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L’ampio spazio aperto ove esiste l’anima

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa trasferire i vestiti di padre in figlio?

Risposta: Vestire (Levush) si riferisce alla correzione del corpo, e il corpo è l’egoismo.

Gli animali non hanno bisogno di correzione e sono chiamati angeli, il che significa che sono stati creati al solo scopo di compiere la loro missione. L’uomo è diverso dagli animali e non può vivere senza vestiti.

I vestiti del grande sacerdote includono la cintura, la camicia, i pantaloni, il cappello, l’abito, il gilet, la corazza ed il copricapo. Il resto indossava abiti simili ma meno decorati.

L’uomo viveva in una tenda fatta di pelli di animali. La tenda è l’ambiente migliore per l’uomo. Adiacente alla tenda c’era una sezione del cortile che era stata misurata fuori da una certa fascia, recintata dal cortile.

I cortili erano connessi a formare una città e la città era circondata dalle mura. Venivano misurati settanta cubiti dalle mura, la zona che circondava la città, e poi erano misurati altri 2.000 cubiti. Tutto questo simboleggia gli ampi spazi aperti ove esiste l’anima.

La stessa cosa la vediamo anche per quanto riguarda i vestiti del corpo. Vediamo quanti capi possono esserci sopra la nostra anima, che è parallela al nostro modo di vestire e gestire la nostra vita in questo mondo. Anche se non abbiamo niente, esistiamo istintivamente in questo spazio complesso.

Abbiamo bisogno di questo spazio poiché lo spazio interno dell’uomo richiede che tutto sia organizzato appositamente in questo modo: una casa, un giardino o un cortile che circondi la casa, una strada, un quartiere, una città, ecc. L’uomo ha bisogno di tutto, e anche se costruisse qualcosa di totalmente diverso da questi contesti, apporterebbe le modifiche in un secondo momento.

Questo riflette la necessità interiore dell’anima di organizzare il mondo materiale secondo lo stesso sistema.

Domanda: Che cosa significa tutto questo per il mio modo di ottenere la caratteristica della dazione?

Risposta: Io avanzo grazie al fatto di organizzare i miei desideri correttamente (internamente, esteriormente, e più esteriormente), e che li correggo secondo queste misurazioni (requisiti).

Domanda: Cos’è più facile da correggere, i vestiti che sono più vicini al corpo (i desideri interiori) o quelli che ne sono più lontani (i desideri esteriori)?

Risposta: Sia questi desideri che gli altri vengono corretti contemporaneamente, perché più si esce da se stessi, più si deve penetrare profondamente in se stesso. Nel nostro mondo avviene anche la stessa cosa, più l’uomo è interiore, più deve vedere e uscire da se stesso, nel senso che deve pensare sempre di più al mondo.

È impossibile solo scavare dentro se stessi e dimenticare completamente l’ambiente. Al contrario, se tu desideri uscire nel mondo, allo stesso modo devi innalzare te stesso.

Domanda: Che cosa significa trasferire i tuoi vestiti?

Risposta: I vestiti simboleggiano la correzione dell’anima, e così il padre passa le sue correzioni al figlio, dal momento che il figlio è il suo seguito, il livello successivo. Nel mondo corporeo pertanto, è consuetudine passare i vestiti di padre in figlio.

L’unica limitazione sono le scarpe, perché le scarpe sono l’ultimo livello, la partizione tra il cielo e la terra.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 29/06/2015

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Le leggi che si originano dalla Torah

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 19: 4-5): “Eleazar il Cohen prenda del suo sangue col dito e spruzzi del sangue sette volte in direzione della facciata anteriore della tenda di convegno. Si abbruci la vacca davanti ai suoi occhi; la pelle, la carne, il sangue, oltre alle feci”.

Tutto ciò che la Torah ci racconta sembra uno spettacolo barbaro che ha luogo sui gradini del mondo spirituale, non nel mondo materiale. La Torah ci dice, in termini materiali, ciò che accade nelle nostre caratteristiche, dentro di noi e tra di noi.

È molto difficile esprimere i sentimenti utilizzando il linguaggio del nostro mondo poiché ci sono molte interpretazioni della Torah. Dopo tutto, loro non ci danno la giusta immagine. Queste interpretazioni hanno ancora bisogno di interpretazioni, in quanto i grandi Kabbalisti che hanno raggiunto i mondi spirituali hanno descritto le azioni spirituali come se si svolgessero nel nostro mondo.

Nel complesso, si tratta del fatto che ogni uomo deve trovare il punto del sacerdote (Cohen) dentro lui e determinare in che modo possa aiutarlo a correggere la combinazione di Bina (la caratteristica della dazione) e Malchut (la caratteristica della ricezione).

La Torah è scritta per ciascuno di noi. Il sacerdote, i Leviti e Israele sono in un solo uomo ed egli deve eseguire queste azioni su diversi livelli dell’ascesa spirituale.

Ne risulta che io trovo il sacerdote, la caratteristica direttamente collegata alla forza dell’amore e della dazione. Estraggo la “vacca rossa” dai miei desideri interiori, ed ho bisogno di macellarla e scuoiarla, ovvero, prendere da lei i desideri non corretti chiamati sangue, per poi spargerli sul tabernacolo, che è il vaso in cui io ricevo la rivelazione del Creatore.

La vacca simboleggia la connessione tra Bina e Malchut.

Domanda: Perché devo spargere il sangue sul tabernacolo per sette volte?

Risposta: Perché queste sono le sette Sefirot: Hesed, Gevura, Tiferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut. Quindi, tutto nel mondo fisico è diviso in sette, come i 7 giorni della settimana, per esempio.

Esiste anche la divisione in sessanta, come 60 minuti o secondi che si originano anch’essi dalla Torah, dal momento che Zeir Anpin comprende sei Sefirot (Hesed, Gevura, Tiferet, Netzhach, Hod, Yesod), e ciascuna di esse è costituita da 10 livelli. Sei volte 10 è 60, e così 60 azioni in Zeir Anpin equivalgono ad una dazione fino a Malchut.

Inoltre, nel mondo materiale vi è anche la divisione in 12, che deriva dal concetto delle 12 tribù. Si tratta di quattro livelli (Chochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut) in ognuna delle quali ci sono tre linee. Pertanto, tutte le principali divisioni nel nostro mondo si sono originate dalla Torah.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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La caratteristica della dazione: la Forza che ravviva tutto

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 20: 2-6): “E non c’era acqua per la comunità; e si radunarono insieme contro Mosè e contro Aronne. E il popolo si arrabbiò con Mosè, e parlavano dicendo: ‘Fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore!

E perché avete portato l’assemblea del Signore in questo deserto, per morire qui, noi e il nostro bestiame? E perché ci avete fatto uscire fuori dall’Egitto per condurci in questo luogo malvagio? Non è un posto per seminare fichi o vigne o melograni; né vi è acqua da bere’. E Mosè e Aronne andarono via dalla presenza dell’assemblea fino alla porta della tenda di convegno, e caddero con la faccia a terra; e la gloria del Signore apparve in loro”.

La terra simboleggia la nazione e l’acqua è la caratteristica di Bina, la forza ravvivante senza la quale la terra è polvere e cenere.

Il popolo cominciò a lamentarsi e a brontolare ancora una volta di non avere la caratteristica della dazione e la fonte da cui poter ricevere la forza che ridia loro la vita.

Il popolo chiede acqua (dazione), ma da dove arriverà se non la ottengono da soli? Il risveglio spirituale avviene solo sotto l’influenza della caratteristica di Bina.

Questa è la ragione per cui i figli di Israele ricordano l’Egitto, perché lì avrebbero potuto almeno lavorare con l’intenzione di ricevere per loro stessi. Qui, invece, hanno bisogno di ricevere l’intenzione di dare, il che significa che non è rimasto loro nulla. Ed è una morte secca.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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Attraversare Edom

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 20:14, 20:17 – 20:18, 20:21): “Mosè mandò gli ambasciatori da Kadesh al re di Edom a dirgli:

“Così dice tuo fratello Israele, Tu conosci tutti i travagli che ci hanno colpito”.

“’Ti preghiamo di farci passare per il tuo paese; noi non passeremo per i campi o i vigneti, né berremo l’acqua dei pozzi. Cammineremo lungo la strada maestra e non volteremo né a destra né a sinistra fin quando non avremo oltrepassato il tuo confine’”.

“Edom gli rispose: ‘Non passerai il mio paese, altrimenti uscirò contro di te con la spada!’.

“Edom si rifiutò di permettere ad Israele di attraversare il suo territorio; così Israele si allontanò da lui”.

Edom è la caratteristica dell’egoismo inflessibile. “Israele che attraversa” sta per la connessione ad esso.

Le Colline di Edom si trovano nel territorio della moderna Giordania e si possono vedere facilmente da Israele. Esse rappresentano il passaggio alla Terra di Israele che non si può raggiungere in altro modo.

Il popolo d’Israele fu per quarant’anni nel deserto ad acquisire le caratteristiche di Bina. Il loro infinito vagare nel deserto rappresenta le combinazioni spirituali di Malchut e Bina che mostrano come prepararsi ad entrare nella Terra di Israele (Malchut) e come prenderne possesso con la nuova acquisizione della caratteristica di dazione.

Gli Ebrei possono entrare nella terra promessa solo dopo che questo accade. Tuttavia, non è ancora la Terra d’Israele poiché è sotto il dominio di sette nazioni. Questo è il momento in cui inizia la conquista vera e propria, trasformando la terra con le caratteristiche di Bina.

Questo spiega perché l’attraversamento di Edom sia in realtà la transizione da Malchut a Bina. Tuttavia, non è permesso loro di farlo perché è l’ultima caratteristica egoistica prima di entrare nella Terra di Israele, la quale deve essere superata con forza. Sette nazioni egoistiche aspettano gli Ebrei nella terra di Israele, sette enormi forze impure: Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut. Anche loro devono essere conquistate e corrette.

Questo è il motivo per cui il re di Edom li respinge, in modo che si preparino all’ultimo viaggio, si uniscano e riconoscano che senza il Creatore non possono sopravvivere. Il passaggio è la conquista di noi stessi, la nostra vittoria sull’egoismo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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Classificare i desideri

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 17:12-15): “Aronne prese quanto aveva detto Mosè, e lui corse in mezzo all’assemblea, ed ecco il flagello era incominciato nel popolo. Egli mise dell’incenso ed espiò per il popolo. Si pose tra i morti e i vivi e il flagello si arrestò. I morti nel flagello erano 14.700, oltre ai morti per il fatto di Korach. Aronne tornò presso Mosè all’ingresso della tenda della radunanza e il flagello cessò”.

La Torah non parla degli uomini e della loro morte fisica, ma dei nostri desideri e caratteristiche che pensiamo di poter correggere al livello attuale, tuttavia, improvvisamente, scopriamo che alcuni non possono essere corretti. L’ego è diviso in 613 caratteristiche che insieme sono chiamate il nostro ego, caratterizzate dall’odio tra gli uomini, il rifiuto dell’altro, e diretto contro la nostra unione. Nessuno vuole avvicinarsi all’altro e se lo fa è solo al fine di dominare gli altri.

Queste caratteristiche di solito appaiono quando cominciamo ad avvicinarci a qualcuno. Tuttavia, questo livello deve essere ancora raggiunto. Quando impariamo ad avvicinarci agli altri e a connetterci a loro in un cuore solo e in una sola mente, cominciamo a sentire come sorgono in noi le forze che si oppongono a questa unione. Queste forze si rivelano nell’uomo come le 613 caratteristiche, i desideri, chiamati Mitzvot (Precetti). Una Mitzva (Precetto) è la correzione di una determinata caratteristica che abbiamo, e la Torah ci dice come correggere le forze che ci dividono, in forze che ci avvicinano, connettono e uniscono.

Prima di questo però, abbiamo bisogno di sentire che questi desideri per la connessione e l’unione esistono. Questo è proprio ciò che è successo a Korach: egli aspirava all’unione ma credeva che fosse possibile raggiungerla in un modo diverso. Quando si manifestò questo e gli altri 250 desideri che si aggrapparono a lui, fu chiaro che fossero impossibili da correggere.

Questo è il motivo per cui egli cadde dal livello in cui si trovava, ovvero, che l’attributo di Korach nell’uomo cadde, ovvero, che non può ancora essere corretto nel livello attuale della scala spirituale. In seguito, Korach nascerà nel livello superiore ove ci sono altre forze di correzione più forti e più precise che saranno in grado di correggere questi desideri con il loro metodo e saranno rimosse dal loro posto.

Domanda: Questo significa che diventano dei giusti?

Risposta: Certo! Tutto raggiunge la forma corretta. Gli uomini subiscono lo stesso “inventario”: alcuni dei loro desideri, caratteristiche e intenzioni chiamati uomini, possono essere uniti al Creatore e alcuni non possono ancora essere connessi.

Allo stesso tempo, ognuno prende il suo posto specifico e così alcuni desideri muoiono a causa di un flagello, altri soffrono e basta, e altri ritengono di essere in uno stato più o meno normale. Questa divisione tra le caratteristiche è necessaria, in quanto senza di essa l’uomo non sa cosa vi è dentro di lui e quale delle sue caratteristiche siano focalizzate sullo scopo della creazione. In fondo, tutto è misurato secondo lo scopo finale: quali caratteristiche devo correggere dentro di me per avvicinarmi agli altri e raggiungere la completa adesione al Creatore.

Nella Torah tutto è descritto come azioni terribili in cui migliaia di uomini apparentemente muoiono durante un flagello, ma allo stesso tempo, i numeri sono Ghematria (Numerologia) dalla quale viene calcolato lo stesso volume, la stessa densità dei desideri nell’anima generale che sono messi a morte in quel momento. Questo significa che ora sono neutralizzati e, al momento, non vengono presi in considerazione. Questi desideri cadono sul fondo e, quando sarà il momento, si rialzeranno. Così vengono classificati i desideri e avanzano solo quelli che possono essere corretti sotto l’influenza della Luce Superiore.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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Il Vaso aperto

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat“, 19.15): “Ogni vaso aperto che non abbia il coperchio ben aderente diventa impuro”.

L’uomo è costituito da piccoli vasi (Kelim) che in realtà sono i nostri desideri, intenzioni e proprietà. Se il vaso dell’uomo non è ancora formato, se non è sostenuto da uno schermo, se l’uomo non usa il vaso dopo la contrazione, se è aperto a qualsiasi azione, vale a dire, se l’uomo non ne ha il controllo, allora è considerato un vaso impuro che non ha un “coperchio”.

Tutti devono percepire e comprendere di quale particolare qualità si tratti, creare lo schermo e tenerlo aderente. Allo stesso tempo, l’uomo deve sapere a quale stato questa proprietà appartenga e quando può essere usata per favorire il proprio avanzamento.

Il nostro vaso deve essere sempre pulito e aderente, altrimenti diventa incline a varie influenze esterne ed interne, che in linea di principio sono uguali. Il vaso si deve aprire solo quando è assolutamente necessario, al fine di soddisfare le esigenze della società in cui viviamo.

Dalla Torah (Numeri, “Chukat“, 19:20): “Chi si sia reso impuro e non si pulisce, tale uomo verrà reciso di mezzo al suo popolo…”.

L’uomo che non si purifica non riesce a connettersi agli altri; è come se fosse estraniato dall’anima generale.

La Torah menziona il “campo” che l’uomo impuro deve lasciare e che deve trascorrere molti giorni di purificazione di se stesso prima che gli sia permesso di tornare. Il campo rappresenta la connessione inter umana, vale a dire, l’anima generale.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 26/06/2015

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La tenda e gli indumenti

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat”, 19:14): “Questa è la legge: un uomo che muoia in una tenda, chi entra nella tenda e tutto ciò che si trova nella tenda è impuro per sette giorni”.

Questo versetto parla dell’ambiente esterno dell’uomo che comprende la casa, il cortile, il campo e il deserto.

La tenda è la cosa più vicina al corpo umano dopo i suoi vestiti. Gli uomini sono animali ed è per questo che i loro vestiti erano fatti di lana e pelle. Anche le tende erano fatte di pelle di animale, lana e pelliccia.

La lana, la pelle, la seta sono i migliori materiali per i corpi umani; dormire sulla lana, indossare la lana e la pelle è la cosa migliore per la nostra salute. E, naturalmente, sono molto utili per vivere in una tenda dato che lì c’è un’aura completamente diversa.

Domanda: Che cosa significa quindi “morire nella tenda”?

Risposta: Significa che gli uomini utilizzano i loro desideri in modo egoistico, ovvero, per ricevere a proprio beneficio. Ecco perché il loro guscio circostante non li salva, e nemmeno i loro vestiti o la tenda. Pertanto, i nostri desideri devono essere puliti, in modo da rendere possibile il loro utilizzo in futuro.

In passato, gli indumenti venivano trasferiti da una generazione all’altra. Nella spiritualità, questo viene fatto trasferendo lo schermo da uno stato all’altro. Non si tratta della morte fisica, ma di uccidere i propri stati precedenti.

Come si fa il passaggio da uno stato all’altro? Come fanno gli uomini a reincarnarsi? Che cosa rimane di noi e cosa si trasforma? Perché chiamiamo la nostra nuova reincarnazione una “vita nuova”? È davvero nuova rispetto alla nostra vecchia vita? Cos’è intatto e cosa continua a ruotare? Come fanno gli uomini ad usare i loro strumenti precedenti tra cui abiti e tende? La Torah dà risposte a tutte queste domande.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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Il mistero di Miriam

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat”, Capitolo 20:01): “L’intera congregazione dei figli d’Israele arrivò nel deserto di Zin nel primo mese, il popolo si fermò a Kadesh. Lì morì Miriam e lì fu sepolta”.

Qualsiasi proprietà spirituale è costituita da due parti: maschile e femminile. La parte femminile è chiamata Aviut (Desiderio); la parte maschile è chiamata Masach (Schermo) e Luce riflessa. La parte femminile attrae e la parte maschile respinge.

Miriam, guida delle donne, era la sorella di Mosè, ovvero, rappresentava le proprietà di Bina che si manifestano attraverso lei.

La morte di Miriam simboleggia che dopo l’uscita dall’Egitto era stata corretta la parte di desiderio comune che collegava Mosè all’Egitto. Miriam era il legame tra Batya, la figlia del Faraone che aveva adottato Mosè, e sua madre naturale Yohevet.

Quando la figlia del Faraone trovò il bambino, si rese conto che si trattava di un bambino ebreo. Accadde che Miriam fosse lì vicino; suggerì di trovare una bambinaia ebrea per il bambino che piangeva e Batya fu d’accordo. Così, Mosè fu restituito a sua madre che lo allattò, ma la figlia del Faraone lo crebbe.

Pertanto, Miriam correva continuamente dal palazzo del Faraone alla casa di Mosè; lei che corre continuamente tra le due case è il simbolo di una transizione in corso: Malchut al suo posto e Malchut in Bina; ancora una volta, Malchut al suo posto e Malchut in Bina. Questa fase di transizione ha gettato le basi per l’esodo dall’Egitto, cioè la disgregazione dell’egoismo.

La morte di Miriam simboleggia la scomparsa del legame di collegamento e questo concede al popolo d’Israele la possibilità di staccarsi dall’Egitto e di passare al livello successivo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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Il Risveglio dei desideri morti

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat,” 19:11): “Chiunque tocchi il cadavere di un’anima umana diventerà impuro per sette giorni”.

Questo versetto si riferisce alle proprietà interiori dell’uomo e non ai cadaveri.

Le proprietà che sono morte dentro di noi sono le nostre qualità egoistiche che non volevamo utilizzare in questa forma.

L’uomo impiega molta fatica e tempo per farle morire. Tuttavia, ad un certo punto, vuole farle rivivere, in quanto possono essere utilizzate in modo diverso, per il bene della dazione. Questo è chiamato “Il risveglio dei morti”.

Noi tocchiamo le nostre proprietà egoistiche morte e scopriamo come lavorarle, come correggerle ed essere ancora santi, ovvero, come lavorare per la dazione.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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Come furono create le dodici Tribù?

Dr. Michael LaitmanPerché la Nazione di Israele è stata divisa in dodici tribù? Il fatto è che esistono quattro lettere (Yod, Hey, Vav, Hey) o quattro fasi dello sviluppo del desiderio. La Luce che genera il desiderio lo conduce lungo queste quattro fasi, l’ultima delle quali è egoista.

Ne deriva che ci sono quattro fasi nella nostra anima, e che se io sento qualcosa significa che sono passato dalle fasi precedenti di sviluppo e che sento già la loro rivelazione dentro di me.

Inoltre, il lavoro spirituale è compiuto dentro tre line: quella di destra, sinistra e di mezzo.

La linea di destra è l’altruismo, la caratteristica dell’amore e della dazione. La linea di sinistra è l’egoismo. Io mi trovo nella linea di mezzo perché devo prendere dalla linea di sinistra solo i desideri egoistici che possono essere corretti ed incorporati nella linea di destra e metterli assieme in quella di mezzo.

Le quattro fasi moltiplicate per le tre line sono le dodici parti, che sono le dodici tribù, le dodici caratteristiche principali che costruiscono l’anima generale.

Nessuno di noi ha un’anima poiché l’anima può solo essere generale e comune, una per tutti. Se ci colleghiamo in essa, allora la acquisiamo, una e tutte.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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