocare la Luce Superiore, perché questa arriva solo in base al livello della nostra unione. Quando ci avviciniamo l’uno all’altro la luce viene rivelata e più ci allontaniamo e ci separiamo l’uno dall’altro a causa del nostro ego, più essa scompare.

Nel nostro stato abbiamo solo bisogno di cominciare a connetterci e allora la Luce Superiore scenderà immediatamente dall’Alto su di noi. Cominceremo subito a sentire dove si rivela la vita, che cosa significa, dove stiamo andando e quale sarà il futuro di tutta l’umanità, ma per farlo, abbiamo bisogno di connetterci e di unirci.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:15): “[Mosè disse al Signore,] Se questo è il modo in cui mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Mosè è la caratteristica che ci attira verso la meta della creazione. Viene ucciso o le persone lo seguono, nel senso che l’ego uccide uno dei due.

Domanda: Perché Mosè riceve così tanta sofferenza dalle persone?

Risposta: Perché lui vede che la grandezza, l’integrità e l’eternità li sta aspettando, mentre la gente non riesce a capire cos’è stato preparato per loro e a fare almeno un passo verso questo! Inoltre, se tutti avessero compiuto questo passo insieme, lui non avrebbe ricevuto così tanto dolore. Il dolore sarebbe scomparso immediatamente.

L’inizio della connessione e dell’unione è solo un problema psicologico. Sentiamo subito ciò che questo ci dà, ma il nostro primo passo in avanti deve avvenire attraverso una frattura interiore dall’ego. Tuttavia, l’uomo non è pronto a staccarsene, e così lui soffre.

Domanda: Il distacco dall’ego inizia con le piaghe in Egitto?

Risposta: No, le piaghe d’Egitto sono state necessarie per dividere il Mar Rosso, ovvero, l’allontanamento parziale dall’ego e l’inizio del lavoro con esso, e in seguito inizia il movimento attraverso il deserto in cui ogni passo ci porta sempre più lontano dall’ego, avvicinandoci sempre più agli altri! Noi lavoriamo in una tensione interna costante: pensare agli altri, sentire loro invece di noi stessi, lavorare per il loro bene.

Per l’ego questo è un deserto perché qui non c’è nutrimento da ricevere per il mio bene. Piuttosto, tutto è diretto solo verso la dazione.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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La “Moltitudine Mista” nel lavoro spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:5): “Ci ricordiamo del pesce che potevamo mangiare gratuitamente in Egitto, i cocomeri ed i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio”.

Domanda: Come mai, improvvisamente, torna alla memoria quello che mangiarono in Egitto?

Risposta: Le persone richiedevano ciò che avrebbe soddisfatto l’ego. MAN era per questo un nutrimento spirituale, la soddisfazione spirituale generata dal quello che do rivolgendomi e soddisfacendo qualcun altro. Tuttavia, quando i desideri egoistici sorgono dentro di me, inizio a sentire i loro bisogni proprio come se esistessi in questi desideri. Il che significa che le persone desideravano veramente la Luce di riempimento in questi desideri, la Luce di Chaya e Yechida che simbolizzano la carne. Sembra che dicano “Non abbiamo bisogno del riempimento spirituale, vogliamo la carne”, ovvero, ciò che si trovava nell’ego. Erano sorti dentro di loro i desideri egoistici, “la moltitudine mista”.

Ma questi desideri sorgono nella persona precisamente dalla prospettiva del suo lavoro spirituale, convincendola che “Non hai bisogno di questo; puoi ottenere tutto in un’altra direzione. Ti promettiamo il mondo che verrà e tutto quello che vuoi. Ecco, prendi questo libro, fai quello che c’è scritto e tutto andrà al suo posto. Non devi lavorare su te stesso”.

I desideri della “moltitudine mista” obbligano la persona ad esaminare se sta compiendo correttamente le Mitzvot (Precetti) di questo mondo. Esse richiedono di mantenere la Torah con l’aiuto di azioni fisiche piuttosto che non la correzione della sua anima, delle sue relazioni con gli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Aprire la strada verso l’unione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:18-20): “E al popolo dirai ‘Preparatevi per domani e mangerete carne, perché avete pianto nelle orecchie del Signore dicendo: “Chi ci nutrirà con carne, era meglio per noi in Egitto”. [Pertanto], il Signore vi darà carne e voi la mangerete.

Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, e non per venti giorni.

Ma per un mese intero fino a quando non uscirà dal vostro naso e non vi verrà la nausea. Poiché avete disprezzato il Signore che è in mezzo a voi, e avete pianto davanti a Lui dicendo: “Perché siamo usciti dall’Egitto?”‘”

Il Creatore promette di nutrire i figli di Israele con il loro ego dicendo: “Prima vi sembrerà buono, ma quando raggiungerete uno stato in cui non potrete superare l’ego, inizierà a traboccare da tutte le parti, e cercherete un modo per frenarlo e non troverete una risposta, e l’ego inizierà a gestirvi e controllarvi. Così, a malincuore, avanzerete verso la morte, la sofferenza e la malattia, vedrete come i vostri bambini si faranno del male e moriranno davanti ai vostri occhi. Non sarete in grado di fuggire da nessuna parte! Tutti ciò che vi è caro: i vostri genitori, i vostri figli e i vostri nipoti soffriranno terribilmente per un lungo periodo di tempo. Essi vorranno morire, ma non saranno in grado di farlo. Questo è ciò che vi farà il vostro ego”.

I Profeti dissero che le donne virtuose cucineranno i loro figli e li mangeranno. L’egoismo interiore dell’uomo lo costringerà a comportarsi in questo modo. Questo è il posto in cui siamo diretti e tutto può succedere, come ci dissero i Profeti, se non ci rivolgiamo alla linea di destra in tempo, nella direzione della connessione e dell’unione affinché MAN possa iniziare a scendere su di noi.

Ascendere sull’ego non è affatto la morte. La morte è la libertà da una vita senza senso. Oggi, molti di noi rinuncerebbero volentieri a questa vita: è meglio non nascere affatto che vivere in questo modo. L’uomo, tuttavia, non può morire. L’uomo gira intorno ad un vortice di grandi problemi; striscerà e si aggrapperà con le unghie e graffierà se stesso fino a sanguinare, ma non sarà in grado di fare niente di se stesso. Egli sognerà di morire, ma senza alcun risultato.

Quando l’uomo si trova in punto di morte, in queste afflizioni mentali, comincerà gradualmente a capire la sua natura egoistica, fino a quando non sarà determinato a sbarazzarsene; tuttavia, non è proprio così facile ed immediato. Egli dovrà attraversare questa via fino in fondo, poiché la segue in base al metodo delle punizioni e delle sofferenze.

D’altra parte, lungo la via della Luce avviene tutto in maniera totalmente diversa: la Luce splende e si vede che da un lato vi è un abisso nero che inghiotte tutto, e dall’altro lato vi è la Luce. Lungo la via della sofferenza, d’altra parte, non c’è Luce, non si può vedere nulla, solo un grande vuoto pieno di sofferenze, e si vuole morire in ogni minuto perché la completezza sembra un grande dono.

Pertanto, la risposta del Creatore alla richiesta di nutrire le persone con la carne è molto dura: mangerete carne continuamente fino a quando vi darà la nausea e poi ritornerete ai vostri sensi. Questo significa che voi seguirete la via della sofferenza fino a quando capirete che la vita egoistica è la morte stessa e il Creatore che detestate è l’attributo dell’amore e della dazione. Provate a cambiare e a scegliere una delle due: il percorso dell’ego o la via dell’amore.

Per la prima volta nella storia ci troviamo a questo bivio. Vediamo come la natura del mondo si è unita internamente e l’antisemitismo si è rivelato. Le nazioni del mondo cominceranno tutte istintivamente ad odiarci, senza eccezioni. Loro si opporranno a noi, mostrando così i loro denti come dei lupi. Non è la loro volontà, ma il lavoro della Provvidenza Superiore che opera attraverso loro. Non è mirato a nient’altro se non al nostro ego. Se lo modifichiamo in attributo d’amore e di dazione, vedremo davanti a noi solo persone buone che ci amano.

Ce la possiamo fare!
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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