
Esistono molti metodi per lo sviluppo organizzativo e aziendale, quindi cosa rende unico il metodo integrale?
Prima di tutto, il metodo integrale non analizza l’organizzazione né il modo in cui ha operato fino a oggi. Mette temporaneamente da parte tutte le relazioni esistenti tra i membri dell’organizzazione e si concentra esclusivamente sull’elevare tutti a un nuovo livello di relazioni integrali, complementari e positive.
Il metodo integrale parla della natura umana e dell’ego, cioè del desiderio di trarre piacere e beneficio personale, e insegna come gestirlo in modo ottimale ed equilibrato. Non cerca di distruggere o reprimere l’ego. Al contrario, fornisce alla persona strumenti per utilizzarlo saggiamente, in un modo che sia vantaggioso sia per l’individuo sia per l’ambiente che lo circonda.
L’obiettivo del metodo integrale è costruire l’organizzazione come una famiglia. Una famiglia che funziona bene rappresenta un esempio di sistema di relazioni sano, stabile e altamente sviluppato. In una famiglia di questo tipo, ogni membro sente un forte senso di appartenenza e desidera contribuire il più possibile al suo successo. Da questo clima familiare e caloroso possono essere risolti i problemi che oggi esistono tra i membri dell’organizzazione.
Inoltre, questo approccio porterà benefici anche alla vita personale di ciascuno: in casa, nelle relazioni di coppia, con i figli e così via. Perché? Perché i membri dell’organizzazione acquisiranno non semplicemente un buon umore, ma un modo completamente nuovo di affrontare la vita. Di conseguenza, ovunque andranno in banca, al supermercato, nelle attività quotidiane, con amici e parenti o persino nel traffico, si comporteranno in modo diverso e riceveranno una risposta positiva da parte delle persone che li circondano.
Lo sviluppo dell’approccio integrale richiede un quadro temporale costante. Se le condizioni lo consentono, si raccomanda di dedicare a questo processo circa un’ora o un’ora e mezza, due o tre volte alla settimana. In base ai cambiamenti che si verificheranno nelle relazioni reciproche, si potrà determinare quali adeguamenti apportare al funzionamento dell’organizzazione.
In tempi relativamente brevi, anche dopo poche settimane, sarà possibile osservare e misurare i miglioramenti: i membri dell’organizzazione si sentiranno più vicini tra loro, collaboreranno con maggiore facilità, risolveranno i problemi più rapidamente e con uno spirito positivo, evitando di perdere tempo in riunioni inutili o di sprecare energie in giochi di potere, lotte di prestigio e conflitti per il controllo.
Man mano che le persone acquisiscono l’approccio integrale, risparmieranno risorse, tempo, denaro e materiali. La loro creatività e produttività aumenteranno, così come il loro coinvolgimento emotivo verso il lavoro, il luogo di lavoro e i colleghi. Il senso di connessione renderà più fluidi i processi e migliorerà l’efficienza in tutti gli ambiti.
Un altro principio del metodo integrale è che non richiede sforzi individuali isolati. Al contrario, lavora alla costruzione di una nuova atmosfera all’interno dell’organizzazione. L’atmosfera integrale che creiamo insieme diventa come una serra: un ambiente di sostegno dal quale tutti riceviamo nutrimento e forza.
All’interno di questo metodo si svolgono lezioni, discussioni, workshop, esercizi e attività coinvolgenti. Si impara a riconoscere la natura egoistica dell’essere umano e la direzione integrale dello sviluppo verso una connessione complementare tra tutti.
Giochi Seri (Serious Games)
Uno degli strumenti utilizzati nel metodo è il gioco di ruolo. Il gioco è uno strumento capace di trasformare una persona, come suggerisce il detto: «Il gioco di oggi è la realtà di domani». In effetti, in tutta la natura gli esseri viventi giocano per crescere, noi stessi progettiamo giochi per i nostri figli affinché si sviluppino in modo armonioso.
Tuttavia, a differenza di un corso di teatro, dove l’obiettivo è perfezionare l’interpretazione dell’attore, nel metodo integrale il gioco non è il fine ma il mezzo. Giochiamo per trasformare le nostre relazioni e connetterci gli uni agli altri e il gioco ci aiuta a farlo più facilmente.
Che cosa rende il gioco così efficace nel favorire la connessione?
Innanzitutto, l’abitudine. Io non sono un attore professionista; perciò, quando interpreto il ruolo di una persona che tratta gli altri con gentilezza, l’atto stesso di recitare influenza realmente il mio comportamento e mi migliora.
In secondo luogo, il gioco crea apertura.
Quando recito, mi sento libero di dire davanti agli altri frasi come: «Ti apprezzo davvero moltissimo, trabocco di gratitudine nei tuoi confronti». Tutti comprendono che si tratta di un esercizio, e proprio per questo mi permetto di esprimermi in quel modo. Allo stesso tempo, inizio gradualmente a cambiare, perché questo nuovo comportamento esercita su di me un’influenza positiva.
Diventa più facile comportarsi così senza paura di essere feriti, perché, in un certo senso, non sono “io”, ma il personaggio che sto interpretando. Per rafforzare l’effetto dell’esercizio, è utile che i partecipanti rispondano con incoraggiamento, ad esempio: «Che ruolo meraviglioso hai interpretato! Come hai fatto? Ti si addice davvero. In fondo, questo sei veramente tu». Sentire risposte di questo tipo genera una sensazione positiva e aiuta la persona ad adottare quel comportamento in modo più naturale.
È importante sottolineare che questi esercizi dovrebbero includere soltanto ruoli positivi, che incoraggino ciascuno a esprimere la migliore versione di sé stesso.
Piccolo, Grande, Uguale
Un altro strumento centrale del metodo integrale è il laboratorio di connessione. Si tratta di una discussione strutturata, guidata da regole speciali che consentono la formazione di un legame profondo tra i partecipanti.
Il laboratorio è condotto da un facilitatore che propone una domanda da discutere. Ogni partecipante prende la parola a turno, mentre gli altri cercano di percepire chi sta parlando, di connettersi con lui e di assorbire le sue parole come se provenissero dalla persona più saggia del mondo.
Quando ascolto, mi pongo nella posizione di essere piccolo davanti a persone grandi, così da poter ricevere ciò che gli altri hanno da offrire. Quando parlo, invece, mi considero grande davanti a chi è piccolo, così da poter trasmettere e condividere con gli altri il meglio che è dentro di me.
Per natura siamo diversi, ma questi sforzi condivisi, a volte essere piccoli e ricettivi, altre volte essere grandi e generosi, ci rendono uguali. L’uguaglianza è un valore fondamentale del metodo integrale e una condizione necessaria per costruire connessioni armoniose.
Infine, un’ultima osservazione sull’unicità del metodo integrale da una prospettiva più ampia. La connessione integrale tra i membri di un’organizzazione crea un allineamento con l’integralità presente nell’intero sistema della natura. Si muove nella stessa direzione della tendenza evolutiva che sta mettendo tutti noi sulla stessa barca. La crescente interdipendenza del nostro mondo interconnesso è un segnale sistemico che il futuro sarà caratterizzato da livelli sempre maggiori di connessione reciproca.
Le organizzazioni che riconosceranno questa tendenza in anticipo ne trarranno enormi vantaggi. Sapranno cavalcare l’onda del cambiamento.
Basato su “New Life 120 – L’unicità dell’approccio integrale” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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