Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Un permesso di entrata per il mondo spirituale

Domanda: Io ho una spiacevole sensazione che non comprenderò il testo dello Zohar nemmeno in un centinaio di anni. Cosa dovrei fare?

Risposta: Proprio come nel passato l’uomo voleva “acquisire” tutto questo mondo ora egli vuole acquisire tutto della spiritualità. Questo desiderio in sè va bene, ma nel momento in cui questo pensiero si presenta, una persona deve capire che qui c’è un paradosso: io raggiungo la spiritualità quando rinuncio a tutto.

Come posso volere, con il mio grande desiderio, così tanto la spiritualità e allo stesso tempo, lasciar perdere tutto? Questo è impossibile – a meno che io non riceva la seconda forza dall’ambiente, la forza opposta al mio desiderio di raggiungere la spiritualità senza alcuna connessione con gli altri: “Cosa dovrebbe importarmi di loro? Chi sono loro? Esistono in ogni caso? Io devo trattare con il Creatore! E per quanto mi riguarda voi potete anche scomparire tutti . . .” Così è fatto l’uomo, e tutti quelli che sono più grandi del loro amico hanno un più grande egoismo.

Eppure, malgrado tutto questo, io tuttavia raggiungo la devozione totale, in base a cui mi arrendo a ciascuno e voglio solo donare a un punto tale che non otterrò nulla da ciò, e non saprò neppure che sto donando. Questo succede perché il mero pensiero di dazione è già una ricompensa. L’ambiente dovrebbe permettermi di fare così.

Da una parte c’è’ la forza crudele, incontrollabile dentro di me: il desiderio di godere, e di godere quanto più possibile. Sto semplicemente bruciano di desiderio di raggiungere la spiritualità. Dall’altra attraverso il gruppo, la Luce deve influenzarmi con gli attributi opposti. Questo è chiamato “Aviut (rudezza) del desiderio dal basso e lo schermo dall’Alto” E allora avrò il vaso (Kli) per la rivelazione spirituale.
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 630, Punto 153, Lezione 67
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L’Economia dell’anima

Il sistema economico è una sorta di impronta egoistica del calcolo che noi facciamo nel “corpo” dell’anima quando noi la prepariamo per l’azione spirituale. In economia noi miriamo al massimo profitto con il minimo investimento e il minimo rischio. Questi sono calcoli pratici ed egoistici dove tutto e’ chiaro.

Persino se l’egoismo è formalmente represso, è solo perché noi non siamo capaci di rappresentarlo qualitativamente dal momento che appartiene alle sensazioni, alle connessioni famigliari, agli interessi di un paese, di una nazione e così via. In realtà tutto può essere elencato e se noi fossimo capaci di farlo, troveremmo noi stessi in un sistema preciso, analogo a quello che funziona nel mondo spirituale.

Tranne che là, i calcoli sono fatti nel “corpo” di un Partzuf, nell’aspirazione per la dazione. Quando si è sul percorso che porta alla dazione, si fa un calcolo preciso, come in un’economia ideale: quanto devo ricavare da ciascun desiderio, da ciascuna situazione, da ciascun fattore in questa azione o manovra per ricevere il massimo beneficio? Ma ovviamente, quel beneficio e altruistico.

Qui noi confidiamo nel ricevere, mentre là – sulla dazione, eppure il calcolo rimane. La sola domanda è come passare da una modalità all’altra. Anche spiegare lo stato finale non è semplice, tuttavia è rappresentato con precisione matematica. Gli attuali disastri economici stanno essenzialmente rivelando i tratti del nostro egoismo che abbiamo mancato di condurre con i più precisi calcoli.

“Amo questa persona. Odio quell’altra. Questa mi ripugna. Questa è lontana da me. Questa mi è vicina. Questa è più importante nel sistema generale. Questa è meno importante….” Come possiamo tenere in considerazione tutti questi parametri? E come potrà ogni persona agire individualmente conformemente ad essi, rinnovando i suoi calcoli ogni secondo? Questa sarà la vera economia che noi dovremo sostenere. In altre parole dovremo arrivare a conoscere il sistema corretto e prospero in cui l’egoismo lavora correttamente, usando due forze.

Oggi il nostro complesso economico è basato solo su una componente egoistica e perciò, senza conoscerne la seconda metà, non riusciamo a gestirlo. Tuttavia quando le forze della dazione si uniranno alle forze della ricezione, cominceremo a interagire con le persone intorno a noi in modo differente, compensando dazione e ricezione in conformità al nostro livello personale e al livello della società. Questo sarà il vero calcolo.

Dobbiamo misurare e considerare le nostre interconnessioni, che siamo incapaci di creare oggi. Dovremo considerare tutti i possibili fili che si estendono tra noi in pensieri e sensazioni, i livelli della nostra chiusura e il “coefficiente di dazione”, portando tutto ciò dentro il calcolo economico che avrà connotazione puramente matematica.

Se aggiungiamo le variabili quantitative ai suoi parametri, che riflettono le percezioni e gli stati dell’umanità come insieme, otterremo un risultato indiscutibile e affidabile. Lo stesso calcolo viene fatto nella testa del Partzuf: considero la Luce interna e circondante, le Reshimot, TANTOT, i miei desideri interni ed esterni e i metodi di lavoro con essi… Precisamente questa economia.

Nel desiderio si fanno solamente calcoli spirituali e perciò tutte le cifre sono precise e autentiche. Nel desiderio posso classificare fattori e dare loro dei valori, ricavando TANTOT da loro. In sostanza i libri dei Kabbalisti sono le scienze economiche dell’universo. Le Luci sono i “soldi”, che significano la vita, mentre i vasi, i desideri, e gli schermi ci permettono di acquisire appagamento, profitto. Il profitto interiore è la Luce interiore, e il profitto futuro è la Luce circostante. Noi sottoscriviamo prestiti reciproci: Per esempio, il superiore presta all’inferiore nel primo tipo di Gadlut, e nel secondo tipo di Gadlut l’inferiore riceve Luce dal superiore per trasmetterla….

Non è un fatto accidentale che il colpo principale della crisi colpisca nient’altro che l’economia perché è per noi la cosa più importante. Non è stata la distruzione dell’unità della famiglia, un collasso dell’educazione o dell’ecologia, ma precisamente i problemi economici che ci hanno costretto a parlare seriamente della crisi. E questo corrisponde ai processi spirituali.

Con il tempo cominceremo a condurre un’economia fiorente, cominceremo a ricavarla conformemente al sistema spirituale e a percepire la transizione ad essa. Questa transizione diverrà possibile solo alla condizione che inseriamo nei calcoli la garanzia mutua, se la misuriamo, la pesiamo e la indichiamo numericamente. La considereremo quando faremo i conti in borsa perché diversamente sarà impossibile. Il successo di domani dipende da quanto la componente della garanzia mutua cresce nella nostra formula economica.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.10.2011

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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 187, Lezione 11
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KFS, Pagina 90, Rav Yehuda Ashlag, Articolo “Pace nel Mondo”, Lezione 6
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.10.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 96
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La molla continua a contrarsi

Tutte le leggi della nostra esistenza, tutto quello che succede in migliaia di situazioni differenti, avviene solo allo scopo di raggiungere la similitudine con la natura, è un processo graduale che porta la persona alla meta mediante la catena di causa ed effetto. Non c’è nient’altro che questo, perché dal principio tutto è venuto da una decisione superiore, perché il desiderio di ricevere piacere deve raggiungere la forma della dazione “a partire dall’assenza”.

Così, quando sei in corrispondenza con questa legge, significa che finirai nel migliore stato possibile, ed in base alla misura in cui non corrispondi ad essa, soffrirai in accordo al livello del tuo sviluppo. La persona che non è molto sviluppata non soffre molto, ma quando qualcuno si sviluppa senza osservare le leggi della corrispondenza delle qualità in accordo al suo livello, la sua sofferenza si incrementerà. La natura ci castiga in accordo a questo, come un giudice che vede tutto.

La natura è lo stesso Creatore, la stessa legge della corrispondenza che abbiamo davanti. Non c’è altro Creatore, desiderio superiore o piano. Tutto questo è esistito nel momento stesso della creazione, laddove la decisione è stata presa e da allora si è realizzata. È come se queste due forze principali opposte, la dazione e la ricezione, mettessero in tensione una molla ed ora questa abbia cominciato a rilasciarsi e gli estremi si avvicinino.

Il cambiamento avviene perché l’uomo cambia se stesso e comincia a vedere il mondo in maniera differente.

Dopotutto, in realtà, viviamo nel mondo dell’Infinito; però c’è una legge della natura che stabilisce che, in base alla misura nella quale corrispondo a questa legge naturale, in questa stessa misura, vedrò tutto in maniera più perfezionata, perché io stesso mi sono avvicinato di più alla perfezione. Tutta la natura si rivela dentro di me ed in nessun altro luogo. Non è possibile fare un passo in avanti, verso l’equilibrio, la connessione e la somiglianza delle qualità e sentirmi male dentro. Questo non succede!

Tuttavia, se non faccio questo passo in avanti, mentre il meccanismo continua a funzionare, la molla continuerà a rilasciarsi ed il misuratore si muoverà di un punto; cioè, il mio ritardo continuerà ad aumentare ed io, naturalmente, mi sentirò peggio. Non ci sono lacune qui, questa è una legge assoluta. Quanto più ti avvicini alla sua osservazione, tanto più ne guadagnerai e quanto più ti allontani da essa, tanto più ne perderai.

Perché adotto delle buone misure e mi sento peggio? Mi sentirò male dentro solo nella misura in cui penso che non sto dando a sufficienza, che non ho raggiunto ancora una grande connessione. Queste sono conosciute come le sofferenze dell’amore. In questo senso, continueremo davvero a soffrire di più: quanto più si avanza, maggiore sarà la perfezione che sentiamo e sentiremo una mancanza ancora più grande di perfezione. Come uno scienziato che cerca una micro particella persa e non può rilassarsi finché non risolve questa discrepanza che lui considera come un problema mondiale, mentre allo stesso tempo, un’altra persona vive in pace, senza nessuna preoccupazione per la sua esistenza. Ogni persona percepisce in accordo al suo grado.

È per questo che il progresso ci farà sentire dei buoni cambiamenti, tanto nel mondo fisico, quanto in tutti gli altri aspetti. Non avremo bisogno di sentire il male, perché la natura non avrà bisogno di spingerci attraverso la sofferenza. Sentiremo solo: “Perché non sono arrivato ancora ad una maggiore connessione?”; la sofferenza dell’amore, ci tira in avanti! Questa è la sofferenza interna che arriva nel momento stesso della sensazione del proprio buon avanzamento, la Luce.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Settembre 2011, articolo di Rabash)

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