Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Beati quelli seduti in cerchio

Dr. Michael LaitmanDomanda: In quale modo si sta studiando la saggezza della Kabbalah diversa dalla saggezza di connessione?

Risposta: Possiamo parlare alla gente che viene a studiare la saggezza della Kabbalah della Luce di fede, Luce di dazione, del sacrificio di sé, della fede oltre la ragione, di salire oltre la nostra natura egoistica e di respingere la nostra natura, attraversando tutti gli stati della frantumazione.

D’altra parte, quando presentiamo la saggezza della Kabbalah al pubblico, non possiamo avvicinarci parlando di queste idee e concetti. Possiamo dirgli solo quello che può essere rivelato ai vasi di ricezione. Significa che diciamo loro che c’è un metodo che ci permette di ricevere piacere, riempiendo se stessi tramite la connessione con gli altri.

In natura c’è una forza superiore o una forza interiore che ci permette di connetterci e con questo potere di connessione che abbiamo ricevuto, di correggere tutti i problemi. Se vuoi correggere la connessione con i tuoi figli, puoi fare un workshop in cerchio con loro. Scoprirete la forza della connessione e l’unità tra di voi che cambierà e risolverà tutto.

Quando si rivela la forza di connessione, c’è una correzione immediata. Non posso generare questa forza all’interno del nostro cerchio durante il workshop e con quella riparare la mia lavatrice, ma tenendo il workshop, la tua lavatrice non si rompe più se questa dovrebbe essere la tua correzione.

Dobbiamo capire che solo la forza che si rivela nella connessione riparerà tutto. Pertanto, dobbiamo essere in ogni luogo e tenere dibattiti intorno alle tavole rotonde, e dovunque facciamo quello, si sarà corretta la situazione. Così, insegniamo alla gente a evitare problemi, a trovare una benedizione, fortuna.
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Dalla seconda parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 12.06.2014, Scritti del Baal HaSulam

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Scelti per servire il Creatore e le Creature

Dr. Michael LaitmanL’intero grande Kli dell’anima è stato rotto in diversi frammenti, e tra questi ci sono alcuni Kelim (Vasi) puri che sono vicini alle caratteristiche della Luce Superiore. E’ molto facile svegliarli e così quando Abramo li ha chiamati, loro si sono svegliati subito, si sono alzati e l’hanno seguito lasciando Babilonia.

Questa è Israele, che sembra solo la parte più egoista del mondo, perchè ha già attraversato il sentiero dello sviluppo spirituale. Ma essenzialmente, questo è un Kli (vaso) molto raffinato che appartiene ai Kelim di Galgalta ve Eynaim (GE).

Tutto quello che rimane del Kli collettivo appartiene alle nazioni del mondo, e proprio attraverso la loro correzione, otteniamo l’Ohr Hochma (Luce della Saggezza). Essi sono il fine della creazione, metre Israele agisce solo per aiutare verso questa realizzazione, nel ruolo di un adattatore, come un canale.

Domanda: Ne segue forse che il Creatore ha scelto questi Kelim raffinati come dei sacrifici?

Risposta: Da un certo punto di vista noi siamo dei sacrifici, ma d’altra parte Israele è una nazione unica che deve servire tutte le altre. Tutto dipende da come accettiamo questa onorevole missione: Pensi e ricevi il tuo servizio al Creatore ed al mondo come un merito considerevole oppure come una punizione?

Tu sei venuto in questo mondo per servire tutte le nazioni del mondo e attraverso questo servire il Creatore. Questi sono dei vasi (Kelim) raffinati che sono svegliati prima e che sono pronti per connettersi. Essi hanno la preparazione per la correzione per via del fatto che hanno il “merito degli antenati”, ovvero che sono già transitati attraverso gli stati spirituali che sono latenti dentro di loro in una forma nascosta e che possono essere svegliati di nuovo.

Tutto questo è fatto per essere una luce per le nazioni, in modo tale che dentro di loro si realizzi il Pensiero della Creazione. Il fine è raggiungere tutti i Kelim più pesanti. Costoro sono detti “le persone scelte” perché hanno un ruolo unico.

Israele è nel servizio al Creatore ed alle creature, e noi siamo nel mezzo come un canale, come un tubo. E’ essenziale accettare questa missione quando è necessario, atrimenti sarai sempre obbligato da Sopra. Non c’è ragione di contrastare il piano della creazione; più rapidamente Israele capirà che questo deve essere realizzato, più sarà grande il beneficio per noi e per gli altri con una riduzione della sofferenza.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.05.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Ricevo secondo la mia equivalenza di forma

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Punto 46: Ma i Kelim, chiamati KHBTM in ciascuno dei mondi inferiori – Beria, Yetzirà, Assiyà – non sono considerati Divinità, ma sono piuttosto le coperture che nascondono la Luce dell’Infinito internamente e razionano una certa quantità di luce ai riceventi. Ciascuno di loro riceverà solo in funzione del livello della sua purezza.

È come se sono accanto a qualche tubo che passa e ricevo la luce attraverso di esso solo in funzione del livello della mia purezza, secondo la mia equivalenza della forma. Supponiamo che io sono nel mondo di Assiya. Nel complesso, l’intera scala dei mondi è riempita con la Luce dell’Infinito, ma ogni volta, il sistema si stabilizza in merito a colui che riceve e gli dà Luce secondo l’attributo della dazione.

Così, ricevo la mia Luce privata che soddisfa il mio desiderio e secondo il livello della mia correzione, il mio Masach (schermo). Ricevo secondo la mia equivalenza di forma con la Luce.

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Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.02.2014 , Scritti di Baal HaSulam

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Un volo nello spazio interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come può una persona capire la grandezza del Creatore e la Sua provvidenza?

Risposta: L’intero scopo della creazione è la rivelazione del Creatore agli esseri creati al fine di far loro diventare buoni. Il Creatore fa gli esseri creati buoni rivelandosi a loro e riempiendoli. Il Creatore è rivestito nella creazione, il che significa che la Luce di Hochma è rivestita nella luce di Hassadim.

Ma come sappiamo di avanzare verso la rivelazione del Creatore? Con quale attributi dobbiamo cercarlo e in quale direzione dobbiamo avanzare? Come possiamo assicurarci di non allontanarci dalla retta via? Dobbiamo avere dei punti fermi per farlo. Se fossi nello spazio non sapendo dove mi trovo, vorrei trovare la mia via guardando secondo le stelle.

E’ lo stesso nel lavoro spirituale. Non possiamo dire nulla rispetto a ogni fenomeno, risultato, forza, o attributo se non la misuriamo in relazione a qualcosa. E’ importante essere sicuri in relazione a ciò che misuriamo.

Ad esempio, valutiamo il comportamento degli animali che divorano l’un l’altro e sembrano molto crudeli a noi. Ma il punto è che li valutiamo erroneamente, in relazione ai sentimenti umani. Questo è il motivo per cui arriviamo a conclusioni sbagliate. È lo stesso in relazione a qualsiasi fenomeno.

Il problema è come noi dovremmo valutare ogni fenomeno. Questo è importante sia nella spiritualità che nel nostro mondo, e al fine di valutare i fenomeni, usiamo strumenti come le bussole, misure, e unità specifiche per misurare le distanze, il peso, e le diverse frequenze. L’umanità ha creato questi sistemi di misura per determinare e misurare fenomeni differenti.

Prima dell’invenzione dei sistemi di misurazione, era molto difficile per le persone comunicare. Se volevo scambiare i miei polli per il vostro asino era difficile misurare quanti polli valevano quel asino. Oggi abbiamo i soldi per questo.

La crescente precisione di misure diverse ci permette di misurare diversi attributi. Questo è esattamente il modo in cui educare un bambino, insegnandogli come vedere se stesso rispetto all’ambiente, al fine di avere il giusto orientamento per quanto riguarda lo spazio, i mobili nella stanza, i suoi genitori, altri bambini, e se stesso.

Quando entriamo nel mondo spirituale, non abbiamo i mezzi con cui sentirlo. Questo perché ci manca uno standard e non sappiamo in che modo dobbiamo cambiare noi stessi e cosa dovremmo fare con le nostre caratteristiche.

Pertanto, è impossibile esistere soltanto con la forza positiva, quindi dobbiamo utilizzare due forze insieme. Questa è la ragione per cui c’è sempre la luce e il buio. È impossibile vedere nulla in contrasto solo con la luce e non è possibile vedere nulla al buio. L’unico modo per vedere qualcosa è nel contrasto tra la luce e il buio. Questo principio vale in ogni aspetto.

Proprio come un bambino piccolo comincia a riconoscere e differenziare le caratteristiche del suo ambiente più vicino e impara gradualmente come stabilire sempre più ampie connessioni fino a che non conosce tutta l’umanità, così anche noi dobbiamo stabilire connessioni tra di noi nel gruppo per cominciare a conoscere il mondo spirituale.

È impossibile fare questo in qualsiasi altro modo. Il Creatore si rivela nel gruppo, nei rapporti tra di noi. Se i nostri rapporti sono egoisti, non esiste uno standard di misura in quanto c’è solo una forza che lavora, che è un aiuto contro di noi. Abbiamo bisogno anche della forza opposta. Quando io sviluppo la forza della dazione e comincio adoperarla contro la forza della ricezione, posso cominciare a girare e gestire me stesso e misurare la deviazione.

Secondo la saggezza della Kabbalah, come in qualsiasi altra scienza, la cosa principale è la misura: NRNHY, KHB ZON, Partzufim, livelli, Hassadim e Hochma. E’ tutto basato su misurazioni, qui si confrontano cose diverse e così vengono scoperti nuovi fenomeni.

E’ scritto: “Non ti farai altri dèi”, il che significa che volutamente appaiono diverse forme davanti a noi in modo che saremo in grado di misurarli e costruire il Creatore in relazione ad essi.

Quando la Luce di Ein Sof (Infinito) riempie Malchut di Ein Sof essa non lascia ombra al suo interno e tutto è completamente riempito con la luce bianca. Questo è solo grazie al fatto che la fase quattro, che diventa grossolana, appare al suo interno e vede se stesso opposto alla luce. Da questa opposizione, noi possiamo cominciare a misurare le cose.

Quindi non possiamo gestirla senza “altri dei” anche se sono fittizi e bugiardi e non esistono realmente. Ma abbiamo bisogno di loro, al fine di misurare le cose confrontandoli. Così è come il Creatore gioca con noi. Questa è la ragione per cui ha creato l’inclinazione al male e la Torah come una spezia, “dal momento che la luce in essa li riforma.”

Così noi abbiamo 613 desideri e in oposizione a loro ci sono 613 luci con cui acquisiamo i nostri sensi. Se ci sono 613 luci che riempiono 613 desideri, abbiamo 613 elementi con cui misurare. Siamo in grado di valutare e chiarire molti concetti vicini e lontani per quanto riguarda ogni desiderio e la luce al suo interno. Siamo in grado di scoprire in quale direzione esse operano, in direzione di Hassadim o di Hochma, dazione o ricezione.

Ne risulta che dopo aver corretto il nostro desiderio con l’intenzione al fine di dare, secondo il principio di “il vantaggio della luce dalle tenebre,” abbiamo la possibilità di conoscere il Creatore, la Luce di Ein Sof. Gli altri Dei derivano dal Creatore, in modo che potremmo conoscerli e stabilizzare noi stessi usandoli. Senza di loro, non c’è un modo in cui possiamo conoscere la forza superiore, Colui che è “non c’è nessun altro all’infuori di Lui.”

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Dalla 1 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 09.12.2014, Shamati # 15

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