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Non un minuto di sofferenza

Domanda: Dovremmo esaminare il tema della vita e della morte e la soluzione a questa domanda nel corso basico dell’educazione integrale?

Risposta: Penso che sia possibile perché stiamo parlando del desiderio di una persona.

Dovremmo valutare questi desideri dal livello inanimato, vegetativo e animato fino al livello “Umano”. Dovremmo spiegare che ogni desiderio prende il posto degli altri e li sopprime: Più alto è il desiderio, più sarà reale, intenso e dominante sopra i desideri più bassi.

È molto difficile spiegare ciò che significa “L’umano in me” dall’inizio. È sopra il mio livello animale, sopra la mia vita corporale. Io sento di essere umano, quando non penso a un corpo ma bensì io sono riempito da un’idea, infatti non sento il mio corpo – è come se io galleggiassi sopra di me.

Se io scendo al livello animale, come una persona qualsiasi del mondo, io sento il corpo. Ma in ogni caso, mentre mi trovo nel mio corpo animale, io non sento dolore quando mi taglio i capelli e le unghie, perché quello è il livello vegetativo.

Se io scendo al livello vegetativo, io non sento il livello inanimato, dove non ci sono dei nervi e cosi via.

E quindi, possiamo parlare dello sviluppo dal fondo in su e dalla discesa della persona, dalla cima verso il basso spiegando come lascia gradualmente questa vita.

Possiamo spiegare e mostrare alla persona che se si trova in questo corpo sociale, integrale che lo supporta costantemente, non sentirà nemmeno un minuto di sofferenza, non in questa vita e non quando questa finirà.

Una persona che è connessa con gli altri diventa più sana connettendosi al sistema che è pieno di connessione reciproca con gli altri, e quindi, anche se gli accade qualche cosa, c’è una compensazione energica da parte degli altri. Perciò, la Società opera come un corpo sano. Se, ad esempio, entra una spina nel corpo di una persona, l’intero corpo inizia a lottare contro di essa, spingendola fuori, trattando l’area infettata, ecc. La stessa cosa accade con una persona nella Società – la Società sente immediatamente i problemi interni della persona e provvede all’energia necessaria, e la persona viene curata.
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(Tratto da “Una conversazione sulla crescita integrale” del 22.05.2012)

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Sofferenze innecessarie

Alcune persone pensano che il Creatore possa essere raggiunto torturandosi, soffrendo. Ma il Creatore non ha bisogno delle nostre sofferenze. Lui non ci invia le sofferenze. Noi le sentiamo perché in accordo con la natura della creazione, la Luce e il desiderio sono opposti uno con l’altro. E rivelando quest’opposizione, una persona deve realizzare che questo sentimento è dato unicamente per essere superato. È solamente un segnale che ci permette di sentire l’opposizione e la separazione dal Creatore.

Prima di tutto dovremmo essere felici di avere questo segnale, e spostarci da questo sentimento amaro il più presto possibile. Dopo tutto, volontariamente o meno, consciamente o inconsciamente, attraverso questa sensazione spiacevole incolpiamo il Creatore, la fonte di tutto quello che ci sta accadendo. E perciò io trovo me stesso opposto e separato da Lui, e questo è chiamato un peccatore.

Io devo lottare solamente per sentimenti più leggeri, per avvicinarmi al Creatore. La ricerca della sofferenza da parte delle persone deriva dall’orgoglio. Dopo tutto, si pensa di dover essere ricompensati, pagati e tolti dalle sofferenze. Questo viene da un fraintendimento dell’intero sistema della realtà.

Il Creatore è chiamato bene che fa del bene, e Lui desidera dare del bene. Lo scopo della creazione è di ricevere piacere, e il Creatore ha creato le creature per poter deliziarle. E se in un determinato momento senti dei momenti sgradevoli, dovresti usare questi sentimenti per spostarti in avanti e giustificare il Creatore rimanendo in uno stato assolutamente buono.

Non possiamo baciare e amare il bastone che ci colpisce; è una delusione e ipocrisia. Se una persona lavora correttamente, si alza con l’aiuto dell’ambiente e una nuova scala di valori poiché apprezza la qualità di dazione ogni volta sempre di più. Usa ogni momento; quando c’è un’opportunità di elevarsi, vede che ancora non ha raggiunto la piena sensazione di perfezione; è imprigionato nella dazione del Creatore che è assolutamente buono. Non si calma nemmeno un momento perché il suo scopo è quello di dare piacere al padre senza preoccuparsi delle proprie sensazioni, gradevoli e sgradevoli. Continua ad avanzare usando queste buone e cattive impressioni per trovare quello che può essere migliorato per raggiungere la dazione.

Perciò la persona continua a muoversi, elevandosi oltre l’oscurità e sconforto ogni volta che accade. Dopo tutto, puntano alla sua lontananza e mancanza del Creatore. Perciò è grato per tutte queste scoperte; questi sono peccatori rivelati in sé, che possono superare e sollevarsi verso l’adesione con il Creatore.

E poi, tutto questo male rivelato diventerà una benedizione, un regalo. Darà il benvenuto all’oscurità con gioia preparando sé stesso per questo in anticipo in un ambiente adeguato. Ogni momento che verrà rivelata l’oscurità nei suoi sensi e nella sua mente, lui cercherà ciò che ancora non è corretto.

Lui non cerca la sofferenza; cerca i dettagli neri nella propria percezione per poter correggerli. Dopo tutto, lui si è preparato in anticipo per correggersi e non soffre invano, sarebbe semplicemente sciocco.

Qui c’è un calcolo completamente diverso riguardo a tutti gli eventi che accadono a un uomo nel mondo. Lui vede tutto come un mezzo per elevarsi oltre i disturbi e cercare di fondersi con il Creatore. Significa che sta salendo la montagna del Creatore. Durante tutto il suo viaggio lui è diffidente di qualsiasi sentimento sgradevole più lungo di un momento, e poi lo supera dovuto all’alta importanza. Dopo tutto, la persona li riceve come un segnale o un trampolino per l’elevazione, un’opportunità per giustificare il Creatore, di elevarsi da questo sentimento verso la dazione. E questo dipende dall’importanza del traguardo e la grandezza del Creatore. Allora lui apprezzerà molto i mezzi, che si sono rivelati a lui in maniera opposta, negativa, dandogli l’opportunità di costruire sé stesso.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.06.2012, Gli scritti di Baal HaSulam, lettera 8)

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Siamo perduti? No!

Domanda: Una parte della popolazione beve, altri sono dipendenti dalla droga, ci sono fanatici, alcuni non vedono altro che le loro idee, altri provano rabbia e paura, altri pensano solo al sesso, altri sono ammalati e pensano solo alla loro salute ed alcuni sono completamente soggiogati dai soldi o dal potere. Comunque ci sono poche, rare eccezioni, che si concentrano su quello che è fuori di loro e hanno l’intenzione di far bene. La vita si fonda su questi pochi.

Prova a dire a chi si preoccupa solo della sua salute o del sesso di pensare riguardo al mondo. Sai che cosa risponderebbe? Prova e vedrai.

L’umanità è ad un punto di svolta. O si estinguerà o inizierà a correggere gradualmente questa situazione. Entro breve passerà il punto di non ritorno. Noi possiamo solo mandare alla terra ed all’umanità il nostro amore ed i nostri desideri per la salute. Nulla di più?

Risposta: Non stai tenendo conto di due cose:

  1. Il mondo è governato da una forza superiore secondo il suo piano e Traguardo, noi possiamo influire su questa forza. Ci porta al traguardo, alla nostra correzione, all’equivalenza della forma con essa, o tramite la sofferenza o in modo consapevole, attraverso il bene, secondo il nostro comportamento.
  2. Secondo il nostro comportamento, noi, l’1%, abbiamo un’influenza che si moltiplica molte volte di più rispetto a quella negativa delle masse, del 99%. Ovviamente sotto la condizione che agiamo correttamente cooperando.

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Cosa chiedere quando siamo nella sofferenza

Domanda: Il nostro compito è quello di trasformare i desideri quotidiani della gente comune in una supplica al Creatore. Come possiamo farlo?

Risposta: Una madre capisce chiaramente perché il suo bambino sta piangendo, anche se il bambino non si rende conto perché piange. Lo stesso principio si applica qui: Dobbiamo trasformare i desideri della gente, altrimenti non corrisponderanno alla Luce. Le persone piangono per i loro problemi nella vita materiale, ma la Luce non risponde alle loro lamentele dal momento che è stato Lui che gliela mandati.

È scritto: “Venite dal Faraone visto che io ho indurito il suo cuore”. È il Creatore che combina i nostri problemi e non possiamo chiedergli di eliminarli, per quale ragione allora Egli li avrebbe mandati? Dobbiamo rivolgerci a Lui con una diversa richiesta – un appello ad innalzarci al di sopra dei nostri problemi e scegliere di passare attraverso le angosce, perché solo facendo così noi Lo percepiamo. Questo è come arriviamo alla dazione attraverso la ricezione.

Ma noi siamo incapaci di raggiungere questo stato! Noi siamo letteralmente immersi nell’egoismo; noi soffriamo, ci sforziamo almeno di liberarci dal dolore poichè siamo incapaci di sentire gioia.

Noi dobbiamo chiedere a Lui: “Dammi la forza di innalzarmi al di sopra del mio dolore.” Noi abbiamo particolarmente bisogno di diventare consapevoli del nostro rifiuto nel provare dolore e del nostro desiderio di inalzarci al di sopra: Lascia che il mio corpo soffra, ma che io possa essere un gradino sopra al mio corpo, la sofferenza mi aiutera’ a scappare dai miei desideri egoistici. Se la sofferenza svanisce, io tornero’ dal Faraone; tuttavia, se la sofferenza continua, io faro’ qualcunque cosa in mio potere per evitarla.

Cosi, la sofferenza è un requisito necessario per farmi scappare dal Faraone, dal mio egoismo. Ma scappare verso dove? Allora prego il Creatore di liberarmi: “dammi una possibilità di fuggire e di salire al di sopra del Faraone”. Anche se mi occupo solo di una piccola parte del male comune, questo è il tipo di lavoro che devo fare consapevolmente. Il mio lavoro non è quello di rimanere come un animale miserabile, ma di elevarmi al livello di un essere umano. Io devo capire che l’uomo è superiore al livello animato e noi dobbiamo tracciare una linea rigida ed evidente della separazione tra questi due stati.

  • L’animale in me soffre. Lascialo soffrire! E’ solo il mio egoismo, è il Faraone, con tutto il suo dolore e oscurità che si inffitisce fino al grado dell’ “oscurità egiziana”.
  • Io mi stò innalzando al di sopra della sofferenza per la dazione.

Ma dove posso trovare l’energia per realizzare tutto questo? Io sono così debole che scappo via al minimo dolore. Più avanzo spiritualmente, più divento sensibile e le cose che erano abbastanza facili in precedenza finiscono per rivelarsi insopportabili. Non posso tollerare nulla, neanche i problemi fisici.

Su questo noi dobbiamo lavorare con diligenza: Ci sforziamo di innalzarci al di sopra dei nostri desideri attraverso i quali soffriamo sempre di più. Troviamo le tenebre Egiziane nel luogo dove in precedenza c’era la luce, ma in realtà non è cambiato nulla, tranne il nostro giudizio sugli eventi.

Questo è come il Faraone da “buono” diventa “cattivo”, una luminosa giornata di sole si trasforma in buio profondo.

Un tale stato ci sembra estremamente triste e cupo, dobbiamo superare il dolore crescente e considerare la sofferenza come aiuto.

Si dice che “il Faraone porta i figli d’Israele verso la Libertà”, ma a condizione che realmente si sforzino di elevarsi sopra al loro egoismo.

Loro comprendono che la sofferenza li aiuta ad innalzarci al di sopra dei loro problemi e a separare se stesi dall’egoismo, visto che nessuno è in grado di affrontare volontariamente la sofferenza; istintivamente, la gente scappa dai guai il più lontano possibile.

Così il Faraone mi aiuta allontanandomi, mentre il Creatore mi aiuta con l’indurimento del cuore del Faraone. Il mio compito è quello di chiedere al Creatore di concedermi la forza di rimanere al di sopra e di considerare la dazione più importante della ricezione.

Altrimenti,  io mi limiterei a piangere per il dolore come una persona che non si concentra sulla crescita ma che singhiozza sui molteplici problemi della sua vita. Questo è quello che vediamo oggi, mentre l’umanità sta andando verso una crisi. Le persone non hanno un posto dove andare; sono impotenti, e quindi, non vogliono sapere nulla, “Dacci un anti-depressivo, alcool, antidolorifici, sedativi, farmaci” – qualsiasi cosa li aiuti a staccasi dal loro dolore.

Noi chiediamo al Creatore di tenerci sopra al nostro dolore in modo che esso non ci possa assordare, ma piuttosto di assumenre un’altra forma. Il nostro lavoro è implorare: “Dammi una possibilità di dare e di godere di cio. “Non dobbiamo dare per ricevere; dobbiamo imparare come gioire nella dazione. Se lo facciamo, andiamo oltre la conoscenza, e raggiungiamo la dazione per il bene della dazione, acquisendo così la soddisfazione attraverso un grande senso di appartenenza piuttosto che attraverso l’appagamento del nostro egoismo. Non importa se stiamo soffrendo dentro i nostri desideri egoistici; noi godiamo la nostra sensazione di appartenere a Lui. Questi sono due diversi tipi di vasi. Allo stesso modo, le persone in questo mondo sono orgogliose e godono nel servire coloro che essi considerano degni e grandi.

Questo rispecchia il modo in cui noi prepariamo noi stessi; gli altri ci seguiranno. In effetti, un enorme desiderio che vuole essere riempito si nasconde dietro la “facciata” della nostra civilizzazione. Il nostro obiettivo è quello di correggere questo desiderio, altrimenti, le persone continueranno a soffrire inutilmente.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 9.04.2012, “Domande e risposte Per quanto riguarda il Congresso in Brasile”)

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Verificare la connessione con il Gruppo

Noi dobbiamo capire che ci sono solo due stati nella nostra vita, nella nostra realtà: uno stato di oscurità, un’ombra, o uno stato di Luce, di connessione, la rivelazione del buono e benefattore. Non c’è niente nel mezzo. Se ascoltando questo una persona cerca costantemente di chiarire gli stati che attraversa, che sia un’ombra oppure la rivelazione del Creatore, avanzerà lungo la linea di mezzo.

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 8: “Qual è la differenza tra l’Ombra della Kedusha e lo Stato di Sitra Achra”: “Invece, tutti i cambiamenti sono nei riceventi. Noi dobbiamo osservare due discernimenti in questa ombra …”.

Il primo è quando una persona può ancora unirsi con gli amici superando i pensieri sulla separazione e “l’offuscamento” dei sensi. Può ancora superare l’oscurità e l’occultamento e capisce anche che ha perso lo scopo, la via del Creatore.

Ma nel complesso, nessuno conduce un vero auto criticismo, “Perché mi sento in questo modo? Da dove proviene questo sentimento?”. Non sono il mio stesso psicologo, mi sento semplicemente bene o male, come un bambino. Io non calcolo chi mi manda questi pensieri e questi sentimenti. Mi “lascio cuocere” in essi e sprofondo nel mio corpo come un bambino piccolo.

Inoltre una persona deve conoscersi ed esaminarsi: “Cosa ha convocato i miei sentimenti ed i miei pensieri? Come posso ascendere al di sopra di me stesso, al di sopra dell’attuale stato? Come posso uscire da questo pantano tirandomi fuori per i capelli?”. Una persona si guarda sempre dall’esterno, “Si, sono immerso nel mio desiderio egoistico. Si, esso mi controlla. È vero, non mi permette di connettermi, non mi fa alzare per la lezione, mi forza a disconnettermi, fa in modo che la vita quotidiana, con tutti le sue relazioni, sembri più importante. Ma vedo che sono in questo stato e che è opposto allo scopo”.

Come posso capire e riconoscere questo? Quando sono anche connesso a qualcosa di esterno, al gruppo. Qui arriva il momento della verità; posso verificare se ero davvero connesso al gruppo oppure no. Se non ero connesso, sento solo me stesso: mi sento male, non voglio niente, ecc … Inoltre, non cerco nemmeno di rendermi conto di questo e scorro semplicemente via senza speciali pensieri o desideri.

Ma se ero connesso al gruppo, se avevo un’alleanza con gli amici, in base alla quale devono aiutarmi persino se cado e prendo un’altra direzione, le connessioni interiori sono mantenute, farò attenzione a come mi vedono, e non mi dimenticherei del tutto del mio impegno. Loro mi supporterebbero ed io potrei vedermi dall’esterno e chiarire i miei sentimenti.

Per questo io sarò diviso in due: il mio io e la mia attitudine verso il gruppo. Solo allora, restando aggrappato alla connessione con gli amici, sarò capace di chiarire e verificarmi, ed attraverso questo, cominciare l’ascesa che segue la discesa. In altro modo, non ho possibilità: semplicemente cado e lascio. In questo modo una persona può superare il primo tipo di ombra, giustificando l’attuale stato e capendo che gli è stato mandato dal Creatore. Allora può chiamare il Creatore per l’aiuto.

Perché mi rivolgo a Lui? Non per sentirmi meglio, perché allora chiederei di annullare la mia inclinazione al male, che Lui ha creato, aggiungendo la Torà come una spezia. Così io dovrei chiedere la spezia, in modo tale che il potere dell’amore e della dazione, il potere della connessione, venga dall’Alto e mi renda capace di avanzare verso l’altra linea.

“Quando qualcuno ha ancora l’abilità di superare l’oscurità e l’occultamento che sente, di giustificare il Creatore e pregare il Creatore che gli apra gli occhi per vedere che tutti gli occultamenti che si sentono derivano dal Creatore”.

Quando una persona è lasciata indifesa e non vede via d’uscita, quando maledice il Creatore, gli amici e la vita, sta anche guardando se stessa dall’esterno ed all’improvviso vede la possibilità di una svolta, può domandare che il Creatore la salvi. Perché? Perché non accetta lo stato in cui la provvidenza del Creatore sembra cattiva e non può giustificarlo. Una persona si sente male perché pensa male del buono che fa il bene, essendo opposta a Lui. Se la vita sembra cattiva, è un segno che sono opposto al Creatore.

Noi dobbiamo costruire un Masach (schermo) e la Luce che Riforma al di sopra di tutte le situazioni. Anche nelle peggiori situazioni devo vedere il Creatore come la loro fonte, come la Luce che è piena di tutta l’abbondanza infinita, ma che è frammentata dentro di me e si trasforma in un sentimento cattivo, in un’ombra, nell’oscurità, siccome i miei attributi sono opposti al buono e benefattore, opposti all’attributo della dazione e dell’amore.

Perciò noi avanziamo ogni volta che chiariamo le cose correttamente. La cosa principale è scoprire costantemente questo punto, “Cosa sento? Chi mi sta mandando questi sentimenti? Perché sto sperimentando questo sentimento?”. Questo è l’intero principio del nostro lavoro ed è questo che divide l’umanità nell’1% e nel 99%.
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(Dalla lezione dal Brasile del 3.05.2012, Shamati 8)

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La Luce invitante dell’amore

Domanda: Per come la vedo io, le persone lasciate senza lavoro affondano nei loro problemi e questo non dà loro nessun incentivo per scoprire da dove vengono i problemi.

Risposta: Il nostro ego sente la sofferenza dentro di sé. La sofferenza si sta incrementando costantemente e sta prendendo differenti forme. Perché esse spingono una persona ad interrogarsi sul significato della vita? Questo perché si chiede: “Perché ho bisogno di soffrire?”. In verità, esse la possono portare al punto di suicidarsi.

Cosa sta facendo la saggezza della Kabbalah? Essa dice ad una persona: devi rimpiazzare questa sofferenza con l’altra sofferenza, la cosidetta “sofferenza d’amore”.

Al contrario, quando ami qualcuno, lo desideri ardentemente, ma non sei ancora connesso a lui, o vieni respinto, rifiutato un poco, o le distanze vi separano e per adesso non puoi vederlo, allora appare un grande desiderio di avvicinarsi, di connettersi e di abbracciarsi, ma questo è impossibile.

Anche tutto questo è sofferenza! Ma per noi questa è dolce e non vogliamo sbarazzarcene.

Personalmente, io non posso più immaginare tali sofferenze, ma me le ricordo da quando ero giovane, ed erano dolci. Così da un lato tu ami, desideri e ti aspetti che presto abbraccerai la persona amata, ma allo stesso tempo soffri perché questo non è ancora avvenuto ed è una piacevole sofferenza.

C’è una sofferenza che proviene dall’ego ed è chiamata “l’ombra della Sitra Achra”, ovvero una cattiva ombra, l’oscurità, che nasconde tutto il bene del mondo; e c’è una sofferenza che ti spinge in avanti e al contrario, tu sei eccitato, vivi nell’aspettativa che si realizzerà presto. Davanti a te c’è la Luce, la Luce dell’amore, la Luce dell’imminente incontro. Luce ed oscurità, questa è tutta la differenza.

Noi dobbiamo aiutare velocemente il mondo a rimpiazzare le sue sofferenze, le grandi avversità ed i problemi che si intensificheranno sempre di più con il desiderio per la connessione, per l’amore, per la Luce. Poi sentiremo che le sofferenze non scompaiono. Questo perché se tu incontri la persona amata e tutta l’attrazione che hai sentito nel tempo della separazione scompare, allora non ti sarà lasciato niente eccetto la delusione: tu l’hai incontrata e dopo pochi minuti non hai bisogno d’altro e puoi andartene.

Quindi, è necessario che questa sofferenza, ovvero questa attrazione, questo appetito, questa fame restino, ed allo stesso tempo, potrai gioirne. Solitamente quando sei molto affamato e cominci a mangiare, l’appetito scompare e non provi piacere del cibo. E se il piacere non scomparisse?

Ovvero, dobbiamo soltanto prendere la nostra sofferenza e trasformarla. Poi a nessuna condizione chiederemmo qualcosa al Creatore eccetto la correzione. Noi non dobbiamo chiedergli di portare via la nostra sofferenza, ma solo di cambiarla in modo tale che invece sentiamo la sofferenza dell’amore, la brama di andare avanti. Allora vivremo nell’eccitazione.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03.2012, Lezione 4)

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Controllare passato, presente e futuro

Il nostro sostentamento si misura dal rapporto tra tre Luci: C’è una Reshimo (reminiscenza) dello stato precedente; c’è la Luce interiore e la Luce circostante nello stato presente con il Masach (schermo) tra di loro che separa la Luce che viene a queste due Luci.

La Luce interiore ci da il senso del presente. La Luce circostante, che rimane perché ancora non siamo capaci di donare, ci da il senso del futuro. La Reshimo, la base nella quale facciamo questo calcolo, mi da il senso del passato.

Il mio egoismo incorretto è quello che divide il tempo in passato, presente e futuro per me. Se io ricevo un Masach con il 100% del mio desiderio, non sperimento più questi tempi diversi. Il concetto di tempo smette di esistere, ed esiste solamente il mondo di Ein Sof.

Questo significa che passato, presente e futuro non esistono in se! Ci siamo semplicemente abituati a percepire e sentire queste influenze in questa maniera, ma è unicamente un problema psicologico. Non c’è il tempo, c’è solo lo stato dell’anima, che sente l’influenza della Luce che cambia costantemente. È per questo che ci sembra che il tempo passa.

Quando mi sposto dal concetto del tempo corporale a quello spirituale, il rapporto tra la Reshimo, la Luce interiore e la Luce circostante, che determina il passato, presente e futuro, io inizio a mettermi in relazione a questa condizione in maniera differente. Mi diventa chiaro che il tempo non esiste, e che tutto dipende da me. Io posso accelerare il tempo se affretto me stesso e avvicino il presente dal passato, e dal presente, e avvicino il futuro sempre più vicino.

Tutto dipende dalla velocità in cui acquisisco il Masach, lo sviluppo, chiarisco la mia situazione e faccio delle azioni per il bene di donare nelle dieci Sefirot della mia anima. Questo è tutto il nostro lavoro, giacché non possiamo fare altro che accelerare il tempo.

Se “pigiamo l’acceleratore” noi stessi, avanziamo velocemente e accorciamo il nostro cammino, facendolo piacevole e conducendoci verso il traguardo desiderato. Dopo lo attraversiamo con gioia e piacere mentre giustifichiamo il Creatore e Lo ringraziamo per essere buono e benevolente, per disporre tale meraviglioso percorso per noi.

Ma se non facciamo sufficienti sforzi per avanzare, se non pigiamo l’acceleratore, ma piuttosto veniamo spinti da dietro dalle sofferenze, avanziamo al passo naturale dell’evoluzione dove tutto accade “a suo tempo”. Quindi, questo avanzamento è sentito come spiacevole e porta delle grandi sofferenze perché la Luce che arriva non trova dei desideri pronti per riceverla e perciò è costretta a rimanere fuori e a fare pressione su di noi e ci causa dolore e sofferenze.

In questo caso tutta la Luce arriva senza “addolcire”, per cui è rivelata come Gevurot, come fuoco ardente. Tutto viene dalla Luce, ma può essere ricevuta da desideri che sono pronti per riceverla e fare appello, e può arrivare con il processo naturale, a suo tempo. Allora, la cosa principale è accelerare il nostro lavoro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.01.2012, Shamati n.35)

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Una vita felice per i nostri figli

É scritto: “Scegli la vita!” È chiaro che non stiamo parlando della vita animale, giacché l’uomo ha già delle domande che sono superiori alla nostra esistenza normale, delle domande sulla vera vita, ricevere la Luce nei desideri corretti e diventare simile al Creatore. Questo è chiamato vita umana, poiché la precedente esistenza era immaginaria, come una preparazione al livello umano.

Tuttavia una vita senza ottenere la dazione e la vera esistenza è più dura della morte, e non perché sia difficile fisicamente. L’umanità sta arrivando ad uno stato in cui la metà si trova in uno stato di depressione e l’altra metà nella paura. Di conseguenza la vita sta diventando insopportabile, non solamente per i cataclismi e i disastri naturali, ma per l’intollerabile sofferenza interiore.

Possiamo avere tanti benefici nella vita materiale, e tuttavia sentirci terribilmente male perché manca di significato. Sta diventando peggio della morta la vita priva della correzione interiore e  con l’incapacità di dare una risposta alla domanda sul significato della propria vita.

Dopotutto nell’uomo sorge una domanda, così come i nuovi desideri dal livello umano, e poi sorge un grande problema poiché ogni domanda che arriva dal livello superiore cancella tutto quello che si ha. L’uomo non capisce il motivo del bisogno di tutti questi riempimenti se non riesce a trovare il significato nei livelli superiori. Le persone non stanno ricorrendo al suicidio nelle nazioni dove c’è mancanza di alimenti, mentre questo accade neo paesi dove c’è un maggiore benessere, come ad esempio i paesi scandinavi.

Una vita senza la correzione dei desideri è molto difficile per l’uomo che si fa questa domanda. Inizia a soffrire non soltanto perché non riceve piacere da niente, ma anche per il fatto di arrecare sofferenza agli altri. Critica se stesso per il suo passato presente e futuro. Si considera colpevole verso i suoi figli, per le persone vicine e per gli sconosciuti, verso tutti perché sente di essere il portatore della sfortuna degli altri.

Gli viene data una visione della sua intera vita, e vede quanto sia stato cattivo con ogni persona che ha incontrato e come abbia usato gli altri. In queste circostanze è difficile rimanere senza una comprensione del traguardo, che è l’opposto: bene e fa bene. Non ha speranza nel futuro, per i giorni a venire, che saranno sempre peggiori. L’uomo sente di dover continuare la propria vita in questa maniera, senza senso, senza ricevere alcun tipo di riempimento nel presente o nel futuro, senza Luce interiore e circostante.

Comunque, chi vive per la correzione e attrae Luce interiore e circostante, non solo diventa meritevole di ricevere piacere dalla vita in sé (quando la Luce è vestita nei desideri), ma è anche contento di “portare i figli a questo mondo” (i nuovi stati), cioè che avanza ulteriormente. Sviluppa i propri desideri e vede di avere bisogno del mondo intero poiché rappresenta i propri desideri, che unisce a sé e riempie. Ne risulta che tutti sono figli suoi.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2011, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Quando tutto il mondo chiederà

Domanda: In base alle profezie dei Kabbalisti, quando accadrà che la maggioranza della nazione di Israele inizierà a studiare la Saggezza della Kabbalah?

Risposta: Accadrà quando il mondo intero lo chiederà. Israele non si può risvegliare se il mondo non lo chiede, perché Israele non ha alcun bisogno di risvegliarsi a meno che non lo faccia per mettersi in funzione del mondo intero.

Questa è la ragione per cui noi, coloro che mantengono in vita il metodo e che sono consapevoli di ciò che sta succedendo, dobbiamo divulgare la Saggezza della Kabbalah il più velocemente possibile a tutto il mondo ed in tutti i modi, sia che citiamo la “Kabbalah” oppure no.

Dobbiamo spiegare i nostri stati, la correzione, e cosa possiamo conseguire attraverso le correzioni. Tutto questo risveglierà gli uomini e darà loro la capacità di capire come correggere la crisi e, come conseguenza di tutto questo, come è scritto nel libro dei Profeti: “Le Nazioni porteranno Israele nelle loro mani per costruire il Tempio”.

Senza questa pressione non ci sarà alcun progresso: la nazione di Israele non ne sentirà alcun bisogno. Prima delle dieci piaghe d’Egitto, l’uomo non poteva liberarsi dall’Egitto, ma noi abbiamo l’opportunità di convertire questa pressione da sofferenza ordinaria in sofferenza d’amore, che si ha quando si desidera ardentemente qualcosa che non si possiede.

Ma in ogni caso ci deve essere la pressione. La guerra alla fine dei tempi dovrà avvenire per farci nascere al livello successivo. Ma noi possiamo provocare i dolori del parto e la nascita per mezzo del nostro desiderio di uscire da questo mondo invece che attraverso i veri dolori del parto: guerre e sofferenze in tutto il mondo.

I profeti ci parlano dei colpi che ci aspettano da parte della natura, ma allo stesso tempo, abbiamo la Saggezza della Kabbalah per farci accettare questi colpi come l’aiuto necessario  per nascere.

Nel momento in cui mi connetto allo scopo, i colpi diventano un rimedio e non li sento più come dei colpi. Devo comunque attraversare tutte le forze e tutti gli stati, però se cambierò la mia comprensione e il mio atteggiamento verso questi colpi, li attraverserò con gioia.

Affronterò tutto consapevolmente, vedrò lo scopo e desidererò questi colpi; è come se stessi facendo nascere me stesso.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011 Lo studio delle dieci Sefirot)

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La svolta sarà il Congresso

Domanda: Alcuni giorni fa abbiamo tenuto una meravigliosa azione di divulgazione consegnando dei giornali. Le persone li hanno letti immediatamente e con molto interesse, cosa che ci ha reso molto felici. Come possiamo trattenere questa gioia e portarla con noi al Congresso di Dicembre?

Risposta: Viviamo in un grande mondo che sta precipitando verso un stato nuovo. Le persone stanno iniziando a comprendere che qualche cosa è andata storta, anche se non sanno esattamente di che cosa sa tratti. Ogni persona piange i propri interessi, ed è naturale. Siamo costruiti così: fin dalla più tenera età non sappiamo nemmeno per quale motivo piangiamo. Le persone chiedono l’uguaglianza e la giustizia sociale; l’unico problema è che ognuno ha una propria opinione sulla giustizia.

La pressione però continuerà a crescere e ad espandersi e presto vedremo come le relazioni tra le nazioni e le civiltà aggiungeranno benzina al fuoco, diventando sempre più pericoloso.

Questo per noi è un chiaro segno di dover iniziare ad agire. Col tempo le persone non si aspetteranno semplicemente di ricevere da noi dei nuovi materiali e qui sentiranno fluire la Luce, poiché questo è il posto in cui si protrae. Per ora sono ispirate dalle allegre, calde ed intelligenti parole che li aiutano ad immaginare quello che sta succedendo e ad ottenere almeno una piccola comprensione di quello che vogliono, di quello per cui piangono. Quando leggono su questo, fanno ordine delle cose dentro di loro. L’uomo che è stato male adesso capisce qual è il problema, a cosa deve aspirare e a che cosa deve stare attento.

In essenza stiamo “formattando” o costruendo le persone dall’interno, ma questo va bene solo all’inizio. Anche voi, tempo addietro, siete arrivati alla Kabbalah da un qualche inspiegabile desiderio, dopo arriva il periodo nel quale deve apparire la Luce che porterà i cambiamenti. Non dobbiamo trascinare questo per lungo tempo perché altrimenti la Luce si rivelerà nella maniera opposta, come disastri, epidemie e altre catastrofi su scala mondiale. Tanto tempo fa i profeti scrissero quanto sia pericoloso questo percorso.

Dobbiamo avere cura della Luce che riforma la quale arriva unicamente dall’unità, che non esiste nel nostro mondo. Dopo tutto siamo degli animali, ma se uniamo i nostri punti nel cuore, non i nostri corpi, ma solo queste particelle del Creatore che sono le nostre aspirazioni spirituali, se cerchiamo di fonderle in una, allora invochiamo la Luce che riforma che è contenuta o nascosta in quest’unione.

Sarà la Luce ad unirci quando apparirà e la nostra divulgazione si sposterà a un altro livello, non avverrà più nei giornali né nei siti web, ma ci riveleremo nell’interno delle persone, inizieranno così a porsi delle domande sulla garanzia mutua e sulla Kabbalah senza capire come; inizieranno a cercarci sotto l’influenza guidata della Luce. Voi siete arrivati al gruppo accidentalmente, com’è stato, e nella stessa maniera si gireranno loro, non proprio verso di noi, ma comunque nella giusta direzione.

Il mondo si muove in avanti sempre più velocemente, ed è una grande massa di persone. Da una parte si sentono sempre peggio, e dall’altra davanti a loro sta prendendo forma una buona soluzione. Il prossimo Congresso quindi, dovrà unire i nostri punti nel cuore e rivelare la Luce che si riverserà fuori di noi come una sorgente di acqua vitale per riempire il mondo intero. Dobbiamo ottenere proprio questo.

Dobbiamo prepararci in tal modo affinché il Congresso diventi un lampo di Luce, una svolta della forza spirituale che in un colpo dirigerà il mondo verso il bene. Proprio dai giorni dal Congresso in avanti sentiremo immediatamente come sta cambiando il mondo.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.10.2011, “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”)

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