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Il problema del mondo è il mio problema

L’immagine del “mondo esterno”, come lo descrive Baal HaSulam, viene creata dalla “macchina fotografica” che si trova nella parte posteriore del nostro cervello, che proietta le mie qualità in quello che sembrerebbe essere lo schermo esterno, con quelle qualità che sono danneggiate o corrette fino ad un certo punto. Dentro di me esistono sotto forma di diverse forze; combinandole o dividendole in diversi modi, formano il vaso della mia anima.

Tuttavia, sono incapace di distinguere queste forze perché sono proiettate nello schermo della mia coscienza in modo tale da poterle contemplare. Pertanto, vedo diverse forme dei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano. Tutte queste forme sono in movimento, subiscono dei cambiamenti e questo è ciò che ci permette di mantenere la connessione con le forze interne.

Come posso raggiungere lo stato corretto? Questo può essere ottenuto mediante il principio di amare il prossimo come se stessi. Devi conseguire che tutta la realtà “esterna” diventi tua, poiché ad ogni modo, si tratta davvero di te, anche se nella tua ingannevole percezione appare come qualcosa di esterno. Così dunque, ritorna in te, riporta questa immagine esterna dentro di te, fa ritornare questa visione dalla proiezione all’interno della “camera”. Come puoi riuscirci? Avvicinando tutte le tue parti e sentendo che sono tue.

Per adesso percepisci i problemi del mondo come disastri che succedono ad altre persone. Al contrario, Rabash si preoccupava molto di questi casi perché sentiva che il disastro succedeva a lui. Una persona che avanza verso l’equivalenza con il Creatore fa inclinare tutto il mondo verso il piatto del giudizio, o il piatto della giustificazione. È lì che radica la soluzione a questo problema.

Di conseguenza, a causa della frammentazione spirituale, la mia percezione si divide in interiorità ed esteriorità, il mondo ed io. Correggendomi, porto verso di me tutta la realtà, che sembra esterna, per sentirla dentro di me. Allora la mia percezione spirituale del mondo cambia: non c’è niente all’esterno. Tutto è dentro di me e si realizza dentro di me. Non c’è niente al di fuori di me. Vivo nel mio Kli e solo una “camera” mi crea l’immagine esterna.

Basandoci su questo, dobbiamo decidere una volta per tutte che sono proprio le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’alto, un impulso verso la correzione, a poter cambiare il mondo se trasformano la percezione delle loro sensazioni. Tutto dipende da quanto cercano di avvicinare il mondo per sentirlo come una parte inseparabile di loro. Questa è la realizzazione del principio di amare il prossimo come se stessi. Dobbiamo attrarre a noi tutti i livelli che sembrano esterni, dobbiamo includere i livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano in noi e vederli come una parte nostra inseparabile.

Pertanto, la nostra attitudine verso tutta la realtà deve essere almeno la stessa che verso noi stessi, come spiega Baal HaSulam che l’uomo deve elevare i desideri degli altri al di sopra dei suoi. Essendo un egoista penso a me stesso invece che al prossimo; ma se sono altruista, devo pensare agli altri.

È a causa di questo che la correzione del mondo dipende proprio dalle persone che in verità hanno ricevuto dall’alto il richiamo per correggersi. Nessun altro ha sentito questo risveglio e di conseguenza non hanno niente da chiedere.

Questo vuol dire che dobbiamo sentirci responsabili di tutti i disastri dell’umanità ed è in nostro potere correggerli e non solo a fatto compiuto, ma anche prima che le disgrazie succedano. Dobbiamo assicurarci che questo non succeda nuovamente nel livello inanimato, così come negli altri livelli, fino al grado dell’umano.

Per il momento le catastrofi si manifestano sotto forma di disastri naturali, nei livelli inanimato e vegetale, come gli tsunami, i terremoti, le inondazioni e gli incendi, e nella società umana sotto forma di crisi economiche ecc … Tuttavia, non siamo esenti da altre forme, come le piaghe dell’Egitto che furono così disgraziate, pericolose e terribili, come le sensazioni che abbiamo adesso.

Baal HaSulam scrive riguardo a questo verso la fine dell’Introduzione al Libro dello Zohar. Tutte le sofferenze del mondo sono provocate dal fatto che Israele non si è corretto a tempo, essendo Israele (che vuol dire diretto al Creatore) qualsiasi persona, non importa la sua origine, che ha l’opportunità di correggersi perché ha ricevuto un risveglio dall’alto, non importa il livello nel quale si trovi.

In questo modo, tutti noi uniti, siamo responsabili di quello che succede.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Il mondo è rotondo

Domanda dal Giappone: Quali sono le ragioni del disastro che sta avvenendo? Secondo le previsioni, continueranno i terremoti. Possiamo tutti noi prevenire questi avvenimenti qui e nel resto del mondo?

Risposta: Per dare una risposta alla domanda, dobbiamo anzitutto capire dove ci troviamo. Siamo in un mondo “rotondo”. Questo è ciò che ci spiega la scienza della Kabbalah nella sua sezione “percezione della realtà”.

Non aspettiamo che le prove dolorose di questo diventino palesi nel nostro mondo. Attraverso le esperienze amare, stiamo scoprendo che tutti siamo interconnessi, che il mondo è globale ed integrale, che esiste l’effetto farfalla ecc … Per convincerci di questo, non dobbiamo imparare la lezione dai disastri che succedono, ma è meglio imparare dalla scienza della Kabbalah.

È possibile che sarà troppo tardi quando cominceremo a mettere in pratica la nostra esperienza. Quanti tsunami, terremoti o altri disastri devono presentarsi prima di agire con intelligenza? Volgiamo lo sguardo alla scienza ed alla saggezza. È scritto: “Colui che impara è saggio”. Cosa impara la persona saggia?

Secondo la scienza della Kabbalah, sappiamo che sentiamo tutta la realtà dentro di noi, perché è dentro di noi. La mia percezione si divide in 5 livelli; 3 di questi livelli sono le mie sensazioni: radice, anima e corpo. Essi “si vestono” in me dall’interno, inoltre ci sono dettagli esterni di percezione che percepisco al di fuori di me: il vestito e la torre. Questo è tutto il mondo al di fuori di me. Il vestito è tutto quello che si trova nell’area che il mio corpo ed i miei sensi possono realizzare, mentre la torre è rappresentato da tutte le cose lontane ed irraggiungibili, oppure detto in altro modo, dalle cose che non sono sotto il mio controllo.

È così che si divide la realtà, la parte interna si chiama Galgalta ve Eynaim, mentre la parte esterna si chiama AHP. Questa divisione è stata provocata dalla distruzione spirituale, che è la ragione per la quale sentiamo soltanto leggermente Galgalta ve Eynaim dentro di noi e non abbiamo assolutamente la sensazione che l’AHP sia anche una parte di noi. È così che dividiamo la nostra realtà fino alla fine della correzione, quando Galgalta ve Eynaim si unirà con l’AHP in tutte le 10 Sefirot.

Da questo dobbiamo arrivare alla seguente conclusione: sentiamo tutto dentro i nostri Kelim. Questi possono essere uno tsunami, la terra, l’universo con tutte le sue stelle e le galassie; tutto quello che c’è nel mio desiderio egoista. È così che è fatto il mio desiderio, affinché in esso percepisca la realtà divisa in due: “io” e “al di fuori di me”. “Io” è Galgalta ve Eynaim, la radice, l’anima, il corpo, mentre “al di fuori di me” è l’AHP, il vestito e la torre, le due categorie esterne della percezione.

Avvengono molti cambiamenti nei miei Kelim interni ed esterni. Quando assistiamo ai disastri naturali è molto difficile capire perché avvengono questi eventi così dolorosi nei Kelim esterni, invece che nei nostri Kelim interni. Perché questi cambiamenti influenzano oggi una parte specifica della mia anima chiamata “i giapponesi”? Perché tra tutti i popoli la catastrofe è sopraggiunta a loro?

Anche la mia anima include altre parti che percepisco come miei amici. In realtà, non esistono, ma ai miei occhi sono parte di me stesso. Sarà così fin quando non completerò la mia percezione ed allora ogni cosa si unirà in un tutt’uno, in un unico desiderio corretto e completamente diretto alla dazione. Questa è la forma corretta.

Se non vediamo la realtà da questa prospettiva, non saremo mai capaci di percepire correttamente quello che succede, e questo include le guerre, le catastrofi, la corruzione e tutto il resto. Non saremo mai capaci di giustificare il Creatore o di capire come tutto si muova verso la correzione.

Tuttavia, non potremo organizzarci senza la prospettiva corretta delle cose, senza avere un’immagine del mondo “rotondo” che si trova dentro la persona e che dipende dalla sua correzione. Non c’è niente al di fuori di me; tutto sono io. Questa è la mia terra, il mio terremoto, il mio Giappone, la mia Libia, il mio Israele, il mio pianeta ed il mio universo. Tutto questo riflette le mie qualità che non sono ancora corrette.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Sotto anestesia

Domanda: L’umanità non può fare una connessione tra le catastrofi ecologiche e la correzione dell’egoismo. Come spiegare questa relazione alla gente?

Risposta: Dobbiamo cercare i mezzi, scrivendo articoli e formulando spiegazioni, proprio nel momento in cui avviene il disastro per trasmetterne l’essenza, ovvero che tutto questo avviene perché non siamo corretti.

Il mondo esterno è uno schema del nostro stato interiore. Pertanto, in realtà, stiamo parlando di catastrofi interiori che percepiamo come se fossero esterne. Tutte le nazioni sono parti di un’anima, ma nelle nostre sensazioni, sono parti divise che sembrano estranee.

È come se mi avessero fatto un’anestesia locale e non sentissi che la gamba si sta bruciando o che mi stanno amputando un braccio; sembra divertente, ma questo è quanto sta avvenendo.

Pertanto, voglio che la sensazione di appartenenza ritorni gradualmente. Voglio sentire le parti “esterne” come mie. Voglio ricevere l’opportunità di correggere il mio stato, la mia attitudine verso gli altri.

Se la realtà esterna diventasse davvero una parte di me, allora avrei una sensazione orribile. Di conseguenza, insieme alla scoperta di questa malattia, devo ricevere la medicina, l’opportunità di migliorare il mio stato. Questo è ciò che chiedo: la medicina insieme alla malattia che si rivela.

Allora potrò correggere le mancanze in me e come risultato, i cataclismi “esterni” si calmeranno.
Questo è ciò che dobbiamo fare: chiedere la correzione interna, il che risveglierà la correzione che ci sembra esterna. Allora vedremo tutti i problemi in noi e li correggeremo. Questi desideri (Kelim) ci uniranno, diventeranno interni e cesseranno tutti i disastri naturali evocati dalla nostra mancanza interna di correzione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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L’essere umano che si prende la responsabilità della Terra

Mentre ritorniamo al mondo dell’Infinito da un punto all’estremo dell’universo, dove ognuno di noi è stato spinto e ci avviciniamo al centro, sentiamo crescere una vicinanza agli altri. Ed è così fino a quando non torniamo nell’Infinito. Ciò significa che ritorniamo sulla Terra per realizzare la legge dell’unione e del sostegno reciproco ad un livello sempre più grande, lungo i 125 gradini della connessione, e ognuno di noi dipende da tutto questo.

Un uomo incomincia a scoprire di desiderare questa interconnessione totale e, di conseguenza, sente la Luce che lo colma dentro. Infatti, egli diventa uguale alla Luce, e la proprietà della dazione adesso lo colma. E allora egli incomincia a fare esperienza del mondo spirituale.

Tutto lo spazio percorso lungo il suo cammino verso il mondo dell’Infinito è considerato come il mondo spirituale, perché può essere percepito solamente nella misura dell’unione che un uomo ha con gli altri. Tutta la realtà che si trova dietro a questa sensazione è considerata come il mondo materiale, il nostro mondo, poiché è così che un uomo si sente quando taglia i legami con tutto il resto.

In altre parole, ci sono due tipi di realtà. In una, desideriamo isolarci da tutti gli altri e perciò percepiamo il mondo materiale. Mentre se ci spostiamo dalla parte opposta, con il desiderio di unirci agli altri, allora facciamo esperienza del mondo spirituale, che è la seconda realtà.

La legge del sostegno reciproco è la legge suprema di tutta la creazione: è senza tempo ed è imperativa per ogni sua parte. Tutta la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce a questa legge istintivamente, seguendo la chiamata che viene da dentro, sotto l’influenza dei suoi propri geni e delle forze della natura. E la stessa situazione riguarda l’uomo nelle fasi iniziali del suo sviluppo, quando esegue istintivamente la legge dentro di sé.

E’ solamente quando un uomo arriva al livello “parlante” dello sviluppo che incomincia a ricevere le proprietà che non si conformano ciecamente a questa legge. L’uomo deve accettare questa legge volontariamente e iniziare a seguirla.

Prima di tutto, un uomo deve scoprire questa legge, studiarla, ed imparare a desiderare di seguirla, chiedere di avere la capacità di seguirla, cioè chiedere di essere trasformato dalla Luce che Riforma. E quando questa Luce discende su di lui, egli accetta le condizioni del sostegno reciproco e volontariamente inizia a seguirle, a percepirle, ed osservarle, scoprendo in questo modo l’esistenza dell’unica anima unita, il reciproco legame.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sulla Garanzia Mutua)

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Dai limiti estremi della creazione al suo Centro

I Kabbalisti, che esplorano la realtà superiore, ci spiegano che abbiamo iniziato tutta la nostra evoluzione nel mondo dell’Infinito, Ein Sof, dove eravamo tutti uniti insieme come un solo uomo con un solo cuore, dentro un solo punto – ed il nostro legame era dunque molto forte. Questo legame era inizialmente alimentato dalla forza della Luce Superiore che ci controllava e ci appagava.

Ma in seguito, abbiamo iniziato a discendere da questo mondo dell’Infinito poiché la nostra connessione ha incominciato ad indebolirsi. Si è venuta così a formare una distanza tra di noi, che ha continuato a crescere (i mondi di Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya nel disegno qui sotto), finché non siamo caduti al livello della nostra attuale esistenza, il livello più basso del mondo di Assiya.

Questa discesa indica che, sotto influsso dall’Alto, piano piano abbiamo perso la Luce che colmava lo spazio tra di noi. La Luce ha continuato a diminuire di proposito, di sua volontà, e alla fine, si è creata una distanza tra di noi. Mentre eravamo nel mondo dell’Infinito eravamo tutti legati insieme, ma quando abbiamo raggiunto il mondo di Assiya ci siamo sentiti distanziare grandemente gli uni dagli altri. Ora noi ci viviamo come due realtà separate: la mia e la vostra. Il nostro ego, che ci domina, è responsabile della spaccatura che ci divide. Questo è il comune modo di sentire di ogni uomo.

Adesso nel mondo ci sono sette miliardi di individui-alieni egoisti. Ma è vero che nel mondo dell’infinito noi esistiamo come un solo uomo! Ed in base alla nostra sensazione, anche la realtà è cambiata poiché la viviamo come una sensazione nel nostro desiderio, nelle nostre qualità.

Ma noi dobbiamo capire che abbiamo a che fare con due grosse discrepanze: la realtà che percepiamo e la realtà in cui ci troviamo nella quale, di fatto, esistiamo. Noi ci sentiamo alieni tra di noi, lontani dalla perfezione, dall’eternità, dall’appagamento senza fine, da qualche parte ai limiti estremi dell’intera creazione, in questo mondo transitorio. E tuttavia, la connessione tra di noi rimane, ed è molto forte. Siamo ancora legati dal reciproco sostegno, come un solo uomo con un solo cuore.

Il fatto è che noi non desideriamo seguire queste condizioni, e questo è il solo problema. Ma la natura fa in modo che noi siamo connessi comunque. E’ solo che questa connessione ci viene rivelata non al livello della legge del mondo dell’Infinito, ma nella misura in cui ci siamo distanziati da esso.

In altre parole, al momento non ci si aspetta che osserviamo tutte le condizioni del sostegno che governano il mondo dell’Infinito, nel quale eravamo completamente connessi con tutti i nostri desideri, come un solo insieme e c’era una sola anima al centro della creazione. Abbiamo solo bisogno di capire che rimaniamo legati insieme, voi ed io, e che c’è una connessione tra di noi.

Questi legami esistono tra tutte le anime che in passato si trovavano insieme, ma che oggi si sono distanziate. Tutti noi abbiamo però bisogno di ritornare al centro dal quale arriviamo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sul Sostegno reciproco)

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Un giglio tra le spine

Lo Zohar, “Ki Tissà” (Quando prendi), articolo 31: “Come un giglio tra le spine, così è la mia amata tra le figlie”. Il Creatore desidera rendere Israele simile alla forma che ha in alto, allora ci sarà un giglio nella terra [in Israele] che è come il giglio in alto, Malchut. Ed il giglio profumato, più di tutti i gigli del mondo, è solo uno che è cresciuto tra le spine. Questo odora come dovrebbe.

Le spine si rivelano ad una persona nel grado in cui è capace di superarle. Se questa prepara correttamente tutte le inclinazioni, tutte le forze presenti, operando tra di esse e l’ambiente, può continuamente risvegliare ed elevare l’importanza del Creatore, l’unità e l’amore per il prossimo come per se stessa, al di sopra di tutto quello che patisce nei suoi pensieri e nei suoi desideri. Allora, realizza una vera analisi ed “allenta i denti” dell’inclinazione al male.

Rabash scrive, “Quando rispondi all’egoismo, allenti i suoi denti”, ciò significa che non devi discutere con esso, ma che dovresti usare la forza per superarlo. Io rivelo in maniera egoista, l’ambiente che si trova tra gli altri e me, cercando un’opportunità per usare la mia connessione con questo, per ottenere da loro tutto quello che posso.

Guardando la realtà da una prospettiva materiale, vedo tutto al di fuori di me, invece che dentro di me. Non penso di essere l’unico responsabile della distanzia, dell’odio e della repulsione che si rivela. Tutto questo mi sembra esterno e non mio. Non penso che questi siano i miei Kelim, la mia percezione della realtà, la mia visione o la rivelazione della realtà superiore dentro di me.

Pertanto devo darmi “un colpo nei denti” una volta e poi un’altra, con il fine di correggere la mia attitudine verso il quadro che si presenta davanti ai miei occhi. In questo quadro sono separato dal mio prossimo da una distanza che non sembra appartenere ai miei desideri (Kelim) corrotti. Invece mi sembrano come qualcosa di estraneo, qualcosa che devo rifiutare.

Però, agisco in maniera contraria, allento la forza di questa illusione con la mia analisi, poiché capisco che tutto quello che mi si rivela è il mio stesso io. Non correggo la mia anima, a meno che non attribuisca a me stesso il mondo intero, tutta la realtà, tutte le persone, tutte le anime e tutti i livelli in generale, i gradi, inanimato, vegetale, animato e parlante. Devo trattare tutti come una parte inseparabile di me.

Allora vedo che la percezione della realtà, l’amore per le creature e la rivelazione del Creatore si trovano negli stessi pensieri e desideri che determinano la mia attitudine verso il prossimo, colui che è al di fuori. In realtà non c’è nient’altro che il desiderio e quando sento che questo desiderio esce da me verso gli altri, devo “colpirlo nei denti” in modo corretto. È cosi che lo trasformo in un vincolo connettore tra me e l’altra parte di me. Il prossimo arriverà ad essere una parte di me ed il Creatore arriverà ad essere mio. È così che includerò tutta la realtà dentro di me e di conseguenza la frammentazione si correggerà.

Allora in quello stesso luogo, negli stessi desideri e pensieri che erano tra il prossimo e me, comincerò a sentire la presenza della Luce, la qualità della dazione e dell’ amore.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.02.2011, Scritti del Rabash)

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Il grado della “Verginità”

Scritti del Rabash, articolo 29, “Sposati con una Vergine”: ogni volta che una persona riceve una sposa, riceverà una vergine che non ha mai avuto un marito. In altre parole, lui non ha mai utilizzato questa Malchut e lei deve sempre essere una nuova sposa.

Nel lavoro spirituale Malchut è chiamata “il regno dei cieli”, che deve prendere la persona su di sé, tutti i giorni rinnovata. Lui deve immaginare che sta cominciando adesso il lavoro spirituale e non deve importargli niente di quello che è venuto prima.

Il Creatore creò la creazione ed esiste in adesione ed unità con essa. Questo si chiama primo stato o mondo dell’Infinito. Tuttavia, la creazione non si percepisce in questo stato. Fu creata semplicemente in questo modo, però non è permeata dai dettagli della percezione, al di là della sensazione di uno. Pertanto è come il grado inanimato, una goccia di seme che non ha percezione di se stessa.

Il desiderio del Creatore è di portare la creazione a che si renda conto di chi è Lui e che diventi uguale a Lui. Pertanto, il vero stato è nascosto alla creazione che invece comincia a percepirsi nello stato opposto. Questa fase, a sua volta, si divide in vari aspetti: la creazione stessa si percepisce come esistente nei livelli, inanimato, vegetale, animato e parlante.

Tu ed io sentiamo la nostra esistenza nel grado umano di questo mondo. Tuttavia, non sentiamo che ci siamo sviluppati dal livello inanimato; non sentiamo i nostri cicli di vita passati nel livello umano, ma semplicemente sperimentiamo noi stessi come viventi qui e adesso.

Il fatto è che qualsiasi analisi deve avvenire per conto proprio. Una persona in questo mondo riconosce l’adesione, la connessione con il Creatore, e si sviluppa ad un livello nel quale comincia ad esprimere la sua parte nella creazione, la sua attitudine verso il Creatore.

Il Creatore la porta a questo, dandole la sensazione di vuoto nella vita, però dall’altro lato, la motiva a connettersi a Lui, affinché sia simile a Lui. In questo modo il Creatore risveglia il desiderio di una persona nel primo punto spirituale. Se una persona realizza adeguatamente questo desiderio per mezzo del metodo della correzione , vale a dire la scienza della Kabbalah, se aumenta il suo piccolo desiderio con l’aiuto del gruppo, elevando l’importanza di riuscire ad essere simile al Creatore ed unirsi a Lui, se eventualmente fa si che il suo desiderio sia simile a quello del Creatore, allora acquisisce un nuovo grado. Il punto iniziale in lei cresce per diventare Malchut.

In ebraico Malchut significa regno; si chiama anche “il regno dei cieli”, perché la persona la rende simile a Binà, i cieli. In questo modo viene fatta la prima connessione tra Malchut e Binà, o tra la creazione ed il Creatore.

Dopo, allo scopo di dare l’opportunità alla persona di svilupparsi ancora di più, tutto quello che c’è stato prima si cancella e riceve la successiva parte del desiderio egoista che deve essere corretta e simile al Creatore. Questa parte deve essere portata all’adesione affinché diventi una persona in un grado più elevato. Allora non resta nessuna traccia della situazione precedente.

Così, se una persona lavora correttamente, allora riceve continuamente “una vergine come sposa”. Quindi corregge il suo desiderio per il bene della dazione, rendendolo simile a quello del Creatore ed acquisendo una maggiore equivalenza e vicinanza a Lui. Quando completa questa fase, l’adesione sparisce dalla persona ancora una volta e questa riceve un’altra volta un nuovo desiderio corrotto, con il quale deve lavorare nuovamente per mezzo del gruppo, elevando l’importanza dello scopo, aumentando il suo desiderio e unendosi con le altre anime. È così che una persona avanza.

Essa riceve continuamente una nuova parte di Malchut, una “nuova donna”. Se lavora per il bene della dazione, desiderando essere simile al Creatore, allora nel nuovo stato, tutto quello che è successo si cancella completamente e non ha niente su cui confidare dell’esperienza passata. Questo è di fatto un nuovo grado, la “verginità”.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.02.2011, Scritti del Rabash)

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Capire al primo tentativo

Domanda: Come trasmettiamo ad una persona una visione supplementare della realtà affinché possa rendersi conto che c’è qualcos’altro lì fuori, oltre alla sua prospettiva abituale?

Risposta: Fino a che la persona non si sia sviluppata ad un certo punto ed abbia cercato con ogni tipo di filosofia e metodologia che derivano dal suo innato egoismo, non c’è niente che tu possa fare. Per avere una visione chiara, deve per prima cosa arrivare ad una profonda delusione ed insoddisfazione del mondo nel quale vive.

  1. Prima scopro che mi sento male. Questa è una tappa obbligatoria.
  2. Devo inoltre sentire chiaramente che non migliorerà.
  3. La cosa più importante è che mi renda conto che la causa di tutti i mali è il mio stesso egoismo.
  4. Quindi, tutte le mie azioni peggiorano solo le cose, come è scritto: “Meglio che ti siedi e non fai niente”. È meglio che tu tenga la bocca chiusa e non ti muova, poiché qualunque movimento tu faccia ha le sue radici nel tuo egoismo e porta ad un male più grande nel mondo.
  5. Quindi, la persona comincia a cercare una soluzione ed un modo di viverlo. Questi discernimenti includono tutti i cammini attraversati in precedenza e le esperienze come la religione, la filosofia e la scienza. Dopotutto, anche la scienza si è sviluppata in maniera egoistica e non ci aiuterà ad uscire dalla realtà fisica. Pertanto, esaminiamo tutto questo e concludiamo che niente lo può chiarire.
  6. Alla fine, saremo disposti a seguire il consiglio dei kabbalisti.

Così lungo è il cammino che richiede senza dubbio l’esistenza del sistema della circolazione della Kabbalah. Al contrario, non arriveremo mai a vedere l’umanità sottoporsi a questo cammino evolutivo ed arrivare a qualche risultato positivo. Una persona può chiedersi:

  • Quante volte deve sentire dolore prima che decida di non sopportarlo più?
  • Quante volte deve dire che non vuole più soffrire fin quando ammetta finalmente di dover cambiare qualcosa?
  • Quante volte ha bisogno di capire che bisogna fare qualcosa in questo senso?

Pertanto, per ottenere qualche risultato, dobbiamo passare attraverso molteplici azioni che ci portano problemi, dolore e sofferenza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Poteri Soprannaturali

Domanda: Esistono i poteri soprannaturali nel nostro mondo?

Risposta: Il naturale ed il soprannaturale si valutano in relazione all’uomo, in conformità alla sua natura ed al suo livello di sviluppo. Per esempio, se mostrassimo un aereo ad una persona vissuta 500 anni fa, proverebbe una gran trepidazione nel veder volare questo uccello di metallo a grandi altezze, che neppure muove le ali!

Tuttavia, il soprannaturale, si conserva in funzione di quanto è più potente di me. Proprio adesso c’è qualcosa che mi controlla, però domani, io la controllerò. Il soprannaturale è quello che “è al di sopra della mia natura”, quello che non raggiungerò mai in maniera naturale.

La natura del nostro mondo è completamente egoista. È il desiderio di ricevere piacere da tutto quello che è possibile, di avvicinarmi a quello che mi porta beneficio ed allontanarmi da quello che mi danneggia. La natura opposta, la dazione e l’amore, si trova al di sopra di questo livello.

Le forze della dazione e dell’amore sono più grandi della nostra natura, poiché non hanno le limitazioni che derivano dal percepire tutto soltanto per il piacere dell’individuo. Queste forze possono attivarsi a condizione che si acquisiscano, quando la persona si eleva al di sopra della sua natura, verso la natura opposta. Allora avrà una percezione della realtà diversa, come è scritto “Ho visto un mondo opposto”. Questa realtà non è limitata dal tempo, dallo spazio e dal movimento, è infinita ed armoniosa, senza scontri né frontiere. Una volta raggiunta, esistiamo al suo interno.

Per il momento non sentiamo questa realtà perché le nostre qualità sono opposte ad essa; però coloro che hanno acquisito queste qualità al di sopra della loro natura, la percepiscono. Potremmo dire che la persona, che chiamiamo cabalista, ha poteri soprannaturali.
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(Dal programma “Chiedilo al kabbalista” del 23.06.2010)

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Il complicato cammino del raggiungimento della semplicità divina

Domanda: Se tutto nel nostro mondo ha origine nelle radici superiori, da dove vengono tutti i tipi di oggetti inventati artificialmente, quelli che non esistono in natura, come ad esempio un veicolo con le ruote?

Risposta: Tutta la natura è un’ immagine che appare in me e tutto questo discende a me dall’ Alto. Nel mondo spirituale, non ci sono automobili, ma esiste la nozione stessa, al contrario come potremmo completarla?

Nella loro forma visibile, le radici del mondo superiore si manifestano a noi come quattro livelli della natura: inanimato, vegetale, animato e parlante. Il resto discende a noi sotto forma di pensiero. Tutte le nostre invenzioni artificiali (come i missili e le automobili) hanno la loro radice nel pensiero superiore e non sono il risultato della nostra osservazione della natura. Non si espandono in maniera diretta, obbligatoria dall’ Alto verso il basso, ma sono inventati dall’ uomo che completa se stesso con tutte quelle cose della quali ha carenza in questo mondo.

I quattro stati della Luce Diretta si espandono dall’ alto verso il basso, dal Mondo dell’ Infinito a questo mondo materiale, portando progressivamente i mondi, i Partzufim, le Sefirot e le loro molteplici combinazioni. In ogni grado, tutto quello che è presente nell’ inferiore, tutte le sue forme, vengono dal superiore, anche se crediamo che nel livello inferiore ci possano essere forme più sviluppate perché la loro mancanza di perfezione richiede di trovare maggiore diversità e combinazioni della materia.

In alto, nel Mondo dell’ Infinito, tutto si fonde in una totalità, nell’ unità integrale. Quanto è semplice in comparazione al nostro mondo complesso; però in essenza, questo nostro mondo non è il più ricco, ma deve semplicemente dividersi in un numero così grande di integranti.

In basso ci sono milioni di elementi della natura: i minerali, le piante, gli animali e l’ uomo ed in ognuno di essi, c’ è un’ innumerevole moltitudine di dettagli; però, nella misura in cui ascendiamo i gradini dei mondi, vediamo sempre meno.

Dopotutto, per decifrare il concetto di unità che esiste in Alto, nell’ Infinito, abbiamo bisogno di innumerevoli elementi che quando si uniscono correttamente, possono ricreare questa totalità nel nostro mondo. È naturale che esista un’ enorme differenza tra i gradi superiori e quelli inferiori, in base alla misura nella quale l’ inferiore è più materiale e di conseguenza, richiede più dettagli.

Inoltre, non c’ è niente nell’ inferiore che non esista nel superiore. Semplicemente, i dettagli individuali che si rivelano nell’ inferiore si vincolano come un tutt’ uno nel superiore e quindi vengono percepiti da noi come un tutt’uno. In realtà, però, non è un insieme. Così come nel Mondo dell’ Infinito, tutto si fonde in un tutt’uno in relazione al suo obbiettivo di dare e non vediamo nessuna divisione. Comunque, questo non significa che tutte queste definizioni non esistano.

Nel Mondo dell’ Infinito, ci sono innumerevoli elementi, ma tutti sono legati in un insieme e pertanto, vengono chiamati semplice Luce infinita che riempie tutta la creazione; ma in realtà, non è una “semplice” Luce di Nefesh, ma NaRaNChaI de NaRaNChaI (Nefesh, Ruach, Neshamà, Hayà, Yechidà), che è “620 volte” più grande di quello che viene percepito solo come semplice.

Il grado inferiore arriva a conoscersi solo in una forma così “complessa”. Creiamo molte cose diverse solo a causa della nostra debolezza, dato che in altro modo, saremmo incapaci di raggiungere il superiore. Quando raggiungiamo il grado più alto, non abbiamo bisogno per altro tempo di tutti questi supplementi.

Tutta l’ abbondanza dei dettagli che ho nel mio grado inferiore, ha la sua radice in ciò che ho aggiunto per completare la mia relazione con il grado più alto; però dall’alto verso il basso, sono gli stessi elementi che continuano a discendere fino a me.

Lo stesso Mondo dell’ Infinito è presente nel nostro mondo e tutta la varietà dei dettagli che aggiungo o rivelo in natura derivano dal fatto che sono incapace di percepire questo “semplice” Mondo dell’ Infinito. Tutto intorno a me è considerato come il mondo immaginario. Tutti i mondi sono semplicemente “occultamenti che scompaiono” del Mondo dell’ Infinito, dove non c’ è nient’ altro che il desiderio (il desiderio di ricevere) riempito con la semplice Luce.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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