Pubblicato nella 'Spiritualità' Categoria

Io do significa io esisto

Io mi divido in due parti: GE e AHP. La parte importante in me è GE, e in essa io sono in uno stato fisso.

D’altra parte, utilizzo il mio AHP solo per le esigenze di un altro: è come se “ingoiassi” il suo desiderio e cominciassi a servirlo. La Luce viene dall’Alto, e passo su questa Luce agli altri attraverso il mio AHP, che è l’unico modo in cui usare l’AHP.

Se, invece, l’altro non ha bisogno di nulla, il mio AHP non esiste. Si è piegata nel mio GE, e ritorno allo stato di piccolezza, allo stato fisso.

Questo avviene perché io in realtà non ho bisogno di nulla, tranne che del mio GE, e ho bisogno di loro solo al fine di essere pronto a dare agli altri. In ogni contatto io controllo immediatamente ciò che l’altro vuole e quando trovo dei desideri non realizzati in lui, distribuisco e sviluppo in me solo la parte in grado di fornire ciò che egli desidera dall’Alto. Solo a questo punto posso utilizzare il mio AHP.

Questo è chiamato il mondo spirituale: io non esisto. Io esisto solo nella misura in cui do agli altri. Fino a quando non ci sono gli altri, io sono niente, uno zero. La ragione è che il mio GE non sono io, essi sono solo lo stato di prontezza, di ricerca – chi ha bisogno della mia dazione?
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Scritti di Rabash)

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La spiritualità non arriva grazie ad un favoritismo

Domanda: A cosa serve fare uno sforzo cercando di accelerare la propria correzione se il proprio percorso è predeterminato: tutte le correzioni che la persona deve attraversare e tutti i suoi errori e le sue trasgressioni?

Risposta: Se non fai uno sforzo allora non attraverserai questi errori e queste correzioni. Supponi di trovarti nella 3° elementare e di dover passare alla 4° elementare, ma non vuoi studiare, in questo modo non ti è permesso di passare alla 4°! Che cosa succede allora? Sarai punito e tutti ti tratteranno male: i tuoi genitori, gli insegnanti, e l’amministrazione della scuola. Rimarrai in 3° elementare per un altro anno prima di aver completato tutti i tuoi compiti e prima di esser pronto a passare alla classe successiva.

Hai guadagnato qualcosa dalla tua pigrizia? Allora perché chiedi del beneficio del tuo sforzo? Non si può passare alla fase successiva se non si completa la fase precedente, perché il vaso non è preparato per questo. Come puoi sentire questo, come può compiersi in te il livello successivo?

È impossibile passare al prossimo livello spirituale grazie ad un “favoritismo”. È possibile nel nostro mondo, ma non nella spiritualità. Questo avviene perché non si dispone di vasi per sentire, e hai bisogno di sviluppare da solo le salite e le discese, essendo confusi e incontrando problemi, prendendo decisioni sbagliate, cercando di distruggersi a causa di sciocchezze , come un bambino che impara qualcosa.

Altrimenti non avanzerai. Queste sono le leggi della natura, quindi non ci sarà nessuna tolleranza qui e nessun perdono. Essere tolleranti è per qualcuno che fa un errore, perché non lo sa. Questo è accettabile solo tra le persone, ma siamo in un chiaro processo deterministico in cui ogni passo è predeterminato.

È impossibile passare alla fase successiva senza completare il precedente, finché non vieni impressionato da esso, e acquisisci la conoscenza e il sentimento, finché non è inciso nella memoria e sei pronto per avanzare con questa esperienza, fino a quando non hai messo insieme un vaso in cui ora senti tutti i fenomeni. Solo allora puoi andare avanti.

Nel nostro mondo le cose non accadono in questo modo, qui le persone trovano deviazioni diverse dal momento che non capiscono affatto i loro stati. Quando la Luce entra e illumina il nostro stato, capiremo i motivi per cui accade in questo modo e per quale motivo, il beneficio che si trova in esso, e come relazionarsi correttamente. Fino ad allora agiamo ciecamente secondo i nostri istinti animali.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2012)

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Se ci troviamo in un “Matrix”, come possiamo contattare il suo Creatore?

Nelle notizie (da news.com.au): “Gli scienziati dell’Università di Washington stanno conducendo esperimenti per scoprire se l’universo esiste all’interno di una simulazione al computer in stile Matrix creato dal supercomputer del futuro.

“L’esperimento potrebbe dimostrare che siamo solo pedine in una sorta di gioco per il computer più grande.

“Allora, chi ha creato questi super computer che potrebbero ipoteticamente avere potere sulla nostra esistenza?

“Il professor Martin Savage, uno dei fisici che lavorano al progetto dice che è poco chiaro.

Egli ha affermato: “Immaginate la situazione in cui possediamo un computer abbastanza grande che ci permetta di simulare il nostro universo, e iniziamo una simulazione sui nostri computer. Se questa simulazione durasse abbastanza a lungo, e avesse le stesse leggi del nostro universo, allora all’interno delle simulazioni emergerebbe qualcosa di simile al nostro universo, e la situazione si ripeterebbe all’interno di ogni simulazione”.

“In poche parole i fisici prenderebbero in considerazione la distribuzione dei raggi cosmici di altissima energia, al fine di cercare di individuare i modelli che potrebbero suggerire che l’universo è la creazione di un po’ di tecnologia informatica futuristica.

“Se si scoprisse che siamo giocatori in una sorta di programma per computer, il fisico ha suggerito che potrebbe esserci un modo di pasticciare con il programma, e giocare con le menti dei nostri creatori – il tutto, si capisce, in nome della scienza”.

Il mio commento: La Kabbalah rivela il programma di creazione del nostro mondo, dobbiamo dominarlo, e cambiare noi stessi in base ad esso, per rivelare il creatore di questo programma, per capire le sue intenzioni, motivazioni e obiettivi. E poi, dopo la correzione, il che significa la piena padronanza delle proprietà del creatore del programma, sviluppare al di fuori del “matrix”, nel mondo dell’infinito, cioè, possibilità illimitate.
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Il confine oltre il quale il malvagio diventa buono

Da Baal HaSulam, articolo: “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” Punto 78: “Anche se tutto il mondo dice che sei giusto, sii malvagio ai tuoi occhi”, in particolare ai tuoi occhi. In altre parole, fino a quando non raggiungi l’ “apertura degli occhi” nella Torà, considerati malvagio. Non ingannare se stessi con la tua reputazione in tutto il mondo come giusto.

Le persone non possiedono la volontà di fare azioni buone o cattive. Per quanto riguarda la spiritualità, le qualità naturali di una persona, con cui è nato, non contano: quanto sia bello ed educato o maleducato. Fino a quando uno merita una rivelazione e una testimonianza del Creatore, che garantisca le sue buone intenzioni, fino a quel momento, rimarrà malvagio.

Ma quando una persona raggiunge una rivelazione e la Luce continua a tenerlo in alto, da allora in poi, sarà un buono, un giusto. Pertanto, non facciamo calcoli l’uno sull’altro, chi è il cattivo e chi è il buono. Per quanto riguarda il cammino spirituale, tutto è determinato incrociando questa amata barriera – il Machsom“.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2012)

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Educazione dalla luce

Domanda: Hai detto che l’anima è altruismo, che è la proprietà disponibile per poche persone. Quando siamo ingaggiati nella correzione e alziamo il mondo con noi, noi condividiamo con il mondo l’anima che abbiamo guadagnato o noi facciamo crescere l’anima mondiale con la Luce della correzione che ci arriva?

Risposta: Noi non creiamo niente di nuovo. Noi abbiamo piccoli desideri animalistici auto compiacenti e la Luce, con la quale noi possiamo agire se diventiamo simili. Noi dirigiamo l’influenza della Luce su noi stessi, e la Luce causa ancora maggiori desideri egoistici nei nostri stessi desideri egoistici, i quali, ogni volta, li correggiamo.

Supponiamo che il desiderio di ricevere sia piccolo, come un punto, con una capacità minima uguale a uno. La Luce, la proprietà della dazione, esiste in essa.

La Luce entra nel desiderio: La proprietà della dazione pompa questo punto con il suo desiderio di donare, con tepore, amore, compassione e tenerezza. Questo punto si gonfia e un enorme desiderio emerge in esso.

E poi la potenza di Malchut è uguale, così è detto, a cento. Perché ha un tale tremendo potere di desiderio di ricevere? E’ perché la Luce la riempie in questa maniera. Noi diciamo che c’è Aviut (lo spessore del desiderio) nella Luce. Cosa significa? Ti offro un dolce, ti do qualche caramella, ti porgo un cuscino e ti suggerisco qualcosa di confortante. Io accresco la mia attitudine dentro di te cosicché cominci a desiderare tutto questo. La mia buona attitudine verso di te si trasforma in un desiderio e se tu non ce l’hai da me, cominci a soffrire. Così, io coltivo un desiderio in te. Questo è quello che la Luce attua in noi similmente a quello che facciamo con un bambino viziato. Così, ci costruisce durante la discesa dall’alto fino al basso.

Conseguentemente durante l’ascesa dal basso verso l’alto, fa l’opposto, ma all’incirca lo stesso. Questo coinvolge il nostro egoismo, lo irrita, come se lo rompesse. Sotto l’influenza della Luce, l’ego si gonfia e diventa sempre più grande. In questa maniera, cresciamo.

Le componenti egoistiche e altruistiche accrescono in parallelo e ad un certo stato, in ogni mondo, loro sono opposti e devono completarsi l’un l’altro fino a che non riceviamo il livello infinito.

La Luce fa tutto; sviluppa sempre più un desiderio negativo in noi. Quando cominci a studiare, hai un piccolo desiderio. E domani, cominci a odiare gli altri e poi altro ancora, ecc. E lo stesso è con il Creatore: Oggi sei spaventato di dire qualunque cosa contro di Lui, domani Lo odierai e il giorno dopo ancora Gli urlerai a squarcia gola. Il tempo arriverà; crescerai e scoprirai che è così.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 07.12.2012, Lezione 2)

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La guerra moderna dei Maccabei contro l’egoismo globale

Ora, dopo 2000 anni di esilio torniamo alla torre di Babele, che nel frattempo è cresciuta ancora di più. Siamo tornati al grande dolore dell’ego, alla torre enorme di egoismo umano che abbiamo eretto e ci troviamo in un vicolo cieco senza sapere cosa dobbiamo fare con le nostre vite.

Tutto ciò che abbiamo costruito sulle fondamenta dell’ egoismo non ci porta alcuna soluzione: siamo rimasti senza nulla, tutto ciò che abbiamo costruito nel mondo si sta sgretolando ed è travolto dalla crisi.

Oggi, dovremmo fare riferimento alla stessa soluzione che è stata trovata nei tempi antichi, ai tempi di Abramo – l’unione. Tuttavia, non solo il gruppo, che è stato poi chiamato “il popolo di Israele”, dovrebbe unirsi, ma il mondo intero deve finalmente connettersi e per sempre.

A titolo di esempio, usiamo la rivolta dei Maccabei a cui è dedicata la festa di Hanukkah. Questa storia è accaduta al tempo del Secondo Tempio e della sua distruzione. Come sempre, la forza egoistica, che a quel tempo si chiamava “il potere greco”, mise in pericolo il gruppo, che veniva chiamato “Israele”, il potere greco cercò di separare Israele.

E in questa categoria di “autorità greche” sono stati inclusi molti che erano già nel gruppo di Israele. In altre parole, le persone che vivevano in un livello spirituale, scesero nella massa dal livello spirituale al nostro piano materiale nel momento in cui hanno iniziato ad agire secondo il loro egoismo, invece di elevarsi al di sopra di esso e connettersi con gli altri.

Quindi, gli effetti dell’egoismo globale, che apparve sotto forma di “greci” portò alla distruzione del Tempio.

La storia ci dice che a quel tempo ebbe luogo una rivolta dei Maccabei, essi cominciarono a combattere questo potere. Era più una guerra spirituale che un combattimento materiale. Il loro unico obiettivo era quello di portare la loro gente all’unione. Con il raggiungimento dell’unione, raggiunsero la vittoria: riuscirono a correggere gli ebrei che seguivano i Greci e le loro usanze, e gli invasori greci furono costretti a ritirarsi.

In questo modo sono stati in grado di ricostruire il Tempio (Beit HaMikdash), poi l’edificio (Beit) di amore e dazione reciproca, e così ottennero la correzione.

Dobbiamo imparare da questa storia come raggiungere la correzione quando ci troviamo in una crisi profonda. Oggi, la risoluzione è sempre la stessa. Si differenzia dalla situazione precedente solo per il fatto che a quel tempo avevano un gruppo di Maccabei che erano noti a tutta la nazione come una famiglia distinta, una dinastia di sacerdoti.

Oggi, non c’è niente di simile. Siamo in una confusione totale e non abbiamo più idea di come vivere. Sembra che abbiamo uno stato di Israele sulla terra di Israele e che abbiamo costruito la nazione di Israele, ma nessuna di loro corrisponde alla definizione interiore data da Abramo.

Tuttavia, questa situazione può essere corretta in un istante. In effetti, nel momento in cui ci uniremo insieme nella mutua garanzia, susciteremo la forza superiore secondo la legge dell’equivalenza della forma che ci unirà in un tutt’uno. Questo è il modo in cui ritroveremo la felicità e la gioia e ci sentiremo potenti.

Diventiamo felici perché riveliamo la forza superiore che regna di nuovo tra di noi, e apre il mondo spirituale. Dopo che ci connetteremo anche solo un po’, solo per modificare la nostra predisposizione e la direzione, sentiremo subito che la forza superiore ci dà la forza dall’interno.

Non abbiamo bisogno di combattere più a lungo, il Creatore lotterà per noi, dal momento che è l’unica forza che in precedenza stava elevando il nostro egoismo e ci stava mettendo in difficoltà, in particolare per farci salire sopra di loro. Se cerchiamo di elevarci sopra di loro e di fare il minimo sforzo per raggiungerlo, la forza superiore completerà il lavoro per noi. Ecco perché i greci hanno semplicemente abbandonato.

Questo è ciò che si chiama una “guerra spirituale”.
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(Da Kab.TV “I Kabbalisti scrivono” del 04.12.2012)

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Spiritualità e cordialità

Domanda: Qual è la differenza tra spiritualità e cordialità? Ci sono alcune persone molto calorose che sono piacevoli e ci sono persone spirituali che potrebbero essere molto sgradevoli. Qual è la differenza tra loro?

Risposta: Nella vita di tutti i giorni noi chiamiamo le persone cordiali: “anime buone”, gente simpatica, che è pronta a dare sostegno agli altri. Questa persona ti capisce, è simpatica ed empatica, prova compassione, ti aiuta, ecc…

Una persona spirituale è qualcuno che sta lavorando duro con se stessa, che sta “rompendo i suoi denti,” che sta combattendo se stessa sotto una grande pressione per sviluppare qualcosa che è completamente diverso da una persona nel nostro mondo, la dazione, che non esiste nel nostro mondo. E questo attributo si sviluppa con sforzi enormi, grande intenzione, e la concentrazione immensa dello sforzo, attenzione, lavoro costante, e un autocontrollo molto forte.

Quando una persona raggiunge questo stato, ha un atteggiamento particolare verso gli altri, non necessariamente sembra calorosa, gentile, amorevole, o bella per noi, perché pensa a come trasformarci in persone spirituali, cioè persone che hanno un’anima. Ciò comporta seri sforzi da parte di una persona nei confronti di se stessa, sotto pressione, con il duro lavoro. Quindi le persone non sono necessariamente piacevoli o belle. La loro missione le costringe a relazionarsi con noi, il piccolo popolo debole, che è orientato volutamente e in modo obiettivo.

L’ho sperimentato io stesso. Il mio insegnante, Rabash, mi guardava come creta da scolpire e valutava la misura in cui questa argilla avrebbe gemito, ma si lasciava plasmare. Allora mi sentivo così. Da un lato, è un grande amore, partecipazione interiore e comprensione, ma in realtà, le espressioni esterne sono ancora molto speciali. Una persona che può veramente valutarle è una persona che capisce l’obiettivo davanti a sè, gli attributi dello studente e il lavoro dell’insegnante.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 2)

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Una valvola che blocca l’arteria principale

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar“, articolo 69: Ma se, Dio non voglia, fosse il contrario, che una persona di Israele degradasse la virtù dell’interiorità della Torà e dei suoi segreti, che si occupa della condotta delle nostre anime e dei suoi gradi, e la percezione ed i gusti delle Mitzvot (precetti) per quanto riguarda il vantaggio di esteriorità della Torà, che riguarda solo la parte pratica? Inoltre, anche se si impegnasse di tanto in tanto nell’interiorità della Torà, e dedicasse un po’ del proprio tempo ad essa, quando non è né notte né giorno, come se fosse ridondante, attraverso ciò disonorerebbe e degraderebbe l’interiorità del mondo , che sono i figli di Israele, e migliorerebbe l’esteriorità del mondo, ossia le Nazioni del Mondo. Essi umilierebbero e infamerebbero i figli d’Israele, e considererebbero Israele come superflua, come se, Dio non voglia, il mondo non ne avesse bisogno.

Attraverso ciò, inoltre, si farebbero sopraffare anche dall’esteriorità delle Nazioni del mondo con la loro stessa interiorità, per la peggiore tra le Nazioni del Mondo, i distruttori e coloro che nuociono al mondo, si eleverebbero al di sopra della loro interiorità, che sono i Giusti delle Nazioni del mondo. E poi compirebbero la rovina e il massacro efferato a cui la nostra generazione ha assistito…

Quando la nazione israeliana arresta il processo di correzione, riceve in cambio il colpo di tutte le corruzioni che non ha corretto nel mondo. Quando, invece, adempiamo il metodo della correzione (e ci sono tutte le condizioni per farlo), attiriamo la Luce superiore per il mondo intero, la forza superiore che organizza tutti i desideri e corregge tutte le anime. Questa Luce arriva a tutti, e quindi vedremo come il loro atteggiamento verso di noi comincerà a cambiare. Non abbiamo quindi nulla da rimproverare ai i nostri nemici, siamo noi ad averli resi in quel modo. Noi soffriamo a causa della nostra stoltezza, perché non svolgiamo il nostro ruolo.

È detto: “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torà come spezia, dato che la Luce che si trova in essa, riforma”. Se correggiamo noi stessi, le nostre correzioni passeranno direttamente a tutti gli altri attraverso tubi aperti.

Ma se non lo facciamo, allora il mondo rimarrà incorretto a causa nostra, e si rivolgerà a noi facendoci pressione e pretendendo da noi. Poi dovremo comunque ancora avanzare attraverso la correzione, ma attraverso la via della sofferenza, dal momento che ci siamo rifiutati di ascoltare la giusta via e di svolgere il nostro ruolo.

Non abbiamo scelta. Ora, dopo così tanti attacchi missilistici lo abbiamo capito un po’ di più. Vediamo che ci troviamo in un vicolo cieco e che siamo totalmente impotenti. Non c’è più tempo per pensare, e noi siamo così indietro e dobbiamo apportare correzioni maggiori rispetto a quelle che abbiamo già fatto.

La responsabilità maggiore è nostra, di coloro che si occupano di correzione interiore. Se avessimo fatto le correzioni in tempo, non ci sarebbe stato alcun conflitto a Gaza e non ci sarebbe nessun missile. I problemi materiali sarebbero totalmente scomparsi, essi non sarebbero semplicemente in grado di esistere nel nostro mondo. Ci innalzeremmo al di sopra di tutta la materia come un disco volante.

Siamo tutti da biasimare per ciò che sta accadendo, tutti coloro che hanno l’interiorità della Torà. Le stesse persone che si definivano la “nazione di Israele”, che lasciarono Babele con Abramo e che fondarono la nazione in base al principio di “ama il tuo amico come te stesso”, “mutua garanzia”, e “un solo uomo con un solo cuore”, ora per loro è giunto il momento perfetto per connettersi ed effettuare la correzione.

Nel momento e nella misura in cui essi eseguiranno la correzione, essa passerà gratuitamente su tutti gli altri e si diffonderà in tutto il sistema che ci lega e che è in attesa di un riempimento. Siamo la valvola che blocca l’arteria, che non permette alla Luce superiore di passare attraverso di essa.

Tutte le nazioni, pertanto, avvertendo la mancanza di appagamento, mostrano odio verso di noi in modi diversi.. I nostri vicini al di là del confine sognano di distruggerci, e questo è espressione della loro mancanza di correzione, che noi non gli abbiamo fornito.

In base alla struttura del mondo, avremmo dovuto passare questa correzione a loro. È come una persona a cui devo un milione di dollari, perché? Perché questo è il modo in cui è fatto il mondo, secondo tutte le condizioni. Se non gli do il milione di dollari, avrà delle lamentele verso di me, e io risponderò che non so nulla al riguardo e che non so quello che tutti vogliono da me.

Mi rivolgo alle Nazioni Unite e al mondo intero per cercare aiuto, e gli altri paesi dicono: “Sai una cosa, pensiamo che tu abbia ragione” Questo avviene perché anche loro hanno una sensazione simile, ma sono più distanti da me. Anche loro ritengono che devo loro qualcosa, non un milione di dollari, come il vicino di casa, ma diciamo dieci dollari, e così nel frattempo possono attendere.

Ma sentono di avere un debito che sta crescendo di giorno in giorno e l’interesse sta crescendo. Quindi non dovremmo sperare che la prossima volta arrivino da noi con un mazzo di fiori.
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(Dalla terza parte della Lezione quitidiana di Kabbalah del 23.11.2012, Un discorso per il completamento dello Zohar)

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Ottenere la massima abbronzatura sotto la Luce Circostante

Una persona arriva a studiare perchè vuole sapere, capire, e sentire il mondo spirituale. Nel frattempo, però, non capisce davvero cosa siano il riceve per se stesso e il dare agli altri. Lui solo sa come prendersi cura di se stesso, agire secondo il suo desiderio di ricevere, tutto il suo lavoro è quello di eseguire azioni che disegneranno la Luce che Riforma.

L’unica cosa a cui dovremmo pensare è il modo di aprirci alla Luce e di dare una possibilità di operare e di impressionarci e cambiare le nostre caratteristiche. Dobbiamo costantemente preoccuparci solo di come raggiungere il miglior stato per questo tipo di dazione, aumentare intenzionalmente le nostre connessioni con il gruppo, e organizzare tutto ciò che è necessario.

Il nostro ruolo è implementare questa intera quantità di condizioni nel miglior modo possibile, in modo che la Luce ci colpisca. La Luce è fissa, e devo girare costantemente per mettermi sotto la sua influenza, una volta da una parte e una volta dall’altra parte nei miei pensieri, le mie intenzioni, e le mie azioni, nel lavoro con i libri, con il gruppo, con me stesso, nei miei rapporti con le persone che sono vicine o distanti da me, in tutto.

Se una persona pensa continuamente a questo e basa tutte le sue speranze su questo, comprende che nessun altro lo aiuterà ad eccezione dell’influenza della luce, raggiunge il risultato molto presto. Ciò significa che egli è “in attesa della Luce del Creatore”, come se si aspettasse l’alba. Egli sente come i suoi valori cambiano e si trasformano in dazione e amore, uscendo da se stesso verso gli amici, verso il concetto di gruppo, verso la sua forma interiore e immagine.

È per questo, che comincia a vedere la sua vita. Sente che ci sono due desideri in lui: uno è il naturale desiderio egoistico di ricevere, che rimane in lui per il momento. L’altro desiderio è la fame che cresce a poco a poco in lui, il bisogno, il vuoto, la mancanza, che vuole riempire con la sua nostalgia per la connessione.

Dopo che una persona sente i due desideri in lui, grazie alla Luce che ha creato uno spazio vuoto in lui, può già ricevere qualche direzione. Prima ha avuto solo un punto che non aveva senso, e ora tra questi due vuoti, c’è un collegamento, che determina le direzioni da “me stesso” agli “altri”, e quindi una persona avanza.

La cosa principale è trasformarsi costantemente puntando alla massima influenza della Luce che Riforma, nel modo più efficiente possibile.
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(Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.11.2012)

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Baal HaSulam, Lettera 9: Ora so che il Creatore mi ha concesso una preferenza speciale sulle altre persone della mia epoca, per il quale ho indagato per un po’, per conoscere la ragione per cui sono stato scelto secondo la volontà di Dio, e dopo tutte le umiliazioni subite dai malvagi, che è la struttura che domina il mio tempo, e dopo aver realizzato la sua vera misura, sarò grato al Creatore che è con me, per aver distratto il mio cuore ora e sempre, dal sentire la domanda dei malvagi, “Cos’è questo lavoro che fai?” Dato che ho scoperto che sono costretto e che in questi giorni devo essere come un bue al lavoro e un asino al carico. Non riposerò per tutto il giorno e tutta la notte alla ricerca di un modo per portare soddisfazione al mio Creatore, anche il giorno in cui sento che mi piace il lavoro e il carico grande, anche 70 anni insieme, non sapendo il suo successo, anche tutti i giorni della mia vita, seguirò la via che mi è stata ordinata di percorrere, seguire tutte le sue vie e aderire a Lui, dopo aver sentito tutto in anticipo.

Allo stesso tempo, a causa della mia bassezza non posso esonerare me stesso da qualsiasi riflessione e contemplazione di non fare nessun tipo di lavoro per il Creatore. E penso e bramo tutto il giorno all’altezza del lavoro del Creatore, e l’essenza dell’ altezza è tale da non poterla esprimere per iscritto adesso.

Nessuno conosce a cosa è destinato e quale sia la radice della sua anima. Tutti noi partiamo da un piccolo desiderio verso la spiritualità, e noi dobbiamo svilupparlo, ciascuno secondo la misura in cui opera in lui il desiderio. Una persona cerca di ascoltare ed effettuare questo requisito adempiendolo attraverso l’ambiente.

Il ruolo di una persona è quello di costruire l’ambiente in cui può svilupparsi. Per noi è come un grembo materno, ma dobbiamo costruirlo da soli. In base al nostro progresso, costruiamo gradualmente il grembo materno, costruiamo l’ambiente, il gruppo, lavorando costantemente per aderire al maestro, agli amici, ai libri dal momento che questi sono i mezzi per raggiungere l’adesione con il Creatore.

Se una persona sente e usa correttamente solo questi mezzi, costruendo un ambiente che si prenderà cura del suo sviluppo spirituale, questo lo rafforzerà gradualmente e si nutre di questo. Egli aderisce al gruppo e attraverso questa adesione si unisce al potere della fonte che scorre in lui attraverso l’ambiente e lo eleva portandogli di volta in volta nuove intenzioni, aiutandolo a sviluppare e vedere le cose da una nuova prospettiva. In tal caso egli avanza.

Tutti iniziano in questo modo, sia i grandi Kabbalisti che la gente comune. Nessuno sa esattamente quale sarà il suo percorso. Il ruolo di una persona è solo quello di utilizzare i mezzi che gli vengono dati, per costruirsi un gruppo, per scegliere il giusto ambiente, e attraverso ciò, realizzare il suo libero arbitrio.

Se una persona effettua solo questi sforzi, risparmia un sacco di energia e ha sufficienti opportunità per raggiungere l’obiettivo. Se non lo fa, egli finirà per scoprire che la vita è passata, e che non è riuscito a fare nulla. Dipende tutto da come egli è concentrato su questo obiettivo, al fine di sottomettere se stesso innanzi all’unico mezzo che ha.
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(Dalla preparazione alla Lezione del 14.11.2012)

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