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Se ci troviamo in un “Matrix”, come possiamo contattare il suo Creatore?

Nelle notizie (da news.com.au): “Gli scienziati dell’Università di Washington stanno conducendo esperimenti per scoprire se l’universo esiste all’interno di una simulazione al computer in stile Matrix creato dal supercomputer del futuro.

“L’esperimento potrebbe dimostrare che siamo solo pedine in una sorta di gioco per il computer più grande.

“Allora, chi ha creato questi super computer che potrebbero ipoteticamente avere potere sulla nostra esistenza?

“Il professor Martin Savage, uno dei fisici che lavorano al progetto dice che è poco chiaro.

Egli ha affermato: “Immaginate la situazione in cui possediamo un computer abbastanza grande che ci permetta di simulare il nostro universo, e iniziamo una simulazione sui nostri computer. Se questa simulazione durasse abbastanza a lungo, e avesse le stesse leggi del nostro universo, allora all’interno delle simulazioni emergerebbe qualcosa di simile al nostro universo, e la situazione si ripeterebbe all’interno di ogni simulazione”.

“In poche parole i fisici prenderebbero in considerazione la distribuzione dei raggi cosmici di altissima energia, al fine di cercare di individuare i modelli che potrebbero suggerire che l’universo è la creazione di un po’ di tecnologia informatica futuristica.

“Se si scoprisse che siamo giocatori in una sorta di programma per computer, il fisico ha suggerito che potrebbe esserci un modo di pasticciare con il programma, e giocare con le menti dei nostri creatori – il tutto, si capisce, in nome della scienza”.

Il mio commento: La Kabbalah rivela il programma di creazione del nostro mondo, dobbiamo dominarlo, e cambiare noi stessi in base ad esso, per rivelare il creatore di questo programma, per capire le sue intenzioni, motivazioni e obiettivi. E poi, dopo la correzione, il che significa la piena padronanza delle proprietà del creatore del programma, sviluppare al di fuori del “matrix”, nel mondo dell’infinito, cioè, possibilità illimitate.
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La distanza non conta

Domanda: Che cos’è un gruppo? Si tratta di corpi fisici o del mio atteggiamento interiore?

Risposta: È preferibile che io li veda come corpi fisici. È auspicabile che io li percepisca con i nei miei cinque sensi.

Quando passeremo al livello successivo, e ci troveremo su un vero livello consapevole di connessione reciproca, la distanza sarà priva di significato. Questo significa che raggiungeremo un livello che i fisici descrivono come esistente al di là del tempo e dello spazio, in cui operano certe forze e certi mondi. Ed effettivamente è così! Gli scienziati si sono avvicinati a questa barriera e ammettono: “Sì, è possibile che ci sia qualcosa al di là di questa barriera, ma che cosa? Non lo sappiamo. La sensazione lì scompare e diventa impossibile studiare le cose. “

Nel nostro caso, tuttavia, questo non avviene. Se entrassimo nella stessa area, la distanza e il sentimento non ci importerebbe. Non ho bisogno di vedere nessuno, io sento la forma di una persona, la sua dazione, e come sono connesso a lui nel dare in maniera reciproca: Egli può essere superiore e io inferiore (non fa alcuna differenza), ma siamo già in un diverso livello di connessione tra di noi.

Per me quindi le distanze non contano e non percepisco se si tratta di un uomo o di una donna, di un adulto o di un bambino, non mi importa se in questo mondo siamo connessi. Io percepisco le precedenti generazioni di Kabbalisti che si trovano in questo sistema, che si sono sviluppati e che sono  rimasti in loro. Ho già una sensazione diversa, degli occhiali diversi.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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Dietro il doppio schermo

Domanda: Non mi basta sapere che tutto proviene dal Creatore. Dopo tutto, in tal caso, posso godere di questa “immagine”, senza fare domande. D’altra parte, se ho una domanda, supero tutti gli ostacoli per cercare una risposta.

Risposta: È vero. Una persona deve controllare costantemente se stessa.
Baal HaSulam scrive di questo nell’articolo, “Occultamento e rivelazione del Volto del Creatore“: una persona prega e fa la carità per i propri problemi, ma non esiste risposta di sorta …

Una persona controlla se stessa e vede che non riesce in nulla. Tuttavia, è ancora connessa al Creatore poiché altrimenti non pregherebbe Lui e non farebbe la carità.

Ed è proprio quando si smette di pregare per i propri problemi, che arriva la risposta. Ogni volta che supera, crede nella Provvidenza, e migliora le sue opere, la fortuna si allontana da lui e lui ricade senza pietà.

Una persona può fare inchieste serie, cercare di fare tutto nel modo giusto, e vedere i risultati opposti. Questo viene chiamato “doppio occultamento”.

E quando egli nega e comincia a peggiorare le sue opere, ottiene un grande successo ed è molto sollevato. Una persona non trova il proprio sostentamento con le buone maniere.

Una persona può avanzare in modi subdoli ed essere circondata da criminali di successo e allora il buon ambiente sembra un ambiente povero, stupido, deprivato.

Quando la Provvidenza dispone le cose in questo modo per una persona, si parla di “occultamento all’interno dell’ occultamento.”

Tuttavia, egli comprende questo ed è consapevole di ciò che sta accadendo. Così, dopo tutte le indagini ed i tentativi, una persona, se stessa, comprende in modo chiaro e preciso in quale occultamento si trova per quanto riguarda il Creatore: se si tratta di un singolo o di un doppio occultamento.

Dobbiamo fare questo ogni minuto e in ogni situazione. È possibile. Baal HaSulam ci dà istruzioni chiare su come arrivare allo stato reale, al collegamento reale con il Creatore.

Quando la Provvidenza dispone le cose in questo modo per una persona, si parla di “occultamento all’interno dell’ occultamento.” Questo perché poi uno crolla sotto il proprio peso e non può continuare a rafforzare la convinzione che i propri dolori provengono dal Creatore per qualche motivo nascosto. Infine, non riesce, diventa eretico, e dice che il Creatore non veglia su nessuna delle sue creazioni.

Questo non è nemmeno doppio occultamento in quanto il Creatore è totalmente assente dall’ immagine del mondo.

E tutto ciò che traspare, traspare dal destino e dalla natura cieca. Questo non è vedere neanche la parte posteriore.

Pertanto, nel momento in cui mi sveglio, comincio subito a controllare me stesso e lo stato in cui mi trovo. Chiaramente, si può dire un paio di benedizioni automaticamente o cantare una canzone, ma, nel complesso, la bilancia non dovrebbe essere la musica o le benedizioni che altre persone hanno composto, ma la mia.

Così, poco a poco capisco che, alla fine, tutto dipende dall’influenza dell’ambiente. Poi, scopro che mi devo sottomettere all’ambiente, perché questo è quello che mi tira in avanti mediante il doppio occultamento e l’occultamento singolo verso la rivelazione del Creatore. Solo l’auto-sottomissione davanti al gruppo mi porta la Luce che Riforma.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Connettere l’intero mondo al Creatore

Il punto principale che noi dobbiamo costantemente tenere in considerazione come nostro obiettivo interiore è il principio di “Non c’è nessuno tranne lui. Il Creatore è la ragione per ogni stato, ogni pensiero, ogni percezione, per tutto ciò che ci accade. Esiste solo una forza che gestisce me e il mondo intorno a me, e non c’è nient’altro oltre a questo.

Questo significa che io, attraverso il mio collegamento con il mondo, in ogni momento, in ogni evento e in ogni azione, sia internamente che esternamente, devo raggiungere la comprensione che “Non c’è nessuno tranne lui” all’interno del cerchio globale. Questo è chiamato adesione con il vaso generale. Questo è il nostro lavoro, ed è questo ciò su cui ci concentriamo.

Tuttavia, il mondo è grande, e, quindi, iniziamo con il gruppo (1), e poi si passa al resto del mondo (2). Devo collegarmi con il gruppo attraverso diversi casi e problemi, e dovrebbe essere la cosa più importante per me, ora. Quando mi rivolgo al gruppo, mi devo anche ricordare il mondo come la seconda parte del mio lavoro.

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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2012, “Il ruolo della nazione di Israele”)

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Nomi con un contenuto interiore

Baal HaSulam, L’Essenza della Saggezza della Kabbalah: le cose reali si trovano anche nella realtà corporea sotto i nostri occhi, anche se non abbiamo né la percezione né l’immagine della loro essenza. Tali sono l’elettricità e il magnetismo.

Tuttavia, chi può dire che questi nomi non sono reali quando conosciamo vividamente e in maniera soddisfacente le loro azioni? Non potremmo essere più indifferenti al fatto che non abbiamo la percezione dell’essenza del soggetto stesso, vale a dire l’energia elettrica stessa.

Nell’ “Introduzione al Libro dello ZoharBaal HaSulam ci dà l’esempio dell’acqua, che può essere raffreddata fino a quando non diventa solida o che può essere portata allo stato di vapore fino a non essere vista. In altre parole, non si può giudicare in base alla nostra percezione se qualcosa esiste o meno, non importa quello che è. Ciò è particolarmente vero nei nostri tempi, quando abbiamo scoperto diverse frequenze, fenomeni quantistici, batteri e altri fenomeni che non possono essere sentiti.

In effetti si vede che è molto più complicato rispetto al quadro che è rappresentato dai nostri grossolani cinque sensi. Non posso limitare oltre il mondo  questi sensi. Il mondo intero, in effetti, non è materia, ma onde ed energia, e sono anche la stessa cosa.

Attraverso lo studio di diversi fenomeni, assegnamo loro un nome in base ai nostri sentimenti. In passato, ad esempio, una persona guardò una montagna e disse: “È una buona idea quella di far crescere alberi di ulivo sulle pendici di questa montagna”. Da allora quel monte si chiama: “Monte degli Ulivi”. C’è un realizzazione spirituale in tutto questo? No. Ma d’altra parte, l’idea non è venuta a caso, ma secondo l’ordine delle Luci dei vasi. Non vi è alcuna possibilità, i nomi provengono sempre da qualche realizzazione, in questo caso una realizzazione corporea. I Kabbalisti scoprono fenomeni della realtà spirituale nei loro sentimenti e di conseguenza li chiamano con nomi. Per di più, questi nomi sono riempiti con un ricco contenuto interiore che si è stabilizzato in diversi aspetti, processi, e componenti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.11.2012, L’essenza della Sagezza della Kabbalah”)

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L’attuale fase di sviluppo della Kabbalah

Le più recenti fonti scritte della saggezza della Kabbalah sono datate circa 500 anni fa. Questi sono i libri scritti dal Santo ARI. Circa 20 volumi dei suoi scritti rivelano nel dettaglio l’intero sistema di controllo di questo mondo e la sua interazione con il mondo superiore.

I libri dell’ ARI spiegano non solo il modo in cui questo mondo è controllato dalle forze superiori, ma anche il nostro impatto su di loro, l’influenza inversa, e come questo influenza ancora una volta l’innesco delle azioni delle forze superiori su di noi. I libri dell’ ARI descrivono tutte queste interazioni tra il controllo superiore e noi, il nostro libero arbitrio, i nostri destini, le precedenti reincarnazioni e così via. Essi forniscono una descrizione molto seria e dettagliata di tutto quello che c’è.

Tuttavia, si sono rivelate insufficienti. Nel XX secolo (400-500 anni dopo l’ARI), un altro Kabbalista, Baal HaSulam (“il padrone della scala” in ebraico), appare. Perché? Perché lui ha descritto dettagliatamente la “Scala” che uno deve salire per ascendere da questo mondo, dallo stato massimo in cui una persona ordinaria si ritrova, al culmine del suo sviluppo.

Non si tratta di crescita fisica, nemmeno si parla del suo sviluppo intellettuale. Vediamo che non c’è niente di cui vantarsene in questo mondo. Piuttosto, si tratta di avanzamento che ognuno di noi deve compiere: per raggiungere il mondo superiore, il sistema di controllo. Si tratta della nostra realizzazione del mondo eterno, perfetto, che è oltre la nostra percezione. Baal HaSulam ha presentato una metodologia moderna che noi stiamo usando in questo momento.

Suo figlio Rabash ha sviluppato il metodo del padre ulteriormente e l’ha reso più pratico. Egli ha creato un metodo concreto, passo dopo passo, con istruzioni descritte in numerosi articoli. Questi articoli mostrano chiaramente come cambiando noi stessi, espandendo i nostri organi di percezione, possiamo cominciare a percepire l’universo nascosto a noi dalle nostre limitazioni.

È risaputo che siamo limitati. Possiamo sentire solo entro una certa gamma di suoni, vediamo un limitato spettro di luce e così via. In altre parole, tutti i nostri sensi, visione, udito, odore, tatto e gusto — sono limitati. Mentre qui stiamo parlando di altri organi di percezione, non quelli che abbiamo attualmente.

Al fine di ampliare i nostri organi di percezione, abbiamo inventato più periferiche, quali telescopi e microscopi per gli occhi, numerosi tipi di radar, localizzatori e così via. Tuttavia,è più importante per noi capire quali ulteriori organi di percezione abbiamo bisogno al fine di percepire il mondo intorno a noi.
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(Dal congresso in Georgia 05.11.2012, lezione 1)

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Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re

Rabash, “Le tre linee:” Prima che ad una persona le sia concesso di uscire dall’amore di sé stesso e di fare tutto al fine della dazione, che si chiama Lishma (per il Suo nome), la persona studia diverse cose così come sono, ma sono solo nomi senza commenti, quindi lui non ha nessun raggiungimento nella materia che sta studiando, poiché non sa nulla circa le radici superiori che sono chiamate con i nomi Santi delle Sefirot o Partzufim.

E possiamo imparare la materia superiore, chiamata la saggezza della Kabbalah, solo sulla via del merito, dal momento che questa puo’ portare alla persona il desiderio e la passione di aderire al Creatore, poiché queste sono questioni Sante riferendosi ai Santi nomi … e quando la persona studia la materia superiore al fine di avvicinarsi alla santità, viene portato alla vicinanza delle luci, quindi egli vuole che questo studio lo porti al fatto che gli sarà concesso di puntare tutte le sue azioni al fine della dazione, e questo è chiamato lavorando in preparazione, come quando una persona si prepara per essere pronto a entrare nel Palazzo del Re e di aderirsi a lui.

Ci sono diverse fasi nel lavoro di preparazione. Nella prima fase di studio una persona ascolta, ma lui non sente, poiché egli non sa di cosa si parla. Tutti i termini di cui si parla nei libri di Kabbalah sono nascosti alla persona — egli non li sente e non li vede; Egli non discerne se stesso o il suo ambiente. Quindi egli immagina ciò che sente e ciò che desidera.

Lui non lavora con questi concetti e non può discernerli o rispondere a loro, lui pensa che il faraone è una persona che regna nell’Egitto, che è un paese lontano, che il Creatore è molto distante e che Israele è qualcuno che è nato da una famiglia ebrea. Gli mancano i concetti e le regole spirituali, quindi lui non può sentire immediatamente una reazione interiore, quando li ascolta.

Se lui sente parlare di un dolore nel cuore, alla testa, al braccio o alla gamba, egli può subito immaginarlo. Sentirebbe subito una reazione alla parola che sta sentendo, ma i termini Kabbalistici non evocano alcuna reazione in lui, e quindi, nel frattempo, lui studia senza attribuire tutto questo a se stesso. Ma la Luce circostante opera su di lui e lo riforma, e nella misura in cui la persona fa tutto quanto in suo potere, lo porta sempre più vicino al mondo superiore.

La cosa principale è che in un primo momento la persona non sa che l’unico modo per avanzare è sottomettendo se stesso al gruppo, l’insegnante e ai libri. Dopo tutto, egli è come un bambino che deve rispettare il più grande, il livello superiore a lui. Da questo accorcia o allunga il tempo. La preparazione può richiedere diversi anni, fino a quando lui si avvicina abbastanza alla luce e inizia a sentire come la luce opera in lui e comincia a discernere ogni attributo in lui. Questo può durare 20-30 anni.

Tutto dipende dalla misura in cui la persona può sottomettere se stesso prima all’insegnante, al gruppo e allo studio con tutti i mezzi che ha. È il periodo di studio di Yenika (infanzia) quando uno deve aderirsi e dedicarsi al livello superiore, quando deve annullare la sua mente e tutto ciò che sa quanto più possibile. Poi c’è la fase di maggiore consapevolezza, quando una persona inizia già a discernere questi attributi in lui e ha l’esperienza delle salite e delle discese.

Nella terza fase già capisce che è il Creatore che evoca queste salite e discese in lui, come quando lo chiama, “Vieni al faraone!” Il Creatore è sempre sul lato destro e Faraone è sul lato sinistro, e la persona rimane in mezzo tra queste due forze. Ma fino a quando questo non è in realtà rivelato dentro di lui, egli può solo immaginare che questo è il modo in accordo alle proprie reazioni. Alla fine lui grida dal momento che non può uscire da se stesso e liberarsi della dominazione del Faraone e allora le viene concesso il riscatto.

Da questo momento in poi la strada non è affatto più facile. La persona vede semplicemente tutto ciò che le accade lungo questa strada in modo diverso. La redenzione diventa l’occasione per la dazione per lui, per salire sopra se stesso e lavorare trascurando le proprie spiacevoli sensazioni interiori.

Così egli avanza e il suo avanzamento è determinato dalla rivalutazione dei suoi valori.
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(Dalla preparazione alla lezione di Kabbalah del 15.11.2012)

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Che cosa prevede la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah prevede assolutamente tutto lo sviluppo della storia umana. Che cosa dice dell’attuale millennio?

Risposta: La Kabbalah predice tutto se io conosco in anticipo il sistema generale, il suo moto, perché in esso tutto avviene in modo deterministico, ossia esistono forze che interagiscono in base ad un programma particolare, e io studio questo programma.

Il programma esiste, ed è perfetto, completo. E anche se non lo conosco nemmeno interamente perché non ho raggiunto ancora il livello per poter vederlo del tutto, posso già intravedere qualcosa, prevedere.

Nel nostro mondo funziona così. Se ho imparato alcune leggi della natura, per esempio, determinate condizioni meteorologiche, allora posso calcolare tutte le condizioni atmosferiche e dire con un certo grado di probabilità che nel corso di questa settimana potrebbe piovere, o nevicare, o essere soleggiato o poco nuvoloso. Posso prevedere questo? Sì. Cioè, sulla base di studi precedenti e dello stato attuale, posso prevedere lo stato futuro. Questa è già la conoscenza delle leggi. Naturalmente, questa non è la conoscenza della legge assoluta, quando vi è una formula davanti a me e vedo chiaramente che cosa e come, ma posso prevedere qualcosa in modo approssimativo. Con la Kabbalah avviene la stessa cosa. Abbiamo a che fare con il sistema.

Una volta studiavo Bio-cibernetica, è assolutamente la stessa cosa. È lo stesso sistema. Lavoro anche con le forze che influenzano il nostro mondo. Se conosco queste forze, conosco la natura di questo mondo, allora posso prevedere in anticipo, vale a dire, calcolare in anticipo il modo in cui entrano in contatto tra di loro nel corso del tempo, e che risultato potrebbe esserci. Non c’è da stupirsi.

Quando accendiamo o spegnamo qualcosa, per un bambino è un miracolo, cioè, gli mostriamo qualcosa che non capisce, ma per noi non è un miracolo perché conosciamo quello che stiamo facendo. Così è con la Kabbalah.

Salendo al prossimo livello di comprensione, di conoscenza, vedi cosa succede, e per te diventa lavoro, perché in linea di principio un Kabbalista è una persona che è impegnata non solo nello studio, ma nell’applicazione pratica dei sistemi di gestione, l’attuazione pratica del programma di sviluppo del mondo.
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(Dal Congresso di Giorgia 05.11.2012, Lezione 1)

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Un campo di gioco

Una replica dell’ultimo livello spirituale rotto si rivela in noi come il mondo corporale, che noi sentiamo con i nostri cinque sensi. Allo stesso tempo sia la materia sia i sensi sono immaginari e loro dipingono contorni spirituali, come una pittura su un muro. L’immagine è vecchia ma non è reale. La realtà è la dietro il muro e c’é solo una proiezione su di esso.

Le persone guardano i film e fanno esperienza di diverse sensazioni, è reale oppure no? Queste sono solo reazioni e impressioni. E’ come se noi vivessimo in un film che è stato proiettato su di noi.

Ma dietro i film, io non vedo niente e non conosco niente. La mia intera vita avviene in e passa attraverso di esso e allora tutti i miei sensi riflettono questo film. La mia vista, il mio udito, il mio olfatto e il tatto sono riflessi in questo.

Oggi ci mostrano film in tre dimensioni che presentano una migliore realtà. Non è un segreto che una persona possa essere messa in una determinata sfera e gli si mostri che questa sia la sua vita; se si abitua a questo mondo sottile sarebbe difficile provargli che c’é una realtà esterna, “qua ci sono esseri umani, qui c’è il cuore e qui ci sono le stelle, tutto è al suo posto. …” Lui non lascia i limiti di questa sfera nei suoi sensi. Per lui non c’è niente dietro i limiti dei suoi sensi correnti. Lui non sente una deficienza per qualcosa in un senso extra o che questa realtà è inferiore.

Oggigiorno, anch’io, attraverso l’uso dei miei cinque sensi, percepisco solo quello che c’è all’interno della mia sfera. Dov’è il senso extra, un vaso che non può essere riempito con alcuna cosa che c’è qui, non importa quanto ardentemente ci provi? La deficienza extra è chiamata un “punto nel cuore” (•) ed è puntato a ciò che si trova fuori dal nostro universo. Quando una persona sente questo desiderio, lui non sente il suo posto, lui comincia a cercare ed eventualmente lui ci trova. Il nostro obiettivo è connetterlo con il mondo esterno. Ha bisogno di uscire al di fuori del “recinto” e sbarazzarsi di esso.

L’intero punto è che la nostra sfera è costruita come una replica del mondo superiore e loro sono simili. Noi dovremmo usare solo correttamente quello che si trova qui. Io prendo la mia scintilla, il punto nel cuore e la inserisco nelle relazioni mutue con gli amici come se volessi amarli. Allorché osservo che realmente non lo voglio, ma la deficienza è già stata creata e la scintilla possiede già una direzione e posso domandare la correzione.

Quindi la cosa principale è di inserire la mia scintilla nel “campo da gioco” e forzare me stesso a giocare in accordo con le regole. Attraverso lo stesso gioco io acquisisco una mente reale e la giusta deficienza. Così da un modello dimostrativo da una forma parallela simile, io posso spostarmi nel mondo reale.

Questo mondo è meramente un immaginario “campo da gioco” e solo la mia scintilla è reale. Questo piccolo “punto nel cuore” è una parte Divina dall’Alto, e se la uso correttamente nel gioco, ho successo e cresco.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 04.11.2012, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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La questione che riguarda tutti

Nel suo articolo “Corpo e AnimaBaal HaSulam chiarisce una confusione molto comune riguardo al corpo e all’anima. L’argomento riguarda tutti. Chi sono “io” in questo regno? Cosa mi succederà dopo che sarò morto?

Gli animali non si preoccupano di queste cose. Non hanno mai pensieri come questo poiché non percepiscono il tempo al di fuori della loro natura, né mai si elevano al di sopra della loro natura, mentre in cima alle sensazioni umane della vita c’è una percezione aggiuntiva di distacco che suscita le domande. Cosa accade fuori da questa vita?

Infatti noi apparteniamo all’eternità e in base al grado della nostra personale connessione con l’eternità, solleviamo diversi tipi di domande La nostra ricerca varia in intensità e forza, ma tutti abbiamo a che fare con queste domande in un modo o nell’altro.

Come risultato di questa ricerca, le persone sono arrivate a molteplici teorie e concetti. Esistono diverse migliaia di religioni, credenze, usanze e così via che Baal HaSulam divide nelle seguenti categorie:

  • Qualcuno pensa che non ci sia anima di qualche tipo e che il corpo sia una macchina, un sacco di combinazioni chimiche, e che sia guidato da impulsi elettrici.
  • Altri pensano ad un corpo come a qualcosa che possiede un’anima che entra in un corpo al tempo della nascita e ne esce alla morte.
  • Qualcuno pensa che, sebbene un’anima esista, pure il corpo possa vivere senza di essa. Noi sappiamo come collegare parti del corpo che sono state dilaniate e abbiamo imparato a trapiantare organi nuovi, a volte persino artificiali. Nel futuro forse creeremo i nostri corpi da un insieme di parti del corpo.

Per farla breve, le persone sono molto confuse riguardo a questo argomento. C’è o non c’è un’anima? È dentro o fuori dal corpo? Nessuno conosce la risposta precisa, né qualcuno ha qualche spiegazione scientifica di questa questione.

Perciò le persone scelgono teorie in base ai propri gusti. Nell’ultimo secolo sono state create numerose ipotesi che hanno portato un sacco di soldi ai loro autori. Comunque, finora, nessuna di quelle teorie fornisce una vera risposta al problema dal momento che non svelano l’argomento per intero.

Qui, interviene la saggezza della Kabbalah. Essa rivela la realtà fino alla sua completa portata: il Creatore, l’anima, e così via—in altre parole, tutto! Nulla è nascosto a noi qui.

Questo è il motivo per cui la Kabbalah è chiamata una “saggezza segreta”. Studia cose che sono a noi nascoste e le rende evidenti a coloro che studiano questa scienza. Certo uno deve investire un grande sforzo, ma verrà ricompensato in accordo al suo impegno. È un luogo dove si può scoprire la veracità, sebbene dobbiamo ricordare che la rivelazione nella Kabbalah è condizionata dai cambiamenti interiori dello studente.

La saggezza della Kabbalah non ha a che fare con attività esteriori come rituali, amuleti o cerimonie segrete. In modo molto accurato e chiaro richiede che una persona cambi interiormente.

La richiesta è molto rigida. Essendo controllati dal nostro desiderio di ricevere noi pensiamo sempre a prenderci cura di noi stessi. Questo ci rende “animali egoistici”. Pensate a questo, controllate, realizzate la vostra inclinazione al male, e trasformatela nel suo opposto: l’intenzione per la dazione. C’è una forza speciale che realizza la correzione quando lavoriamo nel gruppo.

In un modo o nell’altro l’attuazione dei principi della Kabbalah dovrebbero essere molto chiari per chiunque li voglia conoscere. Il problema risiede, diciamo, nell’essere pigri. Per questo, non ci sono troppe persone che sono riuscite a rivelare la verità finora.

La saggezza della Kabbalah afferma che non c’è anima che dimori nel corpo. C’è un vaso dell’anima anche chiamato “corpo dell’anima” un desiderio di ricevere che è totalmente orientato verso la dazione. È un vaso corretto per l’anima, cioè per la Luce che lo riempie in accordo alla legge della somiglianza delle proprietà e che è chiamata la “Luce dell’anima”.

Così, se la persona trasforma se stesso in un vaso che riceve la Luce, allora la Luce entra in lui. Dopo di che, uno ottiene un’anima che gli appartiene e che riflette il livello dei desideri con cui lui ha lavorato.
Ci sono cinque livelli della Luce dell’anima: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida. In genere, una persona deve realizzare una grande anima comune e riconoscere il suo conseguimento spirituale in ogni cosa intorno a lui.

In quanto ai valori materiali, essi scompaiono, cessano di esistere, dal momento che i sensi materiali sono immaginari. Ci furono dati temporaneamente in modo che fuggiamo da questa realtà e ce ne andiamo nella spiritualità.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012“Corpo e anima”)

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