Pubblicato nella 'Libero Arbitrio' Categoria

Portare un bambino verso il libero arbitrio

Domanda: Se io cresco i miei figli in base al metodo della Kabbalah, potrebbe essere che sto eliminando la loro libertà di scegliere?

Risposta: Cosa significa crescere i figli in base al metodo della Kabbalah? Implica che ci sforziamo di introdurli nell’ambiente, di preparali ai testi Kabbalistici, di portarli al punto della libertà di scegliere in modo che si rendano conto che l’uomo viene cresciuto dalla Luce che Riforma. Ed è questa Luce che i nostri bambini devono richiamare.

All’inizio, “l’uomo” (Adamo) è la radice dell’anima, ed egli non fa altro che attirare ogni altra cosa verso di sé con la Luce che lo sviluppa. Questo è ciò in cui consiste il nostro libero arbitrio. O siamo guidati dalla Natura, o richiamiamo una forza speciale che si trova al di sopra di essa. Non è facile. Tutto questo richiede all’uomo di superare e di combattere contro l’impatto dell’ambiente di tutti i giorni, e di lavorare duramente per attirare l’influenza della Luce. Se io guido i miei figli in questo modo, elimino il loro libero arbitrio? No, non lo faccio.

Un uomo riceve il libero arbitrio solamente quando il punto di un nuovo desiderio si manifesta in lui, un punto che desidera ardentemente lo sviluppo personale che gli permetterà (e non noi con le nostre nozioni di “educazione”) di prendere le sue decisioni. Quindi, insegnando ai nostri figli a cosa noi, noi stessi, aderiamo, ancora non andiamo oltre il tradizionale, sebbene questo tradizionale sua più vicino al punto che deve essere rivelato.

Vediamo che è così che succede oggi nel nostro mondo. Ma prima, l’umanità ha dovuto svilupparsi attraverso la religione. E’ scritto, a proposito di Abramo, che egli aveva mandato nel mondo i figli delle sue concubine e aveva ordinato loro di rafforzare le varie religioni.

Anche il Giudaismo si sviluppò dopo che la saggezza della Kabbalah scomparve dalla vista degli uomini durante la caduta del Tempio, quando tutti noi scendemmo dal livello della dazione e dell’amore in quello dell’odio e dell’egoismo. Da allora, gli uomini ebrei agiscono solamente a livello esteriore e corporale. Invece di lavorare interiormente sulla trasformazione dell’anima, purificando i desideri con la Luce che Riforma, compiamo meccanicamente delle azioni fisiche, senza correggere il cuore.

Questo è ciò di cui tratta la religione, diversamente dalla saggezza della Kabbalah; guarda all’esteriorità invece che all’interiorità. Per questa ragione, la Kabbalah è considerata come l’essenza interiore della Torah.

Ad ogni modo, l’esilio sta giungendo alla fine perché gli è stato concesso un certo tempo. I cambiamenti sono iniziati, ed il punto del libero arbitrio si sta delineando nei cuori umani. Gli uomini desiderano uscire dall’educazione che è stata imposta loro e mettersi alla prova: “Chi desidero essere? Come posso essere la mia stessa guida?”

A questo punto l’uomo fa una scelta: ha bisogno di essere cresciuto in uno modo nuovo. E non è il genere che la società gli fornisce – egli vuole riceverlo direttamente dal Creatore. Lasciamo che il Creatore gli dia questo modello di educazione in modo che egli possa essere chiamato “uomo” (Adamo) che è uguale (Domeh) al Supremo.

Di solito, la nostra educazione si basa sul fatto che riceviamo degli esempi da coloro che ci circondano e cerchiamo di diventare uguali a loro. Ora, io desiderio ricevere un esempio dal Creatore così da poter diventare uguale a Lui.
[35070]

(Dalla 1 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.02.2011, gli scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Come possiamo influenzare i nostri bambini?
Laitman blog: Agente segreto del Creatore a scuola

Una pericolosa inclinazione

Un estratto dalla conversazione del 3° forum mondiale sullo spirito “Cooperazione nel campo della coscienza “ Arosa (Svizzera), 23 gennaio 2006:

Tutte le forze della natura, a parte l’ ego umano, sono in equilibrio. Tutte insieme formano un singolo sistema delle forze della natura e solo l’ uomo disturba la loro armonia. Tutto in natura è interconnesso e aspira al proprio equilibrio e a quello della realtà circostante. La violazione dell’uguaglianza porta alla violazione dell’ equilibrio, al di là del quale l’ organismo incomincia a disintegrarsi. La possibilità di ristabilire l’ equilibrio è la condizione della vita.

Oggi i mezzi di comunicazione ne parlano molto. Tutto si base sull’ equilibrio delle forze. Questo ci è chiaro, ma ancora ci manca la completa comprensione dell’importanza della nostra partecipazione in questo processo. Tutta la natura a tutti i livelli di sviluppo si trova in uno stato molto fragile di equilibrio. E l’ uomo deve rendersi conto di essere l’ ago di questa bilancia. L’ instabilità della natura che ci circonda dipende completamente da noi, e noi siamo il solo elemento nella creazione a non trovarsi in equilibrio.

L’ uomo si trova al centro dell’ equilibrio della natura, e le sue fluttuazioni si riflettono su tutta la natura. Ogni cosa viene automaticamente ed istintivamente equilibrata ai livelli inanimato, vegetativo ed animato; questo è il modo in cui funziona tutta la natura. E solo l’uomo ne mette tutto in discussione. Gli è stato dato il libero arbitrio, e sfortunatamente è esercitato in modo egoistico; “pendiamo” spaventosamente sempre verso il negativo.

Questi sbagli si sono accumulati nel corso di migliaia di anni e noi abbiamo portato piano piano la natura nello stato di squilibrio in un cui si trova. Oggi tutti ne parlano: abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno, e a questo punto non c’è niente che possiamo fare usando l’ecologia, la contaminazione degli oceani del mondo, l’effetto serra, e così via. In poche parole, “Lasciate stare, non avete scelta.”

Nella realtà non è così che stanno le cose. Al contrario, la Kabbalah dice che le cose sono in nostro potere. L’ attuale inclinazione è stata causata solamente dall’ uomo. Il problema sta nel rendersene conto. Anche oggi ci sono molti “intellettuali” che dicono: “Niente di tutto questo conta; si tratta di processi della natura che sono ciclici e che quindi ritornano.”

Ovviamente, noi non siamo un gruppo di ecologisti, e non stiamo lottando per la protezione dell’ ambiente. Dobbiamo capire che tutto questo funziona in un modo completamente diverso. In questo modo la natura ci insegna specificamente a superare lo squilibrio e a indirizzare questa inclinazione verso la direzione opposta.

A che serve? Per vivere in un mondo pulito? Per stare nelle nostre famiglie con i nostri figli? Per avere una vita lunga e tranquilla? Assolutamente no. Abbiamo bisogno di cambiare per una ragione completamente diversa. E’ per avere il controllo di noi stessi, dell’ influenza che abbiamo sulla natura ed in questo modo acquisire della natura stessa una percezione esterna, che ci innalza al mondo dell’ uomo: il mondo spirituale, perfetto ed eterno.
[34012]

(Dalla 2a. lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Liberati da ogni livello animato
Laitman blog: La legge universale della natura

Il paradigma dell’ accelerazione

Quando Zeir Anpin si rivela davanti a Malchut possiamo accelerare il ritmo dello sviluppo. Fino ad ora, avanzando nel corso della storia nei livelli, inanimato, vegetale ed animato, non potevamo accelerare il tempo. In generale non sapevamo in quale stato ci trovavamo e che processo attraversavamo.

Adesso però, entrando nel periodo delle correzioni, abbiamo il libero arbitrio. Possiamo davvero accelerare il corso degli avvenimenti senza aspettare la fine del sesto millennio.Tutto dipende soltanto da noi. Con i nostri sforzi possiamo includere dentro di noi le qualità di Zeir Anpin, anche prima dei seimila anni; perché si tratta dei gradini spirituali e non del calendario, e per questo possiamo avvicinarci all’ ascesa del gradino del settimo millennio.

Del seguente sviluppo ci scrive Baal HaSulam nell’introduzione al libro “Dalla Bocca Del Saggio”. Ci sono anche i gradi spirituali, perché lo Shabbat (il Sabato), il settimo millennio, sono le Sefirot HaGat- NeCHI-M. Inoltre esistono tre gradini in più che si chiamano “la testa”. Ci includiamo in essi dopo settemila anni e questo è al di sopra della nostra percezione attuale, perché si riceve nel Kli, il vaso, che ha già terminato le sue correzioni ed assomiglia per le sue qualità al Creatore.

In nessuna parte è scritto riguardo a questo. Nei libri kabbalistici si trovano soltanto alcuni sottili commenti su queste tappe. Speriamo di poterle realizzare rapidamente.
[34593]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Uno sguardo al Settimo Millennio
Laitman blog: Il Sabato è il risultato delle correzioni

Dove comincia l’ essere umano?

Ogni persona sperimenta il suo desiderio individuale che cerca di riempire. Ci sono persone che resistono ai desideri, ma anche loro sono governate dal Creatore. È Lui ad effettuare tutti i movimenti, come con i pezzi di una scacchiera.

Non abbiamo libero arbitrio, quindi non ha senso etichettare una persona come buona o malvagia, e non si devono aspettare né le conseguenze o i commenti rispetto alle azioni: né il cielo, né l’ inferno, né qualsiasi altra cosa. È scritto nel Libro dello Zohar: “Tutti noi siamo come animali”.

In verità, dove è il tuo libero arbitrio? Se hai l’ illusione che si trova qui, è dovuto chiaramente al fatto che non ti accorgi che lo desideri. Il Creatore, con tutta l’ intenzione, introduce in te queste istruzioni, determinati segnali di controllo che ti creano l’ illusione delle azioni libere e nient’ altro. Di conseguenza, realizzare che “Non c’ è nessuno tranne Lui” significa rendersi conto che siamo nient’ altro che ruote dentate all’ interno di un immenso meccanismo.

Quindi, dove comincia l’ essere umano? L’ essere umano comincia con il libero arbitrio, e per conseguirlo deve evolversi. È a causa di questo che all’ inizio, durante il corso dei millenni, l’ uomo si è sviluppato all’ interno del suo egoismo, controllato dall’ alto dal Creatore e dopo sente come nasce il “punto nel cuore”. Detto in altra maniera, prende vita come un desiderio aggiuntivo, opposto agli altri. Frantuma in pezzi la persona, la tenta e la contorce.

Naturalmente anche questo desiderio proviene dal Creatore. Non può provenire da nessun’ altra parte, poiché non può apparire dal nulla. Dopotutto l’ uomo è un essere creato e di conseguenza, anche la formazione del punto nel cuore, non gli da ancora l’autonomia, l’ indipendenza dal Creatore.

Da cos’ altro potremmo essere liberi? Se c’è solo una singola forza che governa tutto dall’alto, allora la mia libertà può risiedere solo nella mia capacità di neutralizzarla.

Come posso riuscirci? Per di più, se non la neutralizzo, cosa mi resta da fare? Quale forza posso avere, quale intelletto? Come posso scegliere? Cosa mi governerà? Non è molto chiaro. Se esistessero due forze, potrei scegliere una delle due; ma se esiste solo una forza, allora non esiste il libero arbitrio, vero? Perché esiste tutto, a quale scopo? Per avere il controllo su questi “insetti”?

No, c’ è uno scopo per tutto questo. L’ essere creato, l’ uomo, deve dominare le due forze opposte e manovrandole, imparare con l’ esempio del Creatore, imitare le Sue caratteristiche e copiarle in sé. Sequenzialmente, passo dopo passo, attributo dopo attributo, la persona trasferisce una quantità sempre maggiore del Creatore in sé e come risultato, può eguagliarsi completamente a Lui.

In questo caso, nella misura della sua equivalenza con il Creatore, la persona comincia in maniera autonoma a regolare se stessa, allo stesso modo in cui lo farebbe il Creatore e anche meglio. La persona scopre un desiderio creato per lei: vuole essere opposta al Creatore. Invece di questo, però, l’ uomo impara dal Creatore il programma, le tecniche di amministrazione e a prescindere dal suo egoismo, comincia a governarsi e correggersi appropriatamente.

Risulta che il Creatore creò l’ uomo come malvagio e pertanto è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male”; però, allo stesso tempo, ti ha dato un metodo per trasformare questo male in bene. Poi diventerai simile a Me e sarai libero; puoi lavorare su di te in maniera indipendente.

Hai due redini nelle tue mani: la tua natura cattiva ed egoista e quella altruista e buona. Imitami, copia da Me ed applicalo a te stesso; poi sarai chiamato “Adamo”, dalla parola “Domè”, simile al Creatore.

Di conseguenza, abbiamo l’ opportunità di liberarci dal governo superiore, di smettere di essere marionette e non dire più: “Non c’è nessuno tranne Lui”. Esisterà un’ altra forza affianco a Lui, la forza dell’ umano che copia il Creatore e fa tutto al posto suo, ed è qui che risiede il libero arbitrio, perché lavoriamo con due attributi opposti della creatura: l’egoismo e l’ attributo della dazione.
[34273]

(Dalla 4° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Chi è l’ umano che è dentro di noi?
Laitman blog: Una realtà duale

Una creazione che vive o una sagoma inanimata

Domanda: Baal HaSulam ci fornisce una dettagliata spiegazione dell’ influenza che SAG (Binà) esercita su NHY de Galgalta (Malchut), proprio come un gruppo influenza una persona che si è annullata davanti ad esso. Ma come è stata capace NHY de Galgalta di raggiungere questo tipo di auto-annullamento e di restrizione?

Risposta: La stessa restrizione che si ha nel mondo dell’ Infinito funziona in NHY de Galgalta. Tutto in Galgalta è uguale nel mondo dell’ Infinito. E’ una restrizione attraverso la forza della Luce che domina da dentro il desiderio di godere e che può fare tutto quello che desidera con il desiderio perché è la Luce che lo ha creato.

La Luce desidera rendere uguale a sé il desiderio, ma a condizione che ad ogni passo il desiderio mantenga il libero arbitrio. Altrimenti non ci sarebbe una creazione. La Luce non farebbe altro che realizzare un’ impronta o una copia di se stessa, come una fotocopiatrice, e allora non ci sarebbe una creazione che vive, una persona.

Questa è la ragione per cui la Luce compie tutte le azioni, ma lascia “spazio” in esse affinché l’uomo aggiunga la propria partecipazione. Per esempio, andiamo ad una lezione e ci viene un grandissimo desiderio di dormire. Ed è qui che dobbiamo esprimere la nostra partecipazione, lavorando contro il nostro desiderio. Gli stati che ci giungono sono quelli che non siamo in grado di superare da soli. Ma dobbiamo organizzare un ambiente per noi stessi che ci influenzerà e che ci aiuterà a far fronte a questi disturbi – non che le nostre sole forze, ma attraverso il potere dell’ influenza del gruppo.

Le cose sono organizzate in questo modo allo scopo di farci sentire la necessità di annullarci davanti al gruppo perché questo è il solo modo in cui ci possiamo avvicinare alla dazione e ci allontaniamo dal nostro egoismo meschino. Proprio come aspettiamo che la Luce ci influenzi, così la Luce aspetta che usiamo il gruppo come una leva e che incominciamo a fare qualcosa di noi stessi. Il gruppo è come uno strumento, come un cacciavite o una chiave inglese: prendiamolo in mano e incominciamo a lavorarci insieme! Non abbiamo nessun altro strumento.

[34183]

(Dalla lezione sul Talmud Eser Sefirot del 27.01.201o)

Materiale correlato:

Laitman blog: Una coppia inseparabile: La Luce ed il desiderio
Laitman blog: Sposta la bilancia del mondo verso il bene

Il rompicapo delle 613 dimensioni dell’ anima integrale

Dov’ è il nostro libero arbitrio, dopo tutto? Non è stata mia volontà venire in questo mondo, né ho scelto il mio ambiente di vita; la famiglia, il paese e l’ origine etnica. Io sono fatto dei geni dei miei genitori, che definiscono assolutamente tutte le mie qualità. Sono cresciuto nell’ ambiente in qui mi trovavo: la mia casa, l’ asilo e la scuola, nessuno dei quali dipendeva da me. Niente in me, è mio.

Nel momento in cui cresco, sono completamente formato, un prodotto finito, come un dolce nel forno, ma questo non è tutto! Di fatto, come ci insegna la saggezza della Kabbalah, siamo tutti ruote dentate interconnesse, siamo parti integranti di un’ anima che si è frammentata in pezzi. È come se diventassimo un “rompicapo” stampato come un’ immagine completa per poi essere tagliata in piccoli frammenti.

Così ad ognuno di noi, viene assegnato un luogo molto specifico nel quale siamo incastrati con tutte le nostre proprietà ed attributi, 613 desideri, che ci fanno dipendere da una persona, da una seconda e da una terza, per legarci a loro. Tutti dipendono da tutti per completare questo rompicapo; e non è soltanto un rompicapo di una sola dimensione, visto che non ci connettiamo per mezzo dei nostri contorni semplici: ognuno di noi ha “613” sfaccettature, per mezzo delle quali uno è adiacente a tutti. Immagina un tale spazio di 613 dimensioni.

Allora, cos’ è la libertà della quale stiamo parlando, se sono solo un piccolo pezzo del rompicapo, obbligato a coincidere totalmente con tutti gli altri nelle mie proprietà? Pertanto, quando si discute del libero arbitrio, non appartiene ad una persona in sé e alla sua scelta personale ed indipendente. Questa è una libertà condivisa da tutti ed è determinata da tutti noi insieme!

Anche se una persona può fare un certo movimento, deve corrispondere a tutte le altre parti, tutte le altre anime e le loro proprietà. Se mi muovo in una direzione, il movimento deve avvenire in tutto il sistema. Adesso dobbiamo indagare; dopotutto, in cosa consiste il mio libero arbitrio?
[32126]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.01.2011, “La Libertà”)

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sullo scopo della Creazione, Parte 8°
Laitman blog: I kabbalisti sullo scopo della Creazione, parte 5°
Laitman blog: Risposte Alle Vostre Domande, Parte 8°

Acceleratore spirituale di particelle

Domanda: Dove è la nostra libera scelta nel leggere lo Zohar?

Risposta: Leggiamo lo Zohar per realizzare la nostra libertà di scelta. Al contrario, non ci sarebbe bisogno dello Zohar o di tutta la saggezza della Kabbalah. Perché ne ho bisogno? È per conoscere il numero degli angeli nel cielo? Che differenza ci sarebbe se li contassi per nome? Ancora non sappiamo cosa sono “i cieli” o “gli angeli”, altrimenti li disegnerei con le ali.

Per questa ragione mi avvicino alla lettura dello Zohar, allo studio della saggezza della Kabbalah, al lavoro nel gruppo ed al lavoro spirituale per realizzare il mio libero arbitrio, al fine di ricevere il rimedio miracoloso, la Segulà, attraverso tutti questi mezzi.

Il libro davanti a me è un determinato dispositivo artificiale che mi connette al mondo spirituale, del quale non sono conscio e non ho neppure nessun’ idea delle sue proprietà. Tuttavia, i kabbalisti dicono che ho un certo “adattatore” che può connettermi con un mondo sconosciuto.

Diciamo che c’ è una nozione di un “micro mondo” nella fisica quantistica, un mondo di particelle elementari. A prescindere dal fatto che vivo tra loro, non le sento, ma i fisici dicono che è impossibile creare uno strumento che ti aiuterà a raggiungere questo mondo ed a cominciare a percepirlo. È per questo che stanno costruendo diversi dispositivi, come gli acceleratori di particelle (elementari).

In questo modo, esistono strumenti che ci aiutano a percepire il mondo interiore delle particelle che si occultano nel mondo che attualmente sentiamo. Possiamo raggiungere un mondo nel quale non siamo capaci di percepire niente, perché i nostri sensi non funzionano al suo livello.

La saggezza della Kabbalah mi da anche uno strumento, la lettura dello Zohar, che può aiutarmi a raggiungere il mondo spirituale nascosto, e funziona! Devi solo utilizzarlo.

Tuttavia, utilizzando lo strumento della Kabbalah, sei tu a cambiare e questo strumento si trasforma nel tuo strumento interiore. Al contrario, gli scienziati che studiano le scienze terrene non cambiano. Perfezionano soltanto i loro strumenti e li rendono più potenti. Per questa ragione, quello che stanno facendo si chiama il mondo esteriore, al di fuori dell’ uomo.

Nella Kabbalah lavoriamo con il mondo interiore perché così possiamo cambiare la nostra natura e al tempo stesso, cominciamo improvvisamente a percepire i fenomeni che prima erano completamente al di fuori delle nostre sensazioni.

Non miglioriamo la sensibilità che già abbiamo, come i musicisti che percepiscono i suoni molto meglio di noi, o gli artisti che percepiscono i colori molto meglio. La Kabbalah ci aiuta a raggiungere uno stato nel quale le proprietà che prima non avevamo, vengono sviluppate dentro di noi.
[31150]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Voi siete miei amici”)

Materiale correlato:

Laitman blog: L’unione tra la Kabbalah e la fisica quantistica
Laitman blog: La legge delle Radici e dei Rami – La legge più importante nella Kabbalah

Scegli la terra dove crescerai!

Baal HaSulam, “Pace nel mondo” E  ciascun individuo della società è come una ruota vincolata ad altre ruote in una macchina.

E questa ruota da sola non ha libertà di movimento  ma continua con il movimento delle altre ruote in una determinata direzione, qualificando la macchina e per realizzare il suo funzionamento generale.

E se c’ è una rottura nella ruota, la rottura non si valuta in relazione alla ruota stessa ma in base al suo servizio e ruolo in relazione all’ intera macchina.

La prima fermata del cammino del successo è quella di arrivare ad una sensazione di connessione tra tutti noi, come ruote dentate, che non hanno la libertà di movimento in rapporto alle altre.  Non posso girare a meno che io faccia questo movimento insieme a tutti gli altri.  E se gli altri girano, allora non posso non girare con loro.

Pertanto solo arrivando ad un mutuo accordo possiamo riuscire a fare un movimento che sarà utile per tutti.  Se il mondo rivela questa legge, allora sarà  la salvezza.  E se riveliamo questo nel nostro gruppo, allora saremo capaci di trasmettere questa visione nel mondo.  Questo deve essere il tema principale della nostra divulgazione, dobbiamo spiegare la situazione.

Tuttavia la forma più efficace di divulgazione è che riveliamo questo senso assoluto, necessario e reciproco  tra tutti noi.  Questo deve essere  il nostro pensiero principale in eventi come la Giornata dell’ Unione, che è sostenuta dai nostri gruppi Kabbalistici in tutto il mondo.

Stiamo ritornando all’ immagine degli ingranaggi interconnessi, dove nessuno di loro ha la propria libertà d’ azione. Non importa quante illusioni possiamo avere  o quanto possiamo  sbagliare nella nostra cecità, ciò resta cosi.

Pertanto devo sintonizzarmi col gruppo, per poter comprendere e sentire quanto io sia dipendente e connesso agli altri, senza avere alcun movimento libero, nel mio cuore o nella mia mente ed in nessuno dei miei desideri, qualità, pensieri e piani.  Tutto quello che desidero, che sogno di fare o faccio, in ultima istanza dipende dagli altri e non potrò fare nulla a meno che io arrivi ad un accordo reciproco e pacifico con  loro.

La realizzazione della mutua dipendenza nel gruppo, nella società o in tutta l’ umanità è la chiave per correggere il mondo e correggere l’ uomo.  Tuttavia, se io sono senza correzione, da una parte questo dipende dalla società che mi ha corrotto.  Dopo tutto una persona è il prodotto dell’influenza sociale.  Ma non posso forse io scegliere quella società e non è forse in mio potere poterla influenzare?

Una persona non può scollegarsi dalla società, tanto in senso positivo che negativo.  Pertanto non esiste una valutazione di una persona in particolare ma soltanto della sua libera scelta, cioè quale società lui ha scelto per la sua crescita.
[30831]

Materiale correlato:

Laitman blog: Un mondo senza frontiere
Laitman blog: Come può il mondo intero diventare una sola famiglia?

Crescere da zero

Domanda: Lei ha affermato che al fine di costruire noi stessi dobbiamo usare due forze: ricezione e dazione. Che cosa succede se invece di due forze, ne ho una sola, la forza di ricezione?

Risposta: Voi avete entrambe queste forze, tranne che non desiderate utilizzare la seconda! Partiamo in ordine crescente dal basso, dallo “zero” della dazione, fino a quando abbiamo percorso 125 gradi spirituali e acquisiamo la dazione assoluta. Ma “zero” dazione non significa che non ce l’ avete, semplicemente non impiegate questa forza che possedete.

Non possiamo dire che qualcosa non esiste nell’ universo, solo perchè questa forza non viene registrata in noi, nella nostra percezione. E la conferma del fatto che esiste è che può dispiegarsi in voi nell’ istante successivo, per poi scomparire di nuovo.

Questo è considerato come uno “zero”. In realtà, però, non esiste. Può essere così solo nella percezione dell’ uomo.

Avete il libero arbitrio per evocare la forza della dazione da questo zero. Facendo così state costruendo un ambiente costituito dal gruppo, dal maestro, e dai libri. Iniziate ad utilizzarlo per lavorare sul vostro zero della dazione e non sarà mai più uno zero.

Dopo tutto, si può evocare la forza della dazione solo quando fate riferimento a qualcun altro che desidera sperimentare la stessa cosa. Quindi iniziate a costruire tali rapporti: non bloccatevi in voi stessi! Quale altro modo c’ è per svelare la dazione?

La forza della ricezione è concentrata in una sola persona, ma bisogna essere in due per mantenere la forza della dazione in modo che possa operare tra i due. In ciò sta la principale differenza tra le scelte egoistiche e altruistiche: nel vostro ego, siete soli, ma per dare è necessario il giusto ambiente. In caso contrario, dove è la realizzazione? Dove troverete questa forza ed esprimerne veramente il possesso?

Pertanto, non appena una scintilla spirituale si risveglia in una persona e chiede lo sviluppo dell’ anima, lui o lei è immediatamente portato in un gruppo e istruito: “Sceglilo”. Qui è dove il vero libero arbitrio  è esercitato: nella scelta dell’ ambiente corretto.
[32008]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01.2011 , “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Dove è la nostra libertà?
Laitman blog: Vuoi decidere da te?

Sposta la bilancia del mondo verso il bene

L’ Altissimo sta solamente aspettando una reazione da parte nostra. Porzioni di Luce vengono dall’ Altissimo verso il più basso (ognuno di noi) chiedendo in risposta una giusta reazione da parte nostra. L’ Altissimo sa esattamente quello che sta succedendo al più basso ed in quale stato si trova perché Lui forma quello stato per il più basso.

E certamente l’ Altissimo sa quello che il più basso sta per fare. Lui ha organizzato le condizioni sia esterne che interne per il più basso in modo da assicurargli la libera scelta, lasciando al più basso solamente una cosa poco chiara e sconosciuta a lui – il terzo centrale di Tifferet (Klipat Noga). Precisamente in questo stato il basso deve formare la linea centrale da se.

In risposta all’ influenza dall’ Altissimo, il basso costruisce correttamente la linea centrale, cioè diventa meritevole. Allora lui sposta se stesso e tutto il mondo (tutto l’ ambiente che l’ Altissimo ha creato per lui fino a questo momento) verso il bene.

Per cui, la sola cosa che si richiede al più basso quando si trova in una mancanza (Hissaron) è di voltarsi verso l’ Altissimo in modo di ricevere il componente mancante per poter spostare se stesso e tutto il mondo verso il bene. Il più basso manca di saggezza, sensazione e più tardi di abilità nel prendere una decisione. Lui deve ricevere tutto questo dall’ Altissimo.

L’ Altissimo lascia il più basso Klipat Noga in modo che lui desideri di andare verso Lui e ricevere quello che gli manca. Il più basso è pronto per ricevere questo supplemento per Klipat Noga, e allora lo riceve. Questa è la forza addizionale di dazione che lui acquisisce nello stato attuale, che gli permette di innalzarsi al livello seguente.

Materiale correlato:

Laitman blog: Tutti viviamo per il bene degli altri
Laitman blog: Desidero che abbiate un buon ruolo nel Libro della Vita