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L’accesso al libro dello Zohar

Ci sono molte storie nel Libro dello Zohar che sono scritte con un linguaggio allegorico (Midrash). Esse descrivono verosimilmente storie di uomini e di angeli (le forze della natura), di animali, di piante, in quanto era nel desiderio degli autori del libro di spiegare tutti i livelli della creazione: l’inanimato, il vegetativo, l’animato, ed il parlante.

Baal HaSulam ha redatto quattro testi di introduzione al Libro dello Zohar:

1. “Prefazione alla saggezza della Kabbalah (Pticha)”: Si tratta di una prefazione scientifica nella quale egli spiega la struttura dei mondi, dei Partzufim, delle Sefirot, e l’interazione delle Luci e dei desideri (i vasi, Kelim).

2. “Il preambolo al commentario di Sulam”: E’ collegato alla prefazione di cui sopra. In questo testo, egli spiega inoltre come lavorare lungo le tre linee, con le Luci ed i desideri, in una forma molto più precisa, più vicina ad ogni anima.

3. “Prefazione al Libro dello Zohar”: In questa introduzione, Baal HaSulam spiega la percezione della realtà. Egli descrive come passiamo dalla nostra attuale percezione corporea della realtà a quella spirituale, quando incominciamo a percepire la realtà attraverso questo mondo, che diventa trasparente, e vediamo le forze che funzionano in esso invece del quadro superficiale del mondo.

Allo stesso modo, quando guardiamo allo schermo del computer, vediamo una certa immagine. Ma essa esiste soltanto rispetto a noi, poiché noi abbiamo creato di proposito questo schermo e questo metodo di proiezione. Nella realtà, si tratta semplicemente di una manifestazione esteriore di informazioni che sono immagazzinate dentro il computer, nella sua memoria. Se potessimo leggere le informazioni direttamente dall’Hard disc, cioè dalla sua memoria, non avremmo bisogno di trasmetterle sullo schermo per leggerle.

La saggezza della Kabbalah è lo strumento che ci permette di entrare nella parte interiore e nascosta della realtà e di vedere non la forma esteriore che ci viene presentata in un preciso momento, ma piuttosto il funzionamento interiore: le forze che lavorano dietro le quinte dell’immagine consueta del mondo.

In questa introduzione, Baal HaSulam ci spiega anche che la nostra percezione della realtà è divisa in quattro parti: l’essenza, la forma astratta, la forma rivestita nella materia, e la materia stessa. Fino alla correzione completa (Gmar Tikkun), noi conseguiamo solamente la nostra materia (desiderio) e la forma che questo nostro desiderio assume: siano egoistiche o altruistiche. Non possiamo conoscere la forma astratta e meno ancora l’essenza. In questo modo ci muoviamo verso la correzione finale.

Dunque, la saggezza della Kabbalah ci dà un avvertimento molto serio a non perderci nelle fantasie, ma di essere realistici e di usare l’approccio scientifico mentre ci sforziamo di scoprire il mondo spirituale in una forma tangibile e concreta

4. “Introduzione al Libro dello Zohar”: Qui, Baal HaSulam spiega i vari problemi che un uomo affronta rispetto alle domande che riguardano il chi siamo, qual è la nostra essenza ed il nostro ruolo nel mondo, perché il Creatore ci ha creati così meschini, limitati, e ignobili, perché dobbiamo percorrere questo cammino così lungo per diventare uguali a Lui, e così via.

All’inizio di questa introduzione, Baal HaSulam pone queste domande ed in seguito propone le risposte.

E alla fine della introduzione, c’è una parte molto speciale, ben nota, e diffusa in tutto il mondo in cui scrive della nostra correzione al giorno d’oggi. In questa parte egli spiega che il mondo è diviso in parti interiori ed esteriori. Ci si riferisce agli uomini che sentono di appartenere al conseguimento spirituale come alla parte interiore del mondo. Sono loro che devono unirsi tra di loro ed usare il Libro dello Zohar per attirare la Luce che Riforma verso di loro.

Così facendo, essi diventeranno la fonte spirituale ed il centro spirituale del mondo. Possedendo la forza spirituale, essi diffonderanno la saggezza della Kabbalah, ed il mondo intero incomincerà a sentire che essi hanno qualcosa di straordinario: conoscenza, saggezza, un approccio corretto e sensato a ciò che sta succedendo nel mondo, e le risposte alle domande che lo riguardano.

Il mondo incomincerà a comprendere che questi uomini si trovano a dei livelli molto più elevati di tutti gli scienziati e dei cosiddetti grandi governanti del mondo, poiché essi possiedono la conoscenza delle forze che agiscono e trasformano il nostro mondo in un modo assolutamente imprevedibile.

Allora, dopo resistenze e confronti, il mondo comincerà a sentirsi attirato da questi uomini e a riconoscere in loro la forza superiore, la saggezza superiore. E dunque, alla fine, il mondo intero arriverà alla correzione. Infatti, la correzione si realizza fondamentalmente tra individui ai quali ci si riferisce come alla parte interiore del mondo, coloro che hanno il punto nel cuore, mentre il resto del mondo cercherà di unirsi e di aggrapparsi a loro, proprio come oggi nel mondo le masse vivono le loro vite quotidiane, mentre il mondo è governato da una manciata di altri uomini.

E così, Baal HaSulam spiega alla fine dell “Introduzione al Libro dello Zohar”, l’intera umanità continuerà a svilupparsi finché il mondo non si sarà unito insieme, fino a quando tutti non saranno diventati un solo insieme, grazie proprio al Libro dello Zohar, e non avrà raggiunto proprio le stesse dieci Sefirot originarie di cui Rabbi Shimon ed i suoi nove discepoli scrivono.
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(Dalla 4.a lezione al Congresso WE! del 02.04.2011)

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Ingannevole è la grazie e vana la bellezza

Baal HaSulam, lettera 19: “Nella stessa donna …” “ … ingannevole è la grazie e vana la bellezza: però la donna timorosa del Signore sarà apprezzata”. Questo significa che durante la preparazione, la bellezza e la grazia appaiono e l’essenza della perfezione che uno anela e della quale sente la mancanza. Tuttavia, nel momento della correzione, quando “la terra è piena della conoscenza del Signore”, allora, “Io vedrò un mondo opposto”, perché solo il timore e l’anelo sono l’essenza della perfezione desiderata. Allora uno sente che durante il tempo della preparazione stava mentendo a se stesso.

Domanda: Perché si dice che durante il tempo della preparazione mentiamo a noi stessi?

Risposta: E’ così perché anelavo qualcosa che era una menzogna e mentre soffrivo non mi rendevo conto che questa sofferenza era di fatto riempimento. Ciò significa che non appena cambio la mia attitudine verso quanto desiderato, scopro di essere nel Mondo dell’Infinito. Questo è considerato come “Mangerai quello che è vecchio”. Io rivelo un infinito riempimento nel mio presente stato.

Questo è descritto come se prima avessi mentito a te stesso, pensando di non avere il riempimento desiderato e di aver bisogno di raggiungerlo; però non devi acquisire nessun’altra cosa eccetto la correzione dei tuoi desideri. Tu sei già nella condizione perfetta, solo che non puoi vederla perché manchi delle proprietà della percezione dei desideri corretti.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05. 2011, Baal HaSulam, lettera 19)

Un punto nero in un oceano di bene

La grande e sola differenza che c’è tra i Kabbalisti ( gli uomini con il punto nel cuore che seguono il cammino dello sviluppo spirituale) e le masse religiose sta nel loro atteggiamento verso il Creatore. I Kabbalisti dicono: “Tutto dipende da me. Io devo cambiare, mentre il Creatore è assoluto e completo e quindi non cambia”.

I soli che possono cambiare sono coloro che possono essere migliori o peggiori, ma il Creatore è solo “il bene, e fa il bene”: Come potrei chiederGli di cambiare e di migliorare me stesso? Questo non Lo farebbe sembrare cattivo adesso?

Il Kabbalista crede di essere il solo a dover cambiare, e che nessun altro sia soggetto alla correzione: non il mondo, gli amici, il gruppo, non una singola persona. Proprio adesso, io esisto dentro il bene che fa il bene, il Creatore, la sola forza della natura “Non c’è nessuno tranne Lui”. Come Lo percepisco dipende dalle mie qualità.

Quando lavoro con il gruppo, IO sono quello che sta lavorando; IO sono quello che sta cambiando. Questa è la ragione per cui mi sembra che il gruppo attraversi diversi stati, ma in realtà, io lavoro con la mia ombra, con le mie qualità.

Ed è lo stesso rispetto al Creatore. A me sembra che Egli mi tratti in modi diversi. A volte si avvicina, e a volte si allontana, ma sono io che sto lavorando con me stesso contro l’assoluto, il bene che fa il bene, e non c’è nessun altro tranne Lui. Io sono dentro Lui.

Dunque, “ognuno giudica in base ai propri difetti”. Io vedo la mia ombra contro il Creatore. Sono io che vedo me stesso esteriormente, il riflesso delle mie stesse qualità.

In questo modo, gli uomini di tutto il mondo, tranne i Kabbalisti, chiedono al Creatore di cambiare, e sono pronti a fare di tutto solo perché il Creatore sia gentile con loro. Non pensano di aver bisogno di cambiare la loro natura, di dover correggere la “loro inclinazione al male”, il loro ego, ma chiedono al Creatore di essere gentile con loro come lo sono loro.

I Kabbalisti dicono l’opposto: il Creatore è “il bene chef a il bene”, e “non c’è nessun altro tranne Lui”, l’universale e unica forza della natura. Non esiste niente altro tranne il Creatore. Tranne Lui, c’è solo un punto del desiderio di ricevere il piacere, “l’esistenza dal nulla”. Varie azioni si compiono dentro questo punto, e si tratta di cambiamenti nella sua coscienza, nella sua esistenza nella Luce superiore.

All’improvviso, questo punto sente che si sta espandendo nella misura di Malchut dell’Infinito, la forma dei mondi, e accadono dei cambiamenti. Tuttavia, è solamente il punto che fa esperienza di tutto questo. Niente è cambiato. Tutti i cambiamenti avvengono solo nelle sue sensazioni.

Si va avanti così fino a quando il punto non raggiunge uno stato costante, la sensazione che è come un punto nero che esiste dentro “il bene che fa il bene”, solo Colui che esiste. Tutto questo percorso, che noi attraversiamo nella creazione fino a quando la nostra correzione non è completa (Gmar Tikkun), serve solamente a determinare dove ci troviamo adesso, per rivelare il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011 Shamati No.1)

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Nel riflesso della Luce Superiore

Domanda: Se il Creatore non cambia, perché ognuno di noi Lo percepisce in modo diverso?

Risposta: Ognuno di noi percepisce il Creatore in modo diverso in base allo sviluppo della propria anima, e in base ai propri desideri e alle proprie qualità. Questo perché il Creatore in Se Stesso non può essere percepito. Io non Lo percepirò mai; io percepisco solamente me stesso in relazione alla “Luce Superiore semplice”. Ed in rapporto a questa Luce Superiore semplice, io scopro me stesso.

Quindi, dove sono? Noi siamo il mondo intero. Lo senti? Si. Esistiamo con coloro che ci sono intorno? Si. Bene, allora noi siamo questo intero mondo. E’ il nostro desiderio in cui percepiamo ogni cosa.

Ti sembra come se stesse succedendo all’esterno? Ti sbagli. Tutto questo è dentro di noi. Il mondo intero è dentro di noi. Il fatto è che percepiamo semplicemente la realtà in questo modo, in rapporto alla Luce superiore. Noi non percepiamo questa Luce superiore, ma essa esiste, e non al di fuori, ma dentro di noi.

Qualsiasi cosa possiamo mai immaginare è dentro di noi, anche la Luce superiore. Ma che cos’è la Luce superiore? Ne possiamo parlare solamente sulla base della nostra esperienza. Dove si trova? E’ dentro i nostri desideri. Tutto è dentro l’uomo.
Si continua così fino a quando non riveliamo la forza superiore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011 Shamati No.1)

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Siate più seri nella sabbiera!

Domanda: Anche se la nostra è una realtà immaginaria, i Kabbalisti la trattano con molta serietà. Perché è cosi?

Risposta: E’ cosi perché cresciamo e agiamo mentre siamo al suo interno. Anche se questa realtà è definitivamente immaginaria, devi prenderla sul serio e fare le cose come se esistesse realmente.

Immagina di aver raggiunto un gruppo di bambini e che stai giocando con loro nella maniera più seria possibile, facendo il gioco reale come fanno loro. I più piccoli corrono intorno, cercando di riunire qualche cosa e parlando di giocattoli, ma per loro – questa è la vita. E tu partecipi nella loro vita, aiutandoli a mettere insieme le sue parti in modo che possano crescere in maniera veloce e corretta in questa “sabbiera”.

Questo richiede un’attitudine molto seria. Ci vuole uno sforzo enorme per allevare un bambino in questo mondo, e una persona deve trattare se stessa nella stessa maniera. È cosi che deve trattare il bambino spirituale che sta crescendo dentro di lui. Non puoi fare nessun compromesso a questo riguardo: io ho cura di me stesso, della mia famiglia, bambini genitori e tutti i bisogni materiali. E anche se tutto questo è ovviamente un’illusione, non ha importanza.

Le immagini del mondo materiale sono dipinte dentro il mio cervello dal desiderio egoista ed io non posso correggere quel desiderio perché si trova ancora nel livello inanimato. Perfino il grande Kabbalista Rabbi Shimon, doveva mangiare, bere, farsi una vita, prendersi cura dei suoi studenti. Pensi davvero che loro galleggiassero nelle nuvole senza preoccuparsi delle loro famiglie e di mettere un pezzo di pane nelle loro tavole?

Questo mondo è parte della mia crescita, “includendo il mal di denti” come diceva Rabash l’unica differenza è che io devo aspirare all’alto sempre di più, verso la dazione, verso il mondo spirituale. I Kabbalisti hanno un altro problema: come rimanere seri all’interno di questa sabbiera per bambini. E sono obbligati a farlo. È per questo che hanno un’attitudine cosi responsabile nell’educazione e in altre aree del mondo materiale. Una persona deve tenere conto di tutte le su esigenze vitali.

La corporalità scompare dalle nostre sensazioni soltanto alla fine della correzione quando non c’è più bisogno di questo gioco d’immaginazione.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.04.2011, scritti di Rabash)

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Il Creatore è dappertutto

Domanda: Dove è il Creatore in tutto il sistema dei mondi?

Risposta: Il Creatore è dappertutto. Questo sistema dei mondi esiste solo in relazione a noi. Diciamo che esisto nel centro e tutti i gradi mi circondano come gli anelli del campo di espansione della forza superiore.

Il Creatore riempie tutto l’universo. Per Lui non esiste grande o piccolo, interno o esterno. Tutte le divisioni esistono solo in relazione a me. Io esisto nel punto centrale e devo ampliare me stesso, i miei sensi e le mie correzioni per captare un mondo, poi un altro, un terzo e così via. Ogni volta il mio ego cresce dal livello zero al 1°, 2°, 3° e 4° livello. Correggo il mio egoismo e così raggiungo la dazione.

In questo modo devo includere tutti i mondi dentro di me. Precedentemente questi esistevano apparentemente al di fuori di me, ma adesso li riporto a me, ai miei desideri.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.04.2011, Scritti del Rabash)

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Un caleidoscopio di mondi che cambiano

Anche rispetto alle teoria di Einstein o alla fisica quantistica, abbiamo bisogno di un nuovo approccio con un altro genere di valutazioni matematiche e di altri fenomeni. Il principio si applica ancora di più al mondo spirituale, dove abbiamo bisogno di organi sensoriali aggiuntivi e dove i nostri attuali cinque sensi e la nostra mente, che funziona seguendo lo stesso schema, non sono sufficienti.

Le nostre sensazioni animate sono limitate, ma in quale direzione le dobbiamo espandere? Dobbiamo sviluppare il punto nel cuore in una nuova dimensione. Poi, accanto all’ essere umano di questo mondo si presenterà una creatura del tutto nuova.

Noi abbiamo già le sue radici dentro di noi. Adesso abbiamo solamente bisogno di attirare la Luce superiore, l’energia speciale che farà crescere questo seme, questo gene spirituale, dentro un essere umano che ancora non c’è e che chiameremo uomo. I Kabbalisti lo chiamano anche anima.

Quando noi ci identifichiamo con esso, con le sue qualità, cambiando continuamente in conseguenza del nostro lavoro, incominceremo a conseguire il mondo che appartiene a questa nuova creatura, che noi abbiamo volontariamente sviluppato per conoscere la parte superiore con il suo aiuto. La chiameremo come la nostra anima che esiste nel mondo spirituale.

E questo nuovo essere umano può continuare a svilupparsi gradualmente fino quando non si allargherà all’intero universo. Esso possiede degli organi sensoriali, desideri ed opportunità senza limiti!

Noi nasciamo come animali, e l’allargamento del nostro spettro sensoriale è limitato ai telescopi, occhiali e cose del genere perché la nostra mente non cambia, ma funziona precisamente in base alla sua natura. Questa è la ragione per cui noi ancora ci troviamo nel livello animato, mentre “l’uomo” è l’entità spirituale che costruiremo accanto a noi. In esso, tutta la nostra percezione avrà la possibilità di cambiare.

Cambierà così tanto che da uno stato all’altro, da un livello spirituale all’altro, non riconosceremo nemmeno noi stessi o il nostro mondo che all’ improvviso si rivelerà a noi! Ad un tratto diventeremo, ogni volta,  qualcuno di diverso, non la stessa persona  nemmeno di un momento prima, non saremo più capaci di riconoscere il mondo che abbiamo intorno, perché tutto sarà assolutamente nuovo!

In verità, tutti i miei sensi – la mente ed il cuore- cambieranno all’opposto di come sono in questo mondo. Essi non cresceranno soltanto, infatti, essi sostituiranno completamente il sistema di movimento, tutta la mia percezione, nella misura in cui chiunque si trovi ad un livello inferiore non ha la capacità di comprendere la parte superiore.

Proprio come qui lavoriamo con i nostri sensi per rivelare la natura, lo stesso principio si applica nella spiritualità, ed essa è anche chiamata “la scienza naturale”, solo che qui la natura è inferiore, corporale, mentre nella spiritualità è superiore, spirituale. Ma il metodo scientifico rimane lo stesso.

Ovviamente, gli scienziati del nostro mondo non accetteranno questi concetti perché essi lavorano solo nell’ambito dei cinque sensi corporali, e quindi non considerano la spiritualità come scienza. Naturalmente, se qualcuno è limitato da una minuscola sfera di percezione, non essendo disposto ad accettare che essa e niente altro, è inutile discutere.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28/11/2010 “corpo e anima”)

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Perché è avvenuto il Big Bang

Domanda: In Internet, due approcci sull’evoluzione del mondo vegetale ed animato sono costantemente in conflitto: il Darwinismo ed il creazionismo. Cosa dice riguardo a questo la scienza della Kabbalah?

Risposta: francamente, Darwin ha ragione in quasi tutto. Probabilmente, questa eccezione non è necessaria, poiché lui semplicemente non è stato compreso. Dopotutto, lui era un uomo profondamente religioso.

L’evoluzione progredisce davvero in maniera consistente dove una cosa segue come risultato di un’altra. Lo sviluppo successivo è intriso nella natura e non possiamo negarlo. Tuttavia, questo non avviene in maniera arbitraria, poiché il desiderio egoista cerca costantemente delle possibilità per realizzarsi al massimo.

Il desiderio di ricevere vive in ogni momento che passa e non può lanciare uno sguardo al futuro. Non sa cosa gli verrà dato per elevarsi in alcune altre fasi. Il desiderio di ricevere ha un esclusivo obiettivo egoista: “Come ottengo quello che voglio? Come riempio me stesso?”.

Se il desiderio lavora e la mente lo serve, allora qualunque tipo di progresso, qualunque sviluppo successivo è assolutamente impossibile. Dopotutto, tratti costantemente con il tuo egoismo. A queste condizioni, l’evoluzione non si è spostata al di là della prima particella dell’universo.

Tuttavia, la scienza della Kabbalah parla delle Reshimot, i dati informativi intrisi nella scintilla iniziale dalla quale tutta la materia è emersa. Queste Reshimot vengono attivate una per una in catena e il desiderio comune le realizza, costruendo così la materia.

Questo è proprio il fattore dello sviluppo successivo. Nella teoria di Darwin, vediamo la sua manifestazione esterna, l’essenza nel motore, l’origine dell’evoluzione. Queste vengono come risultato delle Reshimot.

Cosa avvenne nel punto primario dal quale si scatenò il Big Bang? Fu infusa davvero in questo la materia di tutto l’universo? Logicamente, tale affermazione non ha nessun senso. C’erano solo due cose nella scintilla: l’energia e l’informazione. Esse includevano in sé tutta la creazione e da esse cominciò lo sviluppo. L’energia (la Luce) colpì l’informazione (le Reshimot) ed il processo ebbe inizio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

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Il solo uso di questo mondo

Noi non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo immersi nella natura egoistica. Le nostre cellule, i nostri corpi, il nostro mondo, i nostri pensieri e desideri, e in genere tutto ciò che esiste è solamente egoismo e niente di più.

L’aspirazione di ogni cosa è soltanto ricevere, assorbire tanto più bene possibile per la propria individualità. Questa è la natura nella quale siamo nati e nella quale viviamo, e non abbiamo il minimo sentore che ci sia una possibilità di vivere al di là di questo.

Ciononostante, dobbiamo passare da un mondo all’altro o, in altre parole, acquisire un nuovo mondo aggiuntivo, per crescere, partendo dal punto nel cuore, sviluppandolo in un nuovo “corpo” spirituale. In sostanza, è uguale al corpo che abbiamo adesso, che a noi appare del tutto uniforme mentre, in realtà, è caratterizzato da forze e vettori. Ma invece di vedere questa immagine sullo schermo di un computer, la vediamo sullo schermo tridimensionale della nostra coscienza.

Percepiamo la realtà sullo schermo del desiderio di ricevere. Tutto ciò che siamo in grado di ricevere e di percepire cade su questo schermo e qui si ferma, creando lo scenario di quello che vediamo.

Invece, le forze della dazione sono completamente diverse. Non possiamo fermarle con lo schermo del desiderio di ricevere e perciò non le percepiamo. Solamente creando uno schermo nel desiderio di donare riveleremo la seconda metà della realtà. In verità, non percepiremo la metà, ma quasi il 100% di tutto ciò che esiste. Qualunque quantità di Luce questo nuovo schermo, l’intenzione della dazione, fermerà, formerà il genere di scenario che vedremo sullo schermo.

E’ veramente molto difficile incominciare a far crescere un secondo “corpo” dal nostro punto nel cuore. Per riuscirci, dobbiamo entrare in un gruppo, come nel ventre di una mamma, ed incominciare a crescere al suo interno. Tutto questo sembra molto irreale e poco attraente per l’uomo. Tutto il mondo è contro questa cosa e perciò l’uomo non ci pensa o non gli attribuisce alcun significato.

Questa è la ragione per cui è molto difficile per noi concentrarci sul gruppo. Tutto ciò che l‘ambiente che ci circonda ritiene importante, diventa importante anche per noi. Se il mondo non considerasse importante il lavoro nel gruppo, anche noi ce dimenticheremmo in ogni momento. Anche se cercassimo di stabilire un filo di contatto, per ascoltarlo e mantenerlo nei nostri pensieri, ci sembrerebbe comunque infantile, irrealistico, e puerile, e questo perché non è importante per la maggioranza del mondo. E viceversa, se la cosa più irrealistica diventasse importante per tutti, allora la considereremmo, ne parleremmo, ed aspireremmo ad essa.

Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno che “un’opinione sociale”, la fiducia, l’influenza reciproca ci convincano che stiamo facendo qualcosa di reale e che il nostro mondo non vale veramente niente. Cosa abbiamo qui a parte un’effimera vita piena di sofferenza? Se non rappresentasse la nostra unica opportunità di conquistare una vita eterna e perfetta durante questo tempo, allora questo mondo non servirebbe a niente, né a noi, né ai nostri figli.
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(Dalla 5.a lezione al Congresso WE! Del 01.04.2011)

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Dall’illusione virtuale alla realtà spirituale

Cari amici!

Tutti insieme abbiamo vissuto gli indimenticabili momenti al congresso WE! che si è svolto nel New Jersey. Ad ogni congresso la nostra connessione e la sensazione dell’intero gruppo mondiale diventa più chiara e più stretta.

Ma, allo stesso tempo, c’è la necessità di vederci e di sentirci simultaneamente su di un unico schermo comune, come se ci trovassimo tutti insieme dentro la sala del congresso. Chiedo a tutti voi di riflettere su questo perché in questo modo riusciremo a creare un programma che sia in grado di accogliere tutti i gruppi e di riunire le persone sparse per il mondo, come se ognuno stesse ascoltando e vedendo la stessa cosa.

Dobbiamo creare questa illusione virtuale tra di noi. Ci aiuterà a raggiungere velocemente la totale unione spirituale di ognuno dentro un unico desiderio ed un unico pensiero, per diventare un solo uomo, Adamo.

Dr. Michael Laitman
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