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L’indifferenza uccide silenziosamente, come un astuto serpente

La forza dell’inerzia ci evita costantemente di fare dei cambiamenti per nostra iniziativa, di svegliarci ed avvicinarci al Creatore invece della pressione della sofferenza e colloca una nube su di noi chiamata “Amalek. In generale, lavora contro l’importanza dello scopo ed è la causa di tutti i fallimenti.

Non sembra fare niente in particolare. Debilita semplicemente la persona, le toglie il suo desiderio e la tranquillizza, suggerendole che non c’è niente da temere: “Continua soltanto e tutto andrà bene”. È molto pronta ed è pertanto la più forte; ci infetta con l’indifferenza e pertanto questa forza “Amalek” è considerata il nostro principale nemico in questo cammino.

Vediamo che tutti gli altri nemici che vogliono impedirtelo, gridano, si mostrano e rivelano le loro qualità, interferiscono, ma Amalek non è così: lui vive agli argini, come un astuto serpente. Esistono persone così, loro sanno in che modo essere invisibili, ma non si dimenticano mai di se stesse ed operano sempre segretamente, di nascosto, per portare tutto a loro vantaggio. Queste persone sono quelle che fanno più danni.

È detto che dobbiamo cancellare anche la memoria di Amalek. Questo è il lavoro dell’importanza della rivelazione del Creatore rispetto alle azioni che stiamo realizzando a questo scopo e rispetto alle nostre speranze che questo succeda dall’Alto.

Siamo nel mondo delle azioni e quindi, finché non possiamo realizzare delle azioni nella pratica, non succederà niente. Sembrerebbe che le azioni non decidano niente perché la cosa principale è l’intenzione; però l’autentica intenzione è in Alto, nella Luce e noi siamo nel desiderio.

È per questo che, fintanto che non si è presentata dal basso l’opportunità di compiere delle azioni di connessione o avvicinamento reciproco, la saggezza della Kabbalah non è stata rivelata e non è uscita dall’occultamento. Dopotutto, non si poteva fare niente prima che ci fosse stata l’opportunità di compiere qualche correzione nella pratica.

Le nostre intenzioni sono sempre egoistiche, ma le cose potrebbero portare a dei cambiamenti, come è detto: il cuore segue le opere. È per questo che quando il mondo cambia tanto perché il Creatore si avvicina a noi, possiamo realizzare le stesse azioni andando verso di Lui e anche se queste azioni non hanno l’intenzione corretta, anche così cambieranno e purificheranno i nostri desideri, cioè saranno di aiuto.

Pertanto, la saggezza della Kabbalah si sta rivelando e possiamo lavorare e produrre dei cambiamenti in noi attraverso le nostre intenzioni di unirci e per mezzo della divulgazione di questo messaggio in tutto il mondo. Spieghiamo il futuro al quale deve arrivare l’umanità e che ci aspetta tutti. Spieghiamo in che modo dobbiamo agire affinché la rivelazione del Creatore sia gentile e non la evitiamo in tutte le manieri possibili, ma desideriamo vivere in accordo a questo nuovo approccio.

Una nuova organizzazione, un nuovo potere si è stabilito nel mondo: una nuova rete di forze che adesso governa il mondo è stata rivelata e dobbiamo capirla e sentirla, arrivare ad essere in obbedienza verso di essa. Se facciamo tutto il possibile per riuscirci, cancelliamo la memoria di Amalek, perché Amalek lavora principalmente per abbassare l’importanza del Creatore, la proprietà della dazione reciproca che è la completa essenza della nuova amministrazione, del nuovo governo che sta arrivando sulla nostra Terra e ci sta coprendo come una nube.

La ragione della crisi è che il Creatore si sta avvicinando; la sua qualità della dazione sta arrivando a noi e cominciamo a sentirla tra di noi sempre più forte. “Cancelliamo la memoria di Amalek” con le nostre spiegazioni nella pratica, in questo mondo, dal basso, ed allora il Creatore, la forza superiore, finirà quest’azione dall’Alto, con la Luce che Riforma.

Se cerchiamo di realizzare queste azioni anche nella nostra antica natura egoista, ma nell’insieme, con tutto il mondo, in qualsiasi luogo possibile, spiegando ed attraendo le persone all’avvicinamento al Creatore, attraiamo la Luce della correzione e cominciamo a cambiare. Cioè, per prima cosa cancelliamo la memoria di Amalek in basso ed in accordo a questo, il Creatore più tardi cancella la sua memoria in Alto.

Così diventeremo suoi alleati, lottando contro un nemico che si frappone tra di noi e ci separa dal Creatore e da noi stessi. In questa misura, la nube nebbiosa diventa un potente campo di connessione, nel quale scopriamo il nostro nuovo vaso (desiderio) e lì scopriamo la proprietà della dazione, che è chiamata rivelazione del Creatore agli esseri creati.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2.09.2011, Scritti del Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.09.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 886
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Libro dello Zohar, VaYelech (Mosè andò), Pag. 4, “Canzone, Cantando”, Punto 25, Lezione 2
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 131, Lezione 3
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 622, Punto 131, Lezione 57
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Scritti di Baal HaSulam, “La Nazione”, Lezione 21
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.09.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 884
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Libro dello Zohar, VaYikahel (Mosè raccolse), Pag. 95, “La Resurrezione dei morti”, Punto 493, Lezione 24
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Libro dello Zohar, VaEileh, Lezione 1
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 131, Lezione 2
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 620, Punto 130, Lezione 56
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Le tre parti dell’umanità

La Luce genera il desiderio e lo controlla. Inizialmente il desiderio non ha un movimento indipendente che non sia spinto dalla Luce; però se questo è il caso, come posso io presentare qualsiasi iniziativa, quello che viene chiamato “risveglio dal basso” (Itaruta de Letata) che si esige da me?

Questo risveglio è possibile perché la Luce si sforza di portare il desiderio di autocoscienza ed il comportamento cosciente, affinché il desiderio si senta autonomo ed indipendente dalla Luce. Allora, una volta che è in sé e libero dalla Luce, il desiderio può decidere cosa vuole ed esigere dalla Luce un cambiamento.

Questa richiesta può essere egoista, quando il desiderio vuole riempirsi in ragione della sua natura originale. Tuttavia, con l’aiuto della Luce, è possibile che il desiderio raggiunga uno stato nel quale vuole un cambiamento reale e chieda il riempimento non per il suo bene, ma per il bene della Luce, del Creatore e degli altri.

Le persone che desiderano ottenere questo tipo di richiesta e chiedono il bene degli altri, si chiamano “Israel” (dall’ebraico “Iashar Kel”, diretto al Creatore); mentre tutti gli altri che desiderano semplicemente riempirsi senza nessuna connessione con la Luce, si chiamano “secolari”. Se una persona pensa che la Luce possa aiutarla a riempirsi, è chiamata “religiosa”. Tutta l’umanità si divide in queste tre parti.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.05.2011, Shamati 5)

Una scienza per un futuro di successo

Molta gente pensa che la saggezza della Kabbalah parli del “numero degli angeli del cielo e dei loro nomi”, di certe nozioni vaghe e distanti che non hanno niente a che vedere con noi. Ci vuole molto tempo affinché una persona che viene a studiare la Kabbalah si liberi di tutti questi stereotipi.  Non impariamo un nuovo approccio della realtà, noi non introduciamo questo spirito.

Adesso che la crisi si sta sviluppando poco a poco, sentiamo una persistente necessità di scoprire come collocarci nel mondo, nella vita, con una nuova connessione tra le gente, che dobbiamo essere coscienti se vogliamo sopravvivere in questo mondo e per tanto cominceremo a metterci al corrente con questa saggezza che ci insegna a creare un’appropriata connessione tra di noi. Noi dobbiamo farlo per controllare la nostra vita quotidiana, per uscire dalla crisi in tutti i settori dell’educazione, delle relazioni famigliari, della scienza, dell’economia e nella nostra relazione con la natura che continua ad infliggerci dei colpi.

Per questo motivo dobbiamo identificare il problema per liberarcene o amministrarlo in un modo o nell’altro, altrimenti soffriremo sempre. Il nostro desiderio di ricevere piacere ci obbliga a trovare la causa di tutte le nostre sofferenze. Poco a poco scopriremo che il motivo sta nel fatto che la gente si connette in un modo scorretto, dannoso, che le connessioni egoistiche che abbiamo sviluppato nel corso di migliaia di anni non funzionano più e per di più causano danno.

In primo luogo, abbiamo sempre creduto che è meglio essere egoisti, ognuno per conto suo, che dovevamo costruire una società di consumo, che ogni persona poteva trarre beneficio in accordo alla sua abilità di usare ed ingannare gli altri per il suo profitto, finché seguiva le regole ed evitava la prigione o il castigo, lei avrebbe potuto farlo così e controllare.

Pero adesso un nuovo sistema si sta rivelando e ci sta dicendo: No! Questa stessa tendenza, questo stesso approccio egoista, questa stessa attitudine non funzionerà per molto tempo. Bisogna avere un’attitudine diversa. Il sistema precedente era individualista, e noi non eravamo dipendenti gli uni dagli altri. Adesso noi siamo arrivati alla fine del nostro sviluppo personale e individuale. Allo stesso modo dei germogli che escono dalla terra, anche noi siamo cresciuti ed abbiamo raggiunto il tetto e non c’è più spazio per crescere.

Visto che abbiamo raggiunto il nostro “tetto”, adesso abbiamo bisogno di connetterci gli uni con gli altri. Questo è un sistema diverso di esistenza. Vuoi esistere? Allora devi essere più connesso agli altri.

È difficile che noi immaginiamo questo sistema. Noi ci rendiamo solamente conto che siamo incapaci di ottenere qualcosa. Tramite la sofferenza, poco a poco riveliamo il vero stato dei fatti. È per questa ragione che alla fine la saggezza della Kabbalah si rivela anche da sé.

Allora, invece degli “angeli del cielo” e di diverse parole strane e sconosciute, poco a poco e con difficoltà, cominciamo a realizzare quello che la Kabbalah ci dice sulla struttura della connessione tra di noi, sul camino adatto per ottenere questa connessione adeguata, ed iniziare ad essere parte di essa. Questo ci spiega la misura nella quale la nostra attitudine verso la connessione appropriata determina il nostro futuro, tanto che così non è più necessario lavorare come prima, principalmente in maniera fisica, ma cominciare a lavorare in maggioranza con la nostre intenzioni.

Non abbiamo bisogno di reinventare le nostre vite o il mondo, di usare diversi meccanismi, equipaggiamenti o tecnologie, ma tutto si sposterà verso le nostre relazioni ed alla connessione tra di noi e il risultato dipenderà della qualità della nostra connessione.

Precedentemente migliaia di persone lavoravano nei campi e milioni lavoravano nelle fabbriche, nelle centrali e nelle industrie, ma oggi scopriamo che la gente non ha dove lavorare, può solamente lavorare nel consolidamento della connessione tra di noi in una maniera virtuale, interna. Questo determinerà concretamente il nostro successo nella fabbricazione, l’esportazione, l’importazione ed in tutto quello di cui abbiamo bisogno per organizzare le nostre vite materiali. Continueremo a cambiare la nostra prospettiva e la direzione per una relazione interna, perché lì riveleremo un mondo nuovo e veramente perfetto.

Per ottenere la rivelazione di questi stati gradualmente, passo dopo passo, noi leggiamo lo Zohar. Questo libro è il migliore per aprire il cuore, la mente, gli occhi e le orecchie affinché possiamo cominciare a sentire quanto dipendiamo della rete delle connessioni tra di noi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.09. 2011, Lo Zohar)

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Principi e consigli dalla Lezione quotidiana-21.9.2011

Il desiderio è ciò che fu creato come esistenza dalla non esistenza, come opposto al Creatore. Il desiderio ardente è ciò che il vaso deve sviluppare da solo. Questo desiderio è la creatura.

Nella misura in cui uno costruisce l’ambiente, egli inizia a ricevere la sua influenza su di sè. Quanto più una persona investe nell’ambiente, tanto più esso diviene prezioso per lui e perciò, egli si apre alla sua influenza di rimando su di sè. Con il suo aiuto una persona costruisce i mezzi per avanzare verso lo scopo della creazione contro il suo desiderio personale e in tal modo completa il suo sforzo.

Nessuno può avanzare con il suo stesso carburante; io non posso risvegliarmi se non tramite coloro che mi circondano e perciò, io devo influenzare loro così che loro risveglino me. Alla fine uno è legato agli altri così tanto che lui li risveglia e loro risvegliano lui, ciascuno riceve la ricompensa di tutti e nessuno manca di nulla. E questo è il compimento perfetto dello sforzo.

Se uno dirige se stesso verso “Israele, la Luce e il Creatore sono uno”, allora in questo sforzo veramente scopre la sua resistenza alla correzione. E se nell’affrontare ciò, una persona nonostante tutto scopre una sorta di volontà ad avanzare “zizzagando”, questo è chiamato costruire l’ambiente che influenzerà il suo avanzamento verso lo scopo. In ciò egli rivela un’aspirazione aggiuntiva oltre al desiderio che il Creatore ha creato in lui.

Tutto il nostro avanzamento equivale a una connessione più grande, legarsi a tutti. Questo è lo stato in cui si può realizzare la spiritualità, e noi dobbiamo unirci così fortemente in modo che internamente tra noi si evidenzi la pressione. Questa pressione si costruisce come risultato di tutto il nostro lavoro contro il nostro ego e la nostra volontà di unirci in opposizione ad esso. E allora queste due forze opposte creano una scintilla, la Luce, il fuoco.

In tutto il nostro avanzamento egoistico finora, noi ci siamo relazionati all’ambiente solo in modo condizionato: dare il meno possibile e ricevere quanto più possibile dall’ambiente con il minor sforzo possibile. Ma nel sistema integrale che sta per essere rivelato oggi nel mondo, bisogna risvegliare tutto il mondo per la completezza per la connessione-e facendo ciò assicurare l’appagamento di tutti.

Preparazione per la lezione

Il Creatore è rivelato nello sforzo di ciascuno per la spiritualità-la riunione di Israele.

Tutto ciò che è decritto ne Lo Zohar ha a che fare con i tipi di connessione tra di noi. Una varietà di fenomeni sta per essere rivelata nella rete di connessioni che si sta manifestando tra di noi, e questo e’ ciò di cui Lo Zohar parla.

Se noi proviamo a connetterci tra noi durante lo studio de Lo Zohar, allora Lo Zohar ci aiuta e ci porta, nella forma corretta, la forza per fare ciò.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.09.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 879
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Libro dello Zohar, VaYikahel (Mosè raccolse), Pag. 91, “Farete un’ altare come luogo per bruciare l’ incenso ”, Punto 471, Lezione 23
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Punto 115, Lezione 31
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 620, Punto 127, Lezione 55
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Scritti di Baal HaSulam “La Nazione”, (Inizia con “Quindi, gli eoni interscambiati…”) Lezione 19
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Diventare più intelligenti per un buffetto al naso

Domanda: Invece che cercare le ragioni di fondo per ciò che sta succedendo, la gente preferisce far sapere a tutti ed aspettarsi qualcosa dalle autorità. Come possiamo trasmettere il bisogno di cambiamenti radicali nella società e nell’uomo?

Risposta: Tu ed io sappiamo che il carro è tirato dal cavallo, e questo “cavallo” dovrebbe portarci ad un livello spirituale. Di conseguenza, ogni cosa che accade nella societa’ e nel mondo accade apposta per noi perchè cambiamo noi stessi.

Così non si tratta di distribuzione equa o che a qualcuno mancano cibo o casa. Queste sono le ragioni che ci spronano al cambiamento. La Natura ci mette sotto pressione e provoca svariati problemi e spiacevoli avvenimenti con un unico scopo: che attraverso questi stimoli noi comprendiamo che noi dobbiamo diventare differenti.

Perciò non lamentarti con la Natura o con il Creatore: “Perchè tu permetti un tale male?” Inizialmente Egli disse: “Ho creato l’indole maligna – Ho causato questo male, Perche’? In modo che voi cambiate.”

Perciò non importa quanto noi possiamo distribuire ai poveri e agli svantaggiati, nulla servirà. Al contrario la situazione peggiorerà e noi cominceremo a ricevere colpi “qualitativamente” maggiori: epidemie, disastri ecologici, guerre e così via. La Natura ha molto in serbo.

La correzione comincia dal facile e va al difficile, ed è per questo che dobbiamo cominciare da piccole cose facili. Un “bravo ragazzo” capisce da subito: “Oh! Tutto chiaro, non lo faccio più.” Lui non storta il naso; smettere di essere testardo; è pronto a diventare consapevole.

Noi dobbiamo spiegare ciò alla gente attraverso una diffusione integrata sistematica. Noi dobbiamo dimostrare, dati alla mano, che i loro progetti non cambieranno la società. Un’equa distribuzione e l’aiuto ai bisognosi è corretto. Ma come può essre realizzato ciò? Possiamo fare ciò solo insieme con l’educazione, comprendendo che noi cambiamo la società complessivamente.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 23.09.2011

Scritti di Rabash, Dargot Articolo 882
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Libro dello Zohar, VaYikahel (Mosè raccolse), Pag. 87, “Essi fecero l’ Ornamento”, Punto 446, Lezione 23
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Libro dello Zohar, Pag. 408, Punto 6, Lezione 3
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Scritti di Baal HaSulam “Un Comandamento”, “La parte della Torà che riguarda il rapporto tra uomo e uomo”, Lezione 4
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Tra cuore e mente

Domanda: Perché l’egoismo è legato ai “denti”, come è scritto che abbiamo bisogno di “rompere i denti dell’egoismo”?

Risposta: Noi abbiamo 32 “denti” (Lamed-Bet) che sono le qualità fondamentali che “tritano”, cioè che analizzano il cibo o il riempimento.

Questo avviene dopo aver imparato quale tipo di appagamento possiamo accettare o no, la quantità che possiamo accettare per il bene della dazione e la sua forma. Questo avviene dopo la valutazione finale fatta dalle “labbra” (una sopra, l’altra in basso) e la lingua al centro (chiamata la “lingua sacra”) che si trova nella linea di mezzo.

Tutta la nostra struttura rispecchia la distribuzione delle forze che esaminano i nostri desideri e i nostri pensieri, che in questo mondo determinano la forma umana, la forma immaginaria.

Il lavoro speciale dei “denti” è l’esame del riempimento che possiamo accettare per il bene della dazione, dato che si scontrano, separano e masticano il desiderio di ricevere piacere. La bocca è situata al centro tra il cuore e la mente, controlla e lavora i pensieri che vengono dal cervello ed i desideri che vengono dal cuore. Attraverso il rapporto corretto tra di loro, conosciamo ciò che si può accettare nella forma della Luce Interiore come “sapori” (Taamim).

Il cuore contiene i desideri che non sono stati ancora valutati definitivamente per la correzione. La bocca è il luogo in cui avviene la correzione, ma la sua zona più speciale è la gola situata al di sopra del corpo, ma sotto la testa, al posto di passaggio da una all’altra. Ecco perché la parola gola (Garon) suona come la parola “Ger” (colui che attraversa e unisce Isra-El).

E’ come se tutta la differenza tra l’animale e l’uomo fosse contenuta nella gola, il cosiddetto livello “parlante” che segue i livelli immobile, vegetale e animare. È come se questa parte che usiamo per parlare, la gola, mi differenziasse dall’animale e mi rendesse umano. Tutta la mente, i chiarimenti, i pensieri che derivano dalla ragione, così come i desideri che vengono dal cuore, alla fine approdano nella gola, dove si concentra l’essenza umana.

La gola contiene uno speciale meccanismo controllato dal cervello in virtù del quale si eseguono i chiarimenti, il parlare e il cantare, in sostanza, è il modo per esprimere il nostro livello umano. Attraverso la parola, cioè la gola, si esprime tutto ciò che esiste nel nostro cuore e nella nostra mente. Si potrebbe pensare: cosa c’è di così speciale, considerando si tratti semplicemente in un tubo, fili (corde) e muscoli?

Ma non è così semplice come sembra. Questo meccanismo del linguaggio ha bisogno di capire tutto ciò che esiste nella nostra mente e nel nostro cuore, e lo esegui facendolo esprimere. Viene attivato dalle “5 aree del polmone” dal basso verso l’alto, poi si raggiunge le “cinque fonti nella bocca” (la lingua, il palato, la gola, i denti e le labbra). E’ un meccanismo spirituale molto complicato.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah “Shamati n. 101” del 1.09. 2011)

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