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Il mistero del Libro dello Zohar

E’ pericoloso studiare il Libro dello Zohar con un desiderio che ancora non ha raggiunto la maturità, che non si è ancora esaurito in questo mondo e che ancora non ha capito che non c’è altro da fare che innalzarsi al di sopra di esso, verso il mondo della correzione.

Solamente se l’ uomo cerca il senso della vita e trova il motivo per il quale vivere, allora la Kabbalah si può aprire.

Ma se ancora non sente questo bisogno, allora incomincerà a servirsene egoisticamente e a proprio beneficio, illudendosi di correggere se stesso. Egli incomincia a trafficare con esso e ad usarlo come un’ arma per il suo ego, non contro l’ egoismo, bensì per il proprio tornaconto, trasformando così un elisir di vita in un veleno mortale, per sè e per gli altri.

Perciò i kabbalisti avevano timore a divulgare la scienza della Kabbalah a tal punto da inventare tutta una serie di precetti: non prima d’ aver compiuto 40 anni, avendo studiato preventivamente tutta la Torà, l’ assoluta osservanza dei comandamenti; paventando altrimenti la possibilità di uscir di senno, in modo tale da spaventare tutti quanti. L’ egoismo infatti era in fase di crescita.

Nello stesso Libro dello Zohar è scritto che è stato deciso che dovrà essere aperto solamente alla fine dei giorni, quando questa saggezza dovrà essere comunicata per la correzione del mondo, già pronto per essere riparato. Allora verranno dei kabbalisti che ci diranno che il tempo è arrivato.

Perciò Rabbi Shimon ha pianto; egli non sapeva come scrivere il Libro dello Zohar in modo che, anche fosse stato aperto prima del tempo, non avrebbe portato danno. Per questo motivo l’ ha scritto con l’ aiuto di Rabbi Abba, come tramite un codice segreto. Noi leggiamo il Libro dello Zohar e non riusciamo a capire dove, dietro a Rabbi Abba è nascosto Rabbi Shimon, che piangeva a causa della divulgazione del grande mistero.

Rabbi Shimon si è servito di Rabbi Abba come di uno “scudo”, una copertura esterna, una possibilità di scrivere in codice. Si può svelare il segreto nascosto da Rabbi Shimon, solamente a condizione di riuscir a penetrare attraverso la copertura protettiva di Rabbi Abba. Allora si sarà in grado di accogliere il messaggio segreto di Rabbi Shimon, altrimenti non si potrà leggere.
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(Dalla lezione sull’ articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona” 14.12.2010)

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Disperarsi ma non arrendersi

Riferendoci ad un testo kabbalistico e in modo particolare al Libro dello Zohar, dobbiamo riconoscere l’ importanza della comprensione spirituale. Perché, in definitiva, noi vogliamo proprio questo; non il sapere, non la scolastica, non la comune conoscenza del materiale, ma solamente la comprensione, il concepire spirituale, che testimoni da parte dell’ uomo la scoperta, la rivelazione del Creatore. Questo è il criterio della nostra valutazione.

Lungo il cammino verso la rivelazione, vige la legge della somiglianza delle virtù, che non concede nessuna deroga.

Da un lato, l’ uomo intero dipende completamente dall’ azione delle Forze Superiori. Nient’ altro lo può aiutare; egli ha bisogno solamente di aiuto dall’ alto. Chi capisce questo, prende un giusto atteggiamento.

La Torà parla di questo, descrivendo l’ esilio di Egitto: “Gemevano i figli di Israele dal lavoro, e i loro lamenti arrivavano al Creatore”. In altre parole, essi sapevano con sicurezza che con le loro forze non avrebbero ottenuto niente.

Ma dall’ altra parte, i progressi spirituali si ottengono sempre con la combinazione degli opposti. Per questo motivo noi stessi dobbiamo prender parte a questo processo.

In conclusione noi ci mettiamo tutta l’ energia possibile, e al contempo siamo sicuri che solo “un miracolo dal cielo” ci condurrà fuori dalla terra di Egitto, alla terra di Israele.

La sfiducia nelle proprie forze è necessaria, e l’ uomo non deve evitare questo sentimento, ma è altrettanto necessaria la fiducia nell’ aiuto dall’ alto, che bisogna chiedere incessantemente con tutte le forze.

L’ uomo deve venirsi a trovare come i figli di Israele, gementi per il duro lavoro, quando tutto dentro di lui si fonde con l’ ambiente esterno in un insieme compatto unico e crea le condizioni che lo spronano ad uscire dall’ Egitto.

Perciò noi dobbiamo veramente cercare di rappresentarci esattamente in questa stessa situazione. Qui facciamo tutte le azioni necessarie, e poi non corriamo via dalla disperazione, ma al contrario, poniamo tutta la forza della nostra disperazione nell’ urlo, nella richiesta della correzione.
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(Dalla lezione sul Libro dello Zohar. Introduzione. 14.12.2010)

Ho faticato a ritrovati

“Nessun dolore, nessun guadagno”, come dice il proverbio. Qualunque sia la meta che ho scelto di perseguire, buona o cattiva, richiede sforzo. I lavoratori fanno il loro lavoro, come lo fanno i ladri, gli scienziati, gli atleti, e così via. Qualsiasi desiderio realizzato esigenze del lavoro.

Dopo tutto, la creatura è fatta di desiderio per il piacere, e, come ogni cosa, cerca il riposo. Pertanto, qualsiasi movimento (azione) richiede energia (motivazione) da noi. Questa regola governa tutti i livelli della natura, se ne parla da sempre.

Nel nostro mondo, parallelo alla crescita dell’ egoismo, dobbiamo esercitare uno sforzo sempre maggiore per ottenere il risultato desiderato e il piacere del guadagno.

Descrivendo il mondo spirituale, i Kabbalisti, sottolineano anche la regola: “La misura della sofferenza determina la misura della ricompensa”, “Ho faticato e ho trovato”. La formula rimane la stessa, ma contiene una disposizion: le azioni Spirituali sono eseguite al di fuori del desiderio per il piacere.

Dopo il desiderio di realizzazione dell’ uomo, l’ anelito per l’ equivalenza con il Creatore, la Sua rivelazione, emerge in una persona che trova il gruppo, e il suo sviluppo prosegue secondo il seguente ordine:

  1. Io studio la saggezza della Kabbalah nel gruppo in modo da unirsi.
  2. Il mio egoismo cresce esclusivamente sulla strada dello studio. Ora è un ego totalmente diverso, a differenza dell’ egoismo ordinario del mondo corporeo.
  3. Come cresce, comincio a capire che sono inadeguato alla meta, la dazione. Scopro il mio odio verso gli amici e per l’ unificazione. Ho bisogno della presa di coscienza dell’ importanza della meta, e questa consapevolezza deriva dagli studi ed anche dal gruppo.
  4. Cado in crisi e non so cosa fare quando mi rendo conto che mi serve l’ aiuto della Luce Circostante (Ohr Makif ).
  5. Comincio a studiare in modo diverso, al fine di attirare la Luce Circostante (Ohr Makif) nel gruppo.
  6. E poi ho trovato!

Non è così facile da realizzare l’ egoismo sul sentiero spirituale, come è nel mondo corporeo. In questo mondo, devo semplicemente fare uno sforzo per raggiungere un risultato. Al contrario, la crescita spirituale richiede la crescita dell’egoismo che resiste all’ unificazione. Parallela ad esso, anche l’ importanza della connessione deve aumentare, in caso contrario, per cosa dovrei lavorare?

Io studio al fine di attirare la Luce Circostante (Ohr Makif), e solo allora posso trovare ciò che desidero. Che cosa è questa scoperta? E’ la dazione.

Così, noi acquisiamo una seconda natura. Abbiamo iniziato con un desiderio di ricevere, ma alla fine la nostra natura diventa dazione. E mentre stiamo cercando, dobbiamo esercitare le nostre forze con l’ influenza della Luce Circostante.

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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 10/12/10 , Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 545)

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Il richiamo della luce

Domanda: Da dove provengono miei desideri?

Risposta: Tutti i desideri provengono dal Partzuf superiore che si riveste e si risveglia. Il tuo desiderio è la luce che si espande dall’alto, una mite illuminazione che innesca un desiderio. Dopo tutto, tu sei un mero desiderio, simile a un pezzo di metallo.

Quando la luce scende su di te, inizia il “riscaldamento” dall’ alto, sta facendo qualcosa con te.

Dove ottieni la sensazione che desideri qualcosa? La luce che è già presente in te, ti attira, anche se solo con il suo rovescio, la parte più lontana. E come se il desiderio che proviene dalla luce, non venisse riempito, semplicemente non abbiamo abbastanza esperienza.

Stiamo vivendo in Malchut dell’ infinito come diciamo. E allora? Cosa dobbiamo sperimentare? Solo questo mondo corporeo e nulla di più. Perché è così? Tranne questo piccolissimo posto, tutti gli altri desideri in me non sono illuminati, ed ecco perché non li sento. Non sono minimamente attratto da loro.
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Un dramma di mille anni con un finale felice

Perché è stato necessario tutto questo dramma della vita: che Israele uscisse da Babilonia separandosi dal resto dell’ umanità, ascendesse al livello spirituale, costruisse il Primo ed il Secondo Tempio e dopo si frammentasse e cadesse nelle Klipot (gusci)? È stato fatto con il fine di raccogliere un po’ di Luce Superiore dall’ Alto e portarla in basso, alle anime, in piccole scintille.

Queste scintille sono il risultato della rottura ed è per questo che possono esistere all’ interno dell’ ego in accordo alla legge dell’ equivalenza della forma. Se c’ è una scintilla nell’ ego, può elevare MAN (preghiera) attraverso il gruppo che passerà questa richiesta al Creatore. Il Creatore invierà una risposta sotto forma di Luce che Riforma che compirà una correzione.

Nella scintilla stessa non c’ è niente da correggere, ma la Luce correggerà la sua connessione con le altre anime, affinché anche la volontà di ricevere piacere (desiderio) partecipi ad essa. Gradualmente, una persona si vincola a tutti gli altri e le anime cominciano ad unirsi di nuovo in una sola anima.

Pertanto, tutto questo processo patito dal gruppo chiamato Israele, c’è stato con l’unico fine di correggere tutte le altre anime. Al contrario, Babilonia non sarebbe potuta essere riformata perché non possedeva scintille spirituali.

Così, un po’ di tempo fa, l’ umanità si divise in due gruppi. Uno di essi era nel raggiungimento del mondo spirituale e dopo ritornò, si frammentò e cadde nel mondo materiale; però questo gruppo portò le scintille della rottura con sé e durante i successivi duemila anni, i due gruppi furono “cucinati” insieme e mischiati. Il momento fu prestabilito per questo. Adesso il tempo è finito e cosa faremo in seguito?

Adesso dobbiamo chiarire le condizioni della correzione, tanto sul piano spirituale, quanto su quello materiale. Pertanto, l’ umanità sta entrando in una crisi globale, mentre allo stesso tempo, il metodo per risolverla, la saggezza della Kabbalah, si sta rivelando.

Siamo capaci di sentire tutto questo solo perché le scintille della frammentazione stanno vivendo dentro di noi.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6 Dicembre 2010, lo Zohar, Introduzione, articolo “Chi creò questi”)

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Non aver paura di essere girato alla rovescia

Domanda: Perché c’ è una così grande differenza tra gli oggetti spirituali, nei quali l’ inferiore è sempre molto peggiore del superiore?

Risposta: il Partzuf inferiore non solo è più piccolo del superiore, è assolutamente peggiore in tutto ed opposto ad esso perché nella scala spirituale, tutti i gradi sono opposti tra di loro.

Il grado superiore non è solo un po’ più intelligente, più conoscitore e percettore. È la stessa cosa delle quattro fasi della Luce Diretta. La prima fase (Bechina Alef) è totalmente opposta alla seconda (Bechina Bet), tanto in relazione ai desideri (Kelim, vasi), quanto in relazione alle Luci. Allo stesso modo, la terza fase (Bechina Ghimel) è opposta a Bechina Bet. Nessun grado successivo differisce un poco dal precedente, sono sempre completamente contrari.

Noi non sentiamo questo nel nostro mondo fisico. Il nostro desiderio egoista, semplicemente continua a crescere, diventando sempre più intelligente, qui tutto è chiaro per noi. Tuttavia, nella spiritualità, il grado superiore è così opposto al precedente, che sono incapaci di capirsi. Si riferisce anche ai gradi adiacenti, per non menzionare quelli che sono separati da un intervallo.

Pertanto, quando leggiamo un testo scritto da un kabbalista, possiamo solo chiedere la nostra correzione, elevare il Man (Mayin Nukvin, acque femminili). La mia spiegazione è anche diretta unicamente a centrarsi in essa.

Tutte le cose immaginarie che stiamo studiando ci aiuteranno solo nella formazione di una preghiera al Creatore. Questo perché l’ ascesa da un grado all’ altro, può essere fatta a condizione che la Luce Superiore ci giri “alla rovescia” o “dal basso verso l’ alto”, facendo ogni volta una rivoluzione completa.

È così che avviene l’ ascesa nei gradi spirituali, come un embrione che si gira quando è sul punto di nascere. In questa maniera lui è pronto ad uscire; e mentre sta nascendo (uscendo), si gira di nuovo ed esiste ora nel grado successivo. Comunque, copre la breccia tra i gradi, girandosi al contrario.

È impossibile ricevere il grado successivo senza essersi liberato completamente dal precedente. “Alla rovescia” significa vuotarsi di tutta la Luce di Nefesh, poiché sono opposti l’ uno all’ altro.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Dicembre 2010, Talmud Eser Sefirot)

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Una mela nel giardino del Creatore

L’ uomo si sviluppa come una mela che matura in un albero finché raggiunge il livello finale, quello desiderato. L’ uomo attraversa senz’ altro degli stati veramente opposti nel suo percorso. Si sente come una mela dura, aspra e immatura. Può comunque seguire il percorso della Luce invece del percorso delle sofferenze e sentire che si avvicina costantemente al bene?

Quando si segue il percorso della sofferenza, il nostro desiderio di ricevere riceve costantemente mentre cresce senza ottenere appagamento. Tuttavia, quando seguiamo il percorso della Luce, ci fa attraversare gli stessi stati in maniera consapevole, ed invece di vivere nei nostri desideri, viviamo in intenzioni, che ci permettono di rivelare il mondo opposto, il mondo della dazione.

In esso, io ricevo piacere nel donare al Creatore. Il Kli (vaso) egoista è il desiderio, ed il Kli altruista è la Luce Riflessa, l’ intenzione di dazione, Ohr Hochmà (Luce della Saggezza).

Io non accelero solamente il mio sviluppo con l’ aiuto della Luce, ma inoltre sento questo percorso come un piacere perché mi sto dirigendo verso un traguardo desiderato. Sono d’accordo con il Suo piano, ed ogni momento mi porta più vicino a questo.

Tuttavia, più mi avvicino al traguardo e più sento di essere opposto a questo. Questo succede perché costantemente incrementiamo la nostra sensitività verso le differenze tra di noi ed il Creatore, com’ è scritto: “Il Creatore è critico con i giusti per la larghezza di un capello”.

Nel primo livello io sento che la nostra differenza non è cosi grande: Buon affare, io ricevo e Lui dona. Dopo, dal primo livello io passo al secondo, ed anche se io divento più simile a Lui, proprio per questo, io sento che la differenza tra di noi non è più meno 10, ma meno 100, io sono salito, (in altre parole io ho acquisito una correzione), ed ha operato come una lente d’ ingrandimento dove io posso vedere le mie imperfezioni 100 volte più grandi di prima.

Anche se io sono un gradino più vicino al Creatore, sono diventato 100 volte più sensitivo. Prima la distanza di una misura di corda non mi disturbava, mentre adesso sono disturbato da un piccolo capello.

L’ unico elemento che può essere cambiato nei quattro fattori di sviluppo (le fondamenta, i mezzi di sviluppo delle fondamenta, l’ ambiente ed i mezzi di sviluppo dell’ ambiente) che influenzano una mela in crescita oppure un uomo, il suo gene spirituale, è l’ influenza dell’ ambiente. Questo è cosi perché unicamente l’ ambiente determina se la mela ha buone condizioni di crescita: sole a sufficienza e umidità.

La stessa cosa riguarda l’ anima. Quando abbiamo buone condizioni di crescita, non abbiamo bisogno di guerre e sofferenze. Se noi vogliamo far crescere la nostra mela (anima), ha bisogno di essere bilanciata con l’ ambiente.

Per poter fare questo, è necessario stabilire un collegamento con questo ambiente ed ottenere la Forza Superiore attraverso questo, raggiungere il Creatore che diventa questo ambiente, lo corregge in modo che io, l’ ambiente ed il Creatore ci possiamo unire in un insieme.
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