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Difficoltà a percepire la realtà

Domanda: Dovremmo includere la questione della percezione della realtà nel corso base dell’educazione integrale?

Risposta: Io non insegno questo argomento nel primo corso perché è una questione molto complessa. Dovrebbe essere insegnata con molta attenzione, in modo che non sembri misticismo, new age o come tutte le altre filosofie, oppure solo come delle idee sublimi.

Il materiale per l’insegnare la percezione della realtà dovrebbe essere basato sulla ricerca scientifica seria, che mostra prima di tutto, che è scienza, è fisica, e che questo deriva dal studiare questo mondo e non da alcune fonti antiche e confezionati con le loro conclusioni. Questo significa che non si tratta di qualcosa che sembra semplicemente in questo modo a noi, ma che si basa su dati scientifici. Allora possiamo già mettere insieme una certa immagine della nostra percezione del mondo, dei nostri sentimenti, delle nostre impressioni, l’elaborazione di queste informazioni internamente, come comunichiamo con il mondo, qual è il meccanismo chiamato “Io sono — l’uomo” il significato, e che cosa io vedo.

Ripeto, non ogni persona può percepire questo correttamente. Ho paura che questo problema si può trasformare in un ostacolo e che può evocare il rifiuto o può condurre all’ intorpidimento, a seguito della quale una persona vorrà staccare se stessa e in seguito non percepire o capire più niente, perché non gli parleresti dallo stesso livello da cui le avevi parlato prima dandole spiegazioni dei problemi della vita le quali sono stati presentati in modo coerente. In questo caso, è impossibile abbassare la spiegazione fino al livello di percezione ordinaria di una persona.

Questo problema dovrebbe essere parte della formazione degli insegnanti e ancora una volta non nel senso che essi dovrebbero insegnare questo materiale, ma solo per il loro sviluppo generale.
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Il mondo spirituale – Il mondo delle qualità

Il Creatore non è una personalità. È proibito immaginare qualsiasi cosa del mondo immateriale spirituale. È il mondo delle qualità, non delle forze così come noi intendiamo la parola.

Oggi, quando pensiamo ad una forza, immaginiamo delle forze fisiche. E per il momento, non discuto su questo. Io non voglio correggere questo grado di relazione alla spiritualità perché ci dà una certa sensazione del campo.

Noi vediamo un campo, la sua intensità, le sue caratteristiche e la diminuzione o l’incremento della sua forza che è proporzionale al quadro della distanza. È così che si espande qualsiasi campo fisico. Questo ci dà l’opportunità di operare perlomeno con qualche cosa che esiste intorno a noi in natura o in tecnologia. Perciò, per il momento possiamo immaginare le forze spirituali e il campo spirituale in questo modo.

Ma in generale, il campo spirituale è una qualità, una proprietà, non è nemmeno una forza.

Tuttavia noi diciamo “la forza del ricevere”, “la forza della dazione”, “la collisione”, e così via. In altre parole, parliamo di forze. Ma più tardi sentiremo che si tratta solo di due qualità che interagiscono una con l’altra in questa maniera: la proprietà del Creatore e di chi è opposto a Lui, la proprietà della creatura che Lui ha creato. Interagiscono in modo che tra di loro, tra queste due proprietà, si possa elevare l’uomo, la coscienziosità – è quello che è l’uomo.

E quando si arriva alla materia di questo mondo, qualsiasi fisico quantico ti potrà dire che non c’è materia, non ci sono nemmeno le particelle elementari. Tutto è offuscato, diventa una nuvola, scompare nel nulla e si spande come pelle di zigrino. Non c’è un punto, non ci sono delle forze, niente, solo nuvolosità nel luogo che previamente appariva come particole che esistevano simultaneamente in posti diversi. Cioè, i fisici si stanno avvicinando ai limiti del mondo fisico.

È per questo che è impossibile parlare di qualcosa di figurativo. Al contrario, arriveremo al punto dove tutti i raggiungimenti successivi, che noi chiamiamo spirituali, cioè oltre l’egoismo, non saranno figurativi, ma qualitativi.

Ad esempio, un cane vede il mondo come pezze di odori. E noi percepiremo il mondo non come figure e immagini, ma in una forma di diverse qualità: egoismo più grande, egoismo più piccolo, dazione più grande, dazione più piccola, interazione mentre si colpisce, penetrazione, e così via. Soltanto qualità! Questo è il mondo superiore. E anche noi percepiremo noi stessi in forma di qualità.

Perfino oggi vorresti vedere l’essenza dell’uomo e non il suo corpo.
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(Tratto dal programma TV “Fondamenta della società integrale”, 08.04.2012)

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Irrompere nella realtà multidimensionale

Domanda: Al seminario della Domenica lei ha detto che il centro del gruppo non esisteva prima della rottura dei vasi, perché le tre linee ancora non esistevano, e ora le stiamo formando. Che cosa significa?

Risposta: Abbiamo una collezione di dati, ma dobbiamo raccoglierli insieme in un unico “noi stessi”.

Faccio un esempio. Supponiamo che solitamente utilizziamo l’immagine di un mosaico raffigurante il sole, le nuvole, un prato, e diversi animali e le persone su di esso. E’ una bella immagine. Allora questa foto è stata spezzata in più parti e le parti sono state mescolate.

Ora dovete mettere l’immagine di nuovo insieme, ma non sarà la stessa come quella precedente. Questo perché si sta aggiungendo una componente personalizzata ad esso, la differenza tra ciò che è stato creato dall’esistenza e ciò che è stato creato dall’assenza. In altre parole, la differenza tra il Creatore e la creatura è incorporata nel mosaico, e l’immagine si trasforma da piatta a multidimensionale.

Nella Kabbalah questo viene designato come 620 volte oltre. Tuttavia, questo non sta parlando di un’aggiunta quantitativa, ma di nuovi dettagli nella percezione della realtà.
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(Dalla 1a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.05.2012)

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Tutti i cambiamenti sono dentro di me, non al di fuori

L’umanità si è sviluppata per millenni, ma in quale direzione? Se guardiamo la natura, vediamo che essa tende verso l’equilibrio. Caldo e freddo, pressione e vuoto, si bilanciano uno con l’altro.

Tutti i fenomeni naturali tendono verso l’equilibrio delle forze e l’inclusione reciproca, poiché questo è lo stato più costante e stabile, libero dalla pressione. Alla fine, tutto sarà in equilibrio. Da questo possiamo comprendere ciò che ci dicono i Kabbalisti riguardo alla nostra situazione e sul fatto che dobbiamo raggiungere lo stato di equilibrio con il Creatore, con la natura, giacché il Creatore e la natura sono la stessa cosa.

Che cosa significa arrivare allo stato di equilibrio con Lui? Il Creatore è l’attributo di dazione e amore, e noi dovremmo raggiungere la stessa cosa che ci piaccia o no. Il Creatore ci dona costantemente, e dall’interno, mette in funzione il “motore” del nostro ego crescente in modo che sentiamo che siamo sotto una pressione crescente, in uno stato che è in disequilibrio crescente con il Creatore.

Questo ci costringe a fare qualche cosa. Fino ad ora e sempre nel corso della nostra storia, cioè del nostro sviluppo, abbiamo cercato di bilanciare la pressione con l’aiuto di diverse tecnologie, strutture sociali, abitudini e mezzi per proteggerci dal caldo e dal freddo, dalla pressione e da altri cambiamenti del genere.

La natura è costante, mentre noi siamo in costante sviluppo dall’interno da una catena di Reshimot (reminiscenze) che cambiano costantemente. La nostra resistenza verso la natura cresce costantemente.

Tutti i cambiamenti hanno luogo dentro di noi. Anche se vediamo i cambiamenti nel mondo esteriore, come periodi geologici e storici, generazioni e quant’altro, tutto ha luogo dentro di noi.

Noi irradiamo questa realtà verso l’esterno, anche se all’esterno non c’è niente. Una persona è una “scatola” chiusa, e il disegno del mondo è dipinto al suo interno. Tuttavia, lei sente questo disegno come se fosse all’esterno.

In maniera similare, i nostri occhi capovolgono questa immagine. L’occhio coglie il mondo intero in maniera opposta, e poi il cervello la gira di nuovo. Se ci mettessimo degli occhiali che fanno la stessa cosa, dopo un po’ il cervello si abituerebbe e metterebbe il disegno nella giusta direzione. Questo illustra il fatto che tutti i cambiamenti hanno luogo dentro di me, e non all’esterno.

Perciò diciamo, com’è scritto: “Non esiste nulla tranne Lui”, l’unica forza costante che opera e mi influenza. Lui ha preparato tutte queste Reshimot (geni informativi) dentro di me, e tutto quello che scopro nella mia vita, nel mio mondo, nella mia realtà, sono il risultato delle mie Reshimot. Sono responsabili di tutto ciò che posso vedere, udire, gustare e sentire.

Devo cercare costantemente di ricordare questo, se c’è qualche cosa da cambiare, sono io. Il metodo Kabbalista non è inteso per la correzione del mondo, ma, con il suo aiuto, una persona corregge sé stessa e la sua propria percezione. E quindi, malgrado la conoscenza comune, se una persona vuole entrare nel disegno spirituale, deve focalizzare di nuovo la propria visione.

I disegni tridimensionali si basano sullo stesso principio. Per poterli vedere, la persona deve focalizzare di nuovo la propria visione. Come facciamo a cambiare la focalizzazione per poter vedere il nuovo strato della realtà? È molto semplice. Dobbiamo accettare il mondo come una realtà controllata da una forza e che tutti i cambiamenti hanno luogo attraverso le mie Reshimot.

Io cerco costantemente di percepire e di comprendere la situazione, che sono sempre davanti a quest’unica forza dentro di me e che le Reshimot, che cambiano costantemente dentro di me, sono opposti a questa forza. Allora, io devo raggiungere l’equilibrio del quale parliamo in ogni momento della mia vita.

La legge principale della natura è questa, nonostante tutto ciò che è evocato dentro di me, io costruisco me stesso in modo da somigliare al Creatore il più possibile, e non essere diverso da Lui nei miei attributi. Questa è la cosa principale.

Raggiungendo il livello attuale, io mi innalzo al livello seguente. Quindi, io mi equilibrio con il Creatore in ogni parametro, in tutti i 125 gradi, diventando totalmente uguale e simile a Lui, e raggiungendo l’equilibrio totale.

Nell’insieme, è uno schema semplice. Il mondo è costante, ma cambia dentro di me, lo colora di nuovo ogni volta, ed io devo essere in equilibrio con la forza che dà e stabilizza il disegno attuale per me.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso One di New Jersey, 12.05.2012)

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Connessione attraverso il controllo centrale

Domanda: Esiste una nostra realtà collettiva, oppure ognuno costruisce la propria realtà individuale?

Risposta: La nostra realtà collettiva esiste analogamente al modo in cui sentiamo noi stessi vivere in un unico mondo, ma ognuno lo sente in modo diverso. Noi non possiamo neanche misurare in che modo le nostre sensazioni di questo mondo sono diverse. Nella nostra superficialità, noi non possiamo essere inclusi nei desideri degli altri, io non riesco ad entrare nel vostro desiderio e voi non potete entrare nel mio desiderio. Ognuno ha il suo punto elementare, che determina l’unicità della sua personalità, e che ha ricevuto da parte del Creatore.

Il Creatore è il nostro comune denominatore, il fattore che ci unifica. Solo attraverso di lui possiamo collegarci. Pertanto, il centro del gruppo è il punto di partenza di quel luogo, che è chiamato il Creatore o un desiderio in cui egli è rivelato.

Solo in questo punto centrale possiamo comprendere uno all’altro, e nello stesso tempo, scopriamo che non saremo mai in grado di sentire ciò che sta realmente accadendo nel desiderio di un amico e che cosa lui sente. Ci colleghiamo con l’altro solo attraverso il Creatore, e anche allora è inconsciamente!
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.05.2012, Riguardo il Workshop)

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Un cambio interiore

Il semplice fatto che una persona studia secondo il metodo dell’educazione integrale la cambia in modo tale che il suo paradigma e i suoi sentimenti cambiano il mondo in cui vive, e sente il mondo come un luogo completamente diverso. Possiamo dire che con la creazione di un mondo immaginario per una persona, cambiamo la sua natura, ed i parametri psicologici interni. Nel complesso, oggi ci sviluppiamo in una maniera assolutamente bestiale e vediamo che non possiamo continuare ad esistere in questo modo. Questo significa che possiamo cambiare il mondo solo per la nostra percezione e questo è ciò che stiamo facendo.

Qui cominciamo già a sentire che nella persona avviene un cambio reale, profondo e interiore, e possiamo vedere come cambia internamente e come il mondo intero diventa diverso. La vita è fondamentalmente una sensazione di qualcosa che realmente non esiste: è semplicemente come la senti.

Quindi dobbiamo eseguire costantemente un lavoro psicologico molto serio, nei seminari, conoscerci, nei nostri sentimenti, nelle definizioni: Cosa significa la realtà, relativamente e oggettivamente, cosa è una società, chi sono io, e qual è lo status che dobbiamo mantenere dato che tutto è in continua evoluzione ed è molto vago? Improvvisamente il mondo ed io diventiamo qualcosa di indefinito, dipendente, dove si può guidare una persona in ogni direzione che si desidera: Dove saremo?

Dobbiamo avere questa sensazione perchè da un lato si riferisce alle opzioni che una persona ha, dall’ altro questi sentimenti dovrebbero essere liberi, e una persona deve sentire che può cambiare il mondo e sé stessa e legarsi agli altri. Anche gli altri percepiranno questo mondo che in realtà è una minuscola immagine che è congelata nella nostra immaginazione, nella nostra impressione e può essere cambiata.

La cosa principale è dipingere l’immagine giusta per una persona e ciò che dovrebbe essere: un’uscita completa da sé stessa verso l’esterno e la sensazione dell’unica forza della natura, che è la forza di dazione e amore, di bontà e cooperazione reciproca. Quando noi rendiamo stabile quest’immagine, questa sensazione, nella mente di una persona e la società la supporta, iniziamo a cambiare senza paura, e lì ci sarà effettivamente una transizione interna dalla percezione egoista della realtà (dentro di me), alla percezione esterna (da me).
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(Tratto da una conversazione sull’educazione integrale” 27.02.2012)

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Il matrimonio in accordo ai calcoli spirituali

Se io potessi sbirciare fuori dal mio piccolo involucro e osservare dove mi trovo in questo mondo globale, come tratto tutta l’umanità, che come una sola anima attraversa stati differenti, per avvicinarsi al suo stadio perfetto, io percepirei la mia vita in maniera diversa. Non potrei osservare la mia vita personale, una vita che è tanto piccola come la vita di una formica, di cui non si dovrebbe tener conto in assoluto.

Se ti includessi nel grande processo globale assieme agli altri, sentiresti che stai nel fluido infinito della vita. Intanto dovremmo apprendere cosa fare al fine di percepire l’eternità della natura ed esserne inclusi. Allora da quest’altezza sarai in grado di risolvere tutti i tuoi problemi personali.

Ma se noi trattiamo di risolverli al livello corporale ordinario, non saremo capaci di risolvere niente. L’evidenza di ciò sono tutti i vani tentativi di correggere l’attuale situazione che hanno i governi in carica. Non ci sono altre vie per correggere il nostro stato personale, con l’eccezione dell’educazione e della formazione integrale.

Inoltre, una donna che si sente molto male perché non riesce a trovare un partner con cui costruire una famiglia ed avere figli, dovrebbe capire che è così che la natura vuole obbligarla a restare inclusa nell’intero mondo come una donna.

Come risultato di essere inclusa nel mondo, che è il risultato dell’educazione integrale, lei comincia a capire la connessione che dovrebbe tenere con gli altri. Comincia a sentire quanto buona è questa connessione reciproca con il mondo.

Allora lei conoscerà l’uomo adeguato e loro cominceranno a capire come possono sostenersi tra loro, l’uno con l’altro, al fine di elevarsi al livello spirituale e cominciare ad essere uno, nonostante il fatto che possano rimanere differenti e restare ognuno con il proprio ego.

La percezione personale cambia all’istante, tutto funzionerà nell’immediato. Loro vorrebbero essere maggiormente connessi e avere figli in modo che la connessione mutua possa essere implementata spiritualmente. Questo spirito li obbligherà a formare una famiglia.
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(Tratto da una conversazione del programma “Una nuova vita” n.19, 02.02.2012)

Fino a che l’ombra non scomparirà

Shamati #8: ”Qual è la differenza tra l’ombra di Kedusha e l’ombra di Sitra Achra”: E’ scritto (Cantico dei Cantici, 2), “Fino a che il giorno respiri, e le ombre fuggano via.” Noi dobbiamo comprendere cosa sono le ombre nel lavoro. Il fatto è che quando uno non sente La Sua Provvidenza, che Lui dirige il mondo essendo “Buono e benefattore”…

Il governo del Creatore è assolutamente buono. Questo è il raggiungimento che dobbiamo raggiungere. Il Creatore è immutabile e noi non stiamo aspettando per Lui in ogni caso. E’ scritto,”Io non cambio Me Stesso”. Uno che è eternamente buono e agisce benevolmente non può diventare differente. Lui è assoluto e la Sua dazione è costante. La Luce Superiore è in assoluto riposo e riempie il tutto.

In ogni caso, noi riveliamo che l’Uno è buono e compie il bene cambiando le nostre percezioni, così noi andiamo da un infinito negativo, da una realtà che appare peggiore della morte, ad un infinito positivo, il bene più grande, e quindi, nonostante le difficoltà delle nostre sensazioni, al di sopra di loro, per sentire che tutto è bene. Queste sono le caratteristiche dello schermo (Massach) e la percezione che dobbiamo raggiungere.

Nel desiderio egoistico noi sentiremo i peggiori stati possibili, che non potremmo nemmeno immaginare, e ancora, al di sopra dei nostri desideri, noi correggeremo noi stessi per capire e sentire che questa è la miglior cosa possibile. Questo è il tipo di differenza che deve aprirsi tra le nostre sensazioni all’interno del desiderio e quello che riveliamo consciamente.

Il creatore non cambia. Lui ci manda costantemente stati che diventano più difficili e spiacevoli, sia per il corpo animato sia per l’anima, quindi al di sopra di essi noi formeremo la percezione opposta, permeata di dazione e amore. Attraverso l’attuazione della dazione, precisamente al di sopra di tutte le pesantezze rivelo la volontà benevola del Creatore e arrivo ad identificare me stesso con Lui.

Così, una persona rivela la vita spirituale solo attraverso l’esperienza nelle difficoltà e cattive circostanze. In alternativa, non potrebbe separarsi dal nostro mondo ed entrare nella spiritualità.

Oggi questo processo sta prendendo dimensioni globali. Questo perché finora abbiamo sviluppato l’egoismo comune, prima in forma lineare, e poi negli ultimi 200 anni, esponenzialmente. Comunque, l’egoismo non ci connette ancora l’uno all’altro in un tutto globale ed integrale. Ma oggi l’intero mondo è un gruppo che è disconnesso, rotto e presenta la necessità della correzione.

Questo gruppo si divide in due parti:

– Il “99 percento,” che diventa sempre più interconnesso, e interdipendente con il passare dei giorni, e più ristretto nella vita. Questo viene espresso differentemente dappertutto, e la tendenza stessa emerge solo di recente, ora si sta sviluppando a grande velocità.

– Il gruppo all’interno di questa società, è “l’uno percento.” Il gruppo intero è differenziato dai suoi desideri per raggiungere il segreto dello sviluppo: perché questo succede e a quale scopo? Cosa ci succederà? Qual è la ragione del processo attuale? Come possiamo controllarlo, o almeno andare avanti con lui?

Così è dove arriviamo alla nozione di un’ “ombra”, fa si che la vita di una persona sia difficile e scagli al di sopra di lui un carico che diventa sempre più pesante, deprivandolo di interesse nei piaceri consuetudinari. Alla stessa maniera, una persona che desideri avanzare spiritualmente sente pesantezza nella sua comprensione e coscienza e presenta un periodo difficile ricordando l’importanza del cammino e dello scopo. Tutto questo avviene per poter capire che dobbiamo prendere le redini nelle nostre stesse mani, e tutte le difficoltà sono invocate dall’inclinazione maligna, originata dal Creatore. La Luce Superiore costantemente ci porta nuovi problemi e via via più pesanti, così noi possiamo vedere l’”ombra” in questo e ascendere sopra di esso.

Il fatto è che quanto uno non sente la Sua Provvidenza, che Lui governa il mondo in un modo “Buono e benefattore”, è considerata come un’ombra che oscura il sole. In altre parole, così come l’ombra corporale che oscura il sole non muta in ogni caso il sole, e il sole brilla alla sua massima potenza, alla stessa maniera colui che non sente l’esistenza della Sua Provvidenza non induce nessun cambio in Alto.

L’attitudine del Creatore verso di noi rimane la stessa, assolutamente benevola, ed è solo la nostra sensazione che induce un cambiamento affinché possano venir fuori dubbi e domande, continuando ad accettare il governo del Creatore buono al 100%. Quando completiamo un’ascesa, ci viene mandata un’ombra maggiore, quindi maggior pesantezza, confusione, dubbi, e spine attorno agli amici. Comunque non importa cosa arrangia il Creatore tra di noi, noi dobbiamo unirci e comprendere che tutto viene da Lui. Non c’è niente dietro di Lui. E in ogni caso, in ogni momento dobbiamo realizzare la Sua Bontà.

Se noi non completiamo il momento attuale con la sensazione di Colui che è buono e produce il bene, noi non avanzeremo fino a che non superiamo il gradino corrente. Di conseguenza, in qualsiasi stato noi faremo esperienza di cattive sensazioni, confusione, e mancanza di energia per andare a lezione, mancanza d’interesse nel cammino e all’unificazione con il gruppo. Questo avviene costantemente, e se noi non ci concentriamo in ogni momento, lo scopo immediatamente scompare. Questo perché il nostro desiderio egoistico lavora senza fermarsi, come un contatore con le ruote sempre in movimento. Questo “addensa” il nostro desiderio così sprofondiamo nella vita del nostro mondo.

Come risultato, se noi non aiutiamo la connessione, se non ci aiutiamo l’un l’altro, se non ci “aggrappiamo con le unghie”, allora ci disperderemo in ogni direzione. I gruppi cadono a pezzi e improvvisamente non possiamo trovare niente dalle fondamenta. Questa è la definizione di “ombra” – libertà dagli obblighi del passato, mancanza di sensibilità, che improvvisamente filtra attraverso di noi come una nebbia spessa, che sommerge tutto nell’oscurità. Questa oscurità ci nasconde l’obiettivo, l’importanza dell’unione e il cammino spirituale.

Alla fine, tutte le ombre – esterne ed interne, private e generali, arrivano nell’ordine di farci impegnare, di farci lavorare nonostante le loro azioni e al di sopra di essi per rivelare il coinvolgimento, l’unificazione, la connessione, ed eventualmente – il Creatore, Colui che è buono e fa il bene. Anche se non vediamo chiaramente il Creatore e il Suo governo, tuttavia, attraverso un’analisi con i nostri sentimenti e la nostra mente, arriviamo a questa sensazione. Questa è la conclusione del livello attuale nel quale correggiamo l’inclinazione al male che il Creatore ci ha dato.

L’inclinazione maligna emerge solamente tra le persone che vogliono unirsi, che hanno l’intenzione di correggere la rottura. Non si rivela alla massa, al “99 percento”. Loro non possiedono l’inclinazione maligna. Loro non vogliono unirsi gli uni agli altri per correggere la rottura spirituale. Solo noi possiamo passare attraverso questa correzione, annettendoci agli altri.
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(Dalla lezione in Brasile del 3.05.2012, Shamati #8)

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Separate voi stessi dal vostro stesso io

Domanda: Quando ho iniziato a studiare la Kabbalah un anno e mezzo fa, ho sentito quanto amo la gente, e quanto la gente mi ama. Ora, ho una sensazione molto strana e cioè che effettivamente non tratto bene la gente e che anche la gente non è troppo buona con me. Sento dell’ostilità da parte degli uomini, anche da parte di coloro che studiano la Kabbalah. Cosa dovrei fare con questa sensazione?

Risposta: Quando una persona studia la Kabbalah, attraversa ogni genere di stato. Una persona deve attraversare gli stati in cui odia tutti, li allontana, e in cui sente che anche tutti gli altri la trattano in questa maniera – con scaltrezza, con secondi fini, e così via. Questa persona attraversa tutti gli stati che possono esistere in ogni persona del mondo.

Una persona che consegue il mondo superiore deve attraversare assolutamente ogni cosa che l’umanità affronta. L’individuo e l’insieme sono uguali e, dunque, non c’è alcuna sensazione, alcun avvenimento interiore, alcuna intima analisi che una persona non attraversi o di cui non faccia esperienza.

Dobbiamo capire che abbiamo bisogno di tutto questo in modo da poter rimettere insieme dentro di noi quelle proprietà che servono per stabilire un equilibrio tra noi ed il mondo intero.

Tuttavia, dobbiamo guardare da lontano tutti questi accadimenti e sensazioni che affrontiamo dentro di noi. In altre parole, io mi dovrei osservare da lontano. Cosa significa “io”? Una certa creatura, che in questo preciso momento sta attraversando certi stati, e alla quale viene mostrato chi essa è, come percepisce il mondo, e così via. E’ come se in questo caso partecipassi ad un esperimento. L'”IO” è il mio corpo, le mie qualità, il mio carattere. E chi sta conducendo questo esperimento? Il punto nel cuore che è al di fuori di me. Io sto cercando di tirarlo fuori, di essere come un ricercatore rispetto al mio stesso io, per guardare a me stesso e per vedermi come se mi fossi accanto.

Se una persona riesce a farlo, fa dei grandi passi in avanti e progredisce rapidamente. In nessun caso ci dovremmo identificare con il nostro io, perché non è noi, è il Creatore! Egli ha creato il desiderio, ed Egli muove questo desiderio come meglio crede. Ma io non devo considerarmi un giocattolo e mettermi da parte a guardare come Egli gioca.

Allora, perché mi sento come se il desiderio fosse il mio? Al fine di capire e percepire veramente come Egli gioca, ci è stata data una sensazione che è nostra, altrimenti l’avremmo ignorata: “Che senso ha, Egli sta soltanto giocando con degli animali, delle piante e delle rocce”. Tutto è compreso nel dominio del Creatore, una singola forza governa ogni cosa. Ma quando Egli governa su di me: Oh, adesso è tutta un’altra storia!

Sono in grado di considerare tutto quello che Egli controlla come fatto da Lui e non da me? La capacità di “separare” noi stessi dal nostro proprio io e di guardarci come se fossimo fuori da noi stessi, è la condizione per andare avanti rapidamente.

Allora, non siamo noi! Guardiamo soltanto a quello che Egli fa con noi. Proviamo!

Avanzando in questo modo, saremo in grado di separare noi stessi tra il ricercatore (questo punto diventerà la nostra linea di destra) e l’egoismo, che continuerà a crescere sempre dentro di noi (linea di sinistra) in opposizione al ricercatore. Tutto questo è necessario.

Questa è la ragione per cui diciamo, “Non esiste nessuno tranne Lui”, a parte il Creatore. Perché? Se ci fosse qualcuno a parte Lui questo starebbe ad indicare me. Così non va bene. In questo modo non sto percependo la realtà correttamente.

“Non c’è nessuno tranne Lui”: ciò significa che a parte il punto che Egli mi ha dato (il punto nel cuore), tutto il resto è Lui, mentre il punto nel cuore mi viene dato perché io sia indipendente ed autonomo. Ciò significa che io lavoro per tirare fuori questo punto, ma tutto il resto è Lui. Il mio carattere, le mie qualità, tutto quanto proviene da Lui. Questo è il modo in cui dovrei percepire ogni cosa. Io mi devo identificare con il punto nel cuore. Eleviamo questi punti al di sopra di noi stessi e uniamoli. E tutto il resto, il nostro egoismo, il nostro corpo, rimarrà di sotto.

Dunque, proviamo a separare sempre noi stessi in questo modo, e allora non avremo problemi con il mondo. Naturalmente, io sono un egoista, e sono cattivo, e odio gli altri, e gli altri mi odiano. Tutto quello che mi appare, mi appare attraverso il mio corpo, che in realtà non è mio – è il modo in cui il Creatore me lo sta mostrando. Questo è il lavoro da fare.
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(Da Kab.Tv “Le basi di una società indivisibile” 26.02.2012)

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Il domani parte da oggi

Il tempo, il movimento e lo spazio non esistono. Siamo noi che, nella nostra coscienza, chiamiamo la nostra percezione con alcuni parametri come anni o tempo, ed in altri casi come movimento e spazio. In base a questo vediamo un certo quadro davanti a noi.

Tuttavia, non c’è nessun miliardo di anni al di fuori di noi. Se chiedessimo se c’è stato un “ieri”, è necessario stabilire cosa “ieri” o un migliaio di anni fa significhino. Cosa vuol dire “c’è stato”? E’ adesso che percepisco questi stati e li chiamo “ieri”, “l’altro ieri” o “domani”. Se separiamo questo punto dell’ “Io, colui che percepisce” da questo, non rimarrà niente.

Noi ci preoccupiamo solamente su come uscire da questa illusione. Siamo completamente confusi e non c’è alcun bisogno di discutere cosa sta succedendo. Abbiamo solamente bisogno di cercare il modo di elevarci al di sopra di queste percezioni e comprensioni materiali, e allora sentiremo e comprenderemo la verità e saremo in grado di giudicare il nostro stato. Ma intanto che ci troviamo ancora dentro, non siamo in grado di giudicarlo; è assolutamente inutile.

Partiamo da questa realtà perché dobbiamo correggerci mentre ci troviamo dentro di essa. Rivolgendomi a voi, essenzialmente sto correggendo me stesso. Ci sono certe immagini di voi che sembrano essere separate o anche opposte a me. Ma, in realtà, è la mia parte inseparabile che vedo ed io devo correggerla. Io vedo tutte le mie parti riflesse in voi come se mi fossero apparentemente estranee; questo è ciò che viene chiamato la frantumazione. E non appena mi correggo, tutte queste parti si connettono.

E anche se fossi al primissimo livello, otterrò un quadro corretto del tempo, movimento e dello spazio perché apparirà dentro di me una dimensione più elevata. Incomincerò a percepire cosa significano le qualità spirituali; in qualche misura, incomincerò a sentire cosa sono le qualità spirituali, le tre coordinate dello spazio ed il tempo. Imparerò che il tempo è una catena di cause ed effetti senza alcuno intervallo che scaturiscono da azioni meccaniche.

Con il concetto della spiritualità che abbiamo creiamo dentro di noi il tempo e definiamo la sua velocità attraverso le nostre correzioni. Non misuriamo il tempo con la rotazione dei pianeti fisici l’uno intorno all’altro per alcuni giorni, mesi o anni. La rotazione di un corpo cosmico intorno ad un altro definisce il concetto di tempo in base al quale vivo? Devo vivere in base al movimento delle rocce dello spazio le une intorno alle altre?

Non esiste il tempo nel mondo spirituale. Ogni singola azione avviene immediatamente di seguito ad un’altra. Si compie un’azione, si provoca un impulso, si ha l’azione successiva, un altro impulso, senza alcun ritardo o indugio tra loro. Non prendiamo in considerazione come la Terra, la Luna, o il Sole ruotano in un preciso momento.

La radice del problema è che ancora non percepiamo il tempo spirituale. Ma nel momento in cui entreremo nella spiritualità, anche al primissimo livello, incominceremo a percepire il mondo attraverso nuove categorie. Non sarà un’illusione, ma una reale sensazione.

Nello stesso modo in cui percepiamo questo mondo intorno a noi nella nostra percezione interiore, otterremo un ulteriore quadro che ci darà delle nuove definizioni. Fino alla fine della correzione, vivremo in due dimensioni: nella dimensione di questo mondo e nell’ulteriore dimensione del mondo spirituale.

Infatti, fino a quando non saremo completamente corretti, alcune parti del livello più basso di questo mondo continueranno a rimanere dentro di noi. Riveleremo e tireremo fuori da questo “Egitto” delle qualità sempre più nuove e le correggeremo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2012, La porta delle intenzioni)

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