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Come ci proteggiamo dalla Natura?

Abbiamo qualcosa da dire alle persone che vogliono ascoltare delle spiegazioni. Mettiamo le nostre carte sul tavolo e valutiamo la situazione realisticamente. Per prima cosa, siamo guidati dalla natura ed esistiamo nel suo sistema. Potete vedere da soli che malgrado i nostri vani tentativi, non controlliamo il mondo, poiché è guidato da un certo programma che opera secondo determinate forze: siamo sotto il suo controllo.

In secondo luogo, se ci muoviamo in questo modo, non sappiamo dove finiremo, allora come decifriamo il programma del nostro sviluppo? Come lo controlliamo? Forse addolcendolo un po’? Per esempio oggi i leader Europei sono incapaci di addolcire le pillole amare prescritte all’eurozona e sono ancora inclini a considerare il mercato comune come un errore, ma di quale errore possiamo parlare se fa parte del programma? Quello che è successo è successo e non può essere fatto niente a riguardo ed è stupido rammaricarsi per il passato.

L’uomo è stato creato in modo tale che, prima che possa davvero unirsi ad una forza operativa, sia incapace di capire che invece di rappresentare la funzione, rappresenta la conseguenza, l’azione. L’umanità sta scoprendo la sua impotenza a causa dei problemi attuali; ma il vero collasso non è ancora iniziato. La crisi ha molteplici livelli e la sua maggiore caratteristica non è né il debito irrecuperabile, né la disoccupazione.

Nel prossimo futuro (possibilmente uno o due anni da adesso, se il processo accelererà) vedremo che il mondo non può continuare ad esistere. I disastri naturali, i problemi economici ed industriali ci porteranno sull’orlo di un precipizio. Le nazioni non saranno capaci di gestire i numeri enormi della disoccupazione e noi semplicemente non abbiamo un sistema che sia capace di resistere a qualcosa del genere ed allora i disastri forzeranno le persone ad ascoltarci.

In terzo luogo, dovremmo chiederci perché l’evoluzione ci abbia sottoposto a dei colpi così forti. Nelle nostre condizioni attuali, si stanno semplicemente estinguendo i differenti tipi di livelli della natura vegetale e di quella animata come i dinosauri. Anche noi forse scompariremo dalla faccia della terra sotto la lama di questa ghigliottina?

In questo caso non abbiamo altra soluzione che trovare una terza forza che lavori contro la natura, in altre parole, contro il Creatore, non importa come lo chiamiamo.

I film di Hollywood dipingono le minacce globali anche sotto forma di asteroidi che volano verso la Terra, capaci di distruggerci nel giro di pochi secondi, e come sempre i protagonisti dei film riescono a salvare l’umanità.

Abbiamo bisogno di rivolgerci all’umanità con una richiesta di protezione e dobbiamo trovare la forza protettiva per resistere alla natura, che ci sta portando alla morte. Noi siamo parte del suo programma e se “la natura cieca” ha programmato di finirci con una serie di cataclismi, allora come troveremo un potere alternativo per un ulteriore sviluppo? Come possiamo cambiare il programma?

Prima di tutto, dobbiamo elevarci ad un nuovo grado, acquisire saggezza e capire cosa comporta il programma comune. Questo ci porta alla quarta fase in cui dobbiamo finalmente capire che la nostra essenza, il desiderio egoistico, è la fonte di tutti i disastri. Se non fosse per l’ego, non staremmo distruggendo la società umana, l’istituzione famigliare, il sistema educativo, le relazioni tra le persone, i paesi e le religioni; non staremmo creando le barriere artificiali che ci separano ed alla fine portano solo alla distruzione reciproca.

Una volta realizzato il male, penseremo a quello che chiamiamo bene ed allora impareremo dalla natura, nella quale opera il meccanismo integrato dell’unità e della reciprocità. Siamo capaci di immaginare questo ed osservarlo con i nostri stessi occhi, allora, di cosa manchiamo? Solo della capacità di elevarci al di sopra della nostra essenza.

Saremo capaci di cambiare il corso del nostro sviluppo se ci eleviamo al di sopra di noi stessi, oppure la natura è ancora più forte di noi? No, non è più forte. Perché no? Perché la natura ci controlla attraverso il nostro egoismo, ma se noi ci supportiamo reciprocamente e ci rinforziamo reciprocamente, se costruiamo un sistema comune e ci vogliamo unire costi quel che costi, le forze della natura ci svilupperanno in una buona maniera.

Il nostro egoismo non vuole più continuare a crescere perché la crescita gli causa solo maggiori problemi. Noi possiamo acquisire alla fine l’opportunità di controllarlo e di usarlo inoltre per avanzare sulla buona strada, ma solo se impariamo ad usarlo per l’unità. L’essenza di tutto il male è che ci sviluppiamo danneggiandoci a vicenda, mentre l’essenza del bene è di svilupparci unendoci.

Guidata dalla necessità, l’umanità ha completamente cambiato la sua attitudine nei confronti della vita, dell’ambiente, della società, della crescita dei bambini e dell’educazione. Abbiamo bisogno di costruire ogni cosa intorno a noi in modo tale da permetterci di essere circondati dal calore, come i bambini. Cerchiamo di mettere i bambini in una società esemplare in modo tale che imparino a comportarsi bene, ad avere cura di loro e degli altri, e così via. Vorrei mettere mio figlio nel giorno della più grande attenzione, fargli imparare la reciprocità, i linguaggi e farlo essere un bravo ragazzo o una brava ragazza.

L’evoluzione stessa ha impiantato in noi l’attitudine parentale, che ci abilita a capire come trattare gli altri. Non è una coincidenza che siamo divisi in maschi e femmine, che insieme creano posteriorità, il prossimo grado. Questo ci fa vedere come costruire per noi stessi un ambiente corretto. La nostra attenzione naturale per i figli ed i nipoti ci spinge verso la stessa cosa, ed ecco perché oggi dobbiamo creare un giorno universale per l’attenzione verso tutti. Siano benvenuti tutti quelli che vogliono essere insegnanti.

Generalmente parlando, il solo problema dell’umanità è l’educazione e per essere più preciso, il problema è capire che questo è il problema più grande. Ecco perché spieghiamo al mondo che il potere che dobbiamo risvegliare si trova già dentro di noi, nell’unità tra di noi.

La scienza conferma che quando le persone si riuniscono e si uniscono, esse generano un nuovo, speciale potere integrato che esiste di per sé. Per esempio, questo potere unisce una nazione mantenendo un approccio comune, un carattere ed un potenziale nelle persone. Il potere che unisce e che appare nel corso di anni di mutua convivenza ed interazione non viene dall’Alto, ma esiste tra noi in accordo alla specifica forma della nostra unità.

Allo stesso modo, quando oggi ci uniamo, generiamo questo nuovo potere integrato dell’unità mondiale che diventerà la nostra protezione, più potente della natura, del clima, dell’ecologia o di qualsiasi altra cosa. Dopotutto, questo potere è molto più alto, appartiene al grado umano e l’uomo svetta su tutti gli altri livelli della natura e per questa ragione, questo potere ci aiuterà definitivamente ad addolcire il nostro sviluppo, invece di tremare come dei conigli che vengono portati da qualche parte sconosciuta. Noi controlleremo il processo in azione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.11.2011, “Matan Torah (La Dazione della Torah”)

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Deve accadere qui e adesso

Nel momento in cui entriamo nella sala del congresso, dobbiamo connetterci immediatamente al desiderio grande e collettivo, essere pronti per il congresso ed aspettarci che succederà qui e adesso! Dobbiamo pensare che accadrà necessariamente qui e adesso (come è detto riguardo all’attesa dell’arrivo del Messia, ogni giorno). Questo crea l’azione e succede davvero.

Arrivare al congresso non è abbastanza e dobbiamo prepararci. È una buona idea studiare il materiale del congresso. Non fa parte del mio piano sorprendervi con delle nuove idee, viceversa più familiarità avrete con il materiale e parlo di cose apparentemente conosciute, in risposta al nostro desiderio diretto a quello che avete letto ascoltato e studiato, più sarò capace di portare davvero delle nuove spiegazioni.

Mi piacerebbe vedere che le persone al congresso capiscano, sentano il materiale e sappiano in anticipo cosa dirò. Gli argomenti delle lezioni e le fonti su cui si basano si possono trovare nel materiale per la preparazione al congresso. Noi dobbiamo studiarlo perché non dovrebbero esserci sorprese e tutto il nostro avanzamento dovrebbe avvenire internamente, connettendo e rivelando dei nuovi stati.

Questo si chiama avanzamento. Le parole del materiale possono essere le stesse, ma l’impressione che lasciano e la profondità che rivelano saranno nuove, e noi le sentiremo in un nuovo modo e ad un altro livello.

Quindi dovremmo studiare il materiale e le canzoni con il cuore, in modo da esserci familiari. Questo è molto importante, infatti se abbiamo assaggiato qualcosa e poi lo riassaggiamo, sembra piacevole e nuova; ma quando assaggiamo qualcosa per la prima volta, ne sentiamo appena il gusto.

Si dice la stessa cosa sul peccato: la prima trasgressione non è considerata un peccato perché l’uomo non sa cosa può succedere e l’ha semplicemente provato; ma non appena l’ha “assaggiato” e vuole continuare, come disse Adamo del frutto dell’Albero della Conoscenza: “Ho mangiato e ne mangerò ancora!”, allora è già un problema.

Dovremmo “assaggiare” i materiali del congresso in anticipo in modo tale che, durante il congresso, “continueremo a mangiare” e a scoprire il vero gusto. Non è abbastanza leggere una mezza pagina e pensare di essere pronti. Noi dobbiamo costruire i vasi, i nostri strumenti di percezione, sistemarli proprio come un impasto caldo e lavorato, per riscaldarci. Il sentire o no qualcosa dipenderà dalla preparazione generale.

Più siamo preparati, più potremo riuscire velocemente, sia nel cuore che nella mente, e realizzeremo la rivelazione se entrambi cuore e mente lavorano correttamente.

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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.11.2011, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli Esseri Creati”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.11.2011

Gli Scritti di Rabash “Chi testimonia ad una persona”
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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 144, Articolo “Il Sesto Palazzo, la Malvagità, il Corrispondente al nome, L’Ombra della Morte”, Punto 908, Lezione 36°
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TES, Parte 8°, Histaklut Pnimit, Punto 8, Lezione 20°
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KFS, Pagina 251, “Arvut” (La Garanzia Mutua), Lezione 7°
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La missione di Israele

La missione della nazione di Israele si divide in diverse fasi. Prima dobbiamo accrescere il grado della fine della correzione per noi stessi, il motivo per cui siamo usciti dallo stato di Babilonia per poi cadere nello stato d’Egitto, e 400 anni dopo abbiamo ricevuto il metodo della correzione, mentre stavamo in piedi “sotto il Monte Sinai.” Successivamente siamo saliti al livello del primo tempio, che in essenza, per questo gruppo, è il particolare finale della correzione.

Questa però non è ancora la fine dello sviluppo del mondo, ma è la ragione per cui siamo scesi in esilio, poi risaliti al livello del secondo tempio e infine adesso stiamo andando nell’ultimo esilio al livello delle Nazioni del mondo, e se consideriamo le fasi intermedie, questo è il nostro quarto esilio.

Tutte le fasi di questo percorso sono rimaste nelle nostre Reshimot, per questo, oggi dobbiamo correggere la nostra parte finale, in modo da salire ad un livello più elevato rispetto a quello precedente, poiché ci stiamo mescolando con le nazioni del mondo, che si uniranno a noi nel processo di questa salita finale. Questo è il modo di salire al livello della correzione di Israele e al livello della correzione generale.
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.11.2011

KFS, Pagina 251, “Arvut” (La Garanzia Mutua), Lezione 6°
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Attiva il Gruppo

Nel gruppo c’è una costante circolazione di desiderio. Per me la chiave è essere più attivi nell’analisi e nella correzione, perché la mia attitudine corretta verso gli altri ritorna a me migliore e rinforzata, introducendo così dei cambiamenti nel modo in cui il gruppo mi influenza. In base alla misura in cui valorizzo gli amici, la mia debole spinta evoca una forte retroazione.

Tutto qui dipende da quanta importanza attribuisco loro. Potrebbe essere che il gruppo sia molto grande, ma non lo stimo per niente, o potrebbe essere che sia piccolo, ma lo considero come il miglior ambiente del mondo. Questa è la mia scelta. Cambio il mio destino costruendo con loro l’attitudine corretta. Fino ad ora  è avvenuto tutto secondo il piano della natura: sono cresciuto e loro mi hanno riempito di entusiasmo, ma adesso mi è stata data l’opportunità di creare un’attitudine identica verso di loro.

E’ possibile grazie alla frammentazione dei vasi, come risultato della quale oggi vedo i miei desideri come estranei, isolati e indipendenti da me. Ho l’opportunità di correggerli esternamente ed io stesso costituisco solo il punto che il Creatore ha accesso in me.

Tutta la realtà, tutte le anime sono davanti a me ed io sono una scintilla che ha bisogno di costruire l’attitudine corretta verso di loro e di relazionarmi a loro come il Creatore si relaziona agli esseri creati, perché queste anime sono il mio vaso spirituale. Mi è stata data l’opportunità di cominciare a relazionarmi a loro consciamente, intenzionalmente, e loro in risposta mi rinforzano. Scopro così gradualmente di avere una connessione con il Creatore e ne deriva che il mio vaso è Malchut riempito di Luce superiore.

Solo qui c’è la mia sola scelta. Il gruppo, da parte sua, mi darà tutto quello che mi è necessario, ma se non coopero selettivamente e non lo voglio specificamente, il mondo mi porta al cammino della sofferenza, chiamato “a suo tempo”.

Attiva il gruppo se vuoi essere sul cammino veloce e giusto verso lo scopo, perché dall’ambiente corretto riceverai la Luce, la forza dello sviluppo accelerato.

Oggi percepisci Malchut dell’Infinito come “questo mondo”. Questa realtà ti influenza e ti cambia in base al modo in cui ti ci relazioni. Tutto dipende dalla tua attitudine, dalla misura in cui crei ed inviti su di te l’influenza degli amici. Portali nell’angolazione corretta della tua percezione e loro faranno attecchire la Luce su di te, dopotutto hai a che fare con Malchut dell’Infinito data a te per il lavoro.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.11.2011, “Matan Torà [Il Dono della Torà])

 

E’ giunto il tempo della rivelazione

Bina di Arich Anpin esce decisamente dalla sua testa e scende verso il basso per aiutare il bambino, ZON. Binà stessa diviene piena di Luce di Hassadim (Misericordia), che non subì la restrizione, ed è per questo che è completamente libera e può essere ovunque. ZON riveste Binà, è poiché quest’ultima è divisa in due parti, anche ZON si divide in due parti: una superiore e una inferiore, GAR e ZAT.

Questa separazione comincia in Binà con le quattro fasi della Luce Diretta, quando Binà è obbligata a separare la sua parte inferiore, per usarla per donare. La parte superiore, che desidera dare, produce la parte inferiore ricevente, ZAT de Binà, così come ZON, dove questa dazione è realizzata.

Quando il Creatore crea la ricezione nella prima fase, la creatura non è d’accordo. E quando la creatura desidera diventare come il Creatore, in GAR de Binà, non ha scelta se non ritornare alla ricezione, ma questa volta per sua propria volontà. Inizia ad utilizzare la sua natura per donare.

GAR de Binà è un punto indipendente che dice al Creatore: “Io non utilizzo i desideri che Tu mi hai dato!” E poi ritorna e dice: “Bene, li utilizzerò, ma perché io ho scelto di farlo.” Questo è il luogo del punto in cui viene presa questa decisione: un limite, una sezione. Questo punto nel mezzo di Bina è chiamato il punto della libertà di scelta: il terzo medio di Tifferet.

E’ il motivo per cui anche noi ci dividiamo sempre in due, GAR (Israele) e ZAT (le nazioni del mondo), con la divisione tra loro. Sotto sono i desideri di ricevere, sopra sono i desideri di dare. Questa scala non cambia mai.

Nei nostri giorni, quando AHP, il cosiddetto 99%, sta cominciando a rivelare se stesso, abbiamo bisogno di sapere come lavorarci. Questa è la prima volta che si sta rivelando la struttura completa di tutte le Dieci Sefirot (Galgalta ve Eynaim e AHP insieme), ed è il motivo per cui sta arrivando il tempo della correzione. Ora Galgalta ve Eynaim può veramente agire perché prima d’ora era solo il periodo della preparazione, senza l’opportunità di comprenderla veramente in azione.

Galgalta ve Eynaim esiste solamente per correggere AHP. Questi desideri appartengono a Binà fin dall’inizio, che è invitata a prendersi cura di AHP.

Noi dovremmo conoscere questa separazione poiché la utilizziamo per attrarre la Luce Superiore, così come per avere una migliore comprensione di ciò che sta accadendo intorno a noi. Vedremo presto, con i nostri stessi occhi, come tutte queste cose si materializzeranno perché questa struttura superiore ha cominciato a rivelare se stessa nel nostro mondo in modo pratico. Chi sa quanto tempo ci vorrà, se saranno mesi o anni, ma noi siamo su questo percorso perché la prima rivelazione si è già verificata.
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(Dalla parte 3° della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.10.2011, TES)

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Il supporto delle donne

Domanda: Questo fine settimana si terrà un congresso nel deserto di Arava al quale assisteranno per unirsi centinaia di uomini d’Israele, per cristallizzare la forza interiore della garanzia mutua tra di noi e per diventare il nucleo nell’unificazione nel congresso di dicembre. Come possiamo farlo?

Risposta: C’è bisogno di un nucleo speciale nel quale tutti i punti si possano unire come uno. Questo punto è circondato da una parte più passiva, le donne di Bnei Baruch, e il mondo esteriore è il cerchio più ampio.

All’interno tutti i nostri amici del mondo intero si fondono insieme. Perché gli uomini? Perché questa è la natura della creazione: sono loro ad aver bisogno di correzione per raggiungere l’amore e l’unità, mentre le donne raggiungono questo in maniera differente. Poi, quando raggiungiamo lo stato desiderato, saremo capaci di passarlo agli altri.

Domanda: Come possono le donne essere di supporto  agli uomini in questo congresso?

Risposta: Loro devono pensare al nostro successo. Noi abbiamo bisogno di questo supporto senza il quale avremmo dei tempi molto duri. È esattamente come: “I figli d’Israele sono usciti dall’Egitto in virtù delle donne giuste”.

Le donne sono una parte molto potente del sistema comune e il loro supporto è semplicemente indispensabile. Quando una donna si preoccupa di un uomo, questo trasmette a lui molta forza, un grande impeto per realizzare i desideri agognati da lei. Senza il supporto delle donne non avremmo successo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011 “L’Arvut (La Garanzia Mutua)“)

Il congresso di Arava è una disconnessione programmata da tutti i disturbi

Domanda: A cosa serve l’isolamento del gruppo al congresso nel deserto di Arava?

Risposta: Ci riuniremo qui per gettare le basi di una nuova società, il cui scopo sia quello di raggiungere l’adesione al Creatore. Al fine di riuscirci, dobbiamo raggiungere l’adesione tra di noi, e per riuscire in questo, dobbiamo unirci, disconnetterci da tutti i disturbi che arrivano dal mondo esterno. Infatti siamo piccoli e ci dobbiamo dare forza a vicenda, e non dobbiamo lasciare che il mondo interferisca con quello che stiamo facendo. Questa è la ragione per cui andremo nel deserto.

In passato certi gruppi di Kabbalisti prendevano delle misure molto più straordinarie per isolarsi dall’ambiente esterno. L’uomo deve concedersi più di libertà da questo mondo confuso e insensato per raccogliersi un po’ di più in se stesso e capire quale sia il suo destino.

Nel turbine della vita, frastornati dal baccano delle radio e delle televisioni, non possiamo far emergere la voce sottile della nostra anima o raggiungere una labile ispirazione interiore. Il fatto è che non abbiamo l’energia per farlo. Anche i Kabbalisti, che hanno vissuto centinaia e migliaia di anni fa in un mondo completamente diverso, che non conoscevano le “meraviglie” dei mezzi di comunicazione, si isolavano, togliendosi dal loro ambiente abituale, addirittura “andavano in esilio”, lasciando le loro case senza portarsi dietro niente; vagavano per anni e tiravano avanti con quel che riuscivano a guadagnarsi per mangiare.

Noi non sappiamo nemmeno cosa stiamo perdendo nel mondo moderno, che ci subissa e ci insudicia con la sua sporcizia. Vogliamo ottenere qualcosa di meraviglioso? Se lo vogliamo, allora quali sforzi stiamo facendo per scappare da queste bassezze?

Varrebbe la pena trovare il tempo per questo genere di isolamento, durante il quale sentiremo solamente le nostre forze, senza i disturbi del mondo esterno. Prendiamoci un giorno nella vita per sentire che siamo noi invece di sentire chi sono loro, questi disturbi.

Ovviamente non costringiamo nessuno a partecipare e non facciamo una lista di chi verrà e di chi no. Non spuntiamo elenchi per il futuro. Chi non vuole o non può venire, non lo faccia. In questo senso, tutto è lasciato alla libertà individuale. Però, se un uomo viene, deve partecipare alle iniziative che il gruppo ha stabilito per aiutarci a staccarci da tutto, per sentire solamente noi stessi.

Non desiderate delle volte essere soli con voi stessi? Questo è anche il modo in cui il gruppo vuole essere solo con se stesso, per sentirsi. Entriamo in una stanza, chiudiamo la porta e restiamo con i nostri pensieri. Ed è così che vogliamo fare. In realtà, questa è un’idea chiara e comunemente accettata. Ma per noi non è solamente un minuto di riposo, ma un distacco dal “livello delle donne e dei bambini” per ascendere al “livello degli uomini”.

Nell’articolo “L’importanza del gruppo” il Rabash scrive: “Quando un uomo lavora lungo il cammino della verità, ha bisogno di isolarsi dagli altri uomini. Infatti il cammino della verità richiede una certa forza di carattere perché va contro il pensiero comune. Le opinioni del mondo sono costruite sulla conoscenza e la ricezione, mentre le opinioni della Torah sono costruite sulla fede e sulla dazione. Se un uomo è distratto, allora si dimentica subito di tutto il lavoro del cammino della verità e cade nel mondo dell’amore per se stesso. Solamente nel gruppo gli amici si aiutano a vicenda, e perciò ogni uomo riceve dal gruppo la forza per combattere le opinioni comunemente accettate”.

Il mondo superiore è il nostro mondo interiore. Dobbiamo spostare la nostra osservazione dall’esterno all’interno. Perciò, con l’aiuto degli amici, proveremo ad entrare in noi stessi, a guardarci dentro, per acquisire una saggezza profonda, per raggiungere l’intimo significato della Torah. Non c’è altra scelta e ne abbiamo bisogno.

Un uomo deve essere costantemente immerso nella sua interiorità, penetrare nelle sue profondità, ed è proprio qui che rivelerà il vero mondo. Il mondo esterno ci confonde di proposito in mondo che attraverso i conflitti e la resistenza, costruiremo la nostra strada puntando all’esterno. La nostra lotta consiste nel penetrare sempre più nel profondo la realtà del mondo che abbiamo davanti ai nostri occhi, e che ci spinge verso l’esterno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011 “Arvut (Garanzia Mutua”)

Non perderti la Luce!

Domanda: Qual è il peso spirituale del congresso di dicembre? A quanti anni di studio equivale?

Risposta: Penso che nel prossimo anno non ci sia niente di simile. In quest’anno così importante, e direi decisivo, vedremo come il mondo si girerà verso l’unità e la connessione. Questi saranno solamente i passi preliminari, ma dobbiamo essere forti e ben preparati e il congresso dovrebbe fornirci questo.

Non si tratta solamente di fare un balzo in avanti, che altrimenti ci prenderebbe diciamo sei mesi. Se non ci connettiamo durante il congresso, non saremo capaci di svolgere il nostro compito. Il sistema di connessione che creiamo durante questi tre giorni dell’evento sono di estrema importanza per noi.

L’uomo può anche non studiare con noi quotidianamente, ma se perde il congresso e la sua preparazione si perderà i “mattoni di costruzione” di cui il vaso spirituale è costruito. Non si tratta della “saggezza” che sentiamo durante le lezioni, ma che adesso stiamo costantemente lavorando con la Luce che riforma.

Quindi vi avverto: non permettetevi di perdere le lezioni. Non è solamente lo studio. Sono momenti veramente preziosi durante i quali la Luce ci influenza effettivamente, in maniera molto più realista e intensa di prima.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.10.2011, “La Pace nel mondo”)

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