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Siamo degli Schiavi?

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’Hagada di Pesach, la storia dell’uscita dall’Egitto inizia con le parole “Eravamo Schiavi in Egitto…”

Risposta: Siamo ancora degli schiavi ma non ne siamo consapevoli. Pensiamo di vivere in un paese libero, nella “Terra di Israele”, ma questa non è la “Terra di Israele”. Non è nemmeno ancora l’Egitto. “Egitto” significa che abbiamo compreso l’autorità che il Faraone ha su di noi. Ma invece noi pensiamo in un modo differente.

Guardate cosa sta succedendo! Che tipo di gioco il nostro ego gioca con il popolo di Israele! Siamo sommersi da una serie interminabile di litigi e liti… Siamo completamente immersi in tutti i tipi di problemi. Il nostro governo e l’intero paese sono divisi in innumerevoli frammenti. Siamo quasi al punto di una guerra civile!

Siamo molto lontani da Pesach! Siamo ancora nella più buia e profonda schiavitù Egiziana dei “setti anni di carestia”. Non riusciamo a comprendere che è il nostro ego a comandarci, a giocare con noi, e ad opporci gli uni agli altri.

Pesach riguarda la decisione di fuggire dalla schiavitù, per uscire da potere dell’egoismo, dallo stato in cui ci “divoriamo” gli uni con gli altri, come è detto, “E i bambini di Israele si lamentarono per la fatica…”

Domanda: Siamo degli schiavi oggi?

Risposta: No,non lo siamo visto che uno “schiavo” indica colui che sente e realizza di essere uno schiavo della propria natura malvagia. Ammettiamo di odiare il nostro vicino e che siamo obbligati a litigare e combattere gli uni gli altri. Non sappiamo da dove venga questo desiderio, proviene dall’interiorità e nemmeno ce ne accorgiamo, o nemmeno sentiamo che la forza che ci governa è di origine esterna. Pensiamo sempre di essere noi ad aver scelto un certo comportamento.

Molte persone fanno cose cattive, ma non lo considerano sbagliate. Comunque, ci sono persone che ammettono; “ sono stufo della mia malvagità! Non so cosa fare con questo mio corpo, con la mia natura, i miei nervi, i miei umori… Guardo gli altri e desidero distruggerli. Non amo mia moglie e nemmeno la mia famiglia. Voglio scappare da questo mondo. Lasciar che bruci del tutto. Non ho alcuna idea di dove scappare via da questa vita! Non mi importerebbe vivere su di un’isola deserta”

La saggezza della Kabbalah spiega che la natura umana è stata creata malvagia appositamente di modo che noi possiamo giungere alla realizzazione della sua cattiveria. Prima di tutto noi non sentiamo di essere malvagi. Pensiamo che il comportamento cattivo sia naturale per gli esseri umani. Poi, impariamo gradualmente a fare le dovute differenze dentro di noi tra noi stessi e la nostra natura e realizziamo che siamo composti di due poteri – “noi” ed il nostro opposto, l’inclinazione maligna che è chiamato “il Faraone”.

A questo punto, noi consideriamo il Faraone come l’inclinazione maligna che abita al nostro interno e pensiamo: “Dovrei forse evitare il suo potere? Proviamo a trattare tutti bene. Non importa in che cosa finiscano questi tentativi, quel che conta è che sto cercando di imparare a controllare me stesso!” Il Faraone attiva costantemente la mia “visione duale” che è preposta a separare “noi” da “lui”. Questo ci fa trattare male gli altri.

Alla fine, arriveremo a capire che il Faraone è un potere cattivo ed ostile che ci ha preso per farci capire di essere estraneo a noi e per portarci al desiderio di scappare da lui. Non abbiamo la capacità di combatterlo, ma siamo in grado di separarci da lui. Questo distacco dal potere malvagio è detto “la fuga dall’Egitto”. Il male rimane intatto; siamo noi che smettiamo di associarci con lui.

Il male è ancora dentro di noi, da qualche parte negli strati più profondi, ma non gli permettiamo di “saltar” fuori; lo sopprimiamo e ci stacchiamo da esso. Il distacco dal male innalzandoci sopra è detto “l’uscita dall’Egitto, una fuga dal potere del Faraone”. A questo punto, raggiungiamo la redenzione. Non siamo ancora un popolo libero in una terra libera. Non siamo ancora passati dalla schiavitù alla libertà. Siamo solo fuggiti dalla schiavitù, ma non abbiamo ancora ottenuto la libertà.

A questo punto, abbiamo disperatamente bisogno di staccarci dal Faraone. Questo stato è chiamato “Pesach”. Iniziamo a correggere le proprietà che sono associate all’Egitto ed al Faraone. Non abbiamo un’altra natura. Tutto quello che abbiamo è l’inclinazione al male che dobbiamo correggere per trasformarla in benevolenza. Per poter ottenere questo stato dopo l’uscita dall’Egitto, abbiamo bisogno di un potere speciale che ci permetta di chiarire la nostra auto-correzione. Questo periodo è detto “contare all’indiero i giorni dell’Omer”.

In Egitto c’era un sacco di pane per noi. Durante la prima settimana di uscita dall’Egitto abbiamo mangiato il “pane frugale” detto “matza”. Poi siamo tornati al pane normale. Questo periodo è chiamato “conto alla rovescia dei giorni dell’ Omer”. “Omer” è un mazzo di spighe.

Controlliamo i nostri desideri maligni, tutte e 49. Questi desideri sono chiamati “Sefirot”. Sette sefirot o sette parti del nostro desiderio sono dette “Hesed, Gevura, Tifferet, Netzah, Hod, Yesod e Malchut” Ognuno di loro si divide in 7 parti. Ecco perché abbiamo 7×7 = 49 differenti desideri che siamo pronti a correggere.

Abbiamo “abbandonato” questi desideri nel momento del nostro esodo dall’Egitto, ovvero, abbiamo smesso di usarli. Ora, iniziamo di nuovo a fare dei test. Controlliamo ciascun desiderio e valutiamo se l’abbiamo usato per colpire qualcuno, calunniare, combattere, e così via. Dovremmo trovare un modo per usare gli stessi desideri per dar beneficio agli altri.

Dovremmo passare dall’inclinazione maligna a quella buona in ciascuno dei nostri desideri. Dobbiamo fare un “inventario” delle nostre malvagità”. Dobbiamo trovare un modo per usare i nostri desideri per scopi benevoli.

Al momento non ci stiamo ancora staccando dal nostro stato precedente. Durante la notte del Pesach, scappiamo e ci nascondiamo da tutti i desideri. Li controlliamo e cerchiamo di capire come appaiono adesso. Li contempliamo dal nuovo livello che è già “fuori dall’Egitto” e distante dal potere del Faraone.

Guardiamo i nostri desideri e ci spaventiamo del fatto che prima li avevamo. Comunque li abbiamo già distanziati da noi; non li consideriamo più nostri. Ci identifichiamo con quel punto che è uscito dall’Egitto e che è fuori da qualsiasi desiderio egoistico.

A questo punto, da una nuova “altezza” controlliamo ciascun desiderio, uno per uno, tutti e 49. Questo processo è detto i “49 giorni dell’Omer” visto che dal nuovo livello che abbiamo raggiunto, abbiamo iniziato a contare ed a mettere alla prova tutti i nostri desideri per vedere se siamo capaci di cambiarli ed usarli per buoni propositi invece che per propositi malvagi come facevamo prima.

Questo è possibile grazie al Faraone che ci rivela la nostra malvagità. Ora, possiamo gradualmente mutare il male in bene. Il conto dei 49 giorni dell’Omer è la preparazione per il cinquantesimo giorno che è chiamato “Shavuot” – Il Dono della Torà.

Da una parte è chiamato “Shavuot” perchè abbiamo contato tutti I nostril desideri e abbiamo fatto un “inventario” dall’altra parte è detto “la Dazione della Torà” visto che riceveremo la Luce che Riforma. Il Creatore ha detto: “Ho creato l’inclinazione al male e la Torà come spezia”.

A questo punto, vediamo chiaramente il male visto che abbiamo fatto un inventario dei nostri desideri. Ora abbiamo bisogno di una Luce speciale, una forza specifica, chiamata “la Torà” che ci aiuterà ad usare i nostri desideri uno dopo l’altro e tutti assieme per lo scopo della dazione e della benevolenza verso gli altri visto che la legge principale della Torà è “Ama il tuo prossimo come te stesso”. E questo è il livello che raggiungeremo alla fine.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 24.03.2015

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Il Faraone buono e maligno

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa è il Faraone buono che hanno ricevuto gli ebrei?

Risposta: Dobbiamo esaminare questo concetto in relazione ad una persona.

Noi crediamo che l’ego ci porti avanti: civiltà, espansione, e la crescita. “Voliamo verso le stelle, otteniamo e conosciamo tutto, scopriamo! Noi, noi, noi!” Questo è l’egoismo buono, sano. È essenziale poiché altrimenti non potremmo svilupparci.

Se non siamo pazienti con un bambino, per esempio, e lo limitiamo continuamente, egli non si può sviluppare. Tuttavia costantemente dobbiamo permettergli di svilupparsi, anche egoisticamente, non importa come, e quando lui raggiunge una certa età, diciamo 13 anni, cominciamo ad insegnargli come limitare se stesso.

Non dimentichiamo che fino a quest’età una persona è immersa solo nella sua inclinazione del male, e dall’età di 13 anni in avanti, il buono può apparire sotto l’influenza dell’educazione. L’età di 13 anni è un termine relativo. Baal HaSulam parla di questo nella “Introduzione al libro dello Zohar.”

Ricordo che mio figlio che studiava in una scuola religiosa diceva: “Che cosa vuoi da me? Ho solo 9 anni, aspetta finché ne ho 13.”

Questo si chiama i sette anni di sazietà quando la nazione è soddisfatta con tutto. Proviamo a unirci e in un primo momento tutto va bene. L’ego ha pazienza con noi e ci dice: “ Cooperare, tutto è buono, tutto è giusto.” Poi dispute e conflitti cominciano a uscire tra noi.

Questo sta succedendo anche con le persone che sono innamorate, quando cominciano a vivere insieme, o nei rapporti internazionali: “Ora lavoriamo insieme e facciamo certe cose e otteniamo qualcosa! Noi, noi, noi!” Tutto è buono, tutto è meraviglioso, e all’ improvviso qualcosa di negativo filtra dall’interno. Non importa che cosa facciamo, alla fine apparirà un ostacolo; il Faraone maligno sorgerà.

Quando si comincia qualcosa si deve sapere che se si eseguono azioni che non portano, con l’aiuto dell’amore e della connessione reciproca usando il metodo della saggezza della Kabbalah, a bilanciare fra il bene e il male, il male, che sembra essere più attraente e affascinante in un primo momento, più tardi ti uccide. L’angelo della morte attrae e ti attira, ti dà una goccia di veleno e sei morto.

Questo è il motivo per cui si deve cercare il punto di equilibrio fra le forze del bene e del male, ovunque, e in ogni azione.
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Da Kab.TV “Una discussione di Pesach” 18.03.2015

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Rifugio

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’Olocausto, che colpì la nazione Giudaica, è stato l’evento più tragico di tutta la nostra storia. Ma quando vediamo come l’anti-Semitismo stia guadagnando terreno in tutto il mondo, sembra che invece di diventare parte del passato, l’Olocausto sia possibile anche oggi. Può succedere ancora l’Olocausto?

Risposta: Il punto del processo che sta avvenendo nei nostri confronti serve a farci pentire della nostra natura egoistica e a chiedere di sostituirla, sostituire l’odio con l’amore fraterno. E al fine di realizzare questo obbiettivo, abbiamo bisogno di conoscere l’intero programma della creazione.

La scienza della Kabbalah spiega che tutta la creazione è un sistema analogico e chiuso, le cui parti sono tutte interconnesse a tutti i livelli in un’unica sfera. In questo modo, ogni elemento influenza tutti gli altri elementi e tutti prendono armoniosamente parte al sistema, tranne l’uomo.

Immaginate una sfera che contenga tutta la natura inanimata, le piante, e gli animali che esistono tutti in totale simbiosi gli uni con gli altri. Anche se vediamo come uno di essi mangia l’altro, è solamente perché l’uomo, la creatura più sviluppata, è incline al male ed egoista per natura.

L’egoismo ci separa e ci costringe ad avvantaggiarci a spalle degli altri, a competere e a fare le guerre. Ogni uomo si sente meglio se riesce a passare davanti agli altri, invece di lasciare che gli altri passino davanti a lui.

La natura umana è opposta alla perfetta natura globale ed integrale, che è un sistema chiuso e circolare. Ma, alla fine, l’umanità dovrà raggiungere l’equivalenza con la natura e conseguire lo stato meraviglioso e perfetto in cui tutte le nazioni del mondo saranno unite.

C’è una nazione speciale che è chiamata la nazione di Israele, la quale possiede il metodo per conseguire l’unione.

Questa nazione ha vissuto in questa unione per 1.600 anni, dal periodo dell’antica Babilonia in avanti.

Dopo l’uscita dall’antica Babilonia, la nazione Giudaica attraversò la terra di Canan, l’Egitto ed il deserto del Sinai, ed infine raggiunse la terra di Israele, dive visse fino alla distruzione del Tempio e la sua cacciata nell’ultimo esilio. Per circa 1500 anni, questa nazione visse in base al principio di ama il prossimo tuo come te stesso.

La nazione Giudaica visse nel conseguimento della natura generale dell’unione, e grazie a questo conseguì le leggi della natura generale, conseguì il “Creatore“, o la perfezione, l’amore e la dazioni reciproci.

Dopo di che cademmo delle altezze dell’amore nell’odio ed in questo modo diventammo uguali a tutte le nazioni del mondo, in mezzo alle quali stiamo vivendo tutt’oggi. Ma circa cento anni fa, la nazione Giudaica ebbe l’occasione di ritornare nella terra di Israele per ricreare lì lo stato di Israele un’altra volta.

Lo stato di Israele ha bisogno di essere creato in base al nostro programma, le leggi attraverso le quali vivevamo, cioè le leggi dell’unione e della nazione e dello stato. Senza questa unione, che si addice alla nazione Giudaica, cioè, amore per il prossimo come per se stessi, non possiamo diventare una nazione. Questa è la ragione per cui siamo ancora chiamati un insieme di esili.

Solamente con la realizzazione del metodo dell’unione che ci è stato dato, costruiremo la nazione di Israele. In caso contrario, non possiamo essere considerati una nazione. E’ come se vivessimo insieme, in un solo paese, ma in realtà, ogni persona fa per sé. E’ così che viviamo oggi. A molte persone piacerebbe anche andarsene, e se ne andrebbero volentieri se avessero la possibilità di vivere bene all’estero.

Qui non c’è lo spirito di una sola nazione che vive in un solo paese; sulla sua terra. Somiglia di più ad un rifugio in cui siamo raggruppati insieme perché non abbiamo avuto altra scelta. Tuttavia, mentre rispetto alle precedenti generazioni, immediatamente dopo l’Olocausto, quando i Giudei fuggivano dagli altri paesi, Israele somigliava ad un rifugio, oggi non lo è più perché oggi ogni persona ha la possibilità di viaggiare nel mondo e di vivere ovunque voglia. Si possono incontrare degli Israeliani in ogni parte del mondo. Cioè, ci stiamo disperdendo ancora una volta in tutto il mondo, come se la minaccia fosse passata e potessimo uscire dal rifugio.

Ma in base al programma della creazione, dobbiamo diventare una sola nazione, e non lo dobbiamo fare per vivere bene, ma per dare a tutti gli altri un buon esempio. Questo è il significato di diventare “una Luce per le nazioni del mondo”.

Dovremo realizzare questa unione che lo vogliamo oppure no. Perciò, sperimenteremo ogni sorta di problemi dentro la nazione di Israele, insieme all’odio terribile e all’antisemitismo che arrivano da fuori, dalle altre nazioni, fino a quando tutto questo non ci costringerà ad unirci. Ma possiamo arrivare ad essere consapevoli da soli del bisogno di unirci ed iniziare a lavorarci in base al metodo della Kabbalah, che spiega come amare il nostro prossimo come noi stessi. Allora non avremo più bisogno di essere spinti a farlo dai conflitti interni e dall’odio esterno.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 14.04.2015

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La divisione del Mar Rosso è avvenuto davvero?

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è mai stato il miracolo che ha separato il Mar rosso ed i figli d’Israele lo hanno attraversato quando sono fuggiti dal Faraone?

Risposta: La Torà non parla di eventi del nostro mondo materiale. Parla solamente di quello che succede tra le anime. In questo senso, attraversiamo uno stato spirituale interiore che si chiama “Attraversare il Mar Rosso”.

L’esodo dall’Egitto e la libertà dalla schiavitù dell’Egitto è la libertà dal controllo del nostro ego, dall’ “Angelo della Morte”. In linea di principio, sulla strada verso questa libertà, ci muoviamo in qualche specie di passaggio che è chiamato attraversare il Mar Rosso. Simboleggia la fine dell’Egitto, la fine del nostro ego, dopo di che diventiamo delle persone libere.

Una singolare forza di unione è nascosta dentro la natura ed è chiamata il Creatore. Quando facciamo degli sforzi per unirci, per avvicinarci tra di noi contro il nostro desiderio, allora attraverso questi sforzi il potere superiore crea uno stato in cui sarà scoperta la “divisione del Mar Rosso”. Il che ci muove dalla natura egoistica alla natura della dazione e dell’amore.
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Dal Programma Radiofonico Israeliano 103FM, 15.03.2015

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Gli Stati Uniti stanno perdendo interesse nel Medio-Oriente

Dr. Michael LaitmanNei Notiziari (da Maariv Online): “Ho visto uno studio in un programma televisivo secondo il quale fino a poco tempo fa gli Stati Uniti importavano il 25% del petrolio esportato nel mondo. Dipendevano dall’Arabia Saudita e da altri paesi. Oggi tutto è cambiato.

“Hanno sviluppato nuove tecnologie per ottenere combustibili più economici dall’argillite (un tipo di minerale), e attualmente gli Stati Uniti si trovano al vertice del mercato dei principali fornitori di energia.

“Ora gli Stati Uniti stanno affrontando il problema opposto, e cercano dei mercati per vendere le proprie risorse. La direzione prescelta non è il Medio Oriente, ma le nazioni dell’Europa e le regioni dell’estremo oriente. Questo fattore spiega la perdita di interesse degli Stati Uniti rispetto ad Israele. Per tutti gli alleati della nazione Ebraica, la principale risorsa è la tecnologia, ma gli Stati Uniti non ne hanno bisogno e possono farcela senza gli Israeliani.

“Russia, Cina ed Europa hanno bisogno di tecnologia, ma i cinesi la rubano, e l’Unione Europea la sostituisce con gli immigrati. La Russia ha essa stessa definito l’estremismo islamico come una minaccia alla sicurezza e sullo sfondo dei cambiamenti politici si potrebbe creare un nuovo scenario i cui segni stanno già facendosi vedere oggi; gli interessi degli Stati Uniti saranno identici a quelli di Israele e diventeranno suoi alleati.

“Al fine di stabilire un’alleanza con la Russia, servirebbe un doppio mandato repubblicano alla Casa Bianca. Il che cambierebbe gradualmente il carattere delle reciproche relazioni e non provocherebbe un conflitto con gli Stati Uniti, che a sua volta si esprimeva nella proibizione del rifornimento di munizioni, armi e pezzi di ricambio. In una visione generale è possibile dire che gli Stati Uniti abbiano deciso di lasciare e di andarsene? Non avrà alcuna importanza. E’ arrivato il momento di cercare nuovi alleati”.

Il mio commento: La forza di Israele non sarà nella forza delle armi o della tecnologia ma solamente nella connessione con la forza superiore che potrà essere accresciuta e spiegata continuamente attraverso l’unione tra di noi, secondo il metodo della saggezza della Kabbalah.
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Vai alla tua terra

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “L’eredità della terra”, Israele non ritorna alla propria terra finché tutti non diventano come un fascio.

La terra (Eretz) si riferisce al desiderio (Ratzon). Vogliamo acquisire la “terra d’Israele” la quale è un desiderio speciale che deve essere mirato al Creatore, Yashar-El (diretto al Creatore). Significa che dobbiamo focalizzare il nostro desiderio sul Creatore, allo scopo di dare e questo viene espresso quando focalizziamo noi stessi sull’amore per gli altri.

Com’è tutto ciò che concerne la locazione geografica dello Stato d’Israele? È in merito ai rami e radici? La nazione ebraica può vivere sulla propria terra solo se compatibile con le leggi che operano fra la nazione e la terra spirituale d’Israele.

Significa che quando i miei desideri sono focalizzati sul dare piacere al Creatore, viene espresso in dare piacere all’altro secondo il principio che tutto Israele sono amici e hanno la responsabilità reciproca l’uno per l’altro; e di non fare agli altri quello che è odioso a te; amare il tuo amico come te stesso; come un uomo con un cuore, ecc.

Se sono attratto da questo, significa che correggo tutti i miei desideri con l’aiuto della Luce Superiore, e allora essi cambiano da desideri stranieri a desideri interni; cambiano da una terra secca al desiderio per Yashar El. Poi, come entrano nella terra spirituale d’Israele nella spiritualità, io sono attratto alla terra d’Israele nella corporeità.

Questo è il motivo per cui il Creatore ha mandato Abramo in Babilonia alla terra, la quale in quei tempi era la terra di Canaan, in modo che potesse correggere se stesso, e sentire la vera natura di Yashar El. Si tratta sia di lavoro interno che di azioni in merito corporali. Le famiglie degli studenti di Abramo hanno raccolto i loro averi, i loro cammelli, le loro pecore, e capre e hanno viaggiato in quel posto. Questa transizione era secondo il loro lavoro di connessione, secondo quello che Abramo aveva insegnato loro.

La gente nel mondo non capisce la legge di compatibilità fra un ramo e una radice. Però ciò è stato espresso anche in Babilonia, quando la sua gente si sparse in tutto il mondo. Prima erano come una nazione, anche se erano tante tribù e famiglie estese. Poi quando l’ego è scoppiato fra loro e ha cominciato ad espandersi, i segni di separazione apparvero.

Le persone connesse tra loro, si allontanarono uno dall’altro, e poi si divisero in gruppi che alla fine hanno lasciato Babilonia e si sono dispersi in tutto il mondo. Le nazioni del mondo sono state create in questo modo. Si sono formate secondo i desideri egoistici che hanno determinato le loro unicità e che potrebbero andare d’accordo con questi. Conseguentemente, vediamo che oggi ogni nazione ha una sua mentalità unica, costumi, tradizioni, ecc.

In più, il popolo di tutta la Babilonia che aveva un punto nel cuore si è raccolto intorno ad Abramo senza riguardo per le tribù o le famiglie estese delle quali facevano parte. Quando hanno sentito il messaggio diffuso da Abramo, hanno sentito che volevano far parte di quel gruppo, il quale era diretto verso Canaan secondo la legge del ramo e radice.

Il resto del popolo non sapeva perché erano stati attratti da posti diversi. E’ lo stesso oggi: una persona non sente che è il Creatore che gli manda tutto nella vita e che Lui lo guida in una direzione o in un’ altra. Sembra che tutto succeda per caso, senza una causa, anche se nulla è casuale nella natura. I motivi sono semplicemente nascosti a noi.

D’altra parte, il gruppo di Abramo ha ricevuto un ordine chiaro: “Andate alla vostra terra.” In altre parole, gli studenti hanno sentito molto chiaramente la connessione fra la radice spirituale e il ramo corporale. Erano nello stato di Canaan e quindi hanno raggiunto la terra di Canaan.

Più tardi si sono connessi ancora con più forza a vicenda finché hanno raggiunto lo stato della “casa di Giacobbe,” significa l’unità in piccolezza (Katnut). Poi hanno scoperto che mancavano di uno stimolo interiore addizionale, resistenza, o in breve, un’addizione, la materia per il lavoro.

Così, il loro desiderio egoistico ha cominciato a crescere, questo si chiama l’esilio in Egitto. Questo processo interno era accompagnato da un processo esterno: loro sono discesi in Egitto. Sono stati sottoposti a diverse esperienze secondo i loro stati interni: sette anni di sazietà, sette anni di fame, le peste d’Egitto, anche se tutto ha avuto luogo esternamente e non in completa conformità con i loro stati interni.

Non possiamo distinguere questa connessione; non c’è ragione di cercare parallelismi precisi. Nell’esodo spirituale dall’Egitto, per esempio, tutto l’Egitto, il quale significa tutto il desiderio egoistico, cadde. Dopo tutto, i figli d’Israele si staccarono dal grande ego. Esisteva fra di loro e non li lasciava connettere sebbene i loro sforzi, finché hanno avuto la possibilità di innalzarsi sopra di esso. Parlando in generale, questa connessione era possibile solo al di sopra dell’ego e non al suo interno o insieme con esso.

Però qualcosa di diverso è successo nel mondo corporale. L’Egitto non è caduto subito dopo che i figli di Israele lo lasciarono. Dopo tutto, questo mondo esiste anche se non c’è nulla di spirituale su di esso. Questo è da dove deriva la mancanza di correlazione tra la distruzione spirituale dell’Egitto e il ramo spirituale.

Noi stabiliamo la nostra realtà fra noi sul livello spirituale e sul livello corporale, che viene percepito dai nostri cinque sensi, rimanendo lo stesso. Non vi è alcun contenuto spirituale in essa e non deve diventare desolata secondo gli eventi spirituali. Così la differenza tra i livelli si rivela come il corporeo Egitto rimane al suo posto, anche se era stato distrutto nei nostri stati interni.

Si dice che la radice spirituale deve toccare il ramo corporale, ma solo toccarlo. Non è vestito in esso e non opera in esso.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 30.04.2014, Scritti di Baal HaSulam

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L’unione scorre oltre i confini

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il ruolo della nazione di Israele? E’ quello di essere esperti in connessione e di insegnarlo alle nazioni del mondo, o è quello di connetterci prima tra noi e, quindi, essere un esempio per tutti? Che cos’è più importante?

Risposta: La nostra unione si trova entro i confini di Israele. Questa è la cosa più importante. Questo è il posto da dove gli esempi e il metodo di connessione raggiungeranno gli altri. Inoltre, si attirerà la Luce che Riforma per il mondo intero.

Solo noi possiamo farlo. Se realizziamo la connessione tra noi, anche senza divulgare il nostro messaggio in tutto il mondo, questo porterà già la correzione al mondo intero. Di conseguenza, i nostri gruppi divulgheranno in diversi paesi, in modo che essi saranno in grado di salire, di connettersi, e permettere al Creatore di essere rivelato in loro. Questo, naturalmente, sarà fatto insieme a noi.

Pertanto, se tutti i gruppi del mondo si riuniscono in Israele, sarebbe sufficiente per noi divulgare all’interno di questi confini. Dopo tutto, quando noi divulghiamo, ci uniamo qui, e questo si diffonde in tutto il mondo.

Baal HaSulam dice in “Introduzione al Panim Meirot uMasbirot“,” Quando i figli di Israele saranno integrati con la completa conoscenza, le fontane di intelligenza e conoscenza scorreranno al di là dei confini di Israele e annaffieranno tutte le nazioni del mondo … “

Inoltre, Rabash dice nella Lettera 18, “Il Signore concederà l’abbondanza alle nazioni del mondo da parte della nazione di Israele che è la più capace di tutte le nazioni del mondo di avvicinarsi al Signore.”

Quindi, non possiamo arrivare alle nazioni del mondo con nessun reclamo, non importa come ci trattano. Questa è un’altra cosa. Non vai da chiunque con i tuoi reclami. Sei tu che hai dato vita a Hitler e tutti gli altri nemici dalle tue azioni.

Noi siamo quelli che fanno pendere la bilancia da una parte o dall’altra, ed è una cosa molto seria. Pertanto, il nostro lavoro è solo nella connessione. Se gli ebrei si fossero connessi e uniti, non ci sarebbe stata alcuna persecuzione, e nessuno li avrebbe espulsi dalla Spagna o da altri paesi, e la loro vita avrebbe potuto essere completamente diversa, anche in esilio.

Ogni movimento che una persona fa in questo mondo è come un movimento di una carica elettrica in un campo di forza, o di un tondino di ferro in un campo magnetico. La Luce mi adopera, e, di conseguenza, io gestisco tutto nella mia vita.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la connessione e da questa connessione ritornare al Creatore. Funziona anche in politica, in economia, in ogni settore. Grazie a questo noi porteremo l’ordine in tutto il mondo.

Allora, inizieremo a capire le ragioni dell’antisemitismo e la pressione generale crescente che sentiamo.
Il punto è che non è l’OLP e Hamas, o Teheran. Tutto dipende da noi. Quando noi non rispettiamo la connessione, portiamo queste afflizioni.

Queste forze non sono una punizione ma un aiuto in modo che possiamo migliorare le nostre vie, unirci, connetterci, e operare correttamente. Quindi, dobbiamo giustificarle e usarle il più velocemente possibile, secondo il nostro obiettivo.

Quando cominciamo a connetterci qui, all’interno dei confini di Israele, noi sentiremo come tutte le cose brutte si sciolgono e svaniscono come nubi che scompaiono dal cielo.
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Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 01.05.2014 , Gli scritti di Baal HaSulam

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Il buio globale prima dell’alba

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché si dice che in ogni generazione una persona dovrebbe vedere se stessa come se fosse uscita dall’Egitto?

Risposta: Non si tratta di eventi storici ma di stati che dobbiamo subire in ogni generazione. Sebbene abbiamo già subito un certo processo che ci porta ancora più vicino gli uni agli altri e alla società e dobbiamo correggere noi stessi in qualche modo e i nostri antenati hanno fatto lo stesso nella loro generazione, i nostri figli devono ripetere lo stesso processo.

Ognuno è nato nel suo ego, poiché la natura di una persona sta male dalla nascita, e dobbiamo continuamente superare ciò e avvicinarci gli uni agli altri. Però questo processo non è infinito e siamo già nelle ultime generazioni che devono finire la correzione.

Nel passato questo processo è proseguito da una generazione alla successiva, e ora ci sono solo poche generazioni che rimangono per completare ciò,così noi leghiamo tutte le generazioni insieme nell’unica generazione del Messia. Questa si chiama l’ultima generazione poiché riassume tutte le azioni che ci avvicinano gli uni agli altri per poi raggiungere il miglior stato.

Commento: Sfortunatamente, non vediamo che la società di oggi si avvicina allo stato corretto. Ogni giorno sentiamo nuovi episodi di violenza nei telegiornali. Avrei preferito chiamare il nostro stato: catastrofico e non corretto.

Risposta: Questo è vero e comunque io sono molto ottimista. Vediamo la stessa sequenza di eventi nell’esilio in Egitto. Anch’esso comincia in un modo molto piacevole in sette anni di sazietà quando gli ebrei vivevano in Egitto e detenevano i posti più alti e migliori. Mosè diventa il figlio adottivo del faraone e viene cresciuto nel palazzo sulle ginocchia del faraone come il principe d’Egitto. Sembra che non si possa desiderare una vita migliore. Però poi i sette anni di fame sono arrivati all’ improvviso. I figli d’Israele sospirano sotto il lavoro duro. Un re nuovo emerge in Egitto ed essi cominciano a sentire come cresce il buio fino a quando le dieci piaghe d’Egitto arrivano. Queste piaghe piovono su di noi, dal faraone, che significa il nostro ego, e realmente ci aiutano ad uscire e ci costringono a cambiare il nostro atteggiamento verso la vita: a unirci.

Oggi sentiamo che il periodo di buio di Egitto sta cominciando di nuovo, ma è generale, globale e, del mondo intero. Questo buio è inteso ad avvicinarci alla redenzione, ma prima ci sarà molto buio. Possiamo capire che il buio è il segno di un nuovo stato luminoso e meraviglioso; indica che vogliamo avvicinarci gli uni agli altri, ma non possiamo. Il risultato è che non abbiamo bisogno di ricevere colpi forti perché sentiamo già che ci manca la forza di amore e dazione.

Però se ci rispettiamo reciprocamente, i colpi d’Egitto certamente vengono. Significa che tutto dipende da noi. Se capiamo con uno sguardo, come un bambino che capisce gli avvisi del suo genitore e migliora il suo comportamento, allora non c’è bisogno dei colpi.

Però se il bambino non dà ascolto, deve essere punito ed eventualmente farà quello che gli viene richiesto. Tutto dipende da quanto siamo in grado di ascoltare quello che la saggezza della Kabbalah ci dice. Speriamo di ascoltare i suoi avvertimenti.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 15.03.2015

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Pesach è una festa che è sempre con te

Dr. Michael LaitmanAllo scopo di venire allo stato della “Pasqua Ebraica” dobbiamo raggiungere tale livello di sviluppo dove non riusciamo a lavorare con l’egoismo; dobbiamo innalzarci al di sopra.

L’esplosione di egoismo è accaduta per la prima volta in Babilonia. Contro questa eruzione che ha avuto luogo quando la popolazione non era molto grande, Abramo, un sacerdote dell’antica Babilonia, ha scoperto il sistema della salita sopra dell’egoismo.

Diverse migliaia di persone hanno accettato questo metodo, e sono andate insieme con lui nella terra di Canaan, Israele di oggi. Abramo ha insegnato ai suoi seguaci che cosa significa essere in amore l’uno con l’altro, salendo sopra l’ego e costantemente scavalcando il proprio ego —Pesach (dalla parola, passare).

Il nostro ego sta crescendo costantemente, e noi stiamo crescendo al di sopra, coprendolo dalla legge di “… l’amore copre tutte le trasgressioni.” Le trasgressioni rimangono, ma, più grandi sono – fino all’odio immenso– più grande amore appare fra noi.

Non nascondiamo il nostro odio, non abbiamo vergogna di esso, perché capiamo che viene dalla natura umana, e il nostro compito è di identificare nella natura la prossima, positiva forza che ci dà l’opportunità di coprire l’odio con l’amore.

Poi, saremo in un costante stato di elevazione spirituale. Tuttavia, l’odio determina l’altezza dell’amore con cui lo possiamo coprire.

Si scopre che possiamo continuare a crescere costantemente. Cioè, ogni transizione da una fase a un’altra fase diventerà la Pasqua ebraica (Pesach), la festa che è sempre con te.
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Da Kab.TV “Conversazioni sulla Pasqua Ebraica” 18.03.2015

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Il racconto di Purim è una metafora che ci racconta il ruolo della nazione ebrea e della sua ultima svolta all’ interezza. Mordechai prima sembra essere debole. Si siede al cancello del re e sembra essere senza potere, un ebreo tipico nella diaspora. Di fronte a lui c’è un ministro di tutto rispetto, Haman, che vede che può annientare gli ebrei che sono in esilio.

Domanda: Perché deve annientare gli ebrei?

Risposta: Haman sente che turbano il suo governo. E’ vero che gli ebrei sono in esilio sotto una dominazione straniera e qualsiasi persona può umiliarli, ma, nonostante il fatto che essi sono indifesi, hanno un attributo nascosto enorme che le nazioni del mondo non possono supportare.

Tutti intorno a loro sentono che non hanno il grande vantaggio che hanno gli ebrei e che non lo avranno mai. Essi sentono che capiamo meglio e che siamo molto collegati ad alcuni santi segreti della creazione.

Ricordo che decenni fa una donna anziana in Siberia, dove nessuno ha mai visto gli ebrei, mi ha detto, “il Creatore ti ama.” Si scopre che durante la Seconda Guerra Mondiale quando sua madre le disse delle intenzioni dei fascisti, aveva detto, “Hitler non può vincere poiché sta operando contro gli ebrei.”

Questo sentimento è vivo fra le nazioni del mondo. Questo è il motivo per cui Ahasuerus e specificamente Haman volevano annientarci. Questo è il motivo dell’olocausto, altrimenti sembra che non ci siamo preoccupati dei nazisti. La nostra esistenza è dolorosa e fa male a chi ci circonda, come se impediamo loro di raggiungere l’interezza.

Abbiamo dato all’umanità la Torà, la fonte delle due maggiori religioni. Abbiamo posto le basi per l’istruzione e la cultura. Siamo una nazione che sembra governare il mondo non dal potere, ma dalla saggezza, dalla profondità, dall’ essere vicino alle fonti segrete celate, che gli altri non possono ottenere. Questo è un onere pesante per le nazioni.

Un fattore minaccioso

Tuttavia, possiamo raggiungere la bontà solo attraverso il riconoscimento del male. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di Haman che invoca il male in noi in modo che il conflitto con lui ci spinga verso la bontà. Senza questo fattore non potremo tornare dall’esilio alla terra d’Israele. Haman invoca paura negli ebrei, una paura molta seria, esistenziale. Poi, Mordechai manda Ester per chiedere al re l’aiuto in modo da annullare la sentenza.

In risposta, lei dice, “Non posso. Con chi posso andare? Ho bisogno di un desiderio, una mancanza, ho bisogno di una necessità. Ho bisogno di portare il grido del popolo al re. Non ho nulla di mio da raccontargli. Raccogli gli ebrei nella capitale e digli di digiunare e pregare per il Creatore per tre giorni.” Ester non può venire al re con le mani vuote. Ha bisogno di una richiesta che può nascere solo dal digiuno, quando gli ebrei non vogliono nulla tranne la connessione e l’unità fra loro. Questo è quello che deve spiegare Mordechai ai suoi fratelli, che solo una connessione e l’unita fra loro può salvarli, e altrimenti, che stanno per morire. Si tratta di uno dei due.

Due facce reali

Poi, gli ebrei hanno ascoltato e hanno visto che non erano uniti, e volevano esserlo. E’ con questo desiderio che Ester è venuta al Re, e lui ha aiutato, ma questo è già il re superiore. Ahasuerus è solo un lato del Creatore, la guida con l’attributo di Din (giudizio). Oltre a questo, c’è il lato della misericordia.

Gli ebrei devono provare a raggiungere l’unità e vedere che non possono farlo. Infatti, non è in nostro potere unire veramente. Allora, come ci dice il libro di Ester, se chiediamo per l’aiuto dall’alto con la mancanza giusta, possiamo averla. Allora, invece di Haman, Mordechai monta il suo cavallo, e raggiungiamo il successo, il nostro stato più alto, e una vita felice.
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Dal programma di Radio Israeliano 103FM, 1.02.2015

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