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Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.12.2010

Il Libro dello Zohar: Introduzione “Le Lettere di Rabbi Amnon Saba”, Punto 34, Lez. 6
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, “Domande e Risposte per il Significato delle Parole”, Lez. 14
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 82, Lez. 41
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Baal HaSulam, Art. “Una serva che è l’erede della sua padrona”, Lezione 9
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L’ Anti-mondo secondo una formula sconosciuta

E’ così difficile far conoscere la Kabbalah alle masse e spiegarla all’ uomo, perché si tratta di una realtà che egli non percepisce, e per di più all’ opposto da lui, un anti-mondo.

E non si tratta semplicemente di una realtà all’ opposto, dove il “più” si può cambiare con il “meno”; non ci è assolutamente comprensibile questa “antitesi”, questa formula che non esiste nel nostro mondo. E’ naturale che per questo motivo siano in pochi ad occuparsene.

Anche se un gran numero di persone è dell’ opinione che si tratti di qualcosa di molto elevato, di buono e giusto, pur tuttavia non sono capaci di afferrarla.

E perciò vediamo l’ umanità sprofondare sempre più nell’ inganno e tranquillizzarsi con dei surrogati che sostituiscono la verità: teologia, mistica, ogni sorta di correnti “new-age”.

Qui non c’ è altro da fare, solamente aspettare che l’ umanità maturi. Più ci saranno uomini di scienza che si daranno da fare pretendendo veramente di scoprire lo spirito, tanto prima l’ uomo incomincerà a scoprire dov’ è il bene e dov’ è il male.

E’ una legge conosciuta, che più famoso diventa un uomo, tanto prima si scoprirà quanto in realtà valga. Se un medico fa di tutto per autoreclamizzarsi, tutti andranno da lui a farsi curare. Ma se lui non è un buon medico, di fronte ad una tale quantità di pazienti diventerà tutto chiaro, e tutti lo lasceranno.

E’ possibile che prima qualche malato si recasse da lui, ma dopo tutta questa pubblicità non verrà più nessuno. Ossia, va a finire che la pubblicità contribuisce alla scoperta della verità.

Per questo motivo i kabbalisti non si mettono contro alcun uomo di scienza, basta che tutti rimangano al loro posto. Tutti loro infatti si trovano in balìa di desideri andati a male.

Fino a quando la gente trova in queste varie metodiche qualcosa che le aggrada, non c’ è niente da fare. Che l’ uomo faccia da sé chiarezza dentro il proprio egoismo, e allora arriverà alla verità.

Una gran quantità di ostacoli e tanti falsi maestri si trovano lungo il nostro cammino. Ma essi sono come dei filtri che ci aiutano, appunto filtrando il nostro ego. E quando l’ uomo infine è passato attraverso tutti questi filtri, e la smette di credere nelle varie correnti (“nei vari dei”), nelle proprie forze e in tutti i possibili immaginabili feticci (filo rosso, una pietra, varie benedizioni, ecc.), capirà che nessuno lo può aiutare, fuorché la luce superiore, e allora arriverà a lei.

(Da una lezione del 16.12.2010 sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona”)
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Preparare il suolo per il lavoro di Davide

Domanda: Come si può esprimere nel lavoro di gruppo la storia di Davide e Bat-Sheva?

Risposta: É una domanda corretta. Noi non lavoriamo esclusivamente nel desiderio individuale di una persona, ma nel desiderio che si trova tra di noi. Questo è precisamente quello che è stato rotto, ed è questo quello che deve essere corretto.

Nel desiderio generale di correzione ogni persona è presente con il proprio egoismo, che non viene considerato per niente. Dentro di me ci sono desideri dei livelli animato, vegetativo e livelli inanimato, che non sono soggetti a correzione direttamente. Saranno corretti nel grado in cui io lavoro nel livello umano.

Quello che deve essere corretto sono i rapporti tra di noi, i fili di collegamento tra di noi. Questo desiderio generale è il male in relazione a te – l’ intenzione con lo scopo di dare.

Lascia tutte le altre cose e lavora sull’ essere umano in te – Adamo, quello che deve essere similare (Dommeh) al Creatore. Tutti gli altri desideri lo seguiranno automaticamente.

È per questo che tutto il lavoro viene fatto nel gruppo, Malchut, Bat Sheva, è il Kli comune rotto per il quale dobbiamo trovare correzione, unità. La Luce Superiore di discernimento AB-SAG viene e prende una parte di Luce da noi. È cosi che Uriah muore, la Luce Yod-Hey. Solamente rimane Vav-Hey con la quale possiamo lavorare.

Allora Davide prende una parte di Zeir Anpin, che è intesa per correggere Malchut, e inizia a lavorare. Essendo uno schermo (Masach) con l’ intenzione “con lo scopo di dare”, lui corregge Bat Sheva e raggiunge il giusto Zivug, unità con lei, in modo di poter dare piacere al Creatore.

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Che cosa mi ispira?

Devo sempre cercare il mezzo più comodo che mi aiuti a sentirsi ispirato il più velocemente possibile per l’importanza dell’ obiettivo. Questo mi permetterà di aspirare al “luogo” o alla “goccia di unità”, dove infine spero di rivelare il Creatore. A questo proposito, tutto dipende dal mio stato attuale. Vari Reshimot stanno costantemente emergendo in me. Come regola, comincio a costruire un’ intenzione nell’ inconscio, un vago stato “a secco”, senza una goccia di sentimento e ragione.

Quindi, devo svegliare questo “stupore”, tanto da bruciarmi con un forte desiderio se in questo momento non rivelo in me ciò che il libro kabbalistico mi sta raccontando, cioè che “la morte è meglio” di questa vita senza la connessione superiore.

Dobbiamo cercare e utilizzare tutto ciò che può emozionarci e toccarci. A volte il gruppo aiuta, ricordandomi l’ unità, la garanzia mutua, e la responsabilità. A volte siamo ispirati al pensiero del Creatore come un meraviglioso obiettivo molto elevato. A volte mi sento eccitato per l’ azione stessa e l’ opera di unificazione con gli amici, nonostante i disturbi.

È necessaria la ricerca dei mezzi che mi facciano avere una inestricabile domanda spirituale durante la lettura dei testi kabbalistici nella lezione.

L’ approccio a questi testi deve essere equilibrato. In linea di principio ho ragione di lamentarmi. Da un lato, se io non capisco niente, allora io non ho niente a cui riallacciarmi. Dall’ altro lato, quando inizio a prestare attenzione al contenuto, ho nutrito la mente e perso l’ intenzione.

Ecco perché Baal HaSulam scrive quanto segue nella “Lettera 17”: “E ‘meglio per voi mantenere l’ obiettivo e aspirare alle indicazioni del Padrone. Dopo tutto, uno che non conosce le vie del paese che lo ospita e le direttive del Padrone, il significato dei segreti della Torah, come potrà servirlo? Questa è la garanzia più sicura della linea mediana al di fuori delle tre. “

Noi desidereremo capire quello che dobbiamo fare, chiedendo: “Dacci la mente, dacci la forza, dirigici, spiegaci, dimostraci attraverso l’ esempio in che modo dovremmo agire correttamente.” Potete richiedere tutto questo al Creatore come un bambino che chiede ad un adulto. Allo scopo del bambino solo il desiderio è necessario, mentre agli adulti gli fornisce tutto il necessario. Raccolgo questo desiderio dal gruppo, dai miei amici. Qui sta la mia libera scelta.

Dall’ Alto ho ricevuto tutto quello di cui ho bisogno sul sentiero spirituale, a parte la domanda, che devo sviluppare per conto mio. E’ verrà solo quando mi sentirò ispirato dall’ ambiente e dalla grandezza dell’ obiettivo. Poi l’ ispirazione esploderà dal cuore e io aspirerò alle indicazioni del Padrone con tutte le mie forze al fine di imparare a servirlo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13/12/10 , Lo Zohar)

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Se sei un eroe …

Domanda: Ultimamente mi sento molto stanco e mi addormento alla lezione. Questo significa che il mio desiderio per lo scopo non è abbastanza forte?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo accettare ogni stato come proveniente dall’ Alto, dal Creatore, perché “Non c’ è nessun altro al di fuori di Lui.” Se faccio riferimento a tutti gli stati in modo che siano costruttivi e provenienti dal Creatore, e quindi avanzando verso la meta, allora sono già in uno stato veramente utile, che mi fa innalzare. A questo proposito non tutto dipende dallo stato stesso, ma dal mio atteggiamento verso di esso. Da dove viene?

Non importa in che stato mi trovo, in quello buono, cattivo, intermedio, o in uno che manca di qualsiasi azione, anche se resto in esso per diversi mesi. Se io vi faccio sempre riferimento, come uno stato di diritto per fare riflessioni, correzioni, e’ avanzamento, quindi non mi preoccupo di ciò che sta realmente accadendo.

Devo sempre alzare MAN, restando nelle intenzioni e in risposta, dall’ Alto, ricevo MAD, lo stato che viene a me. L’ intenzione viene da me, mentre lo stato viene dall’ Essere Superiore.

Pertanto, dobbiamo guardare a tutto ciò che ci viene dall’ Essere Superiore come una benedizione. Qualsiasi cosa che è venuta a noi è venuta perché arriva, senza dubbio, da Colui che è buono e fa del bene, e non c’ è nessun altro al di fuori di Lui. Devo trattare ogni stato come necessario per il percorso.

Se io continuo il cambiamento e l’ approfondimento allo studio, con il gruppo, e con l’intenzione, allora io non sono preoccupato per quello che ho ricevuto da Lui. Al contrario, è possibile che ogni volta che riceverò un trattamento duro (Gevurot) da Lui, avrò capito che proprio questo trattamento è quello che mi fa avanzare. Dopo tutto, è così che una persona seria è trattata, uno che si aspetta di fare progressi, a differenza di un bambino che viene trattato con tenerezza e nulla ci si aspetta da lui. Quindi, tutto dipende da: se sei o non sei un eroe ….

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/12/10 , Lo Lo Zohar)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.12.2010

Scritti di Rabash: Dargot HaSulam, Art. 876
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 162, Lezione 15
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Rav Yehuda Ashlag, Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Lez. 8
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “La Libertà”, Lez. 9
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Quando cade il muro tra di noi

Tu stai rivelando il male che non ti fa entrare nel mondo spirituale come un muro che sta di fronte a te. Inoltre, non lo puoi fa cadere da solo, ma solo insieme.

Per fare questo, devi unirti a un gruppo, e questa è l’ unica azione che possiamo compiere liberamente. Trovandoci insieme siamo capaci si attrarre il potere del Creatore a noi e con esso buttare giù questo muro!

Adesso sono davanti a questo muro egoista, ma non sono più da solo; io sto in piedi come molti punti nel cuore connessi insieme e chiamati un “gruppo kabbalistico”.        Questa è una forza enorme che può facilmente abbattere il muro. Noi riveliamo il Creatore all’ interno del nostro collegamento perché senza il Creatore, noi siamo incapaci di collegarci!

Io lo chiedo al Creatore e lui mi collega con gli altri. Gli altri a loro volta chiedono la stessa cosa al Creatore ed anche loro vengono collegati. In questa maniera noi introduciamo la forza del Creatore tra di noi. Lavorando nella tua connessione con gli altri, tu stai praticamente preparando te stesso per un salto avanti.

Cosa significa che le persone di Israele uscirono dall’ Egitto? Si unirono in tal modo che il muro è crollato; loro s’ innalzarono al disopra del loro egoismo. Questo è il significato di scappare dall’ Egitto.

Non ci sono dei muri all’ esterno. Il muro è rivelato in modo di farci vedere che non vogliamo unirci con gli altri; è la rivelazione del muro tra di noi. Adesso porta il Creatore in modo che Lui possa abbatterlo. Cioè, non c’è bisogno d’altro.

Dobbiamo continuare senza essere tanto intelligenti. Il nostro principale lavoro si svolge in occultamento, inconsciamente; questo è il periodo di preparazione. Perciò è molto importante seguire la metodologia perfino se non la comprendiamo, come un bambino che non capisce come cresce. Il muro è tra di noi e la nostra unica azione libera si dirige contro esso.

Uno può lavorare in questa preparazione anche se guarda le lezioni a casa o in TV perché la nostra connessione non è fisica; noi non ci colleghiamo con le manette o catene d’acciaio, ma soltanto con il desiderio interiore. La distanza non ha importanza, importano solamente il desiderio e la devozione per il traguardo.

Lo stesso muro che sentiamo adesso tra di noi diventerà colla e ci unirà insieme alla fine. Lo stesso Faraone che sta tra di noi diventerà il Creatore. Questo significa che noi fuggiamo dal Faraone e veniamo alla rivelazione del Creatore.

Non ci spostiamo da nessuna parte; tutto questo viene fatto all’ interno del gruppo, ma invece di sentire la rottura ed il rifiuto, noi riveliamo la colla e la connessione. Questo è semplicemente un problema psicologico che supereremo e tutt’ un tratto la difficoltà diventerà il potere della connessione, l’ angelo della morte diventerà l’ angelo della santità, e la tomba diventerà il grembo materno.
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Rabbi Shimon: Un uomo invisibile

Il Libro dello Zohar è rimasto nascosto per molte generazioni e addirittura era proibito guardarlo. Gli stessi kabbalisti avevano diffuso questo divieto.

Il mistero ivi racchiuso è luce che ritorna alla sorgente; ma pervenire a questa luce si può solamente sfondando lo scudo di difesa postovi da Rabbi Abba, che ha scritto questo testo.

Quando i kabbalisti scrivono dei libri, si esprimono in modo tale che il contenuto viene nascosto da un rivestimento, attraverso il quale noi dobbiamo penetrare. Una lettera è già un’ apertura, ma aprendo di una spanna, essi la rinchiudono doppiamente.

Essi, nascondendo il contenuto, ci aiutano, permettendo ch’ esso ci venga incontro in modo tale, che noi possiamo almeno sfiorare questo mistero. Infatti, se non fosse nascosto, non potremmo percepire assolutamente niente.

E’ proprio come un uomo invisibile, che non si può vedere finché non è vestito. Ma appena si mette addosso qualcosa si può notare.

Ossia, quello che ha fatto Rabbi Abba, nascondendo Rabbi Shimon, ci aiuta ad avvicinarci a questo mistero! Ma d’ altra parte ci da modo di lavorare. Se tu riesci a superare questo rivestimento, allora arrivi a Rabbi Shimon.

Rabbi Shimon ci porta la rivelazione dall’ alto in basso, e perciò si deve nascondere. Egli la vuole dare a tutti, ma non può, perché non siamo pronti a riceverla. E perciò piange. (Il pianto è simbolo di uno stato ridotto).

Tutto questo enorme sistema che si chiama RASHBI (Rabbi Shimon Bar Yohai) non è un uomo, ma un alto sistema che doveva ridursi (significato del pianto), perché sotto non erano in grado di ricevere nulla da lui.

E com’era possibile per lui adattarsi a divenire talmente minimo da poter comunicare con gl’ inferiori: come passare un enorme tubo attraverso la cruna d’ un ago? A questo punto si aggiunge un altro sistema che si chiama Rabbi Abba, un’ anima assai particolare, in grado di diventare un adattatore e collegare noi con Rabbi Shimon.

Allora la luce di RASHBI si rivela attraverso il particolare sistema di Rabbi Abba, che arriva a noi nell’ aspetto del libro dello “Zohar“. Esso si chiama così dal nome della sorgente dalla quale sgorga la sua luce (Zohar significa altissimo splendore), luce dell’Infinito, o luce del capo di Arich Anpin.
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(Da una lezione sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona” – 14.12.2010)

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Il bene trasformatosi in male

Baal HaSulam, “Introduzione al Talmud Eser Sefirot”, articolo 44: pertanto, la comprensione della Sua Provvidenza è la ragione di ogni bene, e la mancanza di comprensione è la ragione di ogni male. Risulta che questo è il fulcro sul quale gira tutta la gente del mondo, per il bene o per il male”.

Non comprendiamo il governo del Creatore, non ci è chiaro ciò che Lui sente per noi. Pertanto, lo preghiamo costantemente per qualcosa: “Allora, dove sei Tu, il Buono che fa il bene?”.

E cosa otteniamo in risposta? “Sono buono e ti porto sempre il bene, ma cosa ne fai? Prendi tutto il bene che io ti invio e lo trasformi in male ed invece della luce e del calore dell’ amore, ricevi una fiamma ardente. Sei tu che non hai visto la Luce di Chokhmà (Saggezza) nella Luce di Hassadim (Misericordia), e per questo, invece della Luce di Hassadim, sperimenti il fuoco distruttore”.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 03/12/2010, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

La scienza di investigare il Creatore

Il problema è che l’ uomo comune può solo studiare ciò che si trova ad un livello inferiore a quello umano: minerale, vegetale, animale.

Il desiderio a livello umano non riesce a distinguerlo e a studiarlo, perché questo desiderio deve essere simile al Creatore! Questo si chiama “l’ alta parte divina”. E tu, per il momento, non la puoi vedere in te, e perciò non puoi studiare questo livello di desiderio.

Il desiderio del livello umano si chiama “anima”; questo è materiale dell’ anima. Materiale significa desiderio di godere, e la sua forma, simile a questo materiale, è il Creatore. Questa somiglianza viene studiata dai kabbalisti: in che cosa Gli siamo simili, come, a quali livelli, secondo quale combinazione di proprietà ?

La scienza della Kabbalah studia come il materiale del desiderio di godere acquista la forma del Creatore, e da quel momento incomincia a chiamarsi anima.

Essa si chiama “anima” (neshamà) perché questo è il più alto gradino della nostra somiglianza con il Creatore, che, in un aspetto costante, siamo in grado di raggiungere, fino alla correzione finale (Nefesh – Ruach – Neshamà).

Continuerà ad esserci una tale restrizione in questa scienza, fino a quando non sarà compresa tutta la gente, e allora tutti insieme potremo esplorare ad un livello più alto!
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(Dalla lezione sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona” – 15.12.2010)

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