Cosa significa violare il terzo comandamento?
«Pronunciare il nome del Signore invano» significa compiere varie azioni che non hanno alcun rapporto con la costruzione della connessione tra di noi, aspettandosi tuttavia che in qualche modo ci mettano in contatto con il Creatore, cioè con la forza superiore dell’amore e della dazione. In altre parole, se indirizziamo i nostri sforzi verso qualsiasi cosa diversa dalla connessione positiva tra gli esseri umani, le nostre azioni saranno, alla fine, vane.
Pronunciare il nome del Signore invano significa anche fraintendere il concetto di preghiera. La vera preghiera è il lavoro del cuore. È lo sforzo di orientare il nostro cuore verso la connessione con tutti e di coltivare l’amore per ogni persona. Quando ci impegniamo in questo e scopriamo di non esserne capaci, si forma dentro di noi una mancanza, cioè un divario tra ciò che desideriamo e ciò che siamo realmente in grado di realizzare.
Da questa mancanza nasce una richiesta autentica: il desiderio di diventare capaci di dare e di amare, la supplica di acquisire una «seconda natura», al di sopra della nostra natura egoistica originaria.
Basato su “Nuova Vita 159 – I Dieci Comandamenti, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE “LA KABBALAH RIVELATA”

Laitman.it commenti RSS Feed
Metti "Mi Piace" sulla Pagina Facebook
Iscriviti al canale Youtube
Seguimi su Twitter
