Pubblicato nella 'Spiritualità' Categoria

Tutti abbiamo bisogno di imparare la legge naturale dell’equilibrio

laitman_2009-02-03_61Ho ricevuto una domanda: le nozioni di “Dio” o “Forza universale della natura” non interessano alla gente comune attuale. Come possiamo integrare questi concetti elevati e globali, nella vita delle persone del ventunesimo secolo? Queste non avvertono la necessità di sentire una forza universale della natura o di rivelarla nella loro interiorità.

La mia risposta: questo non è corretto. Oggi giorno siamo arrivati ad uno stato in cui, tutti noi dipendiamo dagli altri; siamo come ruote dentate, assemblate con precisione in un sistema che attualmente è contrario alla Natura. Questa è un’enorme preoccupazione perché è l’unica causa delle crisi contemporanee. Queste crisi non scompariranno, bensì continueranno a crescere e a far sentire i loro effetti in una scala sempre maggiore.

Ed è per questo che una persona che ancora non percepisce la sua connessione con il mondo e l’umanità, è opposta alla Natura e lo scoprirà mediante le nostre spiegazioni oppure mediante i colpi. Anche la persona più modesta, apparentemente indifferente a tutto ciò, dovrà riconoscere che la maniera in cui tratta le altre persone, la colloca in opposizione o in equilibrio con la Natura.

Ogni persona dovrà imparare questa legge naturale dell’equilibrio, perché senza questa conoscenza, non potrà correggere la sua vita. È necessario considerare il sistema in generale, riconoscendo e capendo che tutta l’umanità è interconnessa e che le azioni meccaniche non correggeranno l’anima.

Una volta che una persona ascolta la spiegazione e capisce che la sua connessione con l’umanità, determina il suo successo, la sua vita, la sua famiglia, la salute, la sicurezza, la pensione, il lavoro ecc … chiederà: “Cosa devo fare? Come mi posso correggere?”. Da quel momento sarà pronto a ricevere il metodo della correzione.

Materiale correlato:

Connessioni
laitman blog:Ripristinare lo stato originario della natura, cambiando la nostra coscienza
laitman blog:La principale lezione da imparare dalla crisi è che tutti siamo parte della Natura
laitman blog:La Crisi è un modo per farci accettere il programma della Natura e il Metodo della Correzione

Le radici spirituali degli avvenimenti della vita


Ho ricevuto una domanda: ognuno degli avvenimenti materiali della vita è accompagnato da emozioni e sentimenti. In certe occasioni gli stessi sentimenti, possono accompagnare avvenimenti differenti. È di qualche importanza la natura dell’avvenimento che ci fa provare sentimenti, rispetto alla connessione radice e ramo? Ogni avvenimento materiale nella vita ha una sola radice? Oppure una radice può originare azioni come rami attraverso differenti avvenimenti, in funzione della persona?

La mia risposta: ogni oggetto, tempo, avvenimento od azione, ha la sua radice spirituale. Una Forza Superiore che discende nel nostro mondo, non può produrre più di un’azione. Ogni oggetto o azione ha la sua propria forza o il suo proprio angelo.

Materiale correlato:

Matan Torah
come leggere la Torah
La Luce fluisce in quattro lingue

Qual è l’essenza della saggezza della Kabbalah:

Tutto quello che posso fare è insegnare a voi


Ho ricevuto una domanda: io volevo ricevere e condividere la Luce, e farlo per il Creatore e non per me. Così, ho letto i suoi saggi, le sue raccomandazioni e gli insegnamenti con allegria e gratitudine, per tutto il tempo. Se non le dispiace, vorrei che mi consigliasse su ciò che devo, o non devo fare, o sul lavoro chiave che si deve realizzare per ricevere la Luce ed essere un servitore del Creatore. Non ho idea di quanti dei miei 613 (+ 7) desideri egoistici abbia potuto correggere fino ad ora. Tuttavia, sarebbe molto egoistico da parte mia, chiederle aiuto per correggermi, al fine di ricevere la Luce e raggiungere il Pensiero della Creazione?

La mia risposta: tutti i 613 desideri della persona si correggono simultaneamente. La ragione è che l’anima è sempre un’insieme e non è integrata da particelle, così come una goccia di liquido seminale, un embrione o un adulto, hanno sempre tutti gli elementi del corpo.

Il suo compito è di salire i 125 gradini della correzione. Se lei sale il primo gradino, rivelerà il Creatore nel grado segnato per questo gradino. Io non posso aiutarla nella maniera in cui lei me lo chiede. Non posso farlo al posto suo. L’unica cosa che posso fare, è nutrirla ed insegnarle a crescere.

Materiale correlato:

L’anima non ha età
Si contano le sfiròt
laitman blog:Perché le tappe dello sviluppo spirituale possono sembrare come un viaggio sulle montagne russe

Un gioco giocato secondo le regole della connessione e della collaborazione

Ho ricevuto una domanda: basandosi sui principi del gioco, cosa può consigliare all’umanità, per migliorare i sistemi di interconnessione che la regolano?

La mia risposta: in vista della crisi, oggi giorno, tutti abbiamo bisogno di partecipare al gioco di dare agli altri. Lei può interpretarlo, come trattare gli altri in conformità alla regola “ciò che tu odi, non farlo agli altri”.

Questa è una delle tappe dello sviluppo: sia rispettoso con le altre persone, posto che tutti ci troviamo sulla stessa barca, si unisca con loro attraverso le relazioni benevoli, come se fossero suoi vicini. Io non ti ferisco e tu non ferisci me; io non ti mento e tu non mi derubi. Viviamo in questo modo, come vicini generosi! Nessuno è in debito con nessuno, semplicemente manteniamo la reciprocità, la connessione e la collaborazione. Questa è la buona amicizia, la prima fase.

Più in avanti, nascerà l’opportunità di sviluppare questa fase e spiegarla su vasta scala. Quando le persone arriveranno a questo stato, si abitueranno a pensare che la soluzione della crisi, risiede nella connessione tra loro. Se un individuo è convinto che può ricoprire tutte le sue necessità monetarie, di riposo, salute e sicurezza attraverso la connessione comune, desidererà unirsi. Dopotutto, se vuole vivere e non vuole che la sua famiglia abbia delle mancanze, sarà disposto a farlo.

La tappa successiva arriverà, quando le persone osserveranno il risultato positivo della loro connessione e cominceranno a valorizzarla. Nascerà allora, la necessità di dimostrare che la connessione non provvede soltanto ad una vita materiale positiva. Cominceranno a sentire che esiste qualcosa di più grande e scopriranno la tappa successiva, posto che ogni nuovo passo si sviluppi a partire da quello precedente.

Materiale correlato:

Dobbiamo ammettere la realta’ della nostra completa interconnessione
Unisci i puntini ( la versione kabbalistica )

Il piacere Infinito è proprio davanti a te (avanzato)

michael-laitman_16Ho ricevuto una domanda: Quando una persona attraversa il Machson, dove percepisce questo conseguimento?

La mia risposta: Ogni cosa è percepita internamente. È molto simile a come tu percepisci te stesso in questo mondo. Senti sempre ogni piacere o sofferenza al tuo interno. Nello stesso modo sentirai la Spiritualità.

Questo metodo è molto semplice. Imparerai che cosa sono piacere e sofferenza, come li senti attualmente e come puoi cominciare a interagire con essi, apprezzarli e controllarli.
Dopo tutto, noi siamo desiderio di ricevere piacere e il Creatore è il piacere che si rivela all’interno di questo desiderio insieme con la Sorgente del desiderio. Questo è il motivo per cui non c’è niente oltre il Kelim e il perché percepirai il Mondo Spirituale nello stesso modo in cui percepisci quello corporeo. Non pensare che la Spiritualità si trovi lontana da te o fuori da qualche parte nello spazio. Nella Kabbalah stai imparando in modo preciso cosa accade dentro di te in questo momento, così come ciò che accadrà in te nel futuro.

Tuttavia, c’è una grande differenza nella Spiritualità. Oggi, io percepisco la mia vita e la mia esistenza dentro il mio piccolo Kli. Infatti, è così piccolo e limitato che le nostre vite non possono essere considerate delle vite vere. Non appena espanderemo il nostro Kli, tuttavia, cominceremo a sentire che la nostra reale esistenza si poggia su di una condizione, cioè il voler utilizzare le nostre vite come mezzo che ci aiuti a passare il piacere agli altri, a scoprire la dazione, la capacità di amare e a venire fuori da noi stessi. D’altra parte, se il Kli rimane egoistico, è impossibile provare questo piacere al suo interno.

In altre parole: anche in questo momento tu sei riempito con la Luce Infinita, ma la neutralizzi con il tuo egoismo, perché quando la Luce dell’Infinito raggiunge un desiderio egoistico viene immediatamente spenta come se si creasse un corto circuito tra due poli opposti privi di una resistenza fra di loro. Devi usare il tuo egoismo come una resistenza, altrimenti non percepirai il piacere infinito. Ciò che ci resta è questa minucola vita corporea dove percepiamo giusto una scintilla di Luce per avere qualcosa a cui aggrapparci.
Ma il piacere che è sopra la tua testa è bilioni di volte più grande. Non c’è ostacolo per ottenere questo piacere, devi solo espandere il tuo Kli. Ogni cosa dipende da te. Tutto ciò che ti serve è il Kli, ma il piacere infinito si trova esattamente di fronte a te.

Cosa significa infinito e come può essere infinito il Kli? Quando il tuo Kli raggiunge la dimensione che si prefiggeva inzialmente il Creatore, percepisce un piacere illimitato. Questo è un Kli infinito.

Materiale correlato:

laitman blog: La vera dazione è quando noi usciamo da noi stessi (avanzati)
laitman blog: Un mondo globale è un mondo d’amore
laitman blog: Il vero amore è l’appagamento del desiderio di un’altra persona

Ogni persona deve trovare il proprio insegnante


Una domanda che ho ricevuto: in un post precedente qualcuno ha chiesto: “Come si fa a sapere che c’è una sola vera fonte di Kabbalah?” hai risposto: “Non ce ne possono essere diverse, perché il Creatore è uno solo”.

Sono pienamente d’accordo con te su Berg e i suoi concetti imprenditoriali sciamanici, come vendere spiritualità attraverso fili rossi, cammei e letture magiche o benedizioni. Ma ancora non capisco perché c’è soltanto una, unica e sola fonte di Kabbalah! Dopo tutto, durante i tempi del Secondo Tempio c’erano migliaia di Kabbalisti. A seconda delle qualità delle loro anime, ciascuno di loro ha insegnato ai propri studenti in maniera diversa come raggiungere l’Unico Creatore. Gli studenti avevano una scelta.

Inoltre, hai detto che fino al diciannovesimo secolo la maggior parte dei rabbini erano Baalei Hasaga (avevano raggiunto la spiritualità), anche così le persone avevano una scelta.

Ma ora stai dichiarando che il tuo percorso è l’unico corretto. Può davvero il nostro mondo essere così limitato riguardo ai Kabbalisti da non esserci nessuna alternativa a te che sia:

a) Un Kabbalista

b) Un Kabbalista rivelato – qualcuno che tu, come Kabbalista, puoi raccomandare sinceramente ad un potenziale studente che si trova ancora nella fase di ricerca dell’Insegnante giusto? E che mi dici del versetto: “Molte vie conducono al Creatore”?

La mia risposta: nel processo di studio della Kabbalah, spesso si fa esperienza di dubbi sulla correttezza del percorso. Ciò accade perché il percorso e l’obiettivo sono nascosti. Il percorso è lastricato di discese e i momenti di chiarezza sono rari. A differenza dell’avanzamento egoistico, sul sentiero della Kabbalah vai contro te stesso. Questo è il motivo per cui si pone la questione, “Può essere vero che più le cose sono peggiori, tanto migliori sono?”

Quando chiesi a Rabash come potevo essere sicuro che lui fosse il mio maestro, egli rispose: “Devi verificarlo da te stesso!” Infatti, anche Baal HaSulàm scrisse nelle sue Lettere che non si sarebbe più visto alcun Kabbalista nella sua generazione. Anch’io non ne vedo nessuno, oltre me e i miei studenti.

Ogni persona deve trovare il suo insegnante. Io non ho gli indirizzi di “Insegnanti-Kabbalisti”, ma si possono facilmente trovare attraverso i motori di ricerca digitando la parola chiave “Kabbalah”.

materiale correlato:

Ci sono molti sentieri che portano al Creatore
Guida spirituale e direzione nella Kabbalah
A proposito di Bnei Baruch
Maestro Spirituale
Come ascoltare le parole dei Kabbalisti?
Video: Sempre con me

Come possiamo superare la paura?


Due domande che ho ricevuto per superare le nostre paure:

Domanda: in una tua lezione sul libro di Shamati hai parlato della paura e hai detto che, quando una persona ha paura, dovrebbe immediatamente connettersi al Creatore. Puoi dirci di più? Che cosa dovrei fare quando mi sento gelato fino alle ossa dall’ansia per chi amo?

La mia risposta: dovresti collegare ogni cosa che è accaduta con il Creatore, con te stesso e con il mondo intero, in modo che ognuno di questi aspetti si unirà in un tutt’uno e non ci sarà differenza tra loro. Tutti i tuoi dubbi e le tue paure dovrebbero svanire con questa unione. E se non succede, allora è anche meglio! Allora puoi chiedere al Creatore di aiutarti.

A dire il vero, se apri il Libro dello Zohar, scoprirai che la prima correzione, Pkuda Kadma (in Aramaico) c’è quando una persona giunge a delle vere paure. Infatti, la paura ossessiona sempre chiunque ed ogni cosa: al livello inanimato della natura, c’è la paura per mantenere la propria struttura, al livello vegetale ed animale c’è la paura di non potersi riempire con ciò che è necessario e per spingere lontano ciò che è dannoso. Tutto questo vale anche per l’uomo.
L’unica differenza fra questi diversi tipi di paura è lo scopo con cui uno usa la paura. Vale a dire che ciascuno la utilizza con l’intento di realizzare la profondità al proprio interno o, in altre parole, nella misura dello sviluppo egoistico di ciascuno. Una persona ordinaria di questo mondo ha due tipi di paure: paure per questo mondo (circa la qualità della vita, la salute, i bambini, ecc.) e paura dell’aldilà (assicurarsi di andare in paradiso anziché all’inferno).

Tuttavia, con lo sviluppo dell’egoismo, una persona attraversa questi tipi di paure e giunge ad un terzo tipo, cioè la vera paura. Allora chiede: «Sarò capace di essere come il Creatore? Otterrò la qualità della dazione per tutte le persone e per Lui?» Quando una persona sente la necessità di ottenere la qualità della dazione e dell’amore, allora la paura lo spinge in avanti e lo porta verso il Machsom e fa ritorno al Creatore senza paura, agitazione o ansia (Tshuva mi Iraa).

Domanda: Lo studio della Kabbalah può aiutare ciascuno a sbarazzarsi delle proprie paure, per esempio la paura di essere in scena o di esprimere le proprie opinioni?

La mia risposta: si, perché studiando la Kabbalah sviluppi la percezione dell’unità fra ogni cosa dell’intero universo. Questo sostituisce le paure terrene di ciascuno con la vera paura, cioè il bisogno di realizzare il Creatore.

materiale correlato:

Il Rimedio Universale

Video: Shamati 38
Testi Autentici: Baal HaSulam /Libro di Shamati /Shamati 138

La crisi è una chiamata per tutti noi ad elevarci al di sopra di questo mondo

La situazione del mondo è tale, che possiamo discendere fino agli abissi della sofferenza e dei problemi, fino a che, dopo molti colpi, le nostre coscienze e la nostra ragione, ci indichino che questo è uno stato che non ha via d’uscita.

Tuttavia, possiamo da subito cominciare a capire, che questa discesa ci è stata data per risalire. Ci viene mostrato che la crisi, ci separa dai nostri precedenti sistemi educativi, dai soldi, dall’onore, dal potere e che il mondo sta precipitando in un abisso. Come risultato, siamo chiamati ad elevarci al di sopra della crisi, al posto di cercare qui, una vita libera da preoccupazioni.

Di conseguenza, ci viene inviata questa sofferenza come un aiuto, affinché noi, come individui e comunità mondiale, ci separiamo dal passato. Nello spazio vuoto che resta, riusciremo a desiderare di percepire il Creatore (BO-RE vieni e vedi), l’attributo della dazione. Desidereremo sentire questo attributo, immergerci in esso, in questo spazio vuoto, nella sensazione di oscurità e desidereremo che l’attributo del Creatore ci riempia.

Materiale correlato:

Laitman blog: La Crisi è un modo per farci accettere il programma della Natura e il Metodo della Correzione
Galleggiando in un Mare di Informazione
Laitman blog: Il Nome del Creatore Significa “Vieni e Vedi”
La ragione della nostra sofferenza e il cammino alternativo
Testi Autentici: Baal HaSulam /Libro di Shamati /Shamati 4

L’anima è eterna


Tre domande che ho ricevuto da un mio studente brasiliano, sulla rottura dell’anima comune.

Domanda: nel libro Kabbalah per principianti, lei dice che furono create solo 600.000 anime e che si separarono a causa dell’egoismo. Il risultato della separazione è considerato anche come un’anima, cioè una entità spirituale unica?

La mia risposta: le anime non si suddividono, né convergono, piuttosto ogni anima passa attraverso la sua correzione individuale.

Domanda: cosa accade con le anime che hanno risolto con l’egoismo, si estinguono e cessano del tutto di esistere?

La mia risposta: le anime discendono semplicemente al livello del nostro mondo, per poi ascendere di nuovo, grazie ai loro sforzi. La loro essenza è eterna.

Domanda: un’anima può estinguersi?

La mia risposta: niente nei mondi spirituali può essere distrutto, tutto lì è eterno. Le cose cambiano semplicemente di forma.

Materiale Correlato:
L’Anima è la Qualità di Dare in Assoluto, senza di essa siamo Animali
L’anima è il risultato dello sviluppo spirituale

Perché dovremmo avere più di quanto ci è necessario?


Una domanda che ho ricevuto: sappiamo che in passato, molti kabbalisti erano uomini d’affari di successo. Cosa significa “avere successo?”

La mia risposta: esteriormente, i kabbalisti sono sempre stati simili ai loro concittadini. Era così, poiché era proibito svelare la Saggezza della Kabbalah. Prosperavano e conservavano il loro profitti.

Il Baal HaSulàm ha scritto che una persona che studia come diventare simile al Creatore, distribuisce i suoi guadagni supplementari agli altri, conservando unicamente ciò di cui ha bisogno per vivere.

Non c’è mai stato nessuno che abbia raggiunto lo spirituale ed abbia conservato per sé, più di ciò di cui ha bisogno, per avere una vita normale. Per di più, è proibito vivere al di sotto dei modelli accettati e fissati nella società in un determinato momento.

materiale correlato:

La crisi ci libererà dalle spese inutili
L’Arvùt – La Garanzia Spirituale