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I Kabbalisti sulla percezione della realtà, Parte 1

Cari amici, per favore fate delle domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Tutto è preordinato

La rivelazione del Creatore non cambia la nostra attuale realtà, ma aggiunge a questa una consapevolezza mai avuta prima.

-Baal HaSulam, Gli scritti dell’ultima generazione

Non c’è niente di più naturale dell’ottenere il contatto con il proprio Costruttore dato che Lui possiede la natura. Infatti, ogni creatura ha contatto con il suo Costruttore, com’è scritto, “L’intera terra è piena della Sua gloria”, ma uno non lo sa e non lo sente.

Effettivamente, chi ottiene il contatto con Lui raggiunge soltanto la consapevolezza. È come se uno avesse un tesoro in tasca senza saperlo. E passa qualcuno che gli fa sapere quello che ha in tasca, e questa sapienza in particolare lo rende ricco.

-Baal HaSulam, “La soluzione”

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Concorda con esso e sarà rivelato!

Domanda: Come posso io personalmente influenzare il processo dell’emergere dei mondi?

Risposta: Tu esisti già nel mondo dell’Infinito, hai solo bisogno di scoprire te stesso in esso. Noi tutti esistiamo nel cerchio del mondo dell’Infinito – tutti noi! Noi esistiamo automaticamente in questo sistema in uno stato ideale. Proprio ora anche noi siamo nel mondo dell’Infinito in uno stato completamente corretto, ma non in relazione con noi. Questo stato di assoluta dazione, amore e piena interazione di ciascuna persona con tutti gli altri è totalmente opposto a noi.

Viene gradualmente rivelato a noi nella misura in cui noi siamo capaci di sopportarlo. E’ lo stato più disgustoso, odioso e ripugnante che potrei immaginare. E questo è il motivo per cui mi viene rivelato nella misura in cui sono potenzialmente in grado di aderirvi in anticipo.

Negli scritti di Baal HaSulam “La Pace nel Mondo”, “La Libertà,” così come in altri articoli, noi studiamo che siamo tutti interconnessi come ruote in un meccanismo dove esse sono tutte rinchiuse insieme, concatenate in modo ideale. Loro sono così strettamente connesse che il più lieve movimento di una delle ruote causa il movimento dell’intero sistema. Ciascuno dipende da tutti gli altri, e ognuno deve muoversi armoniosamente. Inizialmente siamo in questo sistema.

Siamo tutti così diversi, e noi esistiamo in questa immagine (vedere il riquadro nel disegno sotto). Questa immagine può essere bidimensionale o tridimensionale, può essere qualunque cosa. In essa noi siamo strettamente legati come in un Cubo di Rubik: Ognuno di noi è composto da 613 desideri. In altre parole noi siamo completamente “intessuti insieme”

Ma fortunatamente, questa immagine non ci viene rivelata perché non siamo in grado di tollerarla. Tuttavia, noi esistiamo in essa, e noi eseguiamo tutte le nostre azioni automaticamente, incluse anche le attuali. E tutte queste azioni sono rette. In realtà, tutto ciò che facciamo è dazione gli uni agli altri. Ma noi non lo vediamo. Invece, noi vediamo un immagine opposta, quello che noi vogliamo vedere.

La Kabbalah ci conforma per rivelare gradualmente il nostro stato ideale così questa immagine comincerà a vivere in me, cosicché io voglio che essa viva in me. E allora diviene rivelato.

Non c’è niente di nuovo nel mondo. Semplicemente uno stato inizialmente creato dal Creatore e dove tu esisti fin dall’inizio diventa rivelato. Questo è perché la nostra sola saggezza è la saggezza che riguarda la rivelazione del Creatore, tutto questo sistema, e niente più di questo. Tutto quel che si esige da noi è di sentire la mancanza che quel che esiste divenga rivelato. Ma dobbiamo cambiare noi stessi e aderire a questa immagine per desiderarla e rivelarla. Questo è il nostro lavoro.
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Lo scopo della Creazione, in breve

Sebbene esistiamo nello spazio del mondo dell’Infinito, non siamo capaci di percepire niente di esso eccetto un minuscolo punto nero che è persino inconsapevole di se stesso. È così che il Creatore ci ha creati e poi ha cominciato a restringere Se stesso. Dal momento in cui restringe Se stesso, noi ci manifestiamo sempre di più.

Il Creatore si nasconde dal 100 allo 0%, formando i mondi di Adam Kadmon, Atzilut, Berià, Yetzirà e Assiyà, i 125 gradi della restrizione. In questa misura, la creatura rivela se stessa ed il suo mondo sempre di più, dallo 0 al 100% e questo costituisce i gradi della creatura attraverso i quali si manifesta sempre di più, finché non si trova nel nostro mondo. Nel frattempo il Creatore è nascosto.

Adesso, dobbiamo realizzare la correzione. Io devo gradualmente, passo dopo passo, rivelare il Creatore, cioè scoprirlo dentro di me in modo tale da non essere opposto a Lui, in modo tale che non ci siano barriere che ci separino, in modo tale che io possa avvolgere tutte le Sue qualità finché non entrano in me, grado dopo grado.

Lo possiamo descrivere differentemente: io assorbo dentro di me le proprietà del Creatore ed esse entrano nel mio punto, la mia Reshimò (gene informativo) sempre di più.

Più importante è aderire alle definizioni precise. Noi esistiamo in quello stesso spazio, in quello stesso posto, nelle stesse condizioni. Dalla parte del Creatore, la Luce superiore, non cambia niente. Tutto dipende solo da come incorporiamo dentro di noi le Sue qualità, le qualità dell’amore e della dazione, dell’espansione e della connessione illimitata, in modo tale che tutte le proprietà chiamate amore e dazione che costituiscono la natura della Luce entrino in noi. Poi sentiremo lo stato in cui esistiamo davvero.

Non possiamo cambiare niente: noi esistiamo in quello stesso posto, tra le stesse forze. C’è un programma che ci fa avanzare verso lo sviluppo, sotto l’influenza di grandi pressioni che sentiamo dall’esterno ed all’interno; ma possiamo aggiungere ad essa il nostro stesso sviluppo, decidere che lo desideriamo e poi svilupparci velocemente, piacevolmente e con gioia. Questa è tutta la differenza.

Nessuno ce lo aveva chiesto, né all’inizio, né alla fine del processo, nessuno ci prende in considerazione, eccetto quella forza meccanica che ci sviluppa. In verità, il Creatore non ha sentimenti come i nostri, come ha detto: “La legge è stata data e non può essere trasgredita”; ma noi, come creature sensoriali ed acute, possiamo usare questa legge efficacemente, perché essa ci aiuta a svilupparci velocemente, piacevolmente e facilmente.

Quindi, tutto quello che facciamo è rivelare una realtà perfetta, il mondo dell’Infinito, il Creatore e sta succedendo proprio nella nostra generazione.
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La luce è la musica dell’anima

Domanda: Capisco perché il riempimento ci è nascosto, ma perché le connessioni tra noi ci sono nascoste?

Risposta: La connessione ed il riempimento sono inseparabili.

Cos’è la Luce? Come possiamo spiegare cos’è la sensazione? All’improvviso sento qualche tipo di vibrazione in relazione a qualcuno: l’odio, la paura, l’attenzione. Queste vibrazioni non sono venute dall’esterno, ma sono nate dentro di me, nella mia attitudine verso quella persona.

Esse emergono perché stabilisco una connessione speciale con lei e lavoro su questo. Poi quando mi connetto con lei, sento delle impressioni speciali, come delle vibrazioni all’interno dei miei desideri, delle sensazioni e delle qualità. Questa è chiamata Luce.

La Luce non viene dall’esterno per vestirsi dentro di me, ma si rivela dentro di me, nella mia attitudine verso qualcuno. Non può essere rivelata “inaspettatamente”. Questo è impossibile; può essere solo sentita nella mia connessione con qualcun altro, come quando io gli do una sensazione e lui la riceve o viceversa.

Ci deve essere una connessione che unisce due persone, all’interno della quale viene sentita qualche tipo di vibrazione o di impressione, chiamata Luce. È come una corda o un tubo che ci connette, che si estende dall’uno all’altro, attraverso il quale scorre una corrente elettrica.

Ne risulta che la Luce è il vaso che sente ogni genere di cambiamento dentro di sé. Non è la Luce reale che cambia, ma i desideri e le impressioni sperimentati nei desideri. Tuttavia, nessuna Luce viene dall’esterno.

È come la vibrazione di una corda che produce il suono di uno strumento musicale. Questa è chiamata Luce. Quindi, noi stessi dobbiamo creare l’amore e la dazione dentro di noi e poi, all’interno di questo amore e della dazione, sentiremo la radice interiore chiamata Creatore.

(Dalla 3° parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 20.09.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Congiungere tutto il mondo in me

Domanda: Come posso connettemi con tutto il mondo se tutto il mondo pensa solo a se stesso?

La mia risposta: non ha importanza . Questo è quello che ti appare, che il mondo pensa a se stesso. In realtà non pensa a se stesso, ma sei tu che avverti il mondo così. Quando ti sarai corretto, ed avrai unito a te gli altri, scoprirai all’improvviso che gli altri non esistono. Ti sembrava così nel tuo egoismo viziato, che tutto il mondo è diviso in parti che tu lo devi perfezionare. Mentre in realtà tu hai corretto solo te stesso.

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Sette miliardi di persone

Vogliamo solo indicare le vere realtà del mondo integrale, che oggi non si può ignorare. Da queste realtà progrediremo nella trasformazione della natura umana. Infatti ora, mediante l’educazione all’integralità, l’uomo inzia a pensare in termini di “Sistemi Integrali“.Una volta, l’uomo vedeva e capiva tutto attraverso gli occhiali del suo egoismo : “io e gli altri”.

Mentre ora l’uomo inizia a percepire il mondo differentemente. Indirizza tutto non a proprio beneficio, ma a beneficio di tutta l’umanità. Il suo punto di vista è divenuto un aspetto generale (universale), la sua mente ha un nuovo modo di pensare, la sua percezione passa attraverso tutti gli altri.

Si puo prendere come esempio una casalinga che si occupa dei bambini, del marito, della casa, e si proccupa che tutto proceda al meglio. Guarda il mondo ed il futuro senza prendere in considerazione se stessa, ma solo i propri famigliari. Vede la realtà odierna e futura non attraverso se stessa, ma attraverso loro.

Se l’uomo inizia gradualmente a guardare al mondo in questo modo, eleva se stesso ad un nuovo livello. Si sviluppa in lui un nuovo sistema di percezione della realtà. Non avverte più la realtà in se stesso, in modo egoista e individualista, ma la vede come tutti gli altri la recepiscono.

Questo in verità è la regola dell’amore reciproco. L’uomo arriva gradualmente alla condizione che non solo crea un legame con gli altri, ma inizia a sentirsi immerso in questa “pentola”, proprio all’interno dell’umanità, dentro il sistema generale.

Allora si trasforma la sua percezione , la sua mente , il suo punto di vista, il suo modo di sentire.
Tutta la sua realtà si trasforma. Egli per così dire esce fuori da se stesso e scopre una nuova realtà, che prima non aveva rilevato. Scopre nella sua nuova intuizione una dimensione diversa, modificata.

Se l’umanità progredisse in questo senso, potrebbe arrivare a ciò che possiamo chiamare ” la realtà superiore”. Questo é giusto un sopranome, si tratta in realtà di un cambiamento di percezione: invece di ricevere esclusivamente a proprio beneficio sceglie – il dare in senso assoluto.

Anche il “dare” non è inteso nel suo senso comune. Se io sento il legame fra noi, e non mi preoccupo degli altri, e ovvio che a me pure, non rimane niente. Oggi cominciamo a capire ciò, malgrado avvenga tutto a ritmo lento. Questo ci costerà molto sangue, sudore e lacrime, ma se inizieremo ad infiltrare l’educazione globale, la gente comincerà talvolta a prestare orecchio ai diversi esempi dei film, delle commedie teatrali, dei romanzi, programmi televisivi ed a tutti i racconti che dimostrano che il bene ed il male sono valutati solo in rapporto alla società.

Giustamente ci troviamo in un sistema globale in mezzo ad un processo globale, accompagnato da trasformazioni che possiamo realizzare a condizione che si inizi a lavorare sull’educazione. Io ne ho parlato già nel forum spirituale internazionale ad Arosa nell’anno 2005. Malgrado ciò, vediamo come molte persone non sono ancora pronte, sono incapaci, scappano da cio’, anche se ci troviamo già sul bordo del precipizio.

Per esempio, qualche mese fa il debito pubblico degli Stati Uniti è salito superando le risorse in loro potere. In altre parole, anche se venderanno tutto ciò che possiedono, non potranno pagare il loro debito. E se ammetteranno il crollo ed il fallimento, allora il mondo intero crollerà di conseguenza. Percio’ il mondo pretende: “continuate a giocare, a stampare banconote, come se possedeste le dovute coperture”.

Ma nei i giochi che conduciamo non si tratta più dell’economia di una volta, quella classica – avanziamo semplicemente ad occhi chiusi, contando sulla fortuna, invece di inziare le correzioni.

Se non l’educazione integrale , non abbiamo allora, altra via. Oggi tutto cio’ ci è palese. Daltronde l’economia esprime le relazioni egoiste che intercorrono fra noi, dato che l’economia e’ l’essenza del rapporto egoista fra di noi.

Costruiamo questo rapporto secondo determinate regole, secondo il quale possiamo sopravvivere.
Perciò, proprio questo sistema è il primo nel quale avvertiamo la crisi. Infatti i rapporti egoisti hanno raggiunto il loro limite massimo, e non è più possibile proseguire e vivere in questo modo.

Perciò, nelle condizioni attuali, mi rivolgo a voi come una semplice persona preoccupata del futuro dell’umanità. Non mi occorre nulla, voglio solo stimolare la gente a guardare cosa abbiamo davanti a noi, davanti a tutti noi ed in equa misura. Non intendo dare consigli, ne esporre teorie caserecce, non propongo una nuova e particolare scienza. Ma prima di tutto, dico, cominciamo a comportarci secondo i dettami della scienza, sappiamo che e’ accettata ugualmente da tutti.

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Il Famoso Scienziato Britannico: “Il mondo che vediamo è finto”

In una notizia pubblicata su news.com.au si legge: “Il cervello umano crea la sua versione della realtà ed il mondo che vediamo intorno a noi è in maggior parte una finzione”, questo secondo l’opinione di uno dei migliori scienziati britannici (Bruce Hood, PhD) …

Una gran parte del mondo è finto. Conosciamo solo una frazione di quello che sta succedendo”, ha detto il Prof. Hood al Times di Londra. “Abbiamo l’impressione di un panorama ampio davanti ai nostri occhi, ma tutto quello che vediamo sempre è un’area della dimensione dei nostri pollici, vista ad una distanza di un braccio esteso. Il resto si completa, poiché il cervello crea un ambiente stabile”.

Ha aggiunto quanto segue: “Anche se potresti pensare di essere indipendente e capitano della tua barca, un sacco di processi vengono controllati da quelli che ti circondano e dal tuo ambiente” …

Una cosa vi posso garantire, ed è che lascerete l’udienza domandandovi se potete ritornare a fidarvi del vostro cervello”, ha aggiunto.

Il mio commento: La Kabbalah dice che viviamo in un mondo immaginario colorato dalle nostre proprietà egoistiche. Se acquisiamo le proprietà superiori, opposte all’egoismo, sentiremo il vero mondo, quello superiore, esterno ed eterno e così cominceremo ad esistere per sempre all’interno delle proprietà acquisite di recente (guardare la sezione “Percezione”).
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L’essenza della scienza della Kabbalah – Una sinossi

La scienza della Kabbalah è l’ordine di discesa delle Forze Superiori dirette alla rivelazione della Forza Superiore di Governo (Creatore) alla persona.

La legge del particolare: Prima della rivelazione comune della Forza Superiore a tutta l’umanità, ci sono alcuni individui scelti che sono capaci di raggiungere questo stato.

La legge della generalità: Alla fine del suo sviluppo, tutta l’umanità dovrà arrivare alla Forza Superiore di Governo, e ottenerla completamente. Studiando il percorso che porta verso il Creatore, la Kabbalah esplora “l’ordine di discesa dei mondi”, dall’alto verso il basso, cioè, dal mondo dell’infinito a questo mondo, cosi come “il raggiungimento della Forza Superiore”, dal basso verso l’alto, salendo dai passi che sono stati formati nella discesa dei mondi.

Il raggiungimento della Forza che Governa è graduale e percepibile nei nostri sentimenti, in base alla correzione dell’egoismo. La Forza Superiore deve essere raggiunta gradualmente in base alle leggi stabilite dalla loro discesa dall’alto verso il basso.

La Kabbalah studia il mondo che non siamo capaci di sentire. Un Kabbalista sente questo mondo e dopo ne prende cognizione. Quelli che non sentono il Mondo Superiore pensano che la Kabbalah studi delle cose astratte e lontane dalla realtà. Ma è l’opposto: La Kabbalah studia soltanto la vera realtà ottenibile.

Tutto è rivelato dall’alto verso il basso in mondi paralleli, e questi mondi differiscono solamente nel materiale, la qualità del desiderio. Tuttavia, gli oggetti e le forme sono gli stessi delle impronte di un timbro. Tutti i dettagli del Mondo Superiore (radici) sono riflessi nel nostro mondo (rami). Una radice controlla il suo ramo in tutto.

Il linguaggio dei rami: Il linguaggio dei rami è stato creato dai Kabbalisti e si basa sulla connessione di ogni ramo nel nostro mondo con la sua radice nel Mondo Superiore. Tuttavia, questo linguaggio può essere compresso soltanto da coloro che sentono la radice. L’aspirazione di raggiungere la Forza Superiore fa sì che la Luce splenda dalla radice al ramo, in questa maniera correggendo il ramo al livello della radice.

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La Luce, così insondabile in essenza

Baal HaSulam, Lo Studio Delle Dieci Sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”: domanda 14. Cos’è Hitpashtut (la dispersione della Luce).

Ohr (Luce) che nasce dal Maatzil (l’Emanatore) verso il Ne’etzal (l’essere emanato) è chiamata Hitpashtut de Ohr. Di fatto, la Ohr Elyon (la luce superiore) non è influenzata in nessun modo da questo. È come accendere una candela con un’altra, in modo tale che la prima non sia sminuita da questo. Il nome indica solo la ricezione del Ne’etzal.

Non ci sono differenti Luci nel Creatore o nella creatura. La Luce non esiste di per sé. La Luce è rappresentata dalle impressioni della creatura sul riempimento che esisteva in questa precedentemente.

Quando la creatura improvvisamente sente questo riempimento in qualche maniera particolare, si considera che la Luce entra in essa. La Luce “brilla” per noi tanto quanto reagiamo ad essa, nella misura della nostra capacità di sentirla; e se non ne siamo capaci, si considera che non abbiamo la Luce e questa esce e se ne va.

Parliamo della Luce come se questa entrasse ed uscisse, delle Luci che “fanno oscillare” i vasi, che realizzano delle azioni. In realtà, la Luce non altera il suo effetto sul desiderio. I desideri sono organizzati in maniera tale da aggiornare continuamente i geni informativi (Reshimot) sul fondo della Luce costante; e pertanto il desiderio (vaso) reagisce in maniera diversa e sente come se la Luce scorresse attraverso si esso, lo cambiasse, lo stimolasse oppure uscisse.

Tutto ciò è una conseguenza della nostra percezione scorretta della realtà che ci accompagnerà fino alla fine della correzione (Gmar Tikkun). Sentiremo sempre che questi cambiamenti avvengono in qualche luogo al di fuori di noi. Allo stesso modo, è così che immaginiamo che questo mondo esiste in qualche luogo al di fuori di noi, anche quando è all’interno.

In relazione alla Luce, diciamo che anche Questa agisce su di noi dall’esterno, invece di dire che i geni informativi lavorano costantemente in noi a turno, l’uno dietro l’altro. Attraverso questi nuovi geni, sento la Luce, cioè reagisco ad essa in maniera nuova.

La Luce in sé non cambia assolutamente, è del tutto invariabile. Non c’è divisione tra cinque o dieci Luci, o che la Luce entri od esca dal desiderio; tutto esiste solo nella percezione del vaso in base al grado della sua impressione di ciò che lo riempie. La sensazione della creatura sul riempimento è chiamata Luce.

Parliamo solo della materia e della forma rivestita nella materia. La materia è il desiderio di ricevere piacere e riguardo alla forme rivestite nella materia, le chiamiamo “Luci”, “proprietà”. Non parliamo di nient’altro che di questi due concetti, non della forma astratta, né dell’essenza. Cioè, la Luce è l’impressione del vaso rispetto ad un determinato riempimento sconosciuto. Come sa il vaso che c’è qualcosa dentro di sé? Lo sa in accordo ai risultati …

Come nel nostro mondo, se all’improvviso mi viene la febbre, vado da un dottore e lui dice che ho un virus, ma come sa cosa mi è successo? Lui esamina i sintomi esterni che indicano alcuni processi interni.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Viviamo!

Lo Zohar, Capitolo “Trumà (Donazione),” Paragrafo 432: …tutti gli uomini nel mondo sanno che moriranno e ritorneranno alla polvere, e perciò in molti si pentono e ritornano dal loro Signore a causa di questa paura. Essi temono di peccare davanti a Lui.

Domanda: Qual è il significato di “morire”?

Risposta: “Morire” o “vivere” si riferisce al desiderio. Secondo lo Zohar, “vivo” significa donare e “morto” significa ricevere.

Nella spiritualità non c’è la vita o la morte. Parliamo di vita e di morte nel nostro mondo perché percepiamo solamente una forma di esistenza e vediamo che questa forma sembra scomparire davanti ai nostri occhi. Noi pensiamo che la vita sia il corpo quando respira, e che la morte sia quando smette di respirare.

Ma per un uomo che incomincia a percepire la spiritualità, questa distinzione risulta molto strana: come è possibile che questa sia l’indicazione attraverso la quale stabiliamo la differenza tra ciò che esiste e ciò che non esiste, tra ciò che è vivo e ciò che è morto? Questo succede perché l’uomo che inizia a percepire la spiritualità si sposta verso una differente percezione dell’esistenza; e le nozioni terrene di vita e di morte per lui perdono di significato.

Se un uomo si sposta verso un livello più importante di percezione, in cui la dazione è considerata la vita e la ricezione è la morte, allora quest’uomo si eleva al di sopra del livello animale verso il livello umano, e per lui la vita significa l’esistenza al livello umano e la morte l’esistenza al livello animato. Egli non collega la vita e la morte all’esistenza del corpo animato.

Allora, il corpo animato scompare dalla sua sensazione, perdendo di significato nella definizione del suo stato, di vita e di morte. Anche se il corpo muore, l’uomo si trova già in un diverso livello di desiderio nella sensazione di vita e di morte rispetto alla spiritualità, ed egli è unito a loro.

Perciò, questo mondo non gli fa più provare delle interruzioni nel processo di sviluppo dell’anima.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’08.07.2011)

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