Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.01.2015

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam”, articolo 6 “La fiducia”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 4
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.01.2015

Scritti di Rabash,“Shlavei Hasulam“, articolo 25 “Cos’ è la serietà sul lavoro”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, 91 °
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Preghiera”, punto 203
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 2
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.01.2015

Scritti di Rabash, “Shlavei Hasulam” 1986, articolo 18 “, Che causa la preghiera”
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Preghiera”, punto 164
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, punto 85
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 1
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.01.2015

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei HaSulam” 1986, articolo 11
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Preghiera”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.01.2015

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam” 1984, articolo 9 “Uno dovrebbe vendere sempre le travi di casa sua”
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “Esilio e Redenzione”, punto 235
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, punto 7
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, capitolo 2, punto 1
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione a Pri Chachamsulla Torà
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Yesod e Shoresh
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Scritti di Rabash, articoli “Shlavei HaSulam” 1984, articolo 19 “Voi siete qui oggi, Tutti Voi”
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 Scritti di Baal HaSulam, articoli “Shamati”, 57 “Lo sacrificherai alla sua Volontà”
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Scritti di Rabash, articoli “Shlavei HaSulam“, 1986, articolo 7 “L’importanza della preghiera dei molti”
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Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam”, 1987, articolo 31 “Cosa significa fare un Patto nel Lavoro”
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Sono già stanchi di aspettarci al secondo piano, Parte 1

Dr. Michael LaitmanNoi siamo il risultato della frantumazione che ha lasciato questa rottura tra di noi in base alla quale nessuno percepisce gli altri, sebbene tutta l’umanità sia parte dell’anima di tutti. Nessuno riesce ad immaginare che siamo una sola anima e che dobbiamo correggere i rapporti tra noi in modo tale che non ci sia alcuna differenza tra il modo in cui un uomo percepisce se stesso ed il modo in cui percepisce gli altri.

Inoltre dobbiamo raggiungere “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dovrei amare gli altri più quanto ami me stesso proprio come adesso mi amo mettendomi in luce tra gli altri. Ciò significa che devo ascendere completamente al di sopra del mio desiderio di ricevere e vedere la vera realtà nel suo complesso.

Continuiamo a fallire in questo compito, e così ci dobbiamo continuamente aiutare e spronare a vicenda. Un uomo non può risvegliare se stesso; solamente gli amici possono risvegliarlo alla connessione.

La connessione deve essere completa, ed è da questa connessione completa che conosciamo e conseguiamo le qualità del Creatore. Questo perché non potremo mai conoscere l’attuale fenomeno che sta avvenendo nei nostri vasi, ma solamente le impressioni e le sensazioni che un certo fenomeno richiama in noi e nei vasi che abbiamo adesso.

L’anima è piena di Luce, tuttavia noi non percepiamo la Luce effettiva ma la reazione del vaso verso di essa, l’impressione che il vaso ne ha. E’ proprio come funzionano gli strumenti nel nostro mondo: la manopola di uno strumento si muove e lo strumento risponde all’effetto di una certa forza. Noi identifichiamo e vediamo le sue reazioni e le attribuiamo alla forza che opera nello strumento.

Non percepiamo la forza effettiva, ma solamente la risposta dello strumento ad un certa e sconosciuta influenza. Questo è il modo in cui scopriamo il Creatore, attraverso la sensazione e l’impressione del vaso rispetto alla Sua presenza. Ciò significa che il riempimento del vaso è fatto ancora di vasi, di lettere, in aggiunta all’iniziale HaVaYaH.

Queste lettere aggiuntive sono come un codice, una chiave che rappresenta ogni riempimento del vaso. E’ come se ci fosse una manopola che si muove nel vaso o dei numeri sul contatore. Ciò significa che non possiamo mai percepire la Luce in se stessa, ma percepiamo e ci accorgiamo dei cambiamenti che la Luce compie su di noi.

Misuriamo questi cambiamenti, li percepiamo e li contiamo e allora chiamiamo Luce questi cambiamenti. Non abbiamo alcun accesso alla Luce in se stessa poiché la Luce è già l’effettiva forza superiore.

Perciò, dovremmo capire che la rivelazione del Creatore è un certo tipo di vaso, l’impressione nel vaso. Dobbiamo studiare e rivelare come il vaso dovrebbe essere colpito e come dovrebbe rispondere, come si deve preparare in modo da essere sufficientemente sensibile e pronto per la rivelazione della Luce Superiore in esso.

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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2014, Gli scritti del Rabash

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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, capitolo 2, punto 1
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Cambiare il vostro appartamento al piano terra con un appartamento al primo piano

Dr. Michael LaitmanCi sono molti gruppi che parlano dell’amore e della connessione. Le relazioni tra una persona e la società o tra una persona ed il Creatore determina il carattere della società, dello sviluppo, delle divisioni, della religione e delle tendenze.

Ce ne sono molte di connessioni di questo genere, ma noi le dividiamo in due: in base ai bisogni ed in base al desiderio di una persona di arrivare al Creatore, un desiderio che non gli dà pace, e che lo costringe a cercare un solo obbiettivo nella vita, a cercare la forza superiore, la ragione per cui si vive, il significato della vita, a “chi porto il piacere”. Una persona che agisce così deve raggiungere la radice, la fonte della sua esistenza.

Questa è la prima condizione in base alle quale una persona è inserita in un gruppo di Kabbalisti. Non verifichiamo questa qualità in tutte le persone che si uniscono al gruppo ricorrendo a degli strumenti speciali, ma se una persona non ha la scintilla della ricerca del Creatore, l’inclinazione, la passione, la fame interiore, allora non appartiene al gruppo e alla fine lo lascerà. Questo può succedere anche dopo 10-15 anni di studio.

Questi anni studio non sono di certo facilmente cancellati dalla sua vita, perché questa persona ha fatto del lavoro durante questo periodo di tempo, il che fa parte della correzione della sua anima, ma noi rimaniamo solamente con le persone nelle quali esiste la scintilla che li obbliga a raggiungere la rivelazione della forza superiore, poiché questa è la sola cosa che vogliamo.

Questa è la sola e principale ragione per essere nel gruppo e tutto il resto è solamente un mezzo per conseguire questo obbiettivo. Essi accettano gradualmente questi mezzi ma non lo fanno immediatamente; avviene passo per passo, come parte di una lotta interiore ed essi non sono certamente pronti ad accattarli in un colpo solo. Questo perché tutti i mezzi per la rivelazione del Creatore funzionano contro il nostro desiderio, contro le nostre qualità naturali, contro le nostre abitudini, e contro la nostra educazione, poiché sono tutti anti-egoistici.

Ci vuole dunque tempo affinché una persona finalmente comprenda e senta che il primo conseguimento del Creatore avviene nel vaso spirituale collettivo, nella connessione tra di noi che ci costringe a connetterci con tutta la realtà.

Tutta la realtà al livello inanimato, vegetativo, animato e parlante della natura si trova dentro l’uomo, nella connessione tra gli uomini, e soprattutto nella connessione tra gli amici di un gruppo. Solamente nel gruppo una persona viene ricompensata con il libero arbitrio e con la libera scelta di rendere o meno la connessione più forte, al fine di connettersi con il gruppo. In questo modo l’uomo crea un posto per la rivelazione del Creatore.

Questo è il solo modo in cui funziona: una persona sale dal suo piano terra, che è sulla “terra” (sul suo desiderio di ricevere) al primo piano, alla correzione dei suoi desideri. Da lì, insieme agli amici, egli corregge la connessione tra loro, e sale al secondo piano, alla rivelazione del Creatore che viene rivelato come Colui che dimora nel vaso collettivo chiamato Shechina.

In questo modo una persona raggiunge lo scopo che desiderava dall’inizio, non sapendo cos’è che esattamente lo ha attirato e come appagare questo desiderio non chiaro. Percorre questa lunga strada per arrivare a questo traguardo che egli ha inconsciamente sentito essere la sola cosa di cui ha bisogno nella vita.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del  6.06.2013, Gli Scritti del Rabash

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